Una girandola di colori

Il gruppo dell’inclusione della scuola media “Santarella” ha lavorato nelle ultime settimane ad un originale progetto di manipolazione in occasione del carnevale.

I ragazzi e i docenti coinvolti, lavorando in piccoli gruppi, si sono divertiti a trasformare le classiche “pignatte” in coloratissime sculture in cartapesta, realizzando soggetti di vario tipo: la famiglia Simspon, Super Mario, tre mongolfiere, diversi palloni da calcio, cappelli per la laurea, un clown e un gigantesco sole.

Undici classi della scuola accoglieranno questi divertenti soggetti e provvederanno a riempirli con caramelle e coriandoli.

Durante la festa, che si terrà in palestra, le classi coinvolte romperanno a turno le varie pignatte e daranno vita ad un momento di divertimento, allegria e socializzazione, allietato da musiche, canti e dolci preparati dai ragazzi.

Chiara Rosito, Francesca Pia Miscioscia, Marianna Sollazzo

Classe 3^ B – Santarella – a.s. 2018/19

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FRATELLO MIO

Ci siamo persi insieme

Come due semi nel terreno

Se sono con te il cielo è sereno

Ti prego, stiamo insieme

Dove niente ci teme

Ti voglio bene fratello mio

Non mi abbandonare mai

Sto male sai

Sappi che accanto a te

Ci sarò io.

 

Di Tommaso Simona, classe II F, a. s. 2018/19

HALLOWEEN,OGNISSANTI E IL GIORNO DEI DEFUNTI

Noi cristiani festeggiamo il I Novembre, la festa di Tutti i Santi, e il 2 Novembre, la commemorazione dei defunti, due ricorrenze importantissime della nostra cultura cristiana.

Negli ultimi anni, invece, nello stesso periodo, si è diffusa la moda di festeggiare Halloween, una ricorrenza che non ci appartiene, legata al mondo anglosassone.

Halloween, la notte della vigilia di Ognissanti, ha origini pagane che risalgono all’antica tradizione celtica e in particolare alla festa di fine estate, detta anche Samhain, celebrata proprio il I Novembre.

La notte della vigilia era consuetudine spaventare le anime diaboliche con enormi fuochi appiccati sulle cime delle colline.

Col tempo prese il sopravvento l’aspetto più esoterico e sinistro: si riteneva che nella notte sarebbero tornate le anime dei morti e la festa dell’autunno si trasformò nel festival delle streghe e dei fantasmi.

Gli irlandesi avevano inoltre un altro rito: svuotare una grande rapa e inciderla con il volto di un demone per poi illuminarla dall’interno con una candela a protezione della propria casa.

Ecco perché ancora oggi negli Stati Uniti si usano le zucche.

 

Invece il primo novembre, secondo il calendario liturgico, è il giorno dedicato alla commemorazione di Tutti i Santi.

Con questa festa si ricordano non solo i martiri, i santi, i beati canonizzati e commemorati dalla tradizione cristiana, ma anche coloro i quali sono stati beatificati dalla gloria del Signore, pur non avendo ottenuto nessun riconoscimento sulla terra.

La storia di Ognissanti si ricollega anche ad alcune usanze dalla tradizione Romana.

Nello stesso periodo storico i Romani festeggiavano Pomona, una ricorrenza che salutava la fine del periodo agricolo e che coincideva con la festa celtica Samhain.

Successivamente i festeggiamenti vennero fatti cadere in un’unica data compresa tra il 31 ottobre e il 1 novembre.

Il significato della festa di Tutti i Santi è però diverso da quello pagano e agricolo riconosciuto dalle popolazioni celtiche e romane.

Infatti la chiesa, il primo novembre celebra l’onore di Tutti i Santi, siano santi essi canonizzati o meno dal rito cattolico.

 

Il giorno dei Morti è la festività cristiana del 2 novembre che commemora tutti i defunti.

Questa celebrazione si riscontra in ogni cultura e tradizione.

