Un anno di PON…

Nel pomeriggio la nostra scuola ospita attività di ogni tipo…

Noi ci siamo interessati ai P.O.N. e abbiamo deciso di intervistare esperti, tutor e partecipanti.

Con nostro grande stupore abbiamo scoperto come bambini e ragazzi di tutte le età sono stati coinvolti in attività istruttive e giocose allo stesso tempo.

Abbiamo iniziato le nostre interviste dai P.O.N. tenutisi alla Scuola Primaria Cifarelli.

Le classi quinte coinvolte nei P.O.N. di Italiano sono state le prime a cui abbiamo rivolto le nostre domande. I P.O.N. si intitolavano “Leggere, scrivere, realizzare un audiolibro” ed erano tenuti il primo dalla prof.ssa Rosa Mastropasqua in qualità di esperta e dalla maestra Silvana Natalini come tutor, il secondo dalla prof.ssa Antonella Piccolomo come esperta e dalla maestra come tutor.

L’attività è partita dall’analisi del libro di Italo Calvino “Marcovaldo”.

Abbiamo chiesto agli alunni se le attività svolte li avessero appassionati e arricchiti. Quest’ultimi ci hanno risposto che le esperienze da loro vissute erano state molto interessanti e al tempo stesso anche un modo per unirsi come gruppo-classe e soprattutto di imparare divertendosi!

Abbiamo poi intervistato i protagonisti dei due P.O.N. ‘Kids Creative Lab’, con l’esperta Kate Gray e le tutor Mariolina Bucci e Rosaria Di Gennaro, che hanno seguito i bambini partecipanti ai P.O.N. di avvicinamento alla Lingua Inglese.

Dalle loro risposte abbiamo potuto capire che le attività dei P.O.N., basate soprattutto sul dialogo in lingua, hanno permesso ai partecipanti, lezione dopo lezione, di migliorare la comprensione e la produzione scritta e orale della nuova lingua.

Intervistando i bambini abbiamo avuto un’ulteriore dimostrazione di quanto le attività del P.O.N. li avessero avvicinati all’inglese e di quanto questa lingua per loro non fosse una semplice materia scolastica, ma un modo per arricchirsi culturalmente e un’opportunità per il futuro.

In questo modo i bambini si sono appassionati alla nuova lingua, probabilmente si saranno sentiti un po’ più grandi nel dire ‘Yes, of course!’

Abbiamo continuato le nostre interviste con i bambini della Scuola dell’Infanzia che hanno partecipato ai tre P.O.N. intitolati ‘Laboratori Multimediali di Musica’, il primo guidato dall’esperta Daniela Stroppolatini con Laura Sciscioli come tutor, il secondo e il terzo guidati dall’esperta Teresa Tatoli e dalle tutor Luisa Tarricone e Maria Patruno. Esperte e tutor hanno seguito i bambini nel loro coinvolgente e animatissimo percorso di avvicinamento alla musica.

I bambini si sono mostrati entusiasti e positivi e nella loro naturalezza ci hanno mostrato le attività da loro svolte, tra cui canzoni e meravigliosi balletti che incantavano nella loro semplicità!

Le strategie utilizzate dalle esperte e dalle tutor con i bambini sono state per loro stimolanti e coinvolgenti.

Intervistandole, abbiamo potuto comprendere che l’energia dei bambini di quell’età è fortissima, quasi incontenibile, ma non va repressa, va capita, assecondata, guidata.

Tutti i P.O.N. di cui abbiamo parlato si sarebbero conclusi con una lezione “aperta” con la partecipazione dei genitori. Questo avrebbe coronato il lavoro e l’impegno dei bambini e sicuramente resterà per loro un ricordo indelebile e meraviglioso!

 

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Varesano Maria Elena, classe II C, Pisi Giulia e Tota Angelo, classe II E, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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LA CHIMICA NELLA QUOTIDIANITÀ

Questo è il titolo del nuovo P.O.N., che ha riguardato i ragazzi di seconda media, svoltosi alla scuola Santarella. Siamo stati seguiti dalle professoresse Amorese e Vangi in qualità di esperte, coadiuvate dalle tutor professoresse Musto e Fiore.  e dividendoci in due gruppi diversi abbiamo svolto numerosi esperimenti e varie osservazioni. Tra esse possiamo descrivere le più interessanti come per esempio: la lievitazione del pane, la produzione del cacio-ricotta, la formazione del sale, la produzione del caramello e la preparazione di un indicatore del pH.

Per la lievitazione del pane abbiamo utilizzato; il lievito di birra nonché un fungo unicellulare responsabile della lievitazione, la farina, l’acqua e il sale. Così dopo aver preparato l’impasto e in seguito alla sua lievitazione a temperatura ambiente ci siamo recati al panificio “C’era una Volta” dove abbiamo infornato i nostri panini, che dopo circa 15 minuti erano pronti, gustandoli erano croccanti, profumati e morbidi.                 

