UNIRE LE FORZE PER SCONFIGGERE IL TERRORISMO!!

Parigi, Bruxelles, Monaco di Baviera, Berlino, Nizza, Istanbul: sono tutte città che tra il 2016 e il 2017 sono finite nel mirino del Califfato Islamico con attentati, sparatorie e attacchi terroristici che hanno mietuto numerose vittime. Tra queste, purtroppo, ci sono stati anche italiani, che erano andati all’estero per realizzare i loro sogni e invece, le loro vite sono state spezzate dalla crudeltà e follia senza scrupoli dell’Isis, che pensa di combattere in nome del suo Dio, Allah, ma sta solo calpestando i valori di libertà e di democrazia altrui! Insomma, le più grandi città europee stanno cadendo “come dei birilli”, una per una, anche a distanza di poco tempo.

Ecco la lunga lista degli attentati e attacchi terroristici che nemmeno in due anni, hanno fatto addirittura circa 300 vittime e che hanno visto la Francia come principale vittima dell’Isis:

  • 7 e 9 Gennaio 2015: ATTACCO ARMATO A CHARLIE HEBDO, Parigi: 20 morti (tra cui 3 terroristi) e 22 feriti.
  • 13 Novembre 2015: ATTACCO AL CUORE DI PARGI (Bataclan, Stade de France e 3 ristoranti): 130 morti (tra cui anche l’italiana Valeria Solesin)
  • 22 Marzo 2016: ATTACCHI A BRUXELLES (Aeroporto di Bruxelles e Stazione Metropolitana di Maalbeek), considerata il “CUORE D’EUROPA”: 32 vittime, tra cui anche un’italiana.
  • 14 Luglio 2016 (Festa Nazionale della Francia): ATTACCO SULLA PROMENADE DES ANGLAIS, Nizza: 86 morti (tra cui 6 italiani e l’attentatore) e 302 feriti.
  • 22 Luglio 2016: SPARATORIA AL CENTRO COMMERCIALE, Monaco di Baviera: 10 morti (tra cui anche l’attentatore) e 35 feriti.
  • 19 Dicembre 2016: STRAGE AL MERCATINO DI NATALE, Berlino: 12 morti (tra cui anche un’italiana ) e 56 feriti.
  • 1 Gennaio 2017: SPARATORIA ALLA DISCOTECA “REINA NIGHTCLUB”, Istanbul: 39 morti e 69 feriti.
  • 18 Marzo 2017: ATTACCO ALL’AEROPORTO DI ORLY (Francia).

A questa “lista nera” si aggiunge anche un’altra megalopoli europea, capitale di un paese che giugno 2016 è uscito dall’UE, con la cosiddetta “Brexit”.

Già, proprio così! A solo un anno dagli attacchi terroristici di Bruxelles, mercoledì 22 Marzo 2017, l’Isis colpisce anche Londra, con un bilancio ancora molto incerto: 5 morti (tra cui anche uno dei feriti) e una quarantina di feriti, tra cui anche 2 italiane;  numerosi gli arresti, tra cui anche quello dell’attentatore, che ha colpito proprio vicino a Buckingham Palace. Noi lo sappiamo molto bene: Londra è ricca di monumenti di valore inestimabile, oltre a Buckingham Palace: la London Eye, il Big Ben, la Tower Bridge, molti musei, quartieri e stadi. Questo attacco è un fatto che dimostra il superamento di ogni limite nell’uso della violenza!

E ora anche l’Italia è col fiato sospeso, per paura di essere attaccata! Sabato 25 marzo, Milano e Roma: queste due grandi metropoli italiane sono blindate dalle forze di sicurezza, per evitare attentati terroristici, in vista di due avvenimenti importanti: la visita di Papa Francesco a Milano e la Firma dei Trattati di Roma con gli altri paesi europei.  È dunque massima allerta in tutta Europa, anche in quegli Stati che non sono mai stati “toccati” dall’Isis e ovviamente c’è paura e alta tensione tra gli abitanti dell’intero continente.

