“ALLENA…MENTI” Progetto di Potenziamento: Le Olimpiadi della Lingua Italiana

Prende il via una nuova attività destinata a promuovere e valorizzare il merito, tra gli studenti della nostra scuola, nell’ambito delle competenze linguistiche in Italiano. Dopo mesi di “allenamento” su elementi di fonologia, morfologia, sintassi, retorica, dodici ragazzi delle classi terze si sono sfidati nella prima “gara eliminatoria” delle Olimpiadi della Lingua Italiana.

Un traguardo impegnativo che ha visto gli sfidanti gareggiare con serietà ed entusiasmo.

I cinque ragazzi che passeranno il turno avranno la possibilità di partecipare alla competizione a squadre on-line, organizzata dall’Istituto Omnicomprensivo di Riccia in collaborazione con l’Università degli Studi del Molise. Solo superato lo scoglio della gara di primo livello, si potrà accedere alla fase semifinale e, successivamente, a quella finale, le cui gare verteranno sulla conoscenza della nostra lingua in tutti i suoi molteplici aspetti, normativi ma anche stilistici.

Non possiamo che porgere un augurio speciale ai nostri ragazzi!

L’insegnante Referente del Progetto, Scuola Secondaria “Santarella”, a.s. 2017/2018

Emozioni in scena

Se solo qualche volta ci si fermasse a pensare… A pensare a quel tempo gioioso in cui si era bambini e si giocava a rincorrere i sogni e a stringere le emozioni in un palmo di mano.

Ho potuto sperimentare queste emozioni durante la visione dello spettacolo teatrale: “Il Piccolo Principe” interpretato da molti dei ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado “Luigi Santarella”.

In questa rappresentazione il romanzo di Antoine De Saint Exupery, “Il Piccolo Principe”, ci è stato donato in modo originale e divertente.

Io nei panni di spettatrice ho potuto osservare i volti degli attori colmi di ansia, gioia e passione per quanto stavano per mettere in scena; ho potuto ammirare e scoprire talenti esordienti, stili di recitazione lenti ma fluidi o allegri e scattanti.

Gli attori, i presentatori ed i narratori sono riusciti a dare un tono autentico e personale alle loro battute rendendo ogni momento dello spettacolo realistico ed avvincente. I ruoli dei vari personaggi sono stati supportati e affiancati da splendide melodie, suonate e intonate dagli stessi ragazzi, e da meravigliose coreografie che raccontavano alcuni passaggi dello spettacolo ancora meglio di quanto avrebbero fatto le parole.

Questa splendida rappresentazione teatrale ha dato modo a tutti, specialmente ai più grandi, di ricordare i tempi in cui erano bambini e soprattutto di provare ad immergersi nel fantastico mondo dei più piccoli, per ritrovare la bellezza di essere come loro!

Maria Elena Varesano, classe I C, Scuola “L. Santarella”, a.s. 2017/18

La grande difficoltà di rimaner fanciulli

Un uomo piccolo piccolo

Perché “Un uomo piccolo piccolo”? Perché è questo il titolo di uno spettacolo a me molto caro, tratto dal libro “Il piccolo principe” che sicuramente tutti conoscono.

Insomma, chi non conosce questo meraviglioso libro di forti significati? Ebbene un giorno, quando non ero ancora nato, mio padre, Francesco Martinelli, lesse questo libro e creò questo meraviglioso spettacolo che prima si chiamava “I pianeti sono fermi”. Poi il nome cambiò e divenne ufficialmente “Un uomo piccolo piccolo”.  Certo, questo spettacolo non è proprio uguale al libro, infatti i personaggi sono solo due: un poeta e il piccolo principe. E parla di un uomo come tanti altri che oramai è diventato adulto e ha deciso di suicidarsi, di impiccarsi. Ma poi conosce questo strano bambino comparso dal nulla, che dice di venire da un pianeta piccolo, molto piccolo. Insieme giocano, il piccolo principe gli parla della sua rosa e vuole una poesia da dedicarle:

 

Al di là del mare,

L’orizzonte  bagna il cielo,

Muto è il cielo,

Sordo è il mare

 

Dopo tutto il tempo passato insieme, il piccolo principe se ne va  perché deve tornare dalla sua rosa, che urla disperatamente “ho sete”, mentre il poeta sta scrivendo un’altra poesia da dedicare alla rosa. Quando si accorgerà che il piccolo principe non c’è più, il poeta non vorrà più suicidarsi e anzi ritornerà felice, perché avrà capito il vero significato della vita.Infatti il poeta, dopo aver conosciuto il bambino, vorrà essere un uomo piccolo piccolo con le ali e abitare in,un pianeta vicino al suo. Questo è uno spettacolo che è vissuto e ha dato frutto per ben dieci anni e continuerà sempre a vivere quando a interpretare il piccolo principe sarà il mio fratellino Emanuele, ovviamente quando sarà un po’ più grande. Infatti io, purtroppo, sono diventato grande, un adolescente. Durante le prove dello spettacolo ho avuto molte difficoltà tanto che mi sono messo a piangere: non riuscivo più a interpretare il bambino e questo mi ha colpito molto.Quando diventi grande la vera grande difficoltà è ritornare bambini.Quando diventi grande tutto diventa difficile e sognare diventa quasi impossibile.Ma anche Gesù ci dice di essere bambini e questo ci aiuterà a non rendere il mondo triste e cupo, quando diventeremo grandi.Per questo, con l’aiuto del signore, sono riuscito a interpretare per l’ultima volta il Piccolo Principe in questo spettacolo.

