“No all’egoismo e all’indifferenza. Sì alla solidarietà e al volontariato”

ASocietà! Dovrebbe essere la parola chiave della nostra convivenza con gli altri; è facile dire: “io faccio parte di una società!” Ma…ne siamo sicuri? Una società non si può dire tale se ognuno pensa solo a sé e mai agli altri, come ad esempio, in una comunità scolastica, se un amico è in difficoltà, noi non dobbiamo pensare: “Che me ne importa!? Ci sono gli altri che possono aiutare!”. In una società lavorativa, ad esempio, ci possono essere una o più persone sfruttate ingiustamente e noi non dobbiamo dire: “Che me ne importa!? Ci sono gli altri che possono difendere!”. Per la strada non dobbiamo sporcare o rovinare e dire: “Che me ne importa!? Ci sono gli altri che possono pulire!”.
Questi sono piccoli gesti che possono aiutare nella vita quotidiana noi e gli altri.D
Perché siamo noi che viviamo in queste realtà e… perché non iniziamo noi ad essere quegli “altri” che aiutano, difendono, rispettano..? Perché non iniziamo noi a diffondere questo messaggio?
Forse abbiamo paura di essere additati come “pazzi”, solo perché non seguiamo la massa, quella massa che NON PENSA E RIMANE NEI PROPRI SCHEMI DICENDO: “Che me ne importa!? Ci sono gli altri che possono farlo!” Invece deve importare a tutti noi, per un mondo migliore e per formare una società.
CVedete, tutto ci riporta alla società, che dobbiamo rendere vera e vivibile per tutti: grandi, piccoli, forti, deboli, sicuri, incerti…
La solidarietà non è solo un sinonimo di volontariato per i poveri, ma anche per chi è più vicino a noi; perché non tutti possono aiutare economicamente, ma nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per gli altri… pensateci. Ogni tanBto pensate al compagno di banco? Gli prestereste le vostre cose? Lo aiutereste senza chiedere “tasse” da bulli? (Ora ne approfitterei per parlare di questo…) Beh, spero di sì, spero che nessuno di voi abbia avuto esperienze di questo tipo, perché se fosse così, vi invito a parlarne con qualcuno (io, personalmente, consiglierei genitori, professori, fratelli o sorelle che possono dare consigli) e ora penserei a quelli di voi che sono bulli (spero nessuno); dato che stiamo trattando questo argomento. Essere bullo non significa solo picchiare, infastidire qualcuno, ma anche insultarlo pesantemente o prenderlo in giro. Riflettete e cambiate bulli!

So che quesmanine coloratete cose le avrete sentite tantissime volte, ma volevo dire la mia… Io ora non dico di riuscire a cambiare qualcosa con un solo articolo, ma magari si può riflettere (e se volete mi potete aiutare scrivendo anche voi qualcosa).
Commentate e ditemi cosa ne pensate!

Caterina Anna Cuccovillo II B (a.s. 2014/2015)

Fantasma… al Castel del Monte!

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Il giorno 6 maggio un’entusiasmante visita al Castel del Monte ha coinvolto le cassi 2ª C e 2ª D i cui alunni, immedesimandosi in esperti investigatori, hanno provato a risolvere il misterioso omicidio del capobrigante Domenico servendosi degli appositi indizi, di una mappa e di schede da compilare forniti dalle guide. (Le altre seconde erano andate in altri giorni!)
Inizialmente le classi sono state divise dall’esperta Angela Saragaglia, che ha condotto l’attività, in gruppi da quattro o cinque persone che hanno cercato, con grande curiosità e spirito di squadra, tutte le visioni del capobrigante Domenico. Le visioni erano costituite da particolari architettonici del Castello che il brigante avrebbe visto prima di essere ucciso.
È stato possibile notare, tramite l’attenta osservazione,02 le decorazioni che solitamente vengono ignorate dal nostro sguardo e conoscere meglio la bellezza di questo castello che talvolta viene sottovalutato da noi coratini.
Io ero in gruppo con Gaia Martinelli, Anna Bovio e Arianna Antonicelli. Inizialmente ci siamo divise i compiti: due di noi avevano le immagini con le visioni del fantasma, un’altra, invece, aveva la scheda da compilare mano a mano che si trovavano gli elementi decorativi e poi un’altra ancora leggeva la mappa per orientarsi nel castello. In questo modo è stato facile risolvere l’enigma collaborando tutte insieme e in perfetta sintonia!
Noi osservavamo con attenzione i soffitti, i muri, le colonne e il pavimento che, in un piccolo angolo del castello, custodisce una parte del prezioso mosaico 03il quale probabilmente caratterizzava la pavimentazione delle stanze e sarà stato soggetto a furti e atti vandalici.
04Purtroppo il nostro castello è stato privato di marmi e altri oggetti di valore forse anche inestimabile. Per un lungo periodo esso è stato abbandonato e malcurato finché lo Stato Italiano nel 1876 lo ha acquistato ed vi ha iniziato i restauri.
Quest’esperienza è stata per noi fondamentale soprattutto perché abbiamo compreso l’importanza della tutela del nostro territorio e siamo divenuti più consapevoli delle bellezze artistiche e architettoniche che il nostro territorio ci riserva.
Una bella e misteriosa visita… con un fantasma piuttosto strambo!!!

