LA CHIMICA NELLA QUOTIDIANITÀ

Questo è il titolo del nuovo P.O.N., che ha riguardato i ragazzi di seconda media, svoltosi alla scuola Santarella. Siamo stati seguiti dalle professoresse Amorese e Vangi in qualità di esperte, coadiuvate dalle tutor professoresse Musto e Fiore.  e dividendoci in due gruppi diversi abbiamo svolto numerosi esperimenti e varie osservazioni. Tra esse possiamo descrivere le più interessanti come per esempio: la lievitazione del pane, la produzione del cacio-ricotta, la formazione del sale, la produzione del caramello e la preparazione di un indicatore del pH.

Per la lievitazione del pane abbiamo utilizzato; il lievito di birra nonché un fungo unicellulare responsabile della lievitazione, la farina, l’acqua e il sale. Così dopo aver preparato l’impasto e in seguito alla sua lievitazione a temperatura ambiente ci siamo recati al panificio “C’era una Volta” dove abbiamo infornato i nostri panini, che dopo circa 15 minuti erano pronti, gustandoli erano croccanti, profumati e morbidi.                 

Per la produzione del cacio-ricotta ci siamo serviti di una grande pentola, 5l di latte e il caglio. Inizialmente abbiamo messo la pentola su un fornellino elettrico e vi abbiamo versato il latte, arrivato a 37° abbiamo aggiunto il caglio, un acido che ha provocato la coagulazione del latte. Successivamente al raffreddamento abbiamo versato il contenuto all’interno di canestrelli e li abbiamo lasciati riposare in frigorifero. Il giorno dopo con l’esperta abbiamo ripreso dal frigorifero il cacio-ricotta e tutti insieme lo abbiamo gustato, esso era molto buono e presentava le caratteristiche di un vero latticino.

Per la formazione del sale ci siamo serviti di acido cloridrico e idrossido di sodio. Inizialmente abbiamo versato in un beaker dell’acido cloridrico e dell’idrossido di sodio, successivamente abbiamo posto il beaker su un fornelino elettrico e dopo circa 15 minuti abbiamo notato che sulle pareti del beaker si sono formate delle goccioline, questo perché l’acqua è evaporata, e sul fondo del beaker è rimasto il sale.  

Per la produzione del caramello ci siamo serviti semplicemente di zucchero. All’inizio abbiamo versato lo zucchero in una provetta e in seguito mantenendola con una pinza di legno l’abbiamo posta su un fornellino ad alcool, dopo circa 10 minuti lo zucchero ha iniziato a cambiare colore diventando marroncino e ad emanare un odore sgradevole: è diventato caramello.

Per la preparazione di un indicatore del pH (potenziale idrogeno) abbiamo preso un beaker e all’interno ci abbiamo versato dell’acqua, successivamente ci abbiamo aggiunto un cavolo rosso, abbiamo così poggiato il beaker su un fornellino elettrico e abbiamo atteso circa 15 minuti. Successivamente abbiamo tolto il cavolo rosso  dal beaker e abbiamo ottenuto un liquido di color violaceo. Ecco pronto l’indicatore e  per verificarne la sua riuscita lo abbiamo provato su alcune sostanze, ad esempio abbiamo mischiato in una provetta l’indicatore con dell’aceto, esso è diventato rosso e ciò vuol dire che è una sostanza acida, abbiamo provato anche a  mischiare l’amuchina con esso e abbiamo notato che il colore è diventato trasparente ciò significa che è una sostanza acida. Abbiamo appurato che l’indicatore è riuscito e abbiamo potuto utilizzarlo anche con altre sostanze.

Gli esperimenti si sono conclusi e per raccogliere tutto quello che abbiamo imparato abbiamo realizzato un Power Point a gruppi.

 Alla fine del P.O.N abbiamo invitato i nostri genitori ai quali noi ragazzi  abbiamo esposto i Power Point realizzati. I genitori sono stati entusiasti del nostro lavoro e delle competenze acquisite durante lo svolgimento del P.O.N.                                                                                                                    

Federica Caterina e Desiree Mazzilli, classe II F Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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Il Sapientino arriva alla Santarella

 

Sì, proprio così, un Sapientino. Costruito il 31/01/2019 da alunni della  Santarella, precisamente della 3^E.

