Vieni in Puglia! Da un semplice compito…

È tutto partito da un semplice compito di realtà assegnatoci dalla professoressa d’Italiano: subito dopo le vacanze di Pasqua ognuno di noi avrebbe dovuto realizzare un lavoro, o cartaceo o multimediale, con l’obiettivo di convincere un ipotetico alunno della nostra età che vive in un’altra regione a trascorrere qualche giorno in una città della Puglia.

Nella nostra classe si è accesa una vera e propria competizione perché la professoressa ha bandito un concorso interno alla classe che ha reso il compito più stimolante.

Questo concorso prevedeva anche dei premi e questo ha aumentato la nostra motivazione.

  • Il primo classificato e il secondo classificato avrebbero avuto come premio un libro ciascuno;
  • Il terzo e il quarto classificato un peluche ciascuno.

Questa attività ha portato tutti noi a dare il massimo e a utilizzare le metodologie a ciascuno più congeniali: chi si è cimentato nel disegno, chi nell’informatica o nell’esposizione scritta, ognuno ha fatto del suo meglio ottenendo ottimi risultati. Tutti i lavori hanno fatto emergere le nostre capacità e predisposizioni.

Quando abbiamo visionato i lavori dei compagni, abbiamo espresso le nostre opinioni su di essi, ma il momento più atteso ed emozionante è stato quello della ‘’premiazione’’: eravamo molto curiosi di conoscere i nomi dei vincitori.

I fortunati sono stati proclamati dalla professoressa di Italiano e dalla Professoressa di Potenziamento. Tutta la classe è stata d’accordo con le decisioni delle professoresse perché i vincitori meritavano assolutamente la vittoria!

Il risultato è stato questo:

  • Primo posto: Samuele
  • Secondo posto: Riccardo
  • Terzo e quarto posto: Armando e Gabriele

Dal momento che l’esperienza ci è piaciuta molto, vogliamo pubblicare i lavori dei vincitori augurandoci che piacciano anche a voi!

Primo classificato

 

Secondo classificato

 

Terzo classificato

 

Flavio Maggiulli e Samuele Molinini, classe I E Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Annunci

Un anno di PON…

Nel pomeriggio la nostra scuola ospita attività di ogni tipo…

Noi ci siamo interessati ai P.O.N. e abbiamo deciso di intervistare esperti, tutor e partecipanti.

Con nostro grande stupore abbiamo scoperto come bambini e ragazzi di tutte le età sono stati coinvolti in attività istruttive e giocose allo stesso tempo.

Abbiamo iniziato le nostre interviste dai P.O.N. tenutisi alla Scuola Primaria Cifarelli.

Le classi quinte coinvolte nei P.O.N. di Italiano sono state le prime a cui abbiamo rivolto le nostre domande. I P.O.N. si intitolavano “Leggere, scrivere, realizzare un audiolibro” ed erano tenuti il primo dalla prof.ssa Rosa Mastropasqua in qualità di esperta e dalla maestra Silvana Natalini come tutor, il secondo dalla prof.ssa Antonella Piccolomo come esperta e dalla maestra come tutor.

L’attività è partita dall’analisi del libro di Italo Calvino “Marcovaldo”.

Abbiamo chiesto agli alunni se le attività svolte li avessero appassionati e arricchiti. Quest’ultimi ci hanno risposto che le esperienze da loro vissute erano state molto interessanti e al tempo stesso anche un modo per unirsi come gruppo-classe e soprattutto di imparare divertendosi!

Abbiamo poi intervistato i protagonisti dei due P.O.N. ‘Kids Creative Lab’, con l’esperta Kate Gray e le tutor Mariolina Bucci e Rosaria Di Gennaro, che hanno seguito i bambini partecipanti ai P.O.N. di avvicinamento alla Lingua Inglese.

Dalle loro risposte abbiamo potuto capire che le attività dei P.O.N., basate soprattutto sul dialogo in lingua, hanno permesso ai partecipanti, lezione dopo lezione, di migliorare la comprensione e la produzione scritta e orale della nuova lingua.

Intervistando i bambini abbiamo avuto un’ulteriore dimostrazione di quanto le attività del P.O.N. li avessero avvicinati all’inglese e di quanto questa lingua per loro non fosse una semplice materia scolastica, ma un modo per arricchirsi culturalmente e un’opportunità per il futuro.

In questo modo i bambini si sono appassionati alla nuova lingua, probabilmente si saranno sentiti un po’ più grandi nel dire ‘Yes, of course!’

Abbiamo continuato le nostre interviste con i bambini della Scuola dell’Infanzia che hanno partecipato ai tre P.O.N. intitolati ‘Laboratori Multimediali di Musica’, il primo guidato dall’esperta Daniela Stroppolatini con Laura Sciscioli come tutor, il secondo e il terzo guidati dall’esperta Teresa Tatoli e dalle tutor Luisa Tarricone e Maria Patruno. Esperte e tutor hanno seguito i bambini nel loro coinvolgente e animatissimo percorso di avvicinamento alla musica.

I bambini si sono mostrati entusiasti e positivi e nella loro naturalezza ci hanno mostrato le attività da loro svolte, tra cui canzoni e meravigliosi balletti che incantavano nella loro semplicità!

Le strategie utilizzate dalle esperte e dalle tutor con i bambini sono state per loro stimolanti e coinvolgenti.

Intervistandole, abbiamo potuto comprendere che l’energia dei bambini di quell’età è fortissima, quasi incontenibile, ma non va repressa, va capita, assecondata, guidata.

Tutti i P.O.N. di cui abbiamo parlato si sarebbero conclusi con una lezione “aperta” con la partecipazione dei genitori. Questo avrebbe coronato il lavoro e l’impegno dei bambini e sicuramente resterà per loro un ricordo indelebile e meraviglioso!

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Varesano Maria Elena, classe II C, Pisi Giulia e Tota Angelo, classe II E, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

La campionessa paralimpica Bebe Vio

La mia campionessa sportiva preferita è Maria Beatrice Vio, detta Bebe Vio, campionessa paralimpica di scherma.

