Progetto Bimboil Junior: che poesia!

Anche quest’anno la nostra scuola ha proposto agli studenti diversi concorsi, per permettere agli alunni di liberare la propria fantasia, creatività e perché ognuno potesse mettere in gioco le proprie competenze.

L’Istituto ha presentato i concorsi ai quali partecipa da molti anni ormai: il Concorso “Cataldo Leone”, che vede partecipare tutte le scuole di Corato, il Concorso “Il Giralibro”, per il quale gli studenti si relazionano con altri alunni di tutte scuole d’Italia. Quest’anno la nostra scuola ha partecipato a un concorso nazionale diverso dal solito, esteso alle classi seconde dell’istituto, per il quale le conoscenze scientifiche si sono mescolate sapientemente a quelle letterarie.

“Olio in cattedra”, è questo il nome del progetto di Educazione alimentare promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio; il fine è quello di sviluppare nei giovani la consapevolezza di bene, l’olio, che fa parte della nostra gastronomia e caratterizza il nostro Paese, conosciuto in tutto il mondo per la produzione dell’oro giallo.

L’obiettivo didattico del progetto consisteva nell’acquisire nozioni scientifiche in un percorso con l’insegnante di scienze, che fornissero la base per la stesura di un testo poetico, affrontato con l’insegnante di lettere.

Il concorso ha pertanto offerto la possibilità di analizzare l’olio, questo importante bene della nostra terra, dal punto di vista scientifico e letterario.

Le classi seconde partecipanti hanno deciso di sviluppare il tema proposto in maniera dissimile, dando prova di creatività e originalità.

Noi studenti della II D abbiamo lavorato con costanza e impegno per diversi mesi alla realizzazione del progetto.

A dare inizio a questo meraviglioso viaggio fra le ricchezze di cui la natura dispone, che sono la base della nostra dieta mediterranea, è stata la docente di materie scientifiche la quale, conducendo lezioni interessanti e avvincenti che ci hanno visti partecipi, ha introdotto l’argomento evidenziando le caratteristiche scientifiche dell’olio.

L’insegnante ha diviso gli alunni in diversi “gruppi di ricerca” che avvalendosi di media, libri, enciclopedie o testimonianze fornite da persone qualificate, hanno analizzato le diverse caratteristiche dell’olio, quali la pianta, il frutto, la crescita, lo sviluppo, le regioni in cui è diffusa la coltivazione dell’ulivo.

In questo modo, gli alunni hanno potuto arricchire il proprio bagaglio culturale in un modo alternativo: noi studenti, improvvisandoci “piccoli professori”, abbiamo infatti esposto le nozioni apprese alla classe, a seconda del contenuto delle ricerche effettuate. Un ruolo fondamentale è spettato all’insegnante che, mediante le sue conoscenze, ha precisato o corretto alcuni concetti.

Oltre alla sapiente guida della docente, noi alunni abbiamo potuto dissolvere dubbi, perplessità.  Abbiamo poi chiedere il parere circa le nozioni apprese a un esperto, proprietario di un frantoio per parecchi anni: questi ha spiegato il segreto per riconoscere un olio di qualità, i macchinari utilizzati per la trasformazione dell’olio, i diversi processi ai quali l’olio è sottoposto, le caratteristiche dell’oro giallo del nostro territorio.

Il percorso scientifico si è concluso con la realizzazione di diversi cartelloni e plastici tridimensionali a cura dei gruppi. I primi, esposti fuori dall’aula, sono il risultato di quanto maturato nel percorso e si caratterizzano per colori, stili, aspetti grafici.

Il concorso ha consentito agli studenti di poter mostrare il meglio di sé grazie alla propria creatività: noi alunni della 2D ci siamo cimentati nella realizzazione dell’albero di ulivo mediante un plastico tridimensionale! In particolare un’alunna, attraverso un’accurata osservazione dal vero della struttura dell’albero, lo ha realizzato ad altezza d’uomo.

Se credete che il percorso sia volto al termine… beh, avete commesso un errore!
Riprendiamo il tutto da dove ci eravamo fermati. Dopo aver appreso nozioni di carattere scientifico, il compito di guidarci nella buona riuscita del progetto è stato affidato alla docente di lettere, la quale ci ha presentato la tipologia testuale esplicitamente richiesta dal concorso, la poesia: ha pertanto spiegato figure retoriche, tecniche stilistiche e caratteristiche proprie del genere letterario.

Dopo aver acquisito queste nozioni teoriche, noi tutti siamo stati invitati ad esprimere nuovamente la nostra creatività mediante la stesura di più poesie.

La docente, servendosi di esempi rappresentati da testi poetici di grandi poeti, quali Pirandello e Pascoli, ha proposto delle interessanti attività a noi tutti. Ognuno ha dato prova delle conoscenze apprese e delle proprie capacità linguistiche mediante la stesura di una poesia.

Nonostante tutti gli elaborati fossero interessanti, unici nel proprio genere, la docente ha scelto solo un testo poetico, proprio come regole del concorso stabilivano. Il contenuto della poesia scelta ha successivamente preso la forma di un elaborato grafico, usato poi come base di un filmato in cui il testo è stato recitato.

