IL G7, UN’OPPORTUNITÀ PER BARI

Fra l’11 e il 13 maggio a Bari si incontreranno i ministri delle finanze dei sette Paesi più economicamente avanzati del mondo. Discuteranno di crescita, lavoro e diseguaglianza. Il G7 Finanza avrà luogo al Castello Svevo, la costruzione voluta da Federico II ed eretta sui ruderi di un castello normanno.

I Paesi che costituiscono il gruppo del G7 sono: Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada. Originariamente, la necessità che portò all’avvio di questi incontri fu la crisi economica degli anni ’70. Inizialmente si riunirono i primi sei Paesi citati e, successivamente, si unì anche il Canada. D’allora sino ad oggi hanno continuato ad incontrarsi per discutere di argomenti d’interesse mondiale. La scelta del luogo è ricaduta sul capoluogo pugliese (l’altra candidata era Caserta) per il decoro urbano, la bellezza della città e i molti contenitori culturali che essa offre.

Perciò Bari si sta preparando per farsi trovare pronta e sicura per questo importante evento internazionale. Ciò comporterà dei sacrifici per i residenti, soprattutto per chi abita nelle zone circostanti al castello. Verranno chiuse le scuole e gli uffici pubblici e ci sarà un grande lavoro per le forze dell’ordine per evitare e prevenire eventuali problemi.

Il sindaco di Bari De Caro ha detto orgogliosamente “Questa ora per noi è un’opportunità per tutto il territorio: saremo per tre giorni il palcoscenico del mondo”. Infatti i ministri, con le rispettive mogli e il personale al seguito, visiteranno, oltre i vicoli del centro storico di Bari, anche Polignano a Mare, Conversano e Matera (capitale europea della cultura nel 2019). Nel capoluogo lucano si recheranno con i treni delle Ferrovie Appulo-Lucane che, per l’occasione, sono stati riservati ai prestigiosi ospiti.

Una grande occasione da non perdere per rivalutare il Sud, in particolare la Puglia e la Basilicata, sperando che tutto si svolga al meglio e che questi speciali visitatori, tornando nei loro Paesi d’origine, possano conservare, nei loro smartphone ma soprattutto nei loro cuori, immagini piacevoli del nostro amato paesaggio, dei nostri ulivi, del nostro mare!

Francesca Di Gioia, classe I E Scuola Santarella, a.s. 2016/17)

Annunci

Festa dell’Atletica Leggera a scuola 2017

Corato, 26.05.2017- Un campo sportivo annuvolato. Spirito agonistico. Agitazione. Sono alcuni elementi che contraddistinguono la giornata del 26 maggio 2017.  In questo giorno i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado e quelli delle secondarie di secondo grado, hanno partecipato alla “Festa dell’Atletica Leggera a Scuola”.  Promossa dalla FIDAL (Federazione Italiana Di Atletica Leggera), essa ha visto gareggiare anche gli alunni della nostra scuola nelle sfide di: velocità, resistenza, salto in alto, salto in lungo e lancio del vortex. Ciascuna gara vedeva le competizioni maschili e femminili separate. La gara di velocità prevedeva un percorso di 80 m e la resistenza di 1000 m  (equivalente a due giri e mezzo del Campo Sportivo). Il primo premio consiste nell’andare a Roma, il 18 giugno 2017, allo stadio olimpico, per vedere la finale di una competizione sportiva. È stato bello per me poter assistere alle gare e allo stesso tempo poter vedere il tifo che  i miei compagni e le nostre professoresse di educazione fisica Rosanna Stella e Mariolina Olivieri  hanno fatto con estremo orgoglio. È anche loro il merito se molti loro alunni si sono classificati primi alle gare.

Giorgio Zucaro (a.s. 2016/2017)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’Onda, romanzo di Todd Strasser

