ROMA COLPITA ANCORA DAI BARBARI…

I TIFOSI OLANDESI CREANO IL CAOS ALLA FONTANA DELLA BARCACCIA, A PIAZZA DI SPAGNA E A VILLA BORGHESE

Roma non ha finito di ricevere danni al suo patrimonio. La sera di Giovedì 19 Febbraio 2015, i tifosi ultras, provenienti da Rotterdam, hanno messo a ferro e fuoco Campo dei fiotrinità dei montiri e il centro della nostra capitale. In seguito Venerdì 20 Febbraio i tifosi olandesi, con al collo sciarpe rappresentanti la propria tifoseria, si sono recati a Villa Borghese, in Piazza di Spagna e in altri luoghi del centro urbano dove hanno assunto comportamenti vandalici. Il premier Renzi in serata è intervenuto dicendo: <Attendo le scuse del Feyenoord. Puniremo i colpevoli con durezza.> Bottiglie, fumogeni e circa 600 bombe carta sono ciò che è stato lanciato dai tifosi olandesi in Piabarcaccia_3zza di Spagna. I feriti naturalmente non mancano, come la cattiva pubblicità che si è fatta Roma con i turisti. Pensiamo soltanto al fatto che Piazza di Spagna era un porcile. Bottiglie e lattine per terra, i fumogeni … Non parliamo poi della fontana della Barcaccia del Bernini, che, da poco restaurata, è stata usata come “cassonetto” dai tifosi. Ora restano i danni irreparabili: il bordo della vasca è stato barbaramente scheggiato, dal momento che la fontana è stata anche utilizzata come fosse la porta di un campo da calcio; un pezzo in travertino del monumento, ossia il candelabro centrale di 10 cm è stato spezzato e  poi ci sono i danni prodotti dalle schegge dei vetri. La responsabile del restauro Anna Maria Cerioni ha appunto detto che la fontana della Barcaccia non tornerà mai più come prima perché ha subito un danno permanente e che LABARCACCIA1la somma del restauro ammonta ad una cifra di milioni di euro. Gli arresti non sono mancati, si auspicano pene severe e un risarcimento danni immediato per l’Italia. Intanto il 9 marzo è stato consegnato un assegno simbolico da 3.200 euro dagli allievi olandesi del Celeanum Gymnasium per il restauro della Barcaccia di Piazza di Spagna. A ritirarlo, proprio davanti al monumento del Bernini sotto la scalinata di Trinità dei Monti, l’assessore alla scuola e allo sport di Roma Capitale, Paolo Masini, assieme al sovrintendente dei Beni Culturali di Roma, Claudio Parisi Presicce, e la presidente dell’associazione “Salviamo la Barcaccia”, Angela Mannaerts, che ha raccolto i fondi già arrivati, complessivamente pari a circa 25mila euro. Questo testimonia l’amore per il patrimonio artistico italiano.
Giorgio Zucaro 1^ E

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La festa delle donne

La storia di questo giorno è nota. Nel marzo 1908 le operaie della fabbrica tessile newyorkese “Cotton“. Iniziarono a protestare per le pessime condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, fino all’8 Marzo. Quel giorno il proprietario della fabbrica, Mr. Johnson, chiuse le operaie all’interno dell’edificio, per evitare che uscissero  a scioperare. Improvvisamente scoppiò un incendio e le 129 operaie, private di qualsiasi via di fuga, rimasero uccise. Queste donne sono considerate come martiri, arse vive perché chiedevano più rispetto per la figura femminile e per il loro lavoro.festadonne1
Nel settembre del 1944, si creò a Roma l’U.D.I., Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al P.C.I., al P.S.I., al Partito d’ Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu proprio l’U.D.I. a prendere l’iniziativa di celebrare l’8 Marzo 1945 come la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’O.N.U. una “Carta della donna” contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l’8 Marzo 1946, fu celebrato in tutta l’Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di Marzo, secondo un’idea di Teresa Noce, di Rita Montagnan e di Teresa Mattei.
Nei primi anni cinquanta, anni della guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire quel giorno una mimosa o diffondere “Noi Donne“, il mensile dell’Unione Donne Italiano (UDI), divenne un gesto “atto a turbare l’ordine pubblico”, mentre tenere un banchetto per strada diveniva “occupazione abusiva di suolo pubblico”. festa-delle-donne2Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa cadde nel vuoto.
Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell’opinione pubblica finché con gli anni settanta in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.