Maria Claudia Di Tommaso 2^C (a.s. 2014/2015)

SOUS LE CIEL DE PARIS “CENDRILLON”

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Verso l’inizio del secondo quadrimestre della terza media ad alcuni alunni di seconda e terza media è stato proposto di partecipare ad una rappresentazione in lingua francese che si sarebbe svolta a fine anno. Lo scopo è quello di concludere l’anno scolastico con un momento piacevole e approfondire la pronuncia e i dialoghi della lingua francese. Questo progetto è molto impegnativo e, inizialmente, la maggior parte del lavoro è stata svolta dai professori che ancora ci stanno aiutando a realizzare al meglio la rappresentazione. Innanzitutto abbiamo fissato una data per i provini, per scegliere chi avrebbe partecipato e quali ruoli avrebbe avuto. Essendo un progetto scolastico extracurriculare ci siamo riuniti di pomeriggio in un bar. I professori di francese Prete e Moretti, accompagnati dalla professoressa di arte Di Bisceglie, ci hanno esposto le modalità con cui si sarebbe svolto quello che, come ci hanno preannunciato, sarebbe stato un musical unicamente in lingua francese. Si sarebbe trattato della storia di Cenerentola, recitata in chiave moderna, con costumi di scena dei nostri tempi. Ognuno di noi durante i provini ha cantato una canzone a proprio piacimento e così, dopo che tutti hanno finito le proprie esibizioni, è terminato il nostro primo incontro. Dopo una settimana abbiamo saputo il verdetto: i due protagonisti sarebbero stati “Zineb Lachhab”, frequentante la 3^C, nel ruolo di Cenerentola e “Kevin Mangialardi”, frequentante la 3^D, nel ruolo di principe. Vi sono anche personaggi secondari come gli amici di Cenerentola, il narratore, che però recita in lingua italiana, l’amico del principe, la matrigna, il padre di Cenerentola, le due sorellastre. A me è stato assegnato il ruolo di Sylvie, un’amica di Cenerentola. Abbiamo così creato una “compagnia teatrale” alla quale in seguito si sono aggiunti molti ragazzi sia per il ballo, che per il canto. Per queste ultime attività è stato richiesto l’aiuto rispettivacinderella_24mente della professoressa di educazione fisica Olivieri e quella di musica Mastrorillo. Abbiamo cominciato la preparazione del musical riunendoci presso la scuola elementare Cifarelli ogni lunedì e martedì. Il martedì è stato deciso di restare a scuola dopo il normale orario scolastico, uscendo alle 15.30. Per questo noi ragazzi ci siamo organizzati per pranzare a scuola. Ognuno di noi ha ricevuto il copione, stilato interamente dai professori di lingua francese. Non è stato facile per nessuno, abbiamo dovuto esercitarci moltissime volte e ripetutamente. Abbiamo migliorato la nostra pronuncia ed espressività nel recitare e solo dopo abbiamo memorizzato il tutto. Dopo numerose prove i professori hanno proposto di iniziare a recitare sul palco, per ambientarci e abituarci ad esprimerci anche attraverso gesti, sguardi ed espressioni del viso. Questo compito è stato diretto specialmente dalla professoressa di arte che ha un ruolo importante