Il nostro Natale

“Se mettiamo ali al nostro cuore

saremo angeli che portano amore.

E sarà, sarà, sarà, sarà, sarà Natale se…

Sarà Natale se ami, sarà Natale se doni,

sarà Natale se chiami qualcuno solo a stare con te.”

Il Natale dei bambini della 3^C della scuola Cifarelli comincia dalla “Casa famiglia”.

Oggi mercoledì 19 dicembre 2018 io, con la mia classe III C, accompagnati dalle maestre siamo andati a far visita ai bambini ospitati dalla Casa Famiglia di Corato.

Ho visto una stanza grandissima con una luna immensa appesa al lampadario fatta di ovatta e glitter dorato. Siamo entrati in un’altra stanza dove c’era un albero di Natale, un tavolo circondato da tanti sacchi di Babbo Natale. Alcune signore della Casa Famiglia, che si prendono cura dei bambini, hanno messo la musica e abbiamo iniziato a cantare. La maestra si è accorta che alcuni bambini conoscevano i nostri canti e così abbiamo cantato tutti assieme.

Abbiamo condiviso momenti di amicizia presentandoci e chiacchierando un po’. A me ha fatto tenerezza e piacere condividere con loro attimi di felicità. All’improvviso, mentre stavamo giocando, è arrivato Babbo Natale che ha portato i regali ai bambini della Casa Famiglia che hanno apprezzato; infatti ho visto i loro occhi illuminarsi di felicità. Per concludere questa fantastica festa, abbiamo ballato tutti assieme a ritmo di musica. Poi, ci siamo salutati e sono tornata a casa felice. Questa esperienza è stata bellissima e mi ha fatto capire che bisogna essere amici di tutti senza fare differenze, perché siamo tutti uguali e non è solo bello ricevere regali, ma farli anche a chi ha più bisogno di noi. IL NATALE E’ DI TUTTI!!!

Greta e i bambini della 3C, Scuola Primaria “Cifarelli”, a.s. 2018/19

 

Annunci

NOI CREDIAMO NEI DIRITTI UMANI!!!

Stop! Smettiamo di pensare esclusivamente a noi stessi, smettiamo di pensare che il mondo giri attorno a noi, ormai siamo tutti vittime del nostro egoismo, della nostra indifferenza!

Non ci rendiamo conto di quello che accade al di fuori della nostra dimensione, non riflettiamo mai sul numero preoccupante di persone a cui sono negati i DIRITTI FONDAMENTALI: il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, alla libertà d’espressione.

Io dico stop!

Lunedì 10 dicembre siamo riusciti a liberarci dalla gabbia dell’indifferenza in cui eravamo rinchiusi ed abbiamo fatto sentire la nostra voce in nome di chi, purtroppo, non ha né il coraggio né la possibilità di esprimersi.

Questo è avvenuto grazie alla manifestazione organizzata dall’associazione “Vivere In” in occasione della celebrazione dei settant’anni della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”.

Hanno partecipato numerose scuole di Corato – dalle scuole dell’Infanzia alle Scuole Secondarie di II grado – ed anche il Liceo Scientifico “Riccardo Nuzzi” di Andria.

L’atmosfera allegra e gioiosa che si è creata nel corso della manifestazione ha abbattuto tutti i muri che separavano le diverse scuole ed ha eliminato la competitività: infatti è stato meraviglioso poter condividere una mattinata così importante con ragazzi diversi da noi, sia per la loro età che per il loro atteggiamento.

Per far vedere a tutti quello in cui crediamo, abbiamo “sfilato” per il corso di Corato cantando a squarciagola ed è stato gratificante vedere gli sguardi meravigliati, i sorrisi delle persone che ci applaudivano.

La maggior parte della manifestazione si è svolta in Piazza Cesare Battisti ed è proprio lì che ho percepito la voglia di tutti di combattere insieme per i DIRITTI UMANI.

È intervenuto anche il vicecomandante dei Carabinieri; mi ha colpito molto la frase di Albert Einstein che ha citato nel suo discorso:

“Io sono ‘razzista’, appartengo ad un’unica razza, quella umana.”

Questa manifestazione ci ha insegnato che la parola “coraggio” vuol dire esprimersi, lottare per sé stessi e per gli altri e che, se lo facciamo insieme, tutto è possibile, anche far sbocciare una speranza nel cuore di chi magari l’aveva persa del tutto!

