Carnevale 2018

Carnevale di Viareggio, di Venezia, di Corato 2018
Il Carnevale Coratino è stato sempre una delle manifestazioni promosse dall’organizzazione Pro Loco Quadratum. La caratteristica del Carnevale Coratino è la presenza massiccia di gruppi mascheranti che sfilano: istituti scolastici, associazioni locali, Parrocchie e gruppi.
Tre i simboli memorabili del Carnevale Coratino: “U Panzone”(il panzone), “La Vecchiaredd”(La Vecchiarella) e “U Scieriff”(Lo Sceriff). https://ilsantarellino.wordpress.com/2015/02/23/506/
La prima maschera di carattere in assoluto è il Re Cuoraldino realizzato dal socio Pro Loco Francesco Diaferia, in cartapesta; è stato ispirato alle Quattro Torri di Corato e al Cuore centrale di Corato. Il suo nome richiama uno dei più diffusi nella città ma anche il Suo Patrono: San Cataldo.
Quest’ anno nei giorni di Domenica 4, Domenica 11 e Martedì 13 Febbraio si è svolta la 39esima edizione del Carnevale coratino.
Il Carnevale Coratino è una vera e propria tradizione, infatti nelle piazze della città scendono famiglie, ragazzi, genitori e nonni armati di felicità e coriandoli. Quest’anno a vincere sono stati al primo posto il gruppo RocketKing, 50mila eventi, Kabà Coiffeur con il tema “War is over”; al secondo posto la squadra di Egidio Tarricone con “Gea d’incanto” e sul terzo gradino del podio: la parrocchia Sacro Cuore con il tema “Nel blu dipinto di tu” e “Gli Spartani” con il tema “Gita sulla terra”.

Spettacolo, maschere e divertimento…
Il carnevale veneziano è uno delle più belle sfilate di Carnevale che si fanno a livello mondiale. Sicuramente il più conosciuto grazie alla sua grandezza e alla sua bellezza inestimabile e non sono pochi anni che questo esiste, infatti la prima festa risale a circa novecento anni fa.
Un tempo, il Carnevale iniziava intorno alla prima domenica di ottobre per intensificarsi poi dopo l’Epifania e terminare qualche giorno prima della Quaresima, mentre oggi dura circa 10 giorni.
Ma la cosa più bella del Carnevale veneziano sono le maschere e la gioia che si sente nell’aria per le strade di Venezia. 
Importantissimo evento che apre il carnevale veneziano è il volo dell’angelo e in circa trentamila quest’anno hanno assistito alla discesa dell’angelo dal campanile della Basilica fino in piazza San Marco. Chi quest’anno ha rappresentato l’angelo è stata Elisa Costantini, che durante il precedente anno era tra la tanta gente trepidante di assistere ad uno degli spettacoli più belli della storia del Veneto. In questi giorni è stata lei che nervosissima ma incoraggiata dalla gente presente in piazza ha dato inizio alla grande festa.
L’evoluzione dei costumi e delle maschere negli anni è decisamente cambiata così come la moda, oggi abbiamo delle maschere molto colorate.
Anche a Viareggio il Carnevale è accompagnato da un’armonia di colori, una particolarità delle forme, dalla stravaganza e dalla bellezza. Questa volta sono i giganti di cartapesta a sfilare.
I costumi di questo carnevale 2018 si sono intersecati con lo stile arabo.
Questo carnevale è stato avviato con il triplice colpo di cannone e con le canzoni della tradizione carnevalesca che sono state suonate in anteprima sul palcoscenico di piazza Mazzini. Sono stati realizzati i nuovi costumi di Burlamacco e Ondina.
Cinque grandi vie della città si sono vestite a maschera e come per magia hanno preso vita, tra musica, canti e balli.
Inoltre due straordinari spettacoli pirotecnici hanno arricchito le sfilate dei grandi carri.
La festa del Carnevale è la festa più amata da piccoli e grandi che aspettano con ansia tutti gli anni di travestirsi truccarsi e mascherarsi per uscire e assistere a uno dei più bei spettacoli della storia.
E con coriandoli, stelle, filanti e tanta allegria che anche questo Carnevale andrà via.