Per la produzione del cacio-ricotta ci siamo serviti di una grande pentola, 5l di latte e il caglio. Inizialmente abbiamo messo la pentola su un fornellino elettrico e vi abbiamo versato il latte, arrivato a 37° abbiamo aggiunto il caglio, un acido che ha provocato la coagulazione del latte. Successivamente al raffreddamento abbiamo versato il contenuto all’interno di canestrelli e li abbiamo lasciati riposare in frigorifero. Il giorno dopo con l’esperta abbiamo ripreso dal frigorifero il cacio-ricotta e tutti insieme lo abbiamo gustato, esso era molto buono e presentava le caratteristiche di un vero latticino.

Per la formazione del sale ci siamo serviti di acido cloridrico e idrossido di sodio. Inizialmente abbiamo versato in un beaker dell’acido cloridrico e dell’idrossido di sodio, successivamente abbiamo posto il beaker su un fornelino elettrico e dopo circa 15 minuti abbiamo notato che sulle pareti del beaker si sono formate delle goccioline, questo perché l’acqua è evaporata, e sul fondo del beaker è rimasto il sale.  

Per la produzione del caramello ci siamo serviti semplicemente di zucchero. All’inizio abbiamo versato lo zucchero in una provetta e in seguito mantenendola con una pinza di legno l’abbiamo posta su un fornellino ad alcool, dopo circa 10 minuti lo zucchero ha iniziato a cambiare colore diventando marroncino e ad emanare un odore sgradevole: è diventato caramello.

Per la preparazione di un indicatore del pH (potenziale idrogeno) abbiamo preso un beaker e all’interno ci abbiamo versato dell’acqua, successivamente ci abbiamo aggiunto un cavolo rosso, abbiamo così poggiato il beaker su un fornellino elettrico e abbiamo atteso circa 15 minuti. Successivamente abbiamo tolto il cavolo rosso  dal beaker e abbiamo ottenuto un liquido di color violaceo. Ecco pronto l’indicatore e  per verificarne la sua riuscita lo abbiamo provato su alcune sostanze, ad esempio abbiamo mischiato in una provetta l’indicatore con dell’aceto, esso è diventato rosso e ciò vuol dire che è una sostanza acida, abbiamo provato anche a  mischiare l’amuchina con esso e abbiamo notato che il colore è diventato trasparente ciò significa che è una sostanza acida. Abbiamo appurato che l’indicatore è riuscito e abbiamo potuto utilizzarlo anche con altre sostanze.

Gli esperimenti si sono conclusi e per raccogliere tutto quello che abbiamo imparato abbiamo realizzato un Power Point a gruppi.

 Alla fine del P.O.N abbiamo invitato i nostri genitori ai quali noi ragazzi  abbiamo esposto i Power Point realizzati. I genitori sono stati entusiasti del nostro lavoro e delle competenze acquisite durante lo svolgimento del P.O.N.                                                                                                                    

Federica Caterina e Desiree Mazzilli, classe II F Scuola Santarella, a.s. 2018/19

PON “DAL LIBRO AL WEB 2”

Quest’anno abbiamo partecipato al PON “Dal libro al web 2”.

Per noi alunni questa esperienza è stata molto significativa, in quanto abbiamo affrontato argomenti innovativi e coinvolgenti.

La presenza dell’esperto e del tutor è stata fondamentale affinché il nostro lavoro fosse svolto correttamente.

Ciò che abbiamo maggiormente apprezzato è stato il modus operandi dei docenti: questi ultimi ci hanno proposto, in laboratorio informatico, delle attività che ci hanno permesso di mettere in gioco le nostre abilità. Inoltre abbiamo svolto lavori in gruppo, in modo da poter condividere le idee e realizzare elaborati diversi e originali.

I docenti si sono mostrati disponibili ad ascoltare e condividere le nostre idee, a guidarci nella loro elaborazione, ci hanno guidato a conoscere le tradizioni del nostro paese ed è stato molto interessante scoprire le nostre radici e il senso di appartenenza attraverso le interviste.

Abbiamo, così, scoperto quanto sia importante la “memoria” che è una pagina di diario ricca di vicende da non dimenticare.

In particolare abbiamo affrontato le tradizioni legate alla festa di Santa Lucia e al “Carnevale Coratino”.

Nel primo caso gli stimoli ci sono pervenuti dall’intervista fatta agli anziani dell’associazione “Vivere in”. Noi ragazzi abbiamo sviluppato alcuni aspetti della festa legata a Santa Lucia in base alle nostre competenze: rappresentazione della” Jò – a – Jò” con disegni, registrazione video, ricerca di informazioni, elaborazione di poesie e slogan, scrittura di testi giornalistici.

