Alla scoperta della Masseria Colicello

Come nascono i frutti di cui siamo tanto golosi cosa c’entrano con i fiori che ci rallegrano tanto e che spesso regaliamo alle nostre persone più care? Ci sono legami fra questi e gli insetti da cui invece ci teniamo ben alla larga?

Per scoprirlo a novembre 2018 noi ragazzi delle classi classi prime ci siamo recati con le docenti di matematica e scienze alla “Masseria Colicello”. Questa visita aveva anche lo scopo di analizzare e studiare gli agrumi con le relative piante, fiori e modi di conservazione sotto la guida di due agronome.

La prima informazione che l’agronoma ci ha fornito è stata la definizione scientifica di un agrumo; infatti un agrumo è un esperidio, ossia un frutto suddiviso in spicchi (tutti gli agrumi sono esperidi: arancia, mandarino, limone, pompelmo, lime, bergamotto).

Successivamente ci ha spiegato le parti del fiore e la loro fecondazione, che porta alla formazione del frutto.

Le api, che volando portano il polline di cui si sono precedentemente “sporcate” su un fiore, lo fanno cadere sul pistillo (organo femminile) di un altro fiore. Qui dal granulo di polline si sviluppa il tubulo pollinico attraverso il quale il nucleo del polline raggiunge la cellula femminile

presente nelle ovaie e la feconda. Dopo la fecondazione dagli ovuli fecondati si formano i semi. A volte, però, si verifica un’interruzione della fecondazione; in questo caso il seme non si forma e quindi nascono i frutti partenopeici (apireni per l’uva) cioè i frutti senza seme.

La terza spiegazione è stata sui vantaggi di sfalciare il terreno anziché ararlo. Sfalciando il terreno si crea una riserva d’acqua che permette alle piante di nutrirsi autonomamente nelle stagioni aride; inoltre si creano molte comunità di animali che rendono il terreno più fertile e lo smuovono.

La quarta informazione era relativa ai kit che l’agronoma utilizza per analizzare i terreni.

I kit sono utilizzati per misurare il pH (acidità) del suolo e la concentrazione di alcuni elementi chimici presenti in esso, test che ci danno solo un’idea della fertilità del suolo analizzato, ad esempio per poter dedurre se cresceranno frutti grandi e se cresceranno frutti sani. I risultati del kit non sono molto precisi in quanto sono analisi di tipo colorimetrico, ma servono per farsi un’idea globale del terreno.

La giornata si è conclusa con la preparazione della marmellata (crema dolce di AGRUMI, la confettura è la crema dolce di qualsiasi altro frutto). Ecco i passaggi che abbiamo svolto:

  1. Lavare attentamente i frutti
  2. Sbucciare i frutti
  3. Tagliare i frutti in piccoli pezzi
  4. Metterli in una pentola e aggiungere lo zucchero
  5. Far cuocere fin quando non raggiunge la consistenza desiderata
  6. Sterilizzare i barattoli.

È stata una giornata che ci ha fornito molte informazioni interessanti e utili.

Consiglio questa esperienza a chiunque voglia imparare di più sulla propria terra.

 

Albarosa Strippoli, classe I A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Una girandola di colori

Il gruppo dell’inclusione della scuola media “Santarella” ha lavorato nelle ultime settimane ad un originale progetto di manipolazione in occasione del carnevale.

I ragazzi e i docenti coinvolti, lavorando in piccoli gruppi, si sono divertiti a trasformare le classiche “pignatte” in coloratissime sculture in cartapesta, realizzando soggetti di vario tipo: la famiglia Simspon, Super Mario, tre mongolfiere, diversi palloni da calcio, cappelli per la laurea, un clown e un gigantesco sole.

Undici classi della scuola accoglieranno questi divertenti soggetti e provvederanno a riempirli con caramelle e coriandoli.

Durante la festa, che si terrà in palestra, le classi coinvolte romperanno a turno le varie pignatte e daranno vita ad un momento di divertimento, allegria e socializzazione, allietato da musiche, canti e dolci preparati dai ragazzi.

Chiara Rosito, Francesca Pia Miscioscia, Marianna Sollazzo

Classe 3^ B – Santarella – a.s. 2018/19

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UNA CORSA DI EMOZIONI

Per molti lo sport è sinonimo di vittoria, trionfo,  successo…

Per me non è così.

Lo sport è passione. È un rifugio. È sacrificio.

Soprattutto è LIBERTÀ.

