A conclusione di #Ioleggoperché

… e con un nuovo regalo alla nostra Biblioteca si è conclusa l’avventura di #ioleggoperché 2018!

Riepiloghiamo.

La nostra scuola, l’Istituto “Cifarelli-Santarella” di Corato, ha partecipato quest’anno alla seconda edizione del Progetto nazionale #ioleggoperché, un progetto che ha avuto lo scopo di invogliare gli studenti alla lettura, promuovendo anche l’acquisto di libri da parte di coloro che volevano donarli a una biblioteca scolastica, arricchendola e aggiornandola. Il progetto si è svolto dal 21 al 29 ottobre 2017, per un totale di 220.000 libri donati alle biblioteche scolastiche in tutta Italia. 

Gli alunni di tutte le classi della nostra scuola hanno partecipato all’iniziativa in vario modo, ad esempio i ragazzi di terza media hanno avuto il compito, nella libreria di Rosa Olivieri associata alla scuola, di parlare dell’iniziativa con i clienti che entravano in negozio, proponendo loro l’acquisto di un libro da donare alla scuola a loro nome.

Per noi ragazzi di prima media invece, Rossella è stata la nostra guida nel mondo dei libri, intrattenendoci per due ore in libreria, dove abbiamo ascoltato storie e aneddoti legati al mondo dei libri.

Insomma, la Biblioteca della nostra scuola ha ricevuto in dono da genitori, nonni, amici, ben 94 volumi, classificandosi al 16° posto nella graduatoria delle scuole italiane!

Per concludere con i fuochi d’artificio, gli editori hanno deciso di contribuire ulteriormente regalando a tutte le scuole italiane che hanno partecipato all’iniziativa altri 111.000 libri!

La nostra biblioteca ha ricevuto quindi altri 26 libri, che ancor più la arricchiscono!

Nei primi giorni di aprile la nostra “guida” Rossella ci ha portato uno scatolone con questi nuovi e divertenti volumi per ragazzi!

Odio il piccolo principe, di Anna Vivarelli

Il ragazzo che non uccise Hitler, di Michael Morpurgo

Quando gli alieni trovarono casa, di Adam Rex

Insetti e ragni

Wendy Quill, veterinaria imperfetta, di Wendy Meddour

sono alcuni dei titoli dei volumi che abbiamo ricevuto in dono dagli editori!

Questa esperienza è stata molto bella ed entusiasmante perché è riuscita a far crescere il numero dei giovani lettori a vantaggio della passione per i libri e del piacere di avere fra le mani qualcosa che può portare lontano, verso nuove avventure, lasciando libera la nostra fantasia!

Maria Barile,  Daniela Capogna, Flavia Bevilacqua, classe I A, Scuola Santarella, a.s. 2017-18

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OPEN DAY: LA SANTARELLA APRE I BATTENTI

Il 30 Novembre la nostra scuola ha aperto i battenti per l’ “Open day”. Il tutto si è svolto dalle 16:00 alle 19:00 ma è stato frutto di settimane di preparazione in cui tutta la scuola è stata in fibrillazione: alunni, insegnanti, vice preside, preside e collaboratori scolastici. Insomma, l’Istituto Santarella non voleva sfigurare ed è, secondo me, riuscito nell’intento. Quasi tutti gli alunni delle classi seconde e terze erano impegnati nella manifestazione ma non è mancato il sostegno delle classi prime.

Nella palestra interna è stato allestito un Planetario gonfiabile gestito dalla stessa azienda presente alla Fiera del Levante: qui il direttore Pierluigi Catizone ha spiegato a bambini e genitori l’Universo e il suo funzionamento, prestando un ottimo intrattenimento per tutti.

In un angolo della palestra facevano bella mostra di sé i Presepi realizzati dalle classi per partecipare al concorso organizzato dal negozio di telefonia Phonix per raccogliere fondi per la “Casa Famiglia della Mamma” di Corato.

Nell’aula di informatica il professore di tecnologia con alcuni alunni ha dimostrato come si possano realizzare al computer con il software Autocad delle grafiche molto belle, producendo dei biglietti da visita progettati precedentemente in sinergia con la docente di arte ed infine esposti per i ragazzi che visitavano la scuola.

