Il Sapientino arriva alla Santarella

 

Sì, proprio così, un Sapientino. Costruito il 31/01/2019 da alunni della  Santarella, precisamente della 3^E.

L’idea è nata dalla professoressa di scienze che ha voluto realizzare con i suoi alunni sei sapientini come compito di realtà.I4

I ragazzi si sono impegnati a studiare dettagliatamente l’argomento riguardante la corrente elettrica e i circuiti e, in seguito, hanno messo in pratica le loro conoscenze.

La professoressa, nella prima ora di lezione, ha spiegato come gli alunni avrebbero dovuto procedere e nella seconda ora la classe si è recata in laboratorio per realizzare l’impresa.

Ma cosa è un Sapientino? Come si realizza? E come funziona? Si tratta semplicemente di un piccolo ed educativo gioco del 1967. I ragazzi hanno scoperto che non si trattava d’altro che un elementare circuito composto per lo più da:

  • Cavi elettrici e cavi RCA;
  • Un utilizzatore (in questo caso una lampadina);
  • Un generatore che mantenesse la differenza di potenziale tra i due poli (pile di 1,5 V);

Gli alunni si sono accorI3ti che collegando i vari cavi elettrici ai relativi ferma campioni e al vano batteria, per accendere la lampadina veniva semplicemente sfruttata la chiusura del circuito. 

Infine hanno potuto constatare il corretto funzionamento dell’opera collegando, attraverso i cavi RCA, i ferma campioni allegati alle rispettive domande con quelli affiancati alle corrispettive risposte. 

I ragazzi, grazie a tale attività, hanno scoperto il piacere di lavorare in gruppo e aiutarsi l’’un l’altro applicando l’argomento studiato in classe a episodi concreti. 

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Andrea Scarnera, Lorenzo Tota, Sergio Bovio, classe III E Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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Wonder, saper essere se stessi

 

Prima delle vacanze natalizie e pasquali, come ogni anno gli alunni della Santarella vanno al cinema per la visione di un film.

Quest’ anno per Natale siamo andati a vedere” Wonder” in cui si parlava di August che è un bambino di 10 anni con una malformazione craniofacciale, che gli impedisce una vita normale infatti non è mai andato a scuola in vita sua. I genitori decidono che è giunto il momento per lui di stare insieme agli altri bambini. Una volta a scuola Auggie si rivela un buon alunno, ma trascorre le giornate da solo, e persino durante la pausa pranzo, mentre tutti i tavoli sono affollati, al suo tavolo non si siede nessuno.

Ad un certo punto Jack decide però di avvicinarsi a lui, e i due stringono un legame di amicizia. Nel frattempo Julian prende di mira Auggie con continue battute sul suo aspetto, tormentandolo continuamente con altri due compagni. Il giorno di Halloween Auggie sente gli spregevoli commenti dei compagni, compresi quelli di Jack, che parlando con Julian sostiene di stare solo fingendo di essere amico di August su richiesta del preside, e perciò i due ragazzi smettono di frequentarsi. Auggie ci sta molto male. 

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Inizialmente a Jack non importa, ma poi si accorge che non aveva fatto amicizia con August solo per fare felice il preside, ma anche perché gli era veramente simpatico; il ragazzo si scusa e i due ritornano amici. Verso la fine dell’anno le classi vanno in gita scolastica, alla quale Julian non partecipa perché sospeso a causa del bullismo nei confronti di August. Durante la gita, August e Jack vengono attaccati da tre ragazzi più grandi, ma vengono aiutati 

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da Henry e Miles, gli amici di Julian. August, alla fine dell’anno scolastico, ottiene un importante riconoscimento dal preside: il ragazzino emarginato è diventato un esempio e l’amico di tutti.

Questo film ci ha colpito perché questo semplice bambino nonostante le sue difficoltà fisiche è riuscito a farsi apprezzare da tutti, per la sua intelligenza, il suo modo di essere, per la sua simpatia e per la sua spontaneità.

