Lettera al futuro sindaco

All’attenzione del signor __________________

probabile futuro sindaco della nostra città

 

Oggetto: Richiesta di attenzione per migliorare la nostra città

 

Egregio signor _____________,

siamo ragazzi della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli – Santarella” e formiamo la redazione del “S@ntarellino”, giornale online del nostro istituto (https://ilsantarellino.wordpress.com/). Le stiamo scrivendo per proporle alcune idee per migliorare la nostra città.

Amorese Claudio

Le proponiamo innanzitutto alcune osservazioni su una problematica a noi vicina: la situazione di degrado della nostra palestra esterna, ormai inagibile dalla nevicata del 2017. Noi alunni da da oltre un anno possiamo utilizzare esclusivamente la pista di atletica e non ci è concesso svolgere attività sportiva sul campo. Questo significa che non possiamo praticare attività sportive quali basket e calcio, pur avendone gli spazi.

Bovino Vito

La nostra scuola, essendo un istituto di epoca fascista, non dispone di un auditorium, a differenza di altre realtà scolastiche cittadine. Pertanto le chiediamo di rendere disponibile con più facilità e meno pratiche burocratiche uno spazio idoneo a tale funzione, quale può essere il teatro o altro luogo simile, affinché i nostri lavori possano essere visibili al pubblico almeno un paio di volte all’anno.

Inoltre, gli edifici scolastici della nostra città necessitano di continui miglioramenti a livello di manutenzione ordinaria, interventi che ormai si rendono indispensabili.

Altro punto per noi importante è l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto ecocompatibile e adatto alla nostra fascia d’età, cosa che ci viene negata dall’inesistenza di una pista ciclabile vera e praticabile in tutta sicurezza nella nostra città. Perciò, anche in questo caso, le proponiamo una seria progettazione, eventualmente utilizzando anche una commissione che si occupi di reperire i fondi a livello europeo, e successiva realizzazione di piste ciclabili che, secondo noi, dovrebbero essere sicure e percorrere l’extramurale, raccordandosi con il centro attraverso gli snodi principali.

D’Introno Pasquale

Bellissimo sarebbe anche avere la possibilità di usufruire di piste ciclabili lungo le strade extraurbane più antiche e meno trafficate che collegano Corato ai paesi limitrofi, in una logica di riscoperta del contatto con la natura.

Da considerare è anche la condizione attuale delle strade, infatti abbiamo notato che queste presentano spesso delle buche. Occorre adoperarsi per la manutenzione ordinaria e in alcuni casi per il rifacimento del manto stradale.

De Benedittis Corrado

Altro punto che ci riguarda è lo sport. Nella nostra fascia d’età lo sport è particolarmente importante per la nostra salute ma non abbiamo strutture adeguate per praticarlo. Per il campo sportivo le chiediamo di avere tra le sue priorità la sua manutenzione ordinaria e di arricchirlo con strutture adatte alla pratica dell’atletica leggera, di rendere accessibile anche la parte posteriore delle tribune e di concludere i lavori lasciati in sospeso per rendere fruibile così anche quella zona, di sostituire le attrezzature posizionate sul campo con nuove (es. ostacoli alti per le siepi), di migliorare il campo anche lì dove si svolgono attività di calcio.

Riguardo alla villa comunale le chiediamo di preoccuparsi dell’agibilità dei giochi per i bambini affinché quello diventi per loro un luogo sicuro in cui divertirsi. Le chiediamo inoltre di ristrutturare il percorso da fare a piedi aggiungendoci delle mattonelle di pietra, di abbellire le aiuole con dei fiori e di realizzare anche un campetto di calcio all’interno della villa, accessibile a tutti i ragazzi.

Lenoci Emanuele

Per l’ospedale bisognerebbe intervenire in modo deciso per evitarne la chiusura e migliorare il servizio di Pronto Soccorso.