dal punto di vista scenico in quanto è lei che sta realizzando la sceneggiatura che abbellirà il palco simulando l’ambiente in cui ci troviamo secondo la storia. A poco a poco abbiamo recitato meglio, abbiamo imparato i gesti che dovevamo fare, le espressioni, ma soprattutto abbiamo cercato di calarci il più possibile nella parte, entrare nel personaggio e non ridere, qualunque scena si stesse svolgendo, anche ridicola o imbarazzante. I consigli delle insegnanti sono stati molto d’aiuto e ci hanno fatto capire che per loro è importante che diamo il massimo di noi stessi e che il segreto per farlo è la concentrazione. La preparazione di questo musical è durata alcuni mesi nei quali abbiamo migliorato le nostre capacità e abilità nel campo della recitazione, del canto e del ballo. Ad ogni nostro incontro è stato aggiunto qualche dettaglio, qualche battuta, un passo di un ballo, una nota in più in una canzone. Verso la fine della preparazione si sono aggiunti alcuni ragazzi di seconda media che suonano il piano, la batteria e la diamonica. Alcuni dei partecipanti restano per tutta la durata delle due ore per entrare in scena soltanto dieci minuti: è necessario per la buona riuscita delle prove. Durante le ultime prove tutti i personaggi si sono vestiti secondo i costumi di scena. Il musical durante la sua rappresentazione si suddividerà in due parti, intervallate da un momento di pausa. Solo nelle ultime settimane siamo riusciti a esibirci per intero. Anche avendo avuto a disposizione ben due ore, non eravamo riusciti, durante le prove precedenti, a completare l’intera rappresentazione. Il progetto è quasi terminato e il musical si terrà il giorno 5 Giugno. cinderella_28Non è stato facile arrivare a questo punto. Durante il percorso noi tutti abbiamo riscontrato diverse difficoltà, ad esempio con lo studio. Le attività pomeridiane extracurriculari infatti non ci giustificano dai compiti e specialmente per gli alunni di terza media è molto importante studiare tutto per gli esami. Inoltre, i nostri incontri richiedono tempo e dedizione e coordinare i compiti con questo progetto non è stato semplice. E’ stato problematico il fatto che, essendo un gruppo numeroso, quasi mai riusciamo ad essere tutti presenti. Per il resto non ci sono state né ci sono altre difficoltà perché tutti coloro che recitano hanno una buona preparazione in lingua francese. Anche se non ci siamo ancora esibiti in pubblico, l’esperienza fatta fin’ora è stata fantastica con i suoi pro e contro. Sono contenta di aver accettato di partecipare perché ho potuto approfondire alcune amicizie e conoscere persone nuove. Soprattutto mi ha aiutato a stare sul palco, ad essere a mio agio e a saper recitare, anche in francese. E’ stata una bella esperienza e, oltre a lavorare molto, a impegnarci, abbiamo anche avuto bei momenti anche condivisi con i professori. Ha reso tutti noi più uniti e ci ha anche permesso di istaurare dei bei rapporti sia con gli altri compagni che con gli insegnanti. Si è davvero creato un bel legame di amicizia.

