iScuola

Verso il mese di novembre abbiamo dato via ad un progetto meraviglioso, ‘L’orto a scuola’. Ci ha guidati in questa avventura la nostra professoressa di Matematica e Scienze.

Oltre alla nostra classe hanno partecipato anche le classi I A, I E, I F.  Nell’ orto abbiamo piantato il grano, le carote, i ravanelli, le cipolle, i lampascioni, i cavolfiori, le cime di rapa e l’insalata.

Tutte le piante hanno iniziato a maturare, compreso il grano che però verso il mese di maggio è stato quasi divorato dagli uccellini che si sono avventati affamati sulle spighe.  Le due o tre volte al mese in cui siamo usciti dall’aula per osservare la continua crescita delle piantine, spesso “attaccate” da lumache e insetti, ci hanno permesso di distaccarci e disintossicarci dal mondo tecnologico.

Grazie alle interessanti lezioni all’aperto della nostra professoressa e alle nostre continue osservazioni, il progetto ci ha davvero appassionati e ci ha fatto capire quanto sia duro, faticoso ma fondamentale il lavoro del contadino e come sia bello stare all’aria aperta, senza muri, senza telefonini, senza TV e senza computer che ci isolano e ci fanno perdere il contatto con la vera realtà, l’unica, la più autentica.

Fabiola Doda, Francesca Pia Miscioscia, Chiara Rosito, Vittoria Verile, classe I B Scuola Santarella, a.s. 2016/17

QUANDO LO SPOT FA PENSARE

Oggi numerosi problemi affliggono il mondo e rendono difficile la convivenza tra le persone. Secondo noi questi problemi meritano grande attenzione. Ma come sensibilizzare il mondo degli adulti?

Noi della III F abbiamo avuto un’idea: avete mai sentito

parlare di Pubblicità Progresso?

Si tratta di pubblicità che mirano a coinvolgere e a far riflettere su temi di interesse sociale, morale e culturale.

A tal proposito, nell’ambito del programma di Geografia abbiamo portato avanti un compito di realtà che consisteva nel realizzare dei manifesti di Pubblicità Progresso. Sono state scelte tematiche particolarmente significative, suggerite dalla nostra professoressa, quali: la violenza sulle donne, lo sfruttamento minorile, la dipendenza dai social, il razzismo, il cyber bullismo, l’inquinamento, la guerra e la pace.

Il risultato è stato davvero stupefacente. Abbiamo avuto modo di approfondire e riflettere su queste tematiche di grande importanza.

Ognuno di noi, chi in   gruppo chi da solo, ha dato il massimo per realizzare originali manifesti con slogan di effetto. Dopo averli presentati alla classe, li abbiamo affissi alla parete dell’aula come testimonianza di un lavoro per noi significativo.

Andrea Cialdella, Flavia Roselli, Elena Sciscioli, classe III F Scuola Santarella, a.s. 2016/17

UNA LEZIONE… CON GLI OCCHI AL CIELO

 

Spesso noi ragazzi la sera ci mettiamo a guardare il cielo e ci chiediamo cosa ci sia nello spazio, se ci siano pianeti e se lo spazio sia solo una smisurata distesa blu. Tra novembre e dicembre abbiamo potuto avere risposta a qualcuna delle nostre domande. Si è infatti svolto a scuola, per gli alunni di terza, un corso di astronomia tenuto dalsistema-solarel’esperto Edmondo Adduci. Durante questi incontri Edmondo ci ha fatto capire ciò che ci sforziamo di vedere, ma che non riusciamo a cogliere. Ci hanno colpito maggiormente le lezioni sul Sole e la visita al Casale di Pacciano.

Il Sole è una macchina perfetta da cui dipende tutta la vita sulla Terra. L’energia solare è prodotta dal nucleo ed emessa sotto forma di raggi gamma, attraverso zone radioattive o connettive, per arrivare a noi come luce e calore. Inoltre, il Sole ci protegge dall’energia di altre stelle grazie a uno schermo chiamato cliopausa. Il Sole è la stella al centro del nostro Sistema Solare, nato 14 miliardi di anni fa a seguito dell’esplosione del Big Bang. Esso si espande a un ritmo sempre più veloce.