Il “Carnevale Coratino” è stato un progetto molto coinvolgente. Abbiamo lavorato in gruppi e le informazioni iniziali ci sono pervenute da una visita alla mostra sul carnevale coratino. L’esperta Maria Simone, socia dell’associazione CICRES, ci ha guidato nella visita della mostra illustrandoci ogni dettaglio.

Interessante è stato anche ascoltare il presidente della Proloco di Corato, Gerardo Strippoli, che ci ha fornito ulteriori informazioni.

In conclusione, noi tutti pensiamo che questo progetto sia stato utile e interessante, abbiamo imparato ad utilizzare meglio i supporti tecnologici e a condividere le nostre idee tra noi alunni scoprendo la bellezza di lavorare in gruppo.

Un ringraziamento alle docenti Campione Rosa (tutor) e Quinto M. Giuseppina (esperto)

Gli alunni del modulo 2 delle classi prime sez. B – D – F

Bove Federica – Bove Francesco – Cacciapaglia Manuela – Caricati Alessia – Carnicella Giuseppe Joshua – Cimadomo Nicole – De Palma Asia – Di Zanni Vito – Falco Federica – Giaconella Angelo – Leone Greta – Maldera Manuela – Mastrodonato Gaetano Diego – Mastrodonato Yoana – Mazzilli Aurelia – Merra Alessandra – Pellegrino Rossella – Petrizzelli Rossella – Rignanese Sara – Scaringi Ivo Niccolò – Scarpa Maura – Scarpa Sara – Sforza Carlo – Strippoli Antonio – Tarricone Pierluigi – Tempesta Aldomariano – Tota Jasmine

PON “DAL LIBRO AL WEB 1” – CONCLUSIONI

Questo è l’ultimo incontro del PON “Dal libro al Web”. A noi insegnanti dispiace molto che questa esperienza termini qui, perché le ore in vostra compagnia sono trascorse velocemente e piacevolmente e ci hanno dato l’opportunità di conoscervi meglio e di interagire con voi con modalità nuove.

E voi alunni come vi sentite oggi?

Alunno: Anche io e i miei compagni siamo dispiaciuti che questo sia l’ultimo giorno del Pon, perché si era creato un bel clima relazionale e le modalità utilizzate sono state accattivanti, quindi noi frequentavamo volentieri.

Alunno: Quando è iniziato il Pon pensavo che il tempo non sarebbe trascorso mai e credevo di usare il computer solo con il solito word! Ma alla fine, oggi esco di qui con un pezzo di cultura in più, ho imparato ad osservare il Natale e il Carnevale con occhi diversi. Alcuni mesi fa non ero molto convinto di frequentare questo corso, ma se ora mi chiedessero se volessi rifare un’attività del genere, sarei già pronto con zaino e pen-drive e ricominciare!

Quali sono state le perplessità e le difficoltà iniziali?

Alunno: Io e i miei compagni avevamo delle perplessità, temevamo che le lezioni sarebbero state “pesanti” e poco divertenti, non conoscevamo alcuni compagni, avevamo il timore di annoiarci.

Alunno: All’inizio ero un po’ in imbarazzo, non conoscevo nessuno, a parte i compagni di classe. In un secondo momento ho iniziato a fare amicizia con gli altri compagni, ho imparato ad apprezzare le attività perché ho capito che avrei ampliato il mio bagaglio culturale, ho imparato ad usare Movie-Maker, ho conosciuto molti amici e ho superato le difficoltà iniziali.

Quali sono stati i momenti più significativi?:

Alunno: I ricordi più belli sono quelli legati alle interviste agli alunni dell’Università della Terza Età: è stato bello confrontarsi con persone di età diversa dalla nostra e apprendere come loro trascorrevano le feste natalizie ed è stato divertente montare tutto e rivedere le interviste. E’ stata anche bella l’intervista a noi stessi che poi abbiamo montato a video con le foto che abbiamo fatto durante la sfilata di Carnevale ai carri e alle maschere tradizionali coratine .

Alunno: Interessante è stato anche andare  a visitare la mostra delle maschere tradizionali di Corato nella ex-chiesa di San Francesco.

Alunno: E’ stato veramente emozionante farsi riprendere, tra una risata e l’altra, mentre simulavamo di essere presentatori televisivi e soprattutto è stato ancora più emozionante rivedersi.

Alunno: E’ stato bello, inoltre, lavorare in gruppo e i gruppi erano sempre diversi: questo ci ha permesso di conoscerci meglio.

Cosa avete imparato?

Alunno: Abbiamo imparato a confrontarci con le tradizioni del nostro passato, a relazionarci con persone più grandi di noi, a lavorare in gruppo, a realizzare un video e soprattutto a montarlo con Movie-Maker, abbiamo imparato ad avere pazienza, a provare e riprovare quando il video non andava bene, a capire  che qualunque lavoro è frutto di tanto impegno e di dedizione e passione e soprattutto a collaborare per raggiungere un obiettivo.

