Una giornata per l’ambiente

Il giorno 13 marzo nella nostra classe sono venute quattro studentesse del Liceo Classico impegnate nel progetto di alternanza scuola-lavoro, insieme a un loro docente e a un responsabile cittadino di Legambiente, per sensibilizzare noi ragazzi di prima media alla cura dell’ambiente. Per farlo divertendoci, ci hanno fatto vedere un film d’animazione, “Lorax – Il guardiano della foresta”.

Questo film parla di un ragazzino di nome Ted, che vive a Thneedville, una città dove non c’è più verde: tutto è di plastica. Per far felice la ragazza di cui è innamorato, che voleva riportare in città la natura, decide di scoprire perché non ci sono più alberi.

Padrone della città è Aloysius O’Hare, un industriale senza scrupoli che si è arricchito vendendo aria alla gente (dal momento che non esistono più alberi veri in grado di produrla).

La buffa nonna di Ted confida al ragazzo che l’unico a sapere perché non ci siano più alberi a Thneedville è il vecchio Once-ler, un vecchio saggio che vive fuori città. Ted si avventura nella landa desolata e trova il vecchio, che gli racconta di come da giovane abbia distrutto la Valle di Truffula e soprattutto di come abbia incontrato Lorax, il guardiano della foresta.

Dopo un lungo flashback in cui Once-ler racconterà a Ted di essere stato proprio lui il colpevole, tanti anni prima, della scomparsa degli alberi a Thneedville, Ted e Once-ler riusciranno a riportare in città l’unico seme di truffola ancora esistente. Il seme germoglierà e la natura ritornerà rigogliosa a Thneedville.

Questo film ci ha fatto capire l’importanza di curare e preservare il nostro ambiente: senza di esso la vita è impossibile. Anche se diciamo di volerci tutti bene reciprocamente, con la nostra incuria stiamo procurando la morte della natura, la nostra stessa morte, in fondo.

Dopo la visione del film, abbiamo scritto su un cartellone delle frasi relative all’ambiente che iniziassero con “A meno che…”, la stessa frase che Once-ler aveva consegnato a Ted come insegnamento, compito e promemoria, «A meno che uno come te non ci tenga molto, niente andrà meglio o sarà risolto».

Le quattro nostre guide liceali, per farci capire meglio i danni provocati dall’uomo alla natura, ci hanno mostrato delle immagini della #10yearsphotochallenge, in cui si notavano le differenze che si sono verificate nell’ambiente in soli 10 anni: lo scioglimento dei ghiacciai e degli iceberg, il disboscamento, la morte della barriera corallina…

Sono state immagini molto forti che ci hanno fatto riflettere sul valore reale di ogni nostra azione. Ad esempio, ogni cartaccia gettata per terra potrebbe determinare un altro disboscamento.

Abbiamo visto anche una conferenza di Greta Thunberg, la ragazza svedese di 15anni che negli ultimi mesi sta manifestando davanti al Parlamento svedese per la difesa dell’ambiente. Una frase che ci ha colpito molto è stata: “Dite di amare i vostri figli più di ogni altra cosa al mondo, ma state uccidendo il loro futuro.”

Greta è stata molto coraggiosa perché ha usato un linguaggio molto forte nei confronti di persone adulte e politicamente molto più potenti di lei, senza alcuna vergogna!

Il giorno 15 marzo 2019 si è tenuto il Friday for Future, giornata in cui c’è stato uno sciopero degli studenti in tutto il mondo contro i cambiamenti climatici e in cui milioni di persone sono scese in piazza: non c’è stato nessun simbolo politico ma solo cartelloni e slogan per sensibilizzare gli adulti alla cura dell’ambiente. Greta ci è stata molto d’ispirazione, quindi abbiamo scritto una lettera al Sindaco fornendo delle proposte di rimedi possibili ai problemi ambientali.

Questa esperienza è stata molto costruttiva per noi e il nostro modo di pensare è cambiato in meglio. Abbiamo imparato molte cose importanti divertendoci. Il cambiamento non lo fanno solo i potenti, il cambiamento parte dalle piccole azioni che noi ogni giorno facciamo!

