Corato in bicicletta

Corato, la nostra bella città, è piena di strade, palazzi, monumenti che ricordano una storia ricca di tradizioni, di cultura, di avvenimenti realmente accaduti, ma anche di miti e di leggende, frutto della fantasia popolare. Accogliendo l’invito della docente di italiano che ci chiedeva di descrivere la nostra città, abbiamo voluto realizzare questo video proprio con l’intento di far conoscere Corato a coloro che ancora non l’hanno visitata o che non ne conoscono bene l’enorme patrimonio artistico, culturale e folkloristico. Lo abbiamo fatto in maniera diversa e divertente…

Detto questo, auguriamo ai lettori buona visione!!!

Altamura Giulia, Fiore Simona, Cusmai Domenico, Piccarreta Davide, Aldo Tota

Classe I D  Scuola Santarella” – a.s. 2019/20

Viaggio a Corato Storia di cultura e tradizioni

Nella splendida Italia, nel cuore della meravigliosa Puglia, tra l’altopiano delle Murge, a due passi dal Castel del Monte, c’è un posto dove cultura e tradizione si incontrano per dare spazio a profumi, sapori e storia che insieme si fondono creando emozioni tali da essere ricordate per sempre….CORATO.

Michela Masciavè, Antonio Malcangi, Giuseppe Papagno

Classe I D Scuola Santarella – a.s. 2019/20

INTERVISTA Al DIRETTORE DELLO STRADONE: CLAUDIO ROCCO La prima regola del giornalista è non parlare di sé

Il 12 maggio in videoconferenza su Zoom, la redazione del S@ntarellino ha intervistato e ascoltato con piacere gli insegnamenti del direttore del bimestrale coratino “Lo Stradone”, il professor Claudio Rocco.

Il professor Claudio Rocco ci rammenta che la notizia non esiste, la notizia la si crea, è la persona stessa osservandola che crea la notizia, qui sta il lavoro del giornalista, dice, nel saper osservare. Il lavoro del giornalista, infatti, non è scrivere ciò che piace ma osservare ciò che ci circonda e saper notare i dettagli, perché a volte il problema è vedere, perché ci sono tante cose che non vediamo. Non le notiamo perché le diamo per scontate, tuttavia le domande che ci possiamo porre sono infinite quanto la nostra curiosità nel vedere anche un piccolo oggetto che ci è attorno. In questo caso la fonte del giornalismo è primaria. La seconda fonte corrisponde ad un’intervista a un testimone. Per far diventare un’intervista una notizia serve anche che queste fonti secondarie siano veritiere poiché un giornalista parla ad un vasto pubblico e si deve assicurare di parlare solo e soltanto del vero.

Un giornalista non deve parlare di sé, deve rinunciare a parlare di sé, un giornalista deve saper parlare di nomi ed evitare di inserire aggettivi, gli aggettivi infatti nella stesura di un articolo vanno eliminati. E deve saper parlare della notizia escludendo se stessi poiché la propria personalità emergerà dal modo in cui l’articolo è stato scritto.

Il giornalista scrive l’articolo dividendolo in set: cosa, quando, dove, come e chi e cioè le 5 W del giornalismo inglese. In alcuni articoli serve il background, ossia una sorta di riepilogo di quanto accaduto in precedenza.

Una notizia è interessante quando parla delle proprie esperienze, poiché documenta qualcosa di cui si ha conoscenza diretta. Un giornalista non deve temere di parlare di cose piccole perché queste saranno originali e deve rammentare a se stesso che non si deve parlare sempre di parole e concetti macroscopici ma di piccole cose utili che uno osserva e documenta individualmente perché se documentiamo ciò che vediamo anche un piccolo dettaglio ci rende esperti del dettaglio in questione.