Il protagonista ha mostrato il suo vero volto facendosi apprezzare anche dagli altri, ed ora non ha più bisogno di usare il casco per nascondersi.

Maria Barile e Daniela Capogna, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

 

I DAVID DI DONATELLO

La cinematografia mondiale nacque nel XIX secolo quando i cortometraggi erano in bianco e nero e muti. Essi raccontavano storie di via quotidiana, drammi e commedie comiche. Solo nei primi anni del XX secolo apparvero i film sonori: il primo fu un musical jazz nel 1927.  Invece per un film a colori si dovrà aspettare fino al 1932 con il lungometraggio Walt Disney Flowers and tree”.  

In Italia la cinematografia fu un importante strumento di propaganda per il regime fascista ma essa veniva censurata quando si trattavano questioni scomode al duce e al fascismo.  Gli attori italiani più illustri sono molti dal noto attore comico Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis, in arte Totò,  a Alberto Sordi, Roberto Benigni, Sofia Loren fino ai nostri giorni. Il 27 Marzo di ogni anno si consegnano i premi per i migliori film italiani con “Il David di Donatello”. Quest’anno, questo prestigioso premio è stato consegnato da attori premi Oscar ai vincitori con la presenza del Presidente della Repubblica Italiana Questa 64ª edizione del David è stata presentata da Carlo Conti in diretta su Rai 1. 

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Il premio per la miglior attrice non protagonista è stato consegnato a Marina Confalone con “Il vizio della speranza “.  Invece il premio come migliore attore non protagonista è stato consegnato ad Edoardo Pesce con il lungometraggio Dogman”.  Il miglior attore protagonista è stato, invece, Alessandro Borghi che ha ricevuto anche i premi per il miglior film  “Sulla mia pelle” e la miglior sceneggiatura. Invece il David per la miglior attrice protagonista è stato consegnato ad Elena Sofia Ricci.  

Questo premio è un momento importante per la cinematografia italiana poiché indica l’ apprezzamento dei film dalle persone comuni.

 

 

 Matteo Sciscioli 3D  A.S. 2018/19

UN TUFFO NELLA LETTERATURA ITALIANA

La letteratura italiana nel corso dei secoli ha conosciuto illustri scrittori da Dante Alighieri a Giacomo Leopardi fino ad oggi. Ma lo scrittore simbolo del Romanticismo italiano fu Alessandro Manzoni con la sua più famosa opera: “I promessi sposi”.

Questo romanzo è ambientato nel 1600 e parla di una coppia di giovani milanesi di nome Renzo Travaglino e Lucia Mondella  che, a causa di un nobile spagnolo chiamato Don Rodrigo, non possono maritarsi.  Questi attraverseranno numerose insidie ma alla fine i giovani riescono a sposarsi.

Questo romanzo è stato riproposto dalla classe 3D della scuola media “L. Santarella” per l’open day che si è svolto nel dicembre 2018.

I ragazzi che hanno partecipato alla rappresentazione hanno preso parte a numerose prove propedeutiche per lo spettacolo con abiti, battute e oggetti di scena.  Questa rievocazione del romanzo è stata molto apprezzata dal giovane pubblico di scuola primaria grazie al pathos creato dalla recitazione degli attori.

Gli attori rappresentavano i personaggi principali de “I PROMESSI SPOSI” come Don Rodrigo, Renzo, Lucia, Perpetua, i bravi e Don Abbondio. Nella rappresentazione vi erano anche due narratori che narravano ai bambini l’avvincente storia scritta da Manzoni.  Tutto ciò è stato gestito e organizzato dalla nostra professoressa di italiano.

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande” Hans Georg Gadamer.

Matteo Sciscioli 3D, A.S. 2018/19 

 

BULLISMO: NOI STUDENTI DELLA SANTARELLA REGISTI E ATTORI DI UN FANTASTICO CORTOMETRAGGIO.

Coraggio, forza e amicizia sono state le parole-chiave che ci hanno ispirati per trasmettere il nostro messaggio.

