E’ partito nel primo quadrimestre dell’a.s. 2019\2020 , nelle classi quinte della Scuola Primaria “F. Cifarelli” di Corato, il “Progetto Gaia”,  un programma di educazione alla consapevolezza globale e alla salute psicofisica ideato e sviluppato da un’equipe di docenti, professori universitari, educatori, psicologi e medici dell’associazione di promozione sociale “Villaggio Globale” di Bagni di Lucca.

Il Progetto Gaia, accreditato dal MIUR: il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, approvato e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sostenuto dal Club UNESCO di Lucca è stato già realizzato con eccellenti risultati dal 2013 su oltre 24.000 giovani e adulti in centri, scuole di differenti ordini e ospedali in tutte le venti regioni italiane e adesso è approdato anche nella nostra città!

Si è svolto in un’aula della Scuola Primaria “F. Cifarelli” appositamente predisposta  e ha coinvolto, con alto tasso di gradimento tutti gli alunni delle classi quinte ed i loro insegnanti.

Il “PROGETTO GAIA”,  suddiviso in dodici incontri, organizzati in moduli tematici, ognuno col suo tema e una sua finalità, prevede ad ogni incontro una prima parte, teorica, con  video didattici e film-documentari che hanno come principali argomenti la Terra (Gaia) e la rete della vita, i principi etici delle Nazioni Unite e della Carta della Terra (ONU), le conoscenze scientifiche più recenti sull’unità corpo-mente e una seconda parte, pratica, che prevede delle pratiche di benessere psicofisico e di intelligenza emotiva che sono ritenute competenze essenziali per sviluppare una consapevolezza più idonea ai bisogni e alle sfide di questo momento critico di cambiamento verso una società globalizzata. Infatti, il Progetto ha l’obiettivo di attivare le risorse personali e migliorare la fiducia in se stessi in modo da relazionarsi positivamente con gli altri e con la società in trasformazione.

Il Progetto Gaia trasmette in modo semplice ed efficace delle conoscenze-seme e delle esperienze personali che possono crescere e svilupparsi nel tempo. Le principali conoscenze riguardano la Terra e la situazione globale del nostro pianeta, e come ognuno di noi può contribuire attivamente e creativamente a migliorare la situazione personale e quella globale.

Le conoscenze seme sono: sostenibilità, pace, salute psicofisica, intelligenza emotiva, empatia, diritti umani.

Le esperienze personali  sono basate sull’innovativo Protocollo Mindfulness Psicosomatica  (PMP) che applica le conoscenze derivate dalle neuroscienze con un approccio educativo “integrale” e multidimensionale alla persona (Global Teaching/Learning Approach), che tende a trasmettere le conoscenze non solo a livello mentale-cognitivo, ma interagendo anche con la dimensione emotiva-relazionale e corporea-sensoriale, sviluppando così una comprensione più reale e  completa. Il Progetto Gaia, utilizza dunque le più efficaci pratiche di consapevolezza di sé, di benessere psicofisico e di intelligenza emotiva, per sviluppare le Life Skills, le competenze della vita” raccomandate dall’OMS.

Gli effetti delle pratiche di consapevolezza utilizzate nel Progetto Gaia sono state validate scientificamente da numerose ricerche psicologiche e cliniche internazionali che provano l’efficacia di queste pratiche  per il miglioramento del benessere psicofisico, della stima di sé e anche per il miglioramento dell’attenzione, della concentrazione e del rendimento scolastico dell’empatia e della collaborazione del gruppo classe  ed anche per il miglioramento dei repertori emotivo-comportamentali che sono alla base dei più gravi problemi scolastici, dei giovani, quali: ansia/depressione,  comportamenti aggressivi, iperattività, disattenzione e bullismo , disturbi che l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha definito come le “malattie del nostro tempo”, che generano disagio psicosomatico.

Il Progetto risponde alle necessità educative di una società sempre più globalizzata, espresse nelle direttive dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottato dalle Nazioni Unite, e in particolare negli Obiettivi 3 (Salute Globale), 4 (Educazione di Qualità) e 5 (Eguaglianza di Genere). Queste linee educative internazionali sono presenti anche nel “Nuovo Umanesimo” di Irina Bokova, General Director dell’UNESCO e nelle “Indicazioni Nazionali per il Curriculo dell’Infanzia e del primo ciclo di Istruzione” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che invitano a sviluppare programmi educativi capaci di “fornire strumenti teorici ed esperienziali agli studenti di ogni età al fine di sviluppare competenze che permettano la realizzazione di una società globale”, e a facilitare “L’elaborazione dei saperi necessari per comprendere l’attuale condizione dell’uomo planetario… Premessa  indispensabile per l’esercizio consapevole di una cittadinanza nazionale, europea e planetaria”.