Prospettive per il futuro?

Alunno: Ci auguriamo che nel futuro possiamo avere la possibilità di svolgere attività simili in quanto ci hanno permesso di imparare tante nozioni nuove e di imparare a fare cose nuove divertendoci.

Alunno: In particolare , io vorrei incontrare nuovamente tutti gli amici del PON che non sono della mia classe, perché sono stati con me gentili e simpatici, spero di avere l’opportunità di frequentarli e mi auguro di riutilizzare il computer per svolgere altre attività.

Ciao a tutti, ragazzi e… buon triennio alla “Santarella”!

TUTOR: Campione Angela  ESPERTO: Strippoli Concetta

 

IL CARNEVALE: video

Il Carnevale raccontato dagli alunni del PON “Dal libro al web 1” – a.s. 2018/19

Arbore Angela Maria IC, Balducci Antonio IF, Balducci Luigi IC, Balducci Valeria IF, Cialdella Simone IA, Conticchio Michele IE, De Benedittis Michelle IC, De Feo Armando IE, Di Bartolomeo Andrea IA, Di Sabato Marina IC, El Maji Younes IA, Ferrante Cristina IC, Forte Deborah IF, Lachhab Chadia IA, Lops Ludovica IC, Mazzilli Gabriele IE, Merra Martina IA, Molinini Samuele IE, Muggeo Valentina IA, Palmiotto Francesco Andree  IA, Palmiotto Gabriel De Gesù IA, Patruno Andrea IC, Perrone Alessio Thomas IE, Perrone Bartolo IC, Petrone Antonella IC, Quinto Andrea Vincenzo IE, Rutigliani Noemi IC, Strippoli Albarosa IA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL CARNEVALE: ricerche

Il Carnevale raccontato dagli alunni del PON “Dal libro al web 1”

“40 ANNI DI PURA CULTURA E TRADIZIONE”

Le origini del carnevale coratino risalgono a fine Ottocento – inizio Novecento e prima del 1978 ( data in cui le manifestazioni cambiarono perché se ne prese cura la Pro Loco) le sfilate a Corato erano improvvisate e c’erano spesso momenti di  violenza.

40 anni di pura follia e divertimento, per Corato è giunta l’ora di celebrare quarant’anni con una nuova e bella sfilata coratina!

Tra le regole del regolamento di quest’anno c’è quella che dice che “È severamente vietato non divertirsi al Carnevale Coratino!” (Art. 20)

Tra le maschere più importanti troviamo “U’ Panzone” ( Il Panzone) , “La Vecchiaredd” ( La Vecchierella”) e “U Scerìff”.

L’emblema del carnevale coratino è il “Re Cuoraldino”, quest’ultimo è ispirato alle quattro torri del simbolo di Corato e si chiama “Cuoraldino” perché richiama il cuore al centro delle quattro torri di Corato.

Fonti: https://www.coratolive.it/, http://www.lostradone.it/, https://www.mondovagandosenzameta.it/

 

           LE MASCHERE TRADIZIONALI CORATINE

Una delle tante maschere tradizionali di Corato è quella dello Sceriffo. Riportata in auge dall’associazione Cicres, segno del benessere dell’economia di quei tempi e retaggio della esuberanza degli eroi western di Hollywood. Il gruppo mascherato degli Sceriffi ha partecipato sempre con grande successo e vincendo anche prestigiosi premi a molte sfilate di Carnevale in molte città italiane riscuotendo sempre grandi premi.

La prima maschera che apre la sfilata del carnevale coratino è quella del Re Cuoraldino, che prende il nome proprio dallo stemma della città: Cuor, cioè il Cuore dello stemma Coratino, mentre Aldino è il diminutivo di Cataldo, che è il protettore della città di Corato. Questo Re, nell’abito ha il disegno  dello stemma di Corato con quattro torri e al centro un cuore. (Fonte:  http://www.prolococorato.it/carnevale-coratino/)

 

I PANZONI

Il panzone è simbolo di una ricchezza prepotentemente ostentata e di falsa generosità .

Risale alla fine dell’ ottocento .

Il panzone è una testimonianza di un passato semplice e di un pezzo della storia .

In dialetto Coratino il Panzone viene chiamato U’ PANZONE’.

Il Panzone è una delle tre maschere tipiche Coratine, realizzata con materiali speciali come cartapesta o spugna .

I Panzoni sono vestiti in maniera POCO elegante, indossano un gilè sgargiante e un cappello a falda, ostentando la loro ricchezza. Sono una caricatura alle nuove classi sociali di quegli anni .

