SAPIENTINO FAI-DA-TE

Quanti di voi, quando erano piccoli, non hanno giocato con il Sapientino?

Noi ragazzi della classe III F, grazie alla nostra professoressa di matematica e scienze, abbiamo potuto costruire il gioco che ha caratterizzato la nostra infanzia.

Studiando l’elettricità tra Volt e Watt e circuiti elettrici, approfonditi anche in tecnologia, abbiamo voluto creare questo “Sapientino” utilizzando, appunto, un vero e proprio circuito elettrico.

Seguendo un tutorial su internet e acquistando i materiali occorrenti, siamo stati in grado di costruirne tanti.

Il materiale di cui abbiamo avuto bisogno è stato:  nastro isolante, nastro adesivo, colori, puntine da disegno, cartoncini colorati, filo di rame, led e pila a bottoncino da 3V.

Innanzitutto abbiamo fatto due fori nella parte superiore del cartoncino superiore che è diventata la base del “Sapientino”. Poi abbiamo inserito le due “gambette” del led nei due fori fatti in precedenza. Successivamente abbiamo arrotolato il filo di rame attorno alle due “gambette” del led. Seguendo il bordo del cartoncino abbiamo fermato il filo di rame con del  nastro isolante e da un lato, abbiamo tagliato il filo per attaccare la pila. Dopodiché abbiamo fatto altri due fori nella parte inferiore del foglio nei quali abbiamo inserito i due fili. A questo punto, abbiamo messo da parte la base del “Sapientino” per dedicarci alla realizzazione delle schede.

Abbiamo preso un cartoncino più piccolo e su di esso abbiamo fatto sei fori, tre da un lato e tre dall’altro, e abbiamo tolto il cappuccio di plastica dalle puntine da disegno. Poi abbiamo inserito le puntine nel foglio e le abbiamo fermate bucando il cappuccio tolto in precedenza. Dopodiché abbiamo attorcigliato il filo di rame attorno ad una puntina e abbiamo arrotolato l’altro lato del filo alla puntina complementare. Così abbiamo fatto per le puntine da disegno restanti.

Ci siamo divertiti molto durante il progetto di creazione del nostro “Sapientino” e spero che lo creerete anche voi!

Federica Lamarca e Ivana Marcone, classe III F Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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UNA BUONA IDEA

“Una buona idea deve servire a qualcosa, rispondere a una necessità, deve essere anche esportabile, ma soprattutto una buona idea deve servire a portare un aiuto concreto dove serve”, queste sono le esatte parole con cui l’autore del libro Michele Tranquilli, descrive “una buona idea”.

Quest’estate la nostra professoressa ci ha consigliato di leggere un libro, un libro che se dalla copertina sembrava come tanti altri, a leggerlo si capiva che non lo era affatto. Perché? Perché questo libro stimola i lettori a voler aiutare dove ce n’è bisogno con una semplice storia di un ragazzino di 17 anni, pieno di sogni e buona volontà. Perché questo libro insegna qualcosa, qualcosa di vero, qualcosa di realizzabile, qualcosa di utile.

E a 5812 km di distanza comunichiamo con Michele Tranquilli con domande e curiosità da svelare. Si trova a Kabul, in Afghanistan, per lavoro (dice lui) in un ospedale di Emergency. Una videochiamata per toglierci tutti i dubbi ed esporre tutte le nostre  riflessioni proprio alla persona che ha vissuto l’avventura In Tanzania e che aveva l’esigenza di scrivere la sua storia per diffondere l’iniziativa e utilizzarla in altri Paesi, questa sì che è un’idea geniale!

Ecco quindi Michele Tranquilli che via Skype ci regala lezioni di vita e perle di saggezza su quest’esperienza che gli ha cambiato la vita, per una crescita personale. “Per concretizzare una buona idea c’è bisogno, è necessaria la condivisione delle capacità, e della voglia di aiutare. Condividere significa fare progetti insieme, costruire la pace, infatti dove c’è la condivisione non esiste la guerra.”