La ricorrenza del Giorno dei Morti venne celebrata per la prima volta nel cristianesimo intorno al X secolo.

A quel tempo, Sant’Odilone, Abate di Cluny, udì da un pellegrino dell’esistenza di un’isola dove si potevano ascoltare le anime del Purgatorio che chiedevano preghiere per la loro liberazione.

Egli, allora, varò una legge in cui tutti i monasteri della sua congregazione dovevano celebrare il 2 novembre il Giorno dei Morti.

Nel XIII secolo la festa era ormai riconosciuta da tutta la Chiesa Occidentale.

I buddhisti celebrano i loro defunti il 15 aprile, anniversario della morte del Buddha.

Gli antichi Romani li celebravano durante i Parentalia, dal 13 al 21 febbraio.

 

Secondo me Halloween è una festa molto stupida perché travestirsi da streghe e da fantasmi serve solo a spaventare le persone.

Invece Ognissanti e il Giorno dei Defunti sono importanti perché sono feste cristiane e perché dobbiamo sapere chi sono i nostri martiri e ricordare i nostri cari defunti.

Queste due feste sono importanti anche perché dobbiamo conoscere la storia del nostro santo e dobbiamo andare con la nostra famiglia a visitare la tomba dei nostri parenti defunti .

Spero che i cristiani non festeggino più Halloween, ma Ognissanti e il Giorno dei Defunti.

 Daniele Fusaro, classe I C, a.s. 2018/19

UNA MATTINATA SPECIALE

Il 20 ottobre, un giorno come tutti gli altri (almeno così pensavo), mi sono recata a scuola senza particolari aspettative.

Alla seconda ora, durante la lezione di matematica, si sono presentati a sorpresa in classe nostra tre ragazzi della 3ª C che ci hanno spiegato l’antica storia della scuola “Santarella”.

All’inizio del 1900 il luogo in cui si colloca la nostra scuola era uno spiazzo circondato da mura in cui alcuni atleti praticavano attività sportive: era chiamato “Palestra di Via Trani”.

Durante il periodo fascista, in questo luogo si decise di costruire la “Casa del Balilla” che comprendeva una palestra coperta, docce e spogliatoi, uffici e la casa del custode, corrispondente all’attuale biblioteca. Nel 1939 si costruì l’edificio della GIL (Gioventù Italiana del Littorio) e nel 1941 furono accolti lì cinquecento bambini di Corato che ricevevano la colazione e due pasti.

Dopo l’8 settembre 1943, la palestra della GIL, simbolo del fascismo, fu saccheggiata e furono distrutti quasi tutti gli attrezzi.

In Italia dall’anno scolastico 1040-1941 fu istituita la scuola media e a Corato essa nacque il 13 novembre 1940 quando il preside del Liceo Sergio Lagrasta fece riunire il primo Consiglio degli insegnanti. Il primo anno di scuola media si formarono quattro classi, due maschili e due femminili di circa trenta alunni. La sede della scuola media era presso il Liceo.

Nell’agosto 1947 fu assegnata alla scuola media l’antica sede della GIL che non aveva nessun arredo scolastico. Nell’ottobre 1947, i docenti decisero di intitolare la scuola all’ingegner Luigi Santarella che aveva fatto tanto per la città di Corato come la copertura della chiesa Incoronata e il progetto del palazzo Santarella.

Luigi Santarella, nato a Corato il 12 settembre 1886 e morto a Milano l’8 settembre 1935, realizzò opere di grande innovazione tecnico-scientifica e fu uno degli ingegneri più competenti in Europa in costruzioni di cemento armato. Il nome di Santarella figura anche nell’enciclopedia Treccani.

Ascoltavo con attenzione ed interesse la storia della nostra scuola e nel frattempo mi chiedevo anche che cosa sarebbe accaduto dopo.

Alla fine delle spiegazioni i tre ragazzi hanno ricevuto un grande applauso da parte nostra e ci hanno portato in giro per la scuola, guidandoci tra aule e laboratori. Ad un tratto, da una finestra, abbiamo intravisto nella palestra scoperta un ricco banchetto e, una volta fuori, abbiamo scoperto che era stato preparato proprio per noi dai ragazzi della classe 3ª C.

