Cellulari: risorsa o nemico?

Uno degli argomenti più discussi al giorno d’oggi è l’utilizzo degli apparecchi elettronici come smartphone, tablet e computer, soprattutto da parte dei ragazzi. 

Le opinioni sono contrastanti, poiché, in alcuni casi, si sono riscontrate ripercussioni preoccupanti legate al loro utilizzo.

Ogni giorno sentiamo parlare di episodi di cyberbullismo avvenuti tramite i social network, episodi che spesso portano a conseguenze molto gravi: i ragazzi che subiscono azioni di bullismo attraverso la rete ne sono così tanto influenzati e condizionati che spesso non ce la fanno a sopportare e arrivano persino al suicidio. 

Tuttavia di questo non si possono incolpare i cellulari, invece si devono incolpare i cosiddetti “leoni da tastiera” che, nascondendosi dietro un anonimo, si divertono a prendere di mira ed insultare gli altri. 

Inoltre spesso i genitori considerano i cellulari “responsabili” del cattivo rendimento scolastico dei propri figli, ma il motivo per cui i figli non conseguono buoni risultati non è il telefono, bensì la loro mancanza di volontà ed applicazione nello studio.

Un problema ancora più grave attribuito all’utilizzo dei telefoni è l’adescamento online di minori. 

Tuttavia,  anche in questo caso, non si può incolpare il cellulare poiché comunque ogni genitore, prima di consegnare un cellulare nelle mani del proprio figlio, deve valutare se quest’ultimo è abbastanza maturo per possederne ed utilizzarne uno. Ma se un genitore pensa che il proprio figlio non sia abbastanza maturo per possedere un cellulare, può ricorrere comunque a molte applicazioni per monitorare i movimenti on-line  del minore.

Secondo me il cellulare, utilizzato con buon senso e con le dovute precauzioni, può essere una grande risorsa per tutte le persone.

Ad esempio gli apparecchi elettronici in generale possono aiutare ragazzi nell’apprendimento, nelle ricerche scolastiche oppure nello svolgimento dei compiti in generale. Possono tenerci aggiornati grazie ai siti di news on line.

Infatti, risorse molto utili soprattutto in questo periodo di reclusione forzata a causa del coronavirus sono le piattaforme on-line per condividere compiti e spiegazioni, come Edmodo, oppure le applicazioni per fare videolezioni, come Zoom, strumenti utilizzati anche dalla nostra classe. 

Il cellulare ci ha aiutato ad eliminare, almeno in parte, la distanza. Grazie ai mezzi di comunicazione e ai social Network, come WhatsApp, Facebook, Instagram e tante altre applicazioni, possiamo tenerci sempre in contatto con i nostri amici e familiari.

Inoltre gli apparecchi tecnologici ci aiutano anche a coltivare le nostre passioni, visto che, su applicazioni come YouTube, possiamo sia pubblicare che visionare video che riguardano argomenti che ci interessano e ci appassionano. 

Dunque, a mio parere, i cellulari e in generale gli apparecchi elettronici, se utilizzati con attenzione e con le dovute precauzioni, possono costituire una grande risorsa per la società in generale, rendendo il nostro tenore di vita migliore.

Giorgia Grosso, classe III C, scuola “Santarella”, a. s. 2019/2020

Dispositivi tecnologici: vantaggi e svantaggi

In quest’ultimo periodo, soprattutto per la Didattica a Distanza, la maggior parte degli adolescenti sta utilizzando sempre più, per comunicare, strumenti tecnologici quali smartphone, tablet e piattaforme digitali come Edmodo e Cloudschooling.

Tutto questo grazie alla rete Internet, oggi indispensabile come mai.

L’utilizzo di questi mezzi permette una serie di operazioni che qualche anno fa sarebbero state impensabili ed ha portato a vere e proprie trasformazioni del nostro modo di vivere.