Oltre alla manutenzione ordinaria di scuole e strade, le chiediamo di trovare una soluzione per l’elettrodotto, il cavo presente accanto alla villa comunale che, a quanto risulta dagli studi di alcuni medici, è la principale causa di tumori e leucemie su Corato. Pertanto

Loizzo Paolo

forniamo lo spunto per rendere a norma il pericoloso cavo o, se non è possibile, eliminarlo, in modo da ridurre il peso dei tumori nella nostra città. E sicuramente occorre creare un registro dei tumori ed una commissione che se ne occupi.

Le chiediamo inoltre di valorizzare i nostri beni culturali che, per quanto piccoli, possono anche diventare una fonte di ricchezza per il nostro territorio; quindi utilizzare il nostro territorio e ciò che possediamo come fonte di guadagno anche per l’economia comunale. Ecco perché bisogna tutelare ogni nostro bene che parla della nostra storia e qualsiasi forma d’arte che possa in qualche modo stimolare anche il turismo. Attualmente sono presenti vari spazi, come ad esempio l’ex Liceo Classico, che giace in condizioni disastrose, per cui quello spazio è inutilizzabile,quando potrebbe diventare luogo di condivisione della cultura, utile alla piccola società di Corato. Si dovrebbero, inoltre,

Longo Niccolò

di migliorare alcuni luoghi della nostra città, come la Biblioteca comunale, al giorno d’oggi poco funzionale. E magari indicare con appositi cartelli i nomi e l’epoca di costruzione dei palazzi più importanti di Corato.

Se è possibile le chiediamo anche di trovare un modo per far riaprire il Nicotel, dato che era un ottimo centro sportivo con una piscina di livello olimpionico, mentre ora chi vuole praticare nuoto è costretto ad andare in città vicine.

Per la falda acquifera, situata sotto Corato, le chiediamo anche di assicurarsi che sia controllata periodicamente, per la sicurezza di tutti, e di porre delle condizioni per la costruzione di ogni nuovo edificio, affinché si eviti di scavare al di sotto del livello stradale (per l’antico e sempre vero criterio della “bacinella”!), magari di riprendere un vecchio progetto di un nostro famoso antenato, Luigi Santarella, che proponeva di convogliare l’acqua della falda verso le campagne vicine per l’irrigazione, in modo da trasformare il problema in una risorsa.

Mazzilli Cataldo

O perché no, di utilizzare quelle acque per irrigare il verde cittadino e per far funzionare le fontane!

Sarebbe bello rendere Corato una città all’avanguardia a livello ecologico fissando a livello comunale indicazioni precise per le nuove costruzioni e facilitazioni per la ristrutturazione delle vecchie in termini di risparmio energetico ed utilizzo delle energie rinnovabili. Si darebbe così tanto lavoro al settore edilizio e si migliorerebbe la qualità della vita riducendone i costi sul lungo termine.

Inoltre le chiediamo di aggiungere delle aree Wi-Fi libere (funzionanti) soprattutto per noi ragazzi ma anche per le persone più adulte, perché ormai facciamo tutti parte di una “società connessa”, cioè quel tipo di società che ricorre alla tecnologia per svolgere qualsiasi attività.

Mazzilli Massimo

Ci perdoni se le siamo sembrati un po’ prolissi nell’esporre le nostre idee, ma la voglia di dare il nostro contributo a migliorare la nostra città ci ha preso la mano. Le chiediamo di valutare le nostre proposte e magari, chissà, di prenderle in considerazione durante la sua futura amministrazione.

Per ora la salutiamo e la ringraziamo per l’attenzione che ci ha concesso e ci auguriamo di incontrarla in Sala Verde per un’intervista nel prossimo anno scolastico.

Corato, 30 aprile 2019

La Redazione de Il S@ntarellino

PON “DAL LIBRO AL WEB 2”

Quest’anno abbiamo partecipato al PON “Dal libro al web 2”.

Per noi alunni questa esperienza è stata molto significativa, in quanto abbiamo affrontato argomenti innovativi e coinvolgenti.

