VERSO MONDI SPAZIALI

La lettura crea uno spazio e un tempo in cui gli uomini si incontrano, costruiscono legami e trovano le parole per definire sé stessi soprattutto nei momenti di passaggio, come l’adolescenza.

L’adolescente ha bisogno di misurarsi con il mondo che lo circonda e qual è il modo migliore per farlo se non approcciandosi a storie vissute o immaginate che siano?

Soprattutto in questo periodo ci si sente stretti fra le mura della propria casa, costretti a vivere in un’unica città, intrappolati in un Paese di cui pensiamo di conoscere ogni tradizione, ogni particolarità.

Proprio perché non si ha più la possibilità di farlo, evadere, scappare momentaneamente, in unica parola VIAGGIARE ci sembra essere l’unica possibilità per ritornare ad essere liberi, per trovare sé stessi… Ma il viaggio di cui veramente ognuno di noi necessita non è lontano da casa, in un altro continente, su montagne, fiumi, laghi o deserti.

Lo si può trovare anche sul proprio comodino, abbandonato, impolverato: il suo nome è LIBRO.

Il vero problema, però, è che la maggior parte delle persone non sperimenta neanche questo tipo di viaggio e ritiene non necessario o importante compierlo.

Qui sorge la domanda-fulcro di questo testo: è veramente così, i libri non sono importanti nella formazione di un ragazzo che diventerà un uomo? O al contrario gli permettono di scoprire sé stesso attraverso viaggi spaziali che partono tutti dalla propria stanza?

Per me, lettrice abitudinaria e viaggiatrice accanita nella sua stanza, è facile affermare che i libri, di qualsiasi genere, debbano essere parte integrante della vita di ogni uomo e soprattutto di ogni adolescente.

Gli adulti si lamentano di essere troppo impegnati, di essere prigionieri della loro stessa routine, del loro lavoro o dei loro impegni e di certo anche la vita di noi adolescenti è ricca di impegni e problemi. Ma adesso non abbiamo più scuse… È proprio di questo tempo, in cui le giornate non sono più scandite dal loro solito ritmo, che dobbiamo approfittare per tuffarci in qualche copertina o introduzione o nel pieno di una storia!

Devo ammetterlo: prima di incominciare un libro, ho sempre qualche esitazione, soprattutto se ha un numero elevato di pagine. Forse mi spaventa il fatto che possa essere noioso o che non riesca a finirlo (non concludere la lettura di un libro mi fa sentire incompleta), ma non appena parto, la metafora del viaggio diventa realtà e lo scorrere delle pagine e del tempo mi rende sempre più consapevole di ciò che sto vivendo.

Un’altra ragione per cui si ha paura di ritrovarsi un libro tra le mani è la seguente: molto spesso gli adulti, i professori inconsciamente fanno riferimento a grandiose opere letterarie (ad esempio “I Promessi sposi” o la “Divina Commedia”) come alle uniche opere degne di essere lette, sviscerate, approfondite.

Ma non è affatto così. Queste opere meritano di essere lette e comprese, ma in un’età adulta. Invece nella nostra età così complicata basta anche un semplice libro di avventura, fantasia, un “classico” come “Harry Potter” o “Il Signore degli Anelli” per stravolgerci la vita.

Esistono i film, che ragione ha leggere?

I film sono immagini che proiettiamo nella nostra mente e non possiamo più cancellare.

Davanti ad una persona qualsiasi i libri sono fogli con delle parole, davanti ad un lettore sono fogli bianchi: la narrazione vi disegna pian piano ambienti e personaggi, poi modificati, reinventati a modo proprio dalla mente di ognuno.

Ciascuno ha un messaggio dentro di sé, che deve riportare su carta e mostrare agli altri, soprattutto in queste settimane, ma questo può avvenire solo se si impara a conoscere ciò che ci circonda e ciò che è dentro di noi, in una parola LEGGENDO.