Biancolillo Elena III C (a.s. 2014/2015)

CONCORSO LETTERARIO “CATALDO LEONE” PREMIATI DUE STUDENTI DELLA SANTARELLA

Il 23 maggio nell’auditorium della scuola “Cesare Battisti” ha avuto luogo la cerimonia di premiazione del 6° concorso letterario intitolato al prof. Cataldo Leone e dedicato quest’anno alla Serva di Dio Luisa Piccarreta.
L’associazione “Cataldo Leone” è stata sostenuta nell’organizzazione del concorso dalla Pro Loco “Quadratum” e dagli sponsor ufficiali della manifestazione, la Granoro e l’Adriatica Industriale, oltre che dal patrocinio del Comune, che quest’anno ha fornito anche una borsa di studio.

La mattinata è stata arricchita anche della presenza del giornalista e scrittore Raffaele Nigro, che ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sul potere della parola e sull’importanza del ruolo di ogni docente nella formazione umana dei suoi alunni.
Tra i vincitori del concorso di quest’anno sono stati proclamati anche due alunni della scuola secondaria di primo grado “Luigi Santarella”.

3° classificato sezione scuole secondarie di primo grado – borsa di studio pari a € 100,00 –
Pellecchia Leonardo con il racconto “Uno scrittore in erba” con la seguente motivazione: “spunti di narrazione esprimono una visione ironica e positiva della vita quotidiana come fonte di ispirazione della scrittura”.

2° classificato sezione scuole secondarie di primo grado – borsa di studio pari a € 250,00 –
Lachhab Zineb con il racconto “Gli amici non si abbandonano” con la seguente motivazione: “la scelta di un tema, quale l’amicizia, necessario e dall’autore/autrice trattato nell’incontro tra uomo e animale, coinvolge attraverso un dialogo originale che si sviluppa sul piano di una profonda empatia”.

Nella pagina “La magia delle storie” riportiamo per intero i testi vincitori.

ENNESIMA VITTORIA PER LA SCUOLA SANTARELLA

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Ormai da tre anni partecipo ad un programma scolastico di danza sportiva che ha come obiettivo l’arrivare alle gare regionali e il divertirsi. Da Gennaio 2015 è iniziato il mio terzo ed ultimo anno di danza sportiva in collaborazione con la professoressa Olivieri. La professoressa ha provveduto alla creazione della coreografia, all’adattamento musicale e alla scelta dei partecipanti. In questa scelta c’è stato un piccolo problema: le partecipanti potevano essere soltanto 17 e della mia classe siamo state scelte io e Francesca, ma altre due compagne volevano farne parte, così io ho ceduto ilmio posto e la professoressa ha dovuto scegliere tra Elena ed Elisabetta. Io ero dispiaciuta, ma non molto perché, essendo timida non mi andava a genio di dovermi esibire nuovamente davanti a tutti, ma la professoressa Olivieri voleva avermi nel suo gruppo, non so bene perché, forse per i miei allegri modi di fare o forse solo perché pensa che io sia una buona ballerina. Quindi anche se in ritardo di una lezione e anche se eravamo 18, ho iniziato il corso. Le lezioni si sono svolte ogni martedì dalle 16.00 alle 17.00 presso la scuola media “Luigi Santarella”.

In questo breve lasso di tempo, la professoressa ci mostra i passi da fare e si trasforma in un’ottima ballerina. Trattandosi di un’attività extracurriculare, ci vengono spesso consegnate delle autorizzazioni da far firmare ai genitori. Il 15 Maggio 2015 i gruppi di sincro e di coppia, si esibiranno nelle gare regionali presso Molfetta. Qui molti ballerini e molte scuole di ballo si esibiscono e vengono giudicati da una giuria, chiaramente tutti sperano di vincere. Il mio gruppo ha vinto per due anni di seguito e spera che questo sia il terzo.
Questi miei tre anni con danza-sportiva mi hanno insegnato a battere la timidezza, a non essere spaventata da una giuria e a credere in me stessa, perché puoi sembrare più sicura nei movimenti e nei sorrisi e puoi piacere di più.

Greta Lamarca III C (a.s. 2014-15)

Il 15 Maggio 2015, tra emozione e gioia, un po’ di ansia e una giuria composta da otto giudici, la scuola Santarella si è sfidata in una gara di danza sportiva, con quasi tutte le scuole della regione Puglia, dopo assidui allenamenti iniziati nel mese di febbraio. La Santarella ha iniziato questa avventura quattro anni or sono, quando la prof.ssa Olivieri ha iniziato a seguire dei corsi d’aggiornamento sulla danza sportiva scolastica ormai inserita nei giochi studenteschi, che comprende balli di gruppo (Syncro dance, Hip-Hop..) e danza di coppia (Cha-cha-cha, Marzucca…). Così, data la passione per la danza caraibica, la professoressa ha voluto DSC00713introdurre nella sua scuola questa disciplina. Ormai sono quattro anni che la scuola si sfida in queste gare e, dato l’entusiasmo profuso, questa avventura potrà continuare per la Santarella. Con scroscianti applausi provenienti dal pubblico che suscitano l’emozione dei nostri ballerini, sono già ben due anni che la nostra scuola vince le gare regionali. Per gli alunni non ci sono state tante difficoltà, se non quella di portare il tempo. Infine, noi compagni, non possiamo che tifare e sostenere la nostra scuola.