Sono dell’opinione che le istruzioni dei docenti siano state fondamentali affinché il lavoro potesse essere accurato.

Nel testo poetico da me elaborato, “Ode all’olio”, ho sintetizzato in versi le emozioni, sensazioni e ricordi che affiorano nella mia mente quando sento pronunciare la parola “OLIO”: non tutti sono infatti a conoscenza del fatto che l’olio extravergine d’oliva è l’unico e il solo assimilabile al latte materno. La visita dell’esperto, oltre ad arricchire il mio bagaglio culturale, mi ha fatto comprendere quale sia “l’ingrediente” essenziale affinché la poesia non risulti scontata: l’osservazione!

Mi sono pertanto basata sull’osservazione per poter descrivere l’aspetto dell’oro giallo, delineandone le caratteristiche, la consistenza, l’aspetto e completando la descrizione menzionando il sapore e l’odore dal mio punto di vista, avvalendomi di figure retoriche di significato per dare forma alle mie sensazioni.

Negli ultimi versi della poesia ho infine presentato un ricordo molto intimo, personale, costituito da una vicenda quotidiana, alla quale io affido molta importanza: mediante questo ricordo, ho descritto ciò che l’olio rievoca in me, un ricordo che porto nel cuore…

Questo concorso ha fornito la possibilità a me e ai miei compagni di mettermi in gioco: impegno, costanza e determinazione hanno scandito questo percorso. Mi farebbe piacere se la mia classe si aggiudicasse la vittoria, in quanto sono consapevole del lavoro che abbiamo portato avanti e ne sono molto fiera.

Trovo però opportuno concludere citando le parole pronunciate da Pierre de Coubertin, “L’importante non è vincere, ma partecipare”!

 

Nicole Cimadomo, classe II D Scuola Santarella, a.s. 2019/2020

22 aprile: Giornata Mondiale della Terra

Pubblichiamo qui le riflessioni di alcuni alunni che hanno voluto mandarmi i loro pensieri sulla Giornata della Terra, celebrata in tutto il mondo il 22 aprile. Gli alunni sono stati sollecitati dalla visione di un video pubblicato quel giorno su La Repubblica. Noto con piacere che anche se coinvolti nella quarantena, con tutti i disagi che questa sta comportando nelle loro vite, questi ragazzi stanno trovando il tempo e il cuore di pensare al perché dei grandi problemi di cui sentono parlare i grandi e di cui loro per primi sono testimoni. Il S@ntarellino

 

Mother Earth Day 2020

 

Si è celebrata il 22 aprile 2020 la Giornata Mondiale della Terra, dedicata alla salvaguardia del Pianeta.

Il Mother Earth Day fu voluto per la prima volta nel 1962 da J. F. Kennedy.

Nel corso degli anni c’è stata una grande partecipazione internazionale che ha coinvolto oltre 192 Paesi e oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.

Si è affermata così la Green generation.

Inaugurata nel 1970 per sottolineare la necessità di conservare le risorse naturali della Terra, essa ci ricorda che la Terra, definita “Madre” in numerose nazioni, rappresenta il collegamento tra tutte le specie viventi e il pianeta.

Quest’anno l’Earth Day ha compiuto 50 anni.

Rispetto a 50 anni fa si sono fatti tanti passi avanti nel campo della tutela dell’ambiente: la raccolta differenziata, l’attenzione ai mutamenti climatici.

Oggi, a causa del confinamento dovuto alla pandemia da Corona virus,  in molte aree del Pianeta, come per la Cina,  è stata riscontrata una forte diminuzione dell’inquinamento atmosferico e un miglioramento della qualità dell’aria.

Questo è avvenuto anche in Italia, dove in alcune regioni, addirittura  gli animali si sono riappropriati degli spazi cittadini.

Infatti, l’assenza degli uomini ha reso più sicuri e meno spaventati gli animali, che così hanno fatto la loro comparsa anche nelle città.

Quindi il lockdown ci ha fatto comprendere quali sono gli effetti dell’inquinamento!

La chiusura delle aziende, la riduzione dei trasporti e l’utilizzo dello smart working hanno portato la nostra Terra a respirare e le acque dei nostri mari a risplendere.

Questo può significare solo una cosa: lo sviluppo economico e produttivo ha bisogno di una trasformazione che rispetti maggiormente l’ambiente.

Questa situazione forzata ci ha fatto capire che si POSSONO e si DEVONO attuare scelte in favore dell’ambiente anche quando questa situazione di emergenza sarà terminata.

Luigi Balducci, classe II C Scuola Santarella, a.s. 2019/20

 

La terra si è ripresa i suoi spazi

 

Il 22 aprile si celebra l’Earth Day 2020, la Giornata mondiale della Terra, il più grande evento ambientalista del Pianeta che quest’anno celebra la 50° edizione.

Questa giornata l’abbiamo passata in casa, come tutti i giorni dal 5 marzo in poi.

A causa del Covid-19 tutti gli italiani sono in quarantena per evitare la diffusione di questo virus, che pare abbia fatto prodotto danni ingentissimi.