 

Maria Elena Varesano, classe 3ᵃ C, scuola “Santarella”, a.s. 2019/2020

IL LIBRO: UNA STRADA INFINITA

Ti guardo, ti ammiro, ti apro, ti leggo,

sei per me una strada,

sei un amico che mi ascolta,

sei una persona che mi conforta,    

sei il sole che m’illumina,

sei un abbraccio che mi riscalda,

sei il LIBRO, ciò che mi rende felice.

I libri per tutti noi ragazzi dovrebbero essere questo, invece li teniamo impolverati in libreria senza farne alcun uso.

Chissà perchè noi ragazzi di oggi non amiamo sentire il “profumo” di un libro e leggerlo. Non apprezziamo ciò che ci viene donato attraverso la lettura. Secondo me, il libro è una strada e, quando leggi, ti “tuffi” ogni volta in una storia diversa e sempre più emozionante.

La vita è una, ma noi dobbiamo cercare di viverne tante leggendo, perché i libri offrono tante avventure diverse che ci fanno rinascere. “E’ un viaggio per pazienti, un libro!” (Alessandro Baricco).

Il libro è ciò che ti illumina nei momenti bui, è ciò che ti dà una mano nelle difficoltà, è un amico che ti sta accanto, che ti dona tutto sé stesso e non ti chiede nulla in cambio.

Federica Mangione, Scuola “Santarella”  –  Classe I F

 

 

 

L’estate che conobbi il Che: il romanzo sulla Rivoluzione Cubana.

8 gennaio 1959, Fidel Castro sale al governo cubano. Ma non è stato eletto dal popolo. Lui ha scatenato una rivoluzione. Al suo fianco c’è Ernesto Guevara, meglio noto come Che Guevara o semplicemente Il Che. Il Che è una figura a metà tra la storia e il mito per chi ha vissuto in quegli anni. Mentre per noi ragazzi, che siamo cresciuti circa 50 anni dopo la rivoluzione Cubana, il suo nome assomiglia a quello di un contadino. Ma forse il Che ha molto di contadino in lui: un animo gentile e un carattere semplice, insomma si accontenta di quello che ha. Nacque a Rosario, in Argentina, nel 1928, da una dottoressa e un imprenditore.
Tuttavia il libro non ha Che Guevara come protagonista, o meglio, prende il Che come un esempio, o come un protagonista di secondo piano. Il protagonista autentico è Cesare, un ragazzino di 12 anni che vive in Brianza. Stanno per iniziare i mondiali di calcio e Cesare organizza una festa per il suo compleanno che ha come tema i mondiali, per l’appunto. Purtroppo alla festa non si presenta quasi nessuno, solo una decina di ragazzi. Riescono comunque a divertirsi. Cesare scopre, solo a fine giornata, che gli altri non sono andati alla sua festa per via del tagliatore di teste. Purtroppo la sera dello stesso giorno il protagonista scopre qualcosa che lo traumatizza: suo nonno viene portato in ospedale, ma, mentre il nonno è steso nell’ambulanza, Cesare scopre un tatuaggio sulla spalla del nonno, gli sembra Gesù. Il giorno dopo, la madre torna a casa sollevata: “il nonno non ha fatto la fine del tacchino.”
Da allora Cesare corre in Ospedale ogni giorno per visitare il nonno scoprendo che il suo tatuaggio non raffigura Gesù ma Ernesto Guevara, argentino che ha combattuto per la “liberazione” di Cuba. Tuttavia a cercare di ostacolare il racconto del Che ci sarà Suor Giuseppina che rimprovera continuamente il nonno esortandolo a raccontare a Cesare i Vangeli piuttosto che la storia della rivoluzione cubana, ma nonostante tutto si scoprirà che Suor Giuseppina vuole immensamente bene al nonno. In questo modo viene raccontata la storia del Che. Nel libro si narra anche di altri personaggi della rivoluzione cubana come Camilo Cienfuegos, che viene definito il più coraggioso del gruppo, Vaqerito, altro ragazzo pieno di ardore, Fidel Castro e suo fratello Raul, comandanti dell’esercito rivoluzionario. La storia del Che si svolge, quindi, parallelamente a quella di Cesare e della sua famiglia. Tuttavia resta aperto l’interrogativo sul tagliatore di teste che si svelerà solo a metà libro.

