Gaza: la poesia della vita oltre la guerra

Lo studio dello Stato d’Israele ci ha fatto scoprire una realtà complessa che abbiamo provato a raccontare attraverso le splendide immagini di Mahmoud Elkourd, fotografo palestinese capace di raccontare la terribile situazione della sua terra con estrema poesia.  Sfogliando alcuni link, affidatici dalla nostra prof di Lettere, ognuno di noi ha scelto un’immagine significativa e, dopo averla osservata attentamente, ha provato a trasformare le emozioni in versi. Sono nate così queste brevi composizioni con cui abbiamo voluto celebrare quest’anno la Giornata della Memoria, ricordando che il dolore, purtroppo, non ha confini di tempo e che forse la conoscenza della realtà contemporanea può far nascere la speranza ed il desiderio del cambiamento.

Da Repubblica.it: http://www.repubblica.it/speciali/arte/2015/07/18/foto/gaza-119363206/1/#1

www. mahmoudalkurd.com: https://500px.com/mahmoudalkurd

 

IN GABBIA

Quella famiglia bombardata al cuore,

quei ricordi che sembrano lacrime,

quelle bombe che le orecchie non dimenticano,

quel dolore sprigionato da una gabbia,

che presto si trasforma in rabbia.

Quella famiglia, quei ricordi, quelle bombe, quel  dolore …

Le sostanze più belle sono le cicatrici ,

di quando correvi nei campi felici.

La magia adesso è vedere un albero,

riavere una foto.

La libertà non sai cosa sia,

e quando la immagini scappa subito via.

Spesso sogni la libertà delle colombe,

ma subito accade un’ecatombe.

Tutto attorno è capovolto,

ed il tuo cuore da tutto viene travolto.

Ora con te non c’è più nessuno,

e ti aggrappi alle camicie di qualcuno.

Tutto il tempo ti sembra sera,

anche il sole è chiuso in una barriera.

Quella famiglia, quei ricordi, quelle bombe, quel dolore…

Luigina D’Introno

 

GLI STRACCI DELLA VITA

Di voi ci sono rimasti

soltanto questi stracci.

Bruciati, bucati.

Brandelli di vita che ci

legano a voi.

Prima ci hai lasciato tu, papà;

poi sei andata via tu, mamma.

Ma insieme, anche se la mia vita

e quella di Sophie,

sono ridotte come questi stracci

a brandelli,

sarete per sempre

il faro del nostro cammino.

DAVIDE LACAVA

 

GUERRA E BAMBINI

Guerra.

Guerra fra due terre.

Guerra fra due mondi.

Guerra fra due, duecento, duemila uomini.

Guerra fra ragazzi.

Guerra fra anziani.

Guerra per la libertà.

Guerra per vendetta.

Guerra per parlare.

Guerra per urlare.

E poi bambini.

Bambini impauriti.

Bambini tristi, sconsolati, traumatizzati.

Bambini deboli.

Bambini gracili.

Bambini feriti.

Bambini senza casa.

Bambini senza cibo.

Bambini senza famiglia.

Bambini senza sorriso.

Bambini con un solo obiettivo.

Bambini che vogliono portare la pace.

Bambini che sognano.

Bambini che combattono.

Bambini che non ce la fanno.

Bambini che muoiono.

E il mondo resta in silenzio.

E il mondo si spegne in silenzio.

Mangione Sabrina

 

HO PAURA

Ho paura degli spari

Ho paura dei rumori

Ho freddo dentro e fuori

Ho freddo nell’anima

Ho freddo nel cuore

Ho paura di quel rumore

Aiutami o Signore

Ho paura per la mia terra

Ho paura di questa guerra

Vedo sangue dappertutto

Lacrime e disperazione

Le famiglie sono in lutto

Ho paura di quel rumore

Aiutami o Signore

Il mondo tace

Vorrei tanto un po’ di pace

Ho paura di quel rumore

Aiutami o Signore.

Enrico Musci

 

I FIORI ROSSO SANGUE

Bum, bum, bum.

Le bombe che cadono al suolo.

Rosso.

Il colore dei fiori che sbocciano, degli uomini che muoiono, del sangue che dipinge il terreno.

