Tutti a tavola, ma proprio tutti!

Quest’anno le attività del gruppo per l’Inclusione sono state tante, attività sportive, i vari regali che i ragazzi e i loro docenti ci hanno fatto per le feste, l’orto scolastico con i i suoi frutti (le patate al forno sono state ottime!). Anche questa è stata interessante e coinvolgente.

 

Anzi, diremo di più, diremo che è stata ottima!

La Redazione

 

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Wonder, saper essere se stessi

 

Prima delle vacanze natalizie e pasquali, come ogni anno gli alunni della Santarella vanno al cinema per la visione di un film.

Quest’ anno per Natale siamo andati a vedere” Wonder” in cui si parlava di August che è un bambino di 10 anni con una malformazione craniofacciale, che gli impedisce una vita normale infatti non è mai andato a scuola in vita sua. I genitori decidono che è giunto il momento per lui di stare insieme agli altri bambini. Una volta a scuola Auggie si rivela un buon alunno, ma trascorre le giornate da solo, e persino durante la pausa pranzo, mentre tutti i tavoli sono affollati, al suo tavolo non si siede nessuno.

Ad un certo punto Jack decide però di avvicinarsi a lui, e i due stringono un legame di amicizia. Nel frattempo Julian prende di mira Auggie con continue battute sul suo aspetto, tormentandolo continuamente con altri due compagni. Il giorno di Halloween Auggie sente gli spregevoli commenti dei compagni, compresi quelli di Jack, che parlando con Julian sostiene di stare solo fingendo di essere amico di August su richiesta del preside, e perciò i due ragazzi smettono di frequentarsi. Auggie ci sta molto male. 

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Inizialmente a Jack non importa, ma poi si accorge che non aveva fatto amicizia con August solo per fare felice il preside, ma anche perché gli era veramente simpatico; il ragazzo si scusa e i due ritornano amici. Verso la fine dell’anno le classi vanno in gita scolastica, alla quale Julian non partecipa perché sospeso a causa del bullismo nei confronti di August. Durante la gita, August e Jack vengono attaccati da tre ragazzi più grandi, ma vengono aiutati 

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da Henry e Miles, gli amici di Julian. August, alla fine dell’anno scolastico, ottiene un importante riconoscimento dal preside: il ragazzino emarginato è diventato un esempio e l’amico di tutti.

Questo film ci ha colpito perché questo semplice bambino nonostante le sue difficoltà fisiche è riuscito a farsi apprezzare da tutti, per la sua intelligenza, il suo modo di essere, per la sua simpatia e per la sua spontaneità.

Il protagonista ha mostrato il suo vero volto facendosi apprezzare anche dagli altri, ed ora non ha più bisogno di usare il casco per nascondersi.

Maria Barile e Daniela Capogna, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

 

A scuola di Ortoterapia

Martedì 17 aprile noi redattori del “S@ntarellino”, con altri alunni della Santarella che facevano da tutor ai ragazzi diversamente abili, abbiamo partecipato al primo incontro del progetto di “Ortoterapia”. Questo progetto, che esiste da sei anni, coinvolge i ragazzi con disabilità dell’associazione di Corato “Insieme per la vita”. Ovviamente questo non è l’unico progetto esistente tra la scuola Luigi Santarella e questa associazione, ma è soltanto una delle tante iniziative.

In mattinata ci siamo radunati nell’atrio della scuola per poi arrivare qualche minuto dopo all’azienda agricola “Tatoli”. Il terreno messoci a disposizione si trovava accanto all’azienda agricola. Appena arrivati la cosa che ci è più saltata agli occhi è stata la mancanza del telo che permette l’effetto serra. Era stato bruciato in un incendio!

I professori ci hanno dato dei copriscarpe e via, al lavoro!

Siamo stati colpiti dalla differenziazione di lavori che venivano proposti in base alle difficoltà di ognuno in quel momento.

Difficoltà superate dando al gruppo dei ragazzi in carrozzina un tavolo da lavoro per invasamento… e affidando al gruppo con meno problemi il lavoro in piena terra.

Il prof. D’Imperio subito si è messo al lavoro con alcuni ragazzi disabili, insegnando loro come trattare il terreno da mettere in un vaso, nel quale avrebbero poi inserito una piantina di due mesi. Il professore ha spiegato che per invasare una pianta in un vaso, come anche nel terreno, la terra va preparata e separata da pietre o radici, poi bisognava formare un ‘vespaio’, ovvero un insieme di pietre sul fondo del vaso per la fuoriuscita dell’acqua in eccesso.

Poi il professore ha mescolato il terreno privo delle pietre con l’acqua e con la torba, un terriccio universale ricco di sostanze nutritive. Ha riempito quasi tutto il vaso di terriccio ed ha aggiunto un dito di terra mischiata con la torba. Quindi ha seguito i ragazzi che curavano il proprio vaso nella stessa maniera e con gli stessi gesti. Abbiamo notato la cura che i ragazzi in carrozzina ci mettevano per separare dalla terra tutto ciò che non serviva: le radici, il secco, piccole piante, le pietre venivano con attenzione eliminate del terreno. Solo cosi potevano poi, con l’acqua, creare con le mani quel foro che avrebbe accolto la piantina e si sarebbero sentiti soddisfatti.

