BULLISMO: NOI STUDENTI DELLA SANTARELLA REGISTI E ATTORI DI UN FANTASTICO CORTOMETRAGGIO.

Coraggio, forza e amicizia sono state le parole-chiave che ci hanno ispirati per trasmettere il nostro messaggio.

Durante l’open day, noi ragazzi della 3F, abbiamo presentato un’esibizione teatrale interpretata e ideata da noi che trattava la tematica del bullismo e del Cyberbullismo, cioè della forma di bullismo che avviene tramite dispositivi elettronici ed è tra le più diffuse in questo periodo.

Questo cortometraggio aveva come obiettivo quello di denunciare questi atti che avvengono quotidianamente e che raramente vengono segnalati.

Noi ragazzi ci siamo impegnati molto per ricreare una sceneggiatura nella quale la protagonista era una ragazza della nostra età che subiva violenze verbali ma anche fisiche da un gruppetto di bulle. In questo corto si percepisce la forza dell’amicizia poiché due ragazzi la incoraggiavano a denunciare questi abusi ad adulti e insegnanti.

A noi ragazzi è piaciuto molto recitarlo perché era una tematica a noi molto vicina e volevamo incoraggiare chi subisce atti di bullismo a denunciare questi avvenimenti parlandone con i genitori. L’aiuto da parte degli amici, in questo cortometraggio, è stato fondamentale.

È stato molto bello vedere le reazioni dei bambini di scuola primaria che hanno assistito all’esibizione perché erano molto partecipi e particolarmente colpiti da questo tema.

 

FEDERICA RICCARDA LAMARCA E IVANA MARCONE 3F A.S. 2018/2019

Studenti in tv per parlare di bullismo

Una tematica molto sentita in età adolescenziale è sicuramente il bullismo che ultimamente si sta manifestando anche attraverso la rete Internet e l’utilizzo di mezzi elettronici. La diffusione di atti di bullismo e cyberbullismo sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria preoccupa le autorità scolastiche, tanto che ci sono state da parte del ministro dell’istruzione diverse direttive, diverse campagne di sensibilizzazione per prevenire e contrastare tali fenomeni.

Prima di partecipare a questa trasmissione, qualche giorno prima, abbiamo parlato del fenomeno del bullismo sia in classe che durante un incontro che ha coinvolto tutti gli studenti delle classi seconde con il maggiore Francesco Nacca, comandante della Compagnia carabinieri di Trani. L’ufficiale, rispondendo alle nostre domande, ci ha delineato un quadro completo sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, fornendoci informazioni e consigli.

Giovedì 28 Febbraio  noi, come rappresentanti delle classi seconde della Scuola Secondaria di primo grado “Luigi Santarella” di Corato, accompagnati da un’insegnante,  abbiamo  partecipato alla  registrazione di una puntata della trasmissione televisiva Fatti e Misfatti” (il rotocalco settimanale di informazione giornalistica di “Video Italia Puglia” in collaborazione con “La Gazzetta del Mezzogiorno”) per trattare il tema: “Bullismo e Cyberbullismo: una nuova piaga sociale”.

In studio era presente oltre   al conduttore della trasmissione, il giornalista Giampaolo Balsamo, che ci   ha accolto calorosamente facendoci sentire subito a nostro agio, l’ospite della puntata, l’ispettore della Polizia di Stato Gennaro Lanotte, esperto di bullismo e cyberbullismo, e, in collegamento telefonico, il garante regionale dei diritti dei minori, il dottor Abbaticchio.

Prima di salire al piano superiore, nello studio dove abbiamo registrato la puntata, ci è stata data la possibilità di visitare la regia televisiva.

Quello che è stato evidenziato dagli esperti durante la trasmissione è che non bisogna mai tacere la violenza subita, le offese ricevute di persona o tramite i social network e bisogna subito rivolgersi ai genitori e agli insegnanti per informarli dell’accaduto ed eventualmente denunciare presso le autorità competenti.

