COMPITI PER LE VACANZE

Leggere un libro divertente.ferie
Vedere almeno un’alba al mare.
Arrampicarsi su di un albero.
Guardare un film possibilmente all’aperto.
Nuotare.
Correre.
Visitare un posto nuovo mai visto prima.
Respirare a pieni polmoni in mezzo a un bosco.
Imparare a fare una cosa nuova.
Cantare.
Urlare.
Abbracciare un amico.
Cogliere un fiore.
Raccogliere conchiglie.
Scrivere (una lettera).
Stendersi sull’erba e guardare il cielo per almeno cinque minuti.
Aiutare.
Disegnare.
Andare in bicicletta.
Sognare.

Ins. Angela Sciscioli per la sua classe III B (Scuola Primaria “Cifarelli”)

 

UN GIORNO SPECIALE

Cari ragazzi,
spero che il ricordo di questi anni sia lieto e vi sia di stimolo per essere degli studenti volenterosi e capaci di cogliere le occasioni che la scuola è impegnata ad offrirvi per la vostra crescita.
Auguri sinceri e affettuosi di un avvenire ricco di belle esperienze.
La vostra Preside

CLASSE III A, a.s. 2014/15

Classe III B, a.s. 2014/15

Classe III C, a.s. 2014/15

Classe III C, a.s. 2014/15

Classe III D, a.s. 2014/15

Classe III D, a.s. 2014/15

Classe III E, a.s. 2014/15

Classe III E, a.s. 2014/15

Classe III F, a.s. 2014/15

Classe III F, a.s. 2014/15

Un augurio speciale anche dalla redazione per tutti voi che concludete il triennio. Un augurio per mezzo di una poesia come noi insegnanti sappiamo fare.

Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.

M.L. King

Il saluto della S.M.S. “Santarella” a tre colleghi

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26 giugno, ultimo giorno d’esami, scrutini con ratifica finale e saluto al Presidente e poi tutti nella biblioteca della scuola per un altro saluto, per noi molto più importante, quello cioè di tutta la comunità scolastica, a tre colleghi che hanno concluso il loro percorso lavorativo.

Per loro è indubbiamente un momento di gioia, tanto agognato ma, per chi resta, è un momento di nostalgia e anche di tristezza, IMG-20150702-WA0007soprattutto per chi scrive che, per motivi diversi, è stata molto legata alle prof.sse Elvira Roberto e Salvina Tarantini.

Ricorderemo tutti con positività la grande fermezza e professionalità nonché la giusta severità della prof.ssa Roberto, doti che l’hanno sempre contraddistinta e che hanno formato generazioni di alunni! E ricorderemo sempre inoltre l’allegria e la giovialità della prof.ssa Tarantini, invidia di tutti noi perché tanto amata e desiderata dagli alunni!!! Ci mancheranno inoltre i suoi magici massaggi che, all’occorrenza, come per incanto, rimettevano al loro posto le nostre vertebre malconce!corretta

Un saluto caloroso anche al prof. Tommaso Piarulli che, anche se per un solo anno, ha condiviso con noi momenti belli e meno belli della nostra comunità.

A tutti loro i nostri più cari auguri perché possano godersi il tempo libero esercitando hobbies e passioni a loro congeniali e a noi l’augurio di conseguire come loro questo importante obiettivo nel modo migliore e nei tempi dovuti.