Durante l’open day, noi ragazzi della 3F, abbiamo presentato un’esibizione teatrale interpretata e ideata da noi che trattava la tematica del bullismo e del Cyberbullismo, cioè della forma di bullismo che avviene tramite dispositivi elettronici ed è tra le più diffuse in questo periodo.

Questo cortometraggio aveva come obiettivo quello di denunciare questi atti che avvengono quotidianamente e che raramente vengono segnalati.

Noi ragazzi ci siamo impegnati molto per ricreare una sceneggiatura nella quale la protagonista era una ragazza della nostra età che subiva violenze verbali ma anche fisiche da un gruppetto di bulle. In questo corto si percepisce la forza dell’amicizia poiché due ragazzi la incoraggiavano a denunciare questi abusi ad adulti e insegnanti.

A noi ragazzi è piaciuto molto recitarlo perché era una tematica a noi molto vicina e volevamo incoraggiare chi subisce atti di bullismo a denunciare questi avvenimenti parlandone con i genitori. L’aiuto da parte degli amici, in questo cortometraggio, è stato fondamentale.

È stato molto bello vedere le reazioni dei bambini di scuola primaria che hanno assistito all’esibizione perché erano molto partecipi e particolarmente colpiti da questo tema.

 

FEDERICA RICCARDA LAMARCA E IVANA MARCONE 3F A.S. 2018/2019

Studenti in tv per parlare di bullismo

Una tematica molto sentita in età adolescenziale è sicuramente il bullismo che ultimamente si sta manifestando anche attraverso la rete Internet e l’utilizzo di mezzi elettronici. La diffusione di atti di bullismo e cyberbullismo sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria preoccupa le autorità scolastiche, tanto che ci sono state da parte del ministro dell’istruzione diverse direttive, diverse campagne di sensibilizzazione per prevenire e contrastare tali fenomeni.

Prima di partecipare a questa trasmissione, qualche giorno prima, abbiamo parlato del fenomeno del bullismo sia in classe che durante un incontro che ha coinvolto tutti gli studenti delle classi seconde con il maggiore Francesco Nacca, comandante della Compagnia carabinieri di Trani. L’ufficiale, rispondendo alle nostre domande, ci ha delineato un quadro completo sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, fornendoci informazioni e consigli.

Giovedì 28 Febbraio  noi, come rappresentanti delle classi seconde della Scuola Secondaria di primo grado “Luigi Santarella” di Corato, accompagnati da un’insegnante,  abbiamo  partecipato alla  registrazione di una puntata della trasmissione televisiva Fatti e Misfatti” (il rotocalco settimanale di informazione giornalistica di “Video Italia Puglia” in collaborazione con “La Gazzetta del Mezzogiorno”) per trattare il tema: “Bullismo e Cyberbullismo: una nuova piaga sociale”.

In studio era presente oltre   al conduttore della trasmissione, il giornalista Giampaolo Balsamo, che ci   ha accolto calorosamente facendoci sentire subito a nostro agio, l’ospite della puntata, l’ispettore della Polizia di Stato Gennaro Lanotte, esperto di bullismo e cyberbullismo, e, in collegamento telefonico, il garante regionale dei diritti dei minori, il dottor Abbaticchio.

Prima di salire al piano superiore, nello studio dove abbiamo registrato la puntata, ci è stata data la possibilità di visitare la regia televisiva.

Quello che è stato evidenziato dagli esperti durante la trasmissione è che non bisogna mai tacere la violenza subita, le offese ricevute di persona o tramite i social network e bisogna subito rivolgersi ai genitori e agli insegnanti per informarli dell’accaduto ed eventualmente denunciare presso le autorità competenti.

I soggetti che subiscono atti di bullismo devono essere sostenuti, bisogna creare una rete protettiva intorno a loro, un fronte comune, in modo che non si sentano soli ed abbandonati. Per contrastare bullismo e cyberbullismo e per trovare una soluzione al problema, è necessaria una sinergia fra insegnanti, educatori, genitori e anche tra compagni ed è anche importante capire perché alcuni ragazzi assumano comportamenti da bulli e aiutarli, rieducarli al rispetto reciproco.