 U CARNEVALE QUARATINE

U  CARNEVALE QUARATINE

È NA CAUSE FINE

è NA BELLA TRADIZIONE

PARTECIPAISCE TOTTE LA POPULAZIONE

RE CREATURE PE LA TROMBETTE

LE GRANNE PU FRISC-CHERETTE

SFILANNE LE MASCHE-CHERE O STRADONE

È NA BEKLLA RAPPRESENTAZIONE

NA MORERE DE CRESTIANE

CI CANDE, CI SONE ,CI ABBATTE REE MANE

U CASRNEVALE QUARATINE è NA CAUSE FINE.

SONDE AASE RE MASC-CARADE

E SON TOTTE AGGARBATE

TRè LA FASCENE VA PATRUNE

SCETRIFF, VECCHIAREDD DE  E PANZUNE

LE SCERIFF SOND STRAVAGANDE perché

SONDE TOTTE ELEGANDE

VANNE ABBALLENNE RE VECCHIAREDDE

ZOMBENNE ACCAMME RE BAGGIANEDDE

TOTTRE ENFILE VASNNE LE PANZULE

TRE QUINDSALE L’UNE

CUSSE è UN CARNEVALE QUARATINE

È NA CAUSE FINE

 

LE VECCHIERELLE

Nel 1944, esattamente settant’anni fa, il signor Felice Zitoli ebbe l’intuizione di creare una maschera che rappresentava una signora anziana nell’atto di sostenere sulle sue spalle una figura giovanile: il nome di questa maschera è “la vecchierelle“.

Il suo messaggio è quello di rispettare le persone più anziane, perché sono proprio loro a portare sulle spalle noi ragazzi, ancora deboli e indifesi.

Il Presidente della Pro Loco Gerardo Strippoli sostiene che è grazie alle maschere tradizionali che il carnevale coratino si anima ogni anno ed è grazie a loro che questa manifestazione è possibile.

Vito Zitoli, il padre delle ”Vecchieredde” (vecchierelle) si definisce ironicamente ”il vecchio delle vecchie”. Il suo obiettivo è quello di diffondere speranza nei giovani, facendo credere loro che il carnevale esiste e li invita a partecipare alla manifestazione più importante del nostro paese, esclamando: ”Ho voluto con orgoglio mantenere la maschera tipica a Corato. Diamo la possibilità a questi giovani di far crescere il Carnevale!”.

Vito Zitoli ha in mente di riproporre una ”edizione estiva” del Carnevale Coratino, contemporaneamente alla ricorrenza di S. Cataldo, quando i concittadini o parenti vengono in visita nel nostro paese, anche perché il carnevale coratino è capace di attirare gente dai paesi limitrofi, favorendo anche il turismo. Beh, possiamo sicuramente affermare che le vecchierelle, anche se “anziane”,  riusciranno ad animare anche la “festa estiva”. Fonti: CoratoLive.it e Lo Stradone

IL CARNEVALE VENEZIANO

Il carnevale di Venezia è una festa cittadina con cadenza annuale che si svolge nel capoluogo veneto; è uno dei carnevali più conosciuti e apprezzati al mondo.

GNAGA

Le sue origini sono molto antiche. La prima testimonianza risale ad un documento del 1094, in cui si parla di divertimenti pubblici. Qui la parola “Carnevale” viene citata per la prima volta. L’istituzione del carnevale veneziano è in genere attribuita alla necessità della Repubblica Veneta. Durante questo periodo i veneziani e i forestieri si recavano in città a festeggiare con balli e musiche. Il Carnevale di Venezia è stato caratterizzato sin dalle sue origini da maschere e costumi molto particolari. Nel XIII secolo il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al mercoledì delle ceneri, anche se a volte i festeggiamenti cominciavano già da ottobre.

Le maschere erano realizzate con argilla, cartapesta, gesso e garza. Dopo la fabbricazione, le si arricchiva con disegni, ricami, perline e piumaggi.

BAUTA

Maschere tipiche

Moretta

Bauta: questa maschera indossata sia da uomini che da donne: è costituita da una maschera bianca, detta larva, posizionata sotto un tricorno nero avvolto dal tabarro, cioè un mantello scuro.

Gnaga: è un travestimento da donna indossata dagli uomini: è costituito da indumenti femminili e da una semplice maschera con le sembianze da gatto.

Moretta: è un costume costituito da una piccola maschera di velluto indossata con un cappellino, indumenti e velature raffinate.

Il volo dell’angelo

 Il volo dell’angelo

Il volo dell’angelo è un’esibizione in cui un acrobata cammina in equilibrio su una sottile fune che va dal campanile di San Marco verso il palazzo ducale. Per un periodo, dal 1760 al 2000, l’acrobata venne sostituito da una colomba meccanica, poiché nel 1759 l’esibizione finì in tragedia e da allora il volo dell’angelo fu vietato.