 

Non occorre la magia per trasformare il mondo.                                Dentro di noi abbiamo già tutto il potere che ci serve:                                il potere di immaginarlo MIGLIORE.

                (J. K. Rowling)

Martina Merra e Albarosa Strippoli, classe I A, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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PROFUGHI DI LIBERTÀ

Sulla Terra vivono circa 7 miliardi di persone, un mix di culture e tradizioni che rendono il nostro pianeta ricco di diversità. Nella storia si sono verificati alcuni eventi che hanno avuto conseguenze negative sulla popolazione mondiale. 

Una delle conseguenze è l’arrivo di persone di culture e usanze diverse che partono dal proprio Paese in cerca di “UNA VITA MIGLIORE”. Questo fenomeno è chiamato “migrazione” e riguarda principalmente i Paesi in via di sviluppo, causato da svariate ragioni come: conflitti interni, crisi economiche, mancanza di lavoro, persecuzioni religiose, disastri naturali, ragioni politiche e ragioni d’istruzione. Questo fenomeno ha radici molto remote: infatti sin dagli albori, gli uomini si spostavano da un continente all’altro in cerca di viveri e animali da cacciare. 

Nel corso dei secoli, le migrazioni si sono sempre più intensificate. In Italia i fenomeni migratori si svilupparono sin dai primi anni del 1900 dove con la prima guerra mondiale ormai alle porte, molti connazionali decisero di lasciare questo Paese che offriva poche opportunità economiche e sociali. La stessa cosa successe nel secondo dopoguerra, quando l’Europa, dilaniata dal conflitto, iniziò a spopolarsi a causa dei civili che, spinti dalle carestie e dalla crisi economica, si spostarono verso nazioni meno danneggiate dal secondo conflitto mondiale come gli U.S.A. o alcuni Paesi dell’America latina. Ai nostri giorni alcune popolazioni africane, ferite dalla guerra civile tra Stato e milizie estremiste come ISIS, scappano dalle proprie nazioni verso l’Europa via mare con barconi malandati con i quali solcano le acque del Mediterraneo. I continui flussi migratori però, sono stati argomento di discussione tra i politici.

Ma un emigrato straniero, può assumere la cittadinanza Italiana? 

A riguardo sono state create delle leggi che affermano che un emigrato straniero proveniente da un Paese fuori Europa per assumere la cittadinanza Italiana e godere dei suoi privilegi deve rimanere nel territorio Italico per almeno 10 anni. Mentre gli immigrati europei devono permanere in Italia per 3 anni.  La nostra Costituzione approva una norma chiamata “IUS SANGUIS” la quale afferma che per diventare cittadino di un determinato Stato, bisogna nascere da genitori che hanno la cittadinanza di quello Stato in questione.  

“Si parla di razzismo perché c’è molta non conoscenza dell’altro, bisogna abbattere i muri o aumentano le differenze. L’immigrazione è una ricchezza” Cécile Kyenge.

 

Sciscioli Matteo 3D, Tota Angelo 2E, Mastrototaro Davide 3C. 