Gli stessi genitori devono dedicare più tempo ad ascoltare i propri figli e le loro esigenze, devono dialogare con loro per superare insieme eventuali difficoltà.

L’ispettore Lanotte ha presentato “YOUPOL”, un’interessante e nuova applicazione per smartphone e tablet, diffusa di recente dalle Forze dell’Ordine. Serve per segnalare e denunciare episodi di bullismo e spaccio di droga a cui si assiste ed è possibile anche inviare foto o video che riprendano tali situazioni.

Il dibattito è stato molto interessante e noi ragazzi, sebbene molto emozionati, ci siamo sentiti importanti perché coinvolti in prima persona: abbiamo infatti avuto la possibilità di porre delle domande ed avere delle risposte immediate e significative dal rappresentante delle forze dell’ordine.

Quali sono le forme di bullismo, cosa possono fare i genitori delle vittime affinché essi superino queste difficoltà, come riconoscere un atto di bullismo: ecco alcune delle domande più significative che abbiamo posto nel corso della trasmissione.

Al termine della registrazione, il rappresentante delle forze dell’ordine ci ha dato ulteriori consigli e ci ha parlato, a telecamere spente, dei pericoli del bullismo e della necessità di parlare sempre con adulti, insegnanti, genitori, educatori se si è vittime o testimoni di aggressioni fisiche e verbali nell’ambito scolastico. “Bisogna allontanare il bullo e chiedere aiuto ad una persona adulta che vi può aiutare. Mai restare in silenzio!”. Questo il prezioso consiglio a noi rivelato.

LA NOSTRA PRIMA ESPERIENZA IN TELEVISIONE

E’ un’esperienza che sicuramente non dimenticherò quando ripenserò agli anni vissuti alle scuole medie. Mi sono sentita gratificata di essere stata scelta per rappresentare la mia classe in questa trasmissione. Il giorno prima ho posto tanta attenzione al modo con cui mi sarei dovuta rivolgere all’esperto, con la consapevolezza di dover essere chiare e diretta.

Il giorno della registrazione ero molto entusiasta ma nello stesso tempo agitata, perché se da un lato c’era l’emozione di essere stata scelta, dall’altra temevo di far brutta figura a causa dell’ansia. Tutti questi miei stati d’animo sono svaniti una volta che siamo arrivati in sede, perché la curiosità di ascoltare le risposte ai nostri interrogativi ha preso il sopravvento su tutte le altre emozioni.

Questa esperienza mi ha insegnato che non bisogna rimanere indifferenti di fronte ad episodi di bullismo, ma bisogna avere il coraggio di denunciare e parlarne con gli adulti, perché da queste situazioni si può uscire solo grazie all’aiuto degli altri.

Daniela Capogna, classe II A

 

Sicuramente stare in uno studio televisivo è stato stimolante e particolare, per le tante novità come il dover guardare sempre verso la telecamera, anziché verso chi parla. Ma dopo qualche minuto mi sono subito sentita a mio agio e ho partecipato con grande interesse alla discussione. Essere  stata in Tv è stato per me davvero bello e mi ha fatto sentire più grande e in grado di parlare in pubblico e di stare di fronte alle telecamere. Nello stesso tempo è stato importante riflettere ancora una volta su un tema così attuale come quello del bullismo e scoprire alcuni aspetti che non conoscevo grazie alle risposte dell’esperto e al confronto con gli altri.

Lucrezia  Delfino,  classe II B

 

Una delle cose che sicuramente mi rimarrà impressa di questo anno scolastico è l’esperienza fatta negli studi televisivi della trasmissione “Fatti e Misfatti”: per un giorno mi sono  sentita una giovane giornalista.  Naturalmente sentire le telecamere puntate su di me incuteva una certa paura e soggezione. Mi ricordo in particolare il momento in cui il giornalista pronunciò la frase “Siamo in onda tra tre, due, uno…”

Aspettavo con ansia il mio turno per rivolgere una domanda all’Ispettore di Polizia Lanotte e speravo di non bloccarmi e fare una brutta figura. Per fortuna, invece, me la sono cavata e mi sono sentita più sollevata.

