Le sfide dello Sport

Bebe Vio, campionessa paralimpica!

 

La mia campionessa sportiva preferita è Maria Beatrice Vio, detta Bebe Vio, campionessa paralimpica di scherma.

L’ammiro moltissimo per il suo carattere sempre positivo, pieno di grande determinazione, grinta e anche simpatia, ma soprattutto perché, nonostante la malattia da cui è affetta abbia lasciato sul suo fisico tracce profonde, come amputazioni degli arti e molte cicatrici distribuite sul volto e su numerose altre parti del corpo, lei col suo coraggio è andata avanti e grazie all’utilizzo delle protesi e dei suoi allenatori ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissa obiettivi: diventare campionessa paralimpica di scherma.

Nel 2012 e nel 2013, Bebe Vio si aggiudica il primo posto individuale ai campionati italiani di categoria B, sale per due volte sul podio per la Coppa del Mondo, vince gli Europei sia nel torneo individuale che in quello a squadre. L’anno dopo vince i Mondiali in Ungheria e alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro conquista il suo terzo oro paralimpico!

Arriva a traguardi a cui nessun’altra schermitrice è stata capace.

Grazie a lei, ho capito che nulla è impossibile e che bisogna andare avanti con la propria forza e positività per realizzare i propri sogni ed essere felici.

 

Sabrina Ricciardella, classe II F Scuola Santarella, a.s. 2018/19

 

Cristiano Ronaldo, il nostro campione!

 

Cristiano Ronaldo è un famosissimo calciatore che ha fatto parte di quattro squadre:Sporting Lisbona

Manchester United

Real Madrid

Juventus

STAGIONE NELLO SPORTING

Stagione 1995-2003

Cristiano Ronaldo Cresce nell’Andorinha, dove comincia a giocare all’età di 7 anni.  Nel 1995 si trasferisce al Nacional, che ne rileva le prestazioni in cambio di due mute di divise nuove. Due anni più tardi, a 12 anni, approda allo Sporting Lisbona in cambio di € 12 000, divenendo il ragazzino più pagato del Paese. Gioca per cinque anni nelle giovanili della squadra e dimostra presto il proprio talento.

 

STAGIONE NEL MANCHESTER UNITED

Stagione 2003-2009

Il 13 agosto 2003 Cristiano Ronaldo si trasferisce al Manchester United per 12,24 milioni di sterline.

Chiede di vestire la maglia numero 28, per evitare pressioni ed eventuali paragoni nel caso scegliesse la numero 7, storicamente amata dai tifosi del Manchester, essendo stata in passato di campioni come George Best, Bryan Robson,  ma in seguito viene convinto ad indossare la maglia N.7.

A fine stagione si laurea capocannoniere  con 31 gol in 34 partite della Premier League che gli consentono di vincere la Scarpa d’oro 2008, con 62 punti.

Il 21 dicembre 2008 vince con la propria squadra la Coppa del mondo per club FIFA 2008. Termina l’avventura con la maglia dello United segnando 118 gol in 292 partite e vincendo in quattro occasioni il premio FA Premier League Player of the Month.

 

STAGIONE NEL REAL MADRID

 

Stagione 2009-2012

L’11 giugno 2009 il Manchester United annuncia di aver accettato l’offerta di 80 milioni di sterline da parte del Real Madrid.

Quindici giorni dopo il club madrileno annuncia di aver ufficialmente siglato l’accordo con il Manchester United per il trasferimento di Cristiano Ronaldo in Spagna a partire dal 1º luglio.

Presa la maglia numero 9 nella Liga 2009, conclude la stagione con 35 presenze e 33 reti, il 20 aprile

2011 il Real si aggiudica la Coppa del Re, superando in finale il Barcellona grazie a una rete di Ronaldo nei supplementari e il 4 novembre riceve per la seconda volta la Scarpa d’oro come miglior cannoniere europeo della passata stagione.

 

 

Stagione 2012-2015

Il 29 agosto 2012 vince la Supercoppa di Spagna. Il 13 gennaio 2014 vince il suo secondo Pallone d’oro in carriera.

Il 24 maggio 2014 il Real si impone 4-1 in finale di Champions contro l’Atlético Madrid, vincendo la decima Coppa dei Campioni della sua storia e il 12 gennaio 2015 conquista il terzo Pallone d’oro in carriera.