Prof.ssa Luigia Prete e tutti i colleghi della “Santarella”

DIVERSITA’… COME RISORSA

La scuola oggi è tenuta a creare un ambiente positivo e programmi personalizzati per lo sviluppo delle potenzialità di ogni alunno che, attraverso l’acquisizione di abilità, conoscenze e competenze, sarà in grado di affrontare le diverse situazioni che gli si proporranno. Tale principio è valido per i ragazzi normodotati e ancor di più lo è per i ragazzi diversamente abili. L’integrazione, pertanto, non si esaurisce nel semplice inserimento dell’alunno diversamente abile nella classe e l’affiancamento dell’insegnante di sostegno, ma coinvolge collegialmente tutta la comunità scolastica attraverso vari organismi finalizzati a mettere in atto, con un’attenzione particolare, soluzioni didattiche e organizzative adeguate.
Un luogo privilegiato per realizzare situazioni di apprendimento significative per i nostri alunni è stata l’attività laboratoriale. Durante tali attività, l’alunno lavora ad un progetto concreto, sente di essere il protagonista di un lavoro creativo migliorando così la sua autostima, nel contempo migliora le sue abilità operative e ne acquisisce alcune sul piano delle conoscenze.
Per offrire maggiori opportunità ai ragazzi diversamente abili e/o in situazione di svantaggio socio-culturale, nel presente anno scolastico nella nostra scuola sono stati condotti dal gruppo dei docenti di sostegno un progetto di ortoterapia “Una finestra sul mondo” ed un laboratorio interdisciplinare espressivo – manipolativo e per l’orientamento (Natale; Supermercato e A.S.I.P.U.).
Nel laboratorio sono state condotte una serie di attività di tipo grafico-manipolativo e ludico-didattiche di preparazione alle uscite conclusive dei percorsi programmati.
Nel primo caso si è condotta un’attività teorica a scuola e un’attività pratica di ortoterapia in serra, in collaborazione con l’associazione “Insieme per la vita” ed alcune aziende produttive locali: Azienda avicola Tatoli, Selezione Casillo e Caseificio Montrone; nel secondo gli alunni sono stati impegnati in varie attività:
– partecipazione al progetto d’Istituto “Natale” con la creazione di oggetti da proporre in vendita nel mercatino natalizio;
– uscita sul territorio: “ Supermercato”;
– “Facciamo la raccolta differenziata”.

Le iniziative svolte hanno mirato al raggiungimento dell’autonomia sociale e personale e all’integrazione, sollecitando, sostenendo e rafforzando le potenzialità individuali, nel rispetto del diritto alla diversità.
Le attività condotte hanno visto anche la partecipazione, accanto agli alunni diversamente abili, di alcuni compagni di classe in veste di tutor e, in un caso, anche la partecipazione di un’intera classe (1C) .

Alcune testimonianze dei ragazzi coinvolti sono pubblicate nella pagina Insieme AbilMente.

Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione delle iniziative e dei progetti: per il progetto di ortoterapia, il Presidente dell’associazione “Insieme per la vita”, Prof. Lonardelli Luigi, gli sponsor “Azienda avicola Tatoli”, “Selezione Casillo” e “Caseificio Montrone”, l’agronomo dott. Malcangi Salvatore, la sig.ra Clarizio Annalisa per il coordinamento operativo, il sig. Varesano Domenico e i ragazzi dell’associazione “Insieme per la vita” per il contributo operativo, il sig. Tatoli Riccardo per l’ospitalità, infine i Servizi Sociali del Comune di Corato e la Cooperativa “Corato Giovani” per il servizio di trasporto; per l’uscita didattica al supermercato il direttore del supermercato DOK di via 24 maggio a Corato; per l’uscita didattica all’A.S.I.P.U. il dott. Mastrorillo Salvatore, Direttore dell’A.S.I.P.U. del Comune di Corato. Un grazie particolare va alla nostra Dirigente Scolastica, sempre sensibile al tema dell’inclusione.
I docenti del gruppo H

