L’INGLESE: UNO SGUARDO AL FUTURO

Da sempre i giovani percepiscono il desiderio di doversi slanciare al mondo, abbracciando ogni occasione.

Da sempre i giovani sono vittime di una sete che non si disseta.

Da sempre i giovani si chiedono per cosa “vale la pena vivere” e una risposta la trovano quasi sempre fuori dalle mura di casa, al dì là di una schermo, in un altro Paese, il più lontano possibile da casa.

In uno mondo globalizzato, è semplice spostarsi da un continente all’altro, prendere la valigia e cavalcare l’onda della vita fino a quando, ormai stanca, non si consumerà sulla battigia.

Rimane però un problema folgorante, ovvero la comunicazione.

Il tocco, lo sguardo sono state le prime forme di approccio tra gli uomini, ma oggi, nel terzo millennio, abbiamo la possibilità di imparare una lingua chiave di porte verso il futuro, l’INGLESE.

Come ogni lingua ha le sue complessità, i suoi misteri, la sua storia…

Poiché la scuola media è una scuola di vita, che ci forma in un periodo cruciale del nostro cammino, non poteva mancare l’approfondimento di una lingua così importante per il nostro avvenire.

Questo è stato possibile tramite il corso Cambridge svolto a partire da gennaio da esperti madrelingua con la supervisione della professoressa Ancona e della professoressa Caccavo.

In principio paure ed interrogativi assalivano me e gli altri miei compagni, ma con il passare del tempo ed al termine di ogni lezione, aggiungevo un tassello al puzzle della mia mente e le pagine del mio quaderno diventavano sempre più limpide e prive di errori.

Ho continuato a migliorare divertendomi,  fino a quando, con la chiusura della scuola, ovviamente anche quest’attività è stata sospesa.

È stato possibile riprenderla utilizzando le piattaforme informatiche, ed è così che non si è interrotto quell’interazione che nasce dalla comunicazione.

Risate e scambi culturali non sono mancati e quello che si prospettava un corso rigido si è invece rivelato all’insegna del gioco, anche se sempre con lo stesso obbiettivo: imparare l’inglese.

Dialogo, impegno e risata. In ognuna di queste parole si nascondono quelli che ho compreso essere i precetti per imparare qualsiasi lingua.

Consiglio a tutti quest’esperienza perché imparare una lingua, l’inglese in particolare, significa anche imparare a guardare oltre i propri limiti con un occhio sempre rivolto al futuro.

Varesano Maria Elena, classe III C, “Santarella”, a.s. 2019/20

Il silenzio vissuto dai ragazzi di seconda media

Silence for us is…

 

Il silenzio come entità astratta che ha caratterizzato questi tre mesi di lockdown. Questo è il tema di un filmato realizzato dalla professoressa di Inglese utilizzando i disegni degli alunni della classe II B della scuola “Luigi Santarella”.

Ogni alunno ha rappresentato il disegno a modo suo, c’è chi ha disegnato città deserte, chi ha disegnato notti silenziose oppure il mare calmo, oppure un pentagramma in cui poter inserire le note che voleva, o un arcobaleno che dà speranza, un volto nero e un dito che invita al silenzio, oppure, ancora, immagini che richiamano nello specifico la pandemia. E tutto per provare ad esprimere, ognuno secondo la propria sensibilità, la tristezza di questo periodo e allo stesso tempo un nuovo modo per pensare al proprio futuro.

Ogni disegno è stato poi inviato all’insegnante che ha provveduto a realizzare un filmato contenente tutti i nostri disegni, accompagnati dalla colonna sonora di “The Sound of Silence”, una canzone del 1964, scritta da Paul Simon e Art Garfunkel, incentrata sull’incapacità dell’uomo di comunicare.