Che spettacolo!! Nessuno se lo aspettava: l’allestimento era fantastico! C’era di tutto: focacce, patatine,taralli, dolci di ogni tipo e tante bevande.

I ragazzi di terza erano disposti tutti dietro i banchi pronti a servirci come tanti camerieri: ci hanno accolto con tutti gli onori!

C’erano anche su un banco due cestini con tanti segnalibri in cartoncino, uno diverso dall’altro per disegno, forma e colore.

I ragazzi della classe 2ª C ci hanno dedicato una poesia molto bella sull’amicizia scritta proprio da loro e hanno consegnato a ciascuno di noi un segnalibro creato da loro su cui avevano riportato una frase significativa sull’amicizia. Inoltre su ogni segnalibro era posizionata una molletta fermacarte di legno su cui era applicata la lettera iniziale del nostro nome. È stato un dono molto gradito.

Dopo aver portato in classe i segnalibri, la nostra attenzione era tutta concentrata sul salato e sul dolce che non vedevamo l’ora di gustare o meglio di divorare. Altro che merenda, a me sembrava piuttosto un pranzo! Se avessi assaggiato tutto, di sicuro non avrei toccato cibo per tutta la giornata.

Le professoresse hanno scattato alcune foto per ricordo a noi insieme con i ragazzi della 2ª C e della 3ª C. La mattinata era finita? Assolutamente no, ci attendeva un’altra sorpresa.

La nostra professoressa di Italiano ci ha portati nella nostra Biblioteca scolastica e ci ha presentato la professoressa Roselli che si occupa anche della catalogazione e della sistemazione dei libri. Tre ragazzi di 3ª C ci hanno parlato  del progetto “Io leggo perché” che ha permesso di arricchire la biblioteca di tanti nuovi libri.

La professoressa Strippoli ci ha parlato del “Santarellino”, il giornalino della scuola, che tanto tempo fa era cartaceo e che ora è on-line. Ci ha mostrato alcuni numeri cartacei del giornalino, un po’ ingialliti e con stampa in bianco e nero e ci ha mostrato le varie sezioni della biblioteca contenenti libri di diverso genere: giallo, avventura, poliziesco, comico, horror, fantastico, storico…

Avrei voluto buttarmi a capofitto tra i libri e divorarli tutti in un secondo. Peccato, non era possibile!

La professoressa Roselli ha distribuito a ciascuno di noi, come se fosse un regalo, un libro incartato da leggere a casa e riportare a scuola entro un mese.

La campanella della quinta ora stava quasi per suonare e noi a malincuore dovevamo uscire.

Alla fine siamo tornati a casa con un libro da scoprire, ma soprattutto con un bellissimo ricordo di questa mattinata speciale da custodire nella nostra mente e nel nostro cuore per sempre.

 

Antonella Petrone, classe I C, a.s. 2018/19

 

Il pianoforte

Oh! Le tenebre mi hanno accompagnato

in questo giorno.

Sono seduto, immobile, penso.

Oh! La mia vita è percossa, pesante,

come le dita quando premono i tasti di un pianoforte.

C’è una leggera musica nella stanza buia, dolce.

Si apre una porta, io non voglio oltrepassarla,

voglio sentire la mia anima,

che suona la musica della mia vita.