Solo alla fine il prof, i nostri nuovi amici e noi tutor abbiamo invasato le piantine di peperoncino!

Contemporaneamente, nel terreno situato alle spalle del trullo, Annalisa Clarizio, responsabile dell’associazione “Insieme per la vita”, spiegava ai presenti lo stesso procedimento, la messa a dimora di una piantina, non in vaso ma nel terreno. Abbiamo tutti, tutor, ragazzi dell’associazione e prof, seguito le indicazioni e poi realizzato la procedura di messa a dimora a filari delle piantine di melanzane.

Abbiamo visto soddisfazione in quello che i ragazzi facevano. Il lavoro a cui avevamo partecipato ci ha fatto capire che nulla è gioco o per gioco e che dal gioco dei bambini si passa al gioco della vita e al lavoro… anche a quello fatto su una sedia rotelle…

Cifarelli Sabino e Tandoi Alessio, classe III C, Scuola “L. Santarella”, a.s. 2017/18

Un film… per riflettere

“…Il rosso…? Il rosso…è come il fuoco, è come il cielo e il sole al tramonto!”

Questa è una delle più belle frasi che rappresenta e descrive un film che non solo fa riflettere, ma trasporta chi lo sta guardando in un’altra realtà; una realtà molto vicina ai nostri giorni, ma lontana dal cuore di molte persone.

Questo e molto di più si trova in “Rosso come il cielo”, un film che racconta la storia di Mirco Mencacci, un bambino, oggi uomo, che ha perso la vista in un incidente domestico.

Il suo percorso scolastico si tramuta nella sfida ardua contro i suoi stessi limiti.

Riuscirà il protagonista a inseguire i suoi sogni nonostante il perfido direttore e le insensibili suore dell’Istituto in cui vive? Riuscirà a vincere la cecità interiore di chi non comprende le sue potenzialità?

La pellicola racchiude emozioni, sentimenti, ma non solo; rende testimoni di ciò che purtroppo accade nel mondo e che bisogna affrontare con serietà, ma soprattutto con coraggio.

Le scene più significative del film conducono alla conclusione che tutti siamo diversi, ma ognuno – con le sue peculiarità – può esprimere ciò che prova.

Certo, tutti hanno un modo particolare di farlo: con le mani, con gli occhi, con i gesti…, ma tutti primo o poi possono riuscire ad esprimere sé stessi come scintille colorate di un immenso disegno.

Maria Elena Varesano, classe I C, Scuola Secondaria “Santarella”, A.S. 2017-2018

 

Una mattinata speciale

Sabato 2 dicembre 2017 la nostra scuola ha voluto celebrare la Festa Internazionale delle persone con disabilità al cinema con la visione di un film sul tema della diversità “Rosso come il Cielo” del regista Cristiano Bortone e di un cortometraggio del progetto scolastico di ortoterapia  “Una finestra sul mondo”, realizzato dai ragazzi della nostra scuola guidati dal regista Giuseppe Tandoi.

La sala era colma di ragazzi e professori e prima di cominciare a guardare il film, abbiamo visionato un cortometraggio del progetto di ortoterapia, i cui protagonisti sono stati i ragazzi diversamente abili delle varie classi della Scuola Secondaria di I Grado “Luigi Santarella” insieme ai loro compagni di classe in veste di tutor e i ragazzi dell’associazione no profit -“Insieme per la vita”, operante nel nostro territorio nel campo della disabilità.

L’iniziativa è stata aperta a tutte le classi prime e seconde della nostra scuola ed alle terze che hanno partecipato al progetto, ai genitori degli alunni e all’Associazione. Sono intervenute alcune autorità dell’amministrazione comunale.

Verso le 10:50 si sono spente le luci ed è partito il corto.

Nella prima scena é inquadrato da una posizione angolata lo scuolabus giallo del comune che ha fornito gratuitamente il servizio di trasporto per il raggiungimento della sede di progetto, Azienda avicola Tatoli di Corato.

Le porte del bus si aprono e arrivano i ragazzi disposti in fila indiana o ammassati, tutti ansiosi di intraprendere quest’attività. Sale prima un piede, poi un altro, un turbine di scarpe, pantaloni di ragazzi che si prestano ad intraprendere un’attività molto simile a quella del volontariato e che fa sentire tutti un po’ meglio, sì fa sentire meglio, perché ogni volta che si compie una buona azione si viene sempre ripagati: direttamente o indirettamente.

Lo scuolabus parte, comincia il tragitto. Il bus arriva in una strada sterrata, fatta di ghiaia in mezzo agli ulivi, in quasi piena campagna. Tutti i ragazzi sono arrivati pronti a partecipare al Progetto di Ortoterapia con i ragazzi dell’Associazione “Insieme per la Vita”.