Durante il periodo del lockdown, da quando le lezioni si sono svolte in modalità ”Didattica a Distanza”, ogni sabato, la nostra professoressa di inglese ci ha proposto l’ascolto di un brano che ci invitava alla riflessione su un argomento o un messaggio che questo ci comunicava. Una delle ultime canzoni proposte è stata proprio “The sound of silence”: “My words like silent raindrops fell and echoed in the wells of silence” (Le mie parole caddero in silenzio come gocce di pioggia).  Così scrivevano i due artisti statunitensi sessant’anni fa. Un testo che è diventato di attualità, considerando il periodo che ha caratterizzato il 2020: le strade deserte, i negozi chiusi, la paura del contagio.

Col passare del tempo la popolazione si è andata abituando a questo nuovo stile di vita, il distanziamento sociale e le mascherine sono entrati a far parte della nostra quotidianità e le paure hanno lasciato il posto alla speranza di ritornare alla normalità.

Di questo lungo periodo rimarrà il ricordo del silenzio che ha avvolto ogni cosa di tristezza.

Niccolò Scaringi e Jasmine Lotito, classe II B Scuola Santarella, a.s. 2019/2020

 

Silence for us is…

 

Il silenzio ha caratterizzato questo periodo di lockdown: per le strade non c’era più il trambusto del traffico, non c’era più il chiacchiericcio delle persone che parlavano mentre camminavano, il sabato sera le piazze e i locali erano vuoti…

Chiusi nelle nostre case, dialogando solo con i nostri familiari o coinquilini, abbiamo avuto modo di prenderci del tempo per noi stessi, riflettendo.

Abbiamo preso consapevolezza di tutto il silenzio che ci ha circondato in questi mesi grazie ad un’attività proposta dalla professoressa di lingua Inglese.

La consegna ci chiedeva di riflettere sul silenzio che ha caratterizzato il lockdown, ascoltando la canzone “The sound of silence”, e di scrivere e disegnare la nostra riflessione in lingua inglese.

Ne son venute fuori mille sfaccettature diverse, in base a quello che ognuno di noi ha provato.

 

“Silence for me is a lot of things, because for me there are a lot of types of silence… During the lockdown, I lived the forced silence. I didn’t know what to think, so I simply decided to not think.

That silence was simply nothing. It was a big, black cloud.”

(Albarosa Strippoli)

 

“For me, silence is being alone, with nothing around, without sounds and noises, without people.

Sometimes silence can be ugly…

Other times however, it can be a beautiful thing…

For me, silence is this.”

(Martina Merra)

Al termine dell’attività, a nostra insaputa, la professoressa ha raccolto i nostri disegni e le nostre riflessioni in un video, che ci ha inoltrato. È stato un compito molto emozionante e liberatorio, perché abbiamo potuto liberare le nostre emozioni e i nostri pensieri senza filtri.

Albarosa Strippoli e Martina Merra classe II A Scuola Santarella, a.s. 2019/2020

WHAT IS FRIENDSHIP?       

Tra i compiti che la mia professoressa di inglese ha assegnato alle classi prime in questo periodo di didattica a distanza c’è un’attività che a prima vista potrebbe sembrare molto semplice e banale, ma che allo stesso tempo ha fatto riflettere tanto noi alunni. La domanda a cui dovevamo dare risposta era: – Che cos’è l’amicizia? o detto in questo caso in inglese: – “What is  friendship?”.

Per dare risposta ci è bastato rifletterci su, facendo riferimento alla realtà, pensando a cosa siamo io e coloro che considero “amici” e pensando, soprattutto, a cosa ci lega.

Solo dopo esserci posti una domanda così ardua, possiamo riuscire a trovare risposta e concordo nel dire che per la maggior parte dei casi corrisponderà alla seguente:

“L’amicizia è una delle poche cose rimaste sulla terra che non ha un costo e che nemmeno può

essere comprata, ma che allo stesso tempo, anche se “gratuita” è ciò che regola e dà un senso alla

vita dell’uomo, che non riesce a vivere senza…”

In lingua inglese:

“Friendship is one of the few things left on earth that have no cost and cannot be boughtbut at the

same time, even if it’s “free”, it is what regulates and gives meaning to human life…” 

 

Di Gioia Vincenzo, classe IA, “Santarella”, a.s. 2019/20

 

 

Feedback sul corso Cambridge

Un’esperienza internazionale! Stare a contatto con certi insegnanti di così alto livello è stata una esperienza inenarrabile! Ringrazio i professori e il Cambridge per avermi dato l’occasione di partecipare a un evento così prestigioso!