La storia dell’autore di questa avventura nasce in Tanzania per puro caso, per semplice curiosità di scoprire cosa c’è fuori dalla nostra realtà. Michele Tranquilli voleva andare lì per aiutare, per salvare la miseria che circondava quella zona, invece si era reso conto di essere inutile. Voleva rendersi utile per gli altri ma anche per se stesso, perché questo realizza e costruisce qualsiasi persona. “Perché ognuno di noi deve affrontare delle scelte difficili, ma non bisogna mai tirarsi indietro, senza mai fermarsi davanti ai fallimenti perché ognuno di quegli sbagli racconta un insegnamento. Ed ecco perché ho deciso di raccontare i miei errori, per non farli ripetere ancora da qualcun altro. Ci vuole coraggio, lo so e credo che lo sappiate anche voi, ma bisogna trovare la strada giusta.”

Arrivato in Tanzania, Michele Tranquilli si sentiva spaesato, insomma una lingua nuova e la difficoltà di mantenersi da solo, eppure pian piano cresce e incomincia a costruire qualcosa. Pezzo dopo pezzo si crea qualcosa di grande come youaid, il sito per dare una mano, ognuno con poco, a chi ne ha bisogno, ma non solo con soldi, anche con le proprie capacità e abilità. Mattone dopo mattone.

E così nasce anche una formula: BI x C x BV = RC, cioè buona idea moltiplicata per condivisione, per buona volontà dà un risultato concreto. Una formula che si può applicare a qualsiasi progetto e che funziona sempre e ne è la dimostrazione proprio il lavoro di Michele Tranquilli con questa avventura.

Incredibile… come un ragazzo qualunque è arrivato a un risultato così grande, e quella persona era proprio lì su quello schermo a parlarci e a insegnarci con le sue parole qualcosa di indispensabile per chiunque: la condivisione, la forza di volontà, l’aiutare gli altri, qualcosa di necessario per andare avanti.

L’ERA TECNOLOGICA

La tecnologia da quando è nata ha cambiato tutto il mondo, facendolo evolvere sempre di più. Tale processo ancora oggi è in atto. La tecnologia odierna ha coinvolto tutti i settori in particolar modo quello tecnico-scientifico. La diffusione dell’inglese è entrata a far parte anche del mondo tecnologico, infatti, i dispositivi elettronici comprendono il 90% di termini inglesi nei loro software. Ad esempio le apps sono entrate nella nostra vita da meno di un decennio, sono utili, pratiche ma anche divertenti. Alcune di esse però devono essere usate con estrema cautela perché alcune di esse potrebbero comportare dei costi o potrebbero produrre “dipendenza”.

Concludendo la tecnologia deve essere usata con cautela e in maniera corretta. Tuttavia essa può offrire molte possibilità e vantaggi, come per esempio mettere in contatto persone geograficamente distanti, permettere la condivisione istantanea dei dati, infine essere un mezzo per la diffusione di notizie in tutto il mondo.

I PRO E I CONTRO DELLA TECNOLOGIA

Sebbene la tecnologia ci circonda, può  diventare un pericolo se non viene usata come dovrebbe. Ad esempio un pericolo sono gli hacker: criminali informatici che si appropriano in rete di dati personali o entrano in conti bancari online altrui per poi appropriarsi di denaro. Un altro pericolo possono essere i social network dove le informazioni personali possono essere sottratte in molti modi.

Si può proteggere il computer utilizzando antivirus oppure far effettuare un controllo da un informatico, proteggere i propri profili utilizzando tutte le impostazioni di sicurezza come: la seconda password oltre alla prima, utilizzare una e-mail elaborata o un numero di recupero dell’account.