Stefano Labianca 2^C

LA SCOMPARSA DI BORIS NEMTSOV

MUORE UNO DEI GRANDI OPPOSITORI A PUTIN
27 Febbraio 2015. Centro di Mosca. Boris Nemtsov passeggiava in compagnia di una donna per le vie del centro di Mosca non lontano dal Cremlino e dalla Piazza Rossa. Era appena arrivato nelle vicinanze della basilica di San Basilio quando il conduttore di una macchina lo intimava ad avvicinarsi per poi freddarlo con quattro colpi di arma da fuoco. Secondo Iuri Barmin, amico e compagno politico di Nemtsov sarebbero scesi più uomini dalla macchina bianca per poi finirlo con i letali quattro colpi. Nemtsov stava passeggiando dopo l’uscita alla Ekho, stazione radio russa dove aveva invitato gli ascoltatori a partecipare ad un corteo dNemtsovell’opposizione preparato per l’indomani. Altri personaggi russi come Anna Stepanovna Politkovskaja (giornalista uccisa il 7 ottobre 2006 a Mosca) il cui corpo, da pochi giorni, giace vicino a quello di Nemtsov, sono stati uccisi a Mosca vicino al Cremlino. Nemtsov, durante un’intervista nei giorni precedenti alla sua morte alla domanda –Teme che Putin voglia ucciderlo?- aveva risposto -Penso di no, ma i dubbi restano.-

Molti personaggi importanti gli hanno reso omaggio, tra questi Poroshenko, presidente ucraino, che ha scritto in un tweet – Sono sotto schock. E’ dura da credere. Sono sicuro che i suoi assassini saranno assicurati alla giustizia. Prima o poi.-  Navalny accusa Putin di aver ordinato l’uccisione del suo amico e compagno di partito Nemtsov.- Kasyanov, invece, (portabandiera dell’opposizione russa) ha commentato nel seguente modo: – Chi ha ucciso Nemtsov dovrà pagare un duro prezzo-. Obama, presidente degli U.S.A., ha dichiarato – Gli Stati Uniti condannano il brutale assassinio di Boris Nemtsov e chiedono al governo russo un’indagine imparziale e trasparente per portare coloro che ne sono responsabili davanti alla giustizia- e ricorda- Ho ammirato la coraggiosa dedizione di Nemtsov alla lotta contro la corruzione in Russia e la sua volontà di scambiare il suo punto di vista con me quando ci siamo incontrati a Mosca nel 2009-. Altri personaggi importanti della politica, della letteratura e del web russo e non hanno commentato la sua improvvisa morte. A tutti costoro il presidente russo Putin risponde:- La polizia ha lanciato un’operazione su vasta scala per catturare gli assassini.- Egli, inoltre, ha condannato gli assassini, annunciato un suo controllo ”diretto” sulle indagini e un consulto con i vertici della sicurezza. Il presidente georgiano Saakashvili ha dichiarato che Nemtsov stava lavorando ad un rapporto su azioni segrete e militari che Putin stava compiendo in Ucraina. Ha concluso l’intervista dicendo che era stato a cena da Nemtsov la scorsa settimana. Riferisce che gli aveva chiesto se sospettava che Putin voleva ucciderlo. Lui aveva negato rispondendogli che, secondo lui, Putin non avrebbe permesso che morisse per mano sua un ex funzionario di alto livello come lui. –Non mi sorprende che non fosse ancora stato ucciso-.nemtsov2
I funerali si sono svolti nella camera “Sakharov”. Centinaia di persone in coda alla cerimonia. Tra queste rappresentanti della UE, degli U.S.A. e di varie altre nazioni. Mancavano la modella ucraina che era con lui al momento dell’omicidio e Vladimir Putin che ha mandato un suo rappresentante e ha vietato l’entrata a Navalny (presidente dell’opposizione) per via del suo “arresto amministrativo”. La folla, quando ha visto uscire il corpo ha gridato “La Russia sarà libera” e “Gli eroi non muoiono”.
Nemtsov era nato nel 9 ottobre del 1959 a Sochi da Dina Eidman (ebrea) e Efim Nemtsov, cresciuto, nonostante tutto, come ortodosso. Aveva quattro figli: Joan, Sofia, Dina, Anton . Il Post, giornale online, narra della sua prima impresa politica in questo modo: – Nel 1985 si laureò in fisica e matematica e fino al 1990 lavorò come ricercatore all’istituto di fisica di Gorky, una città che pochi anni dopo sarebbe diventata Nizhny Novgorod. Proprio a Nizhny Novgorod, dove aveva studiato, Nemtsov cominciò la sua attività politica: nel 1986, dopo il disastro di Chernobyl, guidò una protesta locale contro la costruzione di una centrale nucleare e riuscì a bloccare il progetto.nemtsov3 Poi venne nominato governatore di Nizhni Novgorod grazie alla sua fedeltà verso l’allora presidente Yeltsin.- Sempre Il Post narra della sua esperienza politica di quando divenne vice-primo ministro. –Nel 1993 Nemtsov ricevette i complimenti e una visita personale da parte dell’ex primo ministro del Regno Unito Margaret Thatcher. La sua alleanza con Yeltsin continuò negli anni successivi: nel 1997 fu nominato vice-primo ministro della Russia. All’epoca il Paese si trovava in una situazione molto instabile, sia dal punto di vista economico che da quello politico. La corruzione era diffusa ovunque e i politici erano divisi da faide interne che spesso risultavano in attentati e omicidi. All’epoca, ha scritto Miriam Elder, caporedattrice degli esteri di BuzzFeed, Nemtsov era una rarità: «un politico popolare».
Nemtsov, hanno ricordato molti, era carismatico e abile durante le sue apparizioni televisive. Secondo alcuni sondaggi realizzati nel 1997, alle successive elezioni presidenziali avrebbe potuto ottenere circa il 50 per cento dei consensi. Ma nel 1998 la difficile situazione della Russia divenne disastrosa: il valore del rublo crollò, causando una gravissima crisi economica. File di persone si formarono davanti ai pochi negozi rimasti aperti. Gran parte della disastrosa classe politica che aveva guidato la Russia negli anni Novanta fu costretta a dimettersi o a ritirarsi dalla vita pubblica. Nemtsov non aveva responsabilità particolari e non fu mai accusato di corruzione, come accadde a molti altri politici dell’epoca. Apparteneva però al vecchio regime e fu costretto a ritirarsi anche lui. Proprio in quegli anni, Vladimir Putin vinse le elezioni e ottenne il suo primo mandato da presidente della Federazione Russa.- Dopo di che si diede all’opposizione. E ci lascia il 27 febbraio 2015 all’età di 55 anni.