L’Onda, è un romanzo thriller e drammatico ambientato nel 1969 in California nella scuola superiore di Palo Alto. Il romanzo in questione verte su un esperimento effettuato dal proffessore di storia Ron Jones. Tutto, è nato con la visione di un filmato, nell’ora di storia, sul partito Nazionalsocialista (Nazista) e sul tragico evento della Shoah. Gli alunni di quel corso di storia rimasero sconvolti nel vedere il filmato e si chiedevano il perché di tutto ciò. Per poter dare delle risposte plausibili, Ben Ross, nome che lo scrittore Todd Strasser inventa per indicare il professore di storia Jones, si è recato in biblioteca. Ma nulla. I libri non danno le risposte tanto attese. Per dare le opportune motivazioni, il professor Ben Ross decide di creare un movimento con il nome de “La Terza Onda”. Questo gruppo prenderà realmente le sembianze del partito tedesco. Che possano riuscire gli alunni del college americano e il professor Ben Ross ad uscire dal “tunnel” dell’Onda?  La vicenda durerà per ben tre anni fin quando il gruppo fu sciolto. Il narratore è onniscente e il linguaggio è di facile comprensione e adatto al contenuto del testo. Poiché tratta dei temi della II Guerra Mondiale consiglio che il libro sia letto dopo aver studiato il Nazismo e la II Guerra Mondiale. La lettura di questo libro mi ha attratto e interessato. Mi è piaciuto il professore di storia Ben Ross perché è un modello che forse tutti i professori dovrebbero seguire. Rileggerei volentieri il tratto del libro in cui si narra dello scioglimento del gruppo perché il professor Ben Ross spiega che pur se non si faceva parte dello stesso partito ciò non autorizava a comportarsi male nei confronti degli altri. Consiglio pienamente le lettura del libro e gli dò un voto pari a un 8,5.  Inoltre, da questo film, il regista Dennis Gansel nel 2008 ha tratto un film.

 

Giorgio Zucaro III E (a.s. 2016/2017)

WE LOVE NORCIA

Il 30 Ottobre 2016 è avvenuta la distruzione di una storia, di un passato remoto, delle tracce di San Benedetto; un evento sismico che ha colpito gravemente Norcia.

Questo terremoto ha frantumato la basilica di San Benedetto, di cui ora rimane solo la facciata; tutti i quadri, statue, vasi, arredi sono stati conservati nel deposito per i Beni culturali di Santo Chioto, vicino Spoleto.

A pochi metri dalla basilica, la chiesa settecentesca Santa Maria Argentea si è distrutta per due terzi. La cattedrale di Santa

Maria è crollata per tre quarti, mentre si è completamente distrutto il santuario della chiesa Madonna Addolorata.

I crolli a San Pellegrino

 

Inoltre, a Norcia molte parti sono diventate zona rossa, per via delle continue scosse che tuttora possono ripartire e per gli edifici che potrebbero crollare.

Bar, ristoranti, negozi, alberghi hanno dovuto chiudere lasciando i proprietari in gravi situazioni economiche. In particolare voglio ricordare l’hotel Palazzo Seneca, proprietà della famiglia Bianconi, risalente al 1500, un albergo di lusso, che l’anno scorso è stato giudicato uno dei 50 migliori d’Italia, anche per la sua prestigiosa Stella Michelin. Dopo un lungo lavoro di restauro, d’investimenti e di mesi per verificare che l’hotel avesse le adeguate condizioni per riaprire, sempre con molta speranza, sostegno e senza scoraggiarsi, finalmente il 29 Aprile si è riaperto, ed è stato il primo albergo dopo il terremoto.

Palazzo Seneca

Io ho avuto l’opportunità di essere tra i primi visitatori a mettere piede nel Palazzo Seneca pochi giorni prima dalla riapertura, invitata dalla proprietaria, nei cui occhi si leggeva il rancore provato dopo il sisma, ma anche la speranza di ripartire.

Noi cittadini d’Italia possiamo mostrare la nostra solidarietà non semplicemente attraverso donazioni di denaro, ma soprattutto tornando a visitare quel territorio, come quei turisti di un tempo. Solo così il nostro grido “WE LOVE NORCIA” giungerà al cuore dell’Italia e dei nursini.

Francesca Di Gioia (1ª E)

 

 

In mezzo allo Stradone

Venerdì 31 marzo, la nostra classe, la prima B insieme alle altre prime della nostra scuola, si è recata presso il Teatro Comunale per vivere un’esperienza unica: assistere allo spettacolo In mezzo allo stradone. La storia della nostra storia”. Lo spettacolo è stato ideato e interpretato  da Francesco Martinelli, unico attore protagonista, accompagnato da Luca Rossi, musicista alla Tamorra napoletana, uno strumento musicale molto suggestivo. Lo spettacolo aveva anche uno scopo benefico, in quanto, come ci ha spiegato l’assessore M. Zezza, il ricavato è stato devoluto in beneficenza a favore dei territori colpiti dal terremoto ad Amatrice. All’apertura del sipario ci siamo “ritrovati” nell’Ottocento in piazza Municipio dove man mano sono stati presentati i monumenti di Giuseppe Garibaldi, Felice Cavallotti e Matteo Renato Imbriani. Quando Francesco Martinelli ha iniziato a parlare ci ha trasportati nel racconto mentre Luca, il musicista, con la sua musica accompagnava la recitazione .