I soggetti che subiscono atti di bullismo devono essere sostenuti, bisogna creare una rete protettiva intorno a loro, un fronte comune, in modo che non si sentano soli ed abbandonati. Per contrastare bullismo e cyberbullismo e per trovare una soluzione al problema, è necessaria una sinergia fra insegnanti, educatori, genitori e anche tra compagni ed è anche importante capire perché alcuni ragazzi assumano comportamenti da bulli e aiutarli, rieducarli al rispetto reciproco.

Gli stessi genitori devono dedicare più tempo ad ascoltare i propri figli e le loro esigenze, devono dialogare con loro per superare insieme eventuali difficoltà.

L’ispettore Lanotte ha presentato “YOUPOL”, un’interessante e nuova applicazione per smartphone e tablet, diffusa di recente dalle Forze dell’Ordine. Serve per segnalare e denunciare episodi di bullismo e spaccio di droga a cui si assiste ed è possibile anche inviare foto o video che riprendano tali situazioni.

Il dibattito è stato molto interessante e noi ragazzi, sebbene molto emozionati, ci siamo sentiti importanti perché coinvolti in prima persona: abbiamo infatti avuto la possibilità di porre delle domande ed avere delle risposte immediate e significative dal rappresentante delle forze dell’ordine.

Quali sono le forme di bullismo, cosa possono fare i genitori delle vittime affinché essi superino queste difficoltà, come riconoscere un atto di bullismo: ecco alcune delle domande più significative che abbiamo posto nel corso della trasmissione.

Al termine della registrazione, il rappresentante delle forze dell’ordine ci ha dato ulteriori consigli e ci ha parlato, a telecamere spente, dei pericoli del bullismo e della necessità di parlare sempre con adulti, insegnanti, genitori, educatori se si è vittime o testimoni di aggressioni fisiche e verbali nell’ambito scolastico. “Bisogna allontanare il bullo e chiedere aiuto ad una persona adulta che vi può aiutare. Mai restare in silenzio!”. Questo il prezioso consiglio a noi rivelato.

LA NOSTRA PRIMA ESPERIENZA IN TELEVISIONE

E’ un’esperienza che sicuramente non dimenticherò quando ripenserò agli anni vissuti alle scuole medie. Mi sono sentita gratificata di essere stata scelta per rappresentare la mia classe in questa trasmissione. Il giorno prima ho posto tanta attenzione al modo con cui mi sarei dovuta rivolgere all’esperto, con la consapevolezza di dover essere chiare e diretta.

Il giorno della registrazione ero molto entusiasta ma nello stesso tempo agitata, perché se da un lato c’era l’emozione di essere stata scelta, dall’altra temevo di far brutta figura a causa dell’ansia. Tutti questi miei stati d’animo sono svaniti una volta che siamo arrivati in sede, perché la curiosità di ascoltare le risposte ai nostri interrogativi ha preso il sopravvento su tutte le altre emozioni.

Questa esperienza mi ha insegnato che non bisogna rimanere indifferenti di fronte ad episodi di bullismo, ma bisogna avere il coraggio di denunciare e parlarne con gli adulti, perché da queste situazioni si può uscire solo grazie all’aiuto degli altri.

Daniela Capogna, classe II A

 

Sicuramente stare in uno studio televisivo è stato stimolante e particolare, per le tante novità come il dover guardare sempre verso la telecamera, anziché verso chi parla. Ma dopo qualche minuto mi sono subito sentita a mio agio e ho partecipato con grande interesse alla discussione. Essere  stata in Tv è stato per me davvero bello e mi ha fatto sentire più grande e in grado di parlare in pubblico e di stare di fronte alle telecamere. Nello stesso tempo è stato importante riflettere ancora una volta su un tema così attuale come quello del bullismo e scoprire alcuni aspetti che non conoscevo grazie alle risposte dell’esperto e al confronto con gli altri.

Lucrezia  Delfino,  classe II B

 

Una delle cose che sicuramente mi rimarrà impressa di questo anno scolastico è l’esperienza fatta negli studi televisivi della trasmissione “Fatti e Misfatti”: per un giorno mi sono  sentita una giovane giornalista.  Naturalmente sentire le telecamere puntate su di me incuteva una certa paura e soggezione. Mi ricordo in particolare il momento in cui il giornalista pronunciò la frase “Siamo in onda tra tre, due, uno…”

Aspettavo con ansia il mio turno per rivolgere una domanda all’Ispettore di Polizia Lanotte e speravo di non bloccarmi e fare una brutta figura. Per fortuna, invece, me la sono cavata e mi sono sentita più sollevata.