Giorgio Zucaro I E  (a.s. 2014/15)

LA “TREGUA DI NATALE” ALL’OASI DI NAZARETH

IMG_7877Il giorno 23 maggio 2015 noi ragazzi della 2^ A abbiamo preso parte a un progetto di animazione realizzato presso la Casa di Riposo “Oasi di Nazareth”. Questo lavoro ha proposto la rievocazione di un episodio realmente accaduto ma poco conosciuto, avvenuto durante la Prima Guerra Mondiale a Ypres, sul fronte occidentale.
La “Tregua di Natale” fu un “cessate il fuoco” spontaneo che il 24 dicembre 1914 soldati tedeschi, inglesi e francesi misero in atto per festeggiare il Natale, pregando, cantando canzoni natalizie, giocando a pallone, scambiandosi quel poco che avevano come se la guerra fosse diventata ormai un vago ricordo e tra tutti i soldati ci fosse solo la pace.
L’episodio è stato messo in scena con la tecnica delle ombre cinesi, per cui sul palco sono comparse solo le nostre ombre. Abbiamo utilizzato un grande telo bianco su cui grazie a un faro venivano proiettati i nostri gesti ma anche sagome e smile.
La preparazione dIMG_7878ello spettacolo è stata parecchio difficile perché dovevamo stare molto attenti a non ridere, a non parlare o a non fare nessun altro movimento durante la realizzazione del gesto scenico, visto che attraverso il telo gli spettatori vedevano tutto. Dovevamo anche amplificare i gesti con le mani e, se necessario, anche con la bocca.
Una cosa molto importante, per cui spesso eravamo ripresi, era la necessità di stare in assoluto silenzio ma questo per noi era molto difficile.
Colonna sonora dello spettacolo sono state le canzoni “Lilì Marlene” e “O surdato ‘nnammurato”, brani più che adeguati al tema trattato.
Abbiamo fatto le prove nella biblioteca della scuola elementare Cifarelli, sotto la supervisione delle nostre docenti e della signora Giusi Venuti, animatrice della Fondazione. La prova gIMG_7880enerale invece si è tenuta nella palestra della Casa di Riposo.
Lo spettacolo si è tenuto nella serata del 23 maggio alla presenza degli ospiti della Casa di Riposo, della Dirigente Scolastica, dei docenti e dei nostri genitori.
La rappresentazione è andata molto bene ed è stata applaudita da tutti. A fine serata è stato festeggiato anche, con una torta e un brindisi, il compleanno di alcuni anziani.
Gli ospiti della Casa di Riposo e gli operatori della Fondazione Oasi ci hanno donato un sacIMG_7886chetto di dolci. E noi ne siamo stati così contenti che non abbiamo saputo resistere dall’aprirli.
Io mi sono divertita molto e ho sentito col cuore di dover fare questa esperienza perché rendere felici gli altri e in particolare le persone più anziane mi dà una grande emozione e mi fa sentire utile. So che è stato così per tutti i miei compagni di classe.