Claudio Rocco da giovane mentre studiava progettava delle riviste e cosi all’Università per caso un professore osservando le sue riviste, create con gli amici, gli chiese di partecipare a un concorso che gli ha permesso di diventare un giornalista. Fondatore e presidente di Controradio 1980, radio libera di Urbino, giornalista dal 1988, redattore del “Messaggero” ora insegna Lettere presso l’I.T.E.T. “Padre A.M. Tannoia” di Corato e dirige “Lo Stradone”, storico periodico coratino.

Giorgia D’Introno, classe III B, “Santarella, a.s. 2019/20

IL VIRUS CHE NON SCONFIGGE LE TRADIZIONI

Il Coronavirus continua a colpire la nostra Terra, segnando profondamente le nostre vite. Le statistiche dicono che il tutto si risolverà a giugno-luglio. Nessuno si arrende davanti a questa pandemia, nonostante gli 8 casi positivi, nella mia cittadina tutti sperano di uscirne presto. Certo ci sono dei trasgressori che continuano ad assumere comportamenti poco rispettosi, nonostante le direttive del Governo. Fortunatamente i controlli sono tanti e le trasgressioni vengono punite.

Corato, nonostante tutto, coltiva tradizioni molto antiche ma attualissime anche ai tempi del Coronavirus. Ci troviamo adesso nella Settimana Santa e le tradizioni continuano a segnare la nostra città. Una Settimana Santa un po’ “speciale”, insolita, senza processioni. La processione dei Misteri ricorda una tradizione nata 400 anni fa che è stata interrotta solo durante le epidemie. Questo periodo ci fa ricordare la grande peste del 1656-1657, che purtroppo portò un numero elevatissimo di vittime. La Settimana Santa della Pasqua 2020 si sta svolgendo a distanza grazie al lavoro attivo di tutte le reti di telecomunicazione che stanno dando in diretta i momenti di preghiera dalle varie parrocchie. Così la Chiesa “entra” nelle case di tutti. Dai balconi si intravedono i drappi bianchi con un segno di lutto, durante la giornata del Venerdì Santo; tutto come da tradizione anche se in condizioni diverse.

Non secondario l’aspetto culinario… basta scorrere gli “stati” di WhatsApp per visionare i dolci pasquali tipici coratini. Fino allo scorso anno erano preparati insieme da nonne, zie e mamme con l’aiuto dei nipoti. In quest’anno speciale le famiglie, che un tempo a Pasqua erano tutte unite per fare le “r scartcidd” insieme, sono costrette a prepararle da sole, cosa molto rara per una città come Corato che tiene a stare in famiglia, specialmente durante le festività. “R scartcidd” (le scarcelle) è, infatti,  un dolce tipico, formato da un biscotto cotto in forno dalle forme più svariate (colomba, campana, coniglio) decorato poi con una glassa “u sclepp”, delle codette colorate e un ovetto di cioccolato.

Il virus può far paura, costringerci a stare a casa ma mai riuscirà a toglierci la voglia di vivere la Pasqua, con le nostre tradizioni e i nostri affetti anche a distanza. Uniti ce la faremo!

ANTONIO STRIPPOLI, classe II F, “Santarella”, a.s. 2019/20

UN ALBERO PER IL CLIMA, UN ALBERO PER IL NOSTRO FUTURO

Il 21 Novembre è una data importantissima per tutti: ogni anno si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi, esseri viventi indispensabili per la nostra vita, per la nostra sicurezza, per il nostro futuro.

Proprio in occasione di questa ricorrenza, il 19 Novembre 2019, noi alunni della classe 1ᵃ F, con i compagni della classe 1ᵃ B, abbiamo incontrato un maresciallo del Corpo Forestale ed un suo collega che, attraverso la visione di un PPT, ci hanno spiegato l’importanza degli alberi e i loro preziosi benefici.Innanzitutto ci hanno parlato dell’albero tipico del nostro ambiente, la quercia ROVERELLA, che è molto grande e si trova sulle Murge e hanno sottolineato che tutte le piante, per vivere, hanno  bisogno di luce, di acqua e di un ambiente fresco.