Le basi scientifiche del Protocollo PMP

Il Progetto Gaia, al fine di sviluppare una reale consapevolezza globale, prevede un protocollo articolato in quattro principali aree educative che corrispondono alle principali dimensioni neuro psicologiche umane:

• in giallo la consapevolezza di sé, che corrisponde alla funzione centrale del cervello,

• in rosso la consapevolezza corporea-emotiva del cervello sottocorticale,

• in blu la consapevolezza scientifica dell’emisfero razionale,

• in verde la consapevolezza etica dell’emisfero intuitivo.

La comprensione integrata di queste quattro dimensioni porta a una consapevolezza globale, che integra la dimensione personale con le dimensioni sociali e culturali.

Conclusioni personali

“Personalmente ritengo Gaia un progetto semplice, di una potenza straordinaria. Dopo la formazione presso il Villaggio Globale di Bagni di Lucca, ero sicura della sua efficacia, mi sono “fidata” delle esperienze di altri colleghi lì presenti e di ciò che avevo sperimentato in formazione, ma mai mi sarei aspettata un tale coinvolgimento da parte degli alunni!

Gli alunni sempre più partecipi e “consapevoli” mi hanno ringraziato molte volte, come docente, per avergli dato la possibilità di fare una scuola “diversa” in maniera “diversa” . Organizzare gli incontri del progetto durante le ore di educazione civica o geografia ha ridato persino dignità a queste materie “bistrattate” dai programmi nazionali.

Ogni momento è stato emozionante e pieno di vita, vi ho dedicato molto tempo e attenzione. Gli esercizi che più ci hanno commosso sono stati quelli del pianeta, dei diritti umani, la condivisione e il disegno psicosomatico, divenuto ormai un rito di classe al termine degli incontri del Progetto Gaia.

Oggi i miei alunni usano la parola “consapevolezza” e “respiro”, sono più consapevoli del loro corpo e delle loro emozioni che sanno riconoscere ed esprimere meglio, inoltre i rapporti tra di loro sono migliorati favorendo una piacevole atmosfera nel gruppo classe. Oggi questi bambini hanno preso consapevolezza di essere fondamentali in questo momento epocale di trasformazione verso una società globale più etica, pacifica e sostenibile e, scegliendo di portare più amorevolezza e consapevolezza nella loro vita sanno di poter contribuire al cambiamento dell’intera società globale.

Non posso che ritenermi soddisfatta e ringraziare mille volte la possibilità che Gaia, lo staff del Villaggio Globale mi hanno dato ed inoltre la preside della mia scuola dott.ssa Danila Tempesta e le colleghe delle classi quinte, Angela Addati, Antonella Vlonga, Pina De Palma, Antonella Romano, che hanno creduto nella’efficacia del progetto e in me.”

Chi volesse approfondire i contenuti del PROGETTO GAIA può fare riferimento al seguente sito web: www.progettogaia.eu.

Daniela Stroppolatini

La Scuola Media Santarella si presenta!

Ebbene sì, anche quest’anno è arrivato il momento più atteso, quello in cui la Scuola Santarella mostra a tutti cosa sa fare, o meglio, cosa i suoi alunni sanno fare: l’Open day!!

Il 19 dicembre 2019 si è tenuto l’appuntamento annuale in cui la Santarella fa vedere di che pasta sono fatti i suoi ragazzi e i suoi docenti. E indovinate chi ha seguito i vari laboratori, gli esperimenti, le letture, persino i canti e i balletti??

Ma io! Il vostro inviato speciale, il S@ntarellino!!

Poffarbacco! E sempre a seguire i s@ntarellini, a guardarli dagli schermi dei computer, a fare il tifo per loro, a vederli crescere! Invece per una volta il giornalista sono stato io, finalmente!

E dunque. Ho seguito per voi le imprese dei miei ragazzi, e non avete idea di quanti già ne conoscessi, di quanti già in questi anni avevano scritto sulle mie pagine dei loro pensieri o delle loro esperienze scolastiche!

Questa sera invece si sono cimentati, guidati dai loro insegnanti, in attività varie e sorprendenti, che ho documentato per voi.