 

Emanuele Falco, classe II B, Santarella, a.s. 2017/18

 

I pericoli del web

Al giorno d’oggi i Social network, chat e siti vari vengono usati per comunicare. Bisogna tenere a mente, però, che le informazioni pubblicate attraverso l’utilizzo di questi servizi, oltre ad essere accessibili a chiunque, rimarranno anche memorizzate su internet per un peridio imprecisato di tempo e ciò potrebbe favorire il lavoro a pirati informatici e persone che non hanno buone intenzioni. Per evitare spiacevoli esperienze con Internet è meglio muoversi con cautela ed essere consapevoli dei rischi a cui si va incontro quando si entra in siti che non vengono creati a fin di bene. Anche quando si chatta con qualcuno (ad esempio su Skipe o Whatsapp) bisogna prestare molta attenzione perché, anche in queste situazioni, possono nascondersi rischi e insidie di qualsiasi natura. Mai lasciarsi andare a confidenze particolari ed evitare di diffondere dati personali. Inoltre bisogna essere prudenti a ciò che si scarica o si clicca poiché dietro di essi potrebbero nascondersi potenziali hakers o rootkit 

Internet comunque resta sempre una grande risorsa in quanto è possibile accedere ad un’enorme quantità di informazioni. Se un minorenne decide di utilizzare siti di Social networking è necessario renderli consapevoli dei pericoli in cui possono imbattersi; i genitori devono essere sempre a conoscenza delle azioni dei figli. 

Il 7 febbraio si celebra la Giornata della Sicurezza in Rete, un progetto lanciato nel 2004 dall’Unione Europea. In oltre cento Paesi del mondo, Italia compresa, si celebra questa Giornata in cui si ricordano i pericoli presenti nel Web. Conoscere il nemico è l’unico modo per difendersi.

Alessia Maiorano, classe 1E, A.S. 2017-2018

 

 

Safer Internet Day

https://www.youtube.com/watch?v=QJP_ZU6Rb3U&feature=youtu.be

Lo scorso 31 gennaio la redazione del S@ntarellino, il giornalino online dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli – Santarella”, ha partecipato alla registrazione di una puntata di Fatti e Misfatti, settimanale condotto dal giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Giampaolo Balsamo nella redazione dell’emittente televisiva Tele Dehon.

La puntata, andata in onda venerdì 2 febbraio ed in replica sabato 3 e lunedì 5 febbraio, è stata dedicata al “Safer Internet Day”, la Giornata Mondiale della Sicurezza in Internet, istituita dall’Unione Europea per prevenire ogni reato in Internet ed evitare che i ragazzi, soprattutto minorenni, siano vittime del web.

Accompagnati dalle responsabili del progetto ci siamo recati in autobus presso gli studi di Tele Dehon ad Andria.

Ovviamente in redazione avevamo lavorato a lungo e con cura per comprendere le diverse problematiche connesse alla sicurezza nel web, poi ognuno di noi ha preparato delle domande da porre al conduttore e agli ospiti della trasmissione: il direttore tecnico capo Andrea Carnimeo e l’assistente capo Giuseppe Di Vagno, entrambi del Compartimento Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Bari e lo psicologo-psicoterapeuta Antonio Di Gioia, presidente dell’ordine degli Psicologi della Puglia e giudice onorario della sezione minorile della Corte d’Appello di Bari.

Appena arrivati siamo entrati nello studio di registrazione, dove i tecnici stavano  provando i microfoni e le inquadrature. Noi della redazione abbiamo prestato molta attenzione e siamo rimasti affascinati dal funzionamento del tutto: per noi è stata la prima volta in uno studio televisivo!

La puntata è cominciata con l’introduzione dei conduttori seguita dalla presentazione degli ospiti e dagli interventi delle professoresse Strippoli e Lobascio, responsabili del S@ntarellino. Noi giornalisti in erba eravamo trepidanti e anche molto “rigidi” perché non volevamo “sfigurare” davanti a migliaia di telespettatori.

Nella prima parte gli ospiti ci hanno spiegato come e perché sono nate la Polizia Postale e la Giornata della Sicurezza in Internet.

Dopo l’introduzione, il secondo conduttore, Carlo Sacco, ci ha dato la parola e noi così abbiamo potuto porre le nostre domande. A ogni domanda è seguita la risposta dei rappresentanti della Polizia Postale, i quali sono riusciti nell’intento di eliminare ogni nostro dubbio sul tema del cyberbullismo, un pericolo soprattutto per i minorenni. Importanti, a riguardo, sono stati i chiarimenti riguardo all’assenza di anonimato in internet ed agli effetti immediati della legge 71 del 2017 che prevede responsabilità dirette per i genitori nel caso di minori di 14 anni e la forma giuridica dell’ “ammonimento” davanti ad un giudice per chi ha superato i 14 anni.