Diego De Laurentis

It was  an exciting experience to improve English and finally pass the exams!

Ivana Marcone

Anche quest’anno è passato. Per noi ragazzi di terza è stato pieno di studio a causa degli esami, ma a parte questo, la nostra scuola ha fatto in modo che approfondissimo le lingue straniere attraverso il DELF e il Cambridge, corsi extra scolastici di certificazione linguistica. Oggi volevo parlare del Cambridge dal mio punto di vista.

All’inizio abbiamo fatto un test d’ingresso in cui, in base ad un totale di punti, siamo stati divisi in due gruppi: il Flyers e il Ket.

Detto sinceramente, è stato un po’ difficile anche perché eravamo molto ansiosi e avevamo paura di non essere ammessi. Comunque siamo stati tranquillizzati dalle nostre professoresse che ci hanno assicurato che, per non essere ammessi, non avremmo dovuto fare nemmeno un punto!

Dopodiché, dopo circa una settimana, abbiamo avuto i risultati (positivi!) e qualche giorno dopo sono iniziate le lezioni. Inutile dire che è stato emozionante fare un corso di 30 ore assieme a una docente madrelingua inglese di origini irlandesi.

Il corso non è stato noioso, anzi, abbiamo fatto tantissimi giochi e, in più, la docente inglese era davvero simpatica.

Alla fine, per ottenere il diploma del Flyers o del Ket, abbiamo fatto un vero e proprio esame comprensivo di Reading, Writing, Listening e Speaking, con dei membri esterni. Potete solamente immaginare quanta ansia abbiamo provato!

Una volta finito l’esame, i pacchi con i nostri compiti sono stati spediti direttamente a Londra per essere corretti.

I risultati sono arrivati appena in tempo per la consegna dei diplomi dell’esame di Terza Media! E insieme al diploma Cambridge ci hanno dato un cappellino e un segnalibro speciale con la scritta in bianco “Cambridge English” e il suo stemma.

È stata un’esperienza bellissima e io la ripeterei altre cento volte, anche perché non si finisce mai di imparare!

Federica Lamarca

 

I was, with some other students from classes 3 of our school, in a very exciting experience.   A 30 hours Course for Cambridge Certification.The most precious chance has been definitly the relation with a mother tongue teacher. He’s been resiliant, patient, skilled and kind! Finally, the so fearful exams have been successful. I feel very glad about  the whole experience, so I feel like thanking our teachers and our school for having given us this useful chance!

Federica Mangione

Diego De Laurentis, Ivana Marcone, Federica Lamarca, Federica Mangione, classe III F Scuola Santarella, a.s. 2018/19

FESTA DELL’EUROPA: cercatori dei segni

Il progetto segue il tema del Progetto Educativo 2017/18 proposto dall’Associazione Vivere In, che a sua volta si ispira alla decisione del Parlamento europeo di indicare il 2018 come “Anno europeo del patrimonio culturale” ed alla scelta dell’ONU di considerare il 2018 “Anno Internazionale del Turismo sostenibile”.

Cogliendo il valore delle due proposte, il seguente progetto ne assume le finalità educative:

  • Valorizzare il patrimonio culturale dell’Europa quale risorsa condivisa;
  • Sensibilizzare alla storia e ai valori comuni;
  • Rafforzare il senso di identità e la capacità di apertura ad altre culture

Per promuovere un umanesimo di respiro universale e fondativo di nuova civiltà.