La tecnologia ed Internet hanno reso molti aspetti della vita quotidiana più semplici ed immediati: si pensi a quando si deve ricercare un’informazione o a quando si deve comunicare con persone che vivono dall’altra parte del mondo.

Nell’ambito scolastico le piattaforme digitali come Edmodo e Cloudschooling sono strumenti che, pur rispettando gli obiettivi di apprendimento classici, rendono il percorso scolastico più stimolante, coinvolgente e, in questo momento di gravissima crisi, quanto mai utili.

Comprendere il mondo digitale aiuterà noi ragazzi di oggi ad utilizzare al meglio la tecnologia nella vita di domani.

Tuttavia esistono alcuni svantaggi che noi ragazzi dobbiamo sicuramente affrontare, primo fra tutti la distrazione dovuta agli innumerevoli stimoli che ne derivano soprattutto se non rispettiamo delle regole nell’utilizzo di tali dispositivi.

A tal proposito, gli adulti sono preoccupati dal fatto che l’abuso dei mezzi tecnologici possa creare dipendenza.

L’uso prolungato di smartphone e tablet può avere ripercussioni anche sulla salute fisica di ciascuno di noi. In primis alla vista o alla colonna vertebrale se si sta seduti davanti ad un PC in modo scorretto e per troppo tempo.

Imparare a gestire la tecnologia è un altro problema da affrontare: quando noi ragazzi effettuiamo una ricerca sul web, dobbiamo fare attenzione ai pericoli che si nascondono; occorre essere in grado di valutare le fonti, escludendo quelle meno appropriate e inaffidabili.

Anche l’interazione sociale potrebbe risentire dell’utilizzo della tecnologia demotivando noi ragazzi alla comunicazione verbale tra coetanei, portandoci all’isolamento e a sostituire la vita reale con una vita virtuale.

Io credo però che il problema non siano questi strumenti tecnologici, ma l’utilizzo che di essi se ne fa.

Luigi Rainone, classe III C, scuola “Santarella”, a. s. 2019/2020

I ragazzi e le tecnologie

La nostra generazione è venuta a contatto precocemente con il nuovo “mondo” delle tecnologie, nei confronti delle quali i ragazzi assumono comportamenti diversi e possono ottenere risultati sia positivi sia negativi.

Al di là del modo in cui le utilizziamo di certo le tecnologie hanno migliorato e semplificato la nostra vita. Hanno stimolato sicuramente la curiosità di ognuno dal momento che, su ogni semplice concetto, in Internet si può effettuare qualsiasi tipo di ricerca, mentre prima per trovare una risposta bisognava, forse, passare delle ore sulle enciclopedie o in Biblioteca Comunale.

Ma bisogna anche ammettere che trovare tutto e subito ha un po’ “rammollito” la forza di volontà delle nuove generazioni.

La prima cosa che facciamo quando ci viene comprato un telefono di solito è installare WhatsApp, applicazione che permette di contattare i nostri amici sia tramite messaggi sia tramite chiamate e videochiamate.

Anche l’utilizzo di WhatsApp può avere conseguenze sia positive che negative: sicuramente ha intensificato i rapporti umani e nello stesso tempo li ha trasformati.

Prima le relazioni erano fondate sulla fiducia e non era possibile in alcuna maniera “controllare” l’altro, dato che non si poteva parlare con una persona ogni volta che si voleva e di certo i legami trovavano il loro fondamento nella forza di volontà. Oggi si può comunicare con tutti in ogni momento, ma è e sarà sempre più bello parlare con una persona faccia a faccia.

Poi ci sono altri social media, un ottimo modo per diffondere idee, creatività, pubblicizzare articoli, cantanti e mettere a confronto varie persone che magari nemmeno si conoscono. Hai la possibilità di incontrare chi la pensa come te, anche se magari si trova dall’altra parte del pianeta, e in quel momento devi capire cosa è giusto fare, perché purtroppo non è stato inventato (mi dispiace rovinare i sogni di qualcuno ma è praticamente impossibile che possa essere creato!) un “aggeggino” che ti dica se la persona con cui stai parlando tramite uno schermo è la persona che tu credi che sia oppure una che vuole prenderti in giro.