A fine trasmissione abbiamo condiviso tra di noi le nostre emozioni ed eravamo tutti felici ed eccitati!

Grazie alle conoscenze apprese anche in questo incontro credo che noi ragazzi ora siamo più consapevoli, maturi, capaci di individuare e contrastare eventuali atti di bullismo, più pronti ad aiutare e sostenere qualche nostro compagno che potrebbe trovarsi in difficoltà.

Asia  Scaringella, classe II C

 

Grandissima fu la mia emozione quando la mia professoressa di italiano mi comunicò che tra i sei prescelti c’ero anche io.  Ma, con il trascorrere delle ore, l’emozione fu presto sostituita dall’ansia che mi assalì quando arrivò il giorno in cui ci recammo negli studi televisivi di “Video Italia” per la registrazione della puntata.  “E se mi dovessi dimenticare la domanda???”… era la mia più grande preoccupazione, che mi accompagnò lungo il tragitto da scuola alla sede dell’emittente televisiva, preoccupazione che si accresceva man mano che la distanza del tragitto diminuiva.

Entrati poi nello studio, fui colpita dalla presenza di diverse telecamere e dei riflettori accesi. Mi parve strano vedere sul piccolo schermo la mia immagine.

Era arrivato il momento di iniziare, e, dopo la prova dei microfoni, ebbe inizio il countdown vero e proprio accompagnato dalla musica della sigla che mi suscitò più ansia di quanto mi aspettassi. Dopo la musichetta e dopo il via del regista Ruggiero Piombino, una spia rossa si accese sulla telecamera e capii che da quel momento in poi dovevo fissare quella telecamera che era puntata su di me. Sembrava un buco nero e, con pazienza e trepidazione, attesi il momento in cui dovevo parlare.

Ricordo perfettamente… erano le 11.50 quando stavo per avvicinare il microfono alla bocca per rivolgere la domanda al dott. Ludovico Abbaticchio, garante regionale dei diritti dei minori, in collegamento telefonico. Le ultime parole del conduttore che sentii furono “ADESSO C’E’ UNA DOMANDA DA PARTE DI UNA STUDENTESSA CHE VUOLE SENTIRE LA SUA OPINIONE” e, come in tutti i momenti ansiosi, ebbi la sensazione di aver dimenticato tutto e perso la memoria. Poi, però, avvicinai il microfono alla bocca e, dopo tanti lunghi piccoli istanti, lo passai alla mia compagna e un macigno “si sollevò” dalla mia mente. Sapevo che ora dovevo solo guardare quel “buco nero” e potermi godere la conclusione della registrazione.

“Abbiamo finito”, disse all’improvviso il conduttore. Ecco cosa mi fece rendere conto che in fondo non era tanto difficile fare l’ospite in una trasmissione televisiva. Tutta l’ansia che avevo all’inizio era stata davvero troppa. Quasi quasi, però, avrei voluto rivivere quell’oretta… sapendo però cosa mi aspettava!!!

Aurora Balsamo, II D

 

Quella mattina ero molto agitato. Il mio cuore batteva velocissimo. Le gambe mi tremavano. Provavo una sensazione di felicità e paura al tempo stesso.   Discutere in uno studio televisivo su un problema noto a noi giovani come il bullismo mi spaventava. Una volta arrivati, dopo aver osservato con occhi sbalorditi tutte le attrezzature necessarie per registrare, eravamo pronti a girare.

3,2,1… l’intervista iniziò!

Finite le riprese un grande sorriso comparve sul mio volto: dopo un primo momento di ansia, ero riuscito a rilassarmi concentrandomi sulle parole del nostro interlocutore.

Nicolò Calvi, II E

 

Prima di iniziare la ripresa ero molto ansioso: non sapevo il luogo, dove noi ci saremmo dovuti recare, non sapevo cosa fare e altri pensieri di questo tipo si riproducevano nella mia mente: “E se dimentico ciò che devo dire? E se lo dico male?”