In piena crisi globale, miliardi di persone sono state toccate da chiusura di scuole, attività’ commerciali, isolamento e misure di distanziamento sociale.

La terra si è ripresa i suoi spazi.

E per quale motivo?

Perché con il cambiamento delle nostre abitudini, l’inquinamento in Italia è diminuito!

Nel porto di Cagliari sono stati avvistati dei delfini, nella fontana di Trevi nuotano le anatre, l’acqua di Venezia è di nuovo limpida.

I cinghiali, i cigni, perfino i cervi si stanno riprendendo i propri spazi nell’ambiente.

Noi rinchiusi in casa, gli animali fuori dalle gabbie, in libertà, in ogni parte del mondo!

Flavia Bevilacqua, classe III A, scuola Santarella, a.s. 2019/20

 

2050 senza ghiacciai?

 

La giornata della Terra 2020, vissuta nel periodo Covid19, deve farci riflettere molto su quanto sta accadendo sul nostro fantastico pianeta.

Il 2019 è stato l’anno più caldo mai registrato per l’Europa, con temperature medie di quasi 2 gradi al di sopra di quelle registrate dalla seconda metà del XIX secolo.

Il rapporto sullo stato del clima in Europa di Copernicus, il programma per l’osservazione della Terra dell’UE, rileva come ben 11 dei 12 anni più caldi di sempre si siano verificati dal 2000 a oggi.

I dati, diffusi nella 50esima Giornata mondiale della Terra, parlano di mesi bollenti a febbraio, giugno e luglio, di siccità, piogge intense e scioglimento dei ghiacci in Groenlandia.

Il Copernicus rivela che i livelli di concentrazioni di CO2 nell’atmosfera continuano ad aumentare.

I dati mostrano che gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati e il 2019 è il secondo anno più caldo di sempre nel mondo.

Il periodo dal 2010-2019 ha fatto registrare temperature da record. L’anno appena trascorso ha registrato temperature superiori alla media del periodo 1981-2010 di 0,6 gradi centigradi e la temperatura media degli ultimi 5 anni è stata maggiore di 1,1 e 1,2 gradi centigradi rispetto al livello preindustriale.

Con il 2019, l’Europa ha vissuto il suo anno solare più caldo, di poco superiore al 2014, 2015 e 2018. Inoltre, secondo le misurazioni satellitari delle concentrazioni globali di CO2 atmosferica, in quest’anno la CO2 ha continuato a crescere.

Inoltre la conseguenza dell’innalzamento delle temperature non finisce qua. Secondo uno studio dell’Università di Amburgo, il Mar Glaciale Artico potrebbe ritrovarsi del tutto libero dai ghiacci anche prima del 2050.

Tutto questo, calotte polari che si sciolgono, crescita del livello dei mari, fenomeni meteorologici estremi, precipitazioni sempre più diffuse, zone colpite da siccità e ondate di calore senza precedenti, sarà causa di un disastro sulla nostra terra.

Il Mediterraneo si sta trasformando in una regione arida, il che lo rende ancora più vulnerabile di fronte alla siccità e agli incendi boschivi.

L’Europa settentrionale sta diventando molto più umida e le alluvioni invernali potrebbero diventare un fenomeno ricorrente.

Le zone urbane, nelle quali vivono oggi 4 europei su 5, sono esposte a ondate di calore e alluvioni e all’innalzamento del livello dei mari, ma spesso non sono preparate per adattarsi ai cambiamenti climatici.

Non posso immaginare che i nostri poli artici un giorno siano privi di ghiaccio.

Ho cominciato a conoscere la mia Terra studiando i libri di eografia, guardando i documentari,

che mi affascinano da sempre e ho imparato quindi a considerare maggiormente i ghiacciai e gli animali che vivono lì…

Come si può pensare che domani tutto questo non ci sia più?

C’è forse ancora una speranza di bloccare questo processo di autodistruzione dell’uomo, e spero che questa pandemia faccia riflettere tutti noi, dal più piccolo al più grande uomo della Terra.

Michele Lamarca, classe II C Scuola Santarella, a.s. 2019/2020

 

La voce della nostra Terra

 

Alle origini il nostro pianeta era sicuramente incantevole, con i suoi paesaggi mozzafiato, con le sue bellezze naturali.

Nel corso del tempo, però, dalla loro comparsa fino ad oggi, gli uomini hanno trasformato la Terra, hanno cercato di renderla “abitabile”, l’hanno adattata alle loro esigenze di vita, hanno tagliato alberi, prosciugato paludi, incendiato boschi e hanno creato montagne non certo naturali, ma di spazzatura, di rifiuti di ogni genere!

Hanno lavorato tanto per costruire edifici, strade, ponti, mezzi di trasporto sempre più efficienti e sofisticati, industrie all’avanguardia.

Nel frattempo tutto è stato “contaminato” dalla presenza umana: l’aria, carica di gas tossici, è diventata irrespirabile; l’acqua dei fiumi, dei laghi e dei mari ha perso il suo colore cristallino e ora ospita materiali non viventi, bottiglie di plastica, macchie oleose di petrolio; il terreno è stato inondato da sostanze chimiche.