 

Stagione 2015-2018

Il 28 maggio 2016 realizza l’ultimo rigore che consente al Real Madrid di vincere la propria undicesima Champions League: per il portoghese si tratta del terzo successo nella competizione. Inoltre, con 16 gol in 12 incontri di Champions, Cristiano Ronaldo ottiene il suo quinto titolo di capocannoniere. Termina la stagione con un altro record: andato a segno per più di 50 volte in competizioni ufficiali in sei stagioni consecutive.

Nel corso della stagione si aggiudica il Mondiale per club, la Liga e la Champions League in finale contro la Juventus . Si laurea capocannoniere del torneo per la quinta stagione consecutiva, con un bottino di 12 gol. Inizia la stagione 2017-2018 vincendo la Supercoppa UEFA, contro il Manchester United (2-1).  In campionato, segna in tutte e sei le giornate della fase a gironi. Il 7 dicembre 2017 si aggiudica il Pallone d’oro per la quinta volta in carriera.

A dicembre vince la sua quarta Coppa del mondo per club; Ronaldo segna un gol in semifinale con l’Al-Jazira (2-1) e uno finale con il Grêmio, divenendo al contempo il miglior marcatore di sempre della competizione con 7 reti.

 

STAGIONE NELLA JUVENTUS

 

Stagione 2018-2019

Il 10 luglio 2018 è annunciato il suo trasferimento a titolo definitivo alla Juventus a fronte di un corrispettivo pari a 100 milioni di euro. che ne fanno il trasferimento più oneroso della storia della Serie A. Il 16 gennaio 2019 la sua rete a Gedda risulta decisiva per la vittoria della Supercoppa italiana contro il Milan, primo trofeo vinto da Ronaldo con la maglia bianconera, il 20 aprile 2019, grazie alla vittoria casalinga sulla Fiorentina per 2-1, conquista con cinque giornate di anticipo il suo primo campionato italiano. Il 27 aprile durante la partita contro l’Inter valevole per la trentaquattresima giornata di campionato sigla il gol numero 600 in carriera con squadre di club.

 

Caratteristiche tecniche

È dotato di grande velocità palla al piede con una velocità massima di 33,6 km/h. Dotato di una grande tecnica individuale, tra cui dribbling, doppi passi,  rapidi cambi di direzione e la cosiddetta rabona. Destro naturale, è in grado di calciare con entrambi i piedi. Giocatore polivalente, capace di giocare su entrambe le fasce o anche al centro, si definisce un’ala, ma può ricoprire anche il ruolo di centravanti grazie alle sue capacità di accentrarsi e di effettuare inserimenti in area dalla fascia sinistra. È spesso autore di cross dalla fascia, ma ha anche uno spiccato senso del gol e sa segnare sia di piede sia di testa, anche con tiri potenti da fuori area. Dotato di tempismo, forza fisica, un ottimo senso della posizione e di uno stacco notevole, eccelle nel gioco aereo. Nel novero delle sue abilità rientrano infine i calci piazzati: è un ottimo rigorista e tiratore di punizioni.

La nostra opinione su

CRISTIANO RONALDO

Cristiano Ronaldo è uno fra i  migliori giocatori del mondo.

È un giocatore che mi piace perché ha dimostrato il suo talento nel calcio, ottenendo fino ad ora 600 gol, cinque palloni d’oro in carriera.

È  il mio giocatore  preferito tra tutti quelli della  Juventus e vorrei diventare come lui.

Ho scelto di parlare di lui perché dall’agosto dell’anno scorso è entrato a far parte della Juventus, che è la mia squadra italiana preferita.

 

Christian Di Tullio e Michele Dai, classe I Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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IL RUGBY

Cosa posso dire del rugby? Innanzitutto che è uno sport di squadra, originario dell’Inghilterra, praticato a livello internazionale, in Nuova Zelanda e in Galles in particolare. Si gioca in un campo di metri 69×144 in quindici giocatori, estremo, ala destra, secondo centro, primo centro, ala sinistra, mediano d’apertura, mediano di mischia, pilone sinistro, tallonatore, pilone destro, due seconde linee, due flancker e terza linea. In campo ci sono un arbitro e due giudici di linea. I passaggi possono essere fatti solamente con le mani all’indietro o al lato. Il placcaggio, un’azione che consiste nel fermare l’avanzamento dell’avversario, è permesso solo al giocatore con la palla. Appena un giocatore viene placcato, deve passare la palla o lasciarla.