 

Perrone Daniele e Mazzilli Desiree classe I F  a. s. 2017/18

I PERICOLI DEL WEB

Al giorno d’oggi i Social network, chat e siti vari vengono usati per comunicare. Bisogna tenere a mente, però, che le informazioni pubblicate attraverso l’utilizzo di questi servizi, oltre ad essere accessibili a chiunque, rimarranno anche memorizzate su internet per un periodo imprecisato di tempo e ciò potrebbe favorire il lavoro di pirati informatici e persone che non hanno buone intenzioni. Per evitare spiacevoli esperienze con Internet è meglio muoversi con cautela ed essere consapevoli dei rischi a cui si va incontro quando si entra in siti che non vengono creati a fin di bene. Anche quando si chatta con qualcuno (ad esempio su Skype o Whatsapp) bisogna prestare molta attenzione perché, anche in queste situazioni, possono nascondersi rischi e insidie di qualsiasi natura. Mai lasciarsi andare a confidenze particolari ed evitare di diffondere dati personali. Inoltre bisogna essere prudenti con ciò che si scarica o si clicca poiché dietro di essi potrebbero nascondersi potenziali hakers o rootkit 

Internet comunque resta sempre una grande risorsa in quanto è possibile accedere ad un’enorme quantità di informazioni. Se un minorenne decide di utilizzare siti di Social networking è necessario che sia consapevole dei pericoli in cui può imbattersi ed i genitori devono essere sempre a conoscenza delle azioni dei figli. 

Il 7 febbraio si celebra la Giornata della Sicurezza in Rete, un progetto lanciato nel 2004 dall’Unione Europea. In oltre cento Paesi del mondo, Italia compresa, si celebra questa Giornata in cui si ricordano i pericoli presenti nel Web. Conoscere il nemico è l’unico modo per difendersi.

 

Alessia Maiorano, classe I E, Santarella, a.s.2017/18

OPEN DAY: LA SANTARELLA APRE I BATTENTI

Il 30 Novembre la nostra scuola ha aperto i battenti per l’ “Open day”. Il tutto si è svolto dalle 16:00 alle 19:00 ma è stato frutto di settimane di preparazione in cui tutta la scuola è stata in fibrillazione: alunni, insegnanti, vice preside, preside e collaboratori scolastici. Insomma, l’Istituto Santarella non voleva sfigurare ed è, secondo me, riuscito nell’intento. Quasi tutti gli alunni delle classi seconde e terze erano impegnati nella manifestazione ma non è mancato il sostegno delle classi prime.

Nella palestra interna è stato allestito un Planetario gonfiabile gestito dalla stessa azienda presente alla Fiera del Levante: qui il direttore Pierluigi Catizone ha spiegato a bambini e genitori l’Universo e il suo funzionamento, prestando un ottimo intrattenimento per tutti.

In un angolo della palestra facevano bella mostra di sé i Presepi realizzati dalle classi per partecipare al concorso organizzato dal negozio di telefonia Phonix per raccogliere fondi per la “Casa Famiglia della Mamma” di Corato.

Nell’aula di informatica il professore di tecnologia con alcuni alunni ha dimostrato come si possano realizzare al computer con il software Autocad delle grafiche molto belle, producendo dei biglietti da visita progettati precedentemente in sinergia con la docente di arte ed infine esposti per i ragazzi che visitavano la scuola.

Questi ultimi hanno avuto modo di ascoltare, nell’aula linguistica, gli abili allievi dei docenti di lingue che recitavano “L’infinito” di Giacomo Leopardi in francese e mettevano in scena dialoghi accompagnati da power point realizzati appositamente per l’occasione o tutorial in lingua inglese, frutto del lavoro per competenze attuato già da tempo dai docenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