Questi ultimi hanno avuto modo di ascoltare, nell’aula linguistica, gli abili allievi dei docenti di lingue che recitavano “L’infinito” di Giacomo Leopardi in francese e mettevano in scena dialoghi accompagnati da power point realizzati appositamente per l’occasione o tutorial in lingua inglese, frutto del lavoro per competenze attuato già da tempo dai docenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

In un’aula e nel corridoio della scuola, nei pressi del busto di Luigi Santarella, le docenti di storia hanno mostrato ai visitatori ilprodotto del Progetto di Ricerca e Formazione intitolato “La storia: Nuovi Orizzonti”, svolto in collaborazione con l’Università di Bari. È stato possibile visionare documenti storici relativi alla nostra scuola “Santarella”, tra cui registri, pagelle, diplomi, lettere, oggetti scolastici risalenti agli anni ’40, ’50, ’60 e ascoltare le spiegazioni di alcuni alunni di classe terza, mentre si diffondeva un sottofondo musicale anni ’40.  Erano esposti anche cartelloni su Luigi Santarella, illustre ingegnere coratino,  a cui è intitolato il nostro Istituto, ricco di storia e di tradizioni, capace nello stesso tempo di rinnovarsi digitalizzandosi, senza dimenticare le sue origini.

Uno degli “eventi” più importanti della serata è stato il discorso della preside ai genitori, riproposto per due volte nel corso dell’Open day, una presentazione della scuola a cui hanno partecipato decine e decine di persone.

La nostra dirigente ha parlato ai genitori delle attività che si svolgono a scuola e dell’obiettivo comune di lavorare, parallelamente all’orario curriculare, sulla piattaforma online “Edmodo”. Questo incontro è stato allietato da una breve e

significativa rappresentazione teatrale tratta dall’intero spettacolo intitolato “Il Piccolo Principe”, che sarà portato in scena a Gennaio 2018 dal gruppo di alunni partecipanti al “Progetto Teatro”.

Nell’ambito artistico, in laboratorio, gli alunni si sono cimentati in una divertente attività con l’argilla e hanno realizzato dei presepi ed altre creazioni. Questo è un progetto che le insegnanti di sostegno e di arte stanno svolgendo con i ragazzi diversamente abili ed altri ragazzi tutor, con l’obiettivo dell’inclusione.

Non potevano essere dimenticate le materie scientifiche: in laboratorio alcuni alunni della nostra scuola hanno compiuto esperimenti. I bambini che hanno affollato il laboratorio di scienze sono stati affascinati e felici di toccare gli strumenti ed immaginare, perché no, di essere tra gli stessi banchi l’anno successivo.

In tutto questo noi della redazione del S@ntarellino siamo stati orgogliosi di presentare ad adulti e bambini il nostro giornale on line e la Biblioteca. È stato davvero bello poter parlare sia della Biblioteca, il luogo in cui sono custoditi i libri, le “chiavi” che aprono le porte della nostra immaginazione, sia di ciò per cui ci  impegniamo. Parlare del nostro blog ci è servito anche per renderci conto di quanto lavoro abbiamo fatto in questi anni sotto la guida  delle insegnanti responsabili del progetto.

Tutto questo sulle note delle canzoni suonate e cantate, nel laboratorio musicale, dagli alunni, con la guida dei docenti di musica e con l’ausilio di tutti gli strumenti presenti (pianoforte a coda, maracas, tamburi, chitarre,…)

Tirando le somme di questa manifestazione, direi che è andata molto bene, perché anche il “servizio d’ordine” ha funzionato alla perfezione, ma soprattutto perché ogni settore e materia di questa scuola sono stati tirati in ballo, permettendo ai bambini che visitavano l’istituto di cimentarsi in quello per cui più erano portati: dall’arte, alla scienza, dalla manualità, alla musica, dalla storia alle lingue, dalla tecnologia al giornalismo.

Una nota negativa? Non poterci essere l’anno prossimo…

Sabino Cifarelli, classe III C, Scuola Santarella, a.s. 2017/2018

 

 

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 132 libri

“Io leggo perchè” è una grande raccolta di libri a favore delle biblioteche scolastiche. Quest’anno è stata la terza edizione. Grazie all’energia e all’impegno di messaggeri, librai, insegnanti e cittadini di tutta Italia e degli editori che hanno contribuito, nel 2016 sono stati donati alle scuole 124.000 libri, andati ad arricchire il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche.