L’idea è nata dalla professoressa di scienze che ha voluto realizzare con i suoi alunni sei sapientini come compito di realtà.I4

I ragazzi si sono impegnati a studiare dettagliatamente l’argomento riguardante la corrente elettrica e i circuiti e, in seguito, hanno messo in pratica le loro conoscenze.

La professoressa, nella prima ora di lezione, ha spiegato come gli alunni avrebbero dovuto procedere e nella seconda ora la classe si è recata in laboratorio per realizzare l’impresa.

Ma cosa è un Sapientino? Come si realizza? E come funziona? Si tratta semplicemente di un piccolo ed educativo gioco del 1967. I ragazzi hanno scoperto che non si trattava d’altro che un elementare circuito composto per lo più da:

  • Cavi elettrici e cavi RCA;
  • Un utilizzatore (in questo caso una lampadina);
  • Un generatore che mantenesse la differenza di potenziale tra i due poli (pile di 1,5 V);

Gli alunni si sono accorI3ti che collegando i vari cavi elettrici ai relativi ferma campioni e al vano batteria, per accendere la lampadina veniva semplicemente sfruttata la chiusura del circuito. 

Infine hanno potuto constatare il corretto funzionamento dell’opera collegando, attraverso i cavi RCA, i ferma campioni allegati alle rispettive domande con quelli affiancati alle corrispettive risposte. 

I ragazzi, grazie a tale attività, hanno scoperto il piacere di lavorare in gruppo e aiutarsi l’’un l’altro applicando l’argomento studiato in classe a episodi concreti. 

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Andrea Scarnera, Lorenzo Tota, Sergio Bovio, classe III E Scuola Santarella, a.s. 2018/19

SAPIENTINO FAI-DA-TE

Quanti di voi, quando erano piccoli, non hanno giocato con il Sapientino?

Noi ragazzi della classe III F, grazie alla nostra professoressa di matematica e scienze, abbiamo potuto costruire il gioco che ha caratterizzato la nostra infanzia.

Studiando l’elettricità tra Volt e Watt e circuiti elettrici, approfonditi anche in tecnologia, abbiamo voluto creare questo “Sapientino” utilizzando, appunto, un vero e proprio circuito elettrico.

Seguendo un tutorial su internet e acquistando i materiali occorrenti, siamo stati in grado di costruirne tanti.

Il materiale di cui abbiamo avuto bisogno è stato:  nastro isolante, nastro adesivo, colori, puntine da disegno, cartoncini colorati, filo di rame, led e pila a bottoncino da 3V.

Innanzitutto abbiamo fatto due fori nella parte superiore del cartoncino superiore che è diventata la base del “Sapientino”. Poi abbiamo inserito le due “gambette” del led nei due fori fatti in precedenza. Successivamente abbiamo arrotolato il filo di rame attorno alle due “gambette” del led. Seguendo il bordo del cartoncino abbiamo fermato il filo di rame con del  nastro isolante e da un lato, abbiamo tagliato il filo per attaccare la pila. Dopodiché abbiamo fatto altri due fori nella parte inferiore del foglio nei quali abbiamo inserito i due fili. A questo punto, abbiamo messo da parte la base del “Sapientino” per dedicarci alla realizzazione delle schede.

Abbiamo preso un cartoncino più piccolo e su di esso abbiamo fatto sei fori, tre da un lato e tre dall’altro, e abbiamo tolto il cappuccio di plastica dalle puntine da disegno. Poi abbiamo inserito le puntine nel foglio e le abbiamo fermate bucando il cappuccio tolto in precedenza. Dopodiché abbiamo attorcigliato il filo di rame attorno ad una puntina e abbiamo arrotolato l’altro lato del filo alla puntina complementare. Così abbiamo fatto per le puntine da disegno restanti.

Ci siamo divertiti molto durante il progetto di creazione del nostro “Sapientino” e spero che lo creerete anche voi!

Federica Lamarca e Ivana Marcone, classe III F Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Alla scoperta della Masseria Colicello

Come nascono i frutti di cui siamo tanto golosi cosa c’entrano con i fiori che ci rallegrano tanto e che spesso regaliamo alle nostre persone più care? Ci sono legami fra questi e gli insetti da cui invece ci teniamo ben alla larga?