L’ammiro moltissimo per il suo carattere sempre positivo, pieno di grande determinazione, grinta e anche simpatia, ma soprattutto perché, nonostante la malattia da cui è affetta abbia lasciato sul suo fisico tracce profonde, come amputazioni degli arti e molte cicatrici distribuite sul volto e su numerose altre parti del corpo, lei col suo coraggio è andata avanti e grazie all’utilizzo delle protesi e dei suoi allenatori ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissa obiettivi: diventare campionessa paralimpica di scherma.

Nel 2012 e nel 2013, Bebe Vio si aggiudica il primo posto individuale ai campionati italiani di categoria B, sale per due volte sul podio per la Coppa del Mondo, vince gli Europei sia nel torneo individuale che in quello a squadre. L’anno dopo vince i Mondiali in Ungheria e alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro conquista il suo terzo oro paralimpico!

Arriva a traguardi a cui nessun’altra schermitrice è stata capace.

Grazie a lei, ho capito che nulla è impossibile e che bisogna andare avanti con la propria forza e positività per realizzare i propri sogni ed essere felici.

 

Sabrina Ricciardella, classe II F Scuola Santarella, a.s. 2018/19

La Santarella alla X edizione del Concorso Leone!!

Pubblichiamo con piacere cinque testi, due poesie e tre racconti, che hanno partecipato alla X edizione del Concorso Letterario Cataldo Leone, un concorso intitolato allo stimato e compianto professor Leone, che molti dei nostri docenti hanno conosciuto durante i loro studi liceali.

Al concorso la nostra scuola ha partecipato già dalla prima edizione, 10 anni fa. I primi due testi pubblicati, “Immigrazione” di Rossella D’Introno e “Il grande ponte” di Tristano Martinelli, si sono classificati al 1° posto per la sezione Poesia e al 2° posto per la sezione Prosa.

Ha poi ricevuto il premio Proloco la poesia intitolata al prof. Leone, a cui questa decima edizione è stata dedicata.

Una menzione speciale hanno ricevuto l’elaborato “Il sogno di un delfino” di Antonella Petrone e “La vita è un soffio” di Nicole Cimadomo.Li pubblichiamo con le relative motivazioni della giuria per la menzione ricevuta.

La nostra scuola è stata premiata quest’anno anche per l’elevato numero di elaborati presentati, e di questo noi del S@ntarellino siamo fieri!

Immigrazione

 

Con le nuvole e il vento, in mezzo al mare

Senza un pezzo di pane da mangiare.

Su una piccola barca, con tantissima gente

In preda al panico nella loro mente.

Senza sapere cosa fare.

È ancora un’incognita dove andare.

Le onde si alzano e non si fermano,

soffrendo per giorni per un futuro arcano.

Navigando per giorni senza sosta

Senza mai toccare terra e la nave non accosta.

Freddo e fame si fanno sentire,

riuscire a sopravvivere per non morire.

Con poche speranze ormai da abbandonare,

con l’ultimo fiato sperare e lottare.

Si aspetta un ordine per farli sbarcare,

per aiutarli a non farli affondare.

Rimangono in alto quelle mani disperate,

le uniche che chiedono: “Per favore non sparate!”

andando incontro a tanti Paesi,

nessuno accetta gli ospiti inattesi.

Forse è inutile sperare ancora,

che anime disumane aiutino a salvare.

 

Rossella D’Introno, classe II B Scuola Santarella, a.s. 2018/19


Quel grande ponte

 

Quella sera il piccolo Luca non riusciva a dormire: era impaziente della partenza per Genova (dopo una settimana in Francia per motivi lavorativi dei suoi genitori) per visitare la città e soprattutto visitare l’acquario. Luca era un bambino e amava la natura tanto che per lui la cosa più importante era solo l’acquario. Luca era contento di passare finalmente una giornata con la sua famiglia dopo i giorni impegnativi che i  genitori avevano vissuto. Con loro sarebbero venuti anche i nonni di Luca, i suoi nonni preferiti che volevano tanto bene al loro nipotino. Insomma Luca non vedeva l’ora di partire. Il giorno dopo i bagagli vengono preparati e tutta la famiglia sale in macchina. Luca era molto stanco ma se c’è una cosa che amava fare era soprattutto osservare la strada durante quei viaggi lunghi, e quello era stato un viaggio molto lungo. Per il piccolo tratto di strada fatto in macchina Luca vedeva campi, animali al pascolo e tante, tante case una diversa dall’altra. Poi arrivarono in aeroporto.

Il ponte Morandi com’era

Luca non era mai stato in un aeroporto ma gli sembrava fantastico: non aveva visto mai così tanti aerei in un solo posto. Dopo qualche ora anche lui e la sua famiglia salgono in aereo e si decolla. Per Luca fu un’esperienza fantastica: in poche ore erano passati dalla terra colma di campi al cielo colmo di nuvole bianche. Luca non sapeva quasi niente di Genova e perciò suo padre durante il tragitto gli raccontò la storia di un certo ponte. Un ponte? A Luca i ponti piacevano ma non per come erano fatti ma soprattutto per cosa c’era intorno. Luca si aspettava un’enorme foresta e un enorme fiume sotto il ponte. Una scena fantastica e Luca volle saperne di più. Scoprì che questo ponte era molto grande e lungo e fu costruito e progettato da un importante ingegnere: Riccardo Morandi. Questo enorme ponte fu chiamato ponte Morandi ed esso  passava sopra il torrente Polcevera. Esso univa l’Italia con il sud della Francia. Luca per un po’ ascoltò suo padre ma qualche volta la sua attenzione si fermava per guardare le nuvole.

Dopo un po’ l’aereo atterrò e Luca se ne accorse solo quando non vide più le nuvole ma solo l’asfalto grigio. La sua famiglia prese subito un’auto a noleggio e, dopo una sano pranzo, partirono verso Genova. Luca non vedeva l’ora e chiese a se stesso come poteva essere questo ponte: sarà forse il solito ponte grigio? Sarà per caso il solito ponte dove sotto c’è un torrente sporco e milioni di edifici? Tutte queste domande entravano e uscivano dalla sua testa quando i suoi pensieri furono frenati dalla vista di un’enorme e strana strada che si reggeva sul vuoto: era il Ponte Morandi. Luca era emozionato ma deluso allo stesso tempo. Sotto il ponte non c’era niente di interessante, solo tanti edifici gialli e grigi, un piccolo ruscello completamente verde e sporco e tante, tante macchine in un ingorgo ingestibile. Luca aveva le vertigini per come quel ponte era alto e immerso nel vuoto. Improvvisamente Luca sentì uno scoppio e anche i suoi genitori e i nonni lo sentirono. Luca vide la gente, che da quell’altezza era piccolissima, affacciarsi dai balconi, prendere il telefono e filmare il ponte.