Ad interrompere la mia immaginazione fu il giornalista che conduce il programma “Fatti e Misfatti” che ci accolse e ci accompagnò nello studio, dove noi avremmo dovuto registrare la puntata del programma televisivo: un luogo accogliente e molto raffinato. Tutto quello che noi dovevamo fare era guardare una delle tre  telecamere quando una lucina rossa si illuminava perché significava che la telecamera stava riprendendo.  Iniziata la ripresa, all’improvviso mi sentii più calmo e tranquillo e quando arrivò il mio turno posi la domanda con tono deciso e chiaro.  Non mi resi conto del passare del tempo fino a quando le telecamere si spensero: l’orologio  segnava le 11.10.

Non scorderò mai questa uscita perché mi ha permesso di realizzare il sogno di  partecipare ad un programma televisivo e mi ha fatto capire che non bisogna mai rimanere indifferenti dinanzi ad un episodio di bullismo, perché rimanere indifferenti significa essere complici.

Daniele Perrone,  II F

 

Gli alunni Daniela Capogna II A, Lucrezia Delfino II B, Asia Scaringella II C, Aurora Balsamo II D, Nicolò Calvi II E, Daniele Perrone II F, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Alla Santarella si parla di bullismo e cyberbullismo

Anche quest’anno all’Istituto Comprensivo “L. Santarella” gli alunni delle classi seconde hanno discusso di bullismo e cyberbullismo. Per questo i docenti e la Dirigente scolastica hanno pensato di invitare a scuola le forze dell’ordine, per chiedere loro di parlarci del fenomeno, dandoci magari qualche consiglio.

Il 24 febbraio di quest’anno è venuto a trovarci il maresciallo Francesco Nacca, Comandante della Compagnia Carabinieri di Trani.

Prima delle nostre domande ha spiegato l’importanza della tutela della nostra privacy, del corretto utilizzo dei social media e soprattutto del saper preservare la propria persona.

Il bullismo è una forma fisica e psicologica di violenza dove un individuo viene sottoposto a umiliazioni e maltrattamenti.

Il cyberbullismo è una forma diversa e ancora più pericolosa del bullismo, in cui il bullo usa lo schermo del proprio pc per far del male, offendendo, facendo girare video e foto della persona presa di mira, certo di non poter essere scoperto.

E invece non è così!

La Polizia Postale può usare una serie di sistemi per smascherare chi si nasconde dietro nick name inoffensivi e profili amichevoli e simpatici…

Una delle tante domande poste al maresciallo è stata di una nostra compagna di classe, che ha chiesto se una ragazza vittima di abusi può essere certa di essere aiutata dalle forze dell’ordine, se può fidarsi nel caso di una sua denuncia di abuso.

Il Comandante Nacca ha risposto che non solo può e deve fidarsi ma ci ha spiegato anche cosa accade quando arriva una denuncia di abusi, quali protezioni scattano immediatamente per tutelare la vittima a tutti i livelli.

Il consiglio più importante che ci ha dato è stato soprattutto uno: parlare!

Parlare con i genitori, parlare con i docenti, parlare con le persone care a cui siamo affidati, per tessere insieme una rete di amicizia e di protezione intorno a noi, in modo da non essere mai da soli a vivere le situazioni spiacevoli che potrebbero accadere.

È stato un incontro molto importante per tutti noi alunni, un’occasione di discussione e di riflessione su un tema che purtroppo riguarda noi ragazzi.

Eravamo tutti in silenzio, ci sono state moltissime domande e ci siamo sentiti tutti più uniti nella volontà di combattere contro questi terribili fenomeni!

Maria Barile, Flavia Bevilacqua, Daniela Capogna, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

 

 

 

PON “DAL LIBRO AL WEB 2”

Quest’anno abbiamo partecipato al PON “Dal libro al web 2”.

Per noi alunni questa esperienza è stata molto significativa, in quanto abbiamo affrontato argomenti innovativi e coinvolgenti.