Per scoprirlo a novembre 2018 noi ragazzi delle classi classi prime ci siamo recati con le docenti di matematica e scienze alla “Masseria Colicello”. Questa visita aveva anche lo scopo di analizzare e studiare gli agrumi con le relative piante, fiori e modi di conservazione sotto la guida di due agronome.

La prima informazione che l’agronoma ci ha fornito è stata la definizione scientifica di un agrumo; infatti un agrumo è un esperidio, ossia un frutto suddiviso in spicchi (tutti gli agrumi sono esperidi: arancia, mandarino, limone, pompelmo, lime, bergamotto).

Successivamente ci ha spiegato le parti del fiore e la loro fecondazione, che porta alla formazione del frutto.

Le api, che volando portano il polline di cui si sono precedentemente “sporcate” su un fiore, lo fanno cadere sul pistillo (organo femminile) di un altro fiore. Qui dal granulo di polline si sviluppa il tubulo pollinico attraverso il quale il nucleo del polline raggiunge la cellula femminile

presente nelle ovaie e la feconda. Dopo la fecondazione dagli ovuli fecondati si formano i semi. A volte, però, si verifica un’interruzione della fecondazione; in questo caso il seme non si forma e quindi nascono i frutti partenopeici (apireni per l’uva) cioè i frutti senza seme.

La terza spiegazione è stata sui vantaggi di sfalciare il terreno anziché ararlo. Sfalciando il terreno si crea una riserva d’acqua che permette alle piante di nutrirsi autonomamente nelle stagioni aride; inoltre si creano molte comunità di animali che rendono il terreno più fertile e lo smuovono.

La quarta informazione era relativa ai kit che l’agronoma utilizza per analizzare i terreni.

I kit sono utilizzati per misurare il pH (acidità) del suolo e la concentrazione di alcuni elementi chimici presenti in esso, test che ci danno solo un’idea della fertilità del suolo analizzato, ad esempio per poter dedurre se cresceranno frutti grandi e se cresceranno frutti sani. I risultati del kit non sono molto precisi in quanto sono analisi di tipo colorimetrico, ma servono per farsi un’idea globale del terreno.

La giornata si è conclusa con la preparazione della marmellata (crema dolce di AGRUMI, la confettura è la crema dolce di qualsiasi altro frutto). Ecco i passaggi che abbiamo svolto:

  1. Lavare attentamente i frutti
  2. Sbucciare i frutti
  3. Tagliare i frutti in piccoli pezzi
  4. Metterli in una pentola e aggiungere lo zucchero
  5. Far cuocere fin quando non raggiunge la consistenza desiderata
  6. Sterilizzare i barattoli.

È stata una giornata che ci ha fornito molte informazioni interessanti e utili.

Consiglio questa esperienza a chiunque voglia imparare di più sulla propria terra.

 

Albarosa Strippoli, classe I A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

SCOPERTA RIVOLUZIONARIA

Le cellule sono sempre state degli “oggetti” molto complicati e difficili da osservare e da analizzare, perfino al microscopio era una vera impresa studiarle in modo accurato e preciso.

Jacques Dubochet, Joachim Frank e Richard Henderson, tre scienziati di fama mondiale, hanno rivoluzionato la nostra possibilità di conoscere la cellula grazie alla MICROSCOPIA CRIOELETTRONICA: si tratta di “ibernare”, ossia congelare la cellula per poterla conservare nel tempo e osservare più a lungo e con precisione per poterne capire meglio le caratteristiche. Per farvi capire meglio metterò una foto presa dal sito di “FOCUS” (link https://www.focus.it/scienza/scienze/nobel-chimica-2017-vincitori ).  

Questa immagine della cellula è divisa in due parti: la parte più grigia ci rende l’idea di come fosse visibile la cellula nel 2013, quella più chiara e colorata è l’immagine che ne abbiamo oggi, grazie a questa scoperta, ed è molto più precisa e dettagliata. 

Questo metodo permette di osservare il DNA e l’RNA che forniscono importanti informazioni sulla molecola, grazie alle quali si potrebbe migliorare il sistema della visione delle molecole.