Sostanzialmente il progetto consiste nel gemellaggio della scuola con una libreria o una cartolibreria, nel nostro caso la cartolibreria “Rosa Olivieri”, che, grazie agli alunni, ha cercato di raccogliere più libri possibili da donare alla biblioteca scolastica dal 21 al 29 Ottobre.

Il nostro Istituto complessivamente è riuscito a comprare 132 libri facendo classificare Rossella Maldera, la referente del progetto, al 9°posto in tutta Italia!

E oggi, è arrivato il fatidico giorno: tutti i nuovi 94 libri destinati alla Santarella sono stati consegnati, pronti ad essere catalogati ed essere subito aggiunti all’archivio della nostra biblioteca.

Il progetto ha previsto delle mattinate in libreria per le classi prime della scuola secondaria o nella biblioteca scolastica per le classi IV e V del Cifarelli, mentre durante tutti i pomeriggi di questa settimana a turno alcuni ragazzi delle terze classi della Santarella si sono trasformati in “promoter” dell’iniziativa e della lettura. E’ stata una splendida staffetta di volontariato culturale che ha visto alternarsi alunni e docenti con grande entusiasmo.

Ci sembra doveroso ringraziare la Dirigente Tempesta Danila che ha creduto nell’iniziativa, la libreria Olivieri Rosa che ci ha permesso di partecipare a questa magnifica attività e di aggiornare la nostra biblioteca aggiungendo molti libri che stimolano i ragazzi alla lettura e trattano temi tipici dell’età adolescenziale, l’Associazione Avanscoperta nella veste di Rossella Maldera e Nella Mastrodonato per le attività mattutine, l’Assessore alla Pubblica Istruzione dott.ssa Zezza per l’attenzione mostrata e soprattutto i tanti concittadini che con cura hanno scelto ed acquistato un libro, o contribuito all’acquisto, e redatto anche la dedica sul frontespizio ma anche tutti coloro, genitori compresi, che hanno creduto nell’iniziativa e ne hanno fatto passaparola. Un grazie speciale alle nostre docenti di lettere che hanno progettato un’iniziativa così bella.

Celestino Di Nunno, classe III D, a.s. 2017/18

#IOLEGGOPERCHE’

http://www.ioleggoperche.it/it/home/

Cari ragazzi,

entro subito in argomento. Vi piace leggere? Sapete cos’è #ioleggoperchè?

Certo che lo sapete, la nostra scuola quest’anno vi ha partecipato!

È un grande progetto nazionale organizzato dall’Associazione Italiana Editori per promuovere e far crescere le biblioteche scolastiche. Un’iniziativa che è già al terzo anno e che consiste nel parlare della nostra passione per la lettura con genitori, zii, nonni, amici dei genitori, degli zii e dei nonni, pure dei bisnonni, e chi più ne ha più parli!

Parlare di cosa? Dell’opportunità di regalare un libro alla nostra Biblioteca scolastica!

Eh già! Regalare un libro a una Biblioteca scolastica: un investimento sul futuro, nostro e di chi frequenterà la scuola dopo di noi!

Ebbene, io ho partecipato assieme a dei miei compagni e ci siamo divertiti tutti.

I clienti della libreria ci hanno regalato una decina di libri e dal mio punto di vista è stato davvero un buon risultato.

Con i miei compagni di classe e la professoressa ci siamo incontrati direttamente in libreria da Rosa Olivieri.

Ci siamo divisi in due gruppi e la simpatica libraia Rossella ci ha dato la spilletta e il cappellino di #ioleggoperché, in modo da far capire agli interessati cosa stessimo facendo.

Ci ha spiegato cosa dovevamo fare e siamo partiti all’arrembaggio!

Il mio trio stava inizialmente nella parte della libreria dove avveniva la scelta del libro da donare, invece gli altri stavano dall’altra parte, per avvicinare i clienti e spiegare loro il progetto. È arrivata per prima una signora, conosciuta sia da mio padre che dalla mia professoressa, e ci ha regalato un libro di Tahar Ben Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia, ci ha scritto una bella dedica ed ha persino accettato di fare una foto da postare su Facebook.

Il secondo libro, Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque, ci è stato regalato da una signora che ha preferito non farsi fotografare ma ci ha scritto una dedica molto bella.

A queste sono seguite tante persone che hanno regalato libri, scritto dediche affettuose e lasciato fotografie.

