Lettera al futuro sindaco

All’attenzione del signor __________________

probabile futuro sindaco della nostra città

 

Oggetto: Richiesta di attenzione per migliorare la nostra città

 

Egregio signor _____________,

siamo ragazzi della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli – Santarella” e formiamo la redazione del “S@ntarellino”, giornale online del nostro istituto (https://ilsantarellino.wordpress.com/). Le stiamo scrivendo per proporle alcune idee per migliorare la nostra città.

Amorese Claudio

Le proponiamo innanzitutto alcune osservazioni su una problematica a noi vicina: la situazione di degrado della nostra palestra esterna, ormai inagibile dalla nevicata del 2017. Noi alunni da da oltre un anno possiamo utilizzare esclusivamente la pista di atletica e non ci è concesso svolgere attività sportiva sul campo. Questo significa che non possiamo praticare attività sportive quali basket e calcio, pur avendone gli spazi.

Bovino Vito

La nostra scuola, essendo un istituto di epoca fascista, non dispone di un auditorium, a differenza di altre realtà scolastiche cittadine. Pertanto le chiediamo di rendere disponibile con più facilità e meno pratiche burocratiche uno spazio idoneo a tale funzione, quale può essere il teatro o altro luogo simile, affinché i nostri lavori possano essere visibili al pubblico almeno un paio di volte all’anno.

Inoltre, gli edifici scolastici della nostra città necessitano di continui miglioramenti a livello di manutenzione ordinaria, interventi che ormai si rendono indispensabili.

Altro punto per noi importante è l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto ecocompatibile e adatto alla nostra fascia d’età, cosa che ci viene negata dall’inesistenza di una pista ciclabile vera e praticabile in tutta sicurezza nella nostra città. Perciò, anche in questo caso, le proponiamo una seria progettazione, eventualmente utilizzando anche una commissione che si occupi di reperire i fondi a livello europeo, e successiva realizzazione di piste ciclabili che, secondo noi, dovrebbero essere sicure e percorrere l’extramurale, raccordandosi con il centro attraverso gli snodi principali.

D’Introno Pasquale

Bellissimo sarebbe anche avere la possibilità di usufruire di piste ciclabili lungo le strade extraurbane più antiche e meno trafficate che collegano Corato ai paesi limitrofi, in una logica di riscoperta del contatto con la natura.

Da considerare è anche la condizione attuale delle strade, infatti abbiamo notato che queste presentano spesso delle buche. Occorre adoperarsi per la manutenzione ordinaria e in alcuni casi per il rifacimento del manto stradale.

De Benedittis Corrado

Altro punto che ci riguarda è lo sport. Nella nostra fascia d’età lo sport è particolarmente importante per la nostra salute ma non abbiamo strutture adeguate per praticarlo. Per il campo sportivo le chiediamo di avere tra le sue priorità la sua manutenzione ordinaria e di arricchirlo con strutture adatte alla pratica dell’atletica leggera, di rendere accessibile anche la parte posteriore delle tribune e di concludere i lavori lasciati in sospeso per rendere fruibile così anche quella zona, di sostituire le attrezzature posizionate sul campo con nuove (es. ostacoli alti per le siepi), di migliorare il campo anche lì dove si svolgono attività di calcio.

Riguardo alla villa comunale le chiediamo di preoccuparsi dell’agibilità dei giochi per i bambini affinché quello diventi per loro un luogo sicuro in cui divertirsi. Le chiediamo inoltre di ristrutturare il percorso da fare a piedi aggiungendoci delle mattonelle di pietra, di abbellire le aiuole con dei fiori e di realizzare anche un campetto di calcio all’interno della villa, accessibile a tutti i ragazzi.

Lenoci Emanuele

Per l’ospedale bisognerebbe intervenire in modo deciso per evitarne la chiusura e migliorare il servizio di Pronto Soccorso.

Oltre alla manutenzione ordinaria di scuole e strade, le chiediamo di trovare una soluzione per l’elettrodotto, il cavo presente accanto alla villa comunale che, a quanto risulta dagli studi di alcuni medici, è la principale causa di tumori e leucemie su Corato. Pertanto

Loizzo Paolo

forniamo lo spunto per rendere a norma il pericoloso cavo o, se non è possibile, eliminarlo, in modo da ridurre il peso dei tumori nella nostra città. E sicuramente occorre creare un registro dei tumori ed una commissione che se ne occupi.