Poi hanno illustrato le numerose funzioni dei nostri amici alberi: svolgono una FUNZIONE IDROGEOLOGICA che consiste nel drenare l’acqua ed evitare che il terreno frani; altrettanto importante è la FUNZIONE ECOLOGICA degli alberi che rallentano l’evaporazione dell’acqua e, grazie ai loro processi di respirazione e fotosintesi clorofilliana, assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, contribuendo alla pulizia dell’aria.

Non dobbiamo dimenticare che le foreste sono gli ALLEATI DEL CLIMA, sono i “polmoni” della nostra Terra, infatti purificano l’aria e danno una nuova forza alla nostra gente. Inoltre gli alberi hanno una FUNZIONE PAESAGGISTICA: rendono bello il paesaggio con i loro diversi colori e forme.

In seguito, abbiamo riflettuto sull’inquinamento ambientale e sulla raccolta differenziata che si svolge anche nella nostra città. In particolare la plastica è un grande problema e si deteriora solo dopo decenni, perciò dal 2021 verranno banditi gli oggetti in plastica monouso (come bicchieri, piatti, posate, cannucce, palloncini…), proprio per tutelare l’ecosistema e l’ambiente in cui viviamo. Infatti i nostri rifiuti di plastica giungono al mare sospinti dal vento o trascinati dalle acque dei fiumi o dagli scarichi urbani; le micro particelle di plastica vengono ingerite da alcuni animali marini che a loro volta vengono ingeriti da noi, con gravi danni per la nostra salute.

Noi siamo “ospiti” di questa Terra, quindi dobbiamo rispettarla e proteggerla in ogni occasione.

Se assistiamo ad una violazione nei confronti dell’ambiente, dobbiamo subito telefonare al numero 1515 – Emergenze ambientali oppure al 112 – numero unico europeo di Emergenza – e segnalare ciò che è accaduto all’Arma dei carabinieri.

Nel corso dell’incontro con il Maresciallo la frase che ci ha colpito di più è stata: “Voi siete la generazione futura; ciò vuol dire che ciascuno di noi deve insegnare ai propri figli il rispetto dell’ambiente”.

Rispettare la natura vuol dire SALVAGUARDARE sia il mondo animale sia il mondo vegetale. Bisogna conoscere per reagire: conoscere il territorio, l’ambiente o la città in cui si vive è importante per saper reagire ad episodi di inquinamento.

La festa dell’albero è stata un’occasione per esprimere, attraverso il linguaggio poetico, tutto il nostro affetto per gli amici alberi: ecco alcune delle poesie scritte da noi in loro onore.

E ricordiamo sempre:

Chi pianta un albero, pianta una speranza!

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Alessandro Balducci, Michelangelo De Robertis, Alessandra Mangione, Antonio Zucaro, Scuola “Santarella”, Classe I F, A. s. 2019/2020

FESTA DELL’ALBERO: UN SALTO NELLA STORIA

Ogni anno il 21 novembre celebriamo gli alberi, il loro indispensabile contributo alla vita poiché essi svolgono l’importante funzione di assorbimento di anidride carbonica e di restituzione di ossigeno e di protezione della biodiversità.

Sapete quali sono le origini di questa festa?

Seguiteci nel nostro viaggio e lo scoprirete!

Sin dai tempi più antichi gli alberi sono stati curati, onorati e rispettati per la loro bellezza, per la loro “saggezza”: sono gli esseri viventi più antichi e longevi del pianeta, possono raccontare tante storie e, dietro la loro corteccia ruvida, nascondono tanti segreti a prima vista inaccessibili.

Gli alberi in passato sono stati considerati sacri, al pari degli esseri umani, addirittura come divinità.

Già nel periodo dell’antica Grecia l’albero aveva un ruolo fondamentale, perché erano molto diffusi l’albericoltura e l’impianto di boschi.