Luca pensò che solo nei film di fantascienza poteva accadere ma quel vuoto sotto il ponte si fece più intenso e stranamente il ponte si abbassò e lentamente iniziò a dividersi in due.

Sentì i genitori e i nonni urlare e, in quel momento, Luca vide la gente che, nelle altre auto, cercava di salvarsi gettandosi dalle macchine. Luca vide l’auto volare anzi atterrare verso il basso insieme a macerie ed enormi pezzi di quel famoso ponte. Sentì i suoi parenti urlare il suo nome e recitare il più velocemente possibile un Padre Nostro.

L’auto, insieme a pezzi di ponte ed enormi camion, precipitò e si scagliò contro l’acqua del torrente. Luca in pochi secondi si ritrovò sott’acqua ma suo padre lo prese e cercò di abbracciarlo più forte che poteva. Lui però non vedeva solo suo padre ma gli ritornavano in mente frammenti di immagini della sua mamma sempre impegnata con il lavoro, il sorriso di sua nonna e la sua mano sempre pronta ad accarezzarlo e il volto simpatico del nonno.

Alzò lo sguardo e vide tantissime auto e camion pronte a cadere sulle loro teste. Luca cercò di avvisare suo padre e di liberarsi dal suo abbraccio che ora si faceva più intenso. Luca era piccolo ma per tre secondi riuscì a pensare alla propria famiglia, ai campi che aveva visto e alle nuvole soffici, grandi e bianche poi guardò per l’ultima volta suo padre.

Sentì le urla delle persone che guardavano la scena e le urla di chi stava morendo, ma Luca e suo padre lanciarono un urlo di amore e di speranza disfatta da pezzi di ponte e da auto colme di gente.

Questa qui è una storia che ho inventato io, una storia che ci fa riflettere e ci mette nei panni di quelle persone che, nella loro vita normale, non si sarebbero mai aspettati di terminare una gioiosa vacanza con l’immagine della morte. Il crollo del ponte Morandi è stata una catastrofe che ha portato alla morte di ben 43 persone il 14 agosto 2018 alle ore 11:36. Tra le vittime ci sono state persone che erano con le loro macchine sul ponte e persone che abitavano nelle case sotto questo ponte. Per me la cosa più terribile è che in pochi giorni questa strage è stata dimenticata, cancellata dalla memoria. Il giorno dopo tutti i paesi italiani, invece, hanno iniziato a preoccuparsi per la sicurezza dei propri ponti.

Ormai però tale strage è avvenuta ed è accaduto a causa di modalità di sicurezza e di manutenzione errate. Il ponte Morandi ora non è un ponte ma un altare della memoria per ricordare questa terribile strage. La storia di Luca è una storia che finisce per ben 43 persone, infatti sono 43 i morti tra cui uomini, donne e anche purtroppo bambini. Ora quel ponte è ancora lì: distrutto, abbandonato e spezzato. Spezzato come il cuore di quelle persone in una giornata per loro normale, finita con una morte crudele.

Il ponte Morandi  era diventato solo un grande ponte per ricavare soldi, ma ora quel ponte è piccolo, piccolo di memoria da cui non si può ricavare più denaro. Forse qualche persona si ricorderà di questa strage mentre altre si ricorderanno solo di come quel ponte era fruttuoso economicamente, di come era grande quel ponte.

Tristano Martinelli, classe III A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

_______________________________

 

Cataldo Leone

 

Eccolo qui Cataldo Leone

che per tutti i suoi alunni fu un cicerone.

Nei suoi occhi come il mare

tante cose potevi imparare.

Quando lo ascoltavi

nelle sue parole ti cullavi

e con il suo sguardo penetrante

nulla era più importante.

Con le sue grandi orecchie che ascoltavano

e i tanti discorsi che incantavano

dalla sua bocca così carnosa

di belle parole ne uscivano a iosa.

Insomma era un giovincello

che assomigliava a Pirandello.

Per lui l’abbigliamento

era solo un abbellimento

invece la poesia

era la sua mania

e la cultura

la sua natura.

Oltre ad essere un buon professore

era anche un buon autore,

di tutte le arti si occupava

e per il suo Paese si prodigava.

 

Sara Rignanese, classe I D Scuola Santarella, a.s. 2018/19

_______________________________

Il sogno di un delfino

 

Un tempo il mare in cui vivevo era un paradiso infinito: le acque pure, cristalline erano come un vortice di colori dalle cangianti sfumature; il vento soffiava leggero, sembrava essere anche lui di buon umore; nell’aria si sentiva una dolce melodia e tutti erano felici; di notte il riflesso delle stelle che risplendevano più dei diamanti era una vista favolosa!

Il mare era popolato da pesci di ogni tipo, forma o colore: ognuno nuotava libero come una candida nuvola bianca vagante nella grande distesa azzurra del cielo.

Insomma tutto era così incantevole e perfetto!

Ma era troppo presto per dirlo.

 

È già da un po’ che il mare non è più come prima, è completamente diverso: si è trasformato in un inferno. Adesso tutto è cambiato, di tanta perfezione ed armonia non rimane quasi nulla…

Acque sporche e cupe come la notte, nell’aria odori putridi e malsani, in superficie sostanze galleggianti sconosciute: una visione terrificante…

Nessuno è felice, tutti siamo molto tristi e malinconici. Prima nel mare c’erano animali di diversi colori come azzurro, giallo, rosso, verde, viola: tutti rappresentavano un’emozione. Adesso, invece, siamo tutti neri, grigi, senza colori né emozioni, a parte la rabbia e la tristezza. Siamo passati dalla felicità al dolore, dal dolore alla rabbia che poi si è trasformata in tuoni, fulmini e tempesta. Il vento ora soffia forte, anche lui è arrabbiato, proprio come noi.

E questo è solo l’inizio.