Lo stile di narrazione è simile a quello di “Per questo mi chiamo Giovanni” dello stesso autore.
Nel libro sono presenti molti eventi e frasi significative, riporto di seguito quella che mi ha colpito di più: “Si può essere innamorati e rivoluzionari. Anzi, da innamorati si fa ancora meglio la rivoluzione, perché l’amore è la più spietata delle rivoluzioni.”

Autore: Luigi Garlando
Casa Editrice: Rizzoli
Data di uscita del libro: 2015

(Anche questo libro ci è stato donato dall’Associazione per la lettura Giovanni Enriques per aver partecipato al Concorso “Il Giralibro” (http://www.giralibro.it/)

Leonardo Pellecchia, classe III C – a.s. 2016/17

“IO SONO MALALA”

Il 9 ottobre 2012 la giovane Malala Yousafzai è stata vittima di un attentato terroristico da parte dei talebani.malala
La motivazione è un blog scritto e gestito da lei stessa in cui documentava gli attacchi dei talebani contro le studentesse come lei.
Ma, nonostante l’attacco, Malala non muore. La sua miracolosa guarigione nell’ospedale di Birmingham è solo l’inizio di una grande conquista da parte sua. È così, grazie al coraggio di questa ragazza, che nasce il libro ‘Io sono Malala’.
In questo libro Malala narra della sua vita nella Valle dello Swat, del suo blog, dell’attacco e della sua ascesa verso il successo. Infatti, nel 2014 Malala vince il premio Nobel per la pace.
Io conoscevo Malala ancor prima di leggere il suo libro. Di lei sapevo solo che era una ragazzina attivista pakistana che lottava per il diritto all’istruzione delle donne. Ma, grazie a questo libro, ho potuto vedere il mondo con occhi diversi. Gli occhi di Malala, appunto.
Il libro ha una strabiliante ricchezza di particolari che rendono la lettura ancor più coinvolgente ed è anche arricchita con bellissime fotografie che mostrano i luoghi che Malala frequentava ogni giorno.
La cosa che mi ha stupito maggiormente di questa ragazza è la sua determinazione. Nonostante le minacce, i bombardamenti e l’attentato Malala è riuscita sempre ad alzarsi e a continuare la sua lotta. Inoltre, per Malala non è stato così semplice raggiungere questo traguardo. È nata e vissuta in Pakistan, un paese messo in ginocchio dai talebani e dalla povertà, eppure ci è riuscita. È riuscita a rompere il silenzio della sofferenza e a farsi ascoltare dal mondo. I talebani non l’hanno zittita, e mai potranno perché lei è Malala. Noi siamo Malala. Noi tutti siamo in grado di farci ascoltare, come lei.

Sylvia De Palma, 2ªC (a.s. 2014-15)

 

CUORE

libro cuoreCuore è il mio libro preferito, ricco di emozioni e sentimenti. Durante un’ epoca difficile e complicata la forza dell’ amicizia riesce a superare ogni ostacolo e l’ aiuto verso il prossimo diventa inevitabile. Amicizie strane, avventure straordinarie, racconti magici e affascinanti vi attendono solo se vi immergerete nel profondo e immenso significato di questo libro. Mi ha aperto gli occhi, mi ha dato una visione diversa di quella che ho del mondo attuale e inoltre, cosa più  importante, mi ha aiutato ad asprezzare ciò che ho in quanto ci sono persone al mondo meno fortunate di noi. Non vi costa niente tentare, questo è il un genere diverso che col tempo  imparerete ad amare!!!