Ma perché l’Europa ha così tanta paura, ora che la situazione si sta aggravando sempre di più e si sta facendo ancora più delicata? Perché prima di tutto è disorganizzata e molti Stati si stanno mettendo in competizione su molte questioni, la Polonia, per esempio, minaccia di non firmare i Trattati di Roma. Bisogna ancora risolvere la questione Brexit, che sta mettendo in subbuglio l’intero programma dell’UE e poi bisogna affrontare la delicata questione degli immigrati, spesso respinti dalle frontiere dei paesi stranieri.

Io credo che la prima cosa che l’Europa debba fare sia quello di cercare un accordo tra tutti i paesi, non solo di questo continente, ma anche dell’intero mondo cattolico come gli Stati Uniti, il Messico, il Canada e i paesi dell’America Meridionale, affinché si combatta in modo più deciso questa “piaga islamica”, che sta devastando anche alcuni paesi del Medio Oriente, molto spesso bombardati.

In questo modo, si salvaguarderebbero i valori dell’amicizia tra i paesi cattolici e islamici, della democrazia e dell’integrazione. E si eliminerebbero anche le forme di violenza, di conflitto e di odio, nei confronti delle minoranze etniche e religiose.

Mi auguro che si faccia tesoro di questo mio appello, perché insieme si può costruire un futuro migliore che abbia basi solide, fondate sui valori della libertà di culto e di pensiero, cominciando da ora a smettere di usare le armi per combattere in nome del proprio Dio, come sta facendo adesso l’Isis, appunto.

Elena Sciscioli, classe 3^F, a.s. 2016/17

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“GIULIETTA E ROMEO” di Franco Zeffirelli

Dati

  • Titolo del film: Romeo and Juliet
  • Regista: Franco Zeffirelli
  • Paese di produzione: Gran Bretagna, Italia
  • Anno di produzione: 1968
  • Attori principali: Olivia Hussey, John McEnery, Milo O’Shea, Pat Heywood, Robert Stephens, Michael York, Bruce Robinson, Roberto Bisacco

 

Il film è di genere drammatico, storico e sentimentale ed è stato ispirato alla tragedia di William Shakespeare.

All’inizio della vicenda Romeo Montecchi si reca mascherato a un ballo dei Capuleti, dove vede Giulietta, la figlia del suo nemico, e si innamora perdutamente di lei. A fine ballo, egli scavalca il muro di casa Capuleti e, nascosto sotto il balcone dell’amata, al quale lei è affacciata, scopre, sentendola parlare, che è ricambiato, e nel corso della serata i due decidono di sposarsi in segreto. Il giorno seguente la cerimonia è celebrata da frate Lorenzo, ma le cose cominciano subito ad andare male per i due giovani: Romeo incontra Tebaldo, cugino di Giulietta, e anche se viene offeso da quest’ultimo, rifiuta di battersi per la nuova, segreta parentela che li unisce. Interviene Mercuzio, parente del Principe e amico fidato di Romeo, che viene ucciso da Tebaldo: allora Romeo, preso dalla rabbia, vuole vendicare l’amico e, dopo un duello, riesce ad uccidere l’avversario. Il Principe di Verona, per questo, lo bandisce dalla città così egli, dopo una notte con Giulietta, è costretto a fuggire a Mantova. Nel frattempo il padre Capuleti vuole che Giulietta sposi il conte Paride, e lei, pur di non farlo, accetta la proposta di frate Lorenzo: una messa in scena in cui fingerà di acconsentire alle nozze e alla vigilia di esse berrà una pozione che le darà una morte apparente, da cui si sarebbe destata dopo quarantotto ore. Al momento del risveglio il frate, assieme a Romeo, che nel frattempo sarebbe stato debitamente informato di tutti i particolari dell’accaduto, sarebbe stato presente nella cripta dove sarebbe stata deposta la ragazza e avrebbe aiutato i due sposi a fuggire indisturbati. Ma il frate addetto a portare la lettera con su scritta tutta la faccenda non fa in tempo ad arrivare da Romeo e il ragazzo viene informato della morte della sua amata dal suo servitore Baldassarre che aveva assistito al funerale della giovane e quindi decide correre a Verona. Giunto davanti alla tomba nella quale è seppellita Giulietta, allontana il suo servo e scende nella cripta, dà l’estremo saluto a Giulietta, beve un forte veleno e si accascia vicino alla tomba di Giulietta. Intanto anche frate Lorenzo giunge alla tomba, convinto di trovare lo sposo già informato ma scopre, invece, il cadavere di Romeo Quando Giulietta si sveglia, il buon frate cerca di portarla fuori senza farle capire cosa è realmente successo nella cripta. La ragazza invece nota subito il corpo dell’amato e rimane con lui mentre il frate fugge impaurito a causa delle grida di alcune persone che si stanno avvicinando alla tomba. A questo punto Giulietta, piena di dolore, decide di seguire anche lei l’infelice sorte dello sposo: prima cerca di bere il veleno dalla fiala del marito, ma essa è stata interamente prosciugata del suo contenuto; gli bacia allora le labbra, ma pure lì non vi è più traccia della bevanda fatale. Allora, pure lei intimorita dai rumori della gente che si avvicina alla cripta, prende il pugnale dello sposo e inizia a colpirsi con lenta forza al cuore, fino ad accasciarsi sul corpo dell’amato, morta. Nell’ultima sequenza si assiste al funerale dei due infelici sposi, al seguito del quale i Capuleti e i Montecchi infine si riconciliano.