 

Giorno dopo giorno noi, impotenti, vediamo accumularsi tanta spazzatura, vediamo morire tanti nostri amici. E tanti di noi rischiano di scomparire dalla faccia della terra.

Ora il mare contiene solo acqua nera e rifiuti, è diventato un bidone in cui gli umani gettano quello che passa per la testa: ad ogni tuffo mi imbatto in residui di plastica, bottiglie, reti da pesca, sacchetti…

 

Non sapete, voi umani, che qualsiasi oggetto in plastica potrebbe farci morire soffocati? Non sapete che alcuni di noi mangiano sacchetti scambiandoli per cibo? Non sapete che tutto questo accade per colpa vostra?

Vorrei sprofondare, pur di non vedere come è ridotta la mia casa, la nostra casa

Ormai è la fine, nessuno riesce a combattere contro tutti questi mostri inquinatori, sono anche più brutti degli squali. Chi pensa a noi, alla mia famiglia, ai miei amici e a tutti i poveri abitanti del mare? Io non posso fare nulla, mi sento così inutile.

Alla fine… non sono un coraggioso pesce spada

né un forte barracuda

né una grande balena

né tanto meno un potente squalo,

sono solo un povero, innocuo, indifeso… DELFINO.

Ma neanche un pesce spada, un barracuda, uno squalo potrebbero salvare la nostra casa!

 

Che stanno facendo quegli umani sulla barca? Allontaniamoci, vogliono catturarci!

Hanno tra le mani una grande rete, a maglie strettissime. Non ci posso credere…

Aspettate…

Stanno raccogliendo rifiuti dalle acque del nostro mare?!?!

La rete è colma, pesante da tirar su.

Certo, il nostro non è più un mare. È un mare di plastica.

Andiamo a vedere, avviciniamoci, non dobbiamo aver paura.

Vogliono aiutarci. Sono nostri amici!

Allora c’è una speranza. Non dobbiamo mai arrenderci, possiamo contare su qualcuno!

Il mio sogno potrà ancora avverarsi, un giorno: il sogno di una nuova vita in un posto migliore,

 

IL SOGNO DI RITROVARE IL MIO, IL NOSTRO PARADISO PERDUTO

 

Antonella Petrone, classe I C Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Dalla motivazione della giuria per la menzione:

 

“[…] allora il delfino, ovvero l’alter ego dei nostri giovani, riscopre la fiducia in un mondo migliore, nel quale possa avverarsi, come scrive l’autore del testo, ‘il sogno di ritrovare il mio, il nostro paradiso perduto’.”

_________________________________________________

La vita è un soffio…

 

“Attenta mamma!”

Buio. Freddo. Dolore.

Mi svegliai dal coma e sapevo esattamente dove mi trovassi e perché. Avrei tanto voluto che la mia mente avesse rimosso tutti gli eventi, avrei tanto voluto che quello stato di perdita della conoscenza e sensibilità durasse per sempre invece… Sì, avrei voluto chiudere gli occhi e non aprirli mai più. La realtà superava ogni forma di fantasia e di orrore. “Mamma, sono a casa!”

Ero stata impegnata a scuola fino al tardo pomeriggio per il corso di recitazione a cui avevo aderito solo perché la parte di Romeo era stata assegnata a Mike, il ragazzo più popolare del liceo, ed io volevo essere la sua Giulietta e non solo sul set. Mi ero impegnata tanto e alla fine avevo ottenuto la parte, sbaragliando tutte le altre aspiranti pretendenti.

Mia madre era già tornata dall’ufficio presso cui lavorava, mentre mio fratello Robert giocava in salotto con la sua squadra di disgustosi alieni. Mio fratello aveva sei anni, era in prima elementare ma dentro di lui si nascondeva un piccolo genio. Era vispo, vivace e tanto intelligente. Non ci somigliavamo molto. Lui era tale e quale alla mamma: moro, occhi nocciola, con una carnagione olivastra che contrastava con la mia così pallida. Io somiglio molto a mio padre: come lui, ho due grandi occhi azzurri e i capelli rossi. Ovviamente il mio viso è cosparso di piccole efelidi. A mia madre piaceva molto il cartone animato “Anna dai capelli rossi”, così decise di chiamarmi Hanna con l’acca. Sono una ginnasta e quel giorno avevo un’audizione per entrare nella squadra femminile di una nota associazione sportiva. La mia mamma mi accolse con uno splendido sorriso, anche se aveva l’aria stanca. Lei era davvero bella nonostante avesse abbondantemente superato quarant’anni. Si era già messa in modalità mamma, ovvero tuta e scarpe ginniche. “Hanna, prendi la sacca, chiama tuo fratello e andiamo, altrimenti faremo tardi!” disse. “Infatti mamma, arriveremo tardi!”

Ero sempre più ansiosa. In auto sistemai Robert sul sedile posteriore e mi accomodai sul sedile davanti. Cominciai a mangiucchiarmi le unghie dal nervoso, finché la mamma mi disse “Hanna, respira… comunque vada sarà un successo!”

Un attimo e… “Attenta mamma!”

 

“Respira, Hanna, respira!”. Era il mio papà, pallido come un lenzuolo a scuotermi in quel letto che sembrava inghiottirmi. Mio padre era sempre via per lavoro ma è un brav’uomo. A volte mi arrabbiavo con lui perché sembrava preferire il lavoro a noi, ma poi crescendo avevo capito quanto fosse difficile anche per lui lavorare stando così lontano.

Erano trascorsi quarantacinque giorni da quando avevo perso mia madre e mio fratello. Avevamo avuto un incidente: pare che un tizio non si fosse fermato allo stop e nell’impatto mia madre e mio fratello avevano perso la vita mentre io, dopo lungo coma, ero sopravvissuta. Sopravvissuta, ecco cosa ero. Quando tornai a casa, quella casa, che era stata così gioiosa, non poteva più essere considerata casa. La casa è dove ci sono le persone che si amano, ma lì non c’era più nessuno. Mi sentivo sola e quel silenzio era assordante. Mio padre cercava di starmi vicino e l’apprezzavo per questo, tuttavia non riuscivo a venirne fuori. Dentro di me mi chiedevo “Perché io no?”. Volevo tornare indietro, rivolevo la mia vita, la mia mamma, il mio fratellino. Non riuscivo a guardare negli occhi il mio papà, forse per il senso di colpa, forse perché non sapevo cosa dire, forse perché rimproveravo mio padre per non esserci stato sempre.