Infine ci sono le piattaforme per la scuola che, ora come ora, vengono considerate da alcuni come oro colato, quando personalmente mi confondono le idee, dato che non c’è il professore a ricordarti giornalmente, ora per ora, ciò che devi fare e a spiegare esattamente sia i compiti assegnati che le lezioni nuove.  E soprattutto manca ciò che rende sempre piacevole il tutto: la comunicazione.

La comunicazione dal vivo è fondamentale perché ti permette di capire a pieno gli argomenti.

Bisogna considerare anche un altro aspetto importante: c’è chi usa le tecnologie in maniera utile e diligente e c’è chi le usa in modo irresponsabile e ne diventa purtroppo dipendente; oltre ai problemi psicologici si possono generare problemi alla vista e alla colonna vertebrale.

Ci sono genitori che si accorgono di queste dipendenze e aiutano i propri figli; c’è chi invece non ci fa caso, crede che tutto sia normale e mette tra le mani del proprio figlio un cellulare già in tenera età.

Le tecnologie hanno migliorato la vita, questo sicuramente, ma come tutte le cose bisogna imparare a non usarle troppo, a non diventarne schiavi. Bisogna utilizzarle in maniera utile e a volte, perché no, divertente, ma sempre considerando che fuori dallo schermo c’è la vita reale che ci aspetta.

Maria Lucrezia Pellecchia, classe III C, scuola “Santarella”, a. s. 2019/2020

SOCIAL: PERICOLO O SVAGO?

Tutti noi abbiamo un cellulare, e durante il nostro tempo libero usiamo social network. Ma siamo sicuri su queste piattaforme?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo analizzare i rischi. I pericoli sono il furto d’identità, diffusione illecita di immagini, pedopornografia e cyberbullismo. Basti pensare che le maggior parte delle truffe sono on-line.

Per proteggersi da questi pericoli basta non pubblicare foto altrui, non pubblicare dati personali come numero di telefono, foto con localizzazione, inoltre bisogna cambiare spesso la password e modificare le impostazioni privacy dei social e renderle più restrittive. In Italia sono 54 milioni le persone connesse ad Internet e 31 milioni si connette da dispositivi mobili. 35 milioni di persone passano 2 ore al giorno sui social mettendo LIKE, pubblicando POST, STORIE e lasciando dei COMMENTI.

Facendo un sondaggio ai ragazzi di prima, seconda e terza media abbiamo ottenuto un grafico delle ore che mediamente passano davanti ai social più famosi come INSTAGRAM, YOUTUBE e WHATSAPP. Nonostante noi siamo ragazzi di terza media, ci siamo resi conto che passiamo davvero troppe ore davanti ai social, tempo che sottraiamo alla vita reale.

Gianluca Lotito e Daniele Perrone, classe III F, Santarella, a.s. 2019/2020

FONTI:

https://www.cybersecurity360.it/legal/privacy-dati-personali/i-rischi-dei-social-network-dal-phishing-al-cyberbullismo-i-consigli-per-difendersi/

https://wehub.it/social-network-in-italia/

 

 

 

 

DEEP WEB: IL LATO OSCURO DI INTERNET

Ogni giorno noi siamo abituati a navigare sul web per svariati motivi. E se ti dicessi che esiste un altro “internet” chiamato Deep Web, dove avvengono acquisti illegali, truffe e sottrazioni di credenziali? Il Deep Web è la porzione di Internet che non viene indicizzata dai motori di ricerca, per cui non la troveremo mai tramite Google, Bing, Mozilla Firefox o qualsiasi altro motore di ricerca. Secondo alcune stime, questa parte costituisce il 96% del web. Ci basta osservare questa immagine che paragona il deep web alla parte nascosta di un iceberg situata sott’acqua.