La presenza dell’esperto e del tutor è stata fondamentale affinché il nostro lavoro fosse svolto correttamente.

Ciò che abbiamo maggiormente apprezzato è stato il modus operandi dei docenti: questi ultimi ci hanno proposto, in laboratorio informatico, delle attività che ci hanno permesso di mettere in gioco le nostre abilità. Inoltre abbiamo svolto lavori in gruppo, in modo da poter condividere le idee e realizzare elaborati diversi e originali.

I docenti si sono mostrati disponibili ad ascoltare e condividere le nostre idee, a guidarci nella loro elaborazione, ci hanno guidato a conoscere le tradizioni del nostro paese ed è stato molto interessante scoprire le nostre radici e il senso di appartenenza attraverso le interviste.

Abbiamo, così, scoperto quanto sia importante la “memoria” che è una pagina di diario ricca di vicende da non dimenticare.

In particolare abbiamo affrontato le tradizioni legate alla festa di Santa Lucia e al “Carnevale Coratino”.

Nel primo caso gli stimoli ci sono pervenuti dall’intervista fatta agli anziani dell’associazione “Vivere in”. Noi ragazzi abbiamo sviluppato alcuni aspetti della festa legata a Santa Lucia in base alle nostre competenze: rappresentazione della” Jò – a – Jò” con disegni, registrazione video, ricerca di informazioni, elaborazione di poesie e slogan, scrittura di testi giornalistici.

Il “Carnevale Coratino” è stato un progetto molto coinvolgente. Abbiamo lavorato in gruppi e le informazioni iniziali ci sono pervenute da una visita alla mostra sul carnevale coratino. L’esperta Maria Simone, socia dell’associazione CICRES, ci ha guidato nella visita della mostra illustrandoci ogni dettaglio.

Interessante è stato anche ascoltare il presidente della Proloco di Corato, Gerardo Strippoli, che ci ha fornito ulteriori informazioni.

In conclusione, noi tutti pensiamo che questo progetto sia stato utile e interessante, abbiamo imparato ad utilizzare meglio i supporti tecnologici e a condividere le nostre idee tra noi alunni scoprendo la bellezza di lavorare in gruppo.

Un ringraziamento alle docenti Campione Rosa (tutor) e Quinto M. Giuseppina (esperto)

Gli alunni del modulo 2 delle classi prime sez. B – D – F

Bove Federica – Bove Francesco – Cacciapaglia Manuela – Caricati Alessia – Carnicella Giuseppe Joshua – Cimadomo Nicole – De Palma Asia – Di Zanni Vito – Falco Federica – Giaconella Angelo – Leone Greta – Maldera Manuela – Mastrodonato Gaetano Diego – Mastrodonato Yoana – Mazzilli Aurelia – Merra Alessandra – Pellegrino Rossella – Petrizzelli Rossella – Rignanese Sara – Scaringi Ivo Niccolò – Scarpa Maura – Scarpa Sara – Sforza Carlo – Strippoli Antonio – Tarricone Pierluigi – Tempesta Aldomariano – Tota Jasmine

NOI CREDIAMO NEI DIRITTI UMANI!!!

Stop! Smettiamo di pensare esclusivamente a noi stessi, smettiamo di pensare che il mondo giri attorno a noi, ormai siamo tutti vittime del nostro egoismo, della nostra indifferenza!

Non ci rendiamo conto di quello che accade al di fuori della nostra dimensione, non riflettiamo mai sul numero preoccupante di persone a cui sono negati i DIRITTI FONDAMENTALI: il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, alla libertà d’espressione.

Io dico stop!

Lunedì 10 dicembre siamo riusciti a liberarci dalla gabbia dell’indifferenza in cui eravamo rinchiusi ed abbiamo fatto sentire la nostra voce in nome di chi, purtroppo, non ha né il coraggio né la possibilità di esprimersi.

Questo è avvenuto grazie alla manifestazione organizzata dall’associazione “Vivere In” in occasione della celebrazione dei settant’anni della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”.