La svolta. Una notte non riuscivo a dormire, così mi diressi in cucina per bere un po’ di latte col miele, rimedio della mia mamma durante le notti insonni. Lì, chino col capo tra le mani, vidi mio padre che singhiozzava. Sul tavolo erano sparse foto della mamma, di mio fratello e alcune mie, la nostra famiglia, ormai frantumata. Fu in quel momento che capii che forse lui aveva perso anche più di me. Aveva perso l’amore della sua vita, la sua compagna e aveva perso suo figlio, una parte di se stesso. Vedere i suoi occhi fu come guardarmi allo specchio. C’erano così tante emozioni…

Quella notte riscoprii mio padre nel senso più bello del termine. Fu come se ci fossimo finalmente ritrovati. 

Indietro non si torna. Avevo giurato che non avrei più ripreso ad allenarmi. Eppure la ginnastica mi mancava; avevo trovato decine di chiamate del mio allenatore sul mio smartphone ma le avevo cestinate, rifiutandomi di richiamarlo. Quel pomeriggio invece presi una decisione.

Eccomi qui, sul podio, con un’enorme coppa in mano. È la prima coppa che vinco da quando sono entrata nella squadra femminile dell’Olimpia. Accanto a me le mie avversarie si congratulano per la mia performance, ma io stento a comprendere ciò che mi dicono, perché sono concentrata a cercare sugli spalti il mio papà, il quale si sbraccia per salutarmi, orgoglioso di me. Riesco a vedere il suo viso rigato di lacrime e anche il mio lo sento bagnato, ma non m’importa. Distolgo lo sguardo dal mio papà e guardo in su. Siamo a maggio e le gare si sono svolte all’aperto: spero con tutto il cuore che anche la mamma e mio fratello stiano gioendo per me in questo momento. Quel cielo avrà ormai due stelle in più, i miei due angeli e, proprio mentre li penso, vengo attratta da un fascio luminoso. È un attimo. Sembra quasi un sorriso. È il suo sorriso, il sorriso della mamma, così splendido, così luminoso. Vedo papà raggiungermi e prendermi fra le braccia.

E penso “La vita è un soffio, ma noi, mamma, siamo ancora una famiglia!”

Nicole Cimadomo, classe I D Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Dalla motivazione della giuria per la menzione:

“[…] La vittoria della vita sulla morte: questo il messaggio efficace e positivo che ci comunica il testo, che coniuga la tensione di una vicenda estremamente dolorosa con l’entusiasmo di chi riscopre, in un crescendo di emozioni, la positività dell’esistenza. La storia è esposta in forma estremamente fluida, alternando sapientemente flashback e narrazione dell’esperienza vissuta.”

 

Le stelle

Il sole calava,
la luce diminuiva
gli ultimi raggi rendevano inchiostro il cielo.

Dalle nuvole la Luna
brillante come mai prima,
risvegliava il mondo dei sogni.

Si udiva una voce,
la ninna dolce
che fa profondare i pensieri.

Le luci delle case si spensero piano
e le stelle vegliarono i sogni dei cuori
desiderosi di pace.

Maria Barile, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Basta abbandono degli animali e inquinamento!

In classe abbiamo bandito un concorso interno relativo alla lotta contro l’inquinamento e l’abbandono degli animali (che sono problemi tipici del nostro pianeta) su idea della professoressa di Italiano. In classe si è accesa subito un’accesa competizione. Il lavoro poteva essere svolto in gruppo oppure individualmente, in formato cartaceo o digitale. Il tempo che avevamo a disposizione per svolgere il lavoro assegnatoci era di quindici giorni circa. Da questo concorso sono venuti fuori dei bellissimi lavori e quattro di questi sono stati premiati su decisione della professoressa di Arte che ha svolto funzione di giudice. I vincitori hanno ricevuto come premio un libro di narrativa ciascuno.

I lavori dei vincitori sono stati quelli di:

  • Primo posto: Atena Piccareta (cartaceo)
  • Secondo posto: Riccardo Varesano (cartaceo)
  • Terzo posto: Debora Leone, Giovanna Sassi e Strippoli Simona (cartaceo)
  • Quarto posto: Armando De Feo, Aldo Pecorella e Alessio Perrone (digitale)

Primo classificato

 

Secondo classificato

 

Terzo classificato

 

Quarto classificato

 

Questa attività pratica ci è molto piaciuta perché ci ha messo in sana competizione e ha attirato la nostra attenzione e il nostro interesse.

 

Michele Conticchio, Alessandro Mosca, Cataldo Pecorella, classe I E Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Cristiano Ronaldo, il nostro campione!

Cristiano Ronaldo è un famosissimo calciatore che ha fatto parte di quattro squadre:

Sporting Lisbona

Manchester United

Real Madrid

Juventus

STAGIONE NELLO SPORTING

Stagione 1995-2003

Cristiano Ronaldo Cresce nell’Andorinha, dove comincia a giocare all’età di 7 anni.  Nel 1995 si trasferisce al Nacional, che ne rileva le prestazioni in cambio di due mute di divise nuove. Due anni più tardi, a 12 anni, approda allo Sporting Lisbona in cambio di € 12 000, divenendo il ragazzino più pagato del Paese. Gioca per cinque anni nelle giovanili della squadra e dimostra presto il proprio talento.

 

STAGIONE NEL MANCHESTER UNITED

Stagione 2003-2009

Il 13 agosto 2003 Cristiano Ronaldo si trasferisce al Manchester United per 12,24 milioni di sterline.

Chiede di vestire la maglia numero 28, per evitare pressioni ed eventuali paragoni nel caso scegliesse la numero 7, storicamente amata dai tifosi del Manchester, essendo stata in passato di campioni come George Best, Bryan Robson,  ma in seguito viene convinto ad indossare la maglia N.7.

A fine stagione si laurea capocannoniere  con 31 gol in 34 partite della Premier League che gli consentono di vincere la Scarpa d’oro 2008, con 62 punti.

Il 21 dicembre 2008 vince con la propria squadra la Coppa del mondo per club FIFA 2008. Termina l’avventura con la maglia dello United segnando 118 gol in 292 partite e vincendo in quattro occasioni il premio FA Premier League Player of the Month.