CELLULARI A SCUOLA? NO, GRAZIE

Noi viviamo in una società perché ne abbiamo bisogno. Immagina per un attimo di vivere completamente solo, unica, isolata. Credo che dopo un po’ impazzirei, ci serve per forza qualcuno con cui condividere la nostra esistenza. Ecco perché viviamo in società.
Abbiamo società grandi, l’Italia; società meno grandi come il nostro piccolo paesino; società medie, la scuola; società piccoline, la classe; società ancora più piccole come la famiglia. Soffermiamoci però sulla società classe: è formata da me, i miei compagni e i docenti. Per vivere insieme, in società, servono delle regole da rispettare perché dobbiamo avere rispetto dell’altro, ecco perché fra le regole abbiamo delle norme che riguardano l’uso del cellulare a scuola.
Oggigiorno tutti hanno un cellulare, moderno o meno che sia, tutti hanno un cellulare con accesso ad Internet. Con Internet possiamo messaggiare, videochattare, postare foto sui social network….insomma, con il cellulare dotato di un accesso ad internet possiamo fare di tutto. Questo è un grande passo per il mondo ma… siamo proprio sicuri che Internet sia un beneficio? In verità sì, Internet nasce per aiutarci, ma se usato male diviene pericoloso. Spesso a scuola accade che qualche ragazzino si mette a scattare fotografie di nascosto in classe. La motivazione è quasi sempre quella di mettersi in mostra, quasi a dire “Ehi! Guardate me! Sono figo perché uso il cellulare in classe!”. Alla fine non si ottiene nulla di buono, anzi si finisce solo nei guai. Ma perché non si può usare il cellulare a scuola? Sono molte le ragioni. Prima di tutto perché siamo a scuola per imparare, non per fare i piccoli fotografi trasgressivi; se pensiamo sempre a maneggiare il cellulare in cinque ore non impareremo nulla! Rimpiangeremo poi da grandi il tempo che potevamo usare per formarci culturalmente e che invece abbiamo trascorso ad usare il telefonino. Poi ci sono i compagni che vogliono imparare che però devono essere distratti da noi che giocherelliamo con il cellulare durante le lezioni. In fondo stiamo limitando la loro libertà, il loro diritto di imparare. E poi facendo così ci ritroveremo tutti a litigare per poi ritrovarci senza amici. Ed infine pensiamo agli insegnanti, sono a scuola per insegnare a noi a vivere, trovare un lavoro, formarci culturalmente. Potrebbero anche sedersi sulla sedia e mettersi a scrivere i messaggi sul proprio telefonino, invece passano il tempo ad insegnare. Quindi se invece di imparare, ci mettessimo a smanettare con il cellulare durante la lezione, sarebbe una grandissima mancanza di rispetto verso di loro.
Insomma sono molteplici i motivi per cui il cellulare dovrebbe essere vietato in classe ma, secondo me, la cosa più importante non è togliere un oggetto, ma imparare a usarlo in modo giusto.

De Palma Sylvia (classe II C – a.s. 2014/15)

 

EDUCAZIONE STRADALE

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La nostra scuola è stata tra i venti Istituti che in tutta Italia sono stati coinvolti dal Progetto nazionale in materia di educazione stradale “Saper leggere le situazioni: dalle conoscenze agli atteggiamenti corretti – sviluppare le abilità cognitive”. Tale progetto è stato attuato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con l’intervento dell’esperto Colangiuli Luigi, in collaborazione con la Federazione Italiana di Pallacanestro attraverso il suo Settore Minibasket e Scuola, di cui Benny De Carlo è il Coordinatore Tecnico Regionale per la Puglia e la Basilicata. A Corato è stato fornito, per la buona realizzazione del progetto, supporto da parte della Nuova Matteotti Corato nella persona dell’istruttrice Lucia Ventura.
Pubblichiamo una testimonianza sull’esperienza vissuta a scuola da tutte le classi seconde.

