UNA PROBLEMATICA DEL MONDO DI OGGI: L’IMMIGRAZIONE

L’immigrazione è un fenomeno enorme e complesso capace di capovolgere il volto di una società.

L’Italia negli ultimi anni è stata vittima di questo fenomeno che causa grandi tensioni sociali. E’ un processo che porta alcune persone a spostarsi dal proprio Paese d’origine verso altri Stati in cui la prospettiva di vita è migliore. Questo si è ripetuto più volte nella storia.

Ellis Island 1902

Nel primo dopoguerra, l’Italia è stata il punto di partenza verso l’America, oggi le mete più ambite sono Germania e Gran Bretagna. I flussi migratori che partono dall’Italia sono irrilevanti, al contrario quelli verso il nostro Paese sono massicci.

Il più delle volte questi flussi sono illegali e gli immigrati si trovano a girovagare sul nostro territorio illegalmente.

L’Italia, però è vista solo come punto di passaggio verso il Nord Europa. Questi flussi molto spesso finiscono nella tragedia date le difficili condizioni di viaggio per attraversare il Mediterraneo e raggiungere la terraferma.

Il fenomeno immigrazione presenta sia problemi che benefici. Ci sono infatti molti problemi derivanti da un’immigrazione non regolamentata, che possono recar danno alla società, ma anche ferire la dignità stessa degli immigrati:

  • Cattive condizioni di vita legate al lavoro e all’alloggio degli immigrati;
  • Peggioramento delle condizioni di vita legate al lavoro e all’alloggio di coloro che entrano in competizione con gli immigrati;
  • Delinquenza degli immigrati senza lavoro;
  • Sfruttamento degli immigrati da parte della criminalità organizzata che gestisce i flussi migratori. Infatti c’è chi vende tutto per pagarsi il viaggio spinto dall’illusione di una vita migliore. Le giovani donne indotte a partire con la promessa di un lavoro, sono poi costrette alla prostituzione;
  • Impoverimento dei Paesi d’origine, privati delle risorse umane.

Non bisogna però dimenticare i nostri doveri di solidarietà, né i benefici e le risorse che pure vengono dall’immigrazione:

  • Manodopera nei settori in cui c’è carenza;
  • Aumento di creatività, l’economia cresce innervata da nuove idee;
  • Arricchimento culturale.

Bisogna però dosare problemi e risorse gestendo e controllando il fenomeno migratorio. Dobbiamo però ricordare il nostro dovere morale, di aiuto e di accoglienza verso i più bisognosi. L’accoglienza offerta deve essere dignitosa.

Ovviamente poi bisogna assicurarsi che gli immigrati che arrivano, vogliano veramente contribuire al bene della società che li ospita. Spesso questi immigrati vogliono costruirsi una nuova vita e perciò il loro inserimento non deve essere ostacolato dalla società ospitante.

Prima di tutto l’immigrato dovrà rispettare le leggi. Rispettandole potrà esigere il rispetto dei diritti umani e di libertà che la Costituzione concede a chiunque soggiorni sul nostro territorio.

C’è poi chi è fautore di un’immigrazione intensa: per esempio gli imprenditori che richiedono manodopera per i lavori che gli italiani “non vogliono più fare”. Si tratta di lavori più rischiosi e faticosi: badanti, operai non specializzati, braccianti agricoli.

Io credo che accogliere milioni di persone in maniera rapida e incontrollata, non significa condividere la nostra ricchezza, ma la loro povertà. Strapparle alle loro famiglie, alle loro terre, significa far loro violenza e compromettere le possibilità di sviluppo dei Paesi del Terzo Mondo. Se vogliamo davvero esercitare la solidarietà, dobbiamo investire per lo sviluppo dei Paesi poveri.

Un’altra problematica per gli italiani è che gli stranieri tolgono lavoro.

Ma io penso che questo non si debba tradurre nella completa chiusura delle frontiere. Infatti nuove idee, nuovi cervelli, nuovi entusiasmi, fanno crescere un Paese.

