IL MONDO CHE VORREI…

Di certo il mondo che vorrei non è quello di oggi.

Il mio mondo ideale è come un unico corpo in cui ogni uomo sia il centro, il cuore oppure la mente, cioè l’organo più importante e vitale di tutti.

Io immagino un mondo in cui ognuno si interessi, si preoccupi, si prenda cura dell’altro, in cui ci siano amore e armonia e non odio, tristezza o dolore.

Il mondo sarebbe perfetto se ci fossero libertà e rispetto reciproco, legami veri di fratellanza e solidarietà tra tutti i popoli, se ci fossero uguaglianza e giustizia uguale per tutti, se nessuno fosse discriminato per il colore della pelle, per il suo pensiero politico e religioso, per la sua lingua, per le sue condizioni personali, sociali ed economiche.

Ognuno dovrebbe conoscere i propri diritti inviolabili, ma anche adempiere ai propri doveri e soprattutto dovrebbe impegnarsi affinché i diritti di tutti siano riconosciuti e garantiti, i diritti fondamentali come il diritto a soddisfare i propri bisogni primari (alimentarsi, coprirsi), il diritto ad avere una casa, un luogo in cui ripararsi, il diritto allo studio e all’istruzione, il diritto al lavoro e il diritto alla salute.Vorrei un mondo in cui ci sia la pace per tutti, in cui sia bandito l’utilizzo delle armi, in cui nessun popolo faccia guerra ad un altro, proprio perché le risorse ed i beni sono disponibili per tutti, sono distribuiti a tutti in modo giusto ed equilibrato.

Il mio mondo ideale è un mondo in cui non ci siano popoli forti o deboli, popoli superiori o inferiori, popoli dominatori o popoli sottomessi, ma tutti popoli sovrani di Repubbliche democratiche, repubbliche in cui siano rispettate tutte le libertà: libertà di pensiero, di opinione, di stampa, di riunione ed associazione, di religione, di spostamento…

Il mio mondo ideale è un mondo in cui non ci siano violenze, aggressioni a uomini, donne e bambini, in cui non ci siano furti o altre azioni criminali, un mondo in cui nessuno abbia paura dell’altro, ma ognuno possa fidarsi completamente dell’altro. Un mondo unito, senza divisioni, senza barriere e senza frontiere.

Sogno un mondo in cui siamo circondati dal verde, da tante piante rigogliose e da fiori di mille colori che rilasciano mille profumi, un mondo in cui siamo liberi da ogni forma di inquinamento ed ognuno si prenda cura della propria casa, della natura, dell’ambiente, del patrimonio culturale ed artistico. Anche gli animali dovrebbero essere liberi e vivere da selvaggi nel loro habitat naturale.

Infine i diritti e i doveri dei cittadini dovrebbero essere raccolti in una Legge scritta valida per tutti, nota a tutti, una legge non solo italiana, ma mondiale, denominata precisamente Costituzione Mondiale, tradotta in tutte le lingue e presente in ogni famiglia del mondo.

Sono consapevole che il mondo che immagino nei miei sogni sia tanto speciale quanto difficile da realizzare, ma sono convinta che con l’impegno di tutti possa veramente diventare migliore, più giusto e più bello.

Antonella Petrone, classe II C, Scuola “Santarella”, A. s. 2019/2020

EMERGENZA CLIMA: UNA BATTAGLIA DA VINCERE AD OGNI COSTO

“Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta. Richiede, pertanto, la massima cooperazione di tutti i paesi con l’obiettivo di accelerare la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra”.

Questa è la premessa fondamentale dell’Accordo di Parigi sul clima approvato nel corso della Conferenza tenutasi a Parigi nel dicembre 2015. Per poter entrare in vigore nel 2020, l’accordo deve essere ratificato da almeno 55 Stati che rappresentano il 55% delle emissioni mondiali di gas.

Molti Paesi ricchi e potenti, però, rimangono ancora indifferenti e silenziosi di fronte all’emergenza climatica. Paesi come India, Cina e Turchia si pongono addirittura l’obiettivo di aumentare le centrali a carbone che sono molto dannose per l’ambiente.

Proprio per la necessità e l’urgenza di provvedimenti seri e drastici, il 23 settembre 2019 a New York si è tenuto un Summit di Azione sul clima delle Nazioni Unite e la protagonista del vertice è stata Greta Thunberg, la sedicenne attivista ambientalista che ormai da più di un anno combatte instancabilmente per la salvezza del nostro pianeta, per la salvezza della generazione presente e di quella futura.

Lei è molto arrabbiata e delusa, nessuno ascolta ciò che la scienza afferma da anni: la minaccia di cambiamenti climatici porterà presto alla distruzione dell’equilibrio ambientale, bloccherà inevitabilmente lo sviluppo di molti settori come quello dell’agricoltura, causerà la sofferenza e la morte di molte persone, porterà i popoli alla guerra per poter avere  il prezioso “oro blu”, l’acqua.

Greta dà un esempio concreto a tutti, ai giovani e ai ragazzi della nostra età.

Un anno fa, nell’agosto 2018, invece di andare a scuola, protestava da sola di fronte al Parlamento svedese di Stoccolma, con il cartello “Sciopero per il clima” tra le mani.

Con la sua voce, la sua tenacia, la sua determinazione Greta pian piano è riuscita a contagiare tanti giovani che oggi seguono il suo esempio e protestano sulle strade di tutto il mondo. Oggi Greta non è più sola ed è considerata la leader del movimento giovanile #FridaysForFuture, che si batte affinché siano intraprese azioni di governo e di organizzazione internazionale più efficaci nel contenere gli effetti del collasso climatico e dell’estinzione di massa del vivente oggi in corso.

Greta si sente costretta ad agire, dato che le nazioni ricche, i politici al governo che non si impegnano a contrastare il cambiamento climatico. Le sue parole risuonano forti e chiare:

Mi avete rubato i sogni e l’infanzia con le vostre parole vuote. E io sono una delle più fortunate. Le persone stanno soffrendo. Le persone stanno morendo. Interi ecosistemi sono al collasso. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto quello di cui parlate sono i soldi e le favole dell’eterna crescita economica. Come osate?!

Non deve essere solo una preoccupazione di Greta, ma di tutti i giovani, di tutta l’umanità.

Anche il Papa ha lanciato diversi appelli invitando tutti ad assumersi le proprie responsabilità, invitando i politici a “destinare maggiori risorse umane, finanziarie e tecnologiche per limitare gli effetti negativi del cambiamento climatico e aiutare le popolazioni più deboli e vulnerabili che soffrono maggiormente”.