Le chiediamo inoltre di valorizzare i nostri beni culturali che, per quanto piccoli, possono anche diventare una fonte di ricchezza per il nostro territorio; quindi utilizzare il nostro territorio e ciò che possediamo come fonte di guadagno anche per l’economia comunale. Ecco perché bisogna tutelare ogni nostro bene che parla della nostra storia e qualsiasi forma d’arte che possa in qualche modo stimolare anche il turismo. Attualmente sono presenti vari spazi, come ad esempio l’ex Liceo Classico, che giace in condizioni disastrose, per cui quello spazio è inutilizzabile,quando potrebbe diventare luogo di condivisione della cultura, utile alla piccola società di Corato. Si dovrebbero, inoltre,

Longo Niccolò

di migliorare alcuni luoghi della nostra città, come la Biblioteca comunale, al giorno d’oggi poco funzionale. E magari indicare con appositi cartelli i nomi e l’epoca di costruzione dei palazzi più importanti di Corato.

Se è possibile le chiediamo anche di trovare un modo per far riaprire il Nicotel, dato che era un ottimo centro sportivo con una piscina di livello olimpionico, mentre ora chi vuole praticare nuoto è costretto ad andare in città vicine.

Per la falda acquifera, situata sotto Corato, le chiediamo anche di assicurarsi che sia controllata periodicamente, per la sicurezza di tutti, e di porre delle condizioni per la costruzione di ogni nuovo edificio, affinché si eviti di scavare al di sotto del livello stradale (per l’antico e sempre vero criterio della “bacinella”!), magari di riprendere un vecchio progetto di un nostro famoso antenato, Luigi Santarella, che proponeva di convogliare l’acqua della falda verso le campagne vicine per l’irrigazione, in modo da trasformare il problema in una risorsa.

Mazzilli Cataldo

O perché no, di utilizzare quelle acque per irrigare il verde cittadino e per far funzionare le fontane!

Sarebbe bello rendere Corato una città all’avanguardia a livello ecologico fissando a livello comunale indicazioni precise per le nuove costruzioni e facilitazioni per la ristrutturazione delle vecchie in termini di risparmio energetico ed utilizzo delle energie rinnovabili. Si darebbe così tanto lavoro al settore edilizio e si migliorerebbe la qualità della vita riducendone i costi sul lungo termine.

Inoltre le chiediamo di aggiungere delle aree Wi-Fi libere (funzionanti) soprattutto per noi ragazzi ma anche per le persone più adulte, perché ormai facciamo tutti parte di una “società connessa”, cioè quel tipo di società che ricorre alla tecnologia per svolgere qualsiasi attività.

Mazzilli Massimo

Ci perdoni se le siamo sembrati un po’ prolissi nell’esporre le nostre idee, ma la voglia di dare il nostro contributo a migliorare la nostra città ci ha preso la mano. Le chiediamo di valutare le nostre proposte e magari, chissà, di prenderle in considerazione durante la sua futura amministrazione.

Per ora la salutiamo e la ringraziamo per l’attenzione che ci ha concesso e ci auguriamo di incontrarla in Sala Verde per un’intervista nel prossimo anno scolastico.

Corato, 30 aprile 2019

La Redazione de Il S@ntarellino

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GLI ESAMI COME OBIETTIVO PERSONALE

Noi alunni di terza siamo ormai giunti al termine della nostra avventura nelle scuole medie.

Come ogni anno gli studenti di terza sono sottoposti all’esame di stato e ora tocca a noi per dimostrare le competenze acquisite in questi tre anni molto impegnativi.

Abbiamo sempre sentito parlare degli esami dai ragazzi più grandi ed è impensabile che ora tocchi a noi che oramai siamo agli sgoccioli di questo arduo percorso.

Questi tre anni sono passati in un baleno, tre anni interi volati tra risate, studio e tanta ansia.

Ma la vera paura sta arrivando con l’avanzare degli esami. Stiamo per lasciare la nostra aula, il nostro banco, i nostri amici e i professori a cui dobbiamo tante bellissime esperienze che hanno caratterizzato la nostra adolescenza.