La ‘mischia’ è composta da cinque giocatori, che terranno testa e spalle verso il basso, al di sopra della linea dei fianchi. Il punto, o goal nel calcio, nel rugby si chiama “meta”, vale cinque punti ed è valida solo se la palla viene schiacciata a terra.

Ma quello che ho detto è noto, è il regolamento del gioco, basta una semplice ricerca per saperlo.

Quello che non si trova in nessun manuale e che non si conosce è l’emozione che si prova a scendere in campo, lo spirito di squadra che si respira, sapere che per fare meta hai bisogno  della squadra, di quello piccolo che si infila tra i giganti, di quello alto in grado di prendere anche le palle più difficili, di quello forte che riesce a oltrepassare il muro dei difensori.

La squadra esulta perché TUTTI hanno fatto meta.

William Webb Ellis, il leggendario pastore protestante a cui si attribuisce l’invenzione del gioco del rugby, sembra abbia detto “il rugby è uno sport da bestie giocato da gentiluomini”: aveva assolutamente ragione! Il rugby insegna il rispetto nei confronti di chiunque, che sia compagno di squadra, arbitro o avversario. Nessun rugbysta si permetterebbe mai di controbattere una decisione dell’arbitro.

Quello che non si conosce è che oltre a fango e a qualche cicatrice, nel rugby c’è disciplina, sacrificio e cuore. È uno sport imprevedibile, lanci all’indietro la palla al tuo compagno avendo fiducia in lui e sperando che non gli piombino addosso due giocatori decisi a toglierla.

Una partita di rugby ha tre tempi. Nei primi due si gioca, mentre il terzo, che è anche il più bello, lo si passa a ridere e scherzare con compagni di squadra, avversari, mister e tifosi, tutti  con una passione in comune!

Un’altra cosa che non si conosce, che quasi nessuno conosce, è che c’è molta differenza tra il giocatore di rugby e il rugbista.

Il giocatore è colui che gioca solamente a rugby, mentre il rugbista è colui che si comporta da rugbista sia dentro che fuori dal campo, colui che ha rispetto nei confronti degli altri sempre, in ogni occasione.

Uno sport che mi sta aiutando a “crescere” e che, con la squadra e il nostro allenatore, ci stiamo impegnando a far conoscere anche agli altri ragazzi!

Antonio Bove, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2016/17

Un campo, un pallone, due squadre…  Mille Emozioni

Mercoledì 30 marzo, alle ore 10.10, è iniziato il torneo di palla rilanciata tra le classi prime della scuola media “Luigi Santarella”(A, B, C, D, E ed F) allenate dalle prof.sse di educazione fisica Stella e Olivieri.

La palla rilanciata è un gioco propedeutico alla pallavolo.

Si gioca in nove e il suo scopo è far cadere la palla nella metà campo avversaria, segnando un punto.

Ci si distribuisce nel campo lasciando al centro un giocatore, che secondo una rotazione in senso orario, cambia dopo ogni tiro, che sarà eseguito, appunto dal centrale.

Gli altri giocatori dovranno ricevere la palla lanciata dagli avversari e se la lasciano cadere perdono un punto; altri casi di perdita di punti sono anche il tiro fuori dal limite della linea gialla o l’uscita del tiro fuori dal campo.

La prima partita è stata giocata dalla 1°D e dalla 1°F.

Su tre set giocati la 1°F ha trionfato con uno 0-3.

I risultati sono i seguenti: 4-15; 8-15; 10-12.

C’è solo una possibilità per rientrare in gioco: il ripescaggio.

Il 7 aprile si è svolta la partita 1A contro 1B.

La partita è stata vinta dalla 1a B per 1-2 set.

I risultati sono i seguenti: 15-13; 5-15; 2-10.

Anche per la A l’ultima possibilità è il ripescaggio.

Mercoledì 13 aprile si è svolta l’ultima partita delle qualificazioni: 1a E vs 1a C.

I risultati sono stati i seguenti: 15-3; 7-15; 10-9.

La C ha perso, ma ha totalizzato 27 punti, abbastanza per il ripescaggio.

Ricapitolando: in gara ci sono le classi B, C, E ed F.

Il giorno 19 aprile si è svolta la semifinale 1a C contro 1a F vinta dalla 1a F per 3 set a 0, qualificandosi per la finale.

Il giorno 11 maggio si è svolta la seconda semifinale:1a B vincitori torneo di palla rilanciata classi prime_okcontro 1a E. Ha trionfato la 1a B, qualificandosi per la finale contro la 1a F.