Al Summit del 23 settembre, 66 Stati hanno ascoltato il grido di allarme dei giovani e hanno promesso riduzione dei gas serra, stop all’uso dei combustibili fossili e passaggio ad energie pulite e rinnovabili, entro il 2050. Non deve essere però un impegno “fluido”, ma una gara, una battaglia da vincere a tutti i costi e per il bene di tutti.

È una lotta contro il tempo, una lotta da portare avanti tutti insieme, “uniti ed inarrestabili”, in ogni momento della nostra vita quotidiana.Ciascuno di noi, nel proprio piccolo, con la propria buona volontà, i mezzi a disposizione e le proprie energie può e deve dare il suo contributo, deve far sentire la propria voce e deve essere di esempio per gli altri.

Non tutto è perduto, c’è ancora una speranza, ma dobbiamo correre, molto più velocemente del cambiamento climatico: questa è la sfida che ci aspetta.

Antonella Petrone, classe II C, Scuola “Santarella”, A. s. 2019/2020

 

UN ALBERO PER IL CLIMA, UN ALBERO PER IL NOSTRO FUTURO

Il 21 Novembre è una data importantissima per tutti: ogni anno si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi, esseri viventi indispensabili per la nostra vita, per la nostra sicurezza, per il nostro futuro.

Proprio in occasione di questa ricorrenza, il 19 Novembre 2019, noi alunni della classe 1ᵃ F, con i compagni della classe 1ᵃ B, abbiamo incontrato un maresciallo del Corpo Forestale ed un suo collega che, attraverso la visione di un PPT, ci hanno spiegato l’importanza degli alberi e i loro preziosi benefici.Innanzitutto ci hanno parlato dell’albero tipico del nostro ambiente, la quercia ROVERELLA, che è molto grande e si trova sulle Murge e hanno sottolineato che tutte le piante, per vivere, hanno  bisogno di luce, di acqua e di un ambiente fresco.

Poi hanno illustrato le numerose funzioni dei nostri amici alberi: svolgono una FUNZIONE IDROGEOLOGICA che consiste nel drenare l’acqua ed evitare che il terreno frani; altrettanto importante è la FUNZIONE ECOLOGICA degli alberi che rallentano l’evaporazione dell’acqua e, grazie ai loro processi di respirazione e fotosintesi clorofilliana, assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, contribuendo alla pulizia dell’aria.

Non dobbiamo dimenticare che le foreste sono gli ALLEATI DEL CLIMA, sono i “polmoni” della nostra Terra, infatti purificano l’aria e danno una nuova forza alla nostra gente. Inoltre gli alberi hanno una FUNZIONE PAESAGGISTICA: rendono bello il paesaggio con i loro diversi colori e forme.

In seguito, abbiamo riflettuto sull’inquinamento ambientale e sulla raccolta differenziata che si svolge anche nella nostra città. In particolare la plastica è un grande problema e si deteriora solo dopo decenni, perciò dal 2021 verranno banditi gli oggetti in plastica monouso (come bicchieri, piatti, posate, cannucce, palloncini…), proprio per tutelare l’ecosistema e l’ambiente in cui viviamo. Infatti i nostri rifiuti di plastica giungono al mare sospinti dal vento o trascinati dalle acque dei fiumi o dagli scarichi urbani; le micro particelle di plastica vengono ingerite da alcuni animali marini che a loro volta vengono ingeriti da noi, con gravi danni per la nostra salute.

Noi siamo “ospiti” di questa Terra, quindi dobbiamo rispettarla e proteggerla in ogni occasione.

Se assistiamo ad una violazione nei confronti dell’ambiente, dobbiamo subito telefonare al numero 1515 – Emergenze ambientali oppure al 112 – numero unico europeo di Emergenza – e segnalare ciò che è accaduto all’Arma dei carabinieri.

Nel corso dell’incontro con il Maresciallo la frase che ci ha colpito di più è stata: “Voi siete la generazione futura; ciò vuol dire che ciascuno di noi deve insegnare ai propri figli il rispetto dell’ambiente”.

Rispettare la natura vuol dire SALVAGUARDARE sia il mondo animale sia il mondo vegetale. Bisogna conoscere per reagire: conoscere il territorio, l’ambiente o la città in cui si vive è importante per saper reagire ad episodi di inquinamento.

La festa dell’albero è stata un’occasione per esprimere, attraverso il linguaggio poetico, tutto il nostro affetto per gli amici alberi: ecco alcune delle poesie scritte da noi in loro onore.

E ricordiamo sempre:

Chi pianta un albero, pianta una speranza!

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Alessandro Balducci, Michelangelo De Robertis, Alessandra Mangione, Antonio Zucaro, Scuola “Santarella”, Classe I F, A. s. 2019/2020

FESTA DELL’ALBERO: UN SALTO NELLA STORIA

Ogni anno il 21 novembre celebriamo gli alberi, il loro indispensabile contributo alla vita poiché essi svolgono l’importante funzione di assorbimento di anidride carbonica e di restituzione di ossigeno e di protezione della biodiversità.

Sapete quali sono le origini di questa festa?

Seguiteci nel nostro viaggio e lo scoprirete!

Sin dai tempi più antichi gli alberi sono stati curati, onorati e rispettati per la loro bellezza, per la loro “saggezza”: sono gli esseri viventi più antichi e longevi del pianeta, possono raccontare tante storie e, dietro la loro corteccia ruvida, nascondono tanti segreti a prima vista inaccessibili.

Gli alberi in passato sono stati considerati sacri, al pari degli esseri umani, addirittura come divinità.

Già nel periodo dell’antica Grecia l’albero aveva un ruolo fondamentale, perché erano molto diffusi l’albericoltura e l’impianto di boschi.

Questa usanza arrivò anche nell’antica Roma dove i boschi erano consacrati alle divinità. In epoca romana le “Lucarie” erano la più grande festa silvana: si celebrava il 19 e il 21 luglio in onore degli alberi che erano stati impiantati nei mesi precedenti. Numerosi erano inoltre i numi e i geni tutelari dei boschi e delle selve come Silvano che veniva rappresentato in procinto di collocare a dimora una piantina di cipresso.

Il primo “Arbor Day” fu istituito nel 1872, in Nebraska, con l’intento di dedicare un giorno all’anno alla piantagione di alberi per sensibilizzare le persone in merito al rispetto dell’ambiente.