Ora che è morto e ho scritto questo articolo ho capito che nel mondo ci sono molte persone grandi, ma nascoste.
Leonardo Pellecchia I C   (a.s. 2014/15)

Un giorno a Teatro: “La vera storia di Pinocchio”

Il giorno 11 febbraio 2015 tutti gli alunni delle classi prime della scuola “Santarella” sono andati al Teatro Comunale per assistere allo spettacolo “La vera storia di Pinocchio”. Io e i miei compagni di classe ci siamo andati con i nostri professori. Per la verità all’inizio io ho pensato: “Ma che noia!! Sempre questa storia!!”
Ma appena lo spettacolo è cominciato ho visto qualcosa di meraviglioso: c’era un unico attore che interpretava tutti i vari personaggi della fiaba, c’erano il pianista, le luci, i colori! pinocchio1Insieme creavano un’atmosfera magica! L’attore ha iniziato a raccontare la sua storia, la storia di Pinocchio, appunto. Ha raccontato di essere stato costruito da un falegname di nome Geppetto il quale, stanco di stare da solo, l’aveva costruito per avere un amico. Ha raccontato di quando aveva venduto l’abbecedario per poter andare a vedere uno spettacolo teatrale, di come le altre marionette lo avessero riconosciuto, delle feste che gli avevano fatto e dell’ira di Mangiafuoco nel vedere il suo spettacolo rovinato dalle marionette! C’erano proprio tutti, il Gatto e la Volpe, la fata Turchina, la balena che inghiotte Pinocchio e Geppetto che era andato a cercarlo. E c’era il racconto delle bugie del burattino, il naso di legno che cresceva e cresceva, tutti i buoni propositi che puntualmente Pinocchio dimenticava pur di inseguire il divertimento e i giochi.
Il Paese dei Balocchi ci è sembrato proprio di vederlo, eppure era rappresentato solo da una miriade di bolle di sapone!! pinocchio 2 bis
L’attore protagonista era Pinocchio, colui che raccontava la sua vera storia e che spesso parlava con noi spettatori per sottolineare le differenze fra la storia che noi conoscevamo e la “storia vera”. Lo stesso attore, cambiando il tono di voce e aiutato dalla musica e da giochi di luce e di colori, interpretava gli altri personaggi. Spesso poi interveniva, facendo capolino da dietro una tenda rossa, il burattino di legno con tanto di naso lungo! Lui però dava voce a Geppetto e ricordava a Pinocchio i sacrifici fatti perché potesse andare a scuola! pinocchio 3
Insomma, lo spettacolo, presentato da La Compagnia del Sole in coproduzione con il Piccolo Teatro di Milano, di e con Flavio Albanese e con le musiche di Fiorenzo Carpi, è stato molto divertente, insolito e coinvolgente. Un’esperienza che io e i miei compagni di classe abbiamo vissuto insieme e che speriamo di ripetere presto!