Il giorno 15/05/2015 noi alunni delle classi II C e II D abbiamo incontrato Luigi, la nostra guida, che ci ha aiutato per tutto il percorso e spiegato un po’ di regole stradali, soprattutto quelle sulla velocità dei veicoli, che a volte non è adeguata e causa perciò numerosi incidenti stradali.
Prima di tutto ciò, abbiamo compilato un questionario che riguardava le regole stradali, dovevamo crocettarlo a seconda delle nostre opinioni riguardo la sicurezza stradale; dopo averlo consegnato è cominciata la lezione.
Il secondo incontro si è tenuto per le vie coratine, nelle quali abbiamo potuto constatare direttamente che la maggior parte dei guidatori non indossa la cintura di sicurezza e che la maggior parte dei pedoni non cammina sulle strisce pedonali. Di tutto ciò si è realizzato un grafico esplicativo, un istogramma.
Successivamente, nel terzo incontro, svoltosi nella palestra coperta dell’Istituto Santarella, abbiamo potuto affermare, attraverso il gioco del basket e con la collaborazione di due allenatori esperti, che una cosa molto importante nella guida è la distanza di sicurezza.
Inoltre, questi giochi ci hanno fatto ragionare molto sul contesto “tenere gli occhi aperti” perché abbiamo avuto delle difficoltà nel gioco “scontro da evitare”.
Posso concludere che il gioco della pallacanestro è molto particolare, perché ci aiuta a valutare le distanze di sicurezza da tenere per non urtarsi con gli altri. Ci aiuta in definitiva a orientarci nello spazio e nel tempo al fine di farci acquisire una maggiore padronanza nei movimenti. La stessa padronanza che poi ci servirà per guidare una bici, una moto o un’automobile.
Abbiamo avuto due incontri in cui abbiamo approfondito questi aspetti di orientamento spazio-temporale.
Nel quinto e ultimo incontro abbiamo concluso il percorso con un questionario uguale a quello iniziale e presentato l’istogramma che riguardava quanto in precedenza osservato per strada.
Abbiamo osservato, grazie alla LIM due stralci di film che si rifacevano alla situazione iniziale esposta nella prima lezione.
Abbiamo potuto osservare come la guida di un veicolo comporta tanti comportamenti che messi insieme consequezialmente permettono di guidare bene oppure male a seconda che si mettano in atto  oppure no.
Tutti i comportamenti da tenere sono legati uno all’altro come le maglie di una catena, per cui se si sbaglia uno solo è come se andiamo a rompere una maglia dell’intera catena, con il risultato che  con la rottura di una maglia l’intera catena perde il suo significato.
Le lezioni sono state molto istruttive, combinarle con uno sport molto praticato e amato dai ragazzi come la pallacanestro, è stato un buon metodo per attirare la nostra attenzione.
Credo che questo progetto debba essere diffuso in tutte le scuole, soprattutto in quelle superiori, dove i ragazzi sono a contatto più diretto con ciò che avviene sulla strada, per fare in modo che gli incidenti stradali diminuiscano in modo drastico.
I milioni di morti causati da incidenti stradali sono una piaga da debellare, perché la vita è bella e vale la pena di essere vissuta, in piena salute fisica e felicità morale.
Secondo me la società di oggi non è molto attenta a questi argomenti, perciò spetta a noi ragazzi richiamare l’attenzione degli adulti ma soprattutto dei nostri coetanei, perché possano apprezzare la bellezza della vita senza ricorrere a uso di sostanze pericolosissime che possono annebbiare il cervello e far perdere la connessione spazio-temporale necessaria. Parlo di alcool, fumo e droghe varie.
Mastrogiacomo Daniela (classe II C – a.s. 2014/15)