Immagine correlata

Questa scoperta ha  permesso alla scienza di progredire e superare la cristallografia a raggi X degli anni 50’ e la risonanza magnetica degli anni 80’. Questi grandiosi scienziati già in passato hanno dimostrato una grande potenzialità come ricercatori e adesso hanno confermato la loro bravura vincendo il premio Nobel 2017 per la chimica.

Il premio che hanno vinto conferma il loro impegno in tutti questi anni di ricerca e di studi.

 

Fusco Giuseppe 2^A, Mastrototaro Davide 2^C, Palagiano Pierluigi 2^A, Tota Angelo 1^E (a.s. 2017/18)

 

UN NUOVO INIZIO: IL DNA MODIFICATO

Non era mai successo prima d’ora ma tre mesi fa in California è stato scoperto un nuovo metodo di guarigione per le malattie. È una nuova scoperta che permette  finalmente di guarire centinaia di persone che sono affette da malattie rare e incurabili. È una scoperta a lungo inseguita dagli scienziati che hanno utilizzato le loro ricerche per sperimentare questo metodo rivoluzionario. Circa 10.000 persone nel mondo sono affette da malattie metaboliche. Molto spesso queste persone muoiono prematuramente e quindi si affidano alla terapia del cambiamento del DNA. Questa è una terapia molto rischiosa perché procura dei geni che possono infettare l’organismo con tumori e nello stesso tempo è molto costosa, dai 100 ai 400 mila dollari.

Ma in che cosa consiste la terapia? 

Consiste nell’introdurre nell’organismo un nuovo gene alterato che reagirà con il fegato in modo da cambiare un tratto di DNA. Così dicono i medici, i quali sperano di testare questa terapia non tanto sugli adulti ma sui bambini. 

Questa terapia genica è stata approvata in Italia e sperimentata all’ospedale “Bambino Gesù” di Roma, dove i medici sono riusciti a curare un bambino dalla leucemia, cosa che ha scioccato tutta l’Italia.

Noi ci auguriamo che in futuro ci siano meno malattie e più sorrisi e che i bambini abbiano più speranza. Speriamo in un mondo migliore del presente, senza virus che interrompano la nostra vita. Questa rivoluzione medica la aspettavamo da molto tempo, la terapia genica è un miracolo capace di migliorare la nostra vita regalandoci un sorriso.

 Davide  Mastrototaro, classe 2^C, Angelo Tota, classe 1^E, Pierluigi Palagiano e Giuseppe Fusco, classe 2^A, Scuola Santarella, a.s. 2017/18

OPEN DAY: LA SANTARELLA APRE I BATTENTI

Il 30 Novembre la nostra scuola ha aperto i battenti per l’ “Open day”. Il tutto si è svolto dalle 16:00 alle 19:00 ma è stato frutto di settimane di preparazione in cui tutta la scuola è stata in fibrillazione: alunni, insegnanti, vice preside, preside e collaboratori scolastici. Insomma, l’Istituto Santarella non voleva sfigurare ed è, secondo me, riuscito nell’intento. Quasi tutti gli alunni delle classi seconde e terze erano impegnati nella manifestazione ma non è mancato il sostegno delle classi prime.

Nella palestra interna è stato allestito un Planetario gonfiabile gestito dalla stessa azienda presente alla Fiera del Levante: qui il direttore Pierluigi Catizone ha spiegato a bambini e genitori l’Universo e il suo funzionamento, prestando un ottimo intrattenimento per tutti.

In un angolo della palestra facevano bella mostra di sé i Presepi realizzati dalle classi per partecipare al concorso organizzato dal negozio di telefonia Phonix per raccogliere fondi per la “Casa Famiglia della Mamma” di Corato.

Nell’aula di informatica il professore di tecnologia con alcuni alunni ha dimostrato come si possano realizzare al computer con il software Autocad delle grafiche molto belle, producendo dei biglietti da visita progettati precedentemente in sinergia con la docente di arte ed infine esposti per i ragazzi che visitavano la scuola.