 

Vito Rainone, Classe III C, a.s. 2015/16

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CALCIO FEMMINILE

Molti, nel mondo del calcio, non si accorgono che esistono anche donne che giocano a calcio. Negli ultimi decenni, questo fenomeno si sta sviluppando parecchio e le donne, anche in Italia, stanno combattendo per ottenere gli stessi diritti degli uomini in questo sport.

Tanti si chiedono se sia giusto che le donne divengano calciatrici professioniste alla pari degli uomini.

Secondo il mio punto di vista, sarebbe più che giusto. Infatti, non c’è nessuna differenza che contraddistingue il calcio maschile da quello femminile.

Anzi, forse qualcuna ce n’è ma a favore delle donne:

  • nel calcio femminile non circolano gli stessi soldi che girano nel maschile, per questo le partite sono più “pulite” e non si verificano scandali come il “Calcioscommesse”;
  • gli stipendi delle calciatrici sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli degli uomini, ragion per cui le ragazze che praticano questo sport lo fanno solo ed unicamente per passione. Infatti, come testimonia un’intervista fatta da “Le Iene” ad alcune calciatrici del Mozzanica (squadra di Serie A), la maggior parte delle ragazze è costretta a svolgere un lavoro extra-calcistico per potersi mantenere.

Ciò che nega questi diritti alle calciatrici è la parte del calcio maschilista che afferma che “il calcio non è uno sport da femminucce”. Ma chi lo spiega a queste persone che le donne ci mettono lo stesso impegno degli uomini, se non di più?

Il calcio femminile e le stesse calciatrici sono sempre stati vittime di pesanti critiche e pregiudizi, come testimonia la frase maschilista del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Felice Belloli: “Basta dare soldi a queste quattro lesbiche.”

Le parole di Belloli hanno destato molto scalpore nel mondo del calcio femminile e non, e sono l’emblema dell’opposizione verso il calcio femminile. Egli in quella frase ha racchiuso tutta l’arretratezza culturale italiana e ha dimostrato quanto le ragazze che giocano a calcio siano vittime di pregiudizi assurdi, ma allo stesso tempo egli ha donato visibilità al calcio in rosa. Belloli ha dimostrato che il calcio femminile italiano non si sviluppa per colpa di chi il calcio lo gestisce e non per colpa delle calciatrici. Al presidente della LND, si oppone Platini, attuale presidente della UEFA ed ex giocatore della Juventus, il quale ha rilasciato la dichiarazione: “Il futuro del calcio è donna.”

Chi si oppone al calcio femminile giustifica il proprio pensiero dicendo magari che le donne non sono adatte fisicamente a giocare a calcio, ma, viste le esperienze di alcune giocatrici, si può affermare che non è così. Infatti, le calciatrici si allenano ogni giorno anche per migliorare il proprio fisico ed aumentare le proprie capacità sportive. Esse danno l’anima in campo anche negli allenamenti per migliorare calcisticamente.

In questa faccenda, l’Italia è ancora molto arretrata: infatti, in altri Paesi, come gli Stati Uniti e la Francia, anche le donne sono professioniste e percepiscono stipendi più alti, anche se non alla pari degli uomini.

Sara Gama, giocatrice del Brescia ed ex Paris Saint-Germain, in un’intervista rilasciata a Rai Sport, afferma che in Francia le cose sono diverse e noi italiani forse dovremmo prendere spunto, dato che lì le calciatrici non sono dilettanti, ma professioniste.

Inoltre, le partite di calcio femminile offrono lo stesso spettacolo delle partite maschili.

Il 26 Maggio si è svolta in Italia, a Reggio Emilia, la finale di “Women’s Champions League” che ha ospitato un gran numero di spettatori provenienti da tutta Europa e che ha visto vincitrici le ragazze dell’Olympique Lione, a discapito del Wolfsburg. L’alto numero di spettatori dimostra che questo terreno, ancora inesplorato in Italia, del calcio femminile è potenzialmente fertile.