Nell’anno 1898, lo statista Guido Baccelli, Ministro della Pubblica Istruzione, fece celebrare in Italia la prima Festa dell’albero che fu istituzionalizzata nella Legge Forestale del 1923, con lo scopo di infondere nei giovani l’amore per la natura.

Nel 1992 fu istituita una legge che prevedeva che ogni Comune piantasse un nuovo albero per ogni bambino nato.

Purtroppo essa, adesso, non viene più considerata ed è un vero peccato!

Immaginate quanti alberi avremmo ora! Saremmo veramente ricchi…

Nel 2013, con la Legge n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, è stata istituita dal ministero dell’Ambiente la “Giornata Nazionale degli Alberi” da celebrare il 21 novembre di ogni anno, con l’obiettivo di promuovere la tutela dell’ambiente, la riduzione dell’inquinamento e la valorizzazione degli alberi in città.

Un albero per il clima, #ChangeClimateChange: è lo slogan che quest’anno accompagna la Festa dell’Albero.

L’iniziativa è stata promossa da Legambiente che, dal 21 novembre e per tutto il week end, ha organizzato circa 500 appuntamenti in tutta Italia con la piantumazione di nuovi alberi.

Ha scelto l’area del Vesuvio in Campania per piantumare 300 nuovi alberi (tra lecci, querce, corbezzoli) e risanare la ferita causata dall’incendio boschivo del 2017, che ha devastato oltre tremila ettari del Parco Nazionale del Vesuvio.

Senza gli alberi la vita sulla Terra sarebbe impossibile.

Le specie vegetali infatti ci donano ossigeno, fondamentale per la nostra vita, contribuiscono alla pulizia dell’aria eliminando inquinanti come ozono, ossidi di nitrogeno e biossidi di zolfo, mitigano gli effetti della crisi climatica.

Tutte le scuole italiane che aderiscono all’iniziativa mettono a dimora piccoli alberi nei giardini delle scuole, nei parchi e nelle zone abbandonate. Così avviene anche per il nostro Istituto Comprensivo: nel giardino della scuola “Cifarelli” viene piantato un bellissimo leccio.

Impegniamoci tutti ad avere cura dei nostri alberi, dei nostri boschi, delle nostre foreste!

Sara Brattelli, Lidia Torelli, Scuola “Santarella”, Classe I F, A. s. 2019/2020

E’ partito nel primo quadrimestre dell’a.s. 2019\2020 , nelle classi quinte della Scuola Primaria “F. Cifarelli” di Corato, il “Progetto Gaia”,  un programma di educazione alla consapevolezza globale e alla salute psicofisica ideato e sviluppato da un’equipe di docenti, professori universitari, educatori, psicologi e medici dell’associazione di promozione sociale “Villaggio Globale” di Bagni di Lucca.

Il Progetto Gaia, accreditato dal MIUR: il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, approvato e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sostenuto dal Club UNESCO di Lucca è stato già realizzato con eccellenti risultati dal 2013 su oltre 24.000 giovani e adulti in centri, scuole di differenti ordini e ospedali in tutte le venti regioni italiane e adesso è approdato anche nella nostra città!

Si è svolto in un’aula della Scuola Primaria “F. Cifarelli” appositamente predisposta  e ha coinvolto, con alto tasso di gradimento tutti gli alunni delle classi quinte ed i loro insegnanti.

Il “PROGETTO GAIA”,  suddiviso in dodici incontri, organizzati in moduli tematici, ognuno col suo tema e una sua finalità, prevede ad ogni incontro una prima parte, teorica, con  video didattici e film-documentari che hanno come principali argomenti la Terra (Gaia) e la rete della vita, i principi etici delle Nazioni Unite e della Carta della Terra (ONU), le conoscenze scientifiche più recenti sull’unità corpo-mente e una seconda parte, pratica, che prevede delle pratiche di benessere psicofisico e di intelligenza emotiva che sono ritenute competenze essenziali per sviluppare una consapevolezza più idonea ai bisogni e alle sfide di questo momento critico di cambiamento verso una società globalizzata. Infatti, il Progetto ha l’obiettivo di attivare le risorse personali e migliorare la fiducia in se stessi in modo da relazionarsi positivamente con gli altri e con la società in trasformazione.

Il Progetto Gaia trasmette in modo semplice ed efficace delle conoscenze-seme e delle esperienze personali che possono crescere e svilupparsi nel tempo. Le principali conoscenze riguardano la Terra e la situazione globale del nostro pianeta, e come ognuno di noi può contribuire attivamente e creativamente a migliorare la situazione personale e quella globale.

Le conoscenze seme sono: sostenibilità, pace, salute psicofisica, intelligenza emotiva, empatia, diritti umani.

Le esperienze personali  sono basate sull’innovativo Protocollo Mindfulness Psicosomatica  (PMP) che applica le conoscenze derivate dalle neuroscienze con un approccio educativo “integrale” e multidimensionale alla persona (Global Teaching/Learning Approach), che tende a trasmettere le conoscenze non solo a livello mentale-cognitivo, ma interagendo anche con la dimensione emotiva-relazionale e corporea-sensoriale, sviluppando così una comprensione più reale e  completa. Il Progetto Gaia, utilizza dunque le più efficaci pratiche di consapevolezza di sé, di benessere psicofisico e di intelligenza emotiva, per sviluppare le Life Skills, le competenze della vita” raccomandate dall’OMS.

Gli effetti delle pratiche di consapevolezza utilizzate nel Progetto Gaia sono state validate scientificamente da numerose ricerche psicologiche e cliniche internazionali che provano l’efficacia di queste pratiche  per il miglioramento del benessere psicofisico, della stima di sé e anche per il miglioramento dell’attenzione, della concentrazione e del rendimento scolastico dell’empatia e della collaborazione del gruppo classe  ed anche per il miglioramento dei repertori emotivo-comportamentali che sono alla base dei più gravi problemi scolastici, dei giovani, quali: ansia/depressione,  comportamenti aggressivi, iperattività, disattenzione e bullismo , disturbi che l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha definito come le “malattie del nostro tempo”, che generano disagio psicosomatico.