Jesica Mazzilli, classe 2 A, a.s. 2014/15

Vieni e…aggiungi un posto a tavola…

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locandinaIl 28 Maggio 2015 al Teatro Comunale di Corato si è tenuto un musical intitolato “Vieni e…aggiungi un posto a tavola…”. Vi hanno partecipato gli alunni delle classi 3^A e 3^B aiutati dagli esperti della scuola di danza “Maison De La Dance”, Dina Matera e Riccardo Confalone, mentre la Professoressa Zucaro è stata la coordinatrice del tutto.
La storia si apre con Don Silvestro che, rimasto solo in chiesa dopo le prove, riceve una telefonata dal Signore che gli annuncia del prossimo diluvio universale e gli ordina di costruire un’arca. Il Signore aggiunge che la notte successiva sarà destinata alla procreazione. Tutti si salveranno anche perché Dio farà cessare il diluvio. Il significato di questo musical è quello di aggiungere letteralmente un posto a tavola per il Signore, farlo entrare nei nostri cuori.
Dopo aver assistito allo spettacolo, abbiamo potuto condurre un’intervista sia agli attori sia al corpo di ballo. Abbiamo iniziato con gli attori…
D. “Vi è piaciuta questa esperienza?”
R. “Sì, è stata molto istruttiva e ce la ricorderemo perché ha rafforzato la nostra amicizia e ci ha fatto divertire.”
D. “Perché avete deciso di partecipare al musical?”
R. “È stata una scelta dei professori in base alle nostre capacità e per noi è stato un onore.”
D. “Avete ottenuto la parte che avevate immaginato? Avreste voluto un’altra parte?DSC00701
R. Morena Roselli (Consolazione): “No, perché nella parte mi sono rispecchiata anche se inizialmente desideravo la parte di Clementina.” Pietro Della Valle (Dio): “Inizialmente, pensavo di interpretare il ruolo del prete.”
D. “È stato difficile immedesimarsi nei vari personaggi?
R. Morena Roselli (Consolazione): “No”
Pietro Della Valle (Dio): “No”
Christian Zitoli (Toto): “No”
Maria Ida Zucaro (Clementina): “Sì, perché ho dovuto cambiare la mia personalità, ma grazie agli esperti ci sono riuscita.”
Michele Ventura (Don Silvestro): “Sì, perché dovevo cambiare la mia voce.”
D. “È stato difficile memorizzare la parte?
R. Pietro Della Valle (Dio): “No, perché ci hanno guidato gli esperti che ci hanno svelato tutti i segreti di scena.”
D. “È stato bello ritrovarsi davanti al pubblico?”
R. “È stato emozionante ma avevamo un po’ di paura all’inizio.”
D. “Quali sensazioni avete provato qDSC00702uando siete saliti sul palco?
R. “Abbiamo provato ansia, terrore, allegria e poi anche dispiacere per la fine della collaborazione.”
D.”Vi sono piaciuti i costumi di scena?
R. Tutti: “Abbastanza”
Pietro Della Valle (Dio): “I più belli erano quelli del Prete, del Cardinale e del Sindaco.”
Morena Roselli (Consolazione): “Secondo me, i più belli erano quelli di Clementina, del Prete e del Sindaco.”
D. “Alla fine dello spettacolo come vi siete sentiti?
R. “Soddisfatti, ma anche tristi perché dovevamo dividerci in quanto stava finendo l’anno scolastico.”
D. “È stato stancante provare, provare e riprovare?”
R. “È stato stancante, ma alcuni professori ci hanno aiutato assegnandoci meno compiti.”
…Poi il corpo di ballo…
D. “Perché avete deciso di partecipare al musical?
R. “I professori ci hanno selezionato e abbiamo accettato volentieri perché era un’esperienza nuova.”
D. “Vi è piaciuta questa esperienza?
R. “Sì, molto perché è stato bello stare sul palco per la prima volta.”
D. “Se vi venisse riproposta, vi partecipereste di nuovo?
R. “Sì, perché ci siamDSC00709o divertitI.”
D. “Vi siete mai sentite meno importanti degli attori protagonisti sul palco?
R. “No, perché c’ erano tutti nei balletti sul palco.”
D. “Avete trovato difficoltà nella memorizzazione dei passi di danza?
R. “No, perché non erano difficili.”
D. “È stato bello ritrovarsi davanti al pubblico?
R. “Sì, è stato emozionante.”
D. “Alla fine dello spettacolo come vi siete sentite?
R. “Eravamo contenti perché c’eravamo riusciti, ma tristi perché l’esperienza era finita.”
D. “Vi sono piaciuti i costumi di scena?
R. “Sì, erano adeguati e molto creativi.”
D. “È stato stancante provare?
R. “Abbastanza perché siamo stati impegnati tutti i pomeriggi.”
D. “C’è qualcosa che avete sbagliato e che noi, pubblico, non abbiamo visto?”
R. “Sì, un paio di volte abbiamo improvvisato.”
DSC00705L’allegria contagiosa di questi ragazzi non ci ha accompagnato solo nel corso dell’intervista, ma anche durante tutto il musical. Ecco perché ci è piaciuto: il loro impegno, la loro naturalezza sul palco, la gioia nel recitare e nel ballare sono ammirevoli. Davvero molto bravi!
Gaia Martinelli 2^C e Maria Giulia Quinto 1^C (a.s. 2014-2015)