In un’aula e nel corridoio della scuola, nei pressi del busto di Luigi Santarella, le docenti di storia hanno mostrato ai visitatori ilprodotto del Progetto di Ricerca e Formazione intitolato “La storia: Nuovi Orizzonti”, svolto in collaborazione con l’Università di Bari. È stato possibile visionare documenti storici relativi alla nostra scuola “Santarella”, tra cui registri, pagelle, diplomi, lettere, oggetti scolastici risalenti agli anni ’40, ’50, ’60 e ascoltare le spiegazioni di alcuni alunni di classe terza, mentre si diffondeva un sottofondo musicale anni ’40.  Erano esposti anche cartelloni su Luigi Santarella, illustre ingegnere coratino,  a cui è intitolato il nostro Istituto, ricco di storia e di tradizioni, capace nello stesso tempo di rinnovarsi digitalizzandosi, senza dimenticare le sue origini.

Uno degli “eventi” più importanti della serata è stato il discorso della preside ai genitori, riproposto per due volte nel corso dell’Open day, una presentazione della scuola a cui hanno partecipato decine e decine di persone.

La nostra dirigente ha parlato ai genitori delle attività che si svolgono a scuola e dell’obiettivo comune di lavorare, parallelamente all’orario curriculare, sulla piattaforma online “Edmodo”. Questo incontro è stato allietato da una breve e

significativa rappresentazione teatrale tratta dall’intero spettacolo intitolato “Il Piccolo Principe”, che sarà portato in scena a Gennaio 2018 dal gruppo di alunni partecipanti al “Progetto Teatro”.

Nell’ambito artistico, in laboratorio, gli alunni si sono cimentati in una divertente attività con l’argilla e hanno realizzato dei presepi ed altre creazioni. Questo è un progetto che le insegnanti di sostegno e di arte stanno svolgendo con i ragazzi diversamente abili ed altri ragazzi tutor, con l’obiettivo dell’inclusione.

Non potevano essere dimenticate le materie scientifiche: in laboratorio alcuni alunni della nostra scuola hanno compiuto esperimenti. I bambini che hanno affollato il laboratorio di scienze sono stati affascinati e felici di toccare gli strumenti ed immaginare, perché no, di essere tra gli stessi banchi l’anno successivo.

In tutto questo noi della redazione del S@ntarellino siamo stati orgogliosi di presentare ad adulti e bambini il nostro giornale on line e la Biblioteca. È stato davvero bello poter parlare sia della Biblioteca, il luogo in cui sono custoditi i libri, le “chiavi” che aprono le porte della nostra immaginazione, sia di ciò per cui ci  impegniamo. Parlare del nostro blog ci è servito anche per renderci conto di quanto lavoro abbiamo fatto in questi anni sotto la guida  delle insegnanti responsabili del progetto.

Tutto questo sulle note delle canzoni suonate e cantate, nel laboratorio musicale, dagli alunni, con la guida dei docenti di musica e con l’ausilio di tutti gli strumenti presenti (pianoforte a coda, maracas, tamburi, chitarre,…)

Tirando le somme di questa manifestazione, direi che è andata molto bene, perché anche il “servizio d’ordine” ha funzionato alla perfezione, ma soprattutto perché ogni settore e materia di questa scuola sono stati tirati in ballo, permettendo ai bambini che visitavano l’istituto di cimentarsi in quello per cui più erano portati: dall’arte, alla scienza, dalla manualità, alla musica, dalla storia alle lingue, dalla tecnologia al giornalismo.

Una nota negativa? Non poterci essere l’anno prossimo…

Sabino Cifarelli, classe III C, Scuola Santarella, a.s. 2017/2018

 

 

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La mia Balena Felice

Il Gioco: http://music.fanpage.it/sii-felice-perche-la-vita-e-bellissima-il-gioco-della-balena-felice-di-gio-evan-contro-il-blue-whale/

Un po’ di giorni fa, in classe, abbiamo incominciato a parlare della “Blue Whale”.

Questo è uno stupido gioco che, attraverso cinquanta tappe, induce i ragazzi al suicidio, per dimostrare la loro forza. Purtroppo diversi ragazzi si sono suicidati per dimostrare che loro non avevano paura, non avevano timore di compiere atti estremi.