Bisogna investire sul calcio femminile, perché le ragazze hanno dimostrato di riuscire a fare grandi cose solo grazie alla passione e bisogna dar loro merito di questo. Per esempio, le calciatrici del Brescia femminile sono riuscite ad arrivare ai quarti di finale di Champions, dove sono state battute dal Wolfsburg (squadra professionistica che è arrivata in finale), grazie alla loro passione e alla loro voglia di migliorarsi e vincere. Senza interessi extra-sportivi, senza soldi, senza doping.

Le donne meritano di diventare professioniste per ogni singolo sacrificio che fanno per questo sport.

Per ogni volta che hanno dovuto pranzare con un panino per poter correre a prendere il pullman quando la propria squadra non si trova nella propria città e andare ad allenarsi; per tutti i muscoli contratti al termine di un allenamento pesante; per ogni infortunio; per ogni pianto o urlo di gioia per una vittoria o una sconfitta; per tutto il sangue che sputano in campo pur di dare l’anima per la maglia che indossano; per ogni volta che vengono giudicate per amare questo sport; per ogni volta che vengono chiamate “maschiaccio” o “lesbica” (come se fosse un insulto), solo perché farebbero di tutto per il calcio; per ogni rimprovero o complimento del mister; per ogni volta che hanno pensato di mollare tutto, ma non l’hanno fatto perché il calcio per loro è tutto.

Le donne amano questo sport alla pari degli uomini e il fatto che siano dilettanti e non professioniste è una vera e propria ingiustizia.

LA FUGA FELICE

Filippo il fornaio e Franco il fruttivendolo

firmano un foglio di ferie

e fuggono in fretta

nella fitta foresta

offuscata dalla foschia.

Affittano una palafitta

e fischiando una filastrocca,

affiancati dai fringuelli  e dal fido Fuffi,

affettano freschi frutti

fatti al forno e fritti

per affogarli nel frappè

di fragole e fichi

con confetti e fettine di tofu,

finalmente felici!

 

Tandoi Chiara, classe  1^C, Santarella, a.s. 2015/16

TV E INTERNET: MEZZI DI INFORMAZIONE LIBERI O PILOTATI?

I telegiornali e le piattaforme informatiche ci permettono, certo, di essere informati 24h su 24h su ciò che accade nel mondo e noi, seguendoli, ci poniamo dei quesiti e formuliamo delle opinioni personali sull’argomento. Raramente, però, ci chiediamo se le notizie vengano riportate tutte ed esaminate da più punti di vista. E chi sceglie quale notizia dare e quale no? E secondo quale criterio? E perché su alcune news ci “bombardano” dalla mattina alla sera e poi dopo qualche tempo, pur rimanendo il problema, non viene più esaminato? Dunque, come facciamo ad essere certi che le informazioni date dai notiziari siano coscienti e serie e non pilotate?

Per esempio, qualcunoparlamento-greco.jpg.aspx ricorda il virus Ebola? Be’, dopo due mesi di notizie asfissianti nessun telegiornale ne parla più, come se il virus fosse stato debellato.

Qualcuno ricorda l’estate di fuoco, non per il caldo, vissuta dalla Grecia e da tutta l’Europa l’anno scorso? Io sì e, seguendo solamente i telegiornali, penserei che il crac finanziario greco sia finito, ma invece migliaia di greci non sanno come arrivare a fine mese e il default mascherato permane.

Alle volte, poi, siamo noi che involontariamente comunichiamo di quale articolo vogliamo che parlino i giornali o i telegiornali.  Infatti, le grandi testate e i loro redattori orientano la scelta sulle notizie che fanno più audience e quindi fanno aumentare le vendite o lo share .

Per esempio tutti i telegiornali, giustamente, hanno pianto le vittime parigine e di Bruxelles ma solo poche fonti hanno raccontato o documentato delle migliaia di vittime in Medio Oriente, dei bambini che non hanno più una casa o una famiglia, delle persone di ogni sesso ed età mutilate da mine od armi prodotte dai paesi europei.

Anche internet nel mondo odierno è una risorsa fondamentale per informarsi, comunicare attraverso i social network e giocare. Di conseguenza anche la rete può fornire opportunità o determinare dei rischi.