Dobbiamo affrontare gli esami a testa alta, perché è una sfida che dobbiamo vincere sfruttando tutte le conoscenze e abilità che abbiamo appreso e anche se sappiamo di potercela fare, l’ansia e la paura non mancano. Paura di cosa, direte voi? Paura di deludere le nostre aspettative e noi stessi. Ognuno di noi, infatti spera di dare il proprio massimo, quindi le aspettative sono alte.

In questo periodo noi alunni siamo maggiormente sotto pressione, perché stiamo iniziando a ideare il percorso e la tesina che dovremo esporre agli esami, davanti a tutti i professori che ci hanno accompagnato nel corso di questi anni.

Le prove da affrontare sono molte e si dividono in tanti scritti e infine l’orale. Questi esami per noi sono  molto importanti, perché saranno il nostro biglietto d’ingresso per le scuole superiori, forniranno la prima impressione a nuovi professori in una scuola molto più impegnativa rispetto alle medie.

Nonostante ciò niente ci darà più soddisfazione di indossare il tocco e tenere in mano il nostro primo diploma e uscire da questa scuola con la consapevolezza di aver dato il nostro massimo in ogni campo o ambito  affrontato tra le mura della Santarella.

Una volta superati gli esami, non potremo far altro che ringraziare i professori per le conoscenza trasmesse e pensare con positività al nuovo percorso a cui andiamo incontro, dando sempre il meglio di noi e non solo dal punto di vista scolastico…

Ivana Marcone (III F), Alessandra Quinto (III C) – Santarella – a.s. 2018/19

Diritti umani: una legge nel cuore dell’uomo

“Dobbiamo prendere in mano i libri e le penne, sono le armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa.”

Queste sono le parole di Malala Yousafzai, una giovane attivista pakistana per i diritti delle donne e, in particolare, il loro diritto all’istruzione.

Il diritto all’istruzione fa parte dei diritti umani, diritti che spettano all’uomo per nascita,  diritti che sono: irrinunciabili, inalienabili, inviolabili e  universali.

Nonostante dai tempi antichi fosse già conosciuta l’idea dei diritti umani, il concetto vero e proprio è emerso solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo aver visto  gli orrori compiuti e lo sterminio di ebrei, minoranze etniche, prigionieri politici, omosessuali  e diversamente abili. Fu fondata l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) che aveva lo scopo di assicurare la pace e la sicurezza nel mondo e far sì che non vi fossero più guerre e distruzione.

Fra i diritti più importanti vi sono:

I DIRITTI DELLE DONNE

Purtroppo alcune categorie della popolazione subiscono ancora oggi discriminazioni in vari campi: tra queste categorie rientra il genere femminile.

Le donne vengono discriminate in vari modi: dal mondo del lavoro all’ambiente domestico.

Fin dall’alba dei tempi si è sempre pensato che le donne fossero destinate a badare alla casa e ai bambini, perciò, fin dall’antichità c’è sempre stata una prevaricazione dell’uomo sulla donna.

Con la Rivoluzione Industriale, nella seconda metà del Settecento, le donne ottennero un’emancipazione, perché iniziarono a lavorare nelle fabbriche ma, nonostante fornissero una manodopera quasi uguale a quella degli uomini, percepivano un salario inferiore, se non dimezzato, rispetto a quello degli uomini.

Alla fine del XIX secolo, le donne si ribellarono alla prevaricazione dell’uomo pretendendo l’estensione del diritto di voto anche alle donne.

Così nacque il movimento delle Suffragette (Regno Unito, 1872) il quale organizzò molte manifestazioni per i diritti femminili.

Anche al giorno d’oggi sono presenti molti movimenti che combattono per la parità dei sessi.

IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

L’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo afferma che: ”Tutti hanno diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita e obbligatoria almeno al suo livello elementare […]. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.”

L’istruzione dunque è un diritto fondamentale;

perché sia veramente tale, l’istruzione deve :

  • Essere gratuita e obbligatoria almeno nel suo livello di base
  • Sviluppare la personalità dell’individuo e le sue potenzialità
  • Concorrere a rafforzare i diritti e le libertà dell’individuo.

Più alti sono i livelli di istruzione più alte saranno la qualità della vita, della convivenza e della democrazia.

Infatti, i Paesi dove l’analfabetismo è diffuso sono anche i Paesi dove spesso i diritti dell’uomo non vengono rispettati.

Il diritto all’istruzione è uno dei diritti più importanti perché attraverso un’istruzione adeguata si può accedere a un lavoro appagante per la persona e utile alla società.