L’accesso a questa parte nascosta di internet è illegale e avviene tramite programmi esterni. Prima di entrare in questo posto tetro e nascosto del web, bisogna prendere le giuste precauzioni, come ad esempio acquistare un Open VPN, ossia un programma creato per la protezione dei dati personali, che permette di nascondere il proprio IP e quindi nascondere la propria posizione reale, nascondere e criptare credenziali o dati sensibili da qualche hacker malintenzionato.

 

 

Fonte: https://www.cybersecurity360.it/cultura-cyber/cose-il-deep-web-e-il-dark-web-cosa-si-trova-e-come-si-accede-tutte-le-istruzioni/ 

Gianluca Lotito e Daniele Perrone, classe III F, Santarella, a.s. 2019/2020

 

Studenti in tv per parlare di bullismo

Una tematica molto sentita in età adolescenziale è sicuramente il bullismo che ultimamente si sta manifestando anche attraverso la rete Internet e l’utilizzo di mezzi elettronici. La diffusione di atti di bullismo e cyberbullismo sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria preoccupa le autorità scolastiche, tanto che ci sono state da parte del ministro dell’istruzione diverse direttive, diverse campagne di sensibilizzazione per prevenire e contrastare tali fenomeni.

Prima di partecipare a questa trasmissione, qualche giorno prima, abbiamo parlato del fenomeno del bullismo sia in classe che durante un incontro che ha coinvolto tutti gli studenti delle classi seconde con il maggiore Francesco Nacca, comandante della Compagnia carabinieri di Trani. L’ufficiale, rispondendo alle nostre domande, ci ha delineato un quadro completo sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, fornendoci informazioni e consigli.

Giovedì 28 Febbraio  noi, come rappresentanti delle classi seconde della Scuola Secondaria di primo grado “Luigi Santarella” di Corato, accompagnati da un’insegnante,  abbiamo  partecipato alla  registrazione di una puntata della trasmissione televisiva Fatti e Misfatti” (il rotocalco settimanale di informazione giornalistica di “Video Italia Puglia” in collaborazione con “La Gazzetta del Mezzogiorno”) per trattare il tema: “Bullismo e Cyberbullismo: una nuova piaga sociale”.

In studio era presente oltre   al conduttore della trasmissione, il giornalista Giampaolo Balsamo, che ci   ha accolto calorosamente facendoci sentire subito a nostro agio, l’ospite della puntata, l’ispettore della Polizia di Stato Gennaro Lanotte, esperto di bullismo e cyberbullismo, e, in collegamento telefonico, il garante regionale dei diritti dei minori, il dottor Abbaticchio.

Prima di salire al piano superiore, nello studio dove abbiamo registrato la puntata, ci è stata data la possibilità di visitare la regia televisiva.

Quello che è stato evidenziato dagli esperti durante la trasmissione è che non bisogna mai tacere la violenza subita, le offese ricevute di persona o tramite i social network e bisogna subito rivolgersi ai genitori e agli insegnanti per informarli dell’accaduto ed eventualmente denunciare presso le autorità competenti.

I soggetti che subiscono atti di bullismo devono essere sostenuti, bisogna creare una rete protettiva intorno a loro, un fronte comune, in modo che non si sentano soli ed abbandonati. Per contrastare bullismo e cyberbullismo e per trovare una soluzione al problema, è necessaria una sinergia fra insegnanti, educatori, genitori e anche tra compagni ed è anche importante capire perché alcuni ragazzi assumano comportamenti da bulli e aiutarli, rieducarli al rispetto reciproco.

Gli stessi genitori devono dedicare più tempo ad ascoltare i propri figli e le loro esigenze, devono dialogare con loro per superare insieme eventuali difficoltà.

L’ispettore Lanotte ha presentato “YOUPOL”, un’interessante e nuova applicazione per smartphone e tablet, diffusa di recente dalle Forze dell’Ordine. Serve per segnalare e denunciare episodi di bullismo e spaccio di droga a cui si assiste ed è possibile anche inviare foto o video che riprendano tali situazioni.