Marcone Ivana II F, Mangione Federica II F, Bove Giancarlo III E

Santarella, a.s. 2017/18

UN NUOVO INIZIO: IL DNA MODIFICATO

Non era mai successo prima d’ora ma tre mesi fa in California è stato scoperto un nuovo metodo di guarigione per le malattie. È una nuova scoperta che permette  finalmente di guarire centinaia di persone che sono affette da malattie rare e incurabili. È una scoperta a lungo inseguita dagli scienziati che hanno utilizzato le loro ricerche per sperimentare questo metodo rivoluzionario. Circa 10.000 persone nel mondo sono affette da malattie metaboliche. Molto spesso queste persone muoiono prematuramente e quindi si affidano alla terapia del cambiamento del DNA. Questa è una terapia molto rischiosa perché procura dei geni che possono infettare l’organismo con tumori e nello stesso tempo è molto costosa, dai 100 ai 400 mila dollari.

Ma in che cosa consiste la terapia? 

Consiste nell’introdurre nell’organismo un nuovo gene alterato che reagirà con il fegato in modo da cambiare un tratto di DNA. Così dicono i medici, i quali sperano di testare questa terapia non tanto sugli adulti ma sui bambini. 

Questa terapia genica è stata approvata in Italia e sperimentata all’ospedale “Bambino Gesù” di Roma, dove i medici sono riusciti a curare un bambino dalla leucemia, cosa che ha scioccato tutta l’Italia.

Noi ci auguriamo che in futuro ci siano meno malattie e più sorrisi e che i bambini abbiano più speranza. Speriamo in un mondo migliore del presente, senza virus che interrompano la nostra vita. Questa rivoluzione medica la aspettavamo da molto tempo, la terapia genica è un miracolo capace di migliorare la nostra vita regalandoci un sorriso.

 Davide  Mastrototaro, classe 2^C, Angelo Tota, classe 1^E, Pierluigi Palagiano e Giuseppe Fusco, classe 2^A, Scuola Santarella, a.s. 2017/18

Safer Internet Day

https://www.youtube.com/watch?v=QJP_ZU6Rb3U&feature=youtu.be

Lo scorso 31 gennaio la redazione del S@ntarellino, il giornalino online dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli – Santarella”, ha partecipato alla registrazione di una puntata di Fatti e Misfatti, settimanale condotto dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Giampaolo Balsamo nella redazione dell’emittente televisiva Tele Dehon.

La puntata, andata in onda venerdì 2 febbraio ed in replica sabato 3 e lunedì 5 febbraio, è stata dedicata al “Safer Internet Day”, la Giornata Mondiale della Sicurezza in Internet, istituita dall’Unione Europea per prevenire ogni reato in Internet ed evitare che i ragazzi, soprattutto minorenni, siano vittime del web.

Accompagnati dalle responsabili del progetto ci siamo recati in autobus presso gli studi di Tele Dehon ad Andria.

Ovviamente in redazione avevamo lavorato a lungo e con cura per comprendere le diverse problematiche connesse alla sicurezza nel web, poi ognuno di noi ha preparato delle domande da porre al conduttore e agli ospiti della trasmissione: il direttore tecnico capo Andrea Carnimeo e l’assistente capo Giuseppe Di Vagno, entrambi del Compartimento Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Bari e lo psicologo-psicoterapeuta Antonio Di Gioia, presidente dell’ordine degli Psicologi della Puglia e giudice onorario della sezione minorile della Corte d’Appello di Bari.

Appena arrivati siamo entrati nello studio di registrazione, dove i tecnici stavano  provando i microfoni e le inquadrature. Noi della redazione abbiamo prestato molta attenzione e siamo rimasti affascinati dal funzionamento del tutto: per noi è stata la prima volta in uno studio televisivo!

La puntata è cominciata con l’introduzione dei conduttori seguita dalla presentazione degli ospiti e dagli interventi delle professoresse Strippoli e Lobascio, responsabili del S@ntarellino. Noi giornalisti in erba eravamo trepidanti e anche molto “rigidi” perché non volevamo “sfigurare” davanti a migliaia di telespettatori.