Se io volessi fare una ricerca da un motore come “Chrome”chrome su un qualsiasi argomento sarò libero di scegliere o il motore di ricerca in questione tenterà di pilotare la mia scelta? Nell’universo quasi infinito di internet, tutti i siti sono alla pari o molti rischiano di essere tralasciati? Sì, sarò libero di scegliere il sito che voglio ma “Chrome” cercherà di indirizzare la mia scelta mettendo al primo posto nella lista “Wikipedia” perchè quest’ultima è il sito di “Chrome”.

Inoltre, i motori di ricerca come Mozilla o Explorer adottano un metodo che favorisce i siti da noi più cliccati, facendo rimanere i siti minori in fondo alla lista e i siti maggiori sempre ai primi posti.

Giocare in internet con giochi gratis, in un mondo dove tutto si paga, è a dir poco sospetto. Nei nostri dmozillaispositivi possono entrare virus e i nostri dati personali non sono al sicuro. Infine nell’universo infinito che “youtube” e internet rappresentano, é facilissimo incappare in virus e malware.

Quindi io penso che, di fronte ad una notizia, bisogna fermarsi a riflettere prima di credere che sia vera, altrimenti i mezzi di informazione rischiano di unificare il nostro pensiero. Inoltre non dobbiamo mai scordare che internet può sia essere una risorsa importantissima sia essere, se usato male, uno strumento di cattiva, incontrollata o “pilotata” informazione.

Sabino Cifarelli (classe 1^C “Santarella”, a.s. 2015/16)

ABOLIAMO LA VIOLENZA SUI BAMBINI!

DENUNCIAMO LE VIOLENZE!

Circa dieci giorni fa al telegiornalepedofilia 1 ho sentito delle notizie che mi hanno lasciato un segno indelebile nella memoria. Si tratta degli omicidi avvenuti a Caivano, vicino Napoli, della piccola Fortuna e di Antonio, un anno prima, entrambi gettati dal balcone. Erano stati abusati da un presunto diavolo senza cuore. Costui, non sopportando la ribellione dei due bambini, li ha puniti con la morte. La madre del piccolo Antonio è stata accusata anche di omertà. Tutti i vicini di casa in tutto quel tempo non hanno fatto altro che coprire le violenze subite da quei poveri bambini, non hanno fatto niente quando Antonio si era trovato in quella particolare difficoltà, non hanno denunciato ai Carabinieri nulla dell’accaduto, creando così un grande muro di silenzio. pedofilia 2Ma a distruggere quel muro è stato il coraggio di quei bambini che hanno raccontato, con le parole e con i disegni, le paure, gli abusi, le botte e le minacce subite. E stamattina, sempre al telegiornale, ho sentito un’altra notizia che mi ha nuovamente sconvolta: a Milano una bambina di nove mesi è morta di denutrizione ed era stata anche lei maltrattata. I suoi genitori, che dicevano di essere poveri e non avevano i soldi per comprarle da mangiare, li avevano però per comprarsi un’automobile! Per questo sono stati arrestati!

Ma come si fa a pensare una cosa del genere? Maltrattare i bambini, non nutrirli, abusare di loro e addirittura ucciderli, è una cosa folle, insensata e atroce, e io la considero come il più grande peccato che si possa mai commettere al mondo! Non si possono tollerare e perdonare errori così gravi, vanno solo puniti con una pena esemplare! Condanno tutte quelle persone che hanno maltrattato senza pietà quei bambini, e invito tutti coloro che sono testimoni di una violenza su un minore a denunciare tutto alla Polizia o ai Carabinieri. Soprattutto, li invito a non essere omertosi perché, come mi hanno insegnato a scuola, l’omertà fa lo stesso gioco dell’assassino ed è anch’essa un reato, punito dalla legge. Provate voi a mettervi nei panni di un bambino: come vi sentireste se veniste maltrattati senza sosta? Se fossi in loro, io mi sentirei sotto shock e vivrei un’infanzia d’inferno, la peggiore delle cose brutte che accadono nel mondo.