A fine trasmissione abbiamo condiviso tra di noi le nostre emozioni ed eravamo tutti felici ed eccitati!

Grazie alle conoscenze apprese anche in questo incontro credo che noi ragazzi ora siamo più consapevoli, maturi, capaci di individuare e contrastare eventuali atti di bullismo, più pronti ad aiutare e sostenere qualche nostro compagno che potrebbe trovarsi in difficoltà.

Asia  Scaringella, classe II C

 

Grandissima fu la mia emozione quando la mia professoressa di italiano mi comunicò che tra i sei prescelti c’ero anche io.  Ma, con il trascorrere delle ore, l’emozione fu presto sostituita dall’ansia che mi assalì quando arrivò il giorno in cui ci recammo negli studi televisivi di “Video Italia” per la registrazione della puntata.  “E se mi dovessi dimenticare la domanda???”… era la mia più grande preoccupazione, che mi accompagnò lungo il tragitto da scuola alla sede dell’emittente televisiva, preoccupazione che si accresceva man mano che la distanza del tragitto diminuiva.

Entrati poi nello studio, fui colpita dalla presenza di diverse telecamere e dei riflettori accesi. Mi parve strano vedere sul piccolo schermo la mia immagine.

Era arrivato il momento di iniziare, e, dopo la prova dei microfoni, ebbe inizio il countdown vero e proprio accompagnato dalla musica della sigla che mi suscitò più ansia di quanto mi aspettassi. Dopo la musichetta e dopo il via del regista Ruggiero Piombino, una spia rossa si accese sulla telecamera e capii che da quel momento in poi dovevo fissare quella telecamera che era puntata su di me. Sembrava un buco nero e, con pazienza e trepidazione, attesi il momento in cui dovevo parlare.

Ricordo perfettamente… erano le 11.50 quando stavo per avvicinare il microfono alla bocca per rivolgere la domanda al dott. Ludovico Abbaticchio, garante regionale dei diritti dei minori, in collegamento telefonico. Le ultime parole del conduttore che sentii furono “ADESSO C’E’ UNA DOMANDA DA PARTE DI UNA STUDENTESSA CHE VUOLE SENTIRE LA SUA OPINIONE” e, come in tutti i momenti ansiosi, ebbi la sensazione di aver dimenticato tutto e perso la memoria. Poi, però, avvicinai il microfono alla bocca e, dopo tanti lunghi piccoli istanti, lo passai alla mia compagna e un macigno “si sollevò” dalla mia mente. Sapevo che ora dovevo solo guardare quel “buco nero” e potermi godere la conclusione della registrazione.

“Abbiamo finito”, disse all’improvviso il conduttore. Ecco cosa mi fece rendere conto che in fondo non era tanto difficile fare l’ospite in una trasmissione televisiva. Tutta l’ansia che avevo all’inizio era stata davvero troppa. Quasi quasi, però, avrei voluto rivivere quell’oretta… sapendo però cosa mi aspettava!!!

Aurora Balsamo, II D

 

Quella mattina ero molto agitato. Il mio cuore batteva velocissimo. Le gambe mi tremavano. Provavo una sensazione di felicità e paura al tempo stesso.   Discutere in uno studio televisivo su un problema noto a noi giovani come il bullismo mi spaventava. Una volta arrivati, dopo aver osservato con occhi sbalorditi tutte le attrezzature necessarie per registrare, eravamo pronti a girare.

3,2,1… l’intervista iniziò!

Finite le riprese un grande sorriso comparve sul mio volto: dopo un primo momento di ansia, ero riuscito a rilassarmi concentrandomi sulle parole del nostro interlocutore.

Nicolò Calvi, II E

 

Prima di iniziare la ripresa ero molto ansioso: non sapevo il luogo, dove noi ci saremmo dovuti recare, non sapevo cosa fare e altri pensieri di questo tipo si riproducevano nella mia mente: “E se dimentico ciò che devo dire? E se lo dico male?”