La finale tra la 1a B e la 1a F ha decretato la vittoria del torneo da parte di una strepitosa 1a F.

Per noi ragazzi di prima è stata una bella avventura vissuta all’insegna del fair play e del divertimento.

Cleto Balducci – classe I D “Santarella” – a.s. 2015/16

 

Bianconeri all’attacco!!!

3-0, è il risultato che fa capire che la Juve è tornata. Le serviva solo un po di tempo per ristabilizzarsi ma alla fine La Vecchia Signora ce l’ ha fatta! Dopo aver sconfitto il Milan, in campionato, e Manchester City, in Champions, entrambe col risultato finale di 1-0, conferma la propria egemonia sul Palermo, nonostante i molti falli. La Juve è ripartita, insomma, e non sono solo i risultati a dimostrarlo ma anche l’intesa e la passione che si rafforza, soprattutto tra i nuovi arrivati. Parla anche la dirigenza che fino a qualche settimana fa si lamentava della 15ª posizione e ora esulta, dopo la meritata rimonta che ha portato la Juventus al 5ª posto.stemma-della-juventus-su-sfondo-bianco-nero_441013  E anche nella Champions riesce a prevalere sulle altre squadre con 0 sconfitte e varie vittorie e pareggi, riuscendo così a strappare il Pass per gli Ottavi di Champions. Forse c’è ancora un sogno, un desiderio realizzabile. Dopo l’inizio che ha letteralmente terrorizzato ogni Juventino, il sogno-Scudetto non è ancora tramontato, il sogno può essere ancora raggiunto, lo Scudetto può ancora essere innalzato dai Bianconeri! Tra i giocatori che stanno più sorprendendo ci sono i nuovi acquisti, Dybala, Mandzukic e Cuadrado. La Juve è stata penalizzata in parte anbuffon_getty_1che dai vari infortuni che hanno colpito  i giocatori Juventini. Tra questi, gli ultimi sono Khedira e Pereyra. Entrambi, secondo le previsioni, riusciranno a ritornare in campo entro massimo in due settimane. Sorprendente invece Buffon, che dopo gli 11 goal presi sino alla fine di ottobre è riuscito, anche grazie all’aiuto degli eccezionali difensori Juventini, a non far passare la palla oltre la linea bianca, e di conseguenza dentro la rete. A questo punto io dico che la Juve può ancora farcela, se non ad arraffare lo scudetto ma almeno ad acciuffare la qualificazione Champions League.
Leonardo Pellecchia II C

IL CALCIO È PER TUTTE!!

 

Ciao a tutti! Mi chiamo Sara Ventura e frequento la I C. Sto scrivendo questo testo perché io ho una passione non molto comune tra le ragazze: IL CALCIO. calcio-femminile 4
Sì, amo il calcio. Il calcio è tutto per me. Ho iniziato a seguirlo da quando ero piccola. Iniziai a guardare le partite e ad appassionarmi a quel pallone rincorso da ventidue uomini, in quel campo verde. Da piccola ero già tifosa milanista, amavo quei colori e li amo tutt’ora. Non so perché mi sia appassionata a questo sport, ma dalla prima partita, me ne innamorai e iniziai a farmi spiegare da papà tutte le sue regole.
Ma c’è una cosa un po’ imbarazzante: prima di iniziare la scuola calcio, ho fatto ben tre anni di danza. Io non ero molto contenta, però ho continuato a praticarla per far contenta mamma.
Ma finalmente, un giorno dissi ai miei genitori:
– Basta danza!
– Come?! – disse mamma.
– Vuoi praticare qualche altro sport? – chiese papà.
– Sì, il calcio! – esclamai.
E così cominciai a realizzare il mio sogno…
Iniziai a frequencalcio femmtare una scuola calcio maschile, la Virtus Corato.
I maschi dapprima mi guardavano un po’ male, ma per fortuna ho conosciuto il mister Vescovini.
Lui mi ha sempre incoraggiata a giocare e ad andare avanti in questo sport, ha sempre creduto in me. Pur non avendo una squadra molto forte, io mi divertivo, perché giocavo finalmente a calcio ed era quello l’importante!
Rimasi alla Virtus per circa tre anni, dopodiché a scuola due ragazze cominciarono ad allenare le alunne per il di calcio. Mi dissero che una di loro era presidente di una scuola calcio femminile e l’altra era l’allenatrice.
Le contattai e mi dissero che le altre ragazze erano molto più grandi di me. Ma io risposi che se mi fossi trovata bene, sarei andata a quella scuola calcio.
Mi dispiacque lasciare quei campi dove avevo segnato tanti gocalcio femm 3al, dove avevo vissuto emozioni belle e brutte, dove avevo giocato tantissime partite, ma alla fine decisi e dalla Virtus Corato passai alla DAG Soccer Academy.
Le altre ragazze sono in effetti molto più grandi di me, ma per fortuna c’è anche una ragazza della mia età, Maria Lorenza Perrone, con cui, grazie al calcio, ho instaurato una bella amicizia.
Mi ritengo molto fortunata ad aver scoperto questo sport e ritengo che possa essere praticato anche dalle ragazze, perché lo sport è per tutti.