Il Progetto risponde alle necessità educative di una società sempre più globalizzata, espresse nelle direttive dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottato dalle Nazioni Unite, e in particolare negli Obiettivi 3 (Salute Globale), 4 (Educazione di Qualità) e 5 (Eguaglianza di Genere). Queste linee educative internazionali sono presenti anche nel “Nuovo Umanesimo” di Irina Bokova, General Director dell’UNESCO e nelle “Indicazioni Nazionali per il Curriculo dell’Infanzia e del primo ciclo di Istruzione” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che invitano a sviluppare programmi educativi capaci di “fornire strumenti teorici ed esperienziali agli studenti di ogni età al fine di sviluppare competenze che permettano la realizzazione di una società globale”, e a facilitare “L’elaborazione dei saperi necessari per comprendere l’attuale condizione dell’uomo planetario… Premessa  indispensabile per l’esercizio consapevole di una cittadinanza nazionale, europea e planetaria”.

Le basi scientifiche del Protocollo PMP

Il Progetto Gaia, al fine di sviluppare una reale consapevolezza globale, prevede un protocollo articolato in quattro principali aree educative che corrispondono alle principali dimensioni neuro psicologiche umane:

• in giallo la consapevolezza di sé, che corrisponde alla funzione centrale del cervello,

• in rosso la consapevolezza corporea-emotiva del cervello sottocorticale,

• in blu la consapevolezza scientifica dell’emisfero razionale,

• in verde la consapevolezza etica dell’emisfero intuitivo.

La comprensione integrata di queste quattro dimensioni porta a una consapevolezza globale, che integra la dimensione personale con le dimensioni sociali e culturali.

Conclusioni personali

“Personalmente ritengo Gaia un progetto semplice, di una potenza straordinaria. Dopo la formazione presso il Villaggio Globale di Bagni di Lucca, ero sicura della sua efficacia, mi sono “fidata” delle esperienze di altri colleghi lì presenti e di ciò che avevo sperimentato in formazione, ma mai mi sarei aspettata un tale coinvolgimento da parte degli alunni!

Gli alunni sempre più partecipi e “consapevoli” mi hanno ringraziato molte volte, come docente, per avergli dato la possibilità di fare una scuola “diversa” in maniera “diversa” . Organizzare gli incontri del progetto durante le ore di educazione civica o geografia ha ridato persino dignità a queste materie “bistrattate” dai programmi nazionali.

Ogni momento è stato emozionante e pieno di vita, vi ho dedicato molto tempo e attenzione. Gli esercizi che più ci hanno commosso sono stati quelli del pianeta, dei diritti umani, la condivisione e il disegno psicosomatico, divenuto ormai un rito di classe al termine degli incontri del Progetto Gaia.

Oggi i miei alunni usano la parola “consapevolezza” e “respiro”, sono più consapevoli del loro corpo e delle loro emozioni che sanno riconoscere ed esprimere meglio, inoltre i rapporti tra di loro sono migliorati favorendo una piacevole atmosfera nel gruppo classe. Oggi questi bambini hanno preso consapevolezza di essere fondamentali in questo momento epocale di trasformazione verso una società globale più etica, pacifica e sostenibile e, scegliendo di portare più amorevolezza e consapevolezza nella loro vita sanno di poter contribuire al cambiamento dell’intera società globale.

Non posso che ritenermi soddisfatta e ringraziare mille volte la possibilità che Gaia, lo staff del Villaggio Globale mi hanno dato ed inoltre la preside della mia scuola dott.ssa Danila Tempesta e le colleghe delle classi quinte, Angela Addati, Antonella Vlonga, Pina De Palma, Antonella Romano, che hanno creduto nella’efficacia del progetto e in me.”

Chi volesse approfondire i contenuti del PROGETTO GAIA può fare riferimento al seguente sito web: www.progettogaia.eu.

Daniela Stroppolatini

Cittadini consapevoli

Nei giorni 5 e 7 Novembre alcuni alunni delle classi seconde e terze della Scuola Secondaria di I grado “Luigi Santarella”, accompagnati dalle loro docenti di lettere, si sono recati presso la libreria Sonicart di Corato per un dibattito sul libro ‘’Sei stato tu?’’ di Anna Sarfatti e Gherardo Colombo, ex magistrato italiano.

Moderatore il proprietario Michele Cialdella che ha esordito spiegando il significato della Costituzione, cioè l’insieme delle norme su cui uno Stato si fonda e ci ha raccontato la storia della nostra Costituzione. Nel 1945 l’Italia era uscita dalla tragica esperienza della Seconda Guerra Mondiale e il 2 Giugno del 1946, con un referendum, gli italiani scelsero di passare dalla monarchia alla Repubblica. Però queste votazioni furono diverse dalle precedenti, perché per la prima volta votarono anche le donne. Quello stesso giorno si votò per l’elezione di un’Assemblea costituente incaricata di scrivere una nuova Costituzione, che entrò poi in vigore il 1 gennaio del 1948. Nonostante i diversi partiti su alcuni punti non fossero d’accordo, alla fine, pur di evitare il rischio di tornare alla dittatura, si misero d’impegno per trovare una soluzione condivisa che rispettasse le diverse posizioni.

Tutti i ragazzi presenti all’incontro hanno compreso l’importanza dell’argomento trattato. Infatti, per quanto il nostro Paese goda al momento di un regime altamente democratico fondato su libertà inviolabili, bisogna essere consapevoli che tutto questo è frutto di un lungo e doloroso percorso che ha visto protagonista il popolo italiano, l’Europa e gran parte delle nazioni mondiali.

Troppo spesso l’uomo tende a dimenticare i periodi bui della propria storia e a non apprezzare le libertà e i diritti, considerandoli come dovuti e scontati. Grazie al cammino intrapreso attraverso incontri come questo, ognuno di noi ha potuto iniziare a comprendere quante lotte, anche intestine, abbiamo dovuto affrontare per poter godere di tanti privilegi.

Abbiamo avuto modo di considerare che il popolo italiano ha vissuto in una lunga dittatura e si è imbarcato in una guerra mondiale schierandosi in difesa di principi che devono essere considerati odiosi e non condivisibili: la conquista di altre nazioni attraverso la violenza, la limitazione delle libertà fondamentali come quella di parola, di stampa, di riunione, il massacro di milioni di innocenti in nome di inesistenti superiorità di razza.

Queste premesse sono state fondamentali per comprendere l’importanza del lavoro condotto da grandi statisti e liberi pensatori che hanno dovuto elaborare una Carta Costituzionale che garantisse libertà a tutti ma allo stesso tempo fosse un baluardo contro ogni dittatura e ogni repressione.

Per questo motivo il moderatore della serata si è particolarmente soffermato sui primi tre articoli della Costituzione, sottolineando l’importanza dei principi in essi contenuti.