Che il nostro viaggio cominci! Molliamo gli ormeggi e salpiamo!

Il nostro viaggio comincia in palestra, dove alle note musicali si mescolano l’emozione dei ragazzi che cantano e suonano e le attese dei genitori di scuola primaria.

I docenti di Musica, prof.ssa Mastrorillo e prof. Cannillo, hanno introdotto brani musicali con testi appartenenti alla tradizione classica natalizia formando due cori, di cui uno anche strumentale, coinvolgendo alunni di tutti i corsi. Anche il prof. Cannillo, tenore, si è esibito in una performance da solista, impreziosita da un piccolo corpo di ballo costituito da alcune alunne.

Uno dei momenti più importanti della serata è stato il discorso della Preside che ha presentato la scuola con le sue peculiarità.

Appena usciti dalla palestra ecco il Laboratorio di Tecnologia dove gli alunni del professor Cimadomo fanno lezione di Coding ai piccoli di scuola primaria. La nostra scuola è proprio innovativa, i piccoli iniziano a stupirsi!

Ma cosa odono le mie orecchie? Sono arrivati i francesi o sbaglio? Ma no, sono gli alunni dei docenti di Francese, il prof. Moretti e la prof.ssa Prete, che si cimentano in una recita in lingua e, meraviglia delle meraviglie, i ragazzi del primo anno di studi dialogano esclusivamente in lingua francese e che intonazione, che pronuncia, come sono disinvolti! (Devo farmi dare lezione da loro!) Subito dopo, tre alunni di terza presentano in francese il nostro Istituto e tutte le attività linguistico-laboratoriali della nostra scuola! Giuro, non ci avrei capito nulla se un’alunna di terza non avesse tradotto in italiano ai piccoli di scuola primaria!

E che dire dell’idea straordinaria delle docenti del Dipartimento di Inglese, prof.sse Ancona, Caccavo e Mangione che, utilizzando un approccio dal carattere ludico-comunicativo, hanno divertito tutti. “Learning by Playing”: il titolo del loro workshop allestito con il fattivo ed entusiastico contributo degli alunni delle seconde classi della scuola che hanno presentato ai piccoli visitatori delle classi quinte delle varie scuole primarie il loro compito di realtà: una serie di  “Board Games”, ovvero di giochi da tavolo, esclusivamente in Lingua Inglese e costruiti interamente da loro. Tanto l’impegno dei nostri bravi alunni e tanto divertimento da parte dei nostri piccoli visitatori che si sono cimentati nei vari giochi con l’ausilio dei ragazzi più grandi. Hanno fatto da cornice a queste attività i bellissimi lapbook su Londra e sul Regno Unito prodotti dagli alunni delle classi prime.

E dopo essermi divertito mi affaccio in un’aula in cui regna la bellezza: un’intera parete allestita con alcuni elaborati grafico-pittorici realizzati dai nostri ragazzi durante l’anno scolastico e la visione al pc di Power Point per l’approfondimento di argomenti di storia dell’arte trattati in classe. E intanto un gruppo di alunni di varie classi disegna o dipinge: sono gli alunni delle prof.sse Di Bisceglie e Montaruli.  Che spettacolo vederli all’opera, concentrati nel loro lavoro, appassionati di arte. Qualcuno all’improvviso mi si avvicina e con sicurezza mi guida, mi mostra le varie attività spiegandone finalità e modalità di svolgimento. È bello vedere i miei “cuccioli” pienamente consapevoli del ruolo assunto, capaci di incuriosire e interessare i visitatori.

Ho ancora negli occhi “Il viandante” con le speranze ed i progetti che i ragazzi di terza gli hanno dato (chissà cosa diventeranno domani questi piccoli uomini e donne?) ed ecco continuando per il corridoio un’aula in cui si fa teatro! Gli alunni della III D hanno messo in scena uno spettacolo teatrale dal titolo “Le avventure di Ulisse”, rivisitando in chiave comica il grande capolavoro di Omero. Ulisse con i suoi simpaticissimi marinai affronta le insidie del viaggio con un pizzico di ironia e tanta allegria incontrando sulla sua strada Polifemo, Eolo, Circe, le Sirene e Calipso personaggi altrettanto divertenti e spiritosi. Due risate fanno sempre bene e ringrazio la prof.ssa Campione Rosa per questo piccolo capolavoro.