Poi lo psicologo ci ha spiegato qual è l’influenza dei social network e quali sono i pericoli del web, che spesso può generare dipendenza. Ci spiegava che i ragazzi oggi tendono a interagire più con il mondo virtuale che con quello reale e credono di essere circondati da amici che in realtà non hanno.

Una delle parti più belle, sincere e interessanti della mattinata è stata il fuorionda in cui gli agenti della Polizia Postale hanno risposto a molte domande e curiosità sorte al momento: hanno finito per soddisfare molte delle domande che poi non sono più state poste durante la registrazione. È stato un momento colloquiale, in cui gli agenti di Polizia hanno anche accennato ad esperienze professionali e personali sulla lotta al crimine informatico.

Abbiamo imparato che “la rete non dimentica”, ossia che qualsiasi elemento postato sui social dal momento in cui lo inviamo inizia quasi a vivere di

vita propria e può arrivare anche in mani a noi sconosciute, che ne possono fare un uso a noi

 

sgradito. Anche i nostri attuali amici potrebbero, in un futuro lontano, farne l’uso che credono senza il nostro permesso. Quindi i primi a tutelare la nostra privacy dobbiamo essere noi.

Abbiamo capito anche che è importante educarci ad una comunicazione responsabile sui social e con i social: un agente ci parlava della necessità di accantonare lo smartphone per essere noi padroni del nostro tempo e coltivare relazioni ed amicizie vere.

Riguardo alle fake news, gli agenti ci hanno raccontato dell’attivazione di un servizio della Polizia Postale atto a riconoscerle, anche su segnalazione degli utenti, ed a eliminarle dal web.

Lo psicologo ci ha spiegato anche che i fenomeni di cyberbullismo possono essere risolti in un’ottica di prevenzione parlandone con una persona adulta. Il sexting e il cyberbullismo possono portare in casi estremi al suicidio della vittima, come talvolta è accaduto, perché ogni singola foto postata in Internet può essere utilizzata per fini pedopornografici o diffamatori.

Tirando le somme di questa formativa e divertente esperienza, ringraziamo Giampaolo Balsamo e Tele Dehon per averci dato la possibilità di comprendere quali siano i rischi dei social network, un’arma a doppio taglio, che molti, compresi gli adulti, non usano in modo corretto. Purtroppo siamo noi adolescenti i primi ad essere feriti da un mondo virtuale in cui possiamo trovare pericoli dietro ogni click.

Sabino Cifarelli e Alessio Tandoi (classe III C, Santarella, a.s. 2017/18)

“PULIAMO IL MONDO”

Il giorno 20 ottobre 2017 noi, alunni della classe 3^F, accompagnati dalla professoressa Angela Campione e dalla professoressa Mariolina Olivieri, ci siamo recati alla “pineta Bracco” per partecipare all’iniziativa “PULIAMO IL MONDO”.

Siamo partiti alle ore 8:45 dal plesso “L. Santarella”, dopo un po’ siamo arrivati a Piazza “Di Vagno”, dove c’era una guida che ci ha raccontato la storia della via “Francigena” che collegava il Nord con il Sud. Questa strada era percorsa dai pellegrini: molti si fermavano a Roma, altri scendevano lungo la penisola fino al porto di Brindisi e da lì si imbarcavano per la Terra Santa. Dopo aver ascoltato la guida, ci siamo incamminati verso Piazza Sedile dove ci siamo uniti alle classi delle altre scuole di Corato. Abbiamo proseguito lungo la via Francigena e verso le 11:00 circa siamo arrivati a destinazione. Appena arrivati, i dipendenti dell’A.S.I.P.U. hanno consegnato un guanto a ciascuno di noi e due buste complessivamente per mettere i rifiuti raccolti. Ci siamo messi al lavoro e durante la raccolta abbiamo trovato di tutto: tubi e buste di plastica, bottiglie, libri vecchi, giornali ed altro; questo ci ha fatto riflettere sull’inciviltà delle persone che inquinano l’ambiente in cui loro stesse vivono.