Il giorno 13 dicembre 2016 siamo poi andati con un’altra classe al Casale di Pacciano a Bisc2016-12-13-20-11-31eglie. Lì abbiamo osservato la Luna con il telescopio, impostato in modo da poterla seguire nella sua orbita intorno alla Terra. La luna è l’unico satellite naturale della Terra, da cui dista circa 384.400 km. Durante il suo moto orbitale mostra all’osservatore aspetti diversi (fasi lunari) che dipendono dalla sua inclinazione verso il Sole e la Terra. Le fasi lunari si ripetono in uno stesso intervallo di tempo, detto “mese sinodico”, pari a circa 29 giorni.

È stata una bella esperienza sia per noi ragazzi che per i professori. Non la solita lezione con libro e quaderno, ma un dialogo interattivo, un’opportunità di conoscenza per cui ringraziamo i nostri docenti.

 

Miriana Fusco e Mariapia Lupo, classe 3^A (a.s. 2016/17)

La mia prima certificazione “TRINITY”

DSCN0425Le classi partecipanti al Progetto “Trinity” sono state le quarte  A, B e C di Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo Cifarelli-Santarella. La quarta A ha partecipato per intero, perciò ha costituito un modulo; mentre l’altro gruppo era formato da noi alunni di IV B e da altri di IV C.

L’esperienza del corso di lingua inglese con l’insegnante Kate Gray è stata bellissima. La pronuncia di una persona madrelingua ci ha dato la  percezione di come possa essere “vivere a Londra” ed a noi  è sembrato di “conversare” ogni martedì in una diversa città inglese. Infatti tutte le attività sono state prevalentemente orali; conversavamo in inglese tra noi, ponendo domande e rispondendo come se fossimo bambini inglesi. Abbiamo utilizzato vocaboli riguardanti gli oggetti e gli arredi scolastici, l’abbigliamento, le parti del corpo, gli animali, ecc. e strutture linguistiche utili alla conversazione.DSCN0439

Alla fine del corso avevamo tutti un po’ timore degli esami, ma ‘per fortuna’, ed anche per merito, tutti abbiamo superato gli esami e molti di noi hanno anche ottenuto una “A”, che è la votazione massima.

Conserveremo il nostro diploma, ricevuto con grande orgoglio, ed anche un bellissimo ricordo di questa meravigliosa esperienza.

We’re very happy. Thank you teachers Kate Gray, Angela Berardi and Valeria Fino.

Gli alunni della IV B del “Cifarelli”:

Giorgia Grosso

Giada Nazzaro

Maria Lucrezia Pellecchia

Luigi Rainone

Daniela Spaccavento

 

 

ENGLISH  STORYTELLING

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Sabato, 7 maggio abbiamo potuto ascoltare una storia in lingua inglese e vivere una giornata scolastica ‘speciale’ organizzata dalla maestra Angela Berardi.

I nostri attori del “Theatrino” erano tre giovanissimi madrelingua, arrivati direttamente dall’Inghilterra e dalla Danimarca. Essi infatti non capivano l’italiano.

Noi di quinta del plesso “Cifarelli” abbiamo partecipato al racconto di “Excalibur” e di re “Arthur”, mentre i nostri compagni di quarta hanno ascoltato “Robin Hood”.

È stato molto divertente perché non abbiamo solo ascoltato: noi abbiamo interpretato i personaggi della storia e recitato le diverse scene illustrate su alcuni cartelli; abbiamo cantato e ballato.

Tutto il racconto è stato coinvolgente ed entusiasmante. Nel corso del workshop successivo abbiamo svolto giochi in lingua inglese ed a noi è sembrato di essere in un quiz televisivo.

È stata un’esperienza indimenticabile in cui abbiamo imparato molte cose divertendoci e giocando.

Grazie di questa giornata meravigliosa!!!