Anche gli altri esseri viventi, piante ed animali, hanno dovuto subire le trasformazioni attuate ed imposte dagli uomini, hanno dovuto adattarsi a nuove condizioni di vita: i loro habitat naturali si sono ridotti sempre di più oppure sono scomparsi, la loro stessa vita è stata minacciata, messa in pericolo proprio dall’uomo.

E tutta la Terra ha assunto un nuovo aspetto, completamente diverso da quello originario.

Nessuno si è domandato, però, se l’ambiente potesse sopportare tutte queste trasformazioni, se fosse capace di sostenere le conseguenze delle azioni umane. Nessuno ha ascoltato la voce della natura che chiedeva RISPETTO, che parlava attraverso tante manifestazioni, alluvioni, frane, catastrofi…

Ad un certo punto la Terra ha reagito, si è ribellata a gran voce e finalmente ha costretto tutti i suoi abitanti ad ascoltarla.

Gli uomini hanno dovuto FERMARSI, smettere di AGIRE.

La pandemia ha obbligato tutti a PENSARE, a riflettere sugli errori commessi.

Il nuovo virus ci ha resi tutti uguali, tutti impotenti. Forse solo così possiamo capire quanto la Terra sia IMPOTENTE di fronte ai nostri comportamenti sbagliati!

Oggi la nostra Terra è come una persona “malata”, che per tornare a vivere ha bisogno di tante cure, di tante attenzioni, della nostra amorevole presenza.

Il nostro pianeta può essere curato o è destinato a soffrire ancora?

Tutto DIPENDE da noi.

Se non restiamo indifferenti di fronte alla malattia, se ci comportiamo con responsabilità ed impegno, allora ci potrà essere una SPERANZA.

La nostra Terra ritornerà a sorridere e anche noi insieme a lei!

Antonella Petrone, classe II C Scuola “Santarella, a.s. 2019/2020

 

Fonti: https://video.repubblica.it/dossier/rgreen/earth-day-effetto-lockdown-cosi-la-terra-e-tornata-a-respirare/358671/359227

 

IL MONDO CHE VORREI…

Di certo il mondo che vorrei non è quello di oggi.

Il mio mondo ideale è come un unico corpo in cui ogni uomo sia il centro, il cuore oppure la mente, cioè l’organo più importante e vitale di tutti.

Io immagino un mondo in cui ognuno si interessi, si preoccupi, si prenda cura dell’altro, in cui ci siano amore e armonia e non odio, tristezza o dolore.

Il mondo sarebbe perfetto se ci fossero libertà e rispetto reciproco, legami veri di fratellanza e solidarietà tra tutti i popoli, se ci fossero uguaglianza e giustizia uguale per tutti, se nessuno fosse discriminato per il colore della pelle, per il suo pensiero politico e religioso, per la sua lingua, per le sue condizioni personali, sociali ed economiche.

Ognuno dovrebbe conoscere i propri diritti inviolabili, ma anche adempiere ai propri doveri e soprattutto dovrebbe impegnarsi affinché i diritti di tutti siano riconosciuti e garantiti, i diritti fondamentali come il diritto a soddisfare i propri bisogni primari (alimentarsi, coprirsi), il diritto ad avere una casa, un luogo in cui ripararsi, il diritto allo studio e all’istruzione, il diritto al lavoro e il diritto alla salute.Vorrei un mondo in cui ci sia la pace per tutti, in cui sia bandito l’utilizzo delle armi, in cui nessun popolo faccia guerra ad un altro, proprio perché le risorse ed i beni sono disponibili per tutti, sono distribuiti a tutti in modo giusto ed equilibrato.

Il mio mondo ideale è un mondo in cui non ci siano popoli forti o deboli, popoli superiori o inferiori, popoli dominatori o popoli sottomessi, ma tutti popoli sovrani di Repubbliche democratiche, repubbliche in cui siano rispettate tutte le libertà: libertà di pensiero, di opinione, di stampa, di riunione ed associazione, di religione, di spostamento…

Il mio mondo ideale è un mondo in cui non ci siano violenze, aggressioni a uomini, donne e bambini, in cui non ci siano furti o altre azioni criminali, un mondo in cui nessuno abbia paura dell’altro, ma ognuno possa fidarsi completamente dell’altro. Un mondo unito, senza divisioni, senza barriere e senza frontiere.

Sogno un mondo in cui siamo circondati dal verde, da tante piante rigogliose e da fiori di mille colori che rilasciano mille profumi, un mondo in cui siamo liberi da ogni forma di inquinamento ed ognuno si prenda cura della propria casa, della natura, dell’ambiente, del patrimonio culturale ed artistico. Anche gli animali dovrebbero essere liberi e vivere da selvaggi nel loro habitat naturale.

Infine i diritti e i doveri dei cittadini dovrebbero essere raccolti in una Legge scritta valida per tutti, nota a tutti, una legge non solo italiana, ma mondiale, denominata precisamente Costituzione Mondiale, tradotta in tutte le lingue e presente in ogni famiglia del mondo.