Dopo aver raccolto i rifiuti, abbiamo deposto le buste nel camioncino dell’A.S.I.P.U.  Infine verso le ore 12:00 siamo ritornati a scuola e abbiamo svolto l’ultima ora di lezione.

L’attività ci è piaciuta perché ci ha fatto riflettere sull’importanza di un corretto rapporto con l’ambiente che va rispettato poiché è un bene comune e prezioso, ci ha permesso di stare insieme all’aria aperta e svolgere una lezione di ed. fisica, geografia, educazione alla cittadinanza, italiano e storia diversa dalla altre.

Del Vecchio Alessia, Valva Mariaemilia, classe III F, a.s. 2017-18

Le classi seconde B, C, F si sfidano in una “Staffetta” di libri alla Santarella

Chi ha mai detto che leggere è noioso?

Ragazzini agguerriti, competizione ai massimi livelli, senso di sfida, punti da portarsi a casa. Non è una partita di calcio, no!

E’ una gara di lettura, anzi una “staffetta- quiz” tra le classi seconde dei corsi B, C ed F.

Ad averla ideata le nostre docenti di Lettere in collaborazione con le prof.sse di Educazione Fisica.

In estate abbiamo letto tutti uno splendido libro: “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Giacomo Mazzariol. Un romanzo di formazione, basato su una storia vera, che ci ha aiutato a riflettere, andando oltre i limiti della diversità.

Con la ripresa dell’anno scolastico è stata così organizzata una gara di lettura a squadre formata dalle

classi coinvolte. La gara si è svolta in palestra e si è basata su una staffetta ad ostacoli. Le domande sono state formulate da noi ragazzi nei giorni precedenti.

 

Le quattro squadre (Jocker, Dinosauri, Nonna Piera e Supereroi) che

hanno gareggiato, si sono scontrate con entusiasmo e grande energia. Ognuno ha dato il proprio contributo, collaborando reciprocamente e aiutando la propria squadra in una sfida emozionante. Il tutto coronato da un tifo caldissimo!

Giovedì si disputerà la finale. Al di là dell’esito, a noi basta dire che è stata un’occasione per vivere una sana competitività ma, soprattutto, per capire quanto sia bello e formativo leggere!

Classe II B, Santarella, a.s. 2017/18

 

Dopo la partita di lunedì sono passati ben tre giorni e per la finale è quasi tutto pronto. Sono arrivati tutti, il percorso è già sistemato. C’è bisogno solo delle due squadre che si affrontano per la finale. “Nonna Piera” e “I Dinosauri” ci sono: inizia la finale. I “Dinosauri” partono carichi e si avvantaggiano sull’8 a 9, ma “Nonna Piera”        la forza e ne approfitta per recuperare. Ormai è l’ultima domanda. I “Dinosauri” arrivano primi, rispondono correttamente e si assestano sul 9 a 9. Adesso sarà veramente l’ultimo turno! Partiti! Salti nel cerchio, palleggi con la palla, basket, palleggi di pallavolo, slalom con il pallone, addominali ed infine i canestri… I “Dinosauri” arrivano primi, danno la risposta e… vittoria!!!

Devo ammettere che vincere è stato      , ma anche se non avessimo vinto ci sarebbe rimasta un’esperienza favolosa, e… un libro bellissimo!

Il premio consisteva in una medaglia a forma di coccinella che in realtà era un cioccolatino. Infine è arrivata anche la preside e abbiamo fatto le foto. E’ stata un’esperienza che mi rimarrà impressa perchè per una staffetta letteraria ci vuole impegno, volontà e fatica.

Francesco Livrieri, classe II C, a.s. 2017/18

 

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