Gaia Martinelli  – II C – 2014

L’adolescenza: i colori dell’anima

bianca_come_il_latte_rossa_come_il_sangue-alessandrio-davenia‘’Ogni cosa è un colore, ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco, il bianco infatti ha confini… il bianco non è neanche un colore . Non è niente , come il silenzio . Un niente senza parole e senza musica… Non so rimanere in silenzio o da solo… Ho bisogno di… manco io so di cosa… ‘’.
Così parla Leo, il protagonista adolescente del romanzo: ‘’ Bianca come il latte rossa come il sangue‘’ di Alessandro D’ Avenia. Come solo un pittore sa fare, l’autore è riuscito a ‘’ dipingere’’ quel particolare momento della vita di ogni uomo che è l‘adolescenza. Quel momento in cui si ha paura della solitudine sia perché significa emarginazione dal gruppo, che è rifugio e dà protezione, calore ed identità, sia perché significa rimanere soli con i propri pensieri, le proprie paure, le proprie incertezze, con il non sapere ancora ‘’chi si è‘’ e ‘’chi si vuole diventare’’ .d'avenia_1
L’ adolescenza, però, è anche il momento in cui si cominciano a provare i primi sentimenti, le prime pulsioni , i primi desideri… ci si innamora .
Il colore rosso entra con tutta la sua veemenza nella vita dell’adolescente; senza chiedere il permesso, senza bussare alla porta, l’amore e la passione irrompono nella sua vita.
Conquistare la ragazza o il ragazzo dei propri sogni diventa “la sfida”, la preda ambita da ottenere.
Come Lucia per don Rodrigo, il ragazzo o la ragazza diventano per l’ adolescente un puntiglio, qualcosa che “deve essere suo”. Inizia, per il nostro “don Rodrigo”, una vera e propria caccia al tesoro: chiamate anonime, corse a perdifiato per arrivare in tempo all’uscita della scuola solo per salutarla… E, per i don Rodrigo più fortunati, il tanto penare conduce all’ambita conquista: Lucia diventa la sua ragazza.
Ma, quasi per incanto, il frequentarla la trasforma pian piano nella ”donna angelica”, nella Beatrice di Dante, la creatura perfetta, la guida, grazie alla quale, un viaggio attraverso le insidie, le difficoltà dell’adolescenza, saranno superate serenamente.d'avenia_2
È forse quando ci apriamo agli altri, quando lasciamo le nostre emozioni libere di venire fuori, di essere vissute… che le paure, le incertezze, il nostro “non sentirci all’altezza” svaniscono?
“Quando cominci a vivere davvero, quando la vita nuota dentro il nostro amore rosso, ogni giorno è l’inizio di una vita nuova” – Alessandro D’Avenia – “Bianca come il latte rossa come il sangue”.
Camilla Quinto

 

Lettori a confronto

La lettura, per noi ragazzi, è il cibo della mente, ci aiuta ad arricchire il lessico e inoltre ci rilassa. I generi letterari più letti sono l’adolescenza, il genere fantastico, l’avventura e il genere poliziesco e comico. Il genere “fantastico” è un genere alquanto bizzarro in cui i personaggi sono frutto della nostra mente. Di solito le vicende si svolgono in luoghi immaginari e sorprendenti. Il genere “d’avventura” è ricco di suspance e di colpi di scena. Spesso è ambientato in luoghi sconosciuti o esotici come isole disabitate, foreste, deserti… Tra i personaggi c’è sempre un protagonista, che è un eroe forte e coraggioso e deve superare numerose prove, e un antagonista che è una persona malvagia e perfida, sempre pronta ad ostacolare il protagonista. Il genere “poliziesco” è un genere anch’esso ricco di suspance e caratterizzato da delitti o furti. Il mistero viene risolto grazie all’intuito dei detective e degli investigatori.
libroSecondo noi, ci sono diversi tipi di lettori come i “divoratori”, i “pigri” e i frequentatori “medi”. I “divoratori” sono quel genere di persone che leggono moltissimi libri e che vanno due volte a settimana in biblioteca. Poi ci sono i soliti pigri che in biblioteca non ci vanno mai, o che ci vanno per leggere la prima pagina del libro. Infine ci sono i frequentatori medi che leggono uno o mezzo libro al mese.
Abbiamo fatto un sondaggio, andando classe per classe, per capire qual è il genere letterario più letto e abbiamo constatato che i generi più letti sono l’avventura e l’adolescenza. Ringraziamo tutti per la disponibilità e la partecipazione.