Hanno partecipato numerose scuole di Corato – dalle scuole dell’Infanzia alle Scuole Secondarie di II grado – ed anche il Liceo Scientifico “Riccardo Nuzzi” di Andria.

L’atmosfera allegra e gioiosa che si è creata nel corso della manifestazione ha abbattuto tutti i muri che separavano le diverse scuole ed ha eliminato la competitività: infatti è stato meraviglioso poter condividere una mattinata così importante con ragazzi diversi da noi, sia per la loro età che per il loro atteggiamento.

Per far vedere a tutti quello in cui crediamo, abbiamo “sfilato” per il corso di Corato cantando a squarciagola ed è stato gratificante vedere gli sguardi meravigliati, i sorrisi delle persone che ci applaudivano.

La maggior parte della manifestazione si è svolta in Piazza Cesare Battisti ed è proprio lì che ho percepito la voglia di tutti di combattere insieme per i DIRITTI UMANI.

È intervenuto anche il vicecomandante dei Carabinieri; mi ha colpito molto la frase di Albert Einstein che ha citato nel suo discorso:

“Io sono ‘razzista’, appartengo ad un’unica razza, quella umana.”

Questa manifestazione ci ha insegnato che la parola “coraggio” vuol dire esprimersi, lottare per sé stessi e per gli altri e che, se lo facciamo insieme, tutto è possibile, anche far sbocciare una speranza nel cuore di chi magari l’aveva persa del tutto!

Maria Elena Varesano, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

70° ANNO DELLA “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO”

Il 10 Dicembre, in occasione del settantesimo anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, l’associazione “Vivere In” ha organizzato una manifestazione che ha avuto luogo in piazza Cesare Battisti e lungo il corso della città di Corato. La manifestazione si colloca come prima tappa di un progetto educativo dal titolo “Diritti umani: una legge nel cuore dell’uomo” che coinvolgerà durante tutto l’anno scolastico gran parte delle scuole di Corato insieme a due di Andria.

Nella manifestazione erano coinvolti ragazzi e bambini di tutte le età dalla prima elementare all’ultimo anno delle scuole superiori. Tutti avevano studiato i 30 articoli della Dichiarazione e ogni classe ha realizzato striscioni e cartelloni e preparato canzoni per affermare i concetti di libertà e di uguaglianza.

All’iniziativa ha partecipato la mia scuola “Luigi Santarella”, in particolare la mia classe II C e la classe II E.

Questa manifestazione è stata la conclusione di un percorso durato qualche settimana che ha visto me ed i miei compagni impegnati nello studio degli organi dello Stato italiano e, in particolare, dei primi dodici articoli della “Costituzione Italiana”. Questo studio, che ha portato noi alunni ad un’attenta analisi e riflessione, è stato anche allietato dalla preparazione di due canti: “Viva la libertà” di Jovanotti e “Esseri umani” di Marco Mengoni.

Il 10 Dicembre ci siamo ritrovati a scuola e, verso le ore 9, noi alunni della Santarella ci siamo incamminati verso piazza Cesare Battisti. Appena arrivati è stato molto emozionante vedere quanta gente ci fosse. C’erano alunni di alcune scuole primarie, di altre scuole medie e di alcune scuole superiori. Era stato allestito anche un piccolo palco con casse e microfoni.

Dopo i saluti da parte dell’insegnante referente del progetto e da parte di un responsabile dell’associazione “Vivere In”, si è dato inizio alla lettura degli articoli che è stata intervallata da esibizioni canore.

Dopo la lettura della metà dei 30 articoli della Dichiarazione, abbiamo formato un corteo e cantando ci siamo spostati lungo il corso della città. Tra lo stupore di molte persone che hanno piacevolmente assistito alla nostra pacifica sfilata, abbiamo raggiunto nuovamente piazza Cesare Battisti.