Il dibattito è stato molto interessante e noi ragazzi, sebbene molto emozionati, ci siamo sentiti importanti perché coinvolti in prima persona: abbiamo infatti avuto la possibilità di porre delle domande ed avere delle risposte immediate e significative dal rappresentante delle forze dell’ordine.

Quali sono le forme di bullismo, cosa possono fare i genitori delle vittime affinché essi superino queste difficoltà, come riconoscere un atto di bullismo: ecco alcune delle domande più significative che abbiamo posto nel corso della trasmissione.

Al termine della registrazione, il rappresentante delle forze dell’ordine ci ha dato ulteriori consigli e ci ha parlato, a telecamere spente, dei pericoli del bullismo e della necessità di parlare sempre con adulti, insegnanti, genitori, educatori se si è vittime o testimoni di aggressioni fisiche e verbali nell’ambito scolastico. “Bisogna allontanare il bullo e chiedere aiuto ad una persona adulta che vi può aiutare. Mai restare in silenzio!”. Questo il prezioso consiglio a noi rivelato.

LA NOSTRA PRIMA ESPERIENZA IN TELEVISIONE

E’ un’esperienza che sicuramente non dimenticherò quando ripenserò agli anni vissuti alle scuole medie. Mi sono sentita gratificata di essere stata scelta per rappresentare la mia classe in questa trasmissione. Il giorno prima ho posto tanta attenzione al modo con cui mi sarei dovuta rivolgere all’esperto, con la consapevolezza di dover essere chiare e diretta.

Il giorno della registrazione ero molto entusiasta ma nello stesso tempo agitata, perché se da un lato c’era l’emozione di essere stata scelta, dall’altra temevo di far brutta figura a causa dell’ansia. Tutti questi miei stati d’animo sono svaniti una volta che siamo arrivati in sede, perché la curiosità di ascoltare le risposte ai nostri interrogativi ha preso il sopravvento su tutte le altre emozioni.

Questa esperienza mi ha insegnato che non bisogna rimanere indifferenti di fronte ad episodi di bullismo, ma bisogna avere il coraggio di denunciare e parlarne con gli adulti, perché da queste situazioni si può uscire solo grazie all’aiuto degli altri.

Daniela Capogna, classe II A

 

Sicuramente stare in uno studio televisivo è stato stimolante e particolare, per le tante novità come il dover guardare sempre verso la telecamera, anziché verso chi parla. Ma dopo qualche minuto mi sono subito sentita a mio agio e ho partecipato con grande interesse alla discussione. Essere  stata in Tv è stato per me davvero bello e mi ha fatto sentire più grande e in grado di parlare in pubblico e di stare di fronte alle telecamere. Nello stesso tempo è stato importante riflettere ancora una volta su un tema così attuale come quello del bullismo e scoprire alcuni aspetti che non conoscevo grazie alle risposte dell’esperto e al confronto con gli altri.

Lucrezia  Delfino,  classe II B

 

Una delle cose che sicuramente mi rimarrà impressa di questo anno scolastico è l’esperienza fatta negli studi televisivi della trasmissione “Fatti e Misfatti”: per un giorno mi sono  sentita una giovane giornalista.  Naturalmente sentire le telecamere puntate su di me incuteva una certa paura e soggezione. Mi ricordo in particolare il momento in cui il giornalista pronunciò la frase “Siamo in onda tra tre, due, uno…”

Aspettavo con ansia il mio turno per rivolgere una domanda all’Ispettore di Polizia Lanotte e speravo di non bloccarmi e fare una brutta figura. Per fortuna, invece, me la sono cavata e mi sono sentita più sollevata.

A fine trasmissione abbiamo condiviso tra di noi le nostre emozioni ed eravamo tutti felici ed eccitati!

Grazie alle conoscenze apprese anche in questo incontro credo che noi ragazzi ora siamo più consapevoli, maturi, capaci di individuare e contrastare eventuali atti di bullismo, più pronti ad aiutare e sostenere qualche nostro compagno che potrebbe trovarsi in difficoltà.