Art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”: l’articolo sottolinea l’importanza del lavoro come uno dei principi fondanti della nostra repubblica, tanto che il problema della disoccupazione è sempre molto sentito. Inoltre ci ricorda che il popolo è libero di esercitare il proprio potere decisionale ma attraverso i soli modi individuati dalla nostra Costituzione, in modo da evitare il sorgere di altri regimi totalitari.

Art. 2 “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”: grazie a questo articolo abbiamo riflettuto sulla necessità di diritti e di doveri all’interno della comunità. I diritti sono inviolabili, per cui una persona è libera di parlare, di scrivere, di esprimere le proprie opinioni senza che nessuno possa impedirglielo. I doveri esigono un comportamento a cui bisogna attenersi e che non può essere violato, in modo da poter vivere in armonia.

Art. 3. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”: lo Stato deve impedire che vi siano discriminazioni e garantire l’uguaglianza formale e sostanziale di tutti i cittadini.

Infine, abbiamo avuto modo di sentirci parte del nostro Stato quando il moderatore ci ha invitati, in una sorta di gioco ideale, a scrivere una nuova norma da aggiungere alla Costituzione, per poi verificare se già esistesse.

Abbiamo appreso che per poter convivere in modo pacifico e ugualitario le norme e i principi della Costituzione sono fondamentali e che dobbiamo essere consapevoli della loro importanza e della necessità di difenderli nel tempo.

Aurelia Mazzilli, classe II D, Picca Giada,classe III D, Scuola Santarella, a.s. 2019/20

Lettera al futuro sindaco

All’attenzione del signor __________________

probabile futuro sindaco della nostra città

 

Oggetto: Richiesta di attenzione per migliorare la nostra città

 

Egregio signor _____________,

siamo ragazzi della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli – Santarella” e formiamo la redazione del “S@ntarellino”, giornale online del nostro istituto (https://ilsantarellino.wordpress.com/). Le stiamo scrivendo per proporle alcune idee per migliorare la nostra città.

Amorese Claudio

Le proponiamo innanzitutto alcune osservazioni su una problematica a noi vicina: la situazione di degrado della nostra palestra esterna, ormai inagibile dalla nevicata del 2017. Noi alunni da da oltre un anno possiamo utilizzare esclusivamente la pista di atletica e non ci è concesso svolgere attività sportiva sul campo. Questo significa che non possiamo praticare attività sportive quali basket e calcio, pur avendone gli spazi.

Bovino Vito

La nostra scuola, essendo un istituto di epoca fascista, non dispone di un auditorium, a differenza di altre realtà scolastiche cittadine. Pertanto le chiediamo di rendere disponibile con più facilità e meno pratiche burocratiche uno spazio idoneo a tale funzione, quale può essere il teatro o altro luogo simile, affinché i nostri lavori possano essere visibili al pubblico almeno un paio di volte all’anno.

Inoltre, gli edifici scolastici della nostra città necessitano di continui miglioramenti a livello di manutenzione ordinaria, interventi che ormai si rendono indispensabili.

Altro punto per noi importante è l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto ecocompatibile e adatto alla nostra fascia d’età, cosa che ci viene negata dall’inesistenza di una pista ciclabile vera e praticabile in tutta sicurezza nella nostra città. Perciò, anche in questo caso, le proponiamo una seria progettazione, eventualmente utilizzando anche una commissione che si occupi di reperire i fondi a livello europeo, e successiva realizzazione di piste ciclabili che, secondo noi, dovrebbero essere sicure e percorrere l’extramurale, raccordandosi con il centro attraverso gli snodi principali.

D’Introno Pasquale

Bellissimo sarebbe anche avere la possibilità di usufruire di piste ciclabili lungo le strade extraurbane più antiche e meno trafficate che collegano Corato ai paesi limitrofi, in una logica di riscoperta del contatto con la natura.

Da considerare è anche la condizione attuale delle strade, infatti abbiamo notato che queste presentano spesso delle buche. Occorre adoperarsi per la manutenzione ordinaria e in alcuni casi per il rifacimento del manto stradale.

De Benedittis Corrado

Altro punto che ci riguarda è lo sport. Nella nostra fascia d’età lo sport è particolarmente importante per la nostra salute ma non abbiamo strutture adeguate per praticarlo. Per il campo sportivo le chiediamo di avere tra le sue priorità la sua manutenzione ordinaria e di arricchirlo con strutture adatte alla pratica dell’atletica leggera, di rendere accessibile anche la parte posteriore delle tribune e di concludere i lavori lasciati in sospeso per rendere fruibile così anche quella zona, di sostituire le attrezzature posizionate sul campo con nuove (es. ostacoli alti per le siepi), di migliorare il campo anche lì dove si svolgono attività di calcio.

Riguardo alla villa comunale le chiediamo di preoccuparsi dell’agibilità dei giochi per i bambini affinché quello diventi per loro un luogo sicuro in cui divertirsi. Le chiediamo inoltre di ristrutturare il percorso da fare a piedi aggiungendoci delle mattonelle di pietra, di abbellire le aiuole con dei fiori e di realizzare anche un campetto di calcio all’interno della villa, accessibile a tutti i ragazzi.

Lenoci Emanuele

Per l’ospedale bisognerebbe intervenire in modo deciso per evitarne la chiusura e migliorare il servizio di Pronto Soccorso.

Oltre alla manutenzione ordinaria di scuole e strade, le chiediamo di trovare una soluzione per l’elettrodotto, il cavo presente accanto alla villa comunale che, a quanto risulta dagli studi di alcuni medici, è la principale causa di tumori e leucemie su Corato. Pertanto

Loizzo Paolo

forniamo lo spunto per rendere a norma il pericoloso cavo o, se non è possibile, eliminarlo, in modo da ridurre il peso dei tumori nella nostra città. E sicuramente occorre creare un registro dei tumori ed una commissione che se ne occupi.

Le chiediamo inoltre di valorizzare i nostri beni culturali che, per quanto piccoli, possono anche diventare una fonte di ricchezza per il nostro territorio; quindi utilizzare il nostro territorio e ciò che possediamo come fonte di guadagno anche per l’economia comunale. Ecco perché bisogna tutelare ogni nostro bene che parla della nostra storia e qualsiasi forma d’arte che possa in qualche modo stimolare anche il turismo. Attualmente sono presenti vari spazi, come ad esempio l’ex Liceo Classico, che giace in condizioni disastrose, per cui quello spazio è inutilizzabile,quando potrebbe diventare luogo di condivisione della cultura, utile alla piccola società di Corato. Si dovrebbero, inoltre,

Longo Niccolò

di migliorare alcuni luoghi della nostra città, come la Biblioteca comunale, al giorno d’oggi poco funzionale. E magari indicare con appositi cartelli i nomi e l’epoca di costruzione dei palazzi più importanti di Corato.