Maria Elena Varesano, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

70° ANNO DELLA “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO”

Il 10 Dicembre, in occasione del settantesimo anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, l’associazione “Vivere In” ha organizzato una manifestazione che ha avuto luogo in piazza Cesare Battisti e lungo il corso della città di Corato. La manifestazione si colloca come prima tappa di un progetto educativo dal titolo “Diritti umani: una legge nel cuore dell’uomo” che coinvolgerà durante tutto l’anno scolastico gran parte delle scuole di Corato insieme a due di Andria.

Nella manifestazione erano coinvolti ragazzi e bambini di tutte le età dalla prima elementare all’ultimo anno delle scuole superiori. Tutti avevano studiato i 30 articoli della Dichiarazione e ogni classe ha realizzato striscioni e cartelloni e preparato canzoni per affermare i concetti di libertà e di uguaglianza.

All’iniziativa ha partecipato la mia scuola “Luigi Santarella”, in particolare la mia classe II C e la classe II E.

Questa manifestazione è stata la conclusione di un percorso durato qualche settimana che ha visto me ed i miei compagni impegnati nello studio degli organi dello Stato italiano e, in particolare, dei primi dodici articoli della “Costituzione Italiana”. Questo studio, che ha portato noi alunni ad un’attenta analisi e riflessione, è stato anche allietato dalla preparazione di due canti: “Viva la libertà” di Jovanotti e “Esseri umani” di Marco Mengoni.

Il 10 Dicembre ci siamo ritrovati a scuola e, verso le ore 9, noi alunni della Santarella ci siamo incamminati verso piazza Cesare Battisti. Appena arrivati è stato molto emozionante vedere quanta gente ci fosse. C’erano alunni di alcune scuole primarie, di altre scuole medie e di alcune scuole superiori. Era stato allestito anche un piccolo palco con casse e microfoni.

Dopo i saluti da parte dell’insegnante referente del progetto e da parte di un responsabile dell’associazione “Vivere In”, si è dato inizio alla lettura degli articoli che è stata intervallata da esibizioni canore.

Dopo la lettura della metà dei 30 articoli della Dichiarazione, abbiamo formato un corteo e cantando ci siamo spostati lungo il corso della città. Tra lo stupore di molte persone che hanno piacevolmente assistito alla nostra pacifica sfilata, abbiamo raggiunto nuovamente piazza Cesare Battisti.

Io ero molto emozionato perché mi avevano comunicato che insieme alla mia amica Maria Giulia ed ai miei amici Angelo e Nicolò, avrei cantato sul palco sotto lo sguardo di tanti ragazzi. Per fortuna l’emozione non ha fatto brutti scherzi e tutto è filato liscio. E’ stato bello cantare e vedere i ragazzi, che erano di fronte a me e che non conoscevo, cantare tutti insieme.

A conclusione della manifestazione siamo rientrati a scuola felici dell’esperienza vissuta e consapevoli di quanto importante essa sia stata.

Noi siamo i cittadini del domani, quindi credo che occorre studiare in modo più approfondito tali temi perché, secondo me, anche se sono passati 70 anni dal 1948, purtroppo non tutti i principi ad oggi sono rispettati.

Luigi Rainone, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

 

 

Confabulare confabulando…

La prima media è cominciata benissimo per noi!

Vi spiego: quest’anno le classi IA e IC stanno seguendo il progetto di lettura Confabulare – Libri fuori dagli scaffali.

Le nostre insegnanti ci hanno proposto già da settembre di partecipare a questo progetto, nato a Ruvo nel 2012 per iniziativa della libreria l’Agorà. A inizio novembre con i nostri genitori e le nostre docenti siamo andati a Ruvo per la presentazione ufficiale di Confabulare 2018.

Si tratta di una gara di lettura in cui le classi si sfideranno partendo dalla lettura di un libro, fra giochi, canti, condivisione con i compagni, intermezzi teatrali, insomma tutto tranne che una lettura fatta a casa, nella propria stanza, in compagnia del nostro peluche preferito e di una tazza di latte caldo!

E sì, perché, lo stavo dimenticando, non ci saremo solo noi! Alla gara partecipano anche scuole di tanti comuni limitrofi, Corato, Ruvo, Terlizzi, Trani, Altamura, quest’anno persino una scuola di Adelfia!

Già io e i miei compagni di classe non vediamo l’ora che arrivi il 9 aprile per andare a conoscere nuovi amici delle altre scuole in una gara all’ultima… riga!