Gli alunni della V C del “Cifarelli”

Giandomenico Avella

Emanuele Falco

 

 

 

IL FORMAGGIO A SCUOLA

Il 14 marzo la classe 2^B dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli-Santarella” si è recata nel laboratorio scientifico, accompagnati dalla professoressa di formaggio 1Matematica e Scienze. Lì abbiamo fatto il formaggio di pecora e della ricotta. Il tutto è stato fatto per valorizzare le antiche tradizioni del nostro Paese, tra le quali la pastorizia, una delle forme più antiche di allevamento degli animali. Il lavoro è stato realizzato e portato a termine in quattro ore utilizzando lformaggio 2atte di pecora, latte di mucca e caglio. Oltre al formaggio e alla ricotta, abbiamo sperimentato la produzione della mozzarella, che tuttavia non è stata ultimata, e dello yogurt utilizzando i fermenti lattici. A questo yogurt, lasciato a riposo per un paio di giorni, abbiamo aggiunto dei pezzi di frutta e dello zucchero per dolcificarlo. Il risultato del nostro lavoro è stato gustato in classe ed è stato, inutile dirlo, molto apprezzato da tutti!yogert 1

Giulia Marcone e Giuseppina Tarantini, classe 2^ B “Santarella”, a.s. 2015/16

 

 

IL JIGSAW

Mercoledì 20 geindexnnaio 2016, eravamo tutti eccitati per il progetto del JIGSAW, a noi sconosciuto. Appena entrata la professoressa Strippoli, dopo il suono della campanella, io ero molto ansiosa e curiosa per la formazione dei gruppi secondo un test di compatibilità da noi svolto in classe: speravo di stare con le mie amiche perché con loro vado molto d’accordo. Giunta l’ora del verdetto, tutti eravamo con orecchie tese e  penne pronte per scrivere i vari gruppi, quando la professoressa ha annunciato: “Tandoi Chiara, Labianca Roberta, Manfredi Monika, Marchese Simona e Musto Federica sono il quarto gruppo.” Io sono stata felicissima perché sapevo che con loro potevo andare d’accordo, collaborare e quindi lavorare bene. Una volta formati tutti i gruppi, ci siamo recati nel laboratorio di scienze, dove abbiamo stabilito delle regole e dei tempi da rispettare (avevamo tre ore). Dopo una lunga e complessa decisione io e le mie amiche abbiamo chiamato il nostro gruppo ‘’SUPERSTAR’’ ed io sono stata eletta rappresentante. Successivamente il nostro gruppo ha stabilito come argomento ‘’IL FEUDALESIMO’’; alla fine, scegliendo le varie parti, ci siamo divise e ci siamo recate nei gruppi esperti, dove un membro per ogni gruppo si riuniva per studiare, esporre e approfondire la propria parte. Io mi sono dovuta dividere in due gruppi esperti, uno di “quelli che pregano” e l’altro di  “quelli che combattono”. Dopo un ottimo studio nei gruppi esperti, sono ritornata con le mie compagne nel gruppo casa ed ho esposto quello che avevo studiato. Nello stesso modo hanno proceduto le mie amiche esponendomi la lezione da loro studiata. In questo lavoro ho scoperto che tutti hanno svolto nel migliore dei modi il loro lavoro e questo ha permesso ad ognuno di noi di arricchirsi a vicenda. Dopo aver terminato l’esposizione ed  aver memorizzato le parti studiate, la professoressa ci ha dato una verifica e per noi farla è stato abbastanza semplice visto che eravamo state attente ed avevamo svolto bene tutte le fasi di lavoro. Per me questa nuova esperienza è stata bellissima perché ci ha insegnato a collaborare tra di noi e la rifarei volentieri.

Chiara Tandoi  (I C – “Santarella” – a.s. 2015/16)

 