Se è possibile le chiediamo anche di trovare un modo per far riaprire il Nicotel, dato che era un ottimo centro sportivo con una piscina di livello olimpionico, mentre ora chi vuole praticare nuoto è costretto ad andare in città vicine.

Per la falda acquifera, situata sotto Corato, le chiediamo anche di assicurarsi che sia controllata periodicamente, per la sicurezza di tutti, e di porre delle condizioni per la costruzione di ogni nuovo edificio, affinché si eviti di scavare al di sotto del livello stradale (per l’antico e sempre vero criterio della “bacinella”!), magari di riprendere un vecchio progetto di un nostro famoso antenato, Luigi Santarella, che proponeva di convogliare l’acqua della falda verso le campagne vicine per l’irrigazione, in modo da trasformare il problema in una risorsa.

Mazzilli Cataldo

O perché no, di utilizzare quelle acque per irrigare il verde cittadino e per far funzionare le fontane!

Sarebbe bello rendere Corato una città all’avanguardia a livello ecologico fissando a livello comunale indicazioni precise per le nuove costruzioni e facilitazioni per la ristrutturazione delle vecchie in termini di risparmio energetico ed utilizzo delle energie rinnovabili. Si darebbe così tanto lavoro al settore edilizio e si migliorerebbe la qualità della vita riducendone i costi sul lungo termine.

Inoltre le chiediamo di aggiungere delle aree Wi-Fi libere (funzionanti) soprattutto per noi ragazzi ma anche per le persone più adulte, perché ormai facciamo tutti parte di una “società connessa”, cioè quel tipo di società che ricorre alla tecnologia per svolgere qualsiasi attività.

Mazzilli Massimo

Ci perdoni se le siamo sembrati un po’ prolissi nell’esporre le nostre idee, ma la voglia di dare il nostro contributo a migliorare la nostra città ci ha preso la mano. Le chiediamo di valutare le nostre proposte e magari, chissà, di prenderle in considerazione durante la sua futura amministrazione.

Per ora la salutiamo e la ringraziamo per l’attenzione che ci ha concesso e ci auguriamo di incontrarla in Sala Verde per un’intervista nel prossimo anno scolastico.

Corato, 30 aprile 2019

La Redazione de Il S@ntarellino

Studenti in tv per parlare di bullismo

Una tematica molto sentita in età adolescenziale è sicuramente il bullismo che ultimamente si sta manifestando anche attraverso la rete Internet e l’utilizzo di mezzi elettronici. La diffusione di atti di bullismo e cyberbullismo sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria preoccupa le autorità scolastiche, tanto che ci sono state da parte del ministro dell’istruzione diverse direttive, diverse campagne di sensibilizzazione per prevenire e contrastare tali fenomeni.

Prima di partecipare a questa trasmissione, qualche giorno prima, abbiamo parlato del fenomeno del bullismo sia in classe che durante un incontro che ha coinvolto tutti gli studenti delle classi seconde con il maggiore Francesco Nacca, comandante della Compagnia carabinieri di Trani. L’ufficiale, rispondendo alle nostre domande, ci ha delineato un quadro completo sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, fornendoci informazioni e consigli.

Giovedì 28 Febbraio  noi, come rappresentanti delle classi seconde della Scuola Secondaria di primo grado “Luigi Santarella” di Corato, accompagnati da un’insegnante,  abbiamo  partecipato alla  registrazione di una puntata della trasmissione televisiva Fatti e Misfatti” (il rotocalco settimanale di informazione giornalistica di “Video Italia Puglia” in collaborazione con “La Gazzetta del Mezzogiorno”) per trattare il tema: “Bullismo e Cyberbullismo: una nuova piaga sociale”.

In studio era presente oltre   al conduttore della trasmissione, il giornalista Giampaolo Balsamo, che ci   ha accolto calorosamente facendoci sentire subito a nostro agio, l’ospite della puntata, l’ispettore della Polizia di Stato Gennaro Lanotte, esperto di bullismo e cyberbullismo, e, in collegamento telefonico, il garante regionale dei diritti dei minori, il dottor Abbaticchio.

Prima di salire al piano superiore, nello studio dove abbiamo registrato la puntata, ci è stata data la possibilità di visitare la regia televisiva.

Quello che è stato evidenziato dagli esperti durante la trasmissione è che non bisogna mai tacere la violenza subita, le offese ricevute di persona o tramite i social network e bisogna subito rivolgersi ai genitori e agli insegnanti per informarli dell’accaduto ed eventualmente denunciare presso le autorità competenti.

I soggetti che subiscono atti di bullismo devono essere sostenuti, bisogna creare una rete protettiva intorno a loro, un fronte comune, in modo che non si sentano soli ed abbandonati. Per contrastare bullismo e cyberbullismo e per trovare una soluzione al problema, è necessaria una sinergia fra insegnanti, educatori, genitori e anche tra compagni ed è anche importante capire perché alcuni ragazzi assumano comportamenti da bulli e aiutarli, rieducarli al rispetto reciproco.

Gli stessi genitori devono dedicare più tempo ad ascoltare i propri figli e le loro esigenze, devono dialogare con loro per superare insieme eventuali difficoltà.

L’ispettore Lanotte ha presentato “YOUPOL”, un’interessante e nuova applicazione per smartphone e tablet, diffusa di recente dalle Forze dell’Ordine. Serve per segnalare e denunciare episodi di bullismo e spaccio di droga a cui si assiste ed è possibile anche inviare foto o video che riprendano tali situazioni.

Il dibattito è stato molto interessante e noi ragazzi, sebbene molto emozionati, ci siamo sentiti importanti perché coinvolti in prima persona: abbiamo infatti avuto la possibilità di porre delle domande ed avere delle risposte immediate e significative dal rappresentante delle forze dell’ordine.

Quali sono le forme di bullismo, cosa possono fare i genitori delle vittime affinché essi superino queste difficoltà, come riconoscere un atto di bullismo: ecco alcune delle domande più significative che abbiamo posto nel corso della trasmissione.

Al termine della registrazione, il rappresentante delle forze dell’ordine ci ha dato ulteriori consigli e ci ha parlato, a telecamere spente, dei pericoli del bullismo e della necessità di parlare sempre con adulti, insegnanti, genitori, educatori se si è vittime o testimoni di aggressioni fisiche e verbali nell’ambito scolastico. “Bisogna allontanare il bullo e chiedere aiuto ad una persona adulta che vi può aiutare. Mai restare in silenzio!”. Questo il prezioso consiglio a noi rivelato.