 

CARNEVALE DI VIAREGGIO

Il carnevale di Viareggio quest’anno si è classificato al quarto posto nella classifica italiana dei carnevali più belli.

Manifesto Carnevale di Viareggio 2019

La tematica principale di questa sfilata è dedicata alle donne, simbolo di nascita e vita. Altre tematiche fondamentali che vedremo sfilare riguardano il bullismo tra ragazzi, l’immigrazione e la politica che saranno rappresentati in modo leggero e divertente. I protagonisti di alcuni carri saranno Frida Khalo, una famosa pittrice messicana che fu costretta a letto per un grave incidente e che dipinse numerosi quadri rappresentanti se stessa, Medea un’importante figura della mitologia greca, nipote di Elio e della Maga Circe. Vedremo rappresentata anche la meravigliosa natura abbandonata a se stessa e soffocata dalla nostra spazzatura.  Ecco il manifesto del carnevale di quest’anno:

Il carnevale viareggino si festeggia ormai da 146 anni e la storia della città ci narra che, nel 1873, un gruppo di nobili ragazzi radunati in un casinò, ebbe l’idea di sfilare in maschera lungo le vie principali della città, il giorno successivo, ossia il Martedì Grasso. Fu la prima manifestazione che coinvolse tutti i cittadini e non solo i nobili. Questa grande festa non fermò i suoi festeggiamenti fin quando non ci furono i periodi della prima e seconda guerra mondiale.

Burlamacco e Ondina

Nel 1925 Antonio D’Arliano e altri costruttori inventarono la cartapesta, un materiale molto leggero e modellabile con cui vengono, ancora oggi, realizzati i carri di carnevale.

La maschera principale del carnevale viareggino è Burlamacco che nacque nel 1930 da Umberto Bunetti, un pittore e grafico futurista. Il pittore, con questa maschera vuole descrivere i momenti principali della città di Viareggio e usa i colori bianco e rosso per l’estate e il Carnevale. Insieme a lui c’è Ondina, una sirena simbolo dell’estate.

Ogni anno il Carnevale di Viareggio è in diretta su RaiTre e coinvolge migliaia e migliaia di spettatori da tutto il mondo.

http://viareggio.ilcarnevale.com/la-storia/storia-e-tradizione

 

IL CARNEVALE DI IVREA

Il carnevale d’ Ivrea è molto antico.

Una delle tradizioni più antiche del carnevale di Ivrea è la battaglia di arance che rappresentava la rivolta del popolo contro le armate del tiranno. Questa battaglia andava dalla domenica al Martedì grasso.

Nel passare degli anni si sono aggiunte delle altre regole come quella della tira in piazza di città, ecc .

Nella piazza di Rondolino combattono anche la pantera nera, i diavoli e i mercenari.

Fonte: Sito internet  “Storico carnevale di Ivrea”.

 

“Dal libro al web 1” a.s. 2018/19

Arbore Angela Maria IC, Balducci Antonio IF, Balducci Luigi IC, Balducci Valeria IF, Cialdella Simone IA, Conticchio Michele IE, De Benedittis Michelle IC, De Feo Armando IE, Di Bartolomeo Andrea IA, Di Sabato Marina IC, El Maji Younes IA, Ferrante Cristina IC, Forte Deborah IF, Lachhab Chadia IA, Lops Ludovica IC, Mazzilli Gabriele IE, Merra Martina IA, Molinini Samuele IE, Muggeo Valentina IA, Palmiotto Francesco Andree  IA, Palmiotto Gabriel De Gesù IA, Patruno Andrea IC, Perrone Alessio Thomas IE, Perrone Bartolo IC, Petrone Antonella IC, Quinto Andrea Vincenzo IE, Rutigliani Noemi IC, Strippoli Albarosa IA

NATALE D’ALTRI TEMPI

Il racconto degli studenti dell’Università della Terza Età “Edith Stein” al PON “Dal libro al web 1”

L’Università della Terza Età è un’ Associazione fondata a Torino nel 1975 con  lo scopo di far apprendere a gente di qualunque età l’importanza dello studio.

Il giorno 17 dicembre 2018, noi  alunni del P.O.N. “Dal libro al web 1”, abbiamo ospitato nella nostra scuola gli “studenti” dell’Università della Terza Età “Edith Stein” di Corato, per avere informazioni sul Natale di qualche decennio fa. L’Università della Terza Età si occupa di dare “un’ultima possibilità” di studio a persone anziane che per vari motivi non hanno potuto studiare quando avevano la nostra età oppure hanno semplicemente voglia di continuare a studiare. Abbiamo scoperto che il Natale dei loro tempi aveva caratteristiche molto diverse da quello di oggi. I nostri intervistati si chiamano Arturo De Benedittis, Giuseppina Masciavè, Francesco e Luigi. Arturo e Pina così si sono presentati.