Io ero molto emozionato perché mi avevano comunicato che insieme alla mia amica Maria Giulia ed ai miei amici Angelo e Nicolò, avrei cantato sul palco sotto lo sguardo di tanti ragazzi. Per fortuna l’emozione non ha fatto brutti scherzi e tutto è filato liscio. E’ stato bello cantare e vedere i ragazzi, che erano di fronte a me e che non conoscevo, cantare tutti insieme.

A conclusione della manifestazione siamo rientrati a scuola felici dell’esperienza vissuta e consapevoli di quanto importante essa sia stata.

Noi siamo i cittadini del domani, quindi credo che occorre studiare in modo più approfondito tali temi perché, secondo me, anche se sono passati 70 anni dal 1948, purtroppo non tutti i principi ad oggi sono rispettati.

Luigi Rainone, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

 

 

FESTA DELL’EUROPA: cercatori dei segni

Il progetto segue il tema del Progetto Educativo 2017/18 proposto dall’Associazione Vivere In, che a sua volta si ispira alla decisione del Parlamento europeo di indicare il 2018 come “Anno europeo del patrimonio culturale” ed alla scelta dell’ONU di considerare il 2018 “Anno Internazionale del Turismo sostenibile”.

Cogliendo il valore delle due proposte, il seguente progetto ne assume le finalità educative:

  • Valorizzare il patrimonio culturale dell’Europa quale risorsa condivisa;
  • Sensibilizzare alla storia e ai valori comuni;
  • Rafforzare il senso di identità e la capacità di apertura ad altre culture

Per promuovere un umanesimo di respiro universale e fondativo di nuova civiltà.

Il progetto ha investito l’intero anno scolastico ed ha avuto diverse fasi.

Nella fase iniziale del progetto sono state attivate reti operative dapprima con l’Associazione proponente “Movimento di spiritualità Vivere In”, poi con le altre scuole del territorio ed in particolare con la “Tattoli” che è stata l’unica a rispondere positivamente, con il Museo del Territorio, con la Proloco, con le Misericordie, con l’Associazione Abracadanza ed infine con il Comune e le forze di Polizia.

Nella seconda fase è stata realizzata in ciascuna classe a cura del docente di geografia una schedatura guidata dei beni culturali

presenti nel Paese europeo selezionato; la ricerca e la mappatura di altri beni di rilevanza storico-artistica materiali o immateriali meno conosciuti di cui si è realizzato un dossier tale da poter essere esposto oralmente al fine di valorizzare il bene stesso in una logica di apertura alle altre culture.

Intanto le docenti di lingua hanno preparato una simulata relativa ad una riunione del Parlamento Europeo ambientata nella sala consiliare del Palazzo di Città finalizzata alla presentazione dei beni studiati.

Si è, inoltre, svolto un incontro per classe con le esperte del nostro territorio operanti nel Museo del territorio. Esperte, con cui in un secondo momento si è realizzata una visita sul territorio alla scoperta dei segni ivi presenti per conoscerne la storia in modo accattivante attraverso un’esperienza di turismo consapevole e sostenibile: via Appia, i Titoli, i nostri Tratturi, la

chiesa di S. Lucia, la piscina della Reda, la Chiesa-Neviera.

Infine, le docenti di arte, utilizzando le fotografie realizzate durante l’escursione, hanno rielaborato con gli alunni tutti gli angoli visitati del nostro territorio.

Pagina de “Lo Stradone” pubblicata nello stesso periodo del progetto.

 

Inoltre, dal mese di gennaio si è attivato un laboratorio di danze popolari con le esperte di Abracadanza.

Il giorno 9 maggio, Festa dell’Europa, si è svolta la doppia manifestazione: nel pomeriggio nella Sala Consiliare e in serata in Piazza Cesare Battisti.

Un aspetto che ha caratterizzato tutto il percorso è stato il coinvolgimento di tutti gli alunni delle classi seconde che a vario titolo hanno partecipato al progetto ed il coinvolgimento, trasversale ai corsi, di molti docenti. E’ stato, insomma, un bel lavoro di squadra! 