Nota: Flavio Albanese è un giovane attore e regista di teatro di Bari che si è formato alla Scuola del “Piccolo” di Milano sotto la direzione di Giorgio Strehler.

Classe I A (Sabrina Ferrante, Paola Mazzilli, Michele Strippoli)

 

LE FIABE SECONDO NOI

Come tutti gli alunni delle classi prime, anche noi alunni della I A ci siamo avvicinati per la prima volta alla magia della Biblioteca di Istituto, esattamente il 13 novembre 2014. Quel pomeriggio tutti noi abbiamo scoperto un nuovo mondo, fatto di tanti libri che rivestivano le pareti della stanza in un caldo abbraccio. Abbiamo conosciuto il Regolamento che disciplina l’utilizzo della Biblioteca e “toccato” i colori dei volumi a noi destinati per il prestito. Un mese, mi raccomando!! Ma no, scherziamo… Si può anche chiedere di tenere il libro ancora per un altro mese, tranquilli! Quel pomeriggio abbiamo giocato a creare delle fiabe servendoci delle cartafiabe che ciascuno dei gruppi aveva in dotazione.fiaba La cosa più strana, che proprio non ci saremmo aspettati, è stata che i gruppi potevano, sì, scambiarsi le cartafiabe, ma solo a patto che il capogruppo donasse a uno dei sei gruppi in cui eravamo suddivisi, la cartafiaba che non serviva al proprio gruppo. Abbiamo capito in questo modo che giocare insieme vuol dire venirsi incontro, collaborare in amicizia. Le fiabe che abbiamo creato non sono state meravigliose, anzi alcune erano proprio sconclusionate!! Ma perché abbiamo faticato un po’ a lavorare con ordine e spirito di collaborazione! Le due ore erano volate! In classe poi abbiamo incollato le sei fiabe su cartoncini colorati e le abbiamo affisse alle pareti della nostra aula, aggiungendo sagome di protagonisti, antagonisti e mezzi magici e il titolo generale del lavoro. Ora una parete dell’aula è una festa di colori!!
Le fiabe secondo la I A sono proprio questo, il ricordo di quel pomeriggio e l’emozione, ora, di andare in biblioteca a scegliere ognuno la storia che in quel momento lo appassiona di più!!!

Classe I A (a.s. 2014/15)

A Carnevale un tuffo nel passato

FOTO: Preistoria

L’intervista: https://www.youtube.com/watch?v=Mn-9IB035WA&feature=youtu.be

Il 14 febbraio nella palestra della scuola “Cifarelli” in occasione del Carnevale, si è tenuta la nostra rappresentazione “Un salto nel passato”.DSC09506
Siamo andati molto indietro nel tempo. Eravamo vestiti da primitivi, i visi erano spolverizzati di terra scura e i capelli delle femminucce erano adornati da un osso finto. L’emozione di parlare al microfono per la maggior parte di noi è stata grande! Lo scopo della recita era quello di creare un confronto tra il modo di vivere degli uomini primitivi e il nostro. Con una macchina immaginaria rappresentata da un “tri-trac” abbiamo”visto” la vita difficile nella preistoria, quando però tutti erano felici di essere tanto amici, “i pesciolini nutrivano i bambini e c’erano tanti prati per giocare, intorno al focolare ci si metteva a cantare. Certo i giorni erano sempre uguali, ogni mattina si andava a cacciare la selvaggina,con la pietra ed il bastone, via di corsa a colazione…!”


Lentamente l’uomo diventò più sapiente grazie alle idee, forza creatrice dell’uomo ,che due nostre compagne hanno rappresentato simbolicamente per far capire che senza di esse c’è solo il buio. Altre due compagne hanno raccontato quanto fosse amata e rispettata nel passato la terra “piena di piante di fiori e frutti, così all’ istante fai nascer tutti. Dalle tue mani nasce la vita. Terra dolce terra, secca oppur fiorita terra vuol dire VITA!” Ed è peccato inquinare l’aria che fu così pura. Non conta solo il denaro chi sa restare bambino e guardare con stupore,potrà ancora godere dell’amicizia e della natura .Certo oggi la vita sembra privilegiata, ma la corsa frenetica impedisce d guardare negli occhi l’amico e, come se fosse bendato, l’uomo lascia appassir la natura.
Anche il ballo tribale, realizzato con il maestro Palumbo, con i sonagli da noi costruiti ci ha permesso un tuffo nel passato, infatti dai movimenti inziali goffi siamo passati a quelli da homo erectus . E come la musica univa e dava benessere ai primitivi, così noi ci siamo sentiti uniti in questo viaggio e felici dell’esperienza vissuta.

Gli alunni della III B della scuola primaria “Cifarelli”. (A.S. 2014/15)