Il progetto ha investito l’intero anno scolastico ed ha avuto diverse fasi.

Nella fase iniziale del progetto sono state attivate reti operative dapprima con l’Associazione proponente “Movimento di spiritualità Vivere In”, poi con le altre scuole del territorio ed in particolare con la “Tattoli” che è stata l’unica a rispondere positivamente, con il Museo del Territorio, con la Proloco, con le Misericordie, con l’Associazione Abracadanza ed infine con il Comune e le forze di Polizia.

Nella seconda fase è stata realizzata in ciascuna classe a cura del docente di geografia una schedatura guidata dei beni culturali

presenti nel Paese europeo selezionato; la ricerca e la mappatura di altri beni di rilevanza storico-artistica materiali o immateriali meno conosciuti di cui si è realizzato un dossier tale da poter essere esposto oralmente al fine di valorizzare il bene stesso in una logica di apertura alle altre culture.

Intanto le docenti di lingua hanno preparato una simulata relativa ad una riunione del Parlamento Europeo ambientata nella sala consiliare del Palazzo di Città finalizzata alla presentazione dei beni studiati.

Si è, inoltre, svolto un incontro per classe con le esperte del nostro territorio operanti nel Museo del territorio. Esperte, con cui in un secondo momento si è realizzata una visita sul territorio alla scoperta dei segni ivi presenti per conoscerne la storia in modo accattivante attraverso un’esperienza di turismo consapevole e sostenibile: via Appia, i Titoli, i nostri Tratturi, la

chiesa di S. Lucia, la piscina della Reda, la Chiesa-Neviera.

Infine, le docenti di arte, utilizzando le fotografie realizzate durante l’escursione, hanno rielaborato con gli alunni tutti gli angoli visitati del nostro territorio.

Pagina de “Lo Stradone” pubblicata nello stesso periodo del progetto.

 

Inoltre, dal mese di gennaio si è attivato un laboratorio di danze popolari con le esperte di Abracadanza.

Il giorno 9 maggio, Festa dell’Europa, si è svolta la doppia manifestazione: nel pomeriggio nella Sala Consiliare e in serata in Piazza Cesare Battisti.

Un aspetto che ha caratterizzato tutto il percorso è stato il coinvolgimento di tutti gli alunni delle classi seconde che a vario titolo hanno partecipato al progetto ed il coinvolgimento, trasversale ai corsi, di molti docenti. E’ stato, insomma, un bel lavoro di squadra! 

Gli alunni hanno imparato a valorizzare il patrimonio culturale materiale ed immateriale dell’Europa quale risorsa condivisa; sono stati sensibilizzati alla storia locale e ai valori comuni; hanno rafforzato il senso di identità e la capacità di apertura ad altre culture.

Inoltre hanno potenziato il lessico sia nella lingua italiana che in inglese e francese; hanno imparato a coordinarsi in gruppi non omogenei per sesso e per classe secondo un ritmo musicale; hanno potenziato la loro autostima nell’esporre in pubblico, ecc.

L’esperienza è stata ricca, coinvolgente e positiva.  A testimonianza, ne hanno abbondantemente dato notizia le testate giornalistiche locali.

http://www.lostradone.it/festa-dell-europa-trionf/

http://www.coratolive.it/liveyou/3576/festa-dell-europa-cercatori-di-segni-9-maggio-2018

 

La Redazione

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OPEN DAY: LA SANTARELLA APRE I BATTENTI

Il 30 Novembre la nostra scuola ha aperto i battenti per l’ “Open day”. Il tutto si è svolto dalle 16:00 alle 19:00 ma è stato frutto di settimane di preparazione in cui tutta la scuola è stata in fibrillazione: alunni, insegnanti, vice preside, preside e collaboratori scolastici. Insomma, l’Istituto Santarella non voleva sfigurare ed è, secondo me, riuscito nell’intento. Quasi tutti gli alunni delle classi seconde e terze erano impegnati nella manifestazione ma non è mancato il sostegno delle classi prime.