Sara Ventura, classe IC, a.s. 2013/14

A TUTTO SPORT CON I SANTARELLINI!

 

Nell’Istituto Santarella la maggior parte dei ragazzi pratica uno sport. basket 1
Lo sport viene praticato per vari motivi: c’è chi lo pratica per perdere peso (soprattutto gli adulti!), chi lo pratica a scopo medico, c’è chi lo pratica per passione.Un esempio sono io. Io gioco a basket semplicemente per passione, passione che mi è stata tramandata da mio padre, ex giocatore e allenatore di basket.
Nella mia classe ci sono anche altre ragazze che giocano a basket come me, per passione.
Noi tutte apparteniamo ad una squadra di Corato, la Scuola Minibasket “Casillo” e insieme ci divertiamo un mondo, soprattutto quando disputiamo partite e tornei. Allora facciamo amicizia con altre ragazze della nostra età provenienti da altri paesi, che condividono la passione per questo sport.
basket 3Domenica 16 marzo io con la mia squadra abbiamo disputato un torneo regionale e abbiamo vissuto insieme un’ondata di emozioni: ansia, gioia, tristezza, nervosismo, rabbia…
Nonostante l’agonismo e la rivalità in campo abbiamo fatto amicizia con delle ragazze di Monopoli e l’ultima partita che abbiamo disputato è stata proprio contro di loro. Inizialmente ci dispiaceva giocare proprio contro di loro ma poi il nostro allenatore e l’allenatore del Monopoli, hanno deciso di mischiare le due squadre.basket 2
Alla fine della partita, infatti, siamo ritornate tutte col dubbio su chi avesse vinto! Ma soprattutto eravamo felici di aver fatto delle belle amicizie!
Al verdetto finale ci siamo classificate al 3° posto!
Lo sport è un’opportunità, per usare un solo aggettivo, indescrivibile! Tutti ne dovrebbero praticare uno: perciò non perdete tempo!!! Correte a iscrivervi, per chi non l’avesse ancora fatto!!