Si entra in una serra. Lo sguardo cade immediatamente sul terreno, ricco del verde delle piante, un verde acceso, forte, che pulsa della vita della natura. Da questo momento in poi partono una serie di clip in cui a raccogliere gli ortaggi sono i ragazzi diversamente abili da soli, oppure accompagnati dai docenti di sostegno e da altri alunni della Santarella.

Tra una clip e l’altra ci sono piccoli spezzoni in cui i ragazzi partecipanti al progetto esprimono le proprie idee.

Tutto ciò è accompagnato da una musica allegra, gioiosa che si amalgama bene con tutto il cortometraggio.

Dopo circa 15 minuti il corto termina e chiunque lo abbia visto può affermare che avrebbe voluto che continuasse per molto più tempo, perché è stato bello vedere dei ragazzi così giovani aiutare ragazzi coetanei con qualche problematica in più, ma che d’altronde sono uguali a noi.

E’ andata in postazione davanti al megaschermo la preside dell’Istituto “Cifarelli – Santarella” ed ha tenuto un discorso su questo progetto, com’è stato possibile realizzarlo e grazie a chi.

Prima di tutto la preside ha voluto ringraziare noi spettatori per il nostro silenzio attivo e partecipe, poi ha voluto ringraziare l’Associazione “Insieme per la Vita” che è un’associazione che esiste da circa sei anni grazie alla collaborazione del presidente Luigi Lonardelli e della sig.ra Annalisa Clarizio.

Alcuni anni fa un gruppo di genitori di ragazzi diversamente abili ha fondato l’Associazione Insieme per la vita, in cui grazie all’aiuto di altre mamme, due educatrici, volontari e un operatore socio sanitario si integra l’attività di ortoterapia con altre di natura artistica e culturale.
Nel corso della settimana si alternano laboratori di pittura e di informatica a musicoterapia, mini corsi di inglese, lettura della bibbia fotografica, attività motorie e sportive, cineforum integrato e lettura condivisa di un quotidiano con relativa discussione.

La preside dopo tutto ciò ha chiamato sul “palco” il regista Giuseppe Tandoi che con la sua maestria ha reso possibile realizzare questo piccolo racconto cinematografico di un’esperienza ricca e articolata.

Successivamente è intervenuto il sindaco di Corato Massimo Mazzilli che non ha speso molte parole, però quelle poche da lui proferite sono state ricche di significato, infatti ci ha spiegato che questi progetti di ortoterapia servono per ringraziare la terra che ci fa dono ogni giorno, ogni mese, ogni anno di meravigliosi frutti e noi per ripagarla dobbiamo prendercene cura.

Il sindaco ha continuato con discorsi di questo genere e, nonostante dovesse correre in Comune, ha dedicato del tempo a questa piccola attività scolastica. Successivamente ci ha salutati ed è andato a svolgere le sue faccende comunali.

Dopo tutto questo ci sono stati circa 10 minuti di pausa, poi è cominciato il film “Rosso come il cielo”.

Il film ha come protagonista il sound designer Mirco Mencacci. La produzione cinematografica vuole riprendere la sua vita sin dall’infanzia, quindi dal momento in cui ha avuto l’incidente che gli è costato la vista, fino ai momenti in cui è stato mandato in un istituto speciale per non vedenti.

Cominciamo col dire che in realtà Mirco è diventato cieco giocando col fucile del padre insieme con sua sorella, la quale avrebbe involontariamente schiacciato il grilletto.

Nel film invece Mirco diventa cieco per colpa sua, perché vedendo sempre il fucile del padre appeso al muro, un giorno decide di salire su una sedia per prenderlo e mentre lo ammira, scivolando dalla sedia, si spara per sbaglio in faccia.

Nel resto del film invece si narra delle avventure di Mirco nell’istituto per non vedenti. Durante questo periodo lui stringe molte amicizie con ragazzi che hanno la sua stessa problematica, conosce anche la figlia della portinaia, che non ha alcuna disabilità, ed anche un ex alunno dell’istituto ormai divenuto adulto.

Nell’istituto Mirco comincia a rifiutare i metodi di insegnamento utilizzati e decide di lavorare a modo suo prendendo un registratore e cominciando a registrare tutti i suoni che sente per realizzare una sua colonna sonora. Ad assecondarlo in questo progetto è un insegnante dell’istituto.

A fine anno inoltre si tiene come sempre una recita per dimostrare cosa hanno imparato i bambini, ma Mirco la stravolge totalmente. Infatti tutti i bambini preparano una loro storia, con una colonna sonora ideata da Mirco. Tutti i bambini diventano dei piccoli attori, in modo da essere loro, per una volta, i veri protagonisti di qualcosa.

Terminato il film siamo tornati a scuola ricchi delle emozioni vissute durante questa intensa mattinata.

Squicciarini Ivan, classe III C, Santarella, a.s. 2017/18