Gli alunni hanno imparato a valorizzare il patrimonio culturale materiale ed immateriale dell’Europa quale risorsa condivisa; sono stati sensibilizzati alla storia locale e ai valori comuni; hanno rafforzato il senso di identità e la capacità di apertura ad altre culture.

Inoltre hanno potenziato il lessico sia nella lingua italiana che in inglese e francese; hanno imparato a coordinarsi in gruppi non omogenei per sesso e per classe secondo un ritmo musicale; hanno potenziato la loro autostima nell’esporre in pubblico, ecc.

L’esperienza è stata ricca, coinvolgente e positiva.  A testimonianza, ne hanno abbondantemente dato notizia le testate giornalistiche locali.

http://www.lostradone.it/festa-dell-europa-trionf/

http://www.coratolive.it/liveyou/3576/festa-dell-europa-cercatori-di-segni-9-maggio-2018

 

La Redazione

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Lo scandalo elettrico!

Oggi vi parlerò di un’esperienza personale ma anche di un’esperienza che riguarda tutta Corato in campo di salute e di politica.

Negli ultimi dieci anni ci sono stati molti dibattiti riguardanti l’argomento dell’elettrodotto coratino, situato nell’area della 167.

L’ultimo ovvero quello del 18 Marzo 2018 è pieno di tristi verità.

Si parla della faccia tosta dimostrata dal comune di Corato nel dire che ogni traliccio è distante dai centri abitati.

Come si può vedere in questa foto quello che hanno detto è completamente falso e inoltre io sono un testimone della falsità dato che alla destra della mia abitazione c’è un traliccio.

Negli anni passati tutta Corato ha insistito e sperato di poter rimuovere o almeno spostare questi tralicci dato che l’osservazione scientifica e le statistiche hanno dimostrato che se ci sono abitazioni vicino ai tralicci della corrente elettrica il livello di possibilità di contrarre dei tumori per gli abitanti che vi abitano sale esponenzialmente. Scandaloso!!!

Infatti il Sig. Nicola Diaferia ha chiamato il sindaco mentre era in ospedale per parlargli della sua malattia causata dal traliccio.

Aveva deciso di tornare a parlare personalmente con il sindaco appena dimesso dall’ospedale ma non è stato possibile dato che è venuto a mancare pochi giorni dopo la discussione telefonica.

Questo è scioccante e, parlando a nome di tutti i coratini in situazioni simili a quella mia e di Nicola Diaferia, bisogna combattere per evitare queste situazioni.

Il comune, successivamente, ha dichiarato che l’azienda “Terna” che si occupa dei tralicci, riconosce l’esistenza di un danno ambientale, e si dichiara disponibile ad un risarcimento spese di 100mila euro con iva inclusa ovvero 75mila euro. Ma quanto vale una vita umana? Quanto vale il dolore di una famiglia?

Potete capire la dignità e la possibilità di una vita sana e tranquilla sottratta a Corato e a tutte quelle persone che vivono nella 167.

Oggi io posso dire solo una cosa a nome di tutta Corato…Che orrore la disinvoltura con cui il comune di Corato fa finta di non sapere niente.

Ovviamente questa è sono una mia descrizione personale dell’accaduto ma sono sicuro che ogni abitante di Corato sia con me.

Bisogna dire basta a questa orripilante situazione e speriamo che il sindaco successivo abbia più buon consenso nel ragionare e nel proteggere i suoi cittadini.