Per questo motivo la professoressa ci ha annunciato l’inizio di un nuovo gioco: “La Balena Felice”. Così abbiamo incominciato il nostro percorso che ci ha fatto pensare e riflettere su noi stessi, sulle nostre paure e sui nostri gesti a volte in positivo altre in negativo. Ci siamo domandati: “Ma basta così poco per rendere una persona felice? Sentirsi un vero eroe?”

Nelle dieci tappe di questo gioco, io mi sono sentita meglio e ho imparato a conoscere la natura della mia anima. Sì, perché è proprio questo quello che abbiamo fatto, specialmente nella tappa che ci chiedeva di fare una passeggiata da soli per almeno un’ora senza smartphone.

Mentre camminavo per strada, ho incominciato a riflettere su tutto quello che ho vissuto nel corso della vita (e qualche volta sorridevo anche da sola); pensavo “Quante lacrime ho sprecato, quante volte ho goduto di un sorriso, quante volte ho sbagliato?”. Però ho capito che sono stati proprio quegli sbagli a rendere la mia vita così piena, così pazzesca e che sono state tutte quelle azioni che mi hanno resa unica, esattamente come ciascuno di noi.

Voi starete pensando “Ma questa è pazza che dice che una vita senza errori non sarebbe vita”. Sì, sarò anche una pazza, ma io la penso così, e vi comunico una cosa: anche la vita è pazza ed è bella così, con i suoi difetti, le sue follie, e ci fa assoporare di tutto, ogni emozione, ogni paura, di tutto… la vita ci mette alla prova, poi sta a noi decidere se affrontarla o meno…

Un’ altra tappa che mi è piaciuta molto è stata quella che ci chiedeva di scrivere una poesia sull’amicizia, sul dono della vita e imbucarla nella posta di uno sconosciuto. Mi sono sentita un’eroina, mi sono immaginata con un mantello colorato e una mascherina: in azione! Ok, ok me l’hanno detto spesso che ho troppa fantasia… ma non riesco  a togliermi dalla testa il pensiero di quell’uomo o di quella donna che ha aperto la busta. Cosa avrà pensato? L’avrà già buttata o l’avrà conservata? Boh! Chissà… sono così curiosa che mi vien voglia di andare a bussare a quel portone e… e… no, no, mi sembra una pessima idea, perchè poi sarei presa dal panico e me ne scapperei a gambe levate.

Insomma la “Balena Felice” mi ha reso fiera di me e mi ha fatto conoscere la vera me stessa. E riguardo alla “Blue Whale”, godetevi la vita che è un dono e non va sprecato, perchè è un’avventura da affrontare, è un semplice sorriso, sono quelle dolci lacrime che ti scorrono sul viso, tutto questo è vita e ve lo assicuro è un tesoro speciale. Lo so, sembra banale, ma è la verità, solo e semplicemente la verità.