Nella prima parte gli ospiti ci hanno spiegato come e perché sono nate la Polizia Postale e la Giornata della Sicurezza in Internet.

Dopo l’introduzione, il secondo conduttore, Carlo Sacco, ci ha dato la parola e noi così abbiamo potuto porre le nostre domande. A ogni domanda è seguita la risposta dei rappresentanti della Polizia Postale, i quali sono riusciti nell’intento di eliminare ogni nostro dubbio sul tema del cyberbullismo, un pericolo soprattutto per i minorenni. Importanti, a riguardo, sono stati i chiarimenti riguardo all’assenza di anonimato in internet ed agli effetti immediati della legge 71 del 2017 che prevede responsabilità dirette per i genitori nel caso di minori di 14 anni e la forma giuridica dell’ “ammonimento” davanti ad un giudice per chi ha superato i 14 anni.

Poi lo psicologo ci ha spiegato qual è l’influenza dei social network e quali sono i pericoli del web, che spesso può generare dipendenza. Ci spiegava che i ragazzi oggi tendono a interagire più con il mondo virtuale che con quello reale e credono di essere circondati da amici che in realtà non hanno.

Una delle parti più belle, sincere e interessanti della mattinata è stata il fuorionda in cui gli agenti della Polizia Postale hanno risposto a molte domande e curiosità sorte al momento: hanno finito per soddisfare molte delle domande che poi non sono più state poste durante la registrazione. È stato un momento colloquiale, in cui gli agenti di Polizia hanno anche accennato ad esperienze professionali e personali sulla lotta al crimine informatico.

Abbiamo imparato che “la rete non dimentica”, ossia che qualsiasi elemento postato sui social dal momento in cui lo inviamo inizia quasi a vivere di

vita propria e può arrivare anche in mani a noi sconosciute, che ne possono fare un uso a noi

 

sgradito. Anche i nostri attuali amici potrebbero, in un futuro lontano, farne l’uso che credono senza il nostro permesso. Quindi i primi a tutelare la nostra privacy dobbiamo essere noi.

Abbiamo capito anche che è importante educarci ad una comunicazione responsabile sui social e con i social: un agente ci parlava della necessità di accantonare lo smartphone per essere noi padroni del nostro tempo e coltivare relazioni ed amicizie vere.

Riguardo alle fake news, gli agenti ci hanno raccontato dell’attivazione di un servizio della Polizia Postale atto a riconoscerle, anche su segnalazione degli utenti, ed a eliminarle dal web.

Lo psicologo ci ha spiegato anche che i fenomeni di cyberbullismo possono essere risolti in un’ottica di prevenzione parlandone con una persona adulta. Il sexting e il cyberbullismo possono portare in casi estremi al suicidio della vittima, come talvolta è accaduto, perché ogni singola foto postata in Internet può essere utilizzata per fini pedopornografici o diffamatori.

Tirando le somme di questa formativa e divertente esperienza, ringraziamo Giampaolo Balsamo e Tele Dehon per averci dato la possibilità di comprendere quali siano i rischi dei social network, un’arma a doppio taglio, che molti, compresi gli adulti, non usano in modo corretto. Purtroppo siamo noi adolescenti i primi ad essere feriti da un mondo virtuale in cui possiamo trovare pericoli dietro ogni click.

Sabino Cifarelli e Alessio Tandoi (classe III C, Santarella, a.s. 2017/18)

VIAGGIANDO PER LE CAPITALI DELL’EUROPA OCCIDENTALE

Organizzare un viaggio: questo è stato il compito di realtà di geografia che ci è stato assegnato dalla nostra professoressa.

Ci siamo divisi in gruppi e abbiamo scelto una delle capitali dell’Europa Occidentale che più ci ispirava e che avevamo studiato. Con questo compito si sono avverati dei sogni, infatti è stato molto divertente progettare il tutto: scaricare applicazioni, organizzarci, riunirci a casa, ricercare prezzi e offerte per trovare luoghi carini e ospitali e informazioni relative ai ristoranti e agli hotel.