Giuseppina Masciavè:Nella vita ho avuto due grandi passioni: una è quella della scuola in quanto sono stata insegnante alla scuola primaria per quarant’anni. Ho iniziato molto giovane ad insegnare  in Basilicata, poi  ho insegnato a Trani ed infine sono venuta qui al Cifarelli. Da vent’anni sono in pensione. L’altra passione è stata la vicinanza delle giovani generazioni  e il servizio della Chiesa. Vivo un’intensa vita di fede e ho sempre lavorato nella parrocchia. Mi è rimasta fortemente cara l’educazione degli adolescenti e dei giovani.”

Arturo De Benedittis:  “Sono stato un imprenditore ma non ha potuto terminare gli studi, infatti non sono né diplomato né laureato, proprio per questo ha deciso di iscrivermi all’U.T.E. per avere un insegnamento che non ho potuto avere quando ero piccolo, perché andavo a lavorare in campagna con mio padre.”

Le piace ancora studiare?

Arturo: “Studiare proprio NO! Ma c’ è un motivo! La mia memoria non registra più! Dopo poco, dopo poche ore, dimentico! Mi piace leggere molto, capire e scrivere. Mi  piace leggere ma studiare NO!

Cosa significa per lei il Natale?

Giuseppina Masciavè:  “Il Natale è un periodo dell’anno in cui si respira un clima di bontà e di serenità. Tutti ci sentiamo più buoni. Questi sentimenti a volte possono diventare solidarietà e aiuto verso i poveri e verso le situazioni di bisogno e questo è molto importante. Dobbiamo cercare di capire cosa c’è di positivo in tutte le situazioni. Però il Natale è un evento che viene dall’alto perché succede una cosa che ricordiamo come un evento storico: il figlio di Dio si è fatto uomo, Dio è venuto ad impastarsi con noi. Gesù è un bambino come tutti noi che ha fame, ha sete e piange e però è il figlio di Dio. Gesù non si è presentato come il figlio dell’imperatore.

Quali differenze lei nota fra le tradizioni del Natale di oggi e le tradizioni del “vostro” Natale di un tempo?

Arturo De Benedittis: La differenza è che voi avete tutto e noi non avevamo niente perché i nostri genitori erano poveri invece i vostri sono ricchi. A Natale noi non avevamo molto cibo. Prima il Natale era più bello perché siccome c’era povertà ciò che c’era aveva un grande valore ed  i cibi erano più sani .

Quali sono i corsi che frequenta all’Università ?

“I corsi che frequento all’Università e che più mi piacciono sono storia, geografia e canto.”

Quando lei era piccolo le piaceva andare a scuola ?

Arturo: “Sì, mi piaceva davvero tanto! Mi sono iscritto all’Università della Terza Età proprio perché mi piaceva la scuola!”

Come era ornata Corato ai suoi tempi per il Natale ?

Arturo: “Ai miei tempi Corato non era ornata. L’unico ornamento era il presepe che si faceva in casa. Accanto al presepe si deponevano cibi come fichi secchi, noci o mandorle. Il panettone non esisteva ancora sulle nostre tavole! Un altro ornamento tipico del Natale di oggi che non esisteva a quei tempi è l’albero di Natale.”

Quando lei  aveva la nostra età, si dava tanta importanza al  Natale ?

Arturo: “Mai data importanza! Noi NON eravamo come siete voi ragazzi! C’era la bontà, la dolcezza. Amavamo i nostri genitori, ci amavamo, amavamo i nostri padri, proprio per il motivo che eravamo  POVERI! Oggi voi avete TUTTO. Un cellulare io l’ho avuto a 70 anni, voi a 7 anni! Lo portate a scuola, poi  la professoressa ve lo toglie e poi andate a casa e vi  lamentate!

Per me che sono Cristiano Cattolico il Natale è la festa più bella del mondo.

È  il bambino che nasce, è Dio che si fa uomo! Quale festa può essere più importante?

Natale è la nascita di  GESÙ.“

Pina emozionata, aggiunge:  “Era una festa molto attesa, anche per le nostre comunità di parrocchiali.”

Cosa facevate durante la vigilia di Natale?

Arturo: “Durante la vigilia di Natale ci si riuniva e si giocava ai classici giochi da tavola: l’Oca, la Tombola e le carte napoletane. Cenavamo quando arrivava la mezzanotte. A fine cena, quando ci stancavamo, dormivamo tutti in un letto ed era molto bello. Quando ci svegliavamo andavamo alla messa di mezzanotte anche se per noi era molto tardi, perché eravamo abituati ad andare a dormire presto e, infatti, ci addormentavamo.