I fatti sono narrati in un ordine cronologico lineare e la vicenda si svolge tra il 1594 e il 1595 a Verona: in casa Capuleti, nella cappella di frate Lorenzo, nella piazza, nelle strade della città e nel cimitero.

I due protagonisti sono Romeo e Giulietta, entrambi giovani. Romeo Montecchi è un ragazzo forte, sano e intelligente; odia scontrarsi con i Capuleti per non perdere il legame con la sua sposa. Giulietta, invece, è una ragazza di appena quattordici anni, molto timida e riservata. Gli altri personaggi sono: la balia e frate Lorenzo, che sanno dell’amore dei giovani e li aiutano nei loro intenti, il conte Paride, un pretendente di Giulietta, Mercuzio, Baldassarre e Benvolio, gli amici di Romeo, Tebaldo, il cugino di Giulietta e rivale di Romeo, il principe Escalo, sovrano della città e infine i Capuleti, genitori di Giulietta ed i Montecchi, genitori di Romeo. I personaggi secondari sono: gli abitanti di Verona, le serve di Giulietta, i menestrelli del principe, gli invitati alla festa dei Capuleti e gli amici di Tebaldo.

Questo film esprime l’amore incondizionato di due giovani che, per trovare la pace, si uccidono insieme. L’odio delle due famiglie è stato spezzato dal sacrificio degli innamorati.

Il film è stato realizzato con uno stile abbastanza semplice: non ci sono particolari effetti di luce, i movimenti della telecamera sono modesti, non troppo ampi e il ritmo di narrazione è regolare. I dialoghi sono facilmente comprensibili e il linguaggio è adatto a quell’epoca. La colonna sonora non è troppo invadente, ma ha molta importanza, soprattutto nelle scene tragiche o di suspance e non ci sono effetti sonori di alcun tipo.

Il film mi è piaciuto molto perché è comprensibile e realistico in quanto si deduce in che epoca si è. Più di tutte, mi è piaciuta la scena del balcone in camera di Giulietta, con Romeo nel giardino intento ad ascoltare i pensieri della fanciulla. Mi sono piaciuti di meno gli episodi in cui vengono uccisi prima Mercuzio e poi Tebaldo.  Mi ha colpito, invece, l’ultima scena, dove il vecchio Capuleti e il vecchio Montecchi si stringono la mano in segno di pace, mettendo così fine all’odio tra le due famiglie. I protagonisti hanno suscitato in me amore, sincerità e tenerezza.  Mi ha colpito in particolar modo Tebaldo, che si ostina inutilmente ad offendere e voler uccidere Romeo. Il finale del film è molto tragico, ma adatto al contesto e concordo pienamente con il messaggio del film. Mi sono sembrate convincenti le interpretazioni degli attori ed in particolar modo quella di Giulietta. Tra la storia del film e quella del libro che ho letto, ho preferito quella del film perché non viene ucciso il conte Paride ed è meno violento.