Sono consapevole che il mondo che immagino nei miei sogni sia tanto speciale quanto difficile da realizzare, ma sono convinta che con l’impegno di tutti possa veramente diventare migliore, più giusto e più bello.

Antonella Petrone, classe II C, Scuola “Santarella”, A. s. 2019/2020

EMERGENZA CLIMA: UNA BATTAGLIA DA VINCERE AD OGNI COSTO

“Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta. Richiede, pertanto, la massima cooperazione di tutti i Paesi con l’obiettivo di accelerare la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra”.

Questa è la premessa fondamentale dell’Accordo di Parigi sul clima approvato nel corso della Conferenza tenutasi a Parigi nel dicembre 2015. Per poter entrare in vigore nel 2020, l’accordo deve essere ratificato da almeno 55 Stati che rappresentano il 55% delle emissioni mondiali di gas.

Molti Paesi ricchi e potenti, però, rimangono ancora indifferenti e silenziosi di fronte all’emergenza climatica. Paesi come India, Cina e Turchia si pongono addirittura l’obiettivo di aumentare le centrali a carbone che sono molto dannose per l’ambiente.

Proprio per la necessità e l’urgenza di provvedimenti seri e drastici, il 23 settembre 2019 a New York si è tenuto un Summit di Azione sul clima delle Nazioni Unite e la protagonista del vertice è stata Greta Thunberg, la sedicenne attivista ambientalista che ormai da più di un anno combatte instancabilmente per la salvezza del nostro pianeta, per la salvezza della generazione presente e di quella futura.

Lei è molto arrabbiata e delusa, nessuno ascolta ciò che la scienza afferma da anni: la minaccia di cambiamenti climatici porterà presto alla distruzione dell’equilibrio ambientale, bloccherà inevitabilmente lo sviluppo di molti settori come quello dell’agricoltura, causerà la sofferenza e la morte di molte persone, porterà i popoli alla guerra per poter avere  il prezioso “oro blu”, l’acqua.

Greta dà un esempio concreto a tutti, ai giovani e ai ragazzi della nostra età.

Un anno fa, nell’agosto 2018, invece di andare a scuola, protestava da sola di fronte al Parlamento svedese di Stoccolma, con il cartello “Sciopero per il clima” tra le mani.

Con la sua voce, la sua tenacia, la sua determinazione Greta pian piano è riuscita a contagiare tanti giovani che oggi seguono il suo esempio e protestano sulle strade di tutto il mondo. Oggi Greta non è più sola ed è considerata la leader del movimento giovanile #FridaysForFuture, che si batte affinché siano intraprese azioni di governo e di organizzazione internazionale più efficaci nel contenere gli effetti del collasso climatico e dell’estinzione di massa del vivente oggi in corso.

Greta si sente costretta ad agire, dato che le nazioni ricche, i politici al governo che non si impegnano a contrastare il cambiamento climatico. Le sue parole risuonano forti e chiare:

Mi avete rubato i sogni e l’infanzia con le vostre parole vuote. E io sono una delle più fortunate. Le persone stanno soffrendo. Le persone stanno morendo. Interi ecosistemi sono al collasso. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto quello di cui parlate sono i soldi e le favole dell’eterna crescita economica. Come osate?!

Non deve essere solo una preoccupazione di Greta, ma di tutti i giovani, di tutta l’umanità.

Anche il Papa ha lanciato diversi appelli invitando tutti ad assumersi le proprie responsabilità, invitando i politici a “destinare maggiori risorse umane, finanziarie e tecnologiche per limitare gli effetti negativi del cambiamento climatico e aiutare le popolazioni più deboli e vulnerabili che soffrono maggiormente”.

Al Summit del 23 settembre, 66 Stati hanno ascoltato il grido di allarme dei giovani e hanno promesso riduzione dei gas serra, stop all’uso dei combustibili fossili e passaggio ad energie pulite e rinnovabili, entro il 2050. Non deve essere però un impegno “fluido”, ma una gara, una battaglia da vincere a tutti i costi e per il bene di tutti.

È una lotta contro il tempo, una lotta da portare avanti tutti insieme, “uniti ed inarrestabili”, in ogni momento della nostra vita quotidiana.Ciascuno di noi, nel proprio piccolo, con la propria buona volontà, i mezzi a disposizione e le proprie energie può e deve dare il suo contributo, deve far sentire la propria voce e deve essere di esempio per gli altri.

Non tutto è perduto, c’è ancora una speranza, ma dobbiamo correre, molto più velocemente del cambiamento climatico: questa è la sfida che ci aspetta.

Antonella Petrone, classe II C, Scuola “Santarella”, A. s. 2019/2020

 

UN ALBERO PER IL CLIMA, UN ALBERO PER IL NOSTRO FUTURO

Il 21 Novembre è una data importantissima per tutti: ogni anno si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi, esseri viventi indispensabili per la nostra vita, per la nostra sicurezza, per il nostro futuro.