Garibaldi, eroe dei due mondi, viene presentato  secondo il punto di vista degli uomini del sud Italia, come una guida. Cavallotti difendeva il Sud, ma prima di diventare senatore scriveva commedie. Solo quando una sua opera fu fatta recitare in un famoso teatro, allora fu nominato senatore. La morte l’ha trafitto quando ha cercato di difendere il Sud Italia. Infine, Imbriani, “il nostro salvatore”, ha permesso di far arrivare l’acqua potabile in Puglia con la costruzione dell’Acquedotto.

Questo spettacolo ha arricchito il nostro bagaglio culturale, facendoci conoscere la storia del nostro Paese e soprattutto facendoci scoprire i legami fra Corato e gli eventi nazionali dell’800, il meraviglioso viaggio in cui ci siamo immersi.

Giandomenico Avella, Vitantonio Patruno, Emanuele Falco (classe I B, a

Terrore a Manchester

Ieri sera, 22 maggio 2017 numerosi ragazzi di Manchester erano andati a sentire la loro cantante preferita esibirsi dal vivo, Ariana Grande.
Purtroppo quella serata che doveva essere all’insegna del divertimentrex-manchester-incident-01-jc-170522_12x5_1600o e della spensieratezza si è trasformata in un incubo, perché alla fine del concerto, un kamikaze sucida si è fatto esplodere.
Appena ricevuta la notizia, molte auto della polizia e ambulanze si sono recate sul posto per soccorrere e capire cose fosse successo, mentre i tassisti della città hanno offerto corse gratis per tutta la notte.
Per ora sono confermati 22 morti, 56 feriti e numerosi dispersi.
Tutto il web piange e prega per tutti coloro che sono stati coinvolti in quest516f32ad9654d4fe_GettyImages-633746418o ennesimo e inumano atto terroristico, mentre amici e parenti stanno facendo il possibile per ritrovare i dispersi.
Inoltre la polizia, per questi ultimi, ha attivato una linea telefonica di emergenza.
Ariana è una popstar americana di 23 anni. Ha raggiunto il suo successo interpretando il ruolo di Cat Valentine nella serie di Nickelodeon “Victorius”. Nel 2011 ha intrapreso la strada da cantante. Attualmente sono tre i dischi da lei rilasciati e fino ad ieri era in corso la parte europea del suo tour mondiale “Dangerous Woman Tour”, che dopo questo tristissimo evento pare verrà cancellato. Lei è rimasta illesa fisicaManchester 12_6840322_ver1.0_640_360mente, ma è psicologicamente inconsolabile.
Io trovo  che tutto ciò sia disgustoso, non è giusto che noi adolescenti non possiamo pensare di essere al sicuro neanche al concerto del nostro cantante preferito . Noi abbiamo il diritto di svagarci e divertirci e non è possibile vedere la paura e il pericolo anche in queste occasioni che per noi dovrebbero essere ricordi belli e pieni di spensieratezza.

Claudia D’Imperio 3^A  a.s. 2016/2017

IL LIBRO: UNA STRADA INFINITA

Ti guardo, ti ammiro, ti apro, ti leggo,

sei per me una strada,

sei un amico che mi ascolta,

sei una persona che mi conforta,    

sei il sole che m’illumina,

sei un abbraccio che mi riscalda,

sei il LIBRO, ciò che mi rende felice.

I libri per tutti noi ragazzi dovrebbero essere questo, invece li teniamo impolverati in libreria senza farne alcun uso.

Chissà perchè noi ragazzi di oggi non amiamo sentire il “profumo” di un libro e leggerlo. Non apprezziamo ciò che ci viene donato attraverso la lettura. Secondo me, il libro è una strada e, quando leggi, ti “tuffi” ogni volta in una storia diversa e sempre più emozionante.

La vita è una, ma noi dobbiamo cercare di viverne tante leggendo, perché i libri offrono tante avventure diverse che ci fanno rinascere. “E’ un viaggio per pazienti, un libro!” (Alessandro Baricco).

Il libro è ciò che ti illumina nei momenti bui, è ciò che ti dà una mano nelle difficoltà, è un amico che ti sta accanto, che ti dona tutto sé stesso e non ti chiede nulla in cambio.

Federica Mangione, Scuola “Santarella”  –  Classe I F

 

 

 

L’estate che conobbi il Che: il romanzo sulla Rivoluzione Cubana.