 

Chiara Tandoi, classe II C, Santarella, a.s. 2016/17

 

I Diritti dell’Uomo

Al giorno d’oggi sentiamo molto spesso parlare di diritti dell’uomo. Essi sono una serie di diritti contenuti in un importante documento, ovvero la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Purtroppo nel mondo non tutti hanno uguali diritti e talvolta non ne hanno proprio. Ad esempio, sentiamo spesso parlare di sfruttamento minorile, specialmente nei Paesi più poveri e meno sviluppati. Molti bambini, infatti, non ricevono un’istruzione adeguata perché vengono mandati dai genitori a lavorare. A questi bambini vengono fatti svolgere lavori duri e pericolosi quali: lavoro nei campi, nelle miniere e a volte alcune bambine e ragazzine vengono anche costrette a prostituirsi. Questi bambini lavorano in condizioni davvero dure, per molte ore al giorno e ricevono una paga miserrima. Tra i diritti fondamentali ci sono anche i diritti delle donne. Nei Paesi orientali, infatti, le donne non hanno diritti ma vengono considerate come scarto della società e come schiave del marito. Le donne inoltre hanno delle regole molto molto precise da rispettare, come ad esempio indossare abiti lunghi e coprirsi molto, non mostrando nemmeno le caviglie; non hanno il diritto all’istruzione o ad avere una carriera lavorativa, proprio perché devono badare alla casa, ai figli e al marito. Molto spesso anche i più deboli della società, ovvero anziani, malati e disabili, non hanno i diritti che meriterebbero. Ad esempio, non hanno il diritto alle cure necessarie perché la sanità, anche se qui da noi è abbastanza buona, a volte non funziona benissimo. Nei Paesi meno sviluppati i malati sono davvero molti (specialmente quelli colpiti da malattie infettive come l’AIDS) e vengono privati delle cure necessarie proprio per la mancanza di medicine. I disabili, molte volte, vengono derisi, messi in disparte e anche violentati  e questo è sbagliato proprio perché anche loro sono persone come tutti gli altri e hanno il diritto di essere trattate come tali. Talvolta noi parliamo di diritto all’istruzione, alla famiglia al lavoro, dimenticandoci il diritto più importante: il diritto alla vita. Molte persone nel mondo vengono uccise o torturate fino alla morte perché magari professano un’altra religione o hanno idee differenti. Anche con la pena di morte, si toglie questo importante diritto. Purtroppo, però, sono più di cinquanta i Paesi che oggi praticano la pena di morte contro i fuorilegge. Ci sono persone che sostengono questo tipo di punizione perché pensano che, in primo luogo, la persona che uccide debba pagare allo stesso modo e poi perché pensano anche che, così facendo, il numero di reati e delitti si abbassi. In realtà questo non accade: nei Paesi dove viene applicata la pena di morte i reati aumentano e molto spesso vengono anche uccisi degli innocenti. Infine ultimo, ma non per importanza, è il problema del razzismo. Oggi noi viviamo nella cosiddette società multiculturali dove appunto culture, tradizioni e diverse popolazioni si incontrano. La società multiculturale secondo me è una società davvero bella e ricca, ma talvolta i “diversi” vengono discriminati proprio perché, purtroppo, la gente ha dei pregiudizi e degli stereotipi, ad esempio, contro gli immigrati. Infatti, molto spesso, si pensa che costoro vengano qui in Italia, o in altri Paesi occidentali, come terroristi o criminali. Sì, certo, alcuni hanno queste intenzioni, ma ci sono tanti immigrati che invece scappano dalla fame, dalla guerra e dalla mancanza di lavoro. I diritti dell’uomo sono davvero tanti e sarebbe difficile spiegarli tutti, ma penso che ognuno dovrebbe impegnarsi a rispettarli e, secondo me, conoscerli sin da piccoli è davvero importante. Ecco perché parlare di questo argomento anche a scuola è davvero molto utile.

Simona Fusaro, classe III E (a.s. 2016/2017)

Che succede a Londra?

Il giorno 22 marzo 2017 Londra è caduta nel terrore. Verso le 15:45 un fuoristrada nero è piombato tra la folla che si era radunata nei pressi del Palazzo di Westminster per poi schiantarsi ai cancelli del Palazzo del Parlamento. Si pensa a un attentato terroristico.

A Westmister, infatti, si erano incontrati i più alti membri della politica britannica. La gente si era radunata all’ingresso per ricordare il duplice attentato del 2016 alla metropolitana e all’aeroporto di Bruxelles, in cui c’erano stati più di 32 vittime e 300 feriti.  L’attentatore dopo essersi schiantato sulla folla è uscito dall’auto e ha trafitto gravemente un poliziotto. Ma l’intervento della polizia ha messo fine alla sua fuga. Questo avvenimento mi ha colpito molto e mi sta facendo riflettere su quali possano essere i motivi di atti così gravi, che spero non accadano mai più.