Proprio in occasione di questa ricorrenza, il 19 Novembre 2019, noi alunni della classe 1ᵃ F, con i compagni della classe 1ᵃ B, abbiamo incontrato un maresciallo del Corpo Forestale ed un suo collega che, attraverso la visione di un PPT, ci hanno spiegato l’importanza degli alberi e i loro preziosi benefici.Innanzitutto ci hanno parlato dell’albero tipico del nostro ambiente, la quercia ROVERELLA, che è molto grande e si trova sulle Murge e hanno sottolineato che tutte le piante, per vivere, hanno  bisogno di luce, di acqua e di un ambiente fresco.

Poi hanno illustrato le numerose funzioni dei nostri amici alberi: svolgono una FUNZIONE IDROGEOLOGICA che consiste nel drenare l’acqua ed evitare che il terreno frani; altrettanto importante è la FUNZIONE ECOLOGICA degli alberi che rallentano l’evaporazione dell’acqua e, grazie ai loro processi di respirazione e fotosintesi clorofilliana, assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, contribuendo alla pulizia dell’aria.

Non dobbiamo dimenticare che le foreste sono gli ALLEATI DEL CLIMA, sono i “polmoni” della nostra Terra, infatti purificano l’aria e danno una nuova forza alla nostra gente. Inoltre gli alberi hanno una FUNZIONE PAESAGGISTICA: rendono bello il paesaggio con i loro diversi colori e forme.

In seguito, abbiamo riflettuto sull’inquinamento ambientale e sulla raccolta differenziata che si svolge anche nella nostra città. In particolare la plastica è un grande problema e si deteriora solo dopo decenni, perciò dal 2021 verranno banditi gli oggetti in plastica monouso (come bicchieri, piatti, posate, cannucce, palloncini…), proprio per tutelare l’ecosistema e l’ambiente in cui viviamo. Infatti i nostri rifiuti di plastica giungono al mare sospinti dal vento o trascinati dalle acque dei fiumi o dagli scarichi urbani; le micro particelle di plastica vengono ingerite da alcuni animali marini che a loro volta vengono ingeriti da noi, con gravi danni per la nostra salute.

Noi siamo “ospiti” di questa Terra, quindi dobbiamo rispettarla e proteggerla in ogni occasione.

Se assistiamo ad una violazione nei confronti dell’ambiente, dobbiamo subito telefonare al numero 1515 – Emergenze ambientali oppure al 112 – numero unico europeo di Emergenza – e segnalare ciò che è accaduto all’Arma dei carabinieri.

Nel corso dell’incontro con il Maresciallo la frase che ci ha colpito di più è stata: “Voi siete la generazione futura; ciò vuol dire che ciascuno di noi deve insegnare ai propri figli il rispetto dell’ambiente”.

Rispettare la natura vuol dire SALVAGUARDARE sia il mondo animale sia il mondo vegetale. Bisogna conoscere per reagire: conoscere il territorio, l’ambiente o la città in cui si vive è importante per saper reagire ad episodi di inquinamento.

La festa dell’albero è stata un’occasione per esprimere, attraverso il linguaggio poetico, tutto il nostro affetto per gli amici alberi: ecco alcune delle poesie scritte da noi in loro onore.

E ricordiamo sempre:

Chi pianta un albero, pianta una speranza!

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Alessandro Balducci, Michelangelo De Robertis, Alessandra Mangione, Antonio Zucaro, Scuola “Santarella”, Classe I F, A. s. 2019/2020

FESTA DELL’ALBERO: UN SALTO NELLA STORIA

Ogni anno il 21 novembre celebriamo gli alberi, il loro indispensabile contributo alla vita poiché essi svolgono l’importante funzione di assorbimento di anidride carbonica e di restituzione di ossigeno e di protezione della biodiversità.

Sapete quali sono le origini di questa festa?

Seguiteci nel nostro viaggio e lo scoprirete!

Sin dai tempi più antichi gli alberi sono stati curati, onorati e rispettati per la loro bellezza, per la loro “saggezza”: sono gli esseri viventi più antichi e longevi del pianeta, possono raccontare tante storie e, dietro la loro corteccia ruvida, nascondono tanti segreti a prima vista inaccessibili.

Gli alberi in passato sono stati considerati sacri, al pari degli esseri umani, addirittura come divinità.

Già nel periodo dell’antica Grecia l’albero aveva un ruolo fondamentale, perché erano molto diffusi l’albericoltura e l’impianto di boschi.

Questa usanza arrivò anche nell’antica Roma dove i boschi erano consacrati alle divinità. In epoca romana le “Lucarie” erano la più grande festa silvana: si celebrava il 19 e il 21 luglio in onore degli alberi che erano stati impiantati nei mesi precedenti. Numerosi erano inoltre i numi e i geni tutelari dei boschi e delle selve come Silvano che veniva rappresentato in procinto di collocare a dimora una piantina di cipresso.

Il primo “Arbor Day” fu istituito nel 1872, in Nebraska, con l’intento di dedicare un giorno all’anno alla piantagione di alberi per sensibilizzare le persone in merito al rispetto dell’ambiente.

Nell’anno 1898, lo statista Guido Baccelli, Ministro della Pubblica Istruzione, fece celebrare in Italia la prima Festa dell’albero che fu istituzionalizzata nella Legge Forestale del 1923, con lo scopo di infondere nei giovani l’amore per la natura.