Giordana de Nicolo, classe I C, a.s. 2013/14

LO SPORT A CORATO

L’attività sportiva è oggi molto praticata soprattutto dai ragazzi, che sperano di realizzare il proprio sogno di diventare grandi campioni! La diffusione delle varie pratiche sportive dipende anche dall’importanza che allo sport viene data dalle varie amministrazioni locali. La situazione ovviamente cambia da città a città. sport 3
Per capire come e quanto si pratica lo sport nella nostra città abbiamo intervistato uno dei docenti della nostra scuola, il professor Gaetano D’Imperio, un esperto di sport, allenatore della squadra di atletica di Corato, allenatore che ha portato ai campionati nazionali il giovane Almanio Romano, ora campione nazionale italiano juniores nel lancio del giavellotto.
Gli abbiamo posto alcune domande sullo sport nella nostra città.
Come procede lo sport a Corato?
A Corato si praticano molti sport collettivi come calcio, basket, pallavolo e sport individuali in cui si raggiungono ottimi risultati.
Nelle palestre scolastiche si praticano sport di squadra come pallavolo e basket invece sport come danza, arti marziali, boxe si praticano in luoghi chiusi. Da un po’ di anni sta prendendo di nuovo vita il nuoto, soprattutto al “Nicotel”, un hotel 4 stelle che ha fatto dello sport e del benessere in tutte le sue forme il suo biglietto da visita. Nel nostro territorio si pratica anche l’equitazione, attività ancora poco conosciuta ma molto apprezzata sia dagli adulti che dai rasport 4gazzi e bambini.
È uno degli sport più antichi praticati dall’uomo e a Corato è attivo soprattutto sulla Murgia presso la località “Torre Sansanello”.
A Corato nelle palestre scolastiche si pratica anche il rugby. Noi alunni della Santarella abbiamo avuto la fortuna, proprio durante quest’anno scolastico, di partecipare attivamente ad allenamenti con esperti e coach di rugby.
Ovviamente il calcio, ormai da parecchi anni, è uno degli sport più amati dai cittadini coratini. Abbiamo poi molti giovani talenti nella boxe e nel karate.
Il ciclismo è un altro sport amato dai giovani coratini, impegnati in squadre amatoriali che partecipano a gare, anche in mountain bike, e a tornei cittadini, regionali e fuori regione. Il “Circolo tennis” di Corato sta poi migliorando la struttura e i servizi offerti ai propri clienti.
Il professor D’imperio ha risposto in modo completo ed esauriente alle nostre domande.
Abbiamo posto anche qualche domanda alla professoressa Maria Olivieri, docente di Educazione fisica nella nostra scuola che da qualche anno prepara i ragazzi della scuola Santarella alla danza sportiva.
La professoressa cisport 6 ha detto che in questa disciplina ha vinto per due anni i campionati provinciali per la danza di coppia di balli latini americani, caraibici e per syncro-dance. Ci ha anche lasciato con l’auspicio: “Speriamo di vincere anche quest’anno!”
Da queste due interviste noi alunni abbiamo dedotto che nonostante le difficoltà, nel nostro paese l’amore per ogni tipo di sport e l’entusiasmo per i valori che lo sport può veicolare vivono e crescono sempre più nel cuore dei giovani sportivi coratini.

 

Claudia Maggiulli, Antonio Giaconelli, Domenico Marcone, classe I C, a.s. 2013/14

 

La danza: passione, dedizione, grinta!

La danza per me è passione, dedizione, grinta. danza 4
È determinazione, devi raggiungere il tuo scopo, il tuo obiettivo.
È anche impegno, grande voglia di superare le difficoltà e gli ostacoli.
Se decidi di non arrenderti, quella è forza.
Queste sono soddisfazioni che ti fanno andare avanti e migliorare sempre di più.
Io adoro ogni tipo di attività fisica ma prediligo, vivo per la danza classica.
La danza è un’arte performativa che si esprime nel movimento del corpo umano, in genere eseguita in base a una coreografia o con l’improvvisazione.
La danza classica o danza accademica si basa sulla “tecnica accademica” sviluppatasi nel 1661, quando il re di Francia Luigi XIV fondò a Parigi l’Académie Royale de Dance, con l’intento di diffondere e di sviluppare i principi fondamentali di quest’arte.
A dirigere l’accademia di Luigi XIV fu il maestro ballerino e coreografo Pierre Louis De Beauchamps, il quale ha codificato le cinque posizioni classiche, fissato le regole per l’esecuzione dei principali passi di danza, stabilendone anche la terminologia.
Per questo motivo i nomi dei passi della danza accademica sono in francese.
danza 1Io ho iniziato a danzare quando ero piccola, mia madre mi portò per la prima volta a scuola di danza che non avevo compiuto ancora tre anni, infatti il mio primo saggio l’ho fatto a tre anni e mezzo. Che emozione…
La danza classica richiede particolari e numerosi requisiti fisici: un corpo snello e slanciato, muscolatura forte, grazia ed eleganza nei movimenti, un buon senso del ritmo. Sono importanti anche una buona scuola professionale e insegnanti esperti.
La mia scuola di danza è specializzata in danza classica e contemporanea e caratterizzata da insegnamenti di alto valore artistico.
Proprio pochi giorni fa si è conclusa la prima sessione d’esame di danza classica, presieduta dall’Etoile Cristina Amodio.
Cristina Amodio è un’artista di fama internazionale che ha danzato nei teatri di tutto il mondo lavorando con i grandi nomi del balletto tra cui Carla Fracci.
L’Etoile è stata ospite della mia scuola proprio per esaminare le allieve. danza 5
La prova si è sviluppata in due momenti: la prima, di verifica della perfetta padronanza della tecnica e della nomenclatura dei passi, la seconda, in cui le allieve si sono impegnate in una verifica ad alto impatto, riuscendo ad eseguirla alla perfezione.
Noi allieve siamo molto riconoscenti verso il nostro Direttore Artistico, la dott.ssa Pina Scarpa, che ci ha immerso nel mondo elegante e raffinato della danza e del balletto classico. Un modanza 2ndo al tempo stesso così ricco di duro lavoro e cultura.
Per me la danza è il tentativo di esprimersi con il corpo, usando un linguaggio non verbale.
Come sostiene la mia insegnante:
Quella stessa danza che oggi per tanti è un hobby,
 per molti è una filosofia di vita,
 ma per tutti… è la vita”.