Questi ultimi hanno avuto modo di ascoltare, nell’aula linguistica, gli abili allievi dei docenti di lingue che recitavano “L’infinito” di Giacomo Leopardi in francese e mettevano in scena dialoghi accompagnati da power point realizzati appositamente per l’occasione o tutorial in lingua inglese, frutto del lavoro per competenze attuato già da tempo dai docenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

In un’aula e nel corridoio della scuola, nei pressi del busto di Luigi Santarella, le docenti di storia hanno mostrato ai visitatori ilprodotto del Progetto di Ricerca e Formazione intitolato “La storia: Nuovi Orizzonti”, svolto in collaborazione con l’Università di Bari. È stato possibile visionare documenti storici relativi alla nostra scuola “Santarella”, tra cui registri, pagelle, diplomi, lettere, oggetti scolastici risalenti agli anni ’40, ’50, ’60 e ascoltare le spiegazioni di alcuni alunni di classe terza, mentre si diffondeva un sottofondo musicale anni ’40.  Erano esposti anche cartelloni su Luigi Santarella, illustre ingegnere coratino,  a cui è intitolato il nostro Istituto, ricco di storia e di tradizioni, capace nello stesso tempo di rinnovarsi digitalizzandosi, senza dimenticare le sue origini.

Uno degli “eventi” più importanti della serata è stato il discorso della preside ai genitori, riproposto per due volte nel corso dell’Open day, una presentazione della scuola a cui hanno partecipato decine e decine di persone.

La nostra dirigente ha parlato ai genitori delle attività che si svolgono a scuola e dell’obiettivo comune di lavorare, parallelamente all’orario curriculare, sulla piattaforma online “Edmodo”. Questo incontro è stato allietato da una breve e

significativa rappresentazione teatrale tratta dall’intero spettacolo intitolato “Il Piccolo Principe”, che sarà portato in scena a Gennaio 2018 dal gruppo di alunni partecipanti al “Progetto Teatro”.

Nell’ambito artistico, in laboratorio, gli alunni si sono cimentati in una divertente attività con l’argilla e hanno realizzato dei presepi ed altre creazioni. Questo è un progetto che le insegnanti di sostegno e di arte stanno svolgendo con i ragazzi diversamente abili ed altri ragazzi tutor, con l’obiettivo dell’inclusione.

Non potevano essere dimenticate le materie scientifiche: in laboratorio alcuni alunni della nostra scuola hanno compiuto esperimenti. I bambini che hanno affollato il laboratorio di scienze sono stati affascinati e felici di toccare gli strumenti ed immaginare, perché no, di essere tra gli stessi banchi l’anno successivo.

In tutto questo noi della redazione del S@ntarellino siamo stati orgogliosi di presentare ad adulti e bambini il nostro giornale on line e la Biblioteca. È stato davvero bello poter parlare sia della Biblioteca, il luogo in cui sono custoditi i libri, le “chiavi” che aprono le porte della nostra immaginazione, sia di ciò per cui ci  impegniamo. Parlare del nostro blog ci è servito anche per renderci conto di quanto lavoro abbiamo fatto in questi anni sotto la guida  delle insegnanti responsabili del progetto.

Tutto questo sulle note delle canzoni suonate e cantate, nel laboratorio musicale, dagli alunni, con la guida dei docenti di musica e con l’ausilio di tutti gli strumenti presenti (pianoforte a coda, maracas, tamburi, chitarre,…)

Tirando le somme di questa manifestazione, direi che è andata molto bene, perché anche il “servizio d’ordine” ha funzionato alla perfezione, ma soprattutto perché ogni settore e materia di questa scuola sono stati tirati in ballo, permettendo ai bambini che visitavano l’istituto di cimentarsi in quello per cui più erano portati: dall’arte, alla scienza, dalla manualità, alla musica, dalla storia alle lingue, dalla tecnologia al giornalismo.

Una nota negativa? Non poterci essere l’anno prossimo…

Sabino Cifarelli, classe III C, Scuola Santarella, a.s. 2017/2018

 

 

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ESPERIENZA IN LABORATORIO

Uno degli argomenti affrontati quest’anno è stato il magnetismo. Ma cos’è il magnetismo? Per magnetismo si intende la capacità di alcuni corpi di attirare altri oggetti di natura ferrosa. Questi corpi vengono detti magneti o calamite naturali, mentre altre sostanze possono acquisire questa capacità e vengono perciò dette calamite artificiali.

Una calamita è attiva solo agli estremi che prendono il nome di poli: per convenzione questi due poli sono chiamati polo nord, quello orientato verso il Nord geografico, e polo sud, quello opposto. Due poli uguali si respingono, mentre due poli opposti si attraggono.