Nel 1992 fu istituita una legge che prevedeva che ogni Comune piantasse un nuovo albero per ogni bambino nato.

Purtroppo essa, adesso, non viene più considerata ed è un vero peccato!

Immaginate quanti alberi avremmo ora! Saremmo veramente ricchi…

Nel 2013, con la Legge n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, è stata istituita dal ministero dell’Ambiente la “Giornata Nazionale degli Alberi” da celebrare il 21 novembre di ogni anno, con l’obiettivo di promuovere la tutela dell’ambiente, la riduzione dell’inquinamento e la valorizzazione degli alberi in città.

Un albero per il clima, #ChangeClimateChange: è lo slogan che quest’anno accompagna la Festa dell’Albero.

L’iniziativa è stata promossa da Legambiente che, dal 21 novembre e per tutto il week end, ha organizzato circa 500 appuntamenti in tutta Italia con la piantumazione di nuovi alberi.

Ha scelto l’area del Vesuvio in Campania per piantumare 300 nuovi alberi (tra lecci, querce, corbezzoli) e risanare la ferita causata dall’incendio boschivo del 2017, che ha devastato oltre tremila ettari del Parco Nazionale del Vesuvio.

Senza gli alberi la vita sulla Terra sarebbe impossibile.

Le specie vegetali infatti ci donano ossigeno, fondamentale per la nostra vita, contribuiscono alla pulizia dell’aria eliminando inquinanti come ozono, ossidi di nitrogeno e biossidi di zolfo, mitigano gli effetti della crisi climatica.

Tutte le scuole italiane che aderiscono all’iniziativa mettono a dimora piccoli alberi nei giardini delle scuole, nei parchi e nelle zone abbandonate. Così avviene anche per il nostro Istituto Comprensivo: nel giardino della scuola “Cifarelli” viene piantato un bellissimo leccio.

Impegniamoci tutti ad avere cura dei nostri alberi, dei nostri boschi, delle nostre foreste!

Sara Brattelli, Lidia Torelli, Scuola “Santarella”, Classe I F, A. s. 2019/2020

LA TERRA È IL NOSTRO FUTURO

Il 19 novembre abbiamo fatto una lezione speciale sugli alberi con i carabinieri forestali in occasione della “Festa dell’albero”. Questa festa si festeggia ogni 21 novembre.

Fin dai tempi più antichi, agli alberi e ai boschi è stata attribuita una grande importanza. In Italia la prima festa dell’albero fu celebrata nel 1898 per iniziativa dello statista Guido Boccelli, quando ricopriva la carica di Ministro della Pubblica Istruzione.

Nel 2000 la “Festa dell’albero”è stata ufficializzata, con lo scopo di creare una sana coscienza ecologica nelle generazioni future.

Tutta la Terra è composta da elementi vegetali.

L’albero tipico del nostro territorio è la quercia Roverella.

Il contributo dell’albero è importante perché ci dà OSSIGENO, viene usato come COMBUSTIBILE, dà vita alla carta…

Inoltre l’albero ha diverse funzioni:

-Funzione idrogeologica

-Funzioni ecologica

-Funzione paesaggistica.

E’ molto importante tutelare l’ambiente e possiamo farlo anche noi attraverso piccoli gesti.

Se notiamo che avvengono delle violazioni ambientali possiamo chiedere informazioni o aiuto al numero 1515 o 112.

BISOGNA RISPETTARE LA NATURA, PERCHE’ ESSA  CI HA CREATO E NOI DOBBIAMO SALVARLA.

Condividiamo le parole di ARISTOTELE che affermava che “In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso”. Oggi, infatti, noi ragazzi non possiamo sottovalutare questi problemi che sono diventati emergenze globali.

Alessia Labartino, Sofia Amorese, Domenico Ardito, Cristiano Avella, Annaclaudia Biancolillo

classe 1B, Santarella, a.s. 2019/20

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Mia e il leone bianco

Ho avuto l’occasione di vedere al cinema con i compagni di scuola e le mie insegnanti un noto film, “Mia e il leone bianco”, che ha commosso sicuramente i ragazzi ma anche adulti.

Il film affronta tematiche prevalentemente legate all’ambiente, al rapporto dell’uomo con gli animali e la natura in genere, ma affronta anche i conflitti familiari: la ribellione di una ragazzina alle scelte dei genitori che si trasferiscono dall’Inghilterra in Sudafrica.

Ma l’amicizia e l’affetto del piccolo leone Charlie trasformano Mia, che ama il leone e lo difende da un mondo adulto spesso avido e incapace di vivere veri rapporti di amicizia e di rispetto.

Quando il padre di Mia, preoccupato del rapporto della figlia con Charlie diventato adulto, decide di vendere l’animale, la situazione precipita.

Il contrasto con i genitori diventa molto teso fino alla disobbedienza. Solo il fratello aiuta Mia, quando nasconde ai genitori la fuga in macchina della ragazza con il leone, verso una riserva in cui poter ridare a Charlie la libertà.