Moreno Donadoni

morenoMoreno Donadoni è un rapper italiano nato a Genova nel 27 novembre 1989.
Dopo un percorso musicale con il gruppo Ultimi AED si è imposto con il suo freestyle sulla scena italiana inizialmente vincendo nel 2011 il concorso Tecniche Perfette (gara tra rapper) e arrivando in semifinale a MTV spit nel 2012.
Ha partecipato e ha vinto Amici conquistandosi il titolo di primo rapper a partecipare al programma.
Poco dopo la sua vittoria ha pubblicato il suo primo album “Stecca” che inizialmente è stato premiato con il disco d’oro, poi un mese dopo viene nominato doppio disco di platino.
Un anno dopo Moreno pubblica il suo secondo album “Incredibile” in cui duetta con artisti importanti come Fiorella Mannoia, J-Ax, Alex Britti e Annalisa; in quest’anno diventa coach della squadra bianca ad Amici dove conduce alla vittoria Deborah Iurato.
Un anno dopo nel 2015 partecipa a Sanremo con la canzone “Oggi ti parlo cosi”.moreno_1

I suoi testi parlano di alcuni momenti della sua vita, le difficoltà che ha avuto nel mondo difficile della musica e anche dei problemi da affrontare nella vita quotidiana.
Ho scelto questo cantante perché è uno dei pochi rapper, sulla scena italiana, non volgari, la sua faccia da ragazzo per bene ispira simpatia.
Sul palco è anche un grande trascinatore, infatti in tutti i suoi concerti non c’è nessuno che non ne esca soddisfatto.

Giuliano VANGI (classe II D – a.s. 2014/2015)

“TRA CIELO E TERRA”

Nel corso di questo triennio scolastico, la classe 3^C della scuola media statale “Luigi Santarella”, ha svolto numerose attività scolastiche extracurricolari. Tra queste una delleandromeda associazione più belle, delle più impegnative e interessanti è stata un corso di astronomia a cui hanno partecipato circa 140 alunni delle classi terze e a cui hanno aderito con molto piacere tutte le docenti di scienze. Il corso si è svolto in quattro mesi circa e prevedeva in totale sei lezioni teoriche, disastronomi_2tribuite equamente da novembre 2014 a febbraio 2015 ed una lezione pratica con l’utilizzo del telescopio in dotazione della scuola. Noi alunni delle classi 3^C e 3^B ci riunivamo ogni martedì dalle 17:30 alle 19:30 presso la scuola elementare “Francesco Cifarelli”. Tutte le lezioni sono state condotte da un esperto di “Andromeda“, un’associazione coratina che si occupa dello studio dei fenomeni astronomici ma apianeta-sole-lunanche dei pianeti e di tutti i corpi celesti presenti nello spazio. Lo scopo di quest’attività era di sicuro quello di conoscere e approfondire la geografia astronomica anche nei suoi aspetti più complessi ed elaborati. Durante questo progetto gli alunni sono stati attratti in particolare da alcuni argomenti piuttosto che da altri ma, nonostante ciò, tutti si sono comportati educatamente e rispettosamente nei confronti dell’esperto, tra l’altro molto preparato sui vari argomenti. L’attività si è svolta soprattutto con l’utilizzo della lavagna multimediale, dove erano proiettati power point e immagini spettacolari, indispensabili per la corretta riuscita del progetto. Per concludere al meglio quest’attività il giorno 10 febbraio era stata prevista l’ultima lezione, questa volta all’aperto, affinché potessimo osservare, attraverso il telescopio, alcune stelle e la Luna. Dato che le condizioni atmosferiche non erano delle migliori, quest’ultima lezione è stata spostata al 14 Aprile in quanto ci sarebbe stato un clima sicuramente più favorevole e un cielo più terso per osservare i corpi celesti. Quindi noi ragazzi ci siamo recati incristoforettitorno alle ore 19:00, il giorno 14 Aprile, presso la palestra scoperta della nostra scuola per osservare alcune stelle, le più luminose, e il satellite del nostro pianeta: la Luna. In un primo momento Pasquale Abbattista, il nostro insegnante, ci ha indicato attraverso un laser ciò che successivamente avremmo più attentamente osservato. Prima di iniziare la lezione abbiamo visto per la prima volta la stazione spaziale della Cristoforetti che, presente nello spazio ormai da parecchi mesi, transitava sulle nostre teste a grande velocità. Il primo corpo celeste che abbiamo osservato scrupolosamente attraversotelescopio il telescopio è stato la Luna da cui tutti siamo stati particolarmente attratti, soprattutto dalla conformazione della sua crosta, ricca di conche e solchi. In seguito abbiamo osservato alcune stelle e abbiamo potuto constatare il loro grande splendore nonostante le loro piccole dimensioni. L’ultima fase è stata quella di assegnazione degli attestati di partecipazione al progetto di Astronomia, così ognuno di noi ha ricevuto il suo attestato, diverso per forma e colore dagli altri perchè rappresentava la costellazione di riferimento del proprio segno zodiacale compreso il tredicesimo, normalmente non considerato dagli oroscopi. L’intero progetto è stato magnifico, istruttivo, interessante ed ha suscitato in molti di noi ragazzi tantissime domande e una grande passione nei confronti di una materia che non finisce mai di stupire il mondo intero.