Testo narrativo realistico in terza persona

L’APPASSIONANTE TEATRO DELLE OMBRE

DSCN3915Ogni venerdì la IV A della scuola ” Cifarelli ” si è avviata, da ottobre a dicembre 2015, verso via Leonello per partecipare al teatro delle ombre condotto da Gianni Todisco.
La IV A ha partecipato dall’anno scorso a questo progetto e quest’anno lo ha proseguito perchè ne sono rimasti entusiasti: hanno partecipato con la maestra Rosaria, e con la maestra Viviana, anche se non lavora più da loro !
Il venerdì sono rimasti a mangiare a scuola perché il teatro delle ombre cominciava alle 14.00. Naturalmente per i bambini questa è una cosa che li ha fatti esultare di gioia, anche perché hanno rivisto Gianni Todisco, un maestro per loro molto caro.
Per poter fare questo corso bisogna procurarsi un grande telo bianco, un faro e bisogna utilizzare il proprio corpo. Quest’anno oltre a “recitare” dietro al telo, ovviamente senza parlare, alcuni di loro hanno recitato anche fuori dal telo. È stata una cosa emozionante!
Durante i primi incontri l’esperto con i bambini ha fatto dei giochetti per ricordare come valorizzare la loro ombra e dopo ha raccontato una favola su un bambino chiamato Silente, che non poteva parlare, guardare, pensare ecc.
Il maestro Gianni ha spiegato loro quale sarebbe stato il tema di quest’anno: ”I diritti dei bambini ”. Ha detto che tutti hanno diritti e doveri, ma ci sono uomini, e in particolare bambini, che sono privati dei diritti fondamentali. Naturalmente ha fatto notare quanto i bambini della IV A siano fortunati!
Per loro questa attività extrascolastica ha significato davvero tanto, ha permesso loro di maturare dentro e fuori. Solo in un secondo momento, in base alla gestualità espressa e alle caratteristiche fisiche di ognuno, sono stati assegnati gli incarichi che sono stati mantenuti fino alla rappresentazione finale. Per ognuno ci sono stati tre ruoli da interpretare.
Tutti loro sono stati molto coinvolti da questo laboratorio. Il risultato finale, secondo alunni genitori e secondo le maestre è stato eccellente!
La loro speranza e la loro promessa è di fare sempre meglio!

Michela De Robertis, classe IV A “Cifarelli”, a.s.2015/2016

Esperienza sensoriale, escludendo la vista: in classe con il Sig. D’Onofrio

Oggi 14 gennaio 2016, è venuto in classe un amico della maestra Rosaria, il Sig. Luigi D’Onofrio.DSCN3946 - Copia - Copia
Chi è? E perché il Sig. D’Onofrio è venuto a trovarci?
Il Sig. D’Onofrio è un non vedente ed è presidente dell’Associazione non vedenti di Corato. È venuto con Marilisa una sua amica accompagnatrice.
La sua visita ha avuto come obiettivo quello di farci conoscere l’importanza della vista che per tutti noi è il senso principDSCN3957e, ma anche scoprire la possibilità di utilizzare più completamente gli altri sensi di cui siamo dotati come l’udito, l’olfatto, il tatto.
La mancanza della vista ha purtroppo degli svantaggi, ma si verifica che, nei non vedenti, gli altri sensi sopperiscono a questa assenza e si sostituiscono alla vista stessa. Succede così che i ciechi diventano molto abili a riconoscere il mondo che ci circonda e ad orientarsi.
Per dimostrarci ciò il Sig. D’Onofrio ha fatto un esperimento molto semplice con un mio amico di DSCN3970classe, Antonio.
Antonio dopo esser stato bendato, è stato invitato a riconoscere vari oggetti di diverso materiale posti sul banco. Ho notato che con la benda sugli occhi per Antonio è diventato un po’ più complicato riconoscerli e, grazie al tatto e all’udito, ha saputo riconoscere una penna a scatto. Naturalmente se Antonio non avesse avuto la benda sugli occhi l’avrebbe riconosciuta subito. Da questo esperimento e da quello fatto con un altro amico ho capito che la vita quotidiana dei non vedenti è veramente difficile, ma non impossibile, come ha ribadito il sig. Luigi.
Per scrivere e leggere usano un sistema di scrittura e lettura a rilievo che si chiama “Braille”, dal nome del suo inventore francese e, grazie ad un telaio apri e chiudi e ad un punteruolo, è riuscito a scrivere tutti i nomi dei bimbi della mia classe. Oggi grazie alla tecnologia e con l’utilizzo di diversi dispositivi elettronici i non vedenti svolgono una vita normale, perché possono lavorare , studiare, leggere e non essere isolati.DSCN3973
È stata un’esperienza interessante, ho capito che io sono un bambino fortunato e che il dono della vista è importante e bisogna che ognuno di noi faccia molta attenzione nella vita quotidiana a non sprecarlo con stupidi giochi pericolosi.