Questa usanza arrivò anche nell’antica Roma dove i boschi erano consacrati alle divinità. In epoca romana le “Lucarie” erano la più grande festa silvana: si celebrava il 19 e il 21 luglio in onore degli alberi che erano stati impiantati nei mesi precedenti. Numerosi erano inoltre i numi e i geni tutelari dei boschi e delle selve come Silvano che veniva rappresentato in procinto di collocare a dimora una piantina di cipresso.

Il primo “Arbor Day” fu istituito nel 1872, in Nebraska, con l’intento di dedicare un giorno all’anno alla piantagione di alberi per sensibilizzare le persone in merito al rispetto dell’ambiente.

Nell’anno 1898, lo statista Guido Baccelli, Ministro della Pubblica Istruzione, fece celebrare in Italia la prima Festa dell’albero che fu istituzionalizzata nella Legge Forestale del 1923, con lo scopo di infondere nei giovani l’amore per la natura.

Nel 1992 fu istituita una legge che prevedeva che ogni Comune piantasse un nuovo albero per ogni bambino nato.

Purtroppo essa, adesso, non viene più considerata ed è un vero peccato!

Immaginate quanti alberi avremmo ora! Saremmo veramente ricchi…

Nel 2013, con la Legge n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, è stata istituita dal ministero dell’Ambiente la “Giornata Nazionale degli Alberi” da celebrare il 21 novembre di ogni anno, con l’obiettivo di promuovere la tutela dell’ambiente, la riduzione dell’inquinamento e la valorizzazione degli alberi in città.

Un albero per il clima, #ChangeClimateChange: è lo slogan che quest’anno accompagna la Festa dell’Albero.

L’iniziativa è stata promossa da Legambiente che, dal 21 novembre e per tutto il week end, ha organizzato circa 500 appuntamenti in tutta Italia con la piantumazione di nuovi alberi.

Ha scelto l’area del Vesuvio in Campania per piantumare 300 nuovi alberi (tra lecci, querce, corbezzoli) e risanare la ferita causata dall’incendio boschivo del 2017, che ha devastato oltre tremila ettari del Parco Nazionale del Vesuvio.

Senza gli alberi la vita sulla Terra sarebbe impossibile.

Le specie vegetali infatti ci donano ossigeno, fondamentale per la nostra vita, contribuiscono alla pulizia dell’aria eliminando inquinanti come ozono, ossidi di nitrogeno e biossidi di zolfo, mitigano gli effetti della crisi climatica.

Tutte le scuole italiane che aderiscono all’iniziativa mettono a dimora piccoli alberi nei giardini delle scuole, nei parchi e nelle zone abbandonate. Così avviene anche per il nostro Istituto Comprensivo: nel giardino della scuola “Cifarelli” viene piantato un bellissimo leccio.

Impegniamoci tutti ad avere cura dei nostri alberi, dei nostri boschi, delle nostre foreste!

Sara Brattelli, Lidia Torelli, Scuola “Santarella”, Classe I F, A. s. 2019/2020

Lettera al futuro sindaco

All’attenzione del signor __________________

probabile futuro sindaco della nostra città

 

Oggetto: Richiesta di attenzione per migliorare la nostra città

 

Egregio signor _____________,

siamo ragazzi della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli – Santarella” e formiamo la redazione del “S@ntarellino”, giornale online del nostro istituto (https://ilsantarellino.wordpress.com/). Le stiamo scrivendo per proporle alcune idee per migliorare la nostra città.

Amorese Claudio

Le proponiamo innanzitutto alcune osservazioni su una problematica a noi vicina: la situazione di degrado della nostra palestra esterna, ormai inagibile dalla nevicata del 2017. Noi alunni da da oltre un anno possiamo utilizzare esclusivamente la pista di atletica e non ci è concesso svolgere attività sportiva sul campo. Questo significa che non possiamo praticare attività sportive quali basket e calcio, pur avendone gli spazi.