In questo modo la persona può partecipare attivamente alla vita sociale della sua nazione.

IL DIRITTO ALLA VITA E IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI PENSIERO

Il diritto alla vita è il diritto più importante perché dando vita ad un individuo si da vita ad una nuova mente in grado di aiutare la società e il mondo che lo circonda.

Questo diritto è stato particolarmente trascurato durante la Seconda Guerra Mondiale, quando sono state compiute atrocità inaudite nei confronti delle persone.

Il diritto alla libertà di pensiero è uno dei diritti che più trascurati durante la Seconda Guerra Mondiale, ad esempio gli ebrei non erano liberi di professare liberamente la loro religione.

Questo diritto è presente non solo nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art.18) ma anche nella Costituzione della Repubblica Italiana (art.21).

 

Giorgia Grasso e Maria Lucrezia Pellecchia, classe II C, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

L’uscita didattica a Trani: i momenti più significativi ed emozionanti

Power Point: USCITA DIDATTICA A TRANI

Venerdì 29 marzo siamo andati in gita a Trani per visitare i luoghi delle diverse religioni. Era una bella giornata per fortuna, perché il cielo era sereno e senza nubi!

Dopo aver lasciato il pullman, ci siamo incamminati verso la chiesa ortodossa, in via S. Martino: la chiesa era proprio bella, era tutta in pietra! C’era un esperto che ci ha presentato il prete ortodosso; alle pareti erano appesi dei bellissimi dipinti di santi, che l’esperto ha detto che si chiamano icone e ci ha spiegato che le icone sono molto importanti per gli ortodossi. Abbiamo notato che c’era un antichissimo forno, perché tanti secoli fa l’edificio, prima di essere una chiesa, era stato un forno.

Successivamente siamo andati a visitare la moschea: ci hanno fatto togliere le scarpe prima di entrare e quando siamo entrati sono rimasto stupito: tutta la stanza era circondata da pannelli rossi, però sono rimasto molto dispiaciuto perché le professoresse sono dovute rimanere fuori perché a loro non era permesso entrare! Questo mi ha molto rattristato, e mi sono chiesto come mai loro dovevano rimanere fuori… Però la moschea mi ha incuriosito tantissimo e sono stato molto attento a tutte le spiegazioni dell’esperto.

Dalla moschea ci siamo poi diretti alla sinagoga, che però non era più un luogo di culto ma era diventata un museo della cultura ebraica. Siamo scesi nella cripta dove c’erano le lapidi del cimitero con le scritte in ebraico e c’era anche un piccolo scheletro, che mi ha un po’ impressionato (anche se era finto).

La tappa successiva è stata la bellissima cattedrale di Trani: dapprima abbiamo visitato la cripta e poi la chiesa vera e propria, dove l’esperto ci ha spiegato che è cambiata molto nel corso dei secoli, ma che ora è stata riportata all’aspetto che aveva in origine.

Alla fine siamo tornati al pullman dopo aver fatto una bella merenda tutti quanti insieme!

Questa giornata mi è piaciuta tantissimo, l’ho trovata molto interessante e mi ha colpito tutto quello che abbiamo visitato, e poi ci siamo anche divertiti!

Sicuramente è stata un’esperienza da ripetere, ma soprattutto ci ha fatto capire che la convivenza tra le diverse religioni è possibile.

Michelangelo Zinetti, classe 2F, Santarella, a.s. 2018/19

Creare… con la cartapesta!

Il giorno 4 aprile noi, alunni della II F, con la II A e la II E abbiamo partecipato al viaggio d’istruzione con meta Putignano, città famosa per il Carnevale.

Durante la mattinata abbiamo esplorato la bellissima Grotta del Trullo e abbiamo svolto un laboratorio sul Carsismo.

Il pomeriggio invece  abbiamo visitato gli hangar in cui vi erano i carri allegorici che rappresentavano temi molto significativi.

Proseguendo la nostra visita, ci siamo recati in molti altri luoghi, tra cui una piccola bottega dove vi era un anziano signore che ci ha mostrato, con l’utilizzo di un macchinario, come si producevano i coriandoli. Il luogo più apprezzato da noi, però, è stato il laboratorio di cartapesta dove  con l’aiuto del maestro cartapestaio abbiamo creato delle coccinelle di cartapesta. Abbiamo molto apprezzato questa attività, perché ci ha permesso di imparare a creare qualcosa divertendoci, per questo motivo abbiamo deciso di realizzare il power-point seguente che ci auguriamo possa essere utile a chi volesse cimentarsi con questo genere di laboratorio.