 

 Dopo aver girato molte città d’Italia insieme a mio padre e dopo aver fatto sognare tante persone, la mia esperienza in questo spettacolo finisce qui.Anche se non ho avuto il piacere che i miei amici venissero a trovarmi in teatro perché impegnati. Anche se “uscire” per molti è fare un piccolo pezzo di strada per poi appoggiarsi al muro e passare ore a giocare a Clash Royal sul cellulare.Facevamo questo anche da piccoli? No, perché da piccoli eravamo privi di questi apparecchi che creano dipendenza.Anche io sono stato dipendente dai cellulari per parecchio tempo, ma ora ho smesso e ho capito che ci sono altre cose divertenti da fare: come recitare. Quello che ho provato e che provo ogni volta quando salgo sul palco è ansia, certo,  ma quando salgo sul palco non sono più Tristano Martinelli ma il piccolo principe e il mio unico obiettivo è di far sognare il pubblico presente.Credo che questa volta ci sia riuscito più di altre! Questa è stata forse la mia ultima esperienza in “Un uomo piccolo piccolo”. Spero comunque che capiterà ancora di recitare in questo spettacolo che mi ha accompagnato per un lungo periodo della mia vita e mi ha fatto vivere mille avventure.

Con questo spettacolo, secondo me, io e mio padre siamo riusciti a trasmettere al pubblico forti emozioni e insegnamenti e per me recitare significa proprio questo.

Tristano Martinelli, classe 2^A, Scuola “Santarella”, a.s. 2017/18

SUL PALCO…

Ansia, ansia, ansia, il grande giorno è finalmente arrivato!

locandinaIl 18 gennaio 2018 sono entrate “in scena” le nostre emozioni e siamo stati noi i protagonisti della serata: abbiamo rappresentato, presso il Salone situato in Via Leonello a Corato, uno spettacolo teatrale ispirato al romanzo “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint–Exupéry.

Dietro le quinte – non ve lo nascondiamo – non è stato facile mantenere la calma, anche se abbiamo svolto tantissime prove. Dobbiamo ammettere che di grande supporto sono stati anche i professori che sin dal primo momento hanno creduto in noi.

La rappresentazione è ormai iniziata e l’ansia è salita ancor di più; i balli e i canti hanno reso lo spettacolo più armonioso ed entusiasmante.

È stata un’opportunità che ci ha insegnato il vero valore dell’AMICIZIA.

Passione, solidarietà e amicizia sono le parole chiave che ci hanno accompagnato e sostenuto in questo lungo viaggio dal mese di ottobre 2017. Abbiamo costruito dei nuovi legami, abbiamo fatto nuove amicizie, si è creata una vera famiglia anche fuori dal set e ci siamo sempre sentiti e confrontati.

L’amicizia ci ha tenuti vicini, l’allegria e l’armonia hanno caratterizzato i nostri incontri, ma è stato il coraggio a darci la forza di coltivare le nostre passioni, facendoci scoprire nuovi talenti di cui non eravamo a conoscenza. Nel corso del laboratorio teatrale, sono entrate in campo anche le abilità artistiche: abbiamo rappresentato con il disegno il Piccolo Principe, trascrivendo una frase significativa tratta dal romanzo, abbiamo dipinto tavolette di legno che, al termine dello spettacolo, sono state distribuite come ricordo a noi ragazzi e ai professori.

disegni

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Le nostre emozioni sono state il filo conduttore dell’intero percorso, sono emerse durante tutta l’esibizione e hanno reso lo spettacolo ancora più originale e coinvolgente perché …

“È SOLO CON IL CUORE CHE SI PUÒ VEDERE VERAMENTE BENE,

L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI”.

 

Scuola Sec. di I Grado “Santarella”, Classi II A, II B, II F

“Il piccolo principe”: emozioni da aviatore

Sono Tristano Martinelli e in questo spettacolo ho recitato nel ruolo dell’aviatore. Questo che state leggendo può essere considerato sia un articolo sia un’aggiunta all’articolo già fatto su questa bellissima esperienza. Infatti per me è stata una vera e propria avventura recitare in questo spettacolo. La cosa più bella è che ho incontrato nuovi amici. Questo spettacolo non solo è tratto da un bellissimo romanzo ma soprattutto ci ha insegnato che, nonostante le terribili, grosse e molte difficoltà incontrate durante il lavoro, il risultato è stato sbalorditivo. Grazie al nostro impegno, e a quello degli insegnanti, credo che tutti noi siamo riusciti a far sognare il pubblico, anche se, durante lo spettacolo, sono stati fatti alcuni errori. Credo e spero però che al pubblico sia piaciuto ciò che abbiamo creato con grande impegno. Soprattutto spero che il pubblico abbia percepito il significato che l’autore del “Piccolo principe” ci ha trasmesso. Per me è stato difficilissimo recitare: purtroppo mi ero ammalato quindi ho dovuto recitare con la febbre. Ma sapete che vi dico? È una fortuna aver recitato con la febbre, perché ho avuto una spinta in più per dare il massimo e per fortuna ce l’ho fatta. Ma non auguro a nessuno di recitare con la febbre: è stato difficilissimo buttarsi per terra, concentrarsi mentre cercavi di trattenere gli starnuti e la tosse! Sapete perché ce l’ho fatta? Per il tifo e la forza dei miei amici, che sono rimasti vicino a me, che mi hanno dato la forza per dare il massimo, perché non volevo assolutamente deludere né loro né gli insegnanti e né il pubblico. Comunque, con tutte queste difficoltà, anche con la paura e l’ansia da palcoscenico di qualcuno dietro le quinte, ma ecco il nostro spettacolo! Spero di rifarlo non solo perché è divertente recitare, ma anche perché reciterò ancora con i miei amici. Possibilmente, stavolta, spero di non ammalarmi!!

Tristano Martinelli, classe 2^ A, Scuola “Santarella”, a.s. 2017/18