Paura.

Ciò che prova la bambina, vedendosi cadere la bomba sulla sua testa, pregando al cielo, grigio, stufo anch’esso di guerra.

Bianco.

Il colore del vestito, della pace, dell’innocenza che porta speranza al mondo.

Basta.

Basta.

Basta.

Implora la bambina. Ma quelle parole mangiate dal vento, non faranno sparire i fiori rosso sangue.

Giordana De Nicolo.

 

FREE

C’e un tramonto all’orizzonte,

un’intensa luce oltre un ponte

di insidie e sicurezze

che provocano enormi debolezze.

La gente è stanca,

la pace manca,

la guerra distrugge ogni bellezza,

tra tutti si diffonde solo amarezza.

Gli oppressi dalla guerra

sprofondano sotterra…

Dov’è quell’astrattismo

che tutti chiamano libertà

senza cui si vive a metà?

Forse per molti non esiste,

bisogna compiere conquiste;

contro la guerra occorre lottare

senza mai disperare.

C’è un traguardo, c’è una meta

in cui la vita diverrà completa,

quando la guerra  sparirà

e tutti raggiungeranno l’agognata libertà.

Eliana leone

 

VOGLIO VIVERE

“Voglio vivere!” dicevi sempre

E poi aggiungevi “In pace!”

“Voglio combattere la guerra”

e poi aggiungevi “Senza armi.”

“Voglio vendicare la morte dei miei cari”

e poi aggiungevi “Senza far del male a nessuno.”

 

Ma poi ti accorgevi di esser

rimasta sola.

Completamente sola.

Boom! Boom! Un altro colpo

Un altro ferito.

Boom! Boom! Un’altra vita

Spenta.

 

“Basta!” Adesso non dirmi

che ti arrendi.

Combatti fino alla fine

per te, per i tuoi genitori

ma soprattutto per Gaza.

Gaia Martinelli

 

“PERCHE’ SIAMO FRATELLI”

Sono qui, sdraiata morente

su questo letto di guerra,

un letto colmo di dolore, amarezza e sofferenza.

E’ un letto che mi porta via ogni sogno e desiderio.

Ma io ho speranza,

ho la speranza che un giorno

nessuna linea,

nessun confine più ci dividerà.

E’ un mondo troppo grande questo

e noi, piccoli esseri,

ci crediamo ancor più grandi di esso

tanto da volerlo distruggere.

Ma noi siamo fratelli

e dobbiamo fare l’amore

non la guerra.

Ho il sogno che un giorno

ognuno di noi possa stringere la mano a suo fratello

senza alcun rimpianto.

Ho il sogno che un giorno

la libertà e la pace siano i migliori medicinali

ad ogni piccolezza.

Ho il sogno che un giorno

il nostro cielo risplenderà di un azzurro intenso

non di un grigio tetro e asfissiante.

Ho il sogno che un giorno

io venga considerata

alla pari di tutti gli uomini.

Perchè siamo fratelli

e dobbiamo far l’amore

non la guerra.

                      Mastrogiacomo Daniela

 

PEACE AND LOVE

Vorrei che si accendesse

Sul volto di ogni bambino

Un sorriso piccino piccino.

Ogni bimbo deve vivere bene sulla Terra

Senza che ci sia più la guerra.

Niente missili puntati sulla testa

Affinché ogni giorno sia festa.

La pace è serenità,

E’ vivere in libertà,

Essere tutti amici

E sentirsi più felici.

Rainone Vito

 

QUANDO TI GUARDO

Quando ti guardo noto la tristezza e

la sofferenza che c’è in te.

Quando ti guardo vedo la libertà

che è presente nel tuo cuore.

Quando ti guardo, ammiro il tuo coraggio e la tua forza.