Io all’inizio ero un po’ impacciata ma poi ci ho preso gusto e quando parlavo ero molto più tranquilla.

Come ho già detto, sono stati donati una decina di libri, tutto per merito nostro!

Ero molto emozionata! Quando abbiamo finito eravamo un po’ stanchi ma eravamo soprattutto contenti di aver contribuito alla crescita della Biblioteca della Santarella! Anche parlare con le persone che non conoscevamo è stata una bella esperienza! Io e i miei compagni ci siamo divertiti e ci siamo sentiti anche un po’ più grandi e più responsabili. Il sorriso in questa serata non è mancato!

Simona Tosti, classe 3^A, Scuola Santarella, a.s. 2017/18

CHE COSA SI NASCONDE IN SOFFITTA?

In una fredda giornata autunnale David, come sempre, aspettava annoiato, sul divano di casa sua, che arrivassero i suoi due migliori amici: Harry e Rebecca.

I tre amici erano vicini di casa in un sobborgo di Londra. In quel quartiere la vita era triste e monotona anche per i ragazzi. Infatti gli adulti non permettevano ai loro figli alcun tipo di attività divertente: i bambini e i ragazzi dovevano essere maturi, saggi e non dovevano pensare al divertimento, non potevano giocare con la fantasia, dovevano solo eseguire gli ordini e le regole.

Iniziò a piovere e David attendeva ancora i suoi amici. Finalmente Harry e Rebecca arrivarono e i tre ragazzi cominciarono a pensare a qualche attività da svolgere, senza infrangere più di tanto le regole. Impresa difficile, perché niente di ciò che era permesso li divertiva!

Dopo tanti ragionamenti decisero di esplorare per la prima volta la soffitta di casa, luogo tanto nascosto quanto affascinante per l’alone di mistero che lo avvolgeva.

Tra ragnatele e strani oggetti appartenenti ai nonni o ai genitori di David, Rebecca, in uno dei polverosi scatoloni, trovò un grande libro illustrato. Che meraviglia! Non ne aveva mai visto uno così!

Harry cominciò a leggerlo ad alta voce: il libro parlava di … magia! Wow! Di draghi, fate, pozioni magiche, avventure straordinarie …

Per tutto il pomeriggio i tre ragazzi si divertirono a mettere in scena le incantevoli storie che leggevano. Avevano finalmente trovato il modo di divertirsi e ogni pomeriggio sarebbe stata la soffitta il loro posto magico, il luogo che li avrebbe fatti evadere dalla monotona realtà.

Fuori continuava a piovere senza sosta, ma d’ora in poi questo non sarebbe stato più importante per loro.

Ivana Marcone, Classe I F, Scuola “Santarella” A.s. 2016/2017

IL LIBRO: UNA STRADA INFINITA

Ti guardo, ti ammiro, ti apro, ti leggo,

sei per me una strada,

sei un amico che mi ascolta,

sei una persona che mi conforta,    

sei il sole che m’illumina,

sei un abbraccio che mi riscalda,

sei il LIBRO, ciò che mi rende felice.

I libri per tutti noi ragazzi dovrebbero essere questo, invece li teniamo impolverati in libreria senza farne alcun uso.

Chissà perchè noi ragazzi di oggi non amiamo sentire il “profumo” di un libro e leggerlo. Non apprezziamo ciò che ci viene donato attraverso la lettura. Secondo me, il libro è una strada e, quando leggi, ti “tuffi” ogni volta in una storia diversa e sempre più emozionante.

La vita è una, ma noi dobbiamo cercare di viverne tante leggendo, perché i libri offrono tante avventure diverse che ci fanno rinascere. “E’ un viaggio per pazienti, un libro!” (Alessandro Baricco).

Il libro è ciò che ti illumina nei momenti bui, è ciò che ti dà una mano nelle difficoltà, è un amico che ti sta accanto, che ti dona tutto sé stesso e non ti chiede nulla in cambio.

Federica Mangione, Scuola “Santarella”  –  Classe I F

 

 

 

L’estate che conobbi il Che: il romanzo sulla Rivoluzione Cubana.