Tota Angelo (classe I E – Santarella – a.s.2017/18)

IL DISSESTO IDROGEOLOGICO A CORATO 

Il dissesto idrogeologico si verificò a Corato in piazza Di Vagno nel 1922 causato dall’insieme dei processi morfologici con cui il suolo venne degradato e furono erose le basi di molte costruzioni. Fu proprio l’ingegnere Luigi Santarella che scoprì il fenomeno. Infatti le infiltrazioni iniziarono nel 1919 con l’allagamento delle cantine. In questi anni l’Acquedotto Pugliese realizzò le prime fontanelle a Corato, portando l’acqua in Paese. Le fontane restavano aperte giorno e notte e gli abitanti persero l’abitudine di prelevare l’acqua dai pozzi e dalle cisterne, di conseguenza il livello della falda sotterranea iniziò a salire fino a rendere molli le fondamenta dei palazzi e a determinarne i crolli. A causa de continui crolli, quindi, molte persone furono costrette a vivere in tende o capanne. Questa è stata una delle notizie che è finita sulle prime pagine dei giornali di tutta Italia per molti giorni, determinando anche diverse raccolte di fondi in favore della nostra cittadina.

Il primo botto che scatenò le grida degli abitanti si verificò in Piazza Di Vagno dove crollò la chiesa di Monte di Pietà, ma anche il Palazzo Nuovo e il Palazzo di Candido, che avevano un  grande valore storico-artistico.

Altri episodi di crollo che si verificarono in Piazza Abbazia fecero capire ai cittadini che dovevano prendere provvedimenti per fermare questo fenomeno.

I vari  provvedimenti presi furono: regolare il flusso delle fontane in modo che non fosse continuo, realizzare dei canali di deflusso delle acque affinché non finissero nel sottosuolo ed installare dei pozzi piezometrici con la funzione di convogliare le acque al di sotto dello strato impermeabile di argilla. Di conseguenza furono perforate diverse zone della città.

Nonostante tutto ciò nel 1955 si verificò un’altra volta il dissesto  idrogeologico che portò al crollo di altri edifici nella zona di Largo Abbazia, così il Comune effettuò la pulizia dei pozzi piezometrici spendendo ben 450 milioni di lire di allora. Ad oggi la maggior parte dei pozzi piezometrici sono scomparsi  dalla vista dei cittadini perché sono stati  ridotti a livello stradale e se ne contano solamente 44. Nulla sappiamo della loro manutenzione e dell’attuale livello della falda su cui poggia Corato: argomenti che dovrebbero interessare l’amministrazione cittadina locale e di cui ogni coratino dovrebbe preoccuparsi visti i trascorsi storici e le loro conseguenze.

Mazzilli Desiree e Caterina Federica (classe I F – Santarella – a.s. 2017/18)

 

ZOOM SU PIAZZA DI VAGNO

Il giorno 15 gennaio, noi, redazione del Santarellino, ci siamo avventurati in un ricco viaggio alla scoperta dei tesori che ci nasconde il centro della vita cittadina di Corato, in particolare i segreti di un’antica piazza della nostra città: Piazza di Vagno, il salotto dei coratini.

A illustrarci questa scoperta c’era la giornalista Marina Labartino, direttrice dello Stradone.

Ci ha esposto e fornito documenti e informazioni, precedentemente a noi non note, col sorriso sulle labbra e la sua capacità di rendere l’argomento trattato molto interessante.

Ha spiegato che in  Piazza di Vagno, prima del dissesto idrogeologico, esistevano due edifici.

Il primo fu costruito dai De Franza nel 1619. Era noto al popolo come “il palazzo dei senza coppola” perché nel suo portone trovavano rifugio le persone senza tetto, e possedeva un bellissimo bugnato a punta di diamante, simile a quello di palazzo De Mattis. Era soprannominato anche “Palazzo Nuovo” prendendo il nome dal suo ultimo proprietario  Giuseppe Nuovo: un semplice vinaio coratino.

Il secondo edificio era la Chiesa del Monte di Pietà, l’edificio di culto della nobiltà e dell’alta borghesia. Fu sede di molte opere d’arte; le poche sopravvissute nel crollo sono conservate nel convento dei Cappuccini.

In realtà, ancora prima, tra il XIII ed il XIV secolo in piazza di Vagno esisteva la chiesa di S. Nicola, poi presa in possesso dai Francescani ed allargata nella seconda metà del 1400 dai Frati Minori Osservanti fino ad occupare quasi l’intera piazza. Successivamente demolita.