Il nostro compito si doveva sviluppare su una brochure, e sì, proprio come quelle delle agenzie di viaggio, con immagini di località significative da visitare. Ci siamo divisi il lavoro, un po’ a casa, un po’ in classe e nessuno ha presentato un lavoro migliore degli altri.

La prima cosa che abbiamo fatto è stato stabilire un giorno d’andata e uno di ritorno, avevamo mille euro e dovevamo star fuori cinque giorni.   È stato interessante ascoltare e ammirare i lavori degli altri, ma è stato davvero emozionante la progettazione: mettere in pratica le nostre competenze, scoprire nuovi posti e impegnarci per pianificare un VERO E PROPRIO viaggio. Con questa attività noi ragazzi abbiamo capito che, molto spesso, sottovalutiamo il lavoro e la fatica che i nostri genitori fanno per organizzare un viaggio e  abbiamo compreso meglio l’importanza di saper gestire una somma di denaro.

Quando la professoressa ci ha informato di questo compito di realtà, la nostra allegria e il nostro entusiasmo sono saliti alle stelle, per questo ci siamo impegnati fin dall’inizio per svilupparlo nel migliore dei modi. Ma … non pensate che l’attività si sia conclusa così, perché ci siamo organizzati ed abbiamo preparato anche un cartellone con tutti i nostri lavori.

P.S. È stata un’ esperienza fantastica ed emozionante.

Federica Lamarca, Federica Mangione, Ivana Marcone, classe II F, Scuola Secondaria “Santarella”, a.s. 2017/2018

 

ZOOM SU PIAZZA DI VAGNO

Il giorno 15 gennaio, noi, redazione del Santarellino, ci siamo avventurati in un ricco viaggio alla scoperta dei tesori che ci nasconde il centro della vita cittadina di Corato, in particolare i segreti di un’antica piazza della nostra città: Piazza di Vagno, il salotto dei coratini.

A illustrarci questa scoperta c’era la giornalista Marina Labartino, direttrice dello Stradone.

Ci ha esposto e fornito documenti e informazioni, precedentemente a noi non note, col sorriso sulle labbra e la sua capacità di rendere l’argomento trattato molto interessante.

Ha spiegato che in  Piazza di Vagno, prima del dissesto idrogeologico, esistevano due edifici.

Il primo fu costruito dai De Franza nel 1619. Era noto al popolo come “il palazzo dei senza coppola” perché nel suo portone trovavano rifugio le persone senza tetto, e possedeva un bellissimo bugnato a punta di diamante, simile a quello di palazzo De Mattis. Era soprannominato anche “Palazzo Nuovo” prendendo il nome dal suo ultimo proprietario  Giuseppe Nuovo: un semplice vinaio coratino.

Il secondo edificio era la Chiesa del Monte di Pietà, l’edificio di culto della nobiltà e dell’alta borghesia. Fu sede di molte opere d’arte; le poche sopravvissute nel crollo sono conservate nel convento dei Cappuccini.

In realtà, ancora prima, tra il XIII ed il XIV secolo in piazza di Vagno esisteva la chiesa di S. Nicola, poi presa in possesso dai Francescani ed allargata nella seconda metà del 1400 dai Frati Minori Osservanti fino ad occupare quasi l’intera piazza. Successivamente demolita.

Nel corso del tempo si creò un ricco patrimonio tra Via Monte di Pietà e Piazza del Popolo. Lo spazio che si aprì fu denominato Piazza Wagner. In seguito questo insieme di piazze fu indicato nella mappa toponomastica della città con la denominazione di Piazza di Vagno. Questa piazza fu creata anche in ricordo di Di Vagno che fu il primo parlamentare italiano vittima del fascismo.

Purtroppo però, a causa del dissesto idreogeologico, accaduto nel 1922, questi palazzi, sono crollati e, oggi, sono state ritrovate le loro mura, cantine, colonne e scheletri umani esaminati da archeologi professionisti e scoperti nei sotterranei della chiesa.