È libertà di esprimersi, di lottare per i propri sogni, di divertirsi senza un vero motivo, semplicemente per il piacere di farlo…

Ed è proprio questo che abbiamo dimostrato, noi ragazze della scuola “L. Santarella”, partecipando alla corsa campestre tenutasi il 31 gennaio presso la “Masseria Vero” a Paolo del Colle-Palombaio.

Sin dall’inizio il nostro unico obbiettivo è stato quello di affrontare la gara in modo sereno, divertendoci e dando il meglio di noi.

C’erano diverse categorie:

  • categoria ragazze;
  • categoria ragazzi;
  • categoria cadetti;
  • categoria cadette.

Questi gruppi valevano sia per la provincia BAT, che per la provincia di Bari.

Noi eravamo una squadra di quattro ragazze e facevamo parte della categoria CADETTE (BA).

Inizialmente eravamo un po’ intimorite dal gran numero di partecipanti alla gara, ma, non appena è iniziata la corsa, ci siamo dimenticate di tutto…

Le nostre gambe si muovevano come saette e i nostri occhi erano in continua ricerca del traguardo.

Arrivata a fine percorso ero sfinita, ma ce l’avevo fatta.

Ammetto che quei mille metri percorsi sono stati davvero faticosi, ma noi eravamo soddisfatte.

Non ci importava del risultato, eravamo consapevoli di esserci impegnate al massimo.

Arrivato il momento della premiazione, è stato stupendo per noi e per i nostri professori scoprire che eravamo arrivate terze come squadra a livello provinciale.

Ci hanno consegnato una medaglia e si sono congratulati con noi.

Niente è paragonabile alla gioia che si prova quando si  corre, con il vento che ti sfiora i capelli e il sole che ti illumina il volto… Ed è proprio per questo che in uno sport bisogna cercare di emozionarsi e non si deve avere come unico obbiettivo la vittoria.

Noi non abbiamo vinto solo una medaglia, ma soprattutto il ricordo di una corsa di emozioni.

 

Maria Elena Varesano, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

GIOVANI ATTORI PER UN MUSICAL

“Romeo e Giulietta: Note d’amore”

 

Questo è il titolo dello spettacolo definito magico dagli alunni che si sono immedesimati nel loro ruolo di piccoli attori, sulla famosa storia d’amore drammatica di Shakespeare.

Balli e canti hanno alleggerito i testi recitativi e, talvolta, divertito il pubblico. Infatti è stata una vera e propria rivisitazione dell’opera portando un’antica tragedia ai tempi moderni e cambiandone il finale.

Il risultato di impegnativi incontri pomeridiani, caratterizzati da prove su prove, è stato un soddisfacente spettacolo teatrale accompagnato da musiche e balli significativi, infatti ogni ragazzo si è cimentato in ambiti mai esplorati prima come il ballo, il canto o la recitazione.

La tensione, l’agitazione e l’emozione hanno contribuito a rendere l’atmosfera sul palco ancora più dinamica e vigorosa, trasformando, alla conclusione dello spettacolo, il batticuore del palco in pura euforia suscitata dalla felicità del pubblico e dagli applausi che hanno colmato l’intero teatro.

Il backstage era caratterizzato da ombretti colorati e rossetti variopinti, infatti delle truccatrici professioniste hanno collaborato al luccichio sui volti protagonisti del fatidico musical. E, mentre sul palco era ormai tutto perfetto e silenzioso, nei camerini gremivano aspiranti attori in preda al panico e vivaci costumi. Gente che urlava: – Dov’è finito il mio cappello? – o anche: – Chi mi dà una mano per ripetere le battute? – o ancora: – Non mi ricordo più niente! –

Ma ecco che, appena varcata la soglia tra le quinte e il palcoscenico, le luci accecanti e la voglia di dare il massimo davanti a una distesa di accoglienti poltrone rosse e occhi affascinati dai mille colori del teatro prendono il sopravvento, spronando gli attori principianti a coinvolgere il pubblico.

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Così, grazie all’aiuto di attori esperti come Carmen e Francesco, dell’associazione Room to Play, e la collaborazione dell’insegnante di ballo Valentina, il musical “Romeo e Giulietta: Note d’amore”, è stato un incredibile successo, dove ogni ragazzo ha dimostrato di essere all’altezza di un incarico così importante come quello di attore del Teatro Comunale.

 

Alessandra Quinto, classe III C Scuola Santarella, a.s. 2018/19