Fusco Giuseppe, classe I A Scuola Santarella, a.s. 2016/17

Giancarlo Siani, un “giornalista giornalista”

Giancarlo Siani fu uno dei più grandi giornalisti italiani e fu ucciso dalla Camorra perché aveva avuto il coraggio di pubblicare articoli relativi alla camorra anche se sapeva che prima o poi si sarebbero vendicati. E’ per questo che noi giovani “ragazzi di penna” dobbiamo ammirare il coraggio di questo bravissimo giornalista.

Nato a Torre Annunziata si iscrisse e frequentò  il liceo classico “San Battista Vico” e poi quando si iscrisse all’università con il suo entusiasmo fece parte dei “ragazzi del 77”.

Successivamente lavorò nella redazione del giornale di “Torre Annunziata”, un giornale poco conosciuto. Fu proprio in quel giornale che iniziò a pubblicare notizie relative alla camorra. È così che Giancarlo Siani iniziò la sua purtroppo breve carriera giornalistica, quindi incominciò con il suo amico Rico a prendere appunti sul suo adorato taccuino dal quale non  si separava mai. Lui è stato un vero giornalista, perché quando gli arrivava una notizia, a differenza dei “giornalisti impiegati”, lui andava sul luogo a vedere ciò che era accaduto realmente.

Intanto viene assunto al “Mattino” di Napoli ed è proprio qui che riceve delle notizie importanti da un suo amico avvocato ma non le pubblica subito perché vuole verificare, ma nel frattempo perde tempo e la camorra, spietata com’è, lo uccide e fa sparire queste notizie.

Noi futuri giornalisti, dobbiamo prendere esempio da questo “EROE” che nonostante le minacce e i vari avvertimenti, continuava a fare ciò che gli  piaceva senza alcun timore, senza mai arrendersi ed è per questo  che lui è

IL MIGLIORE GIORNALISTA GIORNALISTA MAI ESISTITO!!!!!!!!!!!!

E’ stato molto importante per noi aver potuto conoscere la storia di Giancarlo Siani grazie al film “Fortapasc” che abbiamo visionato tutti insieme come redazione del “S@ntarellino” nel nostro primo incontro.

