SANREMO 2017

Quest’anno Sanremo ha festeggiato il suo 67° anniversario sorprendendoci sempre con nuovi talenti e promesse della musica italiana. È dal 1951 che questo festival ci lascia a bocca aperta. Le riprese si svolgono ogni anno nel teatro Ariston della città di Sanremo. Inoltre quest’anno il numero dei partecipanti è stato aumentato da 20 a 22.

La prima edizione del Festival è stata il 15 agosto 1951 a Rimini ed è stata trasmessa sui canali radio nel 1937 secondo la direzione artistica di Antonio Di Jorio. Nel 1948 fu organizzato “La capannina del Marco Polo” il primo Festival Canoro Nazionale. L’anno successivo l’iniziativa fu replicata, ma fu cancellata nell’anno seguente per motivi economici.

Quest’anno il più famoso festival italiano è stato presentato da Carlo Conti e Maria De Filippi, che hanno reso le varie serate divertenti e coinvolgenti. I componenti della Giuria sono stati Linus, Andrea Morricone, Rita Pavone, Paolo Genovese, Violante Placido, Greta Menchi e Giorgia Surina. Il terzo posto è stato aggiudicato a Ermal Meta con la canzone “È vietato morire”, il secondo posto da Fiorella Mannoia con il pezzo “Che sia benedetta” ed il primo posto è stato vinto da Francesco Gabbani con la canzone “Occidentali’s Karma”. La manifestazione è stata coinvolgente, divertente, ci ha fatto sorridere e ballare, restare in piedi fino a tardi ed esultare!

Alessandra Quinto, Alessia Anelli, Davide Mastrototaro, classe I C Scuola Santarella, a.s. 2016/17

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PER NON DIMENTICARE

In occasione del Giorno della Memoria che ricorre annualmente il 27 gennaio, noi alunni della classe 5C, guidati dall’insegnante di italiano, abbiamo analizzato la tematica di questo tragico evento, collocato in un secolo caratterizzato da uno degli eventi più sanguinosi e mortificanti del genere umano.

E’ la storia incredibile di come sei milioni di Ebrei siano ‘’semplicemente’’ stati cancellati dalla faccia della Terra.

Tutto questo avvenne tra il 1939 e il 1945, quando Adolf Hitler salì al governo in Germania; dichiaro’ gli Ebrei una razza inferiore, proclamò quella ariana superiore.

Gli Ebrei venivano trasportati nei treni per il bestiame, ove venivano separati per razza, religione, caratteristiche fisiche, classi sociali, fasce di età, sesso.

In particolare, i bambini furono tra i più esposti alle violenze dell’ Olocausto: dapprima i bambini e le bambine che avevano meno di dodici anni abitavano nei baraccamenti, poi venivano trasferiti nei ghetti: le condizioni igieniche erano scarse, la malnutrizione era frequente e la disperazione una ossessione.

Un esempio di ghetto è Terezin, poco distante da Praga.

Dapprima furono rinchiusi bambini e ragazzi, provenienti dalla Boemia e dalla Moravia, poi da tutta Europa.

In questo ghetto, gli adulti più colti decisero di avviare attività culturali con cui nutrire le menti e i cuori dei bambini; furono da loro composte poesie e realizzati i disegni, testimonianze delle orrende condizioni in cui vivevano, e nello stesso tempo espressione di speranza in un cambiamento per il futuro.

Tanti sono i film che fanno riferimento all’ Olocausto:

‘’Il bambino con il pigiama a righe’’, interpretato da Mark Herman;

‘’Corri, ragazzo corri’’, adattamento dal romanzo ‘’Run, boy run’’;

‘’Il diario di Anna Frank’’, che rappresenta la vita di una famiglia ebrea;

‘’Storia di una ladra di libri’’, tratto dall’ omonimo romanzo.

Alcuni libri trattano storie di esperienze reali o verosimili, come ‘’Se questo è un uomo’’ di Primo Levi o come ‘’Sopravvissuta ad Aushwitz’’, di Liliana Segre, da poco nominata Senatrice a vita.

Studiando questo argomento, abbiamo potuto immedesimarci nelle vittime dell’Olocausto: abbiamo capito quanto sia stato difficile per i prigionieri accettare questo modo di vivere e di morire; siamo rimasti colpiti dalla brutalità con la quale l’ uomo ha fatto del male ai propri simili. Crediamo che quanto è accaduto in passato non debba essere dimenticato e non debba ripetersi mai più.

Ci siamo chiesti come può una sola persona pensare di annientare un’ intera popolazione:gente comune, professionisti, donne, bambini; come può essere capace un essere umano di tanta violenza.

In classe abbiamo analizzato alcune poesie, scritte da bambini nel ghetto di Terezin tra il 1941 e il 1943.

‘’Nostalgia di casa’’è una poesia molto toccante, che spiega le condizioni in cui i bambini vivevano.’’E’ più di un anno che vivo al ghetto nella nera città di Terezin.’’ ‘’Squallore e fame, questa è la vita che noi viviamo quaggiù’’.

Successivamente abbiamo analizzato una poesia che ci ha sensibilizzato maggiormente: ‘’Vedrai che è bello vivere’’; il bambino, infatti, capisce quanto vale la pena vivere in due momenti della giornata:” quando all’alba il raggio di sole illumina la terra e l’erba scintilla di perle dorate”; “ quando l’aurora scompare e i merli fischiano tra le siepi, allora capisco com’è bello vivere”.

Noi, purtroppo, siamo giunti alla conclusione che nemmeno il più abile dei registi di film horror avrebbe potuto inventare una storia come questa.

 

Gli alunni della 5 C : Nicole Cimadomo, Daniele Fusaro, Antonella Petrone, Diego Mastrodonato

Cifarelli, a.s. 2017/18