8 gennaio 1959, Fidel Castro sale al governo cubano. Ma non è stato eletto dal popolo. Lui ha scatenato una rivoluzione. Al suo fianco c’è Ernesto Guevara, meglio noto come Che Guevara o semplicemente Il Che. Il Che è una figura a metà tra la storia e il mito per chi ha vissuto in quegli anni. Mentre per noi ragazzi, che siamo cresciuti circa 50 anni dopo la rivoluzione Cubana, il suo nome assomiglia a quello di un contadino. Ma forse il Che ha molto di contadino in lui: un animo gentile e un carattere semplice, insomma si accontenta di quello che ha. Nacque a Rosario, in Argentina, nel 1928, da una dottoressa e un imprenditore.
Tuttavia il libro non ha Che Guevara come protagonista, o meglio, prende il Che come un esempio, o come un protagonista di secondo piano. Il protagonista autentico è Cesare, un ragazzino di 12 anni che vive in Brianza. Stanno per iniziare i mondiali di calcio e Cesare organizza una festa per il suo compleanno che ha come tema i mondiali, per l’appunto. Purtroppo alla festa non si presenta quasi nessuno, solo una decina di ragazzi. Riescono comunque a divertirsi. Cesare scopre, solo a fine giornata, che gli altri non sono andati alla sua festa per via del tagliatore di teste. Purtroppo la sera dello stesso giorno il protagonista scopre qualcosa che lo traumatizza: suo nonno viene portato in ospedale, ma, mentre il nonno è steso nell’ambulanza, Cesare scopre un tatuaggio sulla spalla del nonno, gli sembra Gesù. Il giorno dopo, la madre torna a casa sollevata: “il nonno non ha fatto la fine del tacchino.”
Da allora Cesare corre in Ospedale ogni giorno per visitare il nonno scoprendo che il suo tatuaggio non raffigura Gesù ma Ernesto Guevara, argentino che ha combattuto per la “liberazione” di Cuba. Tuttavia a cercare di ostacolare il racconto del Che ci sarà Suor Giuseppina che rimprovera continuamente il nonno esortandolo a raccontare a Cesare i Vangeli piuttosto che la storia della rivoluzione cubana, ma nonostante tutto si scoprirà che Suor Giuseppina vuole immensamente bene al nonno. In questo modo viene raccontata la storia del Che. Nel libro si narra anche di altri personaggi della rivoluzione cubana come Camilo Cienfuegos, che viene definito il più coraggioso del gruppo, Vaqerito, altro ragazzo pieno di ardore, Fidel Castro e suo fratello Raul, comandanti dell’esercito rivoluzionario. La storia del Che si svolge, quindi, parallelamente a quella di Cesare e della sua famiglia. Tuttavia resta aperto l’interrogativo sul tagliatore di teste che si svelerà solo a metà libro.

Lo stile di narrazione è simile a quello di “Per questo mi chiamo Giovanni” dello stesso autore.
Nel libro sono presenti molti eventi e frasi significative, riporto di seguito quella che mi ha colpito di più: “Si può essere innamorati e rivoluzionari. Anzi, da innamorati si fa ancora meglio la rivoluzione, perché l’amore è la più spietata delle rivoluzioni.”

Autore: Luigi Garlando
Casa Editrice: Rizzoli
Data di uscita del libro: 2015

(Anche questo libro ci è stato donato dall’Associazione per la lettura Giovanni Enriques per aver partecipato al Concorso “Il Giralibro” (http://www.giralibro.it/)

Leonardo Pellecchia, classe III C – a.s. 2016/17

“Mio fratello rincorre i dinosauri”

mio fratello rincorre i dinosauri1“Mio fratello rincorre i dinosauri” è un libro autobiografico scritto da Giacomo Mazzariol e pubblicato nel 2016 dalla casa editrice Einaudi che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima appena arrivato nel pacco dono del “Giralibro“, il Concorso bandito annualmente dall’Associazione per la lettura Giovanni Enriques (http://www.giralibro.it/).

Giacomo è un bambino di soli cinque anni e ha appena ricevuto la notizia che annuncia l’arrivo di un fratellino, è eccitatissimo tanto che sceglie lui il suo nome: Giovanni.

Giovanni nasce e Giacomo scopre che il fratellino tanto atteso è diverso dagli altri, perché è affetto dalla sindrome di Down.

Giacomo all’imiofratellorincorreidinosauri3nterno del libro ripercorre il suo rapporto con Giovanni, ma soprattutto il suo modo di capirlo e vederlo nel corso dei suoi tredici anni di vita.