Gigi De Tellis, classe IV A “Cifarelli”, a.s.2015/2016

LA VISTA NON MI SERVE

La maestra ci ha avvisato che veniva da noi un signore non vedente, il signor D’ Onofrio….ora vi racconto…

Arriva domani! La maestra, prima che venisse il Sig. D’Onofrio, ci ha spiegato alcune cose sulla vista.
Dopo un pò qualcuno bussa. Eccolo! A prima vista mi sembrava un uomo con un equilibrio instabile e per prima cosa ci ha fatto fare dei giocchetti per orientarci. È stato davvero speciale e misterioso!
Sapendo che era cieco, pensavamo che non sapesse né lDSCN3961eggere né scrivere. Invece no!
Sapeva sia leggere che scrivere grazie al Braille, un’antica scrittura per i ciechi. (La troviamo spesso sui medicinali).
Ci ha detto che la vista può essere scartata, utilizzando al meglio gli altri sensi.
Il gioco era di non usare la vista ma le informazioni che gli altri sensi potevano fornire.DSCN3979 - Copia
Ci ha fatto anche un regalino: il nostro nome scritto in braille, dopo averci fatto visionare dei libri in braille.
Ho provato una grande gioia ma anche un pò di dispiacere perchè non ho partecipato al gioco, comunque la mia meraviglia è stata enorme, perché fino a quel momento pensavo che la vista servisse più di tutti i sensi!
È stato interessante perchè ci ha fatto riflettere su tanti aspetti che noi diamo per scontato.
Ci ha fatto una proposta, un libro che ci insegna il braille ed io ho seguito il suo consiglio! La sua testimonianza è stata chiarificatrice, ma anche rasserenante.
Bella esperienza!!!

Maria Barile, classe IV A, “Cifarelli”, a.s. 2015/16

 

PROCESSO AL LIBRO

Imputato

Imputato

Quando si finisce di leggere un libro spesso capita di discutere di esso con le persone che si hanno intorno, se ci è piaciuto il libro lo si consiglia a qualcuno altrimenti lo sconsigliamo. A volte invece capita di scontrarsi con pareri discordi e si scatena una discussione, proprio come un processo.

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Pubblico Ministero

Ebbene, la classe 3^C è riuscita a dare vita ad una sorta di tribunale di classe in cui tutti sono stati coinvolti, con veri e propri avvocati, testimoni e giurati.
L’imputato era il libro ‘’I pesci devono nuotare’’ di Paolo Di Stefano, accusato di non meritare la lettura.

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Avvocati della Difesa

Il pubblico ministero era formato da Enrico Musci e Vito Rainone, mentre Anna Bovio e Giordana De Nicolo costituivano la difesa. Immancabile il giudice, ovvero la sottoscritta Sylvia Irene De Palma, affiancata dai giurati Eliana Leone, Maria Claudia Di Tommaso, Alessandro De Benedittis e AldoPio Baccaro.
‘’SILENZIO IN AULA! L’udienza è aperta’’, così è cominciata la prima di numerose udienze nella classe 3^C, o meglio, tribunale 3^C. Numerosi i testimoni dell’accusa e della difesa che hanno esposto le loro argomentazioni pro e contro.

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Giudice e Testimone

Come una sorta di ‘’ospite speciale’’ è stato invitato ad assistere a questo processo, Bovio Vincenzo, il padre di Bovio Anna, di fatto un vero avvocato.
Alla fine i giurati hanno dichiarato colpevole il libro.
Questa esperienza è stata entusiasmante, divertente e istruttiva. In quanto, con notevole impegno, ciascuno di noi è riuscito ad aprirsi, esprimere le proprie opinioni riguardo la lettura in un modo meno noioso della tipica recensione, aggiungendo anche un pizzico di teatralità.

 

De Palma Sylvia Irene – 3^C, anno scolastico 2015-2016

DAVVERO UN BEL PROGETTO!