Ad interrompere la mia immaginazione fu il giornalista che conduce il programma “Fatti e Misfatti” che ci accolse e ci accompagnò nello studio, dove noi avremmo dovuto registrare la puntata del programma televisivo: un luogo accogliente e molto raffinato. Tutto quello che noi dovevamo fare era guardare una delle tre  telecamere quando una lucina rossa si illuminava perché significava che la telecamera stava riprendendo.  Iniziata la ripresa, all’improvviso mi sentii più calmo e tranquillo e quando arrivò il mio turno posi la domanda con tono deciso e chiaro.  Non mi resi conto del passare del tempo fino a quando le telecamere si spensero: l’orologio  segnava le 11.10.

Non scorderò mai questa uscita perché mi ha permesso di realizzare il sogno di  partecipare ad un programma televisivo e mi ha fatto capire che non bisogna mai rimanere indifferenti dinanzi ad un episodio di bullismo, perché rimanere indifferenti significa essere complici.

Daniele Perrone,  II F

 

Gli alunni Daniela Capogna II A, Lucrezia Delfino II B, Asia Scaringella II C, Aurora Balsamo II D, Nicolò Calvi II E, Daniele Perrone II F, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Alla Santarella si parla di bullismo e cyberbullismo

Anche quest’anno all’Istituto Comprensivo “L. Santarella” gli alunni delle classi seconde hanno discusso di bullismo e cyberbullismo. Per questo i docenti e la Dirigente scolastica hanno pensato di invitare a scuola le forze dell’ordine, per chiedere loro di parlarci del fenomeno, dandoci magari qualche consiglio.

Il 24 febbraio di quest’anno è venuto a trovarci il maresciallo Francesco Nacca, Comandante della Compagnia Carabinieri di Trani.

Prima delle nostre domande ha spiegato l’importanza della tutela della nostra privacy, del corretto utilizzo dei social media e soprattutto del saper preservare la propria persona.

Il bullismo è una forma fisica e psicologica di violenza dove un individuo viene sottoposto a umiliazioni e maltrattamenti.

Il cyberbullismo è una forma diversa e ancora più pericolosa del bullismo, in cui il bullo usa lo schermo del proprio pc per far del male, offendendo, facendo girare video e foto della persona presa di mira, certo di non poter essere scoperto.

E invece non è così!

La Polizia Postale può usare una serie di sistemi per smascherare chi si nasconde dietro nick name inoffensivi e profili amichevoli e simpatici…

Una delle tante domande poste al maresciallo è stata di una nostra compagna di classe, che ha chiesto se una ragazza vittima di abusi può essere certa di essere aiutata dalle forze dell’ordine, se può fidarsi nel caso di una sua denuncia di abuso.

Il Comandante Nacca ha risposto che non solo può e deve fidarsi ma ci ha spiegato anche cosa accade quando arriva una denuncia di abusi, quali protezioni scattano immediatamente per tutelare la vittima a tutti i livelli.

Il consiglio più importante che ci ha dato è stato soprattutto uno: parlare!

Parlare con i genitori, parlare con i docenti, parlare con le persone care a cui siamo affidati, per tessere insieme una rete di amicizia e di protezione intorno a noi, in modo da non essere mai da soli a vivere le situazioni spiacevoli che potrebbero accadere.

È stato un incontro molto importante per tutti noi alunni, un’occasione di discussione e di riflessione su un tema che purtroppo riguarda noi ragazzi.

Eravamo tutti in silenzio, ci sono state moltissime domande e ci siamo sentiti tutti più uniti nella volontà di combattere contro questi terribili fenomeni!

Maria Barile, Flavia Bevilacqua, Daniela Capogna, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

 

 

 

PER UN MONDO MIGLIORE

Alla fine del primo quadrimestre, noi alunni della classe III F, con la nostra professoressa di Storia e Geografia, abbiamo realizzato dei compiti di realtà particolari: dei Manifesti di Pubblicità-Progresso.