Bovino Vito

La nostra scuola, essendo un istituto di epoca fascista, non dispone di un auditorium, a differenza di altre realtà scolastiche cittadine. Pertanto le chiediamo di rendere disponibile con più facilità e meno pratiche burocratiche uno spazio idoneo a tale funzione, quale può essere il teatro o altro luogo simile, affinché i nostri lavori possano essere visibili al pubblico almeno un paio di volte all’anno.

Inoltre, gli edifici scolastici della nostra città necessitano di continui miglioramenti a livello di manutenzione ordinaria, interventi che ormai si rendono indispensabili.

Altro punto per noi importante è l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto ecocompatibile e adatto alla nostra fascia d’età, cosa che ci viene negata dall’inesistenza di una pista ciclabile vera e praticabile in tutta sicurezza nella nostra città. Perciò, anche in questo caso, le proponiamo una seria progettazione, eventualmente utilizzando anche una commissione che si occupi di reperire i fondi a livello europeo, e successiva realizzazione di piste ciclabili che, secondo noi, dovrebbero essere sicure e percorrere l’extramurale, raccordandosi con il centro attraverso gli snodi principali.

D’Introno Pasquale

Bellissimo sarebbe anche avere la possibilità di usufruire di piste ciclabili lungo le strade extraurbane più antiche e meno trafficate che collegano Corato ai paesi limitrofi, in una logica di riscoperta del contatto con la natura.

Da considerare è anche la condizione attuale delle strade, infatti abbiamo notato che queste presentano spesso delle buche. Occorre adoperarsi per la manutenzione ordinaria e in alcuni casi per il rifacimento del manto stradale.

De Benedittis Corrado

Altro punto che ci riguarda è lo sport. Nella nostra fascia d’età lo sport è particolarmente importante per la nostra salute ma non abbiamo strutture adeguate per praticarlo. Per il campo sportivo le chiediamo di avere tra le sue priorità la sua manutenzione ordinaria e di arricchirlo con strutture adatte alla pratica dell’atletica leggera, di rendere accessibile anche la parte posteriore delle tribune e di concludere i lavori lasciati in sospeso per rendere fruibile così anche quella zona, di sostituire le attrezzature posizionate sul campo con nuove (es. ostacoli alti per le siepi), di migliorare il campo anche lì dove si svolgono attività di calcio.

Riguardo alla villa comunale le chiediamo di preoccuparsi dell’agibilità dei giochi per i bambini affinché quello diventi per loro un luogo sicuro in cui divertirsi. Le chiediamo inoltre di ristrutturare il percorso da fare a piedi aggiungendoci delle mattonelle di pietra, di abbellire le aiuole con dei fiori e di realizzare anche un campetto di calcio all’interno della villa, accessibile a tutti i ragazzi.

Lenoci Emanuele

Per l’ospedale bisognerebbe intervenire in modo deciso per evitarne la chiusura e migliorare il servizio di Pronto Soccorso.

Oltre alla manutenzione ordinaria di scuole e strade, le chiediamo di trovare una soluzione per l’elettrodotto, il cavo presente accanto alla villa comunale che, a quanto risulta dagli studi di alcuni medici, è la principale causa di tumori e leucemie su Corato. Pertanto

Loizzo Paolo

forniamo lo spunto per rendere a norma il pericoloso cavo o, se non è possibile, eliminarlo, in modo da ridurre il peso dei tumori nella nostra città. E sicuramente occorre creare un registro dei tumori ed una commissione che se ne occupi.