Asia  Scaringella, classe II C

 

Grandissima fu la mia emozione quando la mia professoressa di italiano mi comunicò che tra i sei prescelti c’ero anche io.  Ma, con il trascorrere delle ore, l’emozione fu presto sostituita dall’ansia che mi assalì quando arrivò il giorno in cui ci recammo negli studi televisivi di “Video Italia” per la registrazione della puntata.  “E se mi dovessi dimenticare la domanda???”… era la mia più grande preoccupazione, che mi accompagnò lungo il tragitto da scuola alla sede dell’emittente televisiva, preoccupazione che si accresceva man mano che la distanza del tragitto diminuiva.

Entrati poi nello studio, fui colpita dalla presenza di diverse telecamere e dei riflettori accesi. Mi parve strano vedere sul piccolo schermo la mia immagine.

Era arrivato il momento di iniziare, e, dopo la prova dei microfoni, ebbe inizio il countdown vero e proprio accompagnato dalla musica della sigla che mi suscitò più ansia di quanto mi aspettassi. Dopo la musichetta e dopo il via del regista Ruggiero Piombino, una spia rossa si accese sulla telecamera e capii che da quel momento in poi dovevo fissare quella telecamera che era puntata su di me. Sembrava un buco nero e, con pazienza e trepidazione, attesi il momento in cui dovevo parlare.

Ricordo perfettamente… erano le 11.50 quando stavo per avvicinare il microfono alla bocca per rivolgere la domanda al dott. Ludovico Abbaticchio, garante regionale dei diritti dei minori, in collegamento telefonico. Le ultime parole del conduttore che sentii furono “ADESSO C’E’ UNA DOMANDA DA PARTE DI UNA STUDENTESSA CHE VUOLE SENTIRE LA SUA OPINIONE” e, come in tutti i momenti ansiosi, ebbi la sensazione di aver dimenticato tutto e perso la memoria. Poi, però, avvicinai il microfono alla bocca e, dopo tanti lunghi piccoli istanti, lo passai alla mia compagna e un macigno “si sollevò” dalla mia mente. Sapevo che ora dovevo solo guardare quel “buco nero” e potermi godere la conclusione della registrazione.

“Abbiamo finito”, disse all’improvviso il conduttore. Ecco cosa mi fece rendere conto che in fondo non era tanto difficile fare l’ospite in una trasmissione televisiva. Tutta l’ansia che avevo all’inizio era stata davvero troppa. Quasi quasi, però, avrei voluto rivivere quell’oretta… sapendo però cosa mi aspettava!!!

Aurora Balsamo, II D

 

Quella mattina ero molto agitato. Il mio cuore batteva velocissimo. Le gambe mi tremavano. Provavo una sensazione di felicità e paura al tempo stesso.   Discutere in uno studio televisivo su un problema noto a noi giovani come il bullismo mi spaventava. Una volta arrivati, dopo aver osservato con occhi sbalorditi tutte le attrezzature necessarie per registrare, eravamo pronti a girare.

3,2,1… l’intervista iniziò!

Finite le riprese un grande sorriso comparve sul mio volto: dopo un primo momento di ansia, ero riuscito a rilassarmi concentrandomi sulle parole del nostro interlocutore.

Nicolò Calvi, II E

 

Prima di iniziare la ripresa ero molto ansioso: non sapevo il luogo, dove noi ci saremmo dovuti recare, non sapevo cosa fare e altri pensieri di questo tipo si riproducevano nella mia mente: “E se dimentico ciò che devo dire? E se lo dico male?”