pedofilia 3E noi lo sappiamo bene: l’infanzia non solo è il momento più bello della vita ma è anche uno dei doni più grandi che un bambino possa ricevere. È così bello vedere un bambino ridere, giocare, integrarsi con gli altri ed essere accolto tra le braccia della sua famiglia. Perché al mondo ci sono persone pazze che approfittano del suo desiderio di vivere e vanno anche in capo al mondo per compiere atti del genere? Non dovrebbero neanche esistere! Mi dispiace solo che abbiano perso il ricordo più bello impresso nella loro memoria: la gioia di essere bambini! Facciamo tesoro di tutto questo e speriamo che l’umanità futura non compia più le brutture della generazione attuale.

Elena Sciscioli, classe 2^ F “Santarella, a.s. 2015/16

 

TRIVELLE: UN GRANDE PROBLEMA

Il giorno 17 aprile si è tenuto il referendum per le trivelle, il primo nella storia d’Italia ad essere stato ottenuto dalle Regioni. È stato istituito per stabilire se i permessi per l’estrazione di idrocarburi debbano durare fino all’esaurimento del giacimento entro i 12 miglia dalla costa, oppure fino al termine del contratto.

Purtroppo i risultati mi hanno lasciata spiazzata, delusa. Come saprete il referendum non ha raggiunto il quorum che prevede il voto da parte del 50% della popolazione più 1% di essa. Il fatto che il popolo italiano si sia astenuto dal votare è inaccettabile. Dopo tutte quelle lotte, quelle morti, quelle fatiche! E pensare che le donne votano solo dal 1948. Ciò mi porta a pensare che con questo referendum si sia buttato all’aria un lavoro che è iniziato tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Infatti noi, cittadini, poiché viviamo in un Paese democratico, abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione, il nostrtrivelle 2o consenso o la nostra disapprovazione nei riguardi di un determinato provvedimento e il modo più semplice per farlo è proprio il voto. Quindi la decisione di non andare a votare, la trovo infondata. Adesso mi rivolgo a coloro che hanno fatto ciò: “Che vi costa sprecare qualche minuto del vostro pomeriggio per tracciare una crocetta su un foglio?” Non posso capire chi dice: “Io non voto perché questo argomento non mi interessa.” Questa affermazione è assolutamente falsa perché questo referendum riguardava tutti. Alla fine se si fosse raggiunto il quorum, avrei anche accettato che la popolazione avesse votato “no”. Come si può essere così indifferenti? Certo ammetto che anche l’informazione ha giocato un ruolo fondamentale; infatti ci sono state poche trasmissioni su questo referendum, così come poche sono state le pubblicità e i manifesti. Ma, se la notizia del giorno stesso riguardo lo sversamento del petrolio in mare a Genova fosse arrivata prima, magari gran parte di quelle persone che non erano ancora andate a votare, avrebbero trovato una valida motivazione per farlo. Anche perché, con molta probabilità, se il 51% degli Italiani avesse votato, ora i contratti non sarebbero stati rinnovati e di conseguenza non si sarebbero verificati incidenti vari.

E dopo tutti quegli episodi che hanno provocato disastri ambientali, come può il Presidente del Consiglio dire di non votare? Perché forse avrete sentito che non avendo raggiunto il quorum, di conseguenza i contratti sono stati rinnovati. Ma, oltre all’inquinamento, quCivitanova Marche, Italia ? In azione contro le trivelle in Adriatico. ANSA/ Matt Kemp/ Greenpeace +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++ali sono i rischi di queste trivelle? Bene… sicuramente contribuiscono al riscaldamento della Terra e, dopo la Conferenza Onu sul Clima tenutasi a Parigi, l’Italia va contro l’impegno assunto, ossia quello di contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi. Da ciò ne deriva la necessità di abbandonare le risorse esauribili come il petrolio e le fonti fossili in genere e di usufruire di quelle rinnovabili che sono meno inquinanti e meno rischiose e che vengono già utilizzate da molti Paesi avanzati. Come dimenticare l’incidente del 2010 avvenuto nel Golfo del Messico alla piattaforma Deepwater Horizon?