Di Pierluigi Palagiano e Giuseppe Fusco, classe I A – a.s. 2016/17

I diritti umani

I diritti umani regolano la convivenza civile in quanto affermano il rispetto della libertà e della dignità umana. Il rispetto dei diritti dell’uomo è affermato nella Bibbia, nei libri dell’Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. In seguito, i diritti umani furono affermati dagli illuministi. Dopo la II Guerra Mondiale, nel 1945, nasce l’ONU o Organizzazione delle Nazioni Unite. Quest’organo internazionale ha il compito di assicurare la pace in tutto il Pianeta Terra.
Nel 1948 l’ONU promulga la “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo”. Successivamente nel 1959 nasce la “Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo” che sarà sostituita dalla “Convenzione sui diritti dell’Infanzia”. I diritti umani sono influenzati da alcuni aspetti della psiche umana quali la ragione e il sentimento e sono regolati dai doveri sanciti dalle leggi. Nella “Convenzione sui diritti dell’Infanzia” è scritto che una persona bisogna considerarla un fanciullo fino ai diciotto anni. Quindi, durante questo periodo, il fanciullo ha diritto allo svago, a fare attività adatte alla sua età, all’istruzione e al non lavorare. Tuttavia, nei Paesi sottosviluppati, la posizione del bambino nella società non è quella che l’ONU auspicava per lui. Infatti, in molti stati dell’Africa o dell’Asia, i bambini lavorano per aiutare economicamente le proprie famiglie, per molte ore al giorno e con una misera paga. Solitamente, loro vengono impiegati nelle piantagioni e nelle industrie. Molti fanciulli lavorano in industrie che producono palloni o abbigliamento sportivo. Per ovviare a tal problema, è necessario cercare di comprare oggetti che non sono prodotti dai bambini. Papa Francesco per sconfiggere questa piaga della società odierna, ha istituito la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile che cade il 12 giugno. Un’altra violazione dei diritti umani avviene nei confronti delle donne. A partire dagli inizi del XX secolo, le donne hanno lottato per avere la parità di diritti con l’uomo, però in molti stati sottosviluppati, per motivi religiosi o culturali, le donne non possono partecipare alla vita politica e, spesso, non possono né accedere all’istruzione e né lavorare. Infatti, il loro compito nella società è quello di madri e mogli. Inoltre, la donna, in questi Paesi, è considerata quasi come un oggetto. Segue che, i casi di matrimoni fra bambine, con poco più di 10 anni, e adulti sono svariati. Tuttavia, nei Paesi sviluppati dell’Occidente, la donna, pur avendo avuto la sua emancipazione nell’ambito lavorativo, solitamente, non svolge  un compito dirigenziale. Molte donne poi, a causa della maternità, si licenziano o perdono il lavoro per poter badare alla famiglia. Un altro fenomeno di rilevanza nella società è quello della violenza domestica nei confronti delle donne, spesso messa in atto dal marito o compagno. Questo, è una chiara violazione del diritto alla vita, perché ritengo che noi uomini non siamo nessuno per poter togliere la vita a una donna. Un altra forma di violazione del diritto alla vita è la Pena di morte. La Cina è lo stato in cui vengono effettuate più pene capitali. Sin dall’Illuminismo, Cesare Beccaria si era battuto nel suo libro Dei Delitti delle Pene contro la pena di morte e le torture che venivano svolte nelle carceri. Oggigiorno sono più di 50 gli stati con la pena di morte nonostante in varie encicliche la Chiesa si è posizionata contro la pena di morte. Altre persone che hanno diritti sono gli anziani e i malati. L’uomo inoltre ha diritto a non essere discrimanato per la sua provenienza, per il colore della carnagione o altri aspetti. Nelle scuole, molti ragazzi provenienti dall’estero, sono emarginati e discrimati e ciò spesso crea problemi di natura scolastica. Secondo i dati rilevati del Pew Research Center, il popolo italiano è il più razzista. Anche i disabili hanno numerosi diritti. Tra gli articoli della “Carta del Disabile” è scritto che ogni stato deve abbattere le sue Barriere Achitettoniche cercando di rendere la vita di una persona con handicap, il più normale possibile. Un diritto importate nella vita di ogni persona è il diritto alla LIBERTÀ, cioè che ognuno è libero di fare ciò che vuole, a condizione che non arrechi danni a terzi, ma ha il dovere della LIBERTÀ cioè deve assumersi la responsabilità delle sue azioni affinchè non siano imputate ad altri le sue decisioni. In conclusione, ritengo che i diritti siano la cosa più importante nella vita dell’uomo. Infatti nell’enciclica Rererum Novrum di papa Leone XIII si esaltavano la dignità umana e i diritti dell’uomo. In un suo libro l’autore Fëdor Michajlovič Dostoevskij riteneva che la libertà fosse la causa delle sofferenza umane. In realtà, l’uomo ha il diritto alla libertà, ma ogni sua azione deve essere ragionata.

Giorgio Zucaro III E (a.s. 2016/2017)