Le chiediamo inoltre di valorizzare i nostri beni culturali che, per quanto piccoli, possono anche diventare una fonte di ricchezza per il nostro territorio; quindi utilizzare il nostro territorio e ciò che possediamo come fonte di guadagno anche per l’economia comunale. Ecco perché bisogna tutelare ogni nostro bene che parla della nostra storia e qualsiasi forma d’arte che possa in qualche modo stimolare anche il turismo. Attualmente sono presenti vari spazi, come ad esempio l’ex Liceo Classico, che giace in condizioni disastrose, per cui quello spazio è inutilizzabile,quando potrebbe diventare luogo di condivisione della cultura, utile alla piccola società di Corato. Si dovrebbero, inoltre,

Longo Niccolò

di migliorare alcuni luoghi della nostra città, come la Biblioteca comunale, al giorno d’oggi poco funzionale. E magari indicare con appositi cartelli i nomi e l’epoca di costruzione dei palazzi più importanti di Corato.

Se è possibile le chiediamo anche di trovare un modo per far riaprire il Nicotel, dato che era un ottimo centro sportivo con una piscina di livello olimpionico, mentre ora chi vuole praticare nuoto è costretto ad andare in città vicine.

Per la falda acquifera, situata sotto Corato, le chiediamo anche di assicurarsi che sia controllata periodicamente, per la sicurezza di tutti, e di porre delle condizioni per la costruzione di ogni nuovo edificio, affinché si eviti di scavare al di sotto del livello stradale (per l’antico e sempre vero criterio della “bacinella”!), magari di riprendere un vecchio progetto di un nostro famoso antenato, Luigi Santarella, che proponeva di convogliare l’acqua della falda verso le campagne vicine per l’irrigazione, in modo da trasformare il problema in una risorsa.

Mazzilli Cataldo

O perché no, di utilizzare quelle acque per irrigare il verde cittadino e per far funzionare le fontane!

Sarebbe bello rendere Corato una città all’avanguardia a livello ecologico fissando a livello comunale indicazioni precise per le nuove costruzioni e facilitazioni per la ristrutturazione delle vecchie in termini di risparmio energetico ed utilizzo delle energie rinnovabili. Si darebbe così tanto lavoro al settore edilizio e si migliorerebbe la qualità della vita riducendone i costi sul lungo termine.

Inoltre le chiediamo di aggiungere delle aree Wi-Fi libere (funzionanti) soprattutto per noi ragazzi ma anche per le persone più adulte, perché ormai facciamo tutti parte di una “società connessa”, cioè quel tipo di società che ricorre alla tecnologia per svolgere qualsiasi attività.

Mazzilli Massimo

Ci perdoni se le siamo sembrati un po’ prolissi nell’esporre le nostre idee, ma la voglia di dare il nostro contributo a migliorare la nostra città ci ha preso la mano. Le chiediamo di valutare le nostre proposte e magari, chissà, di prenderle in considerazione durante la sua futura amministrazione.

Per ora la salutiamo e la ringraziamo per l’attenzione che ci ha concesso e ci auguriamo di incontrarla in Sala Verde per un’intervista nel prossimo anno scolastico.

Corato, 30 aprile 2019

La Redazione de Il S@ntarellino

PON “DAL LIBRO AL WEB 2”

Quest’anno abbiamo partecipato al PON “Dal libro al web 2”.

Per noi alunni questa esperienza è stata molto significativa, in quanto abbiamo affrontato argomenti innovativi e coinvolgenti.

La presenza dell’esperto e del tutor è stata fondamentale affinché il nostro lavoro fosse svolto correttamente.

Ciò che abbiamo maggiormente apprezzato è stato il modus operandi dei docenti: questi ultimi ci hanno proposto, in laboratorio informatico, delle attività che ci hanno permesso di mettere in gioco le nostre abilità. Inoltre abbiamo svolto lavori in gruppo, in modo da poter condividere le idee e realizzare elaborati diversi e originali.

I docenti si sono mostrati disponibili ad ascoltare e condividere le nostre idee, a guidarci nella loro elaborazione, ci hanno guidato a conoscere le tradizioni del nostro paese ed è stato molto interessante scoprire le nostre radici e il senso di appartenenza attraverso le interviste.

Abbiamo, così, scoperto quanto sia importante la “memoria” che è una pagina di diario ricca di vicende da non dimenticare.