De Leonardis Tommaso III C – a.s. 2014/15

CON IL D.E.L.F. SI RIPARTE PER LA FRANCIA!!

Ancora una volta la Scuola Santarella conferma la sua attenzione per le lingue straniere. Già negli anni scorsi gli alunni avevano, nell’ambito dei P.O.N 2007-2013, affrontato lo studio della Lingua Francese con docenti  madrelingua e partecipato al D.E.L.F. (Diplome d’Étude de Langue Française – Diploma di Studio della Lingua Francese) di liDSC09761vello A 2, affiancati dalla professoressa Prete. Conclusasi con successo l’esperienza dei P.O.N., quest’anno gli alunni delle classi seconde hanno ripreso lo studio della lingua francese partecipando al livello A 1 del D.E.L.F., la certificazione di primo livello di conoscenza della lingua d’oltralpe.
Ho intervistato il professor Moretti che ha curato la preparazione alla prova e gli alunni delle classi seconde che hanno partecipato alle lezioni e svolto gli esami.

Domanda. Questo è stato il primo anno che la Santarella ha realizzato il DELF. Come è nata questo progetto?
Risposta. Questo progetto è stato riproposto perché si è ritenuto opportuno potenziare la abilità di base in lingua francese degli alunni delle classi seconde, considerato il loro fervido interesse per questa lingua straniera.
D. Lei ritiene sia stata valida ed interessante come esperienza? La ripeterebbe?
R. Decisamente sì, io ritengo sia stata un’esperienza valida ed interessante. Gli alunni sono stati 24 con 24 forme diverse di colorato entusiasmo. Sì, la ripeterei sicuramente, partecipando però al livello successivo con un numero inferiore di alunni.
D. Quali sono stati i punti di forza e i punti di debolezza di queDSC09762_oksto progetto?
R. I punti di forza sono stati caratterizzati dal continuo interagire degli alunni con l’insegnante che veicolava le lezioni esclusivamente in lingua francese.
Non ci sono stati punti di debolezza, la partecipazione degli alunni e il sostegno delle loro famiglie e della Scuola sono stati sempre incoraggianti per me. Certo, alla fine si è sentita un po’ di stanchezza fisica.

Le risposte degli alunni sono state ancora più entusiaste:

D. Il progetto del DELF è stato interessante?
R. Sì molto, anche se è stato impegnativo.
D. La vorreste ripetere una seconda volta?
R. Sì certo, ma speriamo ad un livello superiore
D. Cosa vi è piaciuto maggiormente?
R. Ci è piaciuto sostenere l’esame perché è stata un’esperienza che ci ha arricchito e ci ha lasciato molto soddisfatti.
D. L’esame è stato semplice?
R. No, è stato impegnativo ma eravamo preparati e innamorati della lingua.
D. Come è stato l’esame?
R. L’esame scritto è stato fondamentalmente più facile di quanto pensassimo. Invece è stato più difficile sostenere l’esame orale.

DSC09770L’ultimo giorno gli alunni si sono fatti trovare in classe con spille tutte uguali con su scritto “Moi, je parle Français!” e un cartellone in cui ringraziavano il professor Moretti per l’impegno e la dedizione.

P.S. Mentre scriviamo sono arrivati dalla “Alliance Française de Bari“, l’Associazione Culturale italo-francese di Bari presso cui si sono tenuti gli esami,  i risultati delle prove svolte dagli alunni. L’esame è stato superato da tutti i partecipanti con votazioni molto positive. Sono risultati incoraggianti che danno lustro a tutti i partecipanti e premiano la Scuola Santarella che ha consentito e sempre sostenuto il progetto.

Miriana Scatamacchia, classe 2B, a.s. 2014/2015