Nella palestra interna è stato allestito un Planetario gonfiabile gestito dalla stessa azienda presente alla Fiera del Levante: qui il direttore Pierluigi Catizone ha spiegato a bambini e genitori l’Universo e il suo funzionamento, prestando un ottimo intrattenimento per tutti.

In un angolo della palestra facevano bella mostra di sé i Presepi realizzati dalle classi per partecipare al concorso organizzato dal negozio di telefonia Phonix per raccogliere fondi per la “Casa Famiglia della Mamma” di Corato.

Nell’aula di informatica il professore di tecnologia con alcuni alunni ha dimostrato come si possano realizzare al computer con il software Autocad delle grafiche molto belle, producendo dei biglietti da visita progettati precedentemente in sinergia con la docente di arte ed infine esposti per i ragazzi che visitavano la scuola.

Questi ultimi hanno avuto modo di ascoltare, nell’aula linguistica, gli abili allievi dei docenti di lingue che recitavano “L’infinito” di Giacomo Leopardi in francese e mettevano in scena dialoghi accompagnati da power point realizzati appositamente per l’occasione o tutorial in lingua inglese, frutto del lavoro per competenze attuato già da tempo dai docenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

In un’aula e nel corridoio della scuola, nei pressi del busto di Luigi Santarella, le docenti di storia hanno mostrato ai visitatori ilprodotto del Progetto di Ricerca e Formazione intitolato “La storia: Nuovi Orizzonti”, svolto in collaborazione con l’Università di Bari. È stato possibile visionare documenti storici relativi alla nostra scuola “Santarella”, tra cui registri, pagelle, diplomi, lettere, oggetti scolastici risalenti agli anni ’40, ’50, ’60 e ascoltare le spiegazioni di alcuni alunni di classe terza, mentre si diffondeva un sottofondo musicale anni ’40.  Erano esposti anche cartelloni su Luigi Santarella, illustre ingegnere coratino,  a cui è intitolato il nostro Istituto, ricco di storia e di tradizioni, capace nello stesso tempo di rinnovarsi digitalizzandosi, senza dimenticare le sue origini.

Uno degli “eventi” più importanti della serata è stato il discorso della preside ai genitori, riproposto per due volte nel corso dell’Open day, una presentazione della scuola a cui hanno partecipato decine e decine di persone.

La nostra dirigente ha parlato ai genitori delle attività che si svolgono a scuola e dell’obiettivo comune di lavorare, parallelamente all’orario curriculare, sulla piattaforma online “Edmodo”. Questo incontro è stato allietato da una breve e

significativa rappresentazione teatrale tratta dall’intero spettacolo intitolato “Il Piccolo Principe”, che sarà portato in scena a Gennaio 2018 dal gruppo di alunni partecipanti al “Progetto Teatro”.

Nell’ambito artistico, in laboratorio, gli alunni si sono cimentati in una divertente attività con l’argilla e hanno realizzato dei presepi ed altre creazioni. Questo è un progetto che le insegnanti di sostegno e di arte stanno svolgendo con i ragazzi diversamente abili ed altri ragazzi tutor, con l’obiettivo dell’inclusione.

Non potevano essere dimenticate le materie scientifiche: in laboratorio alcuni alunni della nostra scuola hanno compiuto esperimenti. I bambini che hanno affollato il laboratorio di scienze sono stati affascinati e felici di toccare gli strumenti ed immaginare, perché no, di essere tra gli stessi banchi l’anno successivo.

In tutto questo noi della redazione del S@ntarellino siamo stati orgogliosi di presentare ad adulti e bambini il nostro giornale on line e la Biblioteca. È stato davvero bello poter parlare sia della Biblioteca, il luogo in cui sono custoditi i libri, le “chiavi” che aprono le porte della nostra immaginazione, sia di ciò per cui ci  impegniamo. Parlare del nostro blog ci è servito anche per renderci conto di quanto lavoro abbiamo fatto in questi anni sotto la guida  delle insegnanti responsabili del progetto.