Spero che davvero abbiate capito il rischio che si corre. Anche perché il vero “petrolio” dell’Italia è ben altro: bellezza, turismo, pesca, produzioni alimentari di qualità…

Gaia Martinelli (classe 3^C “Santarella”,a.s. 2015-2016)

 

LA GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO

o9Nel 1995 l’Unesco proclamò il 23 aprile come Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, con l’intenzione di “promuovere il libro e la lettura, e con lo scopo di valorizzare il lavoro che gli autori svolgono per lo sviluppo sociale e culturale dei cittadini del mondo”. Inoltre, la Giornata vuole valorizzare l’oggetto libro come strumento di educazione e  confronto e indurre la riflessione sul ruolo di autori ed editori.

Dall’istituzione della giornata mondiale del libro,  tutti i librai delle città  regalano una rosa per ogni libro venduto il 23 aprile.

Inoltre questa giornata è anche l’anniversario di morte di tre grandi scrittori: William Shakespeare, Garcilaso de la Vega e Miguel de Cervantes.

La Giornata Mondiale del Libro, quest’anno, e’ stata dedicata al dialogo tra le diversità, per un confronto costruttivo.

In tutto il mondo si svolgono convegni, dibattiti , eventi ed incontri per promuovere il libro e la lettura.

Così sabato 23 aprile 2016, due classi della scuola media Santarella hanno partecipato a questo omaggio al libro, riunendosi per pubblicizzare e invogliare la lettura di alcuni testi con cartelloni, poesie, power point e letture di alcuni passi dei libri preferiti.

Le due classi sono state la 3^C e la 1^C che  si sono riunite nel laboratorio di scienze. Qui gli studenti hanno presentato, nel tempo di uno spot pubblicitario (circa tre minuti), il libro per loro più bello fra quelli letti quest’anno.

I generi letterari erano diversi e svariati: c’erano l’avventura, il fantasy, romanzi, racconti umoristici, libri di attualità, storie di adolescenza, gialli,…

Ogni libro suscitava un’emozione diversa: alcuni facevano ridere, altri riflettere su cosa sta succedendo nel mondo, altri ancora facevano piangere e qualche racconto faceva anche sognare, facendo volare  l’immaginazione e fantasticare con la mente.

Fra i tanti titoli, alcuni erano già conosciuti ed apprezzati come per esempio “Il richiamo della foresta”, “Il diario di Anna Frank”, “Il giro del mondo in 80 giorni”, “Il giornalino di Gianburrasca”, mentre altri erano delle novità ed hanno lasciato il segno per il loro contenuto e la loro intensità come, per esempio, “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, “Sotto il burqua”, “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”,….

Con nostra meraviglia e sorpresa, anche le professoresse hanno partecipato e hanno presentato i loro libri preferiti: la professoressa Guastamacchia per esempio ha letto alcuni passi del libro “Il mare nasconde le stelle”, la storia vera di Remon, un ragazzo profugo; mentre la professoressa Prete ha presentato “Le racisme espliqué a ma fille” e la professoressa Strippoli ha declamato alcuni versi della poesia di W.H. Auden “La verita, vi prego, sull’amore” .

Il 23 aprile è stata una bellissima giornata in cui il protagonista, IL LIBRO, è stato uno speciale compagno di scuola che ci ha donato sorrisi e lacrime, sogni e realtà, amicizia e solidarietà, riflessioni profonde e pensieri importanti che hanno unito tutti noi.

Molti sono i momenti in cui ci si puo’ dedicare alla lettura, scoprendo che  tuffandoci nel magico mondo dei libri è possibile intraprendere un viaggio sempre diverso che servirà ad arricchire le nostre esperienze e la nostra vita……e allora  BUONA LETTURA A TUTTI!!!!