Ada Mazzilli classe I D (anno scolastico 2014/15)

 

CICLISMO, CHE PASSIONE…

Quella per il ciclismo è una passione che dalla fine del 1800 è condivisa da campioni e dilettanti. È uno dei pochi sport in cui bisogna combattere contro la fatica e la tentazione di mollare alle prime salite. Uno dei miei idoli è Alban Nuha, campione italiano di ciclocross per la categoria Elite Master (19-29 anni). La sua è una storia di emigrazione dall’Albania e integrazione riuscita in Italia, nella nostra Corato, anzi! Infatti Alban Nuha vive e si allena proprio a Corato! ciclismo 1 bis
La mia passione per il ciclismo è nata nell’ottobre del 2013: dopo alcuni allenamenti ho cominciato a partecipare a piccole gare con il team Eurobike, oggi la mia squadra. Nel 2014 sono entrato nel team “Franco Ballerini” di Corato, grazie al quale ho potuto partecipare alla gara su strada “Città di Petacciato” in provincia di Campobasso.
È stata una gara molto faticosa anche perché era su strada mentre normalmente io mi alleno e gareggio su sterrato. In quell’occasione mi sono classificato 24° nella mia batteria. A maggio del 2014 ho poi partecipato alla Cycling Cup di Bari, gara a squadre legata al Giro d’Italia. Il mio team si è classificato al secondo posto. È stata una gara da sogno anche se non ho vinto. Mi sono molto divertito e sono stato fiero di me perché sono riuscito a superare la fatica e a concludere la gara senza ritirarmi. Ritengo per questo motivo di aver vinto una gara con me stesso e di aver meritato i festeggiamenti del mio team e della mia famiglia!
Condivido il pensiero del grande campione Vincenzo Nibali, ciclismo 2uno dei sei ciclisti (il secondo italiano dopo Felice Gimondi) ad aver conquistato almeno un’edizione di tutti i tre Grandi Giri. Ha vinto infatti la Vuelta de Espana 2010, il Giro d’Italia 2013 e il Tour de France 2014.
Il campione messinese ha risposto in questo modo a chi gli chiedeva il “segreto” delle sue vittorie:
“Il mio unico pensiero durante una gara è non aver paura di fare mosse decisive. Se si pensa troppo, se si inizia a giocare con il tempo, allora è finita. Bisogna non aver paura e seguire il proprio istinto. Ecco come ho costruito tutte le mie vittorie più belle.”
Credo sia un esempio che tutti, adulti e ragazzi, devono seguire e da imitare.

Vincenzo Roselli IIA (a.s. 2014/15)

 