L’idea progettuale delle modifiche previste per questa piazza ricca di storia, è quella di realizzare una piazza bella e accogliente, capace di ritornare il salotto coratino che era un tempo.

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Alessandra Quinto, Alessia Anelli

classe II C, Santarella, a.s. 2017/18

Il nostro “patrimonio artistico”

Le parole sono come pietre, bisogna fare attenzione a usarle”. Così è iniziato il discorso di MarinLabartino, la direttrice del mensile di Corato “Lo Stradone”: il 15 Gennaio c’è stato infatti l’incontro fra la redazione del S@ntarellino e la giornalista. La dottoressa Labartino ci ha parlato della storia di Corato: all’inizio del 1900 la città era molto ricca di palazzi, chiese come la Chiesa Maddalena o arciconfraternite. All’interno di queste costruzioni erano custodite opere d’arte che forse potrebbero aver avuto grande valore ma di cui non si conserva traccia. Corato era una città medievale circondata da mura, ed erano presenti importanti conventi. Uno di questi  era il convento dei frati francescani che occupava l’intera piazza Di Vagno. Di quell’immensa costruzione ora rimane solo una colonna che si trova attualmente all’interno di un’attività privata. Altre chiese furono abbattute dallo Stato Napoleonico. Purtroppo il dissesto idrogeologico ha portato via tutto, ha reso Corato una città povera di arte. Corato era anche molto ricca di cappelle. 

Una delle poche opere che ci è rimasta, e non è considerata come una vera e propria opera d’arte, è il murales dell’artista Gomez che ha dipinto Giuseppe Di Vagno, un politico che difendeva i lavoratori e che fu ucciso il 26 settembre 1921 durante un comizio. Gomez è stato grande a rappresentare la scena con molta poesia: sulla facciata di un palazzo è rappresentato il volto di Di Vagno in bianco e nero. Quel bianco e nero rappresenta la sua uccisione e il suo sogno che venne spezzato; in basso c’è un mazzo di fiori che rappresenta la speranza alla quale Di Vagno aveva dedicato la propria vita. Palazzi, chiese, confraternite, tutto spazzato via dal dissesto idrogeologico ma anche dal Comune, che con lo spreco di acqua delle fontane e con tutta l’umidità accumulata ha contribuito a causare la tragedia. “Ci siamo mangiati dei gioielli“, diceva Marina Labartino, opere che forse avrebbero reso la nostra città migliore, perché avrebbe accolto molti più turisti e noi ci saremmo sentiti parte di una città più ricca dal punto di vista artistico grazie a tutte le opere che invece sono state spazzate via. Ma non tutti si dimenticano della nostra storia. Il Museo della Città e del Territorio di Corato conserva infatti dei resti del “Palazzo Nuovo” sono stati ritrovati anche affreschi che assomigliavano alle opere di un artista molto famoso. Tutto questo noi non dobbiamo dimenticarlo e dobbiamo immaginare la nostra città, con tutti i palazzi e le chiese, di cui ora rimangono solo alcuni resti, come una città estremamente interessante dal punto di vista artistico, che secondo me dovrebbe essere ammirata da tutti i coratini e non solo. 

Pierluigi Palagiano, classe II A, Santarella, a.s.2017/18

Partecipazione delle classi quinte al campionato di CodyRoby e Coding

Il 22 Gennaio alle ore 9:30 io con le maestre e i compagni ci siamo recati presso la scuola media ” Luigi Santarella” per il ” Campionato di CodyRoby e Coding”.

La prima attività  svolta è stata il CodyRoby in palestra, dove abbiamo formato due squadre. Il gioco consisteva nel “Programmare con il corpo”. In ogni squadra c’erano dei robottini che eseguivano i comandi dati dai programmatori. La mia squadra ha perso, ma io mi sono divertito tanto. La seconda attività del CodyRoby consisteva nell’imitare la professoressa della Santarella, che eseguiva il ballo del robot.

Poi siamo passati al Coding nel laboratorio di informatica, dove c’erano dei ragazzi di prima media, che ci aiutavano a risolvere i livelli dove non riuscivamo. Quello che arrivava al livello più alto vinceva una piccola coppa di plastica, mentre il secondo e il terzo vincevano una medaglia.