E per chi vince, libri libri libri, tanti libri in regalo!

Una settimana fa abbiamo ricevuto il pacco con i nostri volumi.

Il libro che leggeremo, “Bulli & balli” di Annalisa Strada, racconta una storia divertente ma non troppo, in cui c’è un concorso di ballo ma si parla anche di bullismo.

Sarà interessante entrare in un mondo tanto fantasioso ma allo stesso tempo tanto complesso, in cui anche noi ci dovremo confrontare con un problema così grave e come quello de

l bullismo, purtroppo così presente oggi nelle scuole. Ci dovremo pensare seriamente, anche per imparare a non averne paura.

Tutti noi non vediamo l’ora di cominciare a leggere. E sono certa che molti miei compagni avranno già cominciato a sbirciare fra le pagine.

E io, mi chiederete. Che sto facendo io?

Be’, che volete che vi dica? È un segreto…

Albarosa Strippoli, classe IA, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Laboratorio su Attila

Durante il percorso di studio, ci siamo imbattuti nella storia del popolo dei Longobardi, capitanato da un personaggio emblematico.

Il suo nome è Attila, imperatore e condottiero, governatore di un vastissimo impero, unificatore dei popoli barbarici.

Per approfondire la conoscenza di questo personaggio, abbiamo creato dei gruppi di lavoro; Dalla nostra professoressa di Storia abbiamo ricevuto il materiale per lavorare che consisteva in schede, con elencati punti da ampliare, fonti iconografiche e scritte. Ogni gruppo ha sviluppato il lavoro, raccogliendo tutte le informazioni e descrivendo la storia di Attila in maniera autobiografica. Sono state ricreate pagine di diario, pergamene antiche e disegni del guerriero. Prezioso aiuto ci è stato fornito dai bambini di quinta della scuola ”Cifarelli” che si sono uniti entusiasti al progetto.

L’esperienza è stata costruttiva per tutti, perché ci siamo addentrati nell’argomento giocando e divertendoci, rafforzando i rapporti tra noi alunni e facendoci studiare storia in maniera piacevole che sicuramente ci resterà impressa nella mente.

Classe I A – Santarella – a.s. 2018/19

HALLOWEEN,OGNISSANTI E IL GIORNO DEI DEFUNTI

Noi cristiani festeggiamo il I Novembre, la festa di Tutti i Santi, e il 2 Novembre, la commemorazione dei defunti, due ricorrenze importantissime della nostra cultura cristiana.

Negli ultimi anni, invece, nello stesso periodo, si è diffusa la moda di festeggiare Halloween, una ricorrenza che non ci appartiene, legata al mondo anglosassone.

Halloween, la notte della vigilia di Ognissanti, ha origini pagane che risalgono all’antica tradizione celtica e in particolare alla festa di fine estate, detta anche Samhain, celebrata proprio il I Novembre.

La notte della vigilia era consuetudine spaventare le anime diaboliche con enormi fuochi appiccati sulle cime delle colline.

Col tempo prese il sopravvento l’aspetto più esoterico e sinistro: si riteneva che nella notte sarebbero tornate le anime dei morti e la festa dell’autunno si trasformò nel festival delle streghe e dei fantasmi.

Gli irlandesi avevano inoltre un altro rito: svuotare una grande rapa e inciderla con il volto di un demone per poi illuminarla dall’interno con una candela a protezione della propria casa.

Ecco perché ancora oggi negli Stati Uniti si usano le zucche.

 

Invece il primo novembre, secondo il calendario liturgico, è il giorno dedicato alla commemorazione di Tutti i Santi.

Con questa festa si ricordano non solo i martiri, i santi, i beati canonizzati e commemorati dalla tradizione cristiana, ma anche coloro i quali sono stati beatificati dalla gloria del Signore, pur non avendo ottenuto nessun riconoscimento sulla terra.

La storia di Ognissanti si ricollega anche ad alcune usanze dalla tradizione Romana.

Nello stesso periodo storico i Romani festeggiavano Pomona, una ricorrenza che salutava la fine del periodo agricolo e che coincideva con la festa celtica Samhain.

Successivamente i festeggiamenti vennero fatti cadere in un’unica data compresa tra il 31 ottobre e il 1 novembre.

Il significato della festa di Tutti i Santi è però diverso da quello pagano e agricolo riconosciuto dalle popolazioni celtiche e romane.