IL MONDO DI VIOLETTA

In questo articolo vi parleremo dei protagonisti e nostri idoli musicali e televisivi, della famosissima serie tv “Violetta”.violetta 1
Innanzitutto va precisato che questo programma ha appassionato moltissime adolescenti in tutto il mondo, dette “V-Lovers” (cioè fans di Violetta), non solo per la bravura nel canto, nel ballo e nella recitazione degli attori protagonisti, ma anche per il messaggio di vita che trasmette: “È necessario lavorare in gruppo per essere vincenti! In altre parole l’unione fa la forza!”
Succede negli sport e anche nel mondo dello spettacolo.
Infatti il successo dello show televisivo “Violetta”, che porta in scena la storia di un gruppo di studenti di una famosa scuola in cui si insegna musica,canto e ballo, deriva proprio dallo spirito di gruppo dei protagonisti della serie.
Gli attori del cast di Violetta, tutti molto giovani, sono stati anche protagonisti di un tour teatrale in tutto il mondo e noi, fortunatamente, abbiamo avuto la possibilità di assistere al lorvioletta 3o musical a Napoli!
I ragazzi sembravano molto affiatati e sicuramente il successo della serie dipende dal fatto che siano diventati amici anche nella realtà e che si divertano insieme mentre lavorano, studiano e si impegnano.
Nessuno di loro sembrava stanco, nonostante i ritmi molto faticosi, anzi…
Tutti hanno dimostrato grande professionalità e soprattutto hanno dato la sensazione di un gruppo che rema nella stessa direzione, in cui nessuno viene mai lasciato indietro e in cui i problemi di uno diventano i problemi di tutti e come tali vengono affrontati.
Lo scambio tra i ragazzi è costante e quotidiano: che si tratti di imparare una nuova lingua o sentirsi meno stranieri in un paese lontano, i ragazzi di “Violetta” si sostengono in ogni momento: “Qui si è tutti per uno … e Violetta per tutti”.violetta 2
I teenager si identificano con i personaggi di “Violetta” perché è come se questa serie raccontasse la vita di ogni adolescente: Violetta è una rappresentazione della realtà!
Il motto del cast sembra essere: “Insieme è meglio!”
La protagonista in assoluto di questa serie è la diciassettenne Violetta, nella vita Martina Stoessel, una giovane attrice e cantante argentina che, insieme ad altri del cast, ha realizzato il suo sogno.
Violetta dà la sensazione che, nonostante la fama, sia riuscita a rimanere una ragazza semplice, insomma, sembra sia riuscita a rimanere con i piedi per terra!
Questo è ciò che si percepisce anche assistendo agli spettacoli dal vivo durante il tour.
Martina Stoessvioletta 4el e tutto il cast hanno girato in concerto dal vivo tantissime nazioni europee e sono arrivati anche in molte città italiane.
In Italia il concerto dal vivo di Martina e del suo cast si è tenuto, per le migliaia di
V-LOVERS che li hanno seguiti (tra cui noi a Napoli), a Milano, a Bologna, Padova, Firenze, Torino.
Prima dei concerti, un’incredibile folla di adolescenti in trepidante attesa!! Tutti i biglietti sono stati venduti con largo anticipo e i fans sono arrivati dai centri limitrofi per assistere a questo irripetibile evento, il concerto live di Violetta, l’evento top del momento.
Che privilegio esserci state anche noi!!!

Renata La Serra e Fabiola Fiore, classe I E, a.s. 2013/14

I MIGRANTI: ACCOGLIERLI O RIFIUTARLI?