I DUE LATI DELLA TECNOLOGIA

Ormai quasi tutti, grandi e piccini, utilizziamo strumenti tecnologici all’avanguardia, con funzionalità sempre più avanzate. E ci sembra di aver raggiunto obiettivi elevati, di essere diventati persone migliori, perché più esperte, ma non ci rendiamo conto di aver perso qualcosa di importante.
A volte, senza accorgercene, soprattutto noi ragazzi trascorriamo molto tempo isolati dinanzi al cellulare o alla playstation, preferiamo aggiungere un “like” ad una foto su Instagram piuttosto che veder sorridere il volto di una persona a noi cara e magari bisognosa di affetto.
E, per stare incollati ai nostri smartphone, rinunciamo a ciò che ci farebbe vivere meglio ed essere più felici, cioè un bel dialogo confidenziale con i nostri genitori, una bella chiacchierata faccia a faccia con i nostri amici più cari.
Attraverso un confronto diretto con gli altri, infatti, possiamo liberare le nostre emozioni e i nostri sentimenti più profondi, possiamo parlare con i nostri sguardi e leggere negli occhi i pensieri di chi ci è vicino. E’ facile mandare un messaggio per comunicare con qualcuno, ma è molto più bello e gratificante incontrarlo di persona e dirgli ciò che pensiamo o proviamo.
La tecnologia, secondo me, deve essere un’opportunità in più, non un pericolo o una possibilità in meno, deve essere utilizzata con cautela perché potrebbe causarci danni seri.
Gli esseri umani sono nati per vivere, sorridere, anche piangere, ma iPhone, iPad e tablet usati in modo esagerato stanno distruggendo la nostra capacità di relazionarci con gli altri in modo autentico, in modo profondo. I gruppi whatsapp hanno influito negativamente e hanno causato fenomeni di cyberbullismo, di violenza attraverso il web.
Anche la salute del nostro corpo molte volte risente di un utilizzo eccessivo di cellulari e computer, la nostra capacità intellettiva, i nostri occhi, la nostra schiena. Ogni tanto servirebbe uno sciopero dalla tecnologia così tutti starebbero meglio …
Riconosco che è una fortuna avere questi strumenti moderni per imparare perché, per esempio, noi ragazzi possiamo fare ogni tipo di ricerca stando comodamente a casa, possiamo lavorare e collaborare con gli altri a distanza, ma IL TROPPO STORPIA !
La nostra gioia di vivere la vita non deve essere ostacolata dalla troppa tecnologia, ma dobbiamo diventare capaci di utilizzarla con dei limiti, in modo saggio, perché la scienza e il progresso ci possono fornire tutti i mezzi del mondo per comunicare tra noi, MA …

 

NIENTE È MEGLIO
DI CIÒ CHE CI RENDE
VERAMENTE FELICI.

Federica Mangione, Scuola “Santarella”, Classe I F

Questo è YouTube!

14 febbraio 2005. L’inizio di tutto! Nasce nel 2005 la piattaforma web più conosciuta al mondo!

Molti ragazzi comuni diventano famosissimi grazie a dei video sui videogame.

In realtà facendo questi video si guadagna! Iscrivendosi al sito principale di YouTube, ogni 1000 visualizzazioni si guadagna 1 euro.

Ma a spingere questi ragazzi è soprattutto la passione, infatti per essere uno youtuber bisogna avere delle abilità: volontà, saper far divertire, non annoiare gli spettatori con discorsi troppo lunghi.

Questi youtuber si migliorano grazie ai commenti che possono essere inseriti.

Ovviamente devono stare attenti a non caricare dei video inopportuni, volgari o osceni.

Gli youtuber più famosi in Italia sono:

stepnySt3pny (con  1 339 134 iscritti e 407 057 458 visualizzazioni)

 

 

 

SurrealPower (con 1 026 936 iscritti e 296 380 714 visualizzazioni)images

 

 

 

dexterilvostocaroFaviJ (con 2 489 166 iscritti e 914 934 639 visualizzazioni)

 

 

favijIlVostroCaroDexter (con 1 516 249 iscritti e 394 922 276 visualizzazioni)r89

 

 

images  CiccioGame (con 1 135 086 iscritti e 268 090 244 visualizzazioni)

 

 

 

ipantellasIPantellas (con 1 679 453 iscritti e  255 453 626 visualizzazioni)

 

 

hisnameispewdiepie   Tra gli youtuber stranieri, il più gettonato al mondo è PewDiePie, con 43 068 414 iscritti e  11 642 068 875 visualizzazioni)

 

Gli youtuber si differenziano uno dall’altro grazie alle proprie intro (le introduzioni ai video) e ai saluti. Proprio un bel modo per arrotondare la paghetta!!