In particolare abbiamo affrontato le tradizioni legate alla festa di Santa Lucia e al “Carnevale Coratino”.

Nel primo caso gli stimoli ci sono pervenuti dall’intervista fatta agli anziani dell’associazione “Vivere in”. Noi ragazzi abbiamo sviluppato alcuni aspetti della festa legata a Santa Lucia in base alle nostre competenze: rappresentazione della” Jò – a – Jò” con disegni, registrazione video, ricerca di informazioni, elaborazione di poesie e slogan, scrittura di testi giornalistici.

Il “Carnevale Coratino” è stato un progetto molto coinvolgente. Abbiamo lavorato in gruppi e le informazioni iniziali ci sono pervenute da una visita alla mostra sul carnevale coratino. L’esperta Maria Simone, socia dell’associazione CICRES, ci ha guidato nella visita della mostra illustrandoci ogni dettaglio.

Interessante è stato anche ascoltare il presidente della Proloco di Corato, Gerardo Strippoli, che ci ha fornito ulteriori informazioni.

In conclusione, noi tutti pensiamo che questo progetto sia stato utile e interessante, abbiamo imparato ad utilizzare meglio i supporti tecnologici e a condividere le nostre idee tra noi alunni scoprendo la bellezza di lavorare in gruppo.

Un ringraziamento alle docenti Campione Rosa (tutor) e Quinto M. Giuseppina (esperto)

Gli alunni del modulo 2 delle classi prime sez. B – D – F

Bove Federica – Bove Francesco – Cacciapaglia Manuela – Caricati Alessia – Carnicella Giuseppe Joshua – Cimadomo Nicole – De Palma Asia – Di Zanni Vito – Falco Federica – Giaconella Angelo – Leone Greta – Maldera Manuela – Mastrodonato Gaetano Diego – Mastrodonato Yoana – Mazzilli Aurelia – Merra Alessandra – Pellegrino Rossella – Petrizzelli Rossella – Rignanese Sara – Scaringi Ivo Niccolò – Scarpa Maura – Scarpa Sara – Sforza Carlo – Strippoli Antonio – Tarricone Pierluigi – Tempesta Aldomariano – Tota Jasmine

NOI CREDIAMO NEI DIRITTI UMANI!!!

Stop! Smettiamo di pensare esclusivamente a noi stessi, smettiamo di pensare che il mondo giri attorno a noi, ormai siamo tutti vittime del nostro egoismo, della nostra indifferenza!

Non ci rendiamo conto di quello che accade al di fuori della nostra dimensione, non riflettiamo mai sul numero preoccupante di persone a cui sono negati i DIRITTI FONDAMENTALI: il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, alla libertà d’espressione.

Io dico stop!

Lunedì 10 dicembre siamo riusciti a liberarci dalla gabbia dell’indifferenza in cui eravamo rinchiusi ed abbiamo fatto sentire la nostra voce in nome di chi, purtroppo, non ha né il coraggio né la possibilità di esprimersi.

Questo è avvenuto grazie alla manifestazione organizzata dall’associazione “Vivere In” in occasione della celebrazione dei settant’anni della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”.

Hanno partecipato numerose scuole di Corato – dalle scuole dell’Infanzia alle Scuole Secondarie di II grado – ed anche il Liceo Scientifico “Riccardo Nuzzi” di Andria.

L’atmosfera allegra e gioiosa che si è creata nel corso della manifestazione ha abbattuto tutti i muri che separavano le diverse scuole ed ha eliminato la competitività: infatti è stato meraviglioso poter condividere una mattinata così importante con ragazzi diversi da noi, sia per la loro età che per il loro atteggiamento.

Per far vedere a tutti quello in cui crediamo, abbiamo “sfilato” per il corso di Corato cantando a squarciagola ed è stato gratificante vedere gli sguardi meravigliati, i sorrisi delle persone che ci applaudivano.