Il bullismo

Un grave fenomeno sempre più frequente nella nostra società è il bullismo. Negli ultimi tempi sentiamo spesso parlare di bullismo, soprattutto in televisione, sui giornali e a scuola. Il bullismo è una forma comportamentale di tipo psicologico e fisico che si sviluppa principalmente nelle istituzioni scolastiche. Di solito si verificano atti di bullismo tra ragazzi coetanei di scuola media o superiore o anche tra bambini più piccoli. Il soggetto bullo è colui che prende di mira un ragazzo considerato debole e incapace di difendersi, ma nella maggior parte dei casi i bulli soffrono a loro volta di problemi psicologici che li portano a sfogarsi violentemente sugli altri. Il bullismo è sempre più frequente anche tra le ragazze, ma in maniera differente. Il bullismo si differenzia in: bullismo diretto e bullismo indiretto. Quello diretto è sviluppato soprattutto tra i ragazzi che agiscono in modo fisico, alzando le mani, tirando calci e pugni, utilizzando la violenza. Il bullismo indiretto, invece, è frequente tra le ragazze che agiscono verbalmente deridendo o semplicemente escludendo la vittima dal gruppo. Questo solitamente accade nelle civiltà moderne e ricche. Nella nostra società moderna e sviluppata è nata negli ultimi anni una nuova forma di bullismo chiamata cyberbullismo. Si tratta semplicemente di bullismo online attraverso social come Ask, Instagram, WhatsApp, Snapchat in cui si può deridere e ricattare attraverso fotografie, video e registrazioni il soggetto preso di mira. Sta diventando sempre più diffusa e pericolosa questa tecnica ben conosciuta tra i ragazzi d’oggi, che trascorrono la maggior parte del loro tempo avanti agli schermi dei cellulari. In ogni caso, i ragazzi  che ne soffrono tendono a non raccontare niente alla propria famiglia, in quanto hanno paura di subire nuovamente molestie e ricatti dal bullo. Nonostante ciò, penso che la soluzione migliore sia proprio quella di raccontarlo immediatamente a qualcuno, ai propri genitori, amici, compagni o insegnanti. Non bisogna tener nascosta una situazione del genere, in modo da poter subito prendere provvedimenti nei confronti del bullo. Fortunatamente non sono mai stata una vittima di bullismo, però mi è capitato parecchie volte di vedere ragazzi e anche miei amici alzare le mani. Mi ha sempre dato fastidio assistere a queste scene violente e per questo cerco sempre di farli dividere e riflettere, anche se sono consapevole del fatto di non poter fare molto a riguardo. Sono dell’opinione che alzando le mani non si risolva niente, in quanto se, non si è dello stesso parere, si cerca di parlare e affrontare il problema come persone intelligenti e mature. Spero vivamente che questo fenomeno in continuo sviluppo dimunuisca giorno dopo giorno in modo da poterci considerare veramente persone civili e corrette.

Alessia Di Bisceglie III E (a.s. 2016/2017)

Luisa Piccarreta: “Figlia della Divina Volontà”

Luisa prega e dialoga con il Signore Gesù

Luisa Piccareta nacque a Corato il 23 aprile del 1865 da Vito Nicola e Rosa Tarantini e la stessa sera fu battezzata nella chiesa di Santa Maria Maggiore. La piccola Luisa trascorse la sua infanzia in una famiglia dove la religione era al cardine. Nei periodi estivi, Luisa si trasferiva con la sua famiglia in una masseria situata nella località di Torre Disperata. A dodici anni, Luisa iniziò un costante dialogo con il Signore Gesù. Intorno ai trent’anni, si trasferì in via Ospedale Vecchio n. 14 (attuale via Luisa Piccareta) con la sorella Angelina. La sorella in questione si occupò premurosamente di Luisa visto il suo stato di perenne allettamento. Tutti i medici che l’hanno visitata hanno sostenuto che Luisa non soffrisse di nessuna malattia. Nel 1898, Papa Leone XIII autorizzò la celebrazione della Santa Messa settimanale direttamente nella sua stanza. In seguito, la stanza diventò un luogo che trasmise speranza ai tanti che la frequentavano. Il 28 febbraio del 1899, Luisa cominciò a scrivere il suo Diario, nonostante la scarsa istruzione ricevuta.

 

Luisa scrive il suo diario

Oggi il Diario è custodito negli Archivi Vaticani, ma alcune copie dei suoi scritti sono conservate anche a Corato, a casa sua. Luisa conobbe padre Annibale Maria di Francia intorno al 1910 e con lui iniziò un fitto scambio di lettere. Successivamente, egli lavorerà per pubblicare il Diario di Luisa. Poichè i tempi non erano ancora maturi per comprendere il messaggio mistico, vi furono delle denunce al Sant’Uffizio. Gli scritti furono condannati per eccessivo misticismo. Luisa si trasferì in via Maddalena 20, in cui potette incontrare poche persone. Il Signore si servì di lei per illuminare il cammino di molte persone inducendole a una preghiera continua. Luisa morì il 4 marzo 1947.

Il funerale di Luisa Piccareta

In occasione del suo 70° anniversario dalla morte, nella città di Corato, si sono tenuti molti eventi per commemorarla. A causa dei suoi miracoli, nel nostro paese viene considerata come una “Santa”. Tuttavia, è in atto un processo di beatificazione.