LA NOSTRA PRIMA ESPERIENZA IN TELEVISIONE

E’ un’esperienza che sicuramente non dimenticherò quando ripenserò agli anni vissuti alle scuole medie. Mi sono sentita gratificata di essere stata scelta per rappresentare la mia classe in questa trasmissione. Il giorno prima ho posto tanta attenzione al modo con cui mi sarei dovuta rivolgere all’esperto, con la consapevolezza di dover essere chiare e diretta.

Il giorno della registrazione ero molto entusiasta ma nello stesso tempo agitata, perché se da un lato c’era l’emozione di essere stata scelta, dall’altra temevo di far brutta figura a causa dell’ansia. Tutti questi miei stati d’animo sono svaniti una volta che siamo arrivati in sede, perché la curiosità di ascoltare le risposte ai nostri interrogativi ha preso il sopravvento su tutte le altre emozioni.

Questa esperienza mi ha insegnato che non bisogna rimanere indifferenti di fronte ad episodi di bullismo, ma bisogna avere il coraggio di denunciare e parlarne con gli adulti, perché da queste situazioni si può uscire solo grazie all’aiuto degli altri.

Daniela Capogna, classe II A

 

Sicuramente stare in uno studio televisivo è stato stimolante e particolare, per le tante novità come il dover guardare sempre verso la telecamera, anziché verso chi parla. Ma dopo qualche minuto mi sono subito sentita a mio agio e ho partecipato con grande interesse alla discussione. Essere  stata in Tv è stato per me davvero bello e mi ha fatto sentire più grande e in grado di parlare in pubblico e di stare di fronte alle telecamere. Nello stesso tempo è stato importante riflettere ancora una volta su un tema così attuale come quello del bullismo e scoprire alcuni aspetti che non conoscevo grazie alle risposte dell’esperto e al confronto con gli altri.

Lucrezia  Delfino,  classe II B

 

Una delle cose che sicuramente mi rimarrà impressa di questo anno scolastico è l’esperienza fatta negli studi televisivi della trasmissione “Fatti e Misfatti”: per un giorno mi sono  sentita una giovane giornalista.  Naturalmente sentire le telecamere puntate su di me incuteva una certa paura e soggezione. Mi ricordo in particolare il momento in cui il giornalista pronunciò la frase “Siamo in onda tra tre, due, uno…”

Aspettavo con ansia il mio turno per rivolgere una domanda all’Ispettore di Polizia Lanotte e speravo di non bloccarmi e fare una brutta figura. Per fortuna, invece, me la sono cavata e mi sono sentita più sollevata.

A fine trasmissione abbiamo condiviso tra di noi le nostre emozioni ed eravamo tutti felici ed eccitati!

Grazie alle conoscenze apprese anche in questo incontro credo che noi ragazzi ora siamo più consapevoli, maturi, capaci di individuare e contrastare eventuali atti di bullismo, più pronti ad aiutare e sostenere qualche nostro compagno che potrebbe trovarsi in difficoltà.

Asia  Scaringella, classe II C

 

Grandissima fu la mia emozione quando la mia professoressa di italiano mi comunicò che tra i sei prescelti c’ero anche io.  Ma, con il trascorrere delle ore, l’emozione fu presto sostituita dall’ansia che mi assalì quando arrivò il giorno in cui ci recammo negli studi televisivi di “Video Italia” per la registrazione della puntata.  “E se mi dovessi dimenticare la domanda???”… era la mia più grande preoccupazione, che mi accompagnò lungo il tragitto da scuola alla sede dell’emittente televisiva, preoccupazione che si accresceva man mano che la distanza del tragitto diminuiva.

Entrati poi nello studio, fui colpita dalla presenza di diverse telecamere e dei riflettori accesi. Mi parve strano vedere sul piccolo schermo la mia immagine.

Era arrivato il momento di iniziare, e, dopo la prova dei microfoni, ebbe inizio il countdown vero e proprio accompagnato dalla musica della sigla che mi suscitò più ansia di quanto mi aspettassi. Dopo la musichetta e dopo il via del regista Ruggiero Piombino, una spia rossa si accese sulla telecamera e capii che da quel momento in poi dovevo fissare quella telecamera che era puntata su di me. Sembrava un buco nero e, con pazienza e trepidazione, attesi il momento in cui dovevo parlare.

Ricordo perfettamente… erano le 11.50 quando stavo per avvicinare il microfono alla bocca per rivolgere la domanda al dott. Ludovico Abbaticchio, garante regionale dei diritti dei minori, in collegamento telefonico. Le ultime parole del conduttore che sentii furono “ADESSO C’E’ UNA DOMANDA DA PARTE DI UNA STUDENTESSA CHE VUOLE SENTIRE LA SUA OPINIONE” e, come in tutti i momenti ansiosi, ebbi la sensazione di aver dimenticato tutto e perso la memoria. Poi, però, avvicinai il microfono alla bocca e, dopo tanti lunghi piccoli istanti, lo passai alla mia compagna e un macigno “si sollevò” dalla mia mente. Sapevo che ora dovevo solo guardare quel “buco nero” e potermi godere la conclusione della registrazione.

“Abbiamo finito”, disse all’improvviso il conduttore. Ecco cosa mi fece rendere conto che in fondo non era tanto difficile fare l’ospite in una trasmissione televisiva. Tutta l’ansia che avevo all’inizio era stata davvero troppa. Quasi quasi, però, avrei voluto rivivere quell’oretta… sapendo però cosa mi aspettava!!!

Aurora Balsamo, II D

 

Quella mattina ero molto agitato. Il mio cuore batteva velocissimo. Le gambe mi tremavano. Provavo una sensazione di felicità e paura al tempo stesso.   Discutere in uno studio televisivo su un problema noto a noi giovani come il bullismo mi spaventava. Una volta arrivati, dopo aver osservato con occhi sbalorditi tutte le attrezzature necessarie per registrare, eravamo pronti a girare.

3,2,1… l’intervista iniziò!

Finite le riprese un grande sorriso comparve sul mio volto: dopo un primo momento di ansia, ero riuscito a rilassarmi concentrandomi sulle parole del nostro interlocutore.

Nicolò Calvi, II E

 

Prima di iniziare la ripresa ero molto ansioso: non sapevo il luogo, dove noi ci saremmo dovuti recare, non sapevo cosa fare e altri pensieri di questo tipo si riproducevano nella mia mente: “E se dimentico ciò che devo dire? E se lo dico male?”