Tali manifesti hanno l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su diversi problemi di interesse sociale. Ci siamo divisi in gruppi e abbiamo ideato dei pannelli, inerenti temi che abbiamo approfondito e che riguardano tutto ciò che accade oggi nel mondo: le guerre civili, la dipendenza dal fumo e da sostanze stupefacenti, il bullismo, l’educazione alimentare, lo sfruttamento minorile, il rispetto degli animali, l’inquinamento ambientale e gli sprechi alimentari, il razzismo, l’immigrazione, il femminicidio e la violenza sulle donne. Tra i particolari argomenti che abbiamo trattato, quello più toccante è stato sicuramente quello relativo ai femminicidi e alle violenze sulle donne.   

Gli slogan più significativi sono stati:

“BULLO, NON FARE IL PREPOTENTE, perché da solo non vali niente!”

“INFANZIA RUBATA, INFANZIA VIOLATA”

“UNO SPRECO AL GIORNO, LEVA IL PIANETA DI TORNO”.

Il giorno 1 Febbraio, abbiamo presentato i nostri lavori. Non è stato semplice scegliere quello più bello contenente lo slogan di maggior effetto. Questa attività ci è piaciuta molto, perché ci ha permesso di approfondire e confrontarci su argomenti attuali. Ci auguriamo che il nostro sia un piccolo passo verso la costruzione di un mondo migliore.

Giuliano F., Lotito S., Strippoli S., Tarricone M., Classe III F, Scuola Secondaria “Santarella”, a. s. 2017/2018

“No all’egoismo e all’indifferenza. Sì alla solidarietà e al volontariato”

ASocietà! Dovrebbe essere la parola chiave della nostra convivenza con gli altri; è facile dire: “io faccio parte di una società!” Ma…ne siamo sicuri? Una società non si può dire tale se ognuno pensa solo a sé e mai agli altri, come ad esempio, in una comunità scolastica, se un amico è in difficoltà, noi non dobbiamo pensare: “Che me ne importa!? Ci sono gli altri che possono aiutare!”. In una società lavorativa, ad esempio, ci possono essere una o più persone sfruttate ingiustamente e noi non dobbiamo dire: “Che me ne importa!? Ci sono gli altri che possono difendere!”. Per la strada non dobbiamo sporcare o rovinare e dire: “Che me ne importa!? Ci sono gli altri che possono pulire!”.
Questi sono piccoli gesti che possono aiutare nella vita quotidiana noi e gli altri.D
Perché siamo noi che viviamo in queste realtà e… perché non iniziamo noi ad essere quegli “altri” che aiutano, difendono, rispettano..? Perché non iniziamo noi a diffondere questo messaggio?
Forse abbiamo paura di essere additati come “pazzi”, solo perché non seguiamo la massa, quella massa che NON PENSA E RIMANE NEI PROPRI SCHEMI DICENDO: “Che me ne importa!? Ci sono gli altri che possono farlo!” Invece deve importare a tutti noi, per un mondo migliore e per formare una società.
CVedete, tutto ci riporta alla società, che dobbiamo rendere vera e vivibile per tutti: grandi, piccoli, forti, deboli, sicuri, incerti…
La solidarietà non è solo un sinonimo di volontariato per i poveri, ma anche per chi è più vicino a noi; perché non tutti possono aiutare economicamente, ma nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per gli altri… pensateci. Ogni tanBto pensate al compagno di banco? Gli prestereste le vostre cose? Lo aiutereste senza chiedere “tasse” da bulli? (Ora ne approfitterei per parlare di questo…) Beh, spero di sì, spero che nessuno di voi abbia avuto esperienze di questo tipo, perché se fosse così, vi invito a parlarne con qualcuno (io, personalmente, consiglierei genitori, professori, fratelli o sorelle che possono dare consigli) e ora penserei a quelli di voi che sono bulli (spero nessuno); dato che stiamo trattando questo argomento. Essere bullo non significa solo picchiare, infastidire qualcuno, ma anche insultarlo pesantemente o prenderlo in giro. Riflettete e cambiate bulli!

So che quesmanine coloratete cose le avrete sentite tantissime volte, ma volevo dire la mia… Io ora non dico di riuscire a cambiare qualcosa con un solo articolo, ma magari si può riflettere (e se volete mi potete aiutare scrivendo anche voi qualcosa).
Commentate e ditemi cosa ne pensate!

Caterina Anna Cuccovillo II B (a.s. 2014/2015)