Arianna Antonicelli

 

Classe III C, a.s. 2015/16

 

 

 

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UNA GITA CHE PARTE DAL MIO LETTO…

La mia gita alle Grottgrotta 3e del Vagno parte dal mio letto, sotto il caldo piumone accanto al mio fratellino Edoardo. Saranno state forse le sei quando, dopo una notte senza sonno, ho visto i primi raggi del sole entrare nella mia camera attraverso la tapparella: evviva niente pioggia, si va in gita! Sento suonare la sveglia di papà, potrei rimanere a letto ancora un po’ ma la voglia di partire è tanta. Mi preparo velocemente ed esco di casa prima delle otto perché la maestra Rosaria ci aveva detto che alle otto saremmo partiti. Si parte un po’ in ritardo ed il viaggio non mi fa stare molto bene, mi gira un po’ la testa, ma la curiosità di vedere i pipistrelli aumenta sempre più. Insieme allo speleologo Mimmo Lorussogrotta 2 facciamo il percorso per arrivare alla grotta, è un po’ pericoloso ma anche divertente.

Mannagrotta 1ggia, io e i miei amici non entriamo per primi nella grotta! Merenda e poi tocca finalmente a noi! Mi sembra di entrare in una grossa pancia o forse in una grande bocca, non fa freddo come pensavo, ma c’è un odore strano; cerco i pipistrelli ma purtroppo ci dicono che sono scappati spaventati dal gruppo entrato prima di noi. Questa gita l’avevo tanto attesa per quell’incontro con i pipistrelli che mi incuriosiva molto e un po’ mi spaventava. Peccato, non li ho visti ma tutto è stato molto bello, soprattutto è stata molto bella l’attesa della gita, cominciata nel mio letto.

Giulia Pisi  – classe IV A  –  a.s.2015/2016

Educazione alla cittadinanza, educazione alla legalità alla scuola primaria

Oggi la maestra Rosaria ci ha portati in palestra con altre classi, per incontrare la Polizia di Stato e le unità cinofile. cinofile 2Quando sono entrato in palestra, l’Ispettore Comandante Cinefra, ci ha accolti con allegria e facendoci sedere su delle sedie, ha iniziato a spiegare le differenze tra l’illegalità e la legalità e a farci raccomandazioni e darci consigli sull’uso delle bevande alcooliche, che devono essere controllate per evitare incidenti, anche mortali.cinofile 1
Dopo poco, ci hanno portati in cortile per darci una dimostrazione con i cani antidroga e antiesplosivo e alcuni poliziotti hanno nascosto le droghe in scatole e hanno fatto cercare ai cani la droga fiutandola. Tra i poliziotti c’era anche il mio papà, che non appartiene alle unità cinofile ma al reparto mobile di Bari e fa l’istruttore di tiro. Alla fine ci siamo fatti la foto con i cani.
Gigi De Tellis IV A a.s.2015/2016