Nella società di oggi esistono diversi problemi legati alla differenza di razze, etnie, modi di pensare che vi sono nel mondo. Uno di questi è la migrazione. In realtà, esso è un fenomeno che esiste oramai da tempo, ma sta diventando “problematico” soprattutto negli ultimi anni. Gli emigranti non abbandonano la loro patria per motivi futili o per gioco, sono spinti da problemi gravi, spesso gli stessi per molti. La guerra, la fame, la povertà, condizioni di vita sfavorevoli: sono problemi che accomunano tutti gli emigranti. I dati hanno constatato che gli emigranti provengono da zone povere o in cui è presente la guerra , come l’Africa. Del resto, non c’è da meravigliarsi, specialmente nell’Africa subsahariana ci sono infatti le aree più povere del pianeta. Chi riesce a sfuggire a una vita che non gli darà nessun futuro, emigra verso le coste del Mediterraneo, dove, paesi come Spagna, Portogallo, Italia, Grecia, sono, per posizione geografica, i favoriti nella classifica dei paesi ospitanti. Comunque, dopo aver superato questi “Paesi di transito”, gli emigranti tendono a cercare fortuna in altri Stati più ricchi quali la Germania, la Francia, la Svizzera, ma anche Paesi orientali come India e Cina. Proprio per questo si pone il problema della migrazione. Gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo non creano centri per ospitare gli stranieri, né tanto meno deliberano provvedimenti per inserirli nel mondo del lavoro. Si aspettano che, a prendersi il carico degli emigranti, siano i Paesi con più possibilità di dare posti di lavoro. Si è arrivati addirittura a chiedersi se sia opportuno o meno accogliere e inserire gli emigranti nella nostra società. Ma quale società? La NOSTRA società è anche la LORO società, nessuna differenza. Immagine3Arrivare a mettere in dubbio se accoglierli o meno, a mio parere, è cattiveria pura. Perché non dovremmo accoglierli? Cosa hanno di diverso da noi per non meritare le stesse possibilità di tutti noi che, ai loro occhi, abbiamo vite perfette? Secondo me è assolutamente, non solo opportuno, ma anche necessario ospitarli e, prima di tutto, inserirli nel mondo del lavoro per poter assicurare loro un futuro migliore. E’ giusto che gli sia data la possibilità di cambiare la propria vita. In fondo sono uguali a noi, solo che hanno avuto la sfortuna di essere nati in un Paese povero e corrotto. Inoltre, non ci sono vantaggi solo per gli emigranti, ma anche per i Paesi ospitanti. Sono appunto gli emigrati che creano il fenomeno della multiculturalità. Si calcola che sono proprio i Paesi in cui la multiculturalità è presente in larga misura ad essere anche i più ricchi. La Gran Bretagna e la Germania ne sono una dimostrazione. Questi stranieri portano, nei Paesi nei quali immigrano, le loro tradizioni, la loro cultura, la loro lingua, accrescendo le conoscenze delle popolazioni presenti nel Paese ospitante e creano una mentalità più aperta a livello culturale e sociale. Tuttavia ci sono altri che non sono della mia stessa idea. Di fronte a questo fenomeno pongono problemi quali l’aumento della criminalità e della disoccupazione. Innanzitutto partiamo da alcuni dati dell’ISTAT che hanno dimostrato come, in Italia, un Paese nel quale sono presenti due milioni di emigrati africani, un numero considerevole, la criminalità non è aumentata in maniera esponenziale, significativa, ma minima. Abbiamo quindi sfatato il primo motivo con cui, tutti coloro che pensano che non sia opportuno accogliere gli emigrati e che quindi hanno un parere diverso da mio, giustificano il loro pensiero. L’altro problema che hanno posto è la disoccupazione. 

Certo, è un problema considerevole e grave, ma per la maggior parte non deriva dal flusso di migranti, bensì da problemi interni e più radicati del paese ospitante. Per questo motivo io credo che bisogna diminuire il flusso di migranti nei Paesi con tasso di disoccupazione alto e indirizzarli, attraverso provvedimenti legislativi e finanziamenti economici da parte dell’Unione Europea, verso Paesi la cui possibilità di trovare lavoro è maggiore. Ciò che aiuterebbe davvero le popolazioni da cui provengono gli emigrati sarebbe cercare di eliminare la fame, la povertà e le guerre nei Paesi di origine e smetterla di sfruttare l’Africa e le sue risorse. È’ giusto, necessario e assolutamente opportuno accogliere i migranti perché, affinché ci sia un mondo giusto, a cui tutti aspirano, bisogna dare le stesse possibilità ad ogni abitante del pianeta, perché siamo tutti uguali e tutti abbiamo gli stessi diritti.
Biancolillo Elena (classe III C – a.s. 2014/15)