 

STAGIONE NEL REAL MADRID

 

Stagione 2009-2012

L’11 giugno 2009 il Manchester United annuncia di aver accettato l’offerta di 80 milioni di sterline da parte del Real Madrid.

Quindici giorni dopo il club madrileno annuncia di aver ufficialmente siglato l’accordo con il Manchester United per il trasferimento di Cristiano Ronaldo in Spagna a partire dal 1º luglio.

Presa la maglia numero 9 nella Liga 2009, conclude la stagione con 35 presenze e 33 reti, il 20 aprile

2011 il Real si aggiudica la Coppa del Re, superando in finale il Barcellona grazie a una rete di Ronaldo nei supplementari e il 4 novembre riceve per la seconda volta la Scarpa d’oro come miglior cannoniere europeo della passata stagione.

 

 

Stagione 2012-2015

Il 29 agosto 2012 vince la Supercoppa di Spagna. Il 13 gennaio 2014 vince il suo secondo Pallone d’oro in carriera.

Il 24 maggio 2014 il Real si impone 4-1 in finale di Champions contro l’Atlético Madrid, vincendo la decima Coppa dei Campioni della sua storia e il 12 gennaio 2015 conquista il terzo Pallone d’oro in carriera.

 

Stagione 2015-2018

Il 28 maggio 2016 realizza l’ultimo rigore che consente al Real Madrid di vincere la propria undicesima Champions League: per il portoghese si tratta del terzo successo nella competizione. Inoltre, con 16 gol in 12 incontri di Champions, Cristiano Ronaldo ottiene il suo quinto titolo di capocannoniere. Termina la stagione con un altro record: andato a segno per più di 50 volte in competizioni ufficiali in sei stagioni consecutive.

Nel corso della stagione si aggiudica il Mondiale per club, la Liga e la Champions League in finale contro la Juventus . Si laurea capocannoniere del torneo per la quinta stagione consecutiva, con un bottino di 12 gol. Inizia la stagione 2017-2018 vincendo la Supercoppa UEFA, contro il Manchester United (2-1).  In campionato, segna in tutte e sei le giornate della fase a gironi. Il 7 dicembre 2017 si aggiudica il Pallone d’oro per la quinta volta in carriera.

A dicembre vince la sua quarta Coppa del mondo per club; Ronaldo segna un gol in semifinale con l’Al-Jazira (2-1) e uno finale con il Grêmio, divenendo al contempo il miglior marcatore di sempre della competizione con 7 reti.

 

STAGIONE NELLA JUVENTUS

 

Stagione 2018-2019

Il 10 luglio 2018 è annunciato il suo trasferimento a titolo definitivo alla Juventus a fronte di un corrispettivo pari a 100 milioni di euro. che ne fanno il trasferimento più oneroso della storia della Serie A. Il 16 gennaio 2019 la sua rete a Gedda risulta decisiva per la vittoria della Supercoppa italiana contro il Milan, primo trofeo vinto da Ronaldo con la maglia bianconera, il 20 aprile 2019, grazie alla vittoria casalinga sulla Fiorentina per 2-1, conquista con cinque giornate di anticipo il suo primo campionato italiano. Il 27 aprile durante la partita contro l’Inter valevole per la trentaquattresima giornata di campionato sigla il gol numero 600 in carriera con squadre di club.

 

Caratteristiche tecniche

È dotato di grande velocità palla al piede con una velocità massima di 33,6 km/h. Dotato di una grande tecnica individuale, tra cui dribbling, doppi passi,  rapidi cambi di direzione e la cosiddetta rabona. Destro naturale, è in grado di calciare con entrambi i piedi. Giocatore polivalente, capace di giocare su entrambe le fasce o anche al centro, si definisce un’ala, ma può ricoprire anche il ruolo di centravanti grazie alle sue capacità di accentrarsi e di effettuare inserimenti in area dalla fascia sinistra. È spesso autore di cross dalla fascia, ma ha anche uno spiccato senso del gol e sa segnare sia di piede sia di testa, anche con tiri potenti da fuori area. Dotato di tempismo, forza fisica, un ottimo senso della posizione e di uno stacco notevole, eccelle nel gioco aereo. Nel novero delle sue abilità rientrano infine i calci piazzati: è un ottimo rigorista e tiratore di punizioni.

La nostra opinione su

CRISTIANO RONALDO

Cristiano Ronaldo è uno fra i  migliori giocatori del mondo.

È un giocatore che mi piace perché ha dimostrato il suo talento nel calcio, ottenendo fino ad ora 600 gol, cinque palloni d’oro in carriera.

È  il mio giocatore  preferito tra tutti quelli della  Juventus e vorrei diventare come lui.

Ho scelto di parlare di lui perché dall’agosto dell’anno scorso è entrato a far parte della Juventus, che è la mia squadra italiana preferita.

 

Christian Di Tullio e Michele Dai, classe I Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lettera al futuro sindaco

All’attenzione del signor __________________

probabile futuro sindaco della nostra città

 

Oggetto: Richiesta di attenzione per migliorare la nostra città

 

Egregio signor _____________,

siamo ragazzi della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli – Santarella” e formiamo la redazione del “S@ntarellino”, giornale online del nostro istituto (https://ilsantarellino.wordpress.com/). Le stiamo scrivendo per proporle alcune idee per migliorare la nostra città.

Amorese Claudio

Le proponiamo innanzitutto alcune osservazioni su una problematica a noi vicina: la situazione di degrado della nostra palestra esterna, ormai inagibile dalla nevicata del 2017. Noi alunni da da oltre un anno possiamo utilizzare esclusivamente la pista di atletica e non ci è concesso svolgere attività sportiva sul campo. Questo significa che non possiamo praticare attività sportive quali basket e calcio, pur avendone gli spazi.

Bovino Vito

La nostra scuola, essendo un istituto di epoca fascista, non dispone di un auditorium, a differenza di altre realtà scolastiche cittadine. Pertanto le chiediamo di rendere disponibile con più facilità e meno pratiche burocratiche uno spazio idoneo a tale funzione, quale può essere il teatro o altro luogo simile, affinché i nostri lavori possano essere visibili al pubblico almeno un paio di volte all’anno.