LO SPORT

Lo sport per me è una cosa importantissima, quasi la cosa più importante, naturalmente, dopo la salute e la scuola. Penso che senza praticarne uno io non avrei la forza di andare avanti perché questo permette di realizzarsi, di migliorarsi attraverso l’allenamento e la volontà, conoscere i miei limiti, sfogare l’aggressività, ma soprattutto per me lo sport serve per socializzare e migliorarmi internamente con generosità e altruismo eliminando l’egoismo e l’avarizia. Lo sport che pratico è il basket anche detto pallacanestro, è uno sport molto semplice in cui cinque ragazzi palleggiano con la palla passandosela e cercando di farla entrare in un cesto con la rete e gli altri cinque ragazzi non devono permetterlo e cercano, a loro volta, di far entrare la palla nel canestro opposto. Basket_femminile_A1
L’importante di una partita è la grinta, la volontà e, come diceva Giovanni Paolo II, “sostituire l’altruismo all’egoismo, l’incontro allo scontro e lo scontro leale allo scontro astioso”. Infatti, lo sport, non deve essere solo la voglia di vincere con arroganza e superbia, essere i primi superando gli altri… no, questo non è sport. Lo sport è una cosa che fa incontrare i ragazzi, praticando la loro passione, tutti insieme, aiutandosi, dandosi la forza, superando i propri limiti… questo in uno sport è molto importante soprattutto per i ragazzi.
Per me, superare i propri limiti non vuol dire che bisogna allenarsi sempre, ogni volta più intensamente per superare tutti, per essere il migliore, per essere colui che fa qualcosa che per gli altri è impossibile, questo può diventare un’ossessione. Per me superare i propri limiti vuol dire che ognuno con volontà e passione deve superarsi solo per se stesso, per sentirsi più sicuro soprattutto in quest’età in cui i ragazzi hanno bisogno di credere in sé per andare avanti.
Io pratico basket da tre anni. Il primo anno mi sono allenata con i ragazzi più grandi del 2001 e con loro ero nulla, non mi sentivo all’altezza, però, quest’anno mi è servito molto per i fondamentali e per farmi capire cos’è lo sport. Il secondo anno è stato forse quello più importante che mi ha fatto crescere, in cui sono riuscita a superare i miei limiti, in quel tempo, infatti, io ero timida e non riuscivo facilmente a socializzare con i compagni. La nuova squadra mi ha accolto benissimo. Mi aspettavano già da un po’ di tempo, infatti, l’allenatore ci ha messo un po’ per convincermi ad entrare. Loro mi hanno fatto cambiare: ora sono estroversa, scherzo moltissimo e quando ci sono “new entry” io e la mia amica siamo le prime che cerchiamo di farle sentire a loro agio. Ho superato i mei limiti. Ho fatto comprare un canestro a mio padre da collocare in garage con la palla e grazie anche ad una grande allenatrice di Taranto a cui sono molto affezionata, anche se sfortunatamente, oggi non mi allena più, sono riuscita a fare molte cose come i tiri da tre punti, cambio mano da sotto le gambe e dietro la schiebasket_giallona, il terzo tempo mentre la palla ruota intorno al bacino, il campano e palleggiare contemporaneamente con due mani. Quest’ultimo anno è stato un anno più leggero e divertente; mi sono migliorata nella tecnica ma non ho imparato nuove cose, però è stato l’anno più bello in cui ho legato con molte persone che ora sono importanti come Sylvia De Palma, Maria Claudia Di Tommaso, Giordana De Nicolo, Josè De Palma, Gaia Martinelli, Daniela Mastrogiacomo, …
Una cosa però che mi è servita molto sono i due tornei internazionali di Matera dove ho conosciuto la tradizione, la lingua di altri ragazzi ed ho imparato anche ad essere leale con gli avversari, generosa, dando la mano quando cadono, scusandomi quando commetto un fallo, infatti abbiamo trascorso tutta la settimana con due ragazzi algerini con cui ho parlato anche in francese e abbiamo anche ricevuto il premio del Fair-play come squadra e come allenatore più leali, generosi ed altruisti.
Devo dire grazie, naturalmente, ai miei amici che mi hanno spinto, invitato, convinto a praticare questo magnifico sport; agli amici che mi hanno accolto come una di loro; agli allenatori che mi hanno aiutato a superarmi, a migliorarmi e a mantenermi costante: Francesco Scaringella, Francesco Di Tommaso e, per me la migliore, Alessandra Ciniselli (ex giocatrice di basket nel Corato), io vorrei diventare come lei, è il mio idolo; ai mei genitori che mi accompagnano alle partite e agli allenamenti e che mi hanno permesso economicamente di praticare questo sport.
Ammetto che è stato duro andare agli allenamenti tutti i giorni dopo aver svolto i compiti, con fatica però, la maggior parte delle volte ce l’ho fatta, le altre invece, ho dovuto fare sacrifici. Posso concludere affermando che lo sport aiuta gli adolescenti in tutti i campi e non saprei, personalmente, cosa potrebbe fare un ragazzo senza uno sport che lo migliori e gli faccia sfogare la sua aggressività.
Quindi un consiglio che darei ad un ragazzo depresso, solitario, poco socievole, che non crede in sé stesso è proprio quello di praticare uno sport.

Claudia Maggiulli  (II C – 2014)

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7 pensieri su “Le sfide dello Sport

  1. Bravissima,sei stata molto profonda e io che ho praticato molti sport nella mia vita posso confermare tutto quello che hai detto.

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  2. Concordo con gli altri. Condivido pienamente l’articolo sulla danza che anche per me è una disciplina importante. Brava Ada!!! Bravi tutti. 🙂

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