La maggior parte della manifestazione si è svolta in Piazza Cesare Battisti ed è proprio lì che ho percepito la voglia di tutti di combattere insieme per i DIRITTI UMANI.

È intervenuto anche il vicecomandante dei Carabinieri; mi ha colpito molto la frase di Albert Einstein che ha citato nel suo discorso:

“Io sono ‘razzista’, appartengo ad un’unica razza, quella umana.”

Questa manifestazione ci ha insegnato che la parola “coraggio” vuol dire esprimersi, lottare per sé stessi e per gli altri e che, se lo facciamo insieme, tutto è possibile, anche far sbocciare una speranza nel cuore di chi magari l’aveva persa del tutto!

Maria Elena Varesano, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

70° ANNO DELLA “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO”

Il 10 Dicembre, in occasione del settantesimo anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, l’associazione “Vivere In” ha organizzato una manifestazione che ha avuto luogo in piazza Cesare Battisti e lungo il corso della città di Corato. La manifestazione si colloca come prima tappa di un progetto educativo dal titolo “Diritti umani: una legge nel cuore dell’uomo” che coinvolgerà durante tutto l’anno scolastico gran parte delle scuole di Corato insieme a due di Andria.

Nella manifestazione erano coinvolti ragazzi e bambini di tutte le età dalla prima elementare all’ultimo anno delle scuole superiori. Tutti avevano studiato i 30 articoli della Dichiarazione e ogni classe ha realizzato striscioni e cartelloni e preparato canzoni per affermare i concetti di libertà e di uguaglianza.

All’iniziativa ha partecipato la mia scuola “Luigi Santarella”, in particolare la mia classe II C e la classe II E.

Questa manifestazione è stata la conclusione di un percorso durato qualche settimana che ha visto me ed i miei compagni impegnati nello studio degli organi dello Stato italiano e, in particolare, dei primi dodici articoli della “Costituzione Italiana”. Questo studio, che ha portato noi alunni ad un’attenta analisi e riflessione, è stato anche allietato dalla preparazione di due canti: “Viva la libertà” di Jovanotti e “Esseri umani” di Marco Mengoni.

Il 10 Dicembre ci siamo ritrovati a scuola e, verso le ore 9, noi alunni della Santarella ci siamo incamminati verso piazza Cesare Battisti. Appena arrivati è stato molto emozionante vedere quanta gente ci fosse. C’erano alunni di alcune scuole primarie, di altre scuole medie e di alcune scuole superiori. Era stato allestito anche un piccolo palco con casse e microfoni.

Dopo i saluti da parte dell’insegnante referente del progetto e da parte di un responsabile dell’associazione “Vivere In”, si è dato inizio alla lettura degli articoli che è stata intervallata da esibizioni canore.

Dopo la lettura della metà dei 30 articoli della Dichiarazione, abbiamo formato un corteo e cantando ci siamo spostati lungo il corso della città. Tra lo stupore di molte persone che hanno piacevolmente assistito alla nostra pacifica sfilata, abbiamo raggiunto nuovamente piazza Cesare Battisti.

Io ero molto emozionato perché mi avevano comunicato che insieme alla mia amica Maria Giulia ed ai miei amici Angelo e Nicolò, avrei cantato sul palco sotto lo sguardo di tanti ragazzi. Per fortuna l’emozione non ha fatto brutti scherzi e tutto è filato liscio. E’ stato bello cantare e vedere i ragazzi, che erano di fronte a me e che non conoscevo, cantare tutti insieme.

A conclusione della manifestazione siamo rientrati a scuola felici dell’esperienza vissuta e consapevoli di quanto importante essa sia stata.

Noi siamo i cittadini del domani, quindi credo che occorre studiare in modo più approfondito tali temi perché, secondo me, anche se sono passati 70 anni dal 1948, purtroppo non tutti i principi ad oggi sono rispettati.

Luigi Rainone, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019