Lo spazio che circonda questi due poli è interessato da una forza, la cosiddetta forza magnetica, e prende il nome di campo magnetico. All’interno del campo magnetico la forza magnetica agisce secondo precise linee, le linee magnetiche o linee di forza.

Anche la Terra ha un suo campo magnetico detto campo magnetico terrestre: può essere perciò considerata una grande calamita che presenta un polo nord magnetico terrestre e polo sud magnetico terrestre, che però non coincidono rispettivamente con il Polo Nord e il Polo Sud. Questa differrenza di posizione prende il nome di declinazione magnetica.

Un altro fenomeno legato al magnetismo è l’elettromagnetismo, ossia l’effetto magnetico che si crea al passaggio di corrente elettrica all’interno di un filo conduttore.

Infatti un filo conduttore avvolto a spirale in cui passa corrente, detto solenoide, se avvolto attorno a una sbarra di ferro, costituisce un’elettrocalamita. Questa è in grado di creare un campo magnetico più o meno intenso in base al numero delle spire del solenoide  e all’intensità di corrente.

A proposito di questi due fenomeni, magnetismo e elettromagnetismo, con la professoressa Cristina D’Imperio ci siamo recati nel laboratorio di scienze dove abbiamo svolto degli esperimenti descritti nei Power Point di Angela Perrone e Maria Giulia Quinto sotto riportati.

power point Maria Giulia Quinto

power point Angela Perrone

 

Maria Giulia Quinto, classe 3^C, a.s. 2016/17

VI PRESENTIAMO LE MOLECOLE

Durante le lezioni di scienze abbiamo studiato che tutto ciò che ci circonda è materia formata da molecole costituite da atomi invisibili, che un tempo gli scienziati pensavano fossero indivisibili. Per approfondire questo argomento e capire meglio come le molecole sono formate, con palline di polistirolo, spiedini e pennarelli colorati, abbiamo costruito le molecole di anidride carbonica, acqua, ossigeno, fosforo, argento, cloruro di sodio, acido solforico e la grande molecola del glucosio. L’esperienza è stata moto bella e divertente, per questo abbiamo realizzato un filmato dal titolo “Vi presentiamo le molecole”.

 

Classe I C, a.s. 2016/17

CHIMICA IN CUCINA

Quest’anno la classe 2°B, ha partecipato a un progetto chiamato: “CHIMICA IN CUCINA” di cui vi riportiamo un Power Point.

Power point progetto scientifico

Il progetto ideato dall’insegnante di matematica e scienze la professoressa Bovino, ha rappresentato per noi un’esperienza divertente ma costruttiva dalla quale inoltre abbiamo appreso molte informazioni su ciò che mangiamo quotidianamente.

Così , ogni giovedì pomeriggio a partire dal 9 Marzo fino al 6 Aprile ci siamo ritrovati a scuola dove attraverso esperimenti , video e ricerche, abbiamo analizzato la composizione chimica di alcuni alimenti.

Il primo esperimento, ovvero quello che mi è piaciuto di più, prevedeva la preparazione del burro; ogni alunno munito di panna e acqua fredda , ghiaccio e vasetto in vetro , seguendo le indicazioni dell’ insegnante ha ottenuto un burro da gustare davvero delizioso.

Negli incontri successivi abbiamo analizzato gli olii e i grassi vegetali catalogando quelli saturi e quelli insaturi ; in particolare ci siamo soffermati sul tanto discusso olio di palma. Abbiamo esaminato la presenza di proteine nei vari alimenti ; curato le trasformazioni chimico-fisiche che avvengono nella cottura del brodo ed il principio odoroso del brodo, commentato la ricetta delle meringhe e così via.

È stato molto interessante per esempio sapere che gran parte dei processi biochimici che avvengono nel nostro corpo sono controllati dalle proteine e che quindi è  necessario che esse siano presenti nella nostra dieta.

Da questo progetto abbiamo potuto apprendere quanto importante sia conoscere com’ è fatto  ciò che mangiamo e di come ogni alimento viene preparato, ed abbiamo potuto ampliare le nostre conoscenze.

Classe II B, a.s. 2016/17