Chiara Tandoi , 1^ C – a.s. 2015/16

Il primo passo verso il futuro

punto interrogativLa scelta della scuola superiore è una delle più difficili che noi ragazzi dobbiamo affrontare in questo anno scolastico e spesso non siamo sufficientemente maturi e non abbiamo le idee chiare. Per questo abbiamo deciso di offrire la nostra opinione ai ragazzi che ci seguono sul Blog facendo delle domande e creando una specie di sondaggio. Abbiamo iniziato sottoponendo ad alcuni alunni della nostra scuola le seguenti domande:

1. Che tipo di scuola hai scelto?

2. Cosa ti ha ispirato nel prendere questa decisione ?

3. Che emozioni hai provato nella scelta della scuola superiore ?

4. Come ti immagini la tua avventura alle scuole superiori ?

5. Pensi che l’orientamento sia stato utile ?

6. Se sì, perché? Se no, perché?

7. Secondo te dovrebbe cambiare il modo di fare Orientamento?

8. Se sì, hai qualche idea?

9. Ti dispiace lasciare questa scuola?

10. Cosa ti mancherà ?

La maggior parte degli alunni intervistati ha deciso di intraprendere il percorso del liceo, ispirati dal loro piacere nell’apprendere e nello studiare. Essi sono stati messi a dura prova dalla loro ansia e dal loro nervosismo ma a loro volta sono stati appagati dal desiderio di conoscere nuove persone, nuovi ambienti e nuove situazioni. Inoltre i nostri compagni hanno trovato molto utile l’attività di Orientamento progettata dalla nostra Scuola, attività ormai da anni coordinata dalla professoressa Vangi. Tale attività li ha aiutati a conoscere un nuovo mondo: il Liceo.

Infatti si sono abituati a ri-pensarsi nei banchi della scuola superiore e nei luoghi che frequenteranno l’anno prossimo, a immaginare i futuri compagni e i futuri professori.

A loro mancherà la scuola, ma soprattutto i loro compagni , i loro professori e le loro vecchie abitudini.

Adesso chiediamo a voi di indicarci dove vi siete iscritti, avremo così una statistica percentuale sulla scuola:

Sperperini Marica 3^A, Vangi Giuliano 3^D, Mangialardi Mazzilli Daniel 3^D, Iurillo Paola 3^E, “Santarella”, a.s. 2015/16 )

Voilà la France… et sa gastronomie!

GRUPPO

Power Point Degustation

Martedì 9 febbraio noi alunni di classe 2^C abbiamo provato a metterci nei panni di veri cuochi francesi per assaporare i piatti tipici della gastronomia della Francia. La professoressa Prete ci ha divisi in gruppi di cinque alunni: la nostra missione era quella di imparare qualcosa in più sulla Francia e le sue tradizioni.DEG3

Innanzi tutto abbiamo svolto una ricerca: ogni gruppo aveva il compito di analizzare una regione della nazione, cercando di esplorare al massimo città, clima, usi, costumi e tradizioni. L’argomento più interessante è stato per tutti la gastronomia: infatti martedì 9 febbraio, un po’ per festeggiare tra noi il Carnevale, un po’ per approfondire il nostro studio sulla Francia, abbiamo provato a cucinare alcuni piatti tipici di diverse regioni francesi.

Prima della degustazione in classe abbiamo presentato le regioni che ci sono sembrate più interessanti: dalla Provenza alla Bretagna, dalla Lorena alla Piccardia.

E dopo questa presentazione, il nostro menù si presentava così:

le Gratin

I Macarons e le Clafoutis

I Macarons e le Clafoutis

RICETTA1

La Quiche Lorraine e la Tarte-Tatin

la Pissaladière

les Macarons

la Quiche Lorraine

le Clafoutis

-le Kouglof

-les Cruditès

-les Crepês

-la Tarte Tatin

E il risultato si presentava come un grande arcobaleno di colori, rovesciato su una grande tavolata in classe. Abbiamo assaggiato tutto: dal dolce al salato.

E’ stato entusiasmate poter venire a contatto con cultura, usi e tradizioni di un Paese così vicino a noi, e questa esperienza ci ha fatto capire che dovremmo essere più aperti nell’assaggiare, assaporare e gustare i piatti tipici di Paesi diversi!

Maria Giulia Quinto 2^C – a.s. 2015/16