Tutto questo sulle note delle canzoni suonate e cantate, nel laboratorio musicale, dagli alunni, con la guida dei docenti di musica e con l’ausilio di tutti gli strumenti presenti (pianoforte a coda, maracas, tamburi, chitarre,…)

Tirando le somme di questa manifestazione, direi che è andata molto bene, perché anche il “servizio d’ordine” ha funzionato alla perfezione, ma soprattutto perché ogni settore e materia di questa scuola sono stati tirati in ballo, permettendo ai bambini che visitavano l’istituto di cimentarsi in quello per cui più erano portati: dall’arte, alla scienza, dalla manualità, alla musica, dalla storia alle lingue, dalla tecnologia al giornalismo.

Una nota negativa? Non poterci essere l’anno prossimo…

Sabino Cifarelli, classe III C, Scuola Santarella, a.s. 2017/2018

 

 

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La mia prima certificazione “TRINITY”

DSCN0425Le classi partecipanti al Progetto “Trinity” sono state le quarte  A, B e C di Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo Cifarelli-Santarella. La quarta A ha partecipato per intero, perciò ha costituito un modulo; mentre l’altro gruppo era formato da noi alunni di IV B e da altri di IV C.

L’esperienza del corso di lingua inglese con l’insegnante Kate Gray è stata bellissima. La pronuncia di una persona madrelingua ci ha dato la  percezione di come possa essere “vivere a Londra” ed a noi  è sembrato di “conversare” ogni martedì in una diversa città inglese. Infatti tutte le attività sono state prevalentemente orali; conversavamo in inglese tra noi, ponendo domande e rispondendo come se fossimo bambini inglesi. Abbiamo utilizzato vocaboli riguardanti gli oggetti e gli arredi scolastici, l’abbigliamento, le parti del corpo, gli animali, ecc. e strutture linguistiche utili alla conversazione.DSCN0439

Alla fine del corso avevamo tutti un po’ timore degli esami, ma ‘per fortuna’, ed anche per merito, tutti abbiamo superato gli esami e molti di noi hanno anche ottenuto una “A”, che è la votazione massima.

Conserveremo il nostro diploma, ricevuto con grande orgoglio, ed anche un bellissimo ricordo di questa meravigliosa esperienza.

We’re very happy. Thank you teachers Kate Gray, Angela Berardi and Valeria Fino.

Gli alunni della IV B del “Cifarelli”: Giorgia Grosso, Giada Nazzaro, Maria Lucrezia Pellecchia, Luigi Rainone, Daniela Spaccavento.

 

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Sabato, 7 maggio abbiamo potuto ascoltare una storia in lingua inglese e vivere una giornata scolastica ‘speciale’ organizzata dalla maestra Angela Berardi.

I nostri attori del “Theatrino” erano tre giovanissimi madrelingua, arrivati direttamente dall’Inghilterra e dalla Danimarca. Essi infatti non capivano l’italiano.

Noi di quinta del plesso “Cifarelli” abbiamo partecipato al racconto di “Excalibur” e di re “Arthur”, mentre i nostri compagni di quarta hanno ascoltato “Robin Hood”.

È stato molto divertente perché non abbiamo solo ascoltato: noi abbiamo interpretato i personaggi della storia e recitato le diverse scene illustrate su alcuni cartelli; abbiamo cantato e ballato.

Tutto il racconto è stato coinvolgente ed entusiasmante. Nel corso del workshop successivo abbiamo svolto giochi in lingua inglese ed a noi è sembrato di essere in un quiz televisivo.

È stata un’esperienza indimenticabile in cui abbiamo imparato molte cose divertendoci e giocando.

Grazie di questa giornata meravigliosa!!!

Gli alunni della V C del “Cifarelli”

Giandomenico Avella

Emanuele Falco