Nel corso del tempo si creò un ricco patrimonio tra Via Monte di Pietà e Piazza del Popolo. Lo spazio che si aprì fu denominato Piazza Wagner. In seguito questo insieme di piazze fu indicato nella mappa toponomastica della città con la denominazione di Piazza di Vagno. Questa piazza fu creata anche in ricordo di Di Vagno che fu il primo parlamentare italiano vittima del fascismo.

Purtroppo però, a causa del dissesto idreogeologico, accaduto nel 1922, questi palazzi, sono crollati e, oggi, sono state ritrovate le loro mura, cantine, colonne e scheletri umani esaminati da archeologi professionisti e scoperti nei sotterranei della chiesa.

L’idea progettuale delle modifiche previste per questa piazza ricca di storia, è quella di realizzare una piazza bella e accogliente, capace di ritornare il salotto coratino che era un tempo.

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Alessandra Quinto, Alessia Anelli

classe II C, Santarella, a.s. 2017/18

Il nostro “patrimonio artistico”

Le parole sono come pietre, bisogna fare attenzione a usarle”. Così è iniziato il discorso di MarinLabartino, la direttrice del mensile di Corato “Lo Stradone”: il 15 Gennaio c’è stato infatti l’incontro fra la redazione del S@ntarellino e la giornalista. La dottoressa Labartino ci ha parlato della storia di Corato: all’inizio del 1900 la città era molto ricca di palazzi, chiese come la Chiesa Maddalena o arciconfraternite. All’interno di queste costruzioni erano custodite opere d’arte che forse potrebbero aver avuto grande valore ma di cui non si conserva traccia. Corato era una città medievale circondata da mura, ed erano presenti importanti conventi. Uno di questi  era il convento dei frati francescani che occupava l’intera piazza Di Vagno. Di quell’immensa costruzione ora rimane solo una colonna che si trova attualmente all’interno di un’attività privata. Altre chiese furono abbattute dallo Stato Napoleonico. Purtroppo il dissesto idrogeologico ha portato via tutto, ha reso Corato una città povera di arte. Corato era anche molto ricca di cappelle. 

Una delle poche opere che ci è rimasta, e non è considerata come una vera e propria opera d’arte, è il murales dell’artista Gomez che ha dipinto Giuseppe Di Vagno, un politico che difendeva i lavoratori e che fu ucciso il 26 settembre 1921 durante un comizio. Gomez è stato grande a rappresentare la scena con molta poesia: sulla facciata di un palazzo è rappresentato il volto di Di Vagno in bianco e nero. Quel bianco e nero rappresenta la sua uccisione e il suo sogno che venne spezzato; in basso c’è un mazzo di fiori che rappresenta la speranza alla quale Di Vagno aveva dedicato la propria vita. Palazzi, chiese, confraternite, tutto spazzato via dal dissesto idrogeologico ma anche dal Comune, che con lo spreco di acqua delle fontane e con tutta l’umidità accumulata ha contribuito a causare la tragedia. “Ci siamo mangiati dei gioielli“, diceva Marina Labartino, opere che forse avrebbero reso la nostra città migliore, perché avrebbe accolto molti più turisti e noi ci saremmo sentiti parte di una città più ricca dal punto di vista artistico grazie a tutte le opere che invece sono state spazzate via. Ma non tutti si dimenticano della nostra storia. Il Museo della Città e del Territorio di Corato conserva infatti dei resti del “Palazzo Nuovo” sono stati ritrovati anche affreschi che assomigliavano alle opere di un artista molto famoso. Tutto questo noi non dobbiamo dimenticarlo e dobbiamo immaginare la nostra città, con tutti i palazzi e le chiese, di cui ora rimangono solo alcuni resti, come una città estremamente interessante dal punto di vista artistico, che secondo me dovrebbe essere ammirata da tutti i coratini e non solo. 

Pierluigi Palagiano, classe II A, Santarella, a.s.2017/18