Inoltre, gli edifici scolastici della nostra città necessitano di continui miglioramenti a livello di manutenzione ordinaria, interventi che ormai si rendono indispensabili.

Altro punto per noi importante è l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto ecocompatibile e adatto alla nostra fascia d’età, cosa che ci viene negata dall’inesistenza di una pista ciclabile vera e praticabile in tutta sicurezza nella nostra città. Perciò, anche in questo caso, le proponiamo una seria progettazione, eventualmente utilizzando anche una commissione che si occupi di reperire i fondi a livello europeo, e successiva realizzazione di piste ciclabili che, secondo noi, dovrebbero essere sicure e percorrere l’extramurale, raccordandosi con il centro attraverso gli snodi principali.

D’Introno Pasquale

Bellissimo sarebbe anche avere la possibilità di usufruire di piste ciclabili lungo le strade extraurbane più antiche e meno trafficate che collegano Corato ai paesi limitrofi, in una logica di riscoperta del contatto con la natura.

Da considerare è anche la condizione attuale delle strade, infatti abbiamo notato che queste presentano spesso delle buche. Occorre adoperarsi per la manutenzione ordinaria e in alcuni casi per il rifacimento del manto stradale.

De Benedittis Corrado

Altro punto che ci riguarda è lo sport. Nella nostra fascia d’età lo sport è particolarmente importante per la nostra salute ma non abbiamo strutture adeguate per praticarlo. Per il campo sportivo le chiediamo di avere tra le sue priorità la sua manutenzione ordinaria e di arricchirlo con strutture adatte alla pratica dell’atletica leggera, di rendere accessibile anche la parte posteriore delle tribune e di concludere i lavori lasciati in sospeso per rendere fruibile così anche quella zona, di sostituire le attrezzature posizionate sul campo con nuove (es. ostacoli alti per le siepi), di migliorare il campo anche lì dove si svolgono attività di calcio.

Riguardo alla villa comunale le chiediamo di preoccuparsi dell’agibilità dei giochi per i bambini affinché quello diventi per loro un luogo sicuro in cui divertirsi. Le chiediamo inoltre di ristrutturare il percorso da fare a piedi aggiungendoci delle mattonelle di pietra, di abbellire le aiuole con dei fiori e di realizzare anche un campetto di calcio all’interno della villa, accessibile a tutti i ragazzi.

Lenoci Emanuele

Per l’ospedale bisognerebbe intervenire in modo deciso per evitarne la chiusura e migliorare il servizio di Pronto Soccorso.

Oltre alla manutenzione ordinaria di scuole e strade, le chiediamo di trovare una soluzione per l’elettrodotto, il cavo presente accanto alla villa comunale che, a quanto risulta dagli studi di alcuni medici, è la principale causa di tumori e leucemie su Corato. Pertanto

Loizzo Paolo

forniamo lo spunto per rendere a norma il pericoloso cavo o, se non è possibile, eliminarlo, in modo da ridurre il peso dei tumori nella nostra città. E sicuramente occorre creare un registro dei tumori ed una commissione che se ne occupi.

Le chiediamo inoltre di valorizzare i nostri beni culturali che, per quanto piccoli, possono anche diventare una fonte di ricchezza per il nostro territorio; quindi utilizzare il nostro territorio e ciò che possediamo come fonte di guadagno anche per l’economia comunale. Ecco perché bisogna tutelare ogni nostro bene che parla della nostra storia e qualsiasi forma d’arte che possa in qualche modo stimolare anche il turismo. Attualmente sono presenti vari spazi, come ad esempio l’ex Liceo Classico, che giace in condizioni disastrose, per cui quello spazio è inutilizzabile,quando potrebbe diventare luogo di condivisione della cultura, utile alla piccola società di Corato. Si dovrebbero, inoltre,

Longo Niccolò

di migliorare alcuni luoghi della nostra città, come la Biblioteca comunale, al giorno d’oggi poco funzionale. E magari indicare con appositi cartelli i nomi e l’epoca di costruzione dei palazzi più importanti di Corato.

Se è possibile le chiediamo anche di trovare un modo per far riaprire il Nicotel, dato che era un ottimo centro sportivo con una piscina di livello olimpionico, mentre ora chi vuole praticare nuoto è costretto ad andare in città vicine.

Per la falda acquifera, situata sotto Corato, le chiediamo anche di assicurarsi che sia controllata periodicamente, per la sicurezza di tutti, e di porre delle condizioni per la costruzione di ogni nuovo edificio, affinché si eviti di scavare al di sotto del livello stradale (per l’antico e sempre vero criterio della “bacinella”!), magari di riprendere un vecchio progetto di un nostro famoso antenato, Luigi Santarella, che proponeva di convogliare l’acqua della falda verso le campagne vicine per l’irrigazione, in modo da trasformare il problema in una risorsa.

Mazzilli Cataldo

O perché no, di utilizzare quelle acque per irrigare il verde cittadino e per far funzionare le fontane!

Sarebbe bello rendere Corato una città all’avanguardia a livello ecologico fissando a livello comunale indicazioni precise per le nuove costruzioni e facilitazioni per la ristrutturazione delle vecchie in termini di risparmio energetico ed utilizzo delle energie rinnovabili. Si darebbe così tanto lavoro al settore edilizio e si migliorerebbe la qualità della vita riducendone i costi sul lungo termine.

Inoltre le chiediamo di aggiungere delle aree Wi-Fi libere (funzionanti) soprattutto per noi ragazzi ma anche per le persone più adulte, perché ormai facciamo tutti parte di una “società connessa”, cioè quel tipo di società che ricorre alla tecnologia per svolgere qualsiasi attività.

Mazzilli Massimo

Ci perdoni se le siamo sembrati un po’ prolissi nell’esporre le nostre idee, ma la voglia di dare il nostro contributo a migliorare la nostra città ci ha preso la mano. Le chiediamo di valutare le nostre proposte e magari, chissà, di prenderle in considerazione durante la sua futura amministrazione.

Per ora la salutiamo e la ringraziamo per l’attenzione che ci ha concesso e ci auguriamo di incontrarla in Sala Verde per un’intervista nel prossimo anno scolastico.