PowerPoint Putignano

 

Daniele Perrone e Christian Di Tullio, classe II F, Santarella, a.s. 2018/19

 

POESIA IN RETE 

“Cosi fatti pensieri quando fien, come fur, palesi al volgo, e quell’orror che primo contra l’empia natura strinse i mortali in social catena…” è così che il poeta Giacomo Leopardi introduce il significato di Social Catena da cui noi alunni della 3^E siamo partiti, prendendolo nel suo significato più letterale, per produrre vari lavori riguardanti la trasformazione in chiave moderna della vita di questo famosissimo poeta ottocentesco.

A tal proposito abbiamo deciso di lavorare utilizzando una metodologia “insolita” sfruttando al meglio le nostre conoscenze in campo informatico.

Ma come abbiamo sviluppato ciò?

Come primo step, per fraternizzare con l’argomento, abbiamo, dopo aver approfondito lo studio di questa figura rappresentante la letteratura italiana, realizzato degli autentici profili social (tramite Facebook, Instagram o Twitter) inserendo informazioni, immagini e citazioni appartenenti a Leopardi.

Dopo tale lavoro, suddividendoci in gruppi, abbiamo realizzato dei brevi video informativi sulla figura del poeta recanatese indagando sia sulla vita privata che sulle sue composizioni scoprendo e arricchendo le nostre conoscenze. Abbiamo deciso di svolgere questo lavoro utilizzando come parole chiave “originalità” e “divertimento” infatti abbiamo avuto modo di inserire effetti speciali e quindi di avvalerci delle nostre capacità tecniche e di svilupparne altre come, per esempio, l’utilizzo della tecnica del green screen.

Tutti i nostri lavori sono stati esposti durante l’Open Day 21 dicembre 2018 sotto la sorveglianza della nostra professoressa di italiano.

Francesca Montaruli- Sergio Bovio 3^E , Santarella, a.s. 2018-19

 

LA CHIMICA NELLA QUOTIDIANITÀ

Questo è il titolo del nuovo P.O.N., che ha riguardato i ragazzi di seconda media, svoltosi alla scuola Santarella. Siamo stati seguiti dalle professoresse Amorese e Vangi in qualità di esperte, coadiuvate dalle tutor professoresse Musto e Fiore.  e dividendoci in due gruppi diversi abbiamo svolto numerosi esperimenti e varie osservazioni. Tra esse possiamo descrivere le più interessanti come per esempio: la lievitazione del pane, la produzione del cacio-ricotta, la formazione del sale, la produzione del caramello e la preparazione di un indicatore del pH.

Per la lievitazione del pane abbiamo utilizzato; il lievito di birra nonché un fungo unicellulare responsabile della lievitazione, la farina, l’acqua e il sale. Così dopo aver preparato l’impasto e in seguito alla sua lievitazione a temperatura ambiente ci siamo recati al panificio “C’era una Volta” dove abbiamo infornato i nostri panini, che dopo circa 15 minuti erano pronti, gustandoli erano croccanti, profumati e morbidi.                 

Per la produzione del cacio-ricotta ci siamo serviti di una grande pentola, 5l di latte e il caglio. Inizialmente abbiamo messo la pentola su un fornellino elettrico e vi abbiamo versato il latte, arrivato a 37° abbiamo aggiunto il caglio, un acido che ha provocato la coagulazione del latte. Successivamente al raffreddamento abbiamo versato il contenuto all’interno di canestrelli e li abbiamo lasciati riposare in frigorifero. Il giorno dopo con l’esperta abbiamo ripreso dal frigorifero il cacio-ricotta e tutti insieme lo abbiamo gustato, esso era molto buono e presentava le caratteristiche di un vero latticino.

Per la formazione del sale ci siamo serviti di acido cloridrico e idrossido di sodio. Inizialmente abbiamo versato in un beaker dell’acido cloridrico e dell’idrossido di sodio, successivamente abbiamo posto il beaker su un fornelino elettrico e dopo circa 15 minuti abbiamo notato che sulle pareti del beaker si sono formate delle goccioline, questo perché l’acqua è evaporata, e sul fondo del beaker è rimasto il sale.  