La presenza dell’esperto e del tutor è stata fondamentale affinché il nostro lavoro fosse svolto correttamente.

Ciò che abbiamo maggiormente apprezzato è stato il modus operandi dei docenti: questi ultimi ci hanno proposto, in laboratorio informatico, delle attività che ci hanno permesso di mettere in gioco le nostre abilità. Inoltre abbiamo svolto lavori in gruppo, in modo da poter condividere le idee e realizzare elaborati diversi e originali.

I docenti si sono mostrati disponibili ad ascoltare e condividere le nostre idee, a guidarci nella loro elaborazione, ci hanno guidato a conoscere le tradizioni del nostro paese ed è stato molto interessante scoprire le nostre radici e il senso di appartenenza attraverso le interviste.

Abbiamo, così, scoperto quanto sia importante la “memoria” che è una pagina di diario ricca di vicende da non dimenticare.

In particolare abbiamo affrontato le tradizioni legate alla festa di Santa Lucia e al “Carnevale Coratino”.

Nel primo caso gli stimoli ci sono pervenuti dall’intervista fatta agli anziani dell’associazione “Vivere in”. Noi ragazzi abbiamo sviluppato alcuni aspetti della festa legata a Santa Lucia in base alle nostre competenze: rappresentazione della” Jò – a – Jò” con disegni, registrazione video, ricerca di informazioni, elaborazione di poesie e slogan, scrittura di testi giornalistici.

Il “Carnevale Coratino” è stato un progetto molto coinvolgente. Abbiamo lavorato in gruppi e le informazioni iniziali ci sono pervenute da una visita alla mostra sul carnevale coratino. L’esperta Maria Simone, socia dell’associazione CICRES, ci ha guidato nella visita della mostra illustrandoci ogni dettaglio.

Interessante è stato anche ascoltare il presidente della Proloco di Corato, Gerardo Strippoli, che ci ha fornito ulteriori informazioni.

In conclusione, noi tutti pensiamo che questo progetto sia stato utile e interessante, abbiamo imparato ad utilizzare meglio i supporti tecnologici e a condividere le nostre idee tra noi alunni scoprendo la bellezza di lavorare in gruppo.

Un ringraziamento alle docenti Campione Rosa (tutor) e Quinto M. Giuseppina (esperto)

Gli alunni del modulo 2 delle classi prime sez. B – D – F

Bove Federica – Bove Francesco – Cacciapaglia Manuela – Caricati Alessia – Carnicella Giuseppe Joshua – Cimadomo Nicole – De Palma Asia – Di Zanni Vito – Falco Federica – Giaconella Angelo – Leone Greta – Maldera Manuela – Mastrodonato Gaetano Diego – Mastrodonato Yoana – Mazzilli Aurelia – Merra Alessandra – Pellegrino Rossella – Petrizzelli Rossella – Rignanese Sara – Scaringi Ivo Niccolò – Scarpa Maura – Scarpa Sara – Sforza Carlo – Strippoli Antonio – Tarricone Pierluigi – Tempesta Aldomariano – Tota Jasmine

PON “DAL LIBRO AL WEB 1” – CONCLUSIONI

Questo è l’ultimo incontro del PON “Dal libro al Web”. A noi insegnanti dispiace molto che questa esperienza termini qui, perché le ore in vostra compagnia sono trascorse velocemente e piacevolmente e ci hanno dato l’opportunità di conoscervi meglio e di interagire con voi con modalità nuove.

E voi alunni come vi sentite oggi?

Alunno: Anche io e i miei compagni siamo dispiaciuti che questo sia l’ultimo giorno del Pon, perché si era creato un bel clima relazionale e le modalità utilizzate sono state accattivanti, quindi noi frequentavamo volentieri.

Alunno: Quando è iniziato il Pon pensavo che il tempo non sarebbe trascorso mai e credevo di usare il computer solo con il solito word! Ma alla fine, oggi esco di qui con un pezzo di cultura in più, ho imparato ad osservare il Natale e il Carnevale con occhi diversi. Alcuni mesi fa non ero molto convinto di frequentare questo corso, ma se ora mi chiedessero se volessi rifare un’attività del genere, sarei già pronto con zaino e pen-drive e ricominciare!