RIFLESSIONI SU ANNA FRANK

anne frankIn occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio, abbiamo avuto la possibilità di guardare un film-documentario sulla breve vita di Anna Frank, un’ebrea deportata in un campo di concentramento con la sua famiglia. Un’ebrea che fino all’ultimo ha lottato con tutte le sue forze. Un’ebrea che aveva dei progetti per il futuro e che non ha mai perso la speranza… Insomma, una ragazza davvero speciale e allo stesso tempo una ragazza come tante altre!
Durante la sua deportazione, le fu proibito di scrivere e non poté portare con sé il suo caro diario. Ma è soprattutto in questo periodo che acquisisce coraggio e forza di volontà. Da questo punto di vista ammiro molto Anna, perché io, al suo posto, avrei perso subito ogni speranza e la voglia di andare avanti!
Nonostante le sue immense qualità morali, Anna Frank non ce l’ha fatta: è morta nel 1945 durante la sua permanenza forzata nel campo di concentramento di Bergen Belsen, due “soli” mesi prima della liberazione  dell’Olanda. La sua morte, per me, è ingiusta; meritava di anne frank1vivere, di vedere con i suoi occhi quel mondo nuovo che tanto desiderava. Soprattutto meritava di realizzare il suo più grande sogno: veder pubblicato il suo diario.
Inoltre trovo ingiusto il fatto che alcune persone, in questo caso i nazisti, abbiano commesso tante atrocità nei confronti di altri esseri umani solo perché di un’altra razza, una razza “diversa”. Ma diversa perché? In fondo siamo tutti uguali! Non ci dobbiamo basare sulle differenze causate dal colore della pelle, dal modo di pensare o dalla religione! La seconda guerra mondiale è scoppiata anche per questi motivi: era facile incolpare gli Ebrei per qualsiasi cosa accadesse! E questo mi provoca molta rabbia, tutta questa assurda violenza!
Queste forme di razzismo erano presenti sin dai tempi della Reconquista, sono presenti tutt’oggi e saranno presenti anche in futuro, perché gli uomini a volte sanno essere simili a Dio per le azioni caritatevoli che possono compiere, ma tante altre volte possono diventare perfino più malvagi del Diavolo stesso!anne frank2
Se solo gli aguzzini avessero provato a mettersi nei panni delle loro vittime, tutto sarebbe andato diversamente! Avrebbero potuto capire le loro sofferenze e provare lo stesso terrore mentre in ogni casa ebrea entravano le “SS” per prendere e deportare intere famiglie nei lager. In questo stato viveva anche Anna, da quando si era rifugiata nell’alloggio segreto.  In quel periodo Anna sperava ancora in un futuro migliore per tutti e questo noi lo sappiamo grazie al suo diario, pubblicato dal padre, sopravvissuto ai campi di concentramento. Lo stesso genitore scoprì, attraverso questa testimonianza, una Anna totalmente diversa dalla “bambina” che lui aveva cresciuto!frank 6
Alla fine del video ho provato una sensazione indescrivibile e mi ha colpito soprattutto la scena in cui venivano bruciati tutti i libri degli Ebrei, perché a loro era vietata qualsiasi forma di istruzione. Mi è rimasta impressa questa scena anche perché oggi i libri vengono considerati un’importante fonte di cultura di cui nessuno può fare a meno.

Gaia Martinelli – classe II C – a.s. 2014/15

Open Day – Scuole dell’Infanzia

0001 Nei giorni dal 25 al 29 gennaio le scuole dell’infanzia “Madonna Pellegrina”, “Pasquale Di Gennaro (ex Torre Palomba)”, ”Giovanni Paolo II’’, apriranno le porte ai genitori che intendono iscrivere i loro figli per l’anno scolastico 2016/2017. Durante l’open day il personale docente illustrerà il P.O.F., l’organizzazione scolastica, il tempo scuola, il tutto strutturato e programmato per rispondere alle esigenze ed ai bisogni delle famiglie.
In questi giorni i genitori saranno accompagnati in una visita orientativa per conoscere gli ambienti scolastici e le metodologie di intervento didattico – educativo. L’ingresso dei bambini nella scuola dell’infanzia è una tappa emotivamente importante, in cui genitori e piccoli condividono esperienze legate allo sviluppo della personalità sotto molteplici aspetti. Tale sviluppo avviene in momenti organizzati, mirati e spontanei: giocando, condividendo, manipolando, ascoltando. In questo contesto si incontreranno esperienze e vissuti provenienti dalle diverse realtà riferite dai bambini. L’azione didattica si svolgerà in attività curriculari e laboratoriali:
• Laboratorio psicomotorio0002
• Laboratorio musica e movimento
• Laboratorio di animazione teatrale
• Laboratorio di narrazione delle storie
• Laboratorio di lingua inglese
• Laboratorio multimediale
Durante l’orario antimeridiano i bambini potranno partecipare ai vari laboratori espressivo-manipolativi, organizzati e strutturati per questo evento, insieme agli alunni che già frequentano.