8 gennaio 1959, Fidel Castro sale al governo cubano. Ma non è stato eletto dal popolo. Lui ha scatenato una rivoluzione. Al suo fianco c’è Ernesto Guevara, meglio noto come Che Guevara o semplicemente Il Che. Il Che è una figura a metà tra la storia e il mito per chi ha vissuto in quegli anni. Mentre per noi ragazzi, che siamo cresciuti circa 50 anni dopo la rivoluzione Cubana, il suo nome assomiglia a quello di un contadino. Ma forse il Che ha molto di contadino in lui: un animo gentile e un carattere semplice, insomma si accontenta di quello che ha. Nacque a Rosario, in Argentina, nel 1928, da una dottoressa e un imprenditore.
Tuttavia il libro non ha Che Guevara come protagonista, o meglio, prende il Che come un esempio, o come un protagonista di secondo piano. Il protagonista autentico è Cesare, un ragazzino di 12 anni che vive in Brianza. Stanno per iniziare i mondiali di calcio e Cesare organizza una festa per il suo compleanno che ha come tema i mondiali, per l’appunto. Purtroppo alla festa non si presenta quasi nessuno, solo una decina di ragazzi. Riescono comunque a divertirsi. Cesare scopre, solo a fine giornata, che gli altri non sono andati alla sua festa per via del tagliatore di teste. Purtroppo la sera dello stesso giorno il protagonista scopre qualcosa che lo traumatizza: suo nonno viene portato in ospedale, ma, mentre il nonno è steso nell’ambulanza, Cesare scopre un tatuaggio sulla spalla del nonno, gli sembra Gesù. Il giorno dopo, la madre torna a casa sollevata: “il nonno non ha fatto la fine del tacchino.”
Da allora Cesare corre in Ospedale ogni giorno per visitare il nonno scoprendo che il suo tatuaggio non raffigura Gesù ma Ernesto Guevara, argentino che ha combattuto per la “liberazione” di Cuba. Tuttavia a cercare di ostacolare il racconto del Che ci sarà Suor Giuseppina che rimprovera continuamente il nonno esortandolo a raccontare a Cesare i Vangeli piuttosto che la storia della rivoluzione cubana, ma nonostante tutto si scoprirà che Suor Giuseppina vuole immensamente bene al nonno. In questo modo viene raccontata la storia del Che. Nel libro si narra anche di altri personaggi della rivoluzione cubana come Camilo Cienfuegos, che viene definito il più coraggioso del gruppo, Vaqerito, altro ragazzo pieno di ardore, Fidel Castro e suo fratello Raul, comandanti dell’esercito rivoluzionario. La storia del Che si svolge, quindi, parallelamente a quella di Cesare e della sua famiglia. Tuttavia resta aperto l’interrogativo sul tagliatore di teste che si svelerà solo a metà libro.

Lo stile di narrazione è simile a quello di “Per questo mi chiamo Giovanni” dello stesso autore.
Nel libro sono presenti molti eventi e frasi significative, riporto di seguito quella che mi ha colpito di più: “Si può essere innamorati e rivoluzionari. Anzi, da innamorati si fa ancora meglio la rivoluzione, perché l’amore è la più spietata delle rivoluzioni.”

Autore: Luigi Garlando
Casa Editrice: Rizzoli
Data di uscita del libro: 2015

(Anche questo libro ci è stato donato dall’Associazione per la lettura Giovanni Enriques per aver partecipato al Concorso “Il Giralibro” (http://www.giralibro.it/)

Leonardo Pellecchia, classe III C – a.s. 2016/17

Cara Terza C…

Cara Terza C,

ormai sono arrivati gli ultimi giorni in questa piccola grande scuola che abbiamo frequentato per ben tre anni. E tre anni non sono mica pochi, soprattutto perché abbiamo affrontato un particolare periodo della nostra vita!

Siamo cambiati, sia fisicamente sia psicologicamente, da quel primo giorno di scuola di prima media: da quel giorno è iniziata la nostra avventura. Mi ricordo come eravamo emozionati, quando abbiamo varcato per la prima volta quel grande portone e abbiamo attraversato la palestra interna fino alla quella esterna. Lì la preside ha chiamato uno ad uno i nostri nomi, e per quanto mi riguarda, io ero contenta, emozionata, felice, ma anche curiosa e non vedevo l’ora di cominciare questa nuova avventura. E da quel giorno sono passati tre anni, che sono volati, ma che hanno anche visto litigi, risate, emozioni, che sono potute nascere solo grazie a noi.