Carnevale 2019

“A carnevale tutto il mondo è giovane, anche i vecchi. A carnevale tutto il mondo è bello, anche i brutti.” Questa frase del drammaturgo Nicolaï Evreïnov rappresenta lo spirito del carnevale, soprattutto quello coratino, che quest’anno compie 40 anni. Il carnevale coratino, anche se non ufficiale, ha vissuto molti periodi: negli anni 30’ e 40’ il carnevale era festeggiato soprattutto dalle persone molto ricche che si potevano permettere i costumi che all’epoca costavano molto, mentre le famiglie povere cercavano di partecipare facendo dei vestiti di carta. Qualche anno dopo, negli anni 60’-70’ il carnevale andò in rovina, infatti tutti quelli che lo festeggiavano, soprattutto i ragazzi, usavano mazze, armi di gomma riempite di brecciolina, bombolette spray. Molto spesso i ragazzi finivano per
li
tigare e la maggior parte delle volte le discussioni terminavano nel sangue. Inoltre si seminava molto panico compiendo atti vandalici sulla carrozzeria delle macchine, rovesciando cassonetti, suonando e rompendo i citofoni dei portoni, insomma il carnevale non era più una festa. Dal 78’ lentamente tutto tornò alla normalità perché la Proloco cittadina ne fece una festa organizzata. Il carnevale coratino è caratterizzato dai gruppi mascherati e da alcune maschere tradizionali come lo sceriffo, la nostra maschera più antica, e la vecchietta, una maschera di origine campana che è composta da un ragazzo posto sulle spalle di una vecchietta, la maschera rappresenta i giovani che aiutano gli anziani. Inoltre da alcuni anni è presente una maschera di carattere: i Gonzales, conosciuti da tutti per la loro simpatia. Quest’anno il carnevale è stato ricco di creatività e di gioia, infatti i gruppi che hanno partecipato hanno portato con originalità tematiche a volte molto complesse. La manifestazione è stata vinta dagli “Spartani” con il carro “Figli della stessa madre” che ha rappresentato il tema dell’uguaglianza fra le persone, ma alla festa hanno partecipato gruppi e scuole di altri paesi, persone diversamente abili, insomma questo incarna uno scambio di culture molto intrigante.  Il Carnevale rappresenta un patrimonio per tutti noi, perché anche le persone più tristi dimenticano per un po’ i loro problemi lasciandosi travolgere dalla vivacità di questa festa. Tutti conoscono il carnevale e la maggior parte delle persone lo ama, infatti ogni persona si sente a suo agio lasciando la sua personalità e impersonando una maschera. Qui a Corato si fa così.

 

Pierluigi Palagiano 3^A , Francesco Loiodice 2^D e Tristano Martinelli 3^A

Anno scolastico 2018/2019

SAPIENTINO FAI-DA-TE

Quanti di voi, quando erano piccoli, non hanno giocato con il Sapientino?

Noi ragazzi della classe III F, grazie alla nostra professoressa di matematica e scienze, abbiamo potuto costruire il gioco che ha caratterizzato la nostra infanzia.

Studiando l’elettricità tra Volt e Watt e circuiti elettrici, approfonditi anche in tecnologia, abbiamo voluto creare questo “Sapientino” utilizzando, appunto, un vero e proprio circuito elettrico.

Seguendo un tutorial su internet e acquistando i materiali occorrenti, siamo stati in grado di costruirne tanti.

Il materiale di cui abbiamo avuto bisogno è stato:  nastro isolante, nastro adesivo, colori, puntine da disegno, cartoncini colorati, filo di rame, led e pila a bottoncino da 3V.

Innanzitutto abbiamo fatto due fori nella parte superiore del cartoncino superiore che è diventata la base del “Sapientino”. Poi abbiamo inserito le due “gambette” del led nei due fori fatti in precedenza. Successivamente abbiamo arrotolato il filo di rame attorno alle due “gambette” del led. Seguendo il bordo del cartoncino abbiamo fermato il filo di rame con del  nastro isolante e da un lato, abbiamo tagliato il filo per attaccare la pila. Dopodiché abbiamo fatto altri due fori nella parte inferiore del foglio nei quali abbiamo inserito i due fili. A questo punto, abbiamo messo da parte la base del “Sapientino” per dedicarci alla realizzazione delle schede.

Abbiamo preso un cartoncino più piccolo e su di esso abbiamo fatto sei fori, tre da un lato e tre dall’altro, e abbiamo tolto il cappuccio di plastica dalle puntine da disegno. Poi abbiamo inserito le puntine nel foglio e le abbiamo fermate bucando il cappuccio tolto in precedenza. Dopodiché abbiamo attorcigliato il filo di rame attorno ad una puntina e abbiamo arrotolato l’altro lato del filo alla puntina complementare. Così abbiamo fatto per le puntine da disegno restanti.

Ci siamo divertiti molto durante il progetto di creazione del nostro “Sapientino” e spero che lo creerete anche voi!

Federica Lamarca e Ivana Marcone, classe III F Scuola Santarella, a.s. 2018/19