Corato, 30 aprile 2019

La Redazione de Il S@ntarellino

GLI ESAMI COME OBIETTIVO PERSONALE

Noi alunni di terza siamo ormai giunti al termine della nostra avventura nelle scuole medie.

Come ogni anno gli studenti di terza sono sottoposti all’esame di stato e ora tocca a noi per dimostrare le competenze acquisite in questi tre anni molto impegnativi.

Abbiamo sempre sentito parlare degli esami dai ragazzi più grandi ed è impensabile che ora tocchi a noi che oramai siamo agli sgoccioli di questo arduo percorso.

Questi tre anni sono passati in un baleno, tre anni interi volati tra risate, studio e tanta ansia.

Ma la vera paura sta arrivando con l’avanzare degli esami. Stiamo per lasciare la nostra aula, il nostro banco, i nostri amici e i professori a cui dobbiamo tante bellissime esperienze che hanno caratterizzato la nostra adolescenza.

Dobbiamo affrontare gli esami a testa alta, perché è una sfida che dobbiamo vincere sfruttando tutte le conoscenze e abilità che abbiamo appreso e anche se sappiamo di potercela fare, l’ansia e la paura non mancano. Paura di cosa, direte voi? Paura di deludere le nostre aspettative e noi stessi. Ognuno di noi, infatti spera di dare il proprio massimo, quindi le aspettative sono alte.

In questo periodo noi alunni siamo maggiormente sotto pressione, perché stiamo iniziando a ideare il percorso e la tesina che dovremo esporre agli esami, davanti a tutti i professori che ci hanno accompagnato nel corso di questi anni.

Le prove da affrontare sono molte e si dividono in tanti scritti e infine l’orale. Questi esami per noi sono  molto importanti, perché saranno il nostro biglietto d’ingresso per le scuole superiori, forniranno la prima impressione a nuovi professori in una scuola molto più impegnativa rispetto alle medie.

Nonostante ciò niente ci darà più soddisfazione di indossare il tocco e tenere in mano il nostro primo diploma e uscire da questa scuola con la consapevolezza di aver dato il nostro massimo in ogni campo o ambito  affrontato tra le mura della Santarella.

Una volta superati gli esami, non potremo far altro che ringraziare i professori per le conoscenza trasmesse e pensare con positività al nuovo percorso a cui andiamo incontro, dando sempre il meglio di noi e non solo dal punto di vista scolastico…

Ivana Marcone (III F), Alessandra Quinto (III C) – Santarella – a.s. 2018/19

Diritti umani: una legge nel cuore dell’uomo

“Dobbiamo prendere in mano i libri e le penne, sono le armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa.”

Queste sono le parole di Malala Yousafzai, una giovane attivista pakistana per i diritti delle donne e, in particolare, il loro diritto all’istruzione.

Il diritto all’istruzione fa parte dei diritti umani, diritti che spettano all’uomo per nascita,  diritti che sono: irrinunciabili, inalienabili, inviolabili e  universali.

Nonostante dai tempi antichi fosse già conosciuta l’idea dei diritti umani, il concetto vero e proprio è emerso solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo aver visto  gli orrori compiuti e lo sterminio di ebrei, minoranze etniche, prigionieri politici, omosessuali  e diversamente abili. Fu fondata l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) che aveva lo scopo di assicurare la pace e la sicurezza nel mondo e far sì che non vi fossero più guerre e distruzione.

Fra i diritti più importanti vi sono:

I DIRITTI DELLE DONNE

Purtroppo alcune categorie della popolazione subiscono ancora oggi discriminazioni in vari campi: tra queste categorie rientra il genere femminile.

Le donne vengono discriminate in vari modi: dal mondo del lavoro all’ambiente domestico.

Fin dall’alba dei tempi si è sempre pensato che le donne fossero destinate a badare alla casa e ai bambini, perciò, fin dall’antichità c’è sempre stata una prevaricazione dell’uomo sulla donna.

Con la Rivoluzione Industriale, nella seconda metà del Settecento, le donne ottennero un’emancipazione, perché iniziarono a lavorare nelle fabbriche ma, nonostante fornissero una manodopera quasi uguale a quella degli uomini, percepivano un salario inferiore, se non dimezzato, rispetto a quello degli uomini.

Alla fine del XIX secolo, le donne si ribellarono alla prevaricazione dell’uomo pretendendo l’estensione del diritto di voto anche alle donne.

Così nacque il movimento delle Suffragette (Regno Unito, 1872) il quale organizzò molte manifestazioni per i diritti femminili.

Anche al giorno d’oggi sono presenti molti movimenti che combattono per la parità dei sessi.

IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

L’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo afferma che: ”Tutti hanno diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita e obbligatoria almeno al suo livello elementare […]. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.”

L’istruzione dunque è un diritto fondamentale;

perché sia veramente tale, l’istruzione deve :

  • Essere gratuita e obbligatoria almeno nel suo livello di base
  • Sviluppare la personalità dell’individuo e le sue potenzialità
  • Concorrere a rafforzare i diritti e le libertà dell’individuo.

Più alti sono i livelli di istruzione più alte saranno la qualità della vita, della convivenza e della democrazia.

Infatti, i Paesi dove l’analfabetismo è diffuso sono anche i Paesi dove spesso i diritti dell’uomo non vengono rispettati.

Il diritto all’istruzione è uno dei diritti più importanti perché attraverso un’istruzione adeguata si può accedere a un lavoro appagante per la persona e utile alla società.

In questo modo la persona può partecipare attivamente alla vita sociale della sua nazione.

IL DIRITTO ALLA VITA E IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI PENSIERO

Il diritto alla vita è il diritto più importante perché dando vita ad un individuo si da vita ad una nuova mente in grado di aiutare la società e il mondo che lo circonda.

Questo diritto è stato particolarmente trascurato durante la Seconda Guerra Mondiale, quando sono state compiute atrocità inaudite nei confronti delle persone.

Il diritto alla libertà di pensiero è uno dei diritti che più trascurati durante la Seconda Guerra Mondiale, ad esempio gli ebrei non erano liberi di professare liberamente la loro religione.

Questo diritto è presente non solo nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art.18) ma anche nella Costituzione della Repubblica Italiana (art.21).

 

Giorgia Grasso e Maria Lucrezia Pellecchia, classe II C, Scuola Santarella, a.s. 2018/19