Certamente la disobbedienza verso i genitori e i tanti gesti di ribellione, come sparare alla gamba del padre, non sono da prendere come esempi, ma d’altra parte l’insegnamento della storia è quello di spingerci a credere negli ideali positivi e a non mollare mai, a credere fino in fondo in ciò che si sta facendo.

Proprio come la giovane svedese Greta Thunberg, che sta sensibilizzando il mondo, trascinando milioni di giovani a prendere coscienza dell’importanza del salvare il pianeta, se vogliamo salvare noi stessi e le generazioni future da un completo disastro. Lei, così giovane ma così determinata e convinta delle sue idee, affronta anche i potenti della terra per spingerli a prendere coscienza e a mettere in pratica provvedimenti concreti per la salvezza di tutti.

Il film infine ci porta ad ammirare i meravigliosi territori e colori del Sudafrica, dove la storia è ambientata!

Vito Di Zanni, classe II D Scuola Santarella, a.s. 2019/2020

Festa d’Autunno

(Alunno “Cifarelli”)

La festa d’autunno tenutasi il 18 novembre nello spazio antistante i due plessi della Scuola Primaria “Cifarelli” e la Scuola Secondaria “Santarella”, ha visto la partecipazione gioiosa degli alunni dell’intero Comprensivo, inclusi i bambini della Scuola dell’Infanzia. Una grande festa di quartiere con un ricco programma fatto di balli, canti, laboratori espressivo-manipolativi, artistici, ha richiamato centinaia di persone accorse ad applaudire i nostri “artisti in erba” e a gustare le castagne arrostite al momento grazie alla disponibilità della Confraternita della Parrocchia di S. Domenico. Originali e molto apprezzati anche gli involucri realizzati da noi ragazzi della Santarella per contenere le caldarroste, dei coni fatti di carta paglia a cui abbiamo allegato dei pensieri sull’autunno prodotti durante un laboratorio di scrittura creativa.

Insomma una grande festa che ha allietato i nostri cuori e anche le nostre… pance!

(Alunno “Santarella”)

(Alunni Torre Palomba)

AUTUNNO

L’autunno è bello

per capirlo non serve cervello

molte cose potrai scordare

ma mai dimenticare.

Le foglie son teli

fragili come steli

ci passa attraverso anche il sole

bello come mille parole.

(una delle poesie d’Autunno prodotte dagli alunni della Santarella per decorare i cartocci delle caldarroste)

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L’autunno arriva nelle scuole!

Alcune classi delle scuole di primo e secondo grado dell’Istituto comprensivo “Cifarelli-Santarella” hanno partecipato alla “Festa d’autunno”, manifestazione svoltasi nel pomeriggio del 18 novembre.

Le classi I A, III A, I C, I D, II D, IG della Scuola Santarella si sono messe alla prova aderendo ad un laboratorio di scrittura creativa.

 

Esso è stato suddiviso in varie parti. Nella prima vari volenterosi alunni hanno creato alcune poesie inerenti all’autunno e, in particolare, alle castagne. Successivamente altri ragazzi con una bella grafia hanno trascritto le poesie su dei cartoncini a forma di castagne o di foglie in base all’argomento della poesia. Il tutto si è svolto in classe con la supervisione delle professoresse.

La seconda parte si è svolta nel pomeriggio del giovedì precedente alla manifestazione dalle 13:10 alle 16:00. Il pomeriggio si è articolato in questo modo: dopo aver consumato il proprio pranzo a sacco, gli alunni hanno potuto dare sfogo alla loro creatività: disegnando, colorando, creando cartocci per le caldarroste e scrivendo poesie per quanto concerne l’argomento della manifestazione.

E ora arriviamo finalmente al gioioso giorno. La “Festa d’autunno” si è svolta nelle piazze antistanti i due plessi scolastici Santarella e Cifarelli.

Nella piazza prospiciente al Cifarelli si è svolto un laboratorio intitolato “Impronte d’autunno” ed era rivolto per lo più ai bambini che potevano esprimere il proprio concetto d’autunno attraverso fantasiosi disegni a tempera.

Nel piazzale antistante alla Santarella si sono svolte svariate attività ed esibizioni; per esempio dei bambini hanno deliziato i passanti con piccole performance ed esibizioni di canto. Ma l’attività che ha entusiasmato di più è stata la vendita delle caldarroste il cui ricavato è andato in beneficenza. Inoltre le caldarroste erano poste in dei cartocci su cui erano scritte le stesse poesie inventate dagli alunni durante il laboratorio. Così i passanti potevano sia sfamarsi che intrattenersi con piccole poesie.

Il punto di forza di questo progetto è stata la collaborazione tra alunni e corpo docenti i quali si sono messi in gioco per rendere il pomeriggio del 18 novembre un momento indimenticabile. Infatti questo progetto aveva il fine sia di educare dal punto di vista intellettivo con il laboratorio di scrittura creativa (quindi incitando gli alunni a inventare poesie), sia dal punto di vista umano perché gli alunni hanno compreso il vero significato della collaborazione e della solidarietà.

Sara Rignanese, classe II D Scuola Santarella, a.s. 2019/20