Prima media. L’anno del “Chi sei?”, o “Mi ricordi il tuo nome?” Non ci conoscevamo ancora, e tra noi c’era quella tensione c

 

he caratterizza i primi giorni di scuola. L’anno in cui eravamo ancora un po’ meno “agitati”. L’anno delle prime conoscenze

dei professori, che ci hanno cresciuto e conosciuto a fondo. Perché è anche grazie a loro che oggi siamo quello che siamo e quello che diventeremo, loro che ci hanno guidato lungo un percorso difficile, ma che ci hanno spianato la strada, aiutandoci nei momenti del bisogno e nelle difficoltà. L’anno in cui eravamo ancora bambini.

Seconda media. Anno in cui non ci riconoscevamo neanche noi. Perché già in seconda media abbiamo iniziato a trasformarci. Eravamo più uniti, e una cosa che mi ricordo perfettamente è quel briciolo di pazzia che ha caratterizzato quell’anno. Probabilmente non sapevamo se crescere o restare piccoli, ed è stato questo un vero periodo di crescita. Di certo non è sempre andato tutto liscio, ma sono state proprio queste esperienze che ci hanno fatto crescere e maturare, in cui dovevamo cavarcela da soli. E sono stati proprio questi momenti che hanno rafforzato i nostri rapporti, rendendoli più stabili e resistenti.

Ed infine la terza media. L’ultimo anno, pieno di tensione e un po’ di paura per gli esami. Ma di certo è l’anno che ricorderò maggiormente, perché è stato l’anno in cui sono nate le prime vere amicizie, l’anno in cui abbiamo fatto la nostra prima vera scelta che cambierà la nostra vita.

Ora posso affermare che questi anni mi hanno fatto crescere, maturare, perchè mi hanno fatto capire quanto sia importante il lavoro di squadra. Perché è vero che l’unione fa la forza, perché ci sono quei momenti in cui bisogna saper superare gli ostacoli che sembrano insuperabili, perché è arrivato il momento di affacciarsi al proprio futuro. E sono state le esperienze vissute insieme, le persone che ho incontrato, che mi hanno trasmesso forza, coraggio e che mi hanno fatta crescere.

Grazie per tutte le avventure, le risate, le giornate che potevano sembrare pesanti ma che sono passate con spensieratezza, grazie per avermi fatto vivere questi tre anni importanti che hanno rappresentato una tappa fondamentale della mia vita.

Grazie Terza C, e buona fortuna!

Maria Giulia

 

Maria Giulia Quinto, classe III C Scuola Santarella, a.s. 2018/19

PREMIO NAZIONALE AL “S@NTARELLINO”

Anche quest’anno è arrivato il riconoscimento al “S@ntarellino” da Alboscuole (https://www.associazionenazionalegiornalismoscolastico.it/), Associazione Nazionale Giornalismo Scolastico. Il nostro giornale è stato premiato per la sezione “Recensione e Critica” con la seguente motivazione: “Per aver saputo promuovere il giornalismo scolastico e per aver contribuito al processo di formazione dei ragazzi accrescendone la sensibilità nei confronti della scrittura e delle tematiche dell’informazione. Per aver superato le selezioni del monitoraggio effettuato su 2221 testate studentesche, di cui 638 delle scuole primarie,; 746 delle scuole secondarie e 837 delle scuole superiori, entrando di fatto tra le prime 100 redazioni studentesche italiane.”

Inoltre una nostra ex alunna, Renata Laserra, ha superato, con un suo articolo pubblicato su questa testata lo scorso anno “Il grande futuro di Giuseppe Catozzella” pubblicato il 15 giugno 2016 nella categoria Libri (https://ilsantarellino.wordpress.com/2016/06/15/il-grande-futuro-di-giuseppe-catozzella/#respond) le selezioni per gli Oscar del Giornalismo scolastico, il suo articolo è stato pubblicato nell’antologia dei migliori articoli italiani ed ha ottenuto il tesserino di giornalista scolastico.

Il giornalino scolastico rappresenta da anni per la nostra scuola uno strumento capace “di costruire percorsi strutturati su questioni della contemporaneità” attraverso un processo di apprendimento che segue la logica della ricerca, progettazione e rielaborazione creativa della conoscenza e della realtà, favorendo un contesto formativo che consente lo sviluppo di dinamiche relazionali e cooperative complesse. È uno strumento estremamente valido, perché offre agli studenti l’opportunità di leggere il proprio presente, di esprimersi e di comunicare dentro e fuori l’habitat scolastico nella logica di “sentinelle sul territorio”.

Ci auguriamo di continuare su questa strada.

La Redazione