Ad interrompere la mia immaginazione fu il giornalista che conduce il programma “Fatti e Misfatti” che ci accolse e ci accompagnò nello studio, dove noi avremmo dovuto registrare la puntata del programma televisivo: un luogo accogliente e molto raffinato. Tutto quello che noi dovevamo fare era guardare una delle tre  telecamere quando una lucina rossa si illuminava perché significava che la telecamera stava riprendendo.  Iniziata la ripresa, all’improvviso mi sentii più calmo e tranquillo e quando arrivò il mio turno posi la domanda con tono deciso e chiaro.  Non mi resi conto del passare del tempo fino a quando le telecamere si spensero: l’orologio  segnava le 11.10.

Non scorderò mai questa uscita perché mi ha permesso di realizzare il sogno di  partecipare ad un programma televisivo e mi ha fatto capire che non bisogna mai rimanere indifferenti dinanzi ad un episodio di bullismo, perché rimanere indifferenti significa essere complici.

Daniele Perrone,  II F

 

Gli alunni Daniela Capogna II A, Lucrezia Delfino II B, Asia Scaringella II C, Aurora Balsamo II D, Nicolò Calvi II E, Daniele Perrone II F, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Alla Santarella si parla di bullismo e cyberbullismo

Anche quest’anno all’Istituto Comprensivo “L. Santarella” gli alunni delle classi seconde hanno discusso di bullismo e cyberbullismo. Per questo i docenti e la Dirigente scolastica hanno pensato di invitare a scuola le forze dell’ordine, per chiedere loro di parlarci del fenomeno, dandoci magari qualche consiglio.

Il 24 febbraio di quest’anno è venuto a trovarci il maresciallo Francesco Nacca, Comandante della Compagnia Carabinieri di Trani.

Prima delle nostre domande ha spiegato l’importanza della tutela della nostra privacy, del corretto utilizzo dei social media e soprattutto del saper preservare la propria persona.

Il bullismo è una forma fisica e psicologica di violenza dove un individuo viene sottoposto a umiliazioni e maltrattamenti.

Il cyberbullismo è una forma diversa e ancora più pericolosa del bullismo, in cui il bullo usa lo schermo del proprio pc per far del male, offendendo, facendo girare video e foto della persona presa di mira, certo di non poter essere scoperto.

E invece non è così!

La Polizia Postale può usare una serie di sistemi per smascherare chi si nasconde dietro nick name inoffensivi e profili amichevoli e simpatici…

Una delle tante domande poste al maresciallo è stata di una nostra compagna di classe, che ha chiesto se una ragazza vittima di abusi può essere certa di essere aiutata dalle forze dell’ordine, se può fidarsi nel caso di una sua denuncia di abuso.

Il Comandante Nacca ha risposto che non solo può e deve fidarsi ma ci ha spiegato anche cosa accade quando arriva una denuncia di abusi, quali protezioni scattano immediatamente per tutelare la vittima a tutti i livelli.

Il consiglio più importante che ci ha dato è stato soprattutto uno: parlare!

Parlare con i genitori, parlare con i docenti, parlare con le persone care a cui siamo affidati, per tessere insieme una rete di amicizia e di protezione intorno a noi, in modo da non essere mai da soli a vivere le situazioni spiacevoli che potrebbero accadere.

È stato un incontro molto importante per tutti noi alunni, un’occasione di discussione e di riflessione su un tema che purtroppo riguarda noi ragazzi.

Eravamo tutti in silenzio, ci sono state moltissime domande e ci siamo sentiti tutti più uniti nella volontà di combattere contro questi terribili fenomeni!

Maria Barile, Flavia Bevilacqua, Daniela Capogna, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

 

 

 

PROFUGHI DI LIBERTÀ

Sulla Terra vivono circa 7 miliardi di persone, un mix di culture e tradizioni che rendono il nostro pianeta ricco di diversità. Nella storia si sono verificati alcuni eventi che hanno avuto conseguenze negative sulla popolazione mondiale. 

Una delle conseguenze è l’arrivo di persone di culture e usanze diverse che partono dal proprio Paese in cerca di “UNA VITA MIGLIORE”. Questo fenomeno è chiamato “migrazione” e riguarda principalmente i Paesi in via di sviluppo, causato da svariate ragioni come: conflitti interni, crisi economiche, mancanza di lavoro, persecuzioni religiose, disastri naturali, ragioni politiche e ragioni d’istruzione. Questo fenomeno ha radici molto remote: infatti sin dagli albori, gli uomini si spostavano da un continente all’altro in cerca di viveri e animali da cacciare. 

Nel corso dei secoli, le migrazioni si sono sempre più intensificate. In Italia i fenomeni migratori si svilupparono sin dai primi anni del 1900 dove con la prima guerra mondiale ormai alle porte, molti connazionali decisero di lasciare questo Paese che offriva poche opportunità economiche e sociali. La stessa cosa successe nel secondo dopoguerra, quando l’Europa, dilaniata dal conflitto, iniziò a spopolarsi a causa dei civili che, spinti dalle carestie e dalla crisi economica, si spostarono verso nazioni meno danneggiate dal secondo conflitto mondiale come gli U.S.A. o alcuni Paesi dell’America latina. Ai nostri giorni alcune popolazioni africane, ferite dalla guerra civile tra Stato e milizie estremiste come ISIS, scappano dalle proprie nazioni verso l’Europa via mare con barconi malandati con i quali solcano le acque del Mediterraneo. I continui flussi migratori però, sono stati argomento di discussione tra i politici.

Ma un emigrato straniero, può assumere la cittadinanza Italiana? 

A riguardo sono state create delle leggi che affermano che un emigrato straniero proveniente da un Paese fuori Europa per assumere la cittadinanza Italiana e godere dei suoi privilegi deve rimanere nel territorio Italico per almeno 10 anni. Mentre gli immigrati europei devono permanere in Italia per 3 anni.  La nostra Costituzione approva una norma chiamata “IUS SANGUIS” la quale afferma che per diventare cittadino di un determinato Stato, bisogna nascere da genitori che hanno la cittadinanza di quello Stato in questione.  

“Si parla di razzismo perché c’è molta non conoscenza dell’altro, bisogna abbattere i muri o aumentano le differenze. L’immigrazione è una ricchezza” Cécile Kyenge.

 

Sciscioli Matteo 3D, Tota Angelo 2E, Mastrototaro Davide 3C.