Pina: “La messa era cantata e celebrata in latino. Io la capivo perché a scuola avevo studiato la lingua latina.

Qual era il piatto tipico della cena?

Arturo: “La cena della vigilia di Natale era di magro, perciò non si mangiava la carne ma solo pesce e dolci.

Qual era per voi il momento più bello?

Pina: “Il momento più bello del Natale per me era quando si celebrava, in chiesa, la messa.”

Quali  erano le vostre tradizioni durante le festività Natalizie?

Arturo: “Da Natale fino all‘Epifania era festa in particolare l’Epifania, per noi bambini, era la festa dei regali”.

Prima  il Natale veniva festeggiato con tutti i parenti in casa o al ristorante?

Arturo: “Nelle festività natalizie si stava e si mangiava tutti insieme, si giocava a carte per ore e ore. Si festeggiava generalmente nella casa dei nonni”.

Quali erano  i dolci tradizionali che mangiavate durante il periodo natalizio?

Pina:  “I dolci di Natale erano: le cartellate, i taralli dolci, i fichi secchi, ecc… I dolci venivano chiusi a chiave in un cassetto o in un armadio che avevano il doppio fondo, questo perché i dolci si dovevano portare a tavola solo il giorno di Natale.

Prima, esisteva la tradizione di Babbo Natale?

Pina: “No, non credevamo a Babbo Natale ma il giorno di Natale a tavola, quando papà si girava, mettevamo la letterina sotto il suo piatto per declamare la poesia di Natale. “

Vi piace il Natale?

“Sì!” – rispondono in coro. “E’ la festa della famiglia!” aggiunge il signor Luigi. “Prima la famiglia era molto più unita e ci si voleva davvero bene. In ogni famiglia ognuno aveva il suo piccolo ruolo che contribuiva ad andare avanti.”

Dato che non ricevevate doni a Natale, quali doni ricevevate all’Epifania?

Luigi: “Forse le mie sorelle ricevevano i regali come scarpette, calze o vestiti ma io, come maschietto, non ricevevo nulla. Per noi maschietti i regali erano i dolci che la nonna ci preparava!”  Francesco: ”Era una gioia immensa quando la nonna solo per noi apriva i cassetti chiusi a chiave dove stavano i dolcetti!”.

Si usava andare a messa la mattina o il pomeriggio del 25 dicembre o si andava alla Veglia di Natale?

Pina: “La celebrazione della mezzanotte era la più frequentata anche perché la celebrazione vespertina, ossia la celebrazione pomeridiana, non esisteva ancora, ma vi era la messa dell’alba. La Veglia di Natale iniziava alle ore 00.00 e durava circa due ore, la celebrazione dell’alba iniziava alle ore 6:30 circa.”

In confronto al Natale di quando voi eravate bambini, cosa ne pensate del Natale di oggi?

Luigi: “Anche noi stiamo cercando di tenere il passo con i tempi, e piano piano ci stiamo aggiornando. Mia nipote mi ha fatto una lista lunghissima di tutti i regali che vorrebbe e io “dovrei spedirla a Babbo Natale”!

Francesco: “Il Natale di oggi si basa sul consumismo: prima non si pensava ai regali ma al vero significato del Natale ossia alla famiglia e all’amore verso il prossimo.”

Questa intervista ci ha fatto riflettere molto sulla realtà del mondo di oggi: ci concentriamo sempre su noi stessi e viviamo in un mondo virtuale fatto di maschere e barriere. Spesso siamo superficiali nelle nostre azioni quotidiane, mentre prima la gente non era come noi e dava  importanza ai pochi beni ricevuti

Ma perché per una volta non ci fermiamo a riflettere e a osservare il mondo che ci circonda scoprendo ciò che di meraviglioso nasconde?

Quest’intervista è stata divertente da fare e in più ha arricchito il nostro bagaglio di conoscenze!

 

Scrittura collettiva dei ragazzi del Pon

“Dal libro al web 1” a.s. 2018/19

 Arbore Angela Maria IC, Balducci Antonio IF, Balducci Luigi IC, Balducci Valeria IF, Cialdella Simone IA, Conticchio Michele IE, De Benedittis Michelle IC, De Feo Armando IE, Di Bartolomeo Andrea IA, Di Sabato Marina IC, El Maji Younes IA, Ferrante Cristina IC, Forte Deborah IF, Lachhab Chadia IA, Lops Ludovica IC, Mazzilli Gabriele IE, Merra Martina IA, Molinini Samuele IE, Muggeo Valentina IA, Palmiotto Francesco Andree  IA, Palmiotto Gabriel De Gesù IA, Patruno Andrea IC, Perrone Alessio Thomas IE, Perrone Bartolo IC, Petrone Antonella IC, Quinto Andrea Vincenzo IE, Rutigliani Noemi IC, Strippoli Albarosa IA