Ora vado a trovare le prof.sse che mi hanno inventato in questa nuova veste digitale: le prof.sse Lobascio e Strippoli. All’ingresso della Biblioteca mi colpiscono subito alcuni grandi fogli di carta da pacco. Su uno il titolo: “La parola: un’arma contro il razzismo”, sull’altro ritagli di giornale e poi ancora citazioni e riflessioni dei ragazzi. Qui hanno voglia di farmi riflettere e, in una Biblioteca colorata dalle tante copertine dei nuovi libri ottenuti con “Io leggo perché”, i ragazzi si alternano dinanzi ai due leggii: la voce espressiva e ferma di chi attraverso i libri ha scoperto che il razzismo nasce dall’ignoranza e vuole comunicarlo a tutti.

Ne esco pensieroso: i ragazzi hanno ragione, è la cultura l’unica che può migliorarci!

E sto ancora riflettendo quando mi ritrovo davanti “Il caffè letterario della classe 3^E” della prof.ssa Mastropasqua. Un gruppo classe ricco di allegria, di voglia di imparare e di mettersi in gioco ha proposto ai futuri allievi ‘una degustazione’ di testi per le esigenze più diverse: brani d’autore, riscritture, versi celebri interpretati e reinterpretati in maniera creativa. Il messaggio rivolto a tutti è che si può parlare anche dei Grandi della letteratura in modo piacevole, stando bene insieme, trasformando la magia dei versi e del bello scrivere in cibo dell’anima.

Ho appena finito di degustare un “Semifreddo se fossi” che mi ritrovo nel nostro bel Laboratorio di Scienze dove i ragazzi hanno raccontato il lavoro svolto durante l’anno scolastico con semplici esperimenti che hanno attratto e incuriosito i piccoli della scuola primaria. Particolare attenzione è stata dedicata al concetto di densità e alla dilatazione termica dei corpi da parte delle docenti Amorese e Bovino. Con quali sguardi meravigliati i piccoli osservavano come le sostanze si stratificavano in modo diverso in base alla loro densità. La Scienza, in fondo, è la scoperta dei misteri del creato e, a me che ci capisco poco, sembra quasi magia!

E dopo le Scienze, la Matematica! E che Matematica! È la MATH-LAND degli alunni dei corsi A-C-E-G delle prof.sse Colavito e Fiore che hanno presentato attraverso cartelloni, giochi, lapbook e attività interattive alcuni concetti della Matematica: enti geometrici ed assiomi, la misura, i poligoni e le frazioni. Gli alunni di prima e seconda hanno realizzato gadget relativi agli argomenti che hanno distribuito agli alunni di quinta primaria. Gli alunni di terza invece hanno illustrato i modellini di leve e l’affascinante successione di Fibonacci e come questa si riscontra nella natura.

Finalità del laboratorio, mi spiegano,  è stata la valorizzazione del lavoro collaborativo e la fruibilità della materia attraverso la rappresentazione grafica ed interattiva degli argomenti utilizzando il gioco come valore aggiunto.

Procedo nel corridoio perché, si sa, la Santarella è un quadrato, ed ecco i “Racconti di frontiera”: la rappresentazione teatrale presentata dagli alunni delle classi III C e I F con la prof.ssa Tarricone Maria.

L’idea è nata in seguito alla riflessione sulla tematica sempre attuale delle FRONTIERE e si è sviluppata anche grazie alla presenza in classe prima di alcuni alunni di diversa nazionalità.

La lettura dei libri “Saltafrontiera” di Lucia Tumiati e “Desdemona e Cola Cola, Storia di una gazza affamata, di una colomba infelice e di una luna che voleva un figlio” di Raffaele Nigro ha permesso di approfondire l’argomento e giungere alla conclusione che la FRONTIERA IDEALE è un luogo di scambio, di condivisione e solidarietà, un luogo di integrazione tra diverse culture, linguaggi, colori e musiche.

Poco più in là il Laboratorio di Geostoria e Letteratura dal titolo “La diffusione dell’ulivo nel Mediterraneo – tra Storia, Letteratura e Mito”. Il laboratorio è stato sviluppato dalla classe seconda F, con la guida delle  docenti di Lettere, prof.sse Laganà e Trotta. Mi spiegano che il punto di partenza è stata la poesia, analizzando alcuni testi di importanti autori italiani e internazionali che hanno trovato nell’olio e nell’ulivo la loro ispirazione: da Lamarque a Lorca a D’Annunzio, da Pascoli  a Pirandello. Hanno, poi,  raccolto informazioni e conoscenze relative all’olio e al nostro territorio per poi comporre sia semplici componimenti come acrostici e calligrammi, sia vere e proprie poesie intrecciate con la storia di Corato. Contemporaneamente, hanno realizzato un ricco power point, dove sulle note di “Amara Terra mia” di Domenico Modugno, hanno illustrato le fasi di lavorazione dell’olio, approfondendo l’argomento anche da un punto di vista scientifico.