Questo libro mi è piaciuto e mi ha interessato moltissimo perché ci racconta di una realtà che non è per nulla lontana dalla nostra quotidianità, quella dei disabili, del “diverso” che ci spaventa tutti i giorni.

Il personaggio che mi è piaciuto di più è stato proprio Giovanni perché con la sua ingenuità riesce a portare allegria in tutti gli episodi narrati, ma nonostante ciò mi identifico molto nell’autore, Giacomo.mio fratello rincorre i dinosauri2

Consiglio la lettura di questo libro soprattutto a chi ama osservare la vita da un punto di vista diverso dal proprio e sorprendersi ad ammirarla.

Claudia D’Imperio 3^A a.s. 2016/2017

LA STANZA 13

Questo libro ci è stato donato (insieme ad altri 20 libri) dall’Associazione  per la lettura Giovanni Enriques  grazie al Concorso “Il GiraLibro”, cui partecipiamo ogni anno, e io ho avuto l’occasione di leggerlo in anteprima. Questo libro poi andrà a far parte della Biblioteca d’istituto.

Titolo: La stanza 13

Autore: Robert Swindells

Editore: Mondadori

Genere letterario: Horror

Traduzione: Mariapia Chiodi

TRAMA:

I protagonisti di questo racconto sono degli alunni di scuola, come noi del resto.

Fliss e i suoi amici vanno in gita scolastica a Whitby e tutto sembra procedere come al solito: i ragazzi che fanno chiasso, i professori che tentano di tenerli a bada. Ma Fliss si rende subito conto che l’antico albergo nasconde dei segreti inquietanti (come le aveva detto il suo sogno premonitore) e che la sua compagna Ellie-May è in grave pericolo.

Sarà inutile chiedere aiuto ai professori : Fliss, Lisa, Gary e Trott affronteranno una terrificante avventura con un vampiro, che non potranno raccontare a nessuno!

Secondo me questo libro lascia una grande suspance e ci fa riflettere sul significato dell’amicizia, perché questi quattro ragazzi, pur non essendo molto grandi per vivere complicate avventure, aiutano, nonostante i divieti dei professori,  la loro compagna di classe (tra l’altro molto scorbutica!).

Consiglio questo meraviglioso libro horror a tutti quelli che amano il terrore e il brivido!

BUONA LETTURA!!!

Leone Noemi,  II E – a.s.2016/17

 

LE FIABE SECONDO NOI

Come tutti gli alunni delle classi prime, anche noi alunni della I A ci siamo avvicinati per la prima volta alla magia della Biblioteca di Istituto, esattamente il 13 novembre 2014. Quel pomeriggio tutti noi abbiamo scoperto un nuovo mondo, fatto di tanti libri che rivestivano le pareti della stanza in un caldo abbraccio. Abbiamo conosciuto il Regolamento che disciplina l’utilizzo della Biblioteca e “toccato” i colori dei volumi a noi destinati per il prestito. Un mese, mi raccomando!! Ma no, scherziamo… Si può anche chiedere di tenere il libro ancora per un altro mese, tranquilli! Quel pomeriggio abbiamo giocato a creare delle fiabe servendoci delle cartafiabe che ciascuno dei gruppi aveva in dotazione.fiaba La cosa più strana, che proprio non ci saremmo aspettati, è stata che i gruppi potevano, sì, scambiarsi le cartafiabe, ma solo a patto che il capogruppo donasse a uno dei sei gruppi in cui eravamo suddivisi, la cartafiaba che non serviva al proprio gruppo. Abbiamo capito in questo modo che giocare insieme vuol dire venirsi incontro, collaborare in amicizia. Le fiabe che abbiamo creato non sono state meravigliose, anzi alcune erano proprio sconclusionate!! Ma perché abbiamo faticato un po’ a lavorare con ordine e spirito di collaborazione! Le due ore erano volate! In classe poi abbiamo incollato le sei fiabe su cartoncini colorati e le abbiamo affisse alle pareti della nostra aula, aggiungendo sagome di protagonisti, antagonisti e mezzi magici e il titolo generale del lavoro. Ora una parete dell’aula è una festa di colori!!
Le fiabe secondo la I A sono proprio questo, il ricordo di quel pomeriggio e l’emozione, ora, di andare in biblioteca a scegliere ognuno la storia che in quel momento lo appassiona di più!!!

Classe I A (a.s. 2014/15)