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Elena Biancolillo, Elisabetta Paola Musci, Rosanna Cialdella, Agata Musci, Jesica Mazzilli

Un viaggio tra le parole: la biblioteca scolastica

DSC07754La lettura è il viaggio di chi non può prendere il treno”. Attraverso la lettura possiamo scoprire un mondo diverso e viaggiare con la fantasia. Nella nostra scuola è stata organizzata una biblioteca scolastica. Funziona da alcuni anni ma, soprattutto quest’anno è molto efficiente. Ogni alunno ha la possibilità di prendere un libro in prestito il mercoledì e il venerdì a quarta ora. La biblioteca è gestita soprattutto dalle professoresse Lobascio e Strippoli  che dirigono la biblioteca con cura e attenzione. Inoltre è stato applicato un nuovo metodo di giudizio che rende più semplice la scelta dei libri di lettura. All’interno di ogni libro viene messo un foglio sul quale i lettori possono esprimere la loro opinione e in base al gradimento, mettere un voto da uno a cinque. In più sul tavolo principale della sala della biblioteca sono esibiti i libri più graditi.DSC07756
All’inizio il sistema della biblioteca era cartaceo, ma, adesso, che è tutto computerizzato, vi sono notevoli vantaggi. Innanzitutto ciò permette di non comprare i fogli per i registri che rappresentano un motivo di spesa per la scuola ormai priva di fondi, in più consente di guadagnare  spazio e di gestire le tutte le informazioni in modo più veloce e razionale. Grazie alla dedizione delle professoresse, molti alunni hanno la possibilità di dedicarsi alla lettura e appassionarsi.La biblioteca scolastica venne istituita negli anni 2008-2009. Infatti, prima non esisteva una vera e propria biblioteca ma tante piccole “bibliotechine” di classe. In ognuna di queste erano presenti circa 30 libri che venivano suddivisi a seconda dell’età dei ragazzi. Ovviamente, nelle classi il sistema della biblioteca era molto più semplice: vi era un registro cartaceo dove ogni alunno segnava il proprio nome, la data in cui veniva preso il libro e la data della restituzione. Ogni anno questi libri venivano sostituiti con altrettanti adatti all’età degli alunni. Questo sistema mutò nel 2008-2009 con il professor Tandoi e la professoressa Lobascio i quali, aiutati dagli alunni e dai collaboratori, spostarono i libri di ogni classe nella, allora, casa del custode, una stanza ormai abbandonata e in quegli anni ristrutturata dai Casillo. E’ stata appunto questa azienda che ha permesso di comprare gli attuali armadi dove vengono riposti i libri. In più i professori catalogarono tutti i libri, allora circa 1200, per genere e ordine alfabetico. Fecero stampare anche delle etichette bianche con il numero del libro. L’anno successivo, quando subentrò alla Santarella, il professor D’Imperio, lui e la professoressa Lobascio, ristamparono le etichette ma questa volta colorate a seconda del genere del libro. E’ proprio grazie a questi professori, ai loro alunni e anche all’azienda Casillo che oggi possiamo disporre di una grande quantità di libri ben ordinati e classificati.

Elena Biancolillo ed Elisabetta Paola Musci