Giorgio Zucaro III E (a.s. 2016-2017)

 

Una giornata all'”Alberghiero”

Il 20 febbraio 2017 con i nostri professori  siamo andati all’Istituto Professionale Alberghiero “L.Tandoi” per approfondire l’importante argomento dell’alimentazione con i docenti e gli studenti dell’Istituto. Appena arrivati siamo stati accolti da alcuni ragazzi del Professionale e con loro ci siamo recati in un’aula, dove una professoressa esperta in Scienze degli Alimenti ci ha parlato di quanto sia importante una corretta dieta per la nostra salute. Per noi questa lezione è stata un’integrazione di quello che la nostra professoressa aveva già ampiamente spiegato in classe durante le lezioni. Dopo un po’ gli studenti ci hanno offerto una ricca colazione con dei deliziosi muffin biologici e un buon succo d’arancia fresco. Successivamente ci hanno fatto visitare le cucine. Esse erano divise in due reparti: il reparto dolci e quello dei salati. Nella stanza dei dolci lo chef ci ha fatto assistere e partecipare alla preparazione delle meringhe, mentre nella stanza dei piatti salati ci ha fatto assaggiare due tipi di salse: la salsa tartara e la maionese. Infine siamo andati un’altra aula dove due ragazzi ci hanno insegnato a preparare cocktail con bevande alcoliche, ovviamente offerti solo ai nostri docenti. E’ stata una bellissima esperienza, i docenti dell’Istituto e la Dirigente sono stati molto gentili ad ospitarci. L’Istituto Professionale Alberghiero è una scuola che consiglierei a tutti i ragazzi che vogliono intraprendere un percorso professionale nel settore della ristorazione, certamente un lavoro appassionante ed interessante. Questa esperienza ci ha fatto capire inoltre come la scuola ci possa inserire concretamente nel mondo del lavoro perché abbiamo toccato con mano come si passa dalla teoria alla pratica.

Michele Cives, Rocco Longo, Marco Diaferia, Mauro Colonna, classe 2^F, a.s. 2016/17

 

UNA FINALE ENTUSIASMANTE!

Sabato 18 febbraio 2017, si è disputata la finale del torneo di palla rilanciata, organizzato dalla Professoressa Olivieri Maria con la collaborazione della Professoressa Rosanna Stella.
Nella sfida si sono affrontate le squadre della 1°E e della 1°D, è stata una partita piena di emozioni e di colpi di scena.
Il primo set è stato vinto dalla classe 1°E, battendo la 1°D 17 a 15. Entrambi i capitani delle due squadre hanno incoraggiato i loro giocatori dando loro grinta e calore .
Alla fine del set i giocatori della squadra vincente hanno esultato. Elemento fondamentale di entrambe le squadre era la tifoseria che, con i cori, ha stimolato i giocatori a dare il meglio di sé.
La tifoseria della 1°E aveva preparato persino preparato un piccolo cartellone.
La 1°D, nel secondo set, dopo alcuni cambi, è rientrata in campo piena di grinta vincendo il 2°set mentre la 1°E, avendo già vinto il primo set, aveva ripreso in modo molto rilassato la partita.
L’ultimo set è stato il momento in cui sono avvenuti più colpi di scena, era il momento decisivo.
La tifoseria, durante quest’ultima fase, ha seguito la partita da bordocampo in modo magnifico: le urla di incoraggiamento, gli applausi, i consigli hanno riscaldato l’atmosfera e hanno aiutato i giocatori a dare il loro massimo.
Le due squadre hanno giocato entrambe molto bene ed eseguivano tutte le loro azioni con un ottimo gioco di squadra.
Dopo rimonte e colpi di scena si è giunti al verdetto finale, la E era in vantaggio sulla D 14 a 11 quando una ragazza, componente della squadra vincitrice del 2°set, tira e colpisce la rete regalando alla 1°E un punto decisivo per la vittoria del torneo!
Quando la partita è terminata, le due squadre come simbolo di rispetto si sono salutate.
Tutta la classe 1°E ha esultato e ha elogiato il suo capitano Daloiso Vito festeggiando con la Professoressa Stella che ha seguito la squadra negli allenamenti.
Bovio Sergio, classe I E – a.s.2016/17