Infatti la chiesa, il primo novembre celebra l’onore di Tutti i Santi, siano santi essi canonizzati o meno dal rito cattolico.

 

Il giorno dei Morti è la festività cristiana del 2 novembre che commemora tutti i defunti.

Questa celebrazione si riscontra in ogni cultura e tradizione.

La ricorrenza del Giorno dei Morti venne celebrata per la prima volta nel cristianesimo intorno al X secolo.

A quel tempo, Sant’Odilone, Abate di Cluny, udì da un pellegrino dell’esistenza di un’isola dove si potevano ascoltare le anime del Purgatorio che chiedevano preghiere per la loro liberazione.

Egli, allora, varò una legge in cui tutti i monasteri della sua congregazione dovevano celebrare il 2 novembre il Giorno dei Morti.

Nel XIII secolo la festa era ormai riconosciuta da tutta la Chiesa Occidentale.

I buddhisti celebrano i loro defunti il 15 aprile, anniversario della morte del Buddha.

Gli antichi Romani li celebravano durante i Parentalia, dal 13 al 21 febbraio.

 

Secondo me Halloween è una festa molto stupida perché travestirsi da streghe e da fantasmi serve solo a spaventare le persone.

Invece Ognissanti e il Giorno dei Defunti sono importanti perché sono feste cristiane e perché dobbiamo sapere chi sono i nostri martiri e ricordare i nostri cari defunti.

Queste due feste sono importanti anche perché dobbiamo conoscere la storia del nostro santo e dobbiamo andare con la nostra famiglia a visitare la tomba dei nostri parenti defunti .

Spero che i cristiani non festeggino più Halloween, ma Ognissanti e il Giorno dei Defunti.

 Daniele Fusaro, classe I C, a.s. 2018/19

Una staffetta di emozioni!!!

Vi è mai capitato di appassionarvi talmente tanto ad un libro da non voler più smettere di leggerlo?

Ecco, questo è quello che è accaduto a noi ragazzi con il libro “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Giacomo Mazzariol!

È la storia di Giacomo e di suo fratello Giovanni, un “supereroe” con un cromosoma in più.

Giacomo dovrà affrontare ogni giorno una continua lotta con sé stesso per accettare i limiti di suo fratello e sconfiggere il timore di essere giudicato da chi gli sta intorno.

È questa l’emozionante storia che ci ha entusiasmato durante le vacanze estive!!!

Le nostre conoscenze su questo libro si sono fuse con l’educazione fisica in una gara all’avanguardia: le classi II A, II B e II C si sono sfidate in una staffetta-quiz.

I nomi delle squadre erano:

  • I dinosauri;
  • I vandali;
  • I forti nel cuore;
  • The winners.

Ogni squadra era costituita da alunni di ogni sezione.

Lo spirito di squadra e la competitività dimostrata da ogni gruppo ci ha spinti a dare il meglio di noi stessi.

La gara consisteva nel porre una domanda sul libro alle squadre concorrenti.

Dopo la consultazione all’interno del gruppo, una coppia iniziava il percorso.

Concluso l’ultimo esercizio, che consisteva in una breve partita a basket, il duo vincitore avrebbe ottenuto la priorità nel rispondere alla domanda; se la risposta fosse stata corretta, avrebbe conquistato il punto, se invece la risposta fosse stata errata, la coppia avversaria avrebbe potuto tentare di rispondere correttamente.

La finale è stata molto avvincente, in quanto le due squadre finaliste, “I dinosauri” e “I vandali”, si sono sfidate dando del loro meglio; ne è uscita vincitrice, per 5 a 3, la squadra “I dinosauri”.

Davvero emozionante è stato il momento della premiazione da parte della nostra Preside e delle nostre professoresse: ogni classe ha ricevuto non solo l’Attestato di Partecipazione, ma anche l’Attestato di I Premio, proprio perché in ogni classe vi erano dei rappresentanti della squadra vincitrice!

Non è stata solo una semplice staffetta-quiz, ma è stata un’occasione di divertimento, un’esperienza che ci ha unito, che ci ha permesso di scoprire molti aspetti di altri compagni che non conoscevamo.

Questa avventura per noi è stata “formativa”, perché ci ha insegnato che l’unione fa la forza, proprio come “formativo” è stato il percorso di scoperta di Giovanni da parte di suo fratello Giacomo.

 

Giorgia Benedetta Grosso, Roberta Tandoi, Maria Elena Varesano, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019.