L’APPASSIONANTE TEATRO DELLE OMBRE

Testo narrativo realistico in terza persona

DSCN3915Ogni venerdì la IV A della scuola ” Cifarelli ” si è avviata, da ottobre a dicembre 2015, verso via Leonello per partecipare al teatro delle ombre condotto da Gianni Todisco.
La IV A ha partecipato dall’anno scorso a questo progetto e quest’anno lo ha proseguito perchè ne sono rimasti entusiasti: hanno partecipato con la maestra Rosaria, e con la maestra Viviana, anche se non lavora più da loro !
Il venerdì sono rimasti a mangiare a scuola perché il teatro delle ombre cominciava alle 14.00. Naturalmente per i bambini questa è una cosa che li ha fatti esultare di gioia, anche perché hanno rivisto Gianni Todisco, un maestro per loro molto caro.
Per poter fare questo corso bisogna procurarsi un grande telo bianco, un faro e bisogna utilizzare il proprio corpo. Quest’anno oltre a “recitare” dietro al telo, ovviamente senza parlare, alcuni di loro hanno recitato anche fuori dal telo. È stata una cosa emozionante!
Durante i primi incontri l’esperto con i bambini ha fatto dei giochetti per ricordare come valorizzare la loro ombra e dopo ha raccontato una favola su un bambino chiamato Silente, che non poteva parlare, guardare, pensare ecc.
Il maestro Gianni ha spiegato loro quale sarebbe stato il tema di quest’anno: ”I diritti dei bambini ”. Ha detto che tutti hanno diritti e doveri, ma ci sono uomini, e in particolare bambini, che sono privati dei diritti fondamentali. Naturalmente ha fatto notare quanto i bambini della IV A siano fortunati!
Per loro questa attività extrascolastica ha significato davvero tanto, ha permesso loro di maturare dentro e fuori. Solo in un secondo momento, in base alla gestualità espressa e alle caratteristiche fisiche di ognuno, sono stati assegnati gli incarichi che sono stati mantenuti fino alla rappresentazione finale. Per ognuno ci sono stati tre ruoli da interpretare.
Tutti loro sono stati molto coinvolti da questo laboratorio. Il risultato finale, secondo alunni genitori e secondo le maestre è stato eccellente!
La loro speranza e la loro promessa è di fare sempre meglio!

Michela De Robertis, classe IV A “Cifarelli”, a.s.2015/2016

 

IL TEATRO DELLE OMBRE

Power point: “Il teatro delle ombre”

Tutti i venerdì, a partire dalla fine di ottobre e fino al 18 dicembre scorso, in orario antimeridiano, i bambini della 4^ A della scuola primaria “Cifarelli” sono andati nel salone della parrocchia “Santa Maria Greca” in via Leonello, per fare le prove del teatro delle ombre con l’esperto Gianni Todisco.DSCN3886
>Hanno lavorato in assenza di luce, dietro un telo bianco illuminato da lampade di colore: GIALLO, CELESTE e ROSSO.
>Vi hanno partecipato per conoscere il mondo delle ombre recitando non con la voce ma con i movimenti del corpo.
>I partecipanti hanno detto che questa esperienza é stata riproposta dal maestro Gianni Todisco e dalla loro insegnante Rosaria, perché é stata molto entusiasmante e fantastica.
>Al progetto dell’anno scorso, invece, gli alunni avevano lavorato con degli oggetti di carta, come per esempio: le scope per le streghe, i cappelli per gli australopitechi, i veli…
>L’anno scorso ad aiutarli c’era la maestra di sostegno Viviana Magri di Ruvo, ma quest’anno non più, anche se quasi ogni venerdì è anDSCN3896data ad aiutarli, perché è rimasta molto affezionata a loro.
>Per alcuni bambini le ombre rappresentano un modo per esprimersi, in quanto molto spesso provano timore e vergogna quando devono esprimersi davanti a tutta la classe.
>Per altri sono una cosa straordinaria e unica e ringraziano la loro insegnante per aver dato loro la possibilità di iniziare a conoscere il teatro.

Roberta Tandoi, classe IV A, anno scolastico 2015/16

Ogni venerdì, una classe della scuola “Cifarelli” si incammina verso il locale di Via Leonello per poter svolgere il “teatro delle ombre” con il maestro Gianni Todisco.
Il maestro, dopo aver sistDSCN3915emato un grande telo bianco sul palcoscenico, accende un faro rivolto verso il telo e i bambini si muovono dietro il telo per creare delle ombre e con altre lampade colorate creano effetti diversi sulle ombre, come il fuoco, il fulmine, l’acqua.
E’ un progetto molto interessante ed e’ il secondo anno che lo svolgono, e da’ ai bimbi la possibilità di esprimere la loro fantasia e di giocare in modo diverso tra loro.
Attraverso il teatro delle ombre imparano ad esprimersi con il corpo e con i gesti.

Gigi De Tellis IV A a.s.2015/2016