Per la produzione del caramello ci siamo serviti semplicemente di zucchero. All’inizio abbiamo versato lo zucchero in una provetta e in seguito mantenendola con una pinza di legno l’abbiamo posta su un fornellino ad alcool, dopo circa 10 minuti lo zucchero ha iniziato a cambiare colore diventando marroncino e ad emanare un odore sgradevole: è diventato caramello.

Per la preparazione di un indicatore del pH (potenziale idrogeno) abbiamo preso un beaker e all’interno ci abbiamo versato dell’acqua, successivamente ci abbiamo aggiunto un cavolo rosso, abbiamo così poggiato il beaker su un fornellino elettrico e abbiamo atteso circa 15 minuti. Successivamente abbiamo tolto il cavolo rosso  dal beaker e abbiamo ottenuto un liquido di color violaceo. Ecco pronto l’indicatore e  per verificarne la sua riuscita lo abbiamo provato su alcune sostanze, ad esempio abbiamo mischiato in una provetta l’indicatore con dell’aceto, esso è diventato rosso e ciò vuol dire che è una sostanza acida, abbiamo provato anche a  mischiare l’amuchina con esso e abbiamo notato che il colore è diventato trasparente ciò significa che è una sostanza acida. Abbiamo appurato che l’indicatore è riuscito e abbiamo potuto utilizzarlo anche con altre sostanze.

Gli esperimenti si sono conclusi e per raccogliere tutto quello che abbiamo imparato abbiamo realizzato un Power Point a gruppi.

 Alla fine del P.O.N abbiamo invitato i nostri genitori ai quali noi ragazzi  abbiamo esposto i Power Point realizzati. I genitori sono stati entusiasti del nostro lavoro e delle competenze acquisite durante lo svolgimento del P.O.N.                                                                                                                    

Federica Caterina e Desiree Mazzilli, classe II F Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Brindisi di Montagna: un giorno nel Medioevo

Il giorno 9 maggio 2019, la nostra classe I C ha partecipato al viaggio d’istruzione a Brindisi di Montagna, insieme con le altre prime.

Siamo partiti molto presto e siamo arrivati alle ore 9:30.

Il viaggio è stato un po’ lungo, ma abbiamo visto tanti borghi di montagna e paesaggi affascinanti.

Appena arrivati, ci hanno diviso in gruppi di circa 30 alunni, poi hanno avviato tutte le attività.

 

Innanzitutto abbiamo partecipato al Laboratorio del miele a cura dell’Apicultura di Andrea Cufino. Gli elementi principali di questo laboratorio erano le api e il miele:

  • ci hanno fatto vedere le api;
  • hanno spiegato la differenza tra l’ape e la vespa: la vespa non produce miele e la “cera” è molto più scura rispetto a quella delle api;
  • ci hanno spiegato anche che, nell’alveare, le api femmine sono importanti, ecco perché il capo è l’ape regina, l’ape che comanda su tutte le altre;
  • ci hanno anche fatto assaggiare un po’ di miele ed era delizioso (c’era anche la possibilità di comprarne un vasetto).

Dopo questa attività molto “gustosa”, abbiamo assistito allo spettacolo di falconeria, il Laboratorio dei Rapaci a cura della Società Bit Movies.

Abbiamo ammirato il volo di alcuni grandi rapaci: era molto interessante.

Prima di tutto ci hanno fatto delle domande sulla falconeria: chi rispondeva bene poteva ricevere un bonus che consisteva nel far provare a volare uno dei quei rapaci. Alla fine solo due persone hanno potuto provare questa incredibile impresa.

In questo laboratorio abbiamo conosciuto tanti rapaci:

  • falchi che ad ogni segnale volavano da una parte all’altra (i loro occhi erano molto attenti ma il loro punto di forza era l’udito, ecco perché tutti dovevamo restare in silenzio soprattutto quando erano i gufi a volare: di notte, i loro occhi gialli o rossi vedono al buio, ma di giorno percepiscono solo i suoni e i rumori);
  • poiana americana e barbagianni.

Si vedeva che tutti quei rapaci erano ben addestrati da professionisti.

