La via Francigena nella città di Corato

 

Sabato 26 ottobre non è stata una giornata come le altre per gli alunni delle classi 3 D e 3 E che hanno partecipato all’iniziativa promossa dal Comitato per la Via Francigena di Corato. Accompagnati dalle nostre professoresse, noi alunni abbiamo camminato per circa 6 Km, percorrendo la Via Francigena. L’usanza ha le sue origini nel Medioevo, quando il vescovo di Canterbury, appena investito dal papa, percorse a piedi la strada da Roma a Canterbury, tenendo un minuzioso diario di viaggio che ha ispirato altri a percorrere lo stesso cammino. Esso parte convenzionalmente da Canterbury per finire a Gerusalemme. Ancora o ggi sono tanti i pellegrini che, per fede o per avventura, intraprendono tale pellegrinaggio. Il nostro è durato molto meno: dalle 9:10 alle 13 circa.

La prima meta del nostro tragitto è stata la chiesetta di Santa Lucia, dove ci attendevano Don Antonio Maldera e due studenti dell’Istituto professionale “Tandoi” per farci da guida. La chiesa dista pochi chilometri dalla città ed è un piccolo tesoro costruito per far partecipare i contadini alla celebrazione della messa. Oggi molte chiesette rupestri sono cadute in disuso o dimenticate. Non è questo il caso, poiché il Comitato per la Via Francigena sta valorizzando questi luoghi, che sono soste obbligate per pellegrini che si fermano qui a pregare. La chiesa a croce latina, con un transetto accentuato, nasconde un vero capolavoro riportato alla luce grazie a recenti restauri: un affresco cinquecentesco di Santa Lucia vestita di rosso verde e bianco (forse simboleggianti fede speranza e carità) con una palma che, secondo la tradizione, le fu donata da un angelo e con in mano il classico contenitore con i bulbi oculari (essendo lei la protettrice dei non vedenti). Terminata la visita siamo ritornati all’aperto dove abbiamo fatto una piccola pausa per recuperare le energie perse

nel cammino. Quando siamo ripartiti, siamo stati salutati dalle campane  fatte  suonare dal parroco  della Chiesa Mater Gratiae, custode anche di questa piccola perla immersa nel verde.

La tappa successiva è stata molto più vicina alla città ed è stata il convento dove Luisa Piccarreta trascorse parte della sua vita. Il convento si trova tuttora in Via Pirandello ed appartiene all’ordine delle Figlie del Divino Zelo. Dopo essere stati accolti da una suora, ci siamo diretti verso il luogo denominato “Giardino del sole”, dove Luisa andava per godere della luce del sole, che lei riusciva a vedere direttamente per via dell’intima comunione che viveva con Gesù. A gruppi poi ci siamo recati in cappella e, dopo un brevissimo momento di preghiera, ci siamo spostati nella stanza accanto per vedere alcune reliquie della Beata, oltre ai suoi oggetti personali tra i quali alcuni suoi scritti tratti dal suo diario che aveva iniziato a scrivere spinta dal suo confessore Annibale di Francia.

Tappa finale del nostro cammino, la casa dove Luisa trascorse l’ultima parte della sua vita e dove lei accoglieva e dava consigli a chi si affidava a lei.  La casa si trova nella Via a lei dedicata. Ad attenderci c’era la presidente del Comitato per la Via Francigena, che ci ha illustrato la routine quotidiana della Santa, fatta soprattutto di preghiera e lavoro al tombolo. Qui sono stati ritrovati alcuni dei lavori originali di Luisa.

Personalmente consiglio l’esperienza a chiunque, per scoprire tanti aspetti di Corato che spesso ignoriamo o dimentichiamo, aspetti che vanno dal sacro al profano, ma che sono comunque intriganti per conoscere meglio il nostro territorio.

 

Giulio Roselli, classe III D Scuola Santarella, a.s. 2019/20