Incontro, poi, la prof.ssa Piccolomo che mi conduce nell’aula dove si sta svolgendo l’attività dal titolo “Emozioni in gioco”. É un laboratorio di scrittura creativa che ha visto coinvolti gli alunni delle classi 1^A e 1^D, i quali hanno ricercato e ritagliato parole significative ed evocative da quotidiani e riviste e successivamente, con la tecnica del Cut-up, hanno disposto le parole scelte su dei cartoncini in modo tale da creare dei pensieri, dei brevi testi poetici. È stato un lavoro interessante e coinvolgente, una sorta di viaggio dentro se stessi che ha dato loro la possibilità di mettersi in gioco, di conoscersi meglio, di esprimersi mettendo fuori una parte di sé che non sempre, nelle normali attività didattiche, viene fuori. Durante l’open day, sono stati gli stessi alunni a riproporre l’attività del laboratorio ai bambini che con entusiasmo hanno prodotto dei bei lavori che poi hanno portato via.

Un ragazzo, elegante con la sua giacca, mi invita in un altro laboratorio: sono i ragazzi del “servizio d’ordine”.

Procedo e incontro il dolce sorriso della prof.ssa Lombardi che insieme ad alcuni docenti del Dipartimento di Sostegno (prof. D’Imperio, prof.ssa Mangione e prof.ssa Incampo) ha realizzato un laboratorio di manipolazione in cui ciascun alunno ha potuto esprimere la propria creatività realizzando un lavoro finito: un piccolo presepe. Ma io so un segreto e, se siete bravi, ve lo dico: il Docenti di Sostegno, insieme ai loro alunni, hanno anche realizzato il nostro bellissimo presepe!

Anche gli alunni della II E con la prof.ssa Campione Angela si sono “messi in gioco” in un primo momento diventando barzellettieri e cimentandosi in un una gara di barzellette e, in un secondo momento, vestendo i panni di disegnatori di vignette umoristiche e barzellette. La finalità del “mettersi in gioco” è stata perseguita anche dai ragazzi della III F che hanno realizzato un cortometraggio sul bullismo dal titolo “Gli ultimi saranno i primi”. Anche loro “si sono messi in gioco” e si sono cimentati come sceneggiatori, registi, attori e scenografi del cortometraggio. La tematica da loro scelta è quanto mai attuale e vicina al mondo dei ragazzi: il bullismo e il cyberbullismo. Queste attività hanno consentito ai ragazzi di imparare divertendosi, di “mettersi in gioco”, di superare la loro timidezza mostrando intraprendenza e collaborare per la realizzazione di un obiettivo comune.

E così, sono tornato in Palestra che, intanto si è trasformata in un Laboratorio di Cittadinanza: “Cittadini Attivi… in movimento”. Qui si gioca a un gioco vecchio quanto il mondo: il Gioco dell’Oca. Ma si gioca in modo speciale. I ragazzi di seconda e terza B, guidati dalle prof.sse Quinto e Stella hanno reinventato il gioco con quesiti sulla Costituzione ed esercizi ginnici.

Il gioco è stato realizzato utilizzando trenta cerchi colorati e trenta cartelloni arricchiti da disegni, slogan, informazioni sulla Costituzione e gli stessi alunni ne sono le pedine. I numerosi ragazzi di quinta della scuola primaria hanno partecipato con entusiasmo e divertimento tanto da voler ripetere il percorso più volte guidati con attenzione e consapevolezza dai nostri alunni.

Quanta creatività, quanta professionalità e competenza in questi docenti e quanto si sono divertiti gli alunni nel realizzare questo Open Day. Tutta la scuola è stata in fibrillazione per settimane ed ora qualcuno dei ragazzi di terza già piange perché il prossimo anno non ci sarà.

E qui finisce il viaggio avventuroso di questo ricchissimo Open Day 2019.

 

Il vostro capitan S@ntarellino

Questa presentazione richiede JavaScript.