Dopo questi due laboratori, siamo passati alla fase “storica” a cura dell’Associazione di rievocazione storica Historia e abbiamo partecipato a vari laboratori:

  • Laboratorio di Ceramica
  • Laboratorio di Cucina Medievale
  • Laboratorio di Tiro con l’arco storico
  • Laboratorio delle Maglie di ferro.

Per il Laboratorio di Ceramica c’era un tavolo su cui erano poggiati piatti e vasi molto particolari: ci hanno spiegato anche alcune tecniche per decorarli.

Sembrava una specie di “magia”!

C’erano anche dei manufatti in ceramica in versione calamita: tutto era fatto a mano e, nonostante questo, tutto era preciso e creativo. Si poteva acquistare uno degli oggetti.

 

Laboratorio di Cucina 

Medievale: il tavolo era colmo di farina, piante; però c’era anche una cosa particolare cioè la pelle di un animale, l’ermellino. Era marrone e molto soffice.

Anche quest’attività è stata interessante.

Ci hanno spiegato che ai vecchi tempi tutti bevevano il vino che però non conteneva sostanze alcoliche come adesso. Lo bevevano anche i bambini a partire da un anno circa, molto annacquato. Alle nostre domande incredule la guida ha spiegato che a quei tempi l’acqua era molto sporca e piena di batteri, quindi in vino funzionava come una specie di disinfettante. I neonati invece bevevano il latte della mamma.

 

Laboratorio di Tiro con l’arco storico: l’elemento principale di questo laboratorio era l’arco.

Innanzitutto ci hanno spiegato come si usa un arco:

  • come ci si posiziona per tenerlo in mano;
  • come si prende in mano;
  • come si tira;
  • come si può essere precisi nel tiro;
  • come si tira senza essere né deboli né troppo forti.

Tutti volevano provarci, perché era divertente, ma per mancanza di tempo hanno provato solo due di tutti noi.

 

Durante il Laboratorio delle Maglie di ferro ci hanno spiegato che l’usbergaio era un artigiano specializzato nella costruzione di cotte di maglia, che sono delle armature.

Tale tipo di armatura, nel Medioevo chiamata appunto usbergo o cotta di maglia, era costituita da anelli di ferro intrecciati fra loro, che formavano un vero e proprio abito di metallo adattabile alla figura del soldato e che proteggeva il corpo dei combattenti.

Successivamente, a cura dell’associazione culturale “I cavalieri di Bianca Lancia”, c’è stato l’allestimento fedele di un accampamento medievale a cui è seguito un laboratorio degli ossi.

Alle 13:30 c’è stata la pausa pranzo: oltre a mangiare ci siamo anche divertiti moltissimo, alcuni hanno giocato a palla, altri si divertivano in altro modo.

 

 

Faceva un gran caldo, ma tutti erano molto felici.

La pausa è terminata alle 15:30 e poi c’è stata la Cerimonia di Investitura e, a cura dell’Associazione Bianca Lancia, il torneo di cavalleria.

La Cerimonia di Investitura consisteva nel nominare cavaliere un ragazzo ed è stato scelto un alunno di un’altra scuola.

 

In seguito tre cavalieri si sono sfidati in un torneo; ognuno aveva il suo colore: rosso, giallo e verde.

La prima sfida si è tenuta tra il cavaliere rosso e quello verde: c’erano tre prove e chi superava più velocemente il percorso vinceva.

Le tre prove consistevano nell’infilzare una lancia di fieno, nel prendere un cerchio al volo ed infine nell’acchiappare un fazzoletto.

La prima sfida è stata vinta dal cavaliere verde; l’altra sfida si è tenuta tra il cavaliere verde e il cavaliere giallo.

Il vincitore del torneo è stato proprio il cavaliere giallo.

Il torneo è stato molto avvincente e competitivo, noi facevamo il tifo ora per l’uno e ora per l’altro degli sfidanti.

 

Alle ore 17:00 si sono concluse tutte le attività e ci siamo messi in viaggio verso la scuola; siamo arrivati a Corato alle 20.30 circa.

 

Abbiamo davvero vissuto una giornata all’insegna delle emozioni: attraverso i tanti laboratori abbiamo fatto un tuffo nel passato e ci siamo calati nella realtà del Medioevo, abbiamo imparato tanto e di sicuro ripeterei questa esperienza affascinante, imprevedibile e divertente.

Antonella Petrone, classe I C Scuola Santarella, a.s. 2018/19