Io purtroppo non ho vinto, ma sono arrivato al livello 15.

A tutti gli alunni è stata data una ricompensa, mentre la classe vincente ha ricevuto il gioco da tavola del CodyRoby e ciascuno dei partecipanti ha vinto due caramelle.

E’ stata un’ esperienza emozionante.

Classe V A Scuola Primaria “Cifarelli”, a.s. 2017/18

 

RESOCONTO DI UNA MAESTRA

Ecco quello che ho scritto nella verifica della programmazione del 23/01/2018: Lunedì 22 gennaio

Gli alunni hanno partecipato con particolare entusiasmo, interesse e impegno alle gare di Codyroby e di Coding organizzate dalla Scuola Secondaria di primo grado

“Santarella” nell’ambito delle manifestazioni afferenti alla FESTA DEL PNSD, svolgendo con buoni risultati sia le attività unplugged che quelle di coding”.
Quello che segue invece è quello che quasi tutti gli alunni hanno scritto nel racconto della loro esperienza:
“Appena arrivati presso la Scuola Secondaria di primo grado “L. Santarella” la Prof. ssa Olivieri di Educazione Fisica ci ha fatto entrare in un’enorme palestra. Quando è arrivata la prof.ssa  Strippoli ci ha divisi in due gruppi, quello dei programmatori e quello dei robot e abbiamo iniziato a giocare a Codyroby.  I robot dovevano eseguire i comandi dei programmatori su un percorso. Non era mica facile dare i comandi!!!
Finita la gara abbiamo ballato la Robydance, una danza molto carina.
Poi ci siamo spostati nel laboratorio informatico dove abbiamo svolto una gara di coding ma questa volta sui computer.  Lì il prof. Cimadomo ci ha spiegato come dovevamo procedere per passare ogni volta al livello successivo.
Ovviamente, come per ogni gara, alla fine ci sono stati dei premi, una medaglia per il terzo e il secondo posto vinte nella mia classe da Noemi Rutigliani e Aldo Pecorella e una piccola coppa argentata per il primo premio, che è stata conquistata da Francesco De Palma. Invece tutti gli altri hanno vinto due caramelle. E’ stata un’esperienza fantastica!!! Ci siamo divertiti molto!!!”
Buon rientro a scuola

Angela De Benedittis

 

CODING ALLA SCUOLA MEDIA SANTARELLA

Avete mai sentito parlare del “CODING”?

Significa “progammazione informatica” e nei prossimi anni protrebbe diventare una vera e propria materia scolastica: aiuta i bambini a pensare meglio e in

modo creativo e stimola la curiosità, attraverso quello che apparentemente può sembrare solo un gioco. Un percorso formativo organizzato presso il laboratorio di informatica della  scuol

a media Santarella, ci ha permesso di sperimentare questa realtà: in palestra abbiamo eseguito attività di codyroby e alcuni di noi fungevano da programmatori e impartivano ordini di sequenze, mentre altri erano i robot che eseguivano le istruzioni; se tutto si svolgeva nel modo giusto si arrivava alla fine del percorso. Dopo , nel laboratorio informatico,ci siamo esercitati

con un gioco on-line chiamato Angry Birds nel quale il personaggio doveva raggiungere, attraverso le nostre indicazioni, il porcellino cattivo. Il gioco era suddiviso in 20 livelli ;più aumentavano i livelli, pi

ù difficile era il gioco. A fine gioco i primi tre alunni che hanno raggiunto il livello   di  difficoltà  più alto sono stati premiati con delle medaglie,i restanti   hanno ricevuto delle caramelle di consolazione.

Nella scuola  secondaria Luigi Santarella, abbiamo vissuto una nuova realtà, ci siamo subito appassionati al Coding e CodyRoby.

Ringraziamo i professori che ci hanno aiutati a comprendere entrambe le programmazioni e a passare una piacevole giornata.

 

ALUNNI: Strippoli Paola, Bove Federica, Iannone Aldo, Mazzilli Sophia, Piancone Michele, Strippoli Simona

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