Cleto Balducci (classe 1^ D) e Giancarlo Bove (classe 1^ E) “Santarella” (a.s. 2015-2016)

STORIA DEI VIDEOGIOCHI SU CONSOLE

I videogiochi  rappresentano uno dei passatempi preferiti dagli adolescenti di questo secolo.  Ho deciso di parlarvi della storia dei videogiochi, cioè dalla prima console ad oggi. La prima console è stata realizzata nel  1947 da Thomas T. Goldsmith e Estle Ray Mann, secondo il sistema radar utilizzato nella seconda guerra mondiale per il lancio dei missili. Qualche tempo più tardi pacmannascono i primi videogiochi a colori come Pac Man. Questo avviene nel 1978. Nel  1995 arriva in Europa  la prima console con lettore CD con una grafica innovativa chiamata Play Station, che poi si evolverà in Play Station 1, 2, 3, 4. La Play Station è la console preferita dai ragazzi per la sua grafica in 3D molto realistica. I videogiochi più importanti si svilupparono nel 1971, 1972,1976. Nel 1971 ci potevano essere nei videogiochi anche alcune stagioni o eventi, come per esempio ‘le stagioni nei videogiochi di calcio oggi’.  In questo periodo fu creato anche un videogioco basato su unl film Star Trek. Questo fu il videogioco più giocato degli anni ’70.   Nel 1976 Will Crowther scrisse la prima versione di Adventure, poi diventata Colossal Cave Adventure. Nel 1983 in Nord America ci fu un crollo di vendite e quindi ci fu una grande crisi.  In questo stesso momento viene introdotto in Giappone il Nintendo Entertainment System, che  due anni dopo (nel 1985) si espanderà nel  resto del mondo (Stati Uniti ed Europa). Negli anni ’90 si svilupparono i videogiochi più giocati oggi dai ragazzi, playstation_onecome per esempio: Super Mario World o The Legend Of Zelda. Essi si svilupparono nello stesso periodo in cui si sviluppò la Play Station, il Game Boy e del Game Quest, gli antenati dell’attuale Nintendo apprezzata ancora oggi da molti ragazzi , come soprattutto la Nintendo 3D. Tutto questo nella quarta generazione delle console. La sesta generazione e la settima furono quelle in cui si svilupparono le grandi marche di videogiochi e sistemi operativi: la Microsoft, la Sony (marca della Play Station famosa nel mondo). Si sviluppò la Play Station 2 e nel 2005 la Play Station 3. Nello stesso perimariokartsodo si sviluppò anche Xbox 360. Nel 2010 nacque la Nintendo 3DS, il successore della Nintendo DS. Nel 3DS la modalità 3D si può attivare alzando una piccola levetta e lo schermo è anche touch screen. Il 27 Gennaio 2011 viene presentata la Play Station Vita, successivamente alla fiera dell’ E3 sempre nel 2011 venne presentata la Wii e la Wii U. La Wii U è stata molto usata nel 2012 e nel 2013. Nel 2013 vennero presentate le console più usate di oggi, ovvero la Play Station 4 e Xbox One, con una grande grafica realistica, movimentata e tridimensionale. Dal 1993, inoltre si è sviluppato il gioco di calcio FIFA, famoso in tutto il mondo per la sua giocabilità e la grafica realistica, mentre dal ’95  ha avuto successo il gioco calcistico di PES ( Pro Evolution Soccer). Da subito si è creata rivalità tra i due videogiochi. Oggi nel 2016 non sono state presentate molte console importanti, ma soltanto alcuni videogiochi, comefifa-pes Super Mario Maker; ma anche videogiochi abbastanza vecchi, come quello dei Pokemon, che dalle versioni più remote a oggi è diventato uno tra i videogiochi più giocati al mondo. Quindi posso concludere questo articolo dicendo che i videogiochi per i ragazzi sono un buon passatempo, però se usati nel tempo libero. Invece  oggi i ragazzi sembrano soffrire della mania del videogioco, non possono più quasi farne a meno. Quindi io consiglierei alle case produttrici di limitare la produzione di console e giochi, in modo che i ragazzi dedichino più tempo agli amici e alle loro attività.