Quali sono state le perplessità e le difficoltà iniziali?

Alunno: Io e i miei compagni avevamo delle perplessità, temevamo che le lezioni sarebbero state “pesanti” e poco divertenti, non conoscevamo alcuni compagni, avevamo il timore di annoiarci.

Alunno: All’inizio ero un po’ in imbarazzo, non conoscevo nessuno, a parte i compagni di classe. In un secondo momento ho iniziato a fare amicizia con gli altri compagni, ho imparato ad apprezzare le attività perché ho capito che avrei ampliato il mio bagaglio culturale, ho imparato ad usare Movie-Maker, ho conosciuto molti amici e ho superato le difficoltà iniziali.

Quali sono stati i momenti più significativi?:

Alunno: I ricordi più belli sono quelli legati alle interviste agli alunni dell’Università della Terza Età: è stato bello confrontarsi con persone di età diversa dalla nostra e apprendere come loro trascorrevano le feste natalizie ed è stato divertente montare tutto e rivedere le interviste. E’ stata anche bella l’intervista a noi stessi che poi abbiamo montato a video con le foto che abbiamo fatto durante la sfilata di Carnevale ai carri e alle maschere tradizionali coratine .

Alunno: Interessante è stato anche andare  a visitare la mostra delle maschere tradizionali di Corato nella ex-chiesa di San Francesco.

Alunno: E’ stato veramente emozionante farsi riprendere, tra una risata e l’altra, mentre simulavamo di essere presentatori televisivi e soprattutto è stato ancora più emozionante rivedersi.

Alunno: E’ stato bello, inoltre, lavorare in gruppo e i gruppi erano sempre diversi: questo ci ha permesso di conoscerci meglio.

Cosa avete imparato?

Alunno: Abbiamo imparato a confrontarci con le tradizioni del nostro passato, a relazionarci con persone più grandi di noi, a lavorare in gruppo, a realizzare un video e soprattutto a montarlo con Movie-Maker, abbiamo imparato ad avere pazienza, a provare e riprovare quando il video non andava bene, a capire  che qualunque lavoro è frutto di tanto impegno e di dedizione e passione e soprattutto a collaborare per raggiungere un obiettivo.

Prospettive per il futuro?

Alunno: Ci auguriamo che nel futuro possiamo avere la possibilità di svolgere attività simili in quanto ci hanno permesso di imparare tante nozioni nuove e di imparare a fare cose nuove divertendoci.

Alunno: In particolare , io vorrei incontrare nuovamente tutti gli amici del PON che non sono della mia classe, perché sono stati con me gentili e simpatici, spero di avere l’opportunità di frequentarli e mi auguro di riutilizzare il computer per svolgere altre attività.

Ciao a tutti, ragazzi e… buon triennio alla “Santarella”!

TUTOR: Campione Angela  ESPERTO: Strippoli Concetta

 

IL CARNEVALE: video

Il Carnevale raccontato dagli alunni del PON “Dal libro al web 1” – a.s. 2018/19

Arbore Angela Maria IC, Balducci Antonio IF, Balducci Luigi IC, Balducci Valeria IF, Cialdella Simone IA, Conticchio Michele IE, De Benedittis Michelle IC, De Feo Armando IE, Di Bartolomeo Andrea IA, Di Sabato Marina IC, El Maji Younes IA, Ferrante Cristina IC, Forte Deborah IF, Lachhab Chadia IA, Lops Ludovica IC, Mazzilli Gabriele IE, Merra Martina IA, Molinini Samuele IE, Muggeo Valentina IA, Palmiotto Francesco Andree  IA, Palmiotto Gabriel De Gesù IA, Patruno Andrea IC, Perrone Alessio Thomas IE, Perrone Bartolo IC, Petrone Antonella IC, Quinto Andrea Vincenzo IE, Rutigliani Noemi IC, Strippoli Albarosa IA