Ad interrompere la mia immaginazione fu il giornalista che conduce il programma “Fatti e Misfatti” che ci accolse e ci accompagnò nello studio, dove noi avremmo dovuto registrare la puntata del programma televisivo: un luogo accogliente e molto raffinato. Tutto quello che noi dovevamo fare era guardare una delle tre  telecamere quando una lucina rossa si illuminava perché significava che la telecamera stava riprendendo.  Iniziata la ripresa, all’improvviso mi sentii più calmo e tranquillo e quando arrivò il mio turno posi la domanda con tono deciso e chiaro.  Non mi resi conto del passare del tempo fino a quando le telecamere si spensero: l’orologio  segnava le 11.10.

Non scorderò mai questa uscita perché mi ha permesso di realizzare il sogno di  partecipare ad un programma televisivo e mi ha fatto capire che non bisogna mai rimanere indifferenti dinanzi ad un episodio di bullismo, perché rimanere indifferenti significa essere complici.

Daniele Perrone,  II F

 

Gli alunni Daniela Capogna II A, Lucrezia Delfino II B, Asia Scaringella II C, Aurora Balsamo II D, Nicolò Calvi II E, Daniele Perrone II F, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

I PERICOLI DEL WEB

Al giorno d’oggi i Social network, chat e siti vari vengono usati per comunicare. Bisogna tenere a mente, però, che le informazioni pubblicate attraverso l’utilizzo di questi servizi, oltre ad essere accessibili a chiunque, rimarranno anche memorizzate su internet per un periodo imprecisato di tempo e ciò potrebbe favorire il lavoro di pirati informatici e persone che non hanno buone intenzioni. Per evitare spiacevoli esperienze con Internet è meglio muoversi con cautela ed essere consapevoli dei rischi a cui si va incontro quando si entra in siti che non vengono creati a fin di bene. Anche quando si chatta con qualcuno (ad esempio su Skype o Whatsapp) bisogna prestare molta attenzione perché, anche in queste situazioni, possono nascondersi rischi e insidie di qualsiasi natura. Mai lasciarsi andare a confidenze particolari ed evitare di diffondere dati personali. Inoltre bisogna essere prudenti con ciò che si scarica o si clicca poiché dietro di essi potrebbero nascondersi potenziali hakers o rootkit 

Internet comunque resta sempre una grande risorsa in quanto è possibile accedere ad un’enorme quantità di informazioni. Se un minorenne decide di utilizzare siti di Social networking è necessario che sia consapevole dei pericoli in cui può imbattersi ed i genitori devono essere sempre a conoscenza delle azioni dei figli. 

Il 7 febbraio si celebra la Giornata della Sicurezza in Rete, un progetto lanciato nel 2004 dall’Unione Europea. In oltre cento Paesi del mondo, Italia compresa, si celebra questa Giornata in cui si ricordano i pericoli presenti nel Web. Conoscere il nemico è l’unico modo per difendersi.

 

Alessia Maiorano, classe I E, Santarella, a.s.2017/18

Decalogo delle regole sulla sicurezza in internet 

Sul web ci sono alcune regole da rispettare per averne un uso corretto.

Eccone alcune:

1-Evitare di pubblicare foto o post personali e/o dire solo ciò che si pensa per davvero;

2-Evitare di far conoscere sul web fatti/dati personali agli sconosciuti;

3-Non postare/taggare foto o video di un’altra persona senza averne avuto il consenso;

4-Non “cyber bullizzare” nessun soggetto;

5-Evitare, attraverso qualche virus, di riuscire a far accedere i pedofili ai tuoi dati personali;

6-Cercare di riconoscere notizie false e riferirlo alla Polizia Postale;

7-Cercare di non trasmettere virus informatici attraverso video o foto;

8-Se viene pubblicata una foto o un video in cui ci sono alcuni soggetti che fanno delle azioni non corrette verso altre persone, è suggerito segnalarle alla Polizia Postale;

9-Utilizzare il web solo per scopi utili (in campo scolastico, ricerche…);

10-Non impiegare tempo eccessivo sul web, perché potrebbero causare dipendenza psicologica.

 

D’Introno Rossella Delfino Lucrezia I B; Matera Giusy I D (Santarella, a.s. 2017/18)