Ivan Squicciarini, classe I^C “Santarella”, a.s. 2015/16

TV E INTERNET: MEZZI DI INFORMAZIONE LIBERI O PILOTATI?

I telegiornali e le piattaforme informatiche ci permettono, certo, di essere informati 24h su 24h su ciò che accade nel mondo e noi, seguendoli, ci poniamo dei quesiti e formuliamo delle opinioni personali sull’argomento. Raramente, però, ci chiediamo se le notizie vengano riportate tutte ed esaminate da più punti di vista. E chi sceglie quale notizia dare e quale no? E secondo quale criterio? E perché su alcune news ci “bombardano” dalla mattina alla sera e poi dopo qualche tempo, pur rimanendo il problema, non viene più esaminato? Dunque, come facciamo ad essere certi che le informazioni date dai notiziari siano coscienti e serie e non pilotate?

Per esempio, qualcunoparlamento-greco.jpg.aspx ricorda il virus Ebola? Be’, dopo due mesi di notizie asfissianti nessun telegiornale ne parla più, come se il virus fosse stato debellato.

Qualcuno ricorda l’estate di fuoco, non per il caldo, vissuta dalla Grecia e da tutta l’Europa l’anno scorso? Io sì e, seguendo solamente i telegiornali, penserei che il crac finanziario greco sia finito, ma invece migliaia di greci non sanno come arrivare a fine mese e il default mascherato permane.

Alle volte, poi, siamo noi che involontariamente comunichiamo di quale articolo vogliamo che parlino i giornali o i telegiornali.  Infatti, le grandi testate e i loro redattori orientano la scelta sulle notizie che fanno più audience e quindi fanno aumentare le vendite o lo share .

Per esempio tutti i telegiornali, giustamente, hanno pianto le vittime parigine e di Bruxelles ma solo poche fonti hanno raccontato o documentato delle migliaia di vittime in Medio Oriente, dei bambini che non hanno più una casa o una famiglia, delle persone di ogni sesso ed età mutilate da mine od armi prodotte dai paesi europei.

Anche internet nel mondo odierno è una risorsa fondamentale per informarsi, comunicare attraverso i social network e giocare. Di conseguenza anche la rete può fornire opportunità o determinare dei rischi.

Se io volessi fare una ricerca da un motore come “Chrome”chrome su un qualsiasi argomento sarò libero di scegliere o il motore di ricerca in questione tenterà di pilotare la mia scelta? Nell’universo quasi infinito di internet, tutti i siti sono alla pari o molti rischiano di essere tralasciati? Sì, sarò libero di scegliere il sito che voglio ma “Chrome” cercherà di indirizzare la mia scelta mettendo al primo posto nella lista “Wikipedia” perchè quest’ultima è il sito di “Chrome”.

Inoltre, i motori di ricerca come Mozilla o Explorer adottano un metodo che favorisce i siti da noi più cliccati, facendo rimanere i siti minori in fondo alla lista e i siti maggiori sempre ai primi posti.

Giocare in internet con giochi gratis, in un mondo dove tutto si paga, è a dir poco sospetto. Nei nostri dmozillaispositivi possono entrare virus e i nostri dati personali non sono al sicuro. Infine nell’universo infinito che “youtube” e internet rappresentano, é facilissimo incappare in virus e malware.

Quindi io penso che, di fronte ad una notizia, bisogna fermarsi a riflettere prima di credere che sia vera, altrimenti i mezzi di informazione rischiano di unificare il nostro pensiero. Inoltre non dobbiamo mai scordare che internet può sia essere una risorsa importantissima sia essere, se usato male, uno strumento di cattiva, incontrollata o “pilotata” informazione.

Sabino Cifarelli (classe 1^C “Santarella”, a.s. 2015/16)