Sin dall’inizio dell’anno la nostra professoressa di lettere ci aveva informato su un misterioso progetto che avremmo iniziato quest’anno, il “Mischiacarte”. Tutti noi eravamo esaltati all’idea! Il primo giorno di scuola, infatti, la professoressa ci assegnò come compito quello di realizzare una scheda di analisi sul nostro libro preferito, letto durante le vacanze estive. DSC09249DSC09248La scheda era composta di sette elementi: titolo, autore, protagonista, personaggi secondari, luogo, tempo e azione principale. Successivamente, attraverso un testo regolativo, abbiamo suddiviso il lungo lavoro in quattro fasi. Nella prima dovevamo ottenere otto carte su cui rappresentare un’immagine del protagonista, di un personaggio secondario, un antagonista, il luogo, il tempo, la situazione iniziale, l’azione principale e la conclusione del libro scelto. DSC09252Sul retro di ogni scheda abbiamo, invece, descritto il ruolo della carta. La seconda fase, che ha richiesto molto impegno e molto tempo, comprendeva la lettura e l’analisi di alcuni testi antologici. La terza fase, che è stata la più divertente, prevedeva il gioco in classe con le otto carte e la realizzazione di un testo che appartenesse ad uno dei generi letterari studiati. La quarta fase richiedeva la creazione di DSC09255uno o più libri sulle storie create. Dopo aver concluso le prime due fasi, in cui abbiamo volato con la fantasia o vissuto strane avventure soprattutto con la lettura dei testi antologici, verso la fine di novembre, ci siamo dedicati alla terza fase.DSC09247 La professoressa ha mischiato tutte le carte e poi ce ne ha distribuite otto a testa. Abbiamo dovuto DSC09245scambiarcele seguendo delle regole precise e chi riusciva ad ottenere tutte le otto carte, diventava uno dei nove capogruppo. Quando alla fine abbiamo avuto i nostri caposquadra abbiamo formato i vari gruppi. Il mio gruppo era composto da Maria Claudia Di Tommaso e DSC09244da Anna Bovio e devo dire che mi sono trovata molto bene! Subito dopo abbiamo iniziato a comporre la nostra storia. Il primo passo è stato quello di realizzare la scheda di analisi e di ricopiare le carte sul quaderno. È stato complicato integrare le varie carte perché appartenevano tutte a storie differenti e anche perché la protagonista DSC09257della storia era una lumaca. Strano, vero? Ma comunque ci siamo adattate e abbiamo collaborato, aiutandoci a vicenda per poter comporre la storia anche se all’inizio è stato difficile! Infatti,DSC09251 la storia ha richiesto molto impegno e soprattutto… molta originalità! Dopo averla terminata siamo passate alla realizzazione del libro. Abbiamo creato la copertina con il cartoncino e al centro un’immagine delle due protagoniste. Naturalmente non poteva mancare il titolo: “L’ amicizia è più forte di ogni cosa”. All’interno abbiamo aggiunto tutti gli elementi che compongono un vero e proprio libro e le nostre indimenticabili carte.DSC09260 Poi siamo passate alla ricopiatura del testo, alternando le nostre scritture e suddividendo la storia in quattro capitoli. Inoltre abbiamo decorato le pagine con disegni che abbiamo preferito non colorare perché la maggior parte dei libri è in bianco e nero. Per fortuna la fatica DSC09256è stata ricompensata! Avevamo finito il progetto! Sicuramente proporrei questo lavoro ad altri perché ci ha permesso di lavorare in gruppo accontentando un po’ tutte le nostre idee. Inoltre il progetto ha fatto emergere i nostri disagi e le nostre difficoltà nel lavorare con altre persone così da poterci migliorare! Quando ormai avevamo finito tutti il libro, abbiamo anche potuto ammirare gli altri lavori. Davvero un bel progetto!

Gaia Martinelli (classe II C – a.s. 2014/15)

GERUSALEMME, UNA “CITTA’ SANTA” CONTESA 

foto dei gruppi

La mia professoressa è geniale e lo si vede sempre! Tra i numerosi progetti proposti durante quest’ anno, quello che mi è piaciuto di più è il laboratorio di Gerusalemme che ci ha permesso di conoscere e approfondire la storia di questa città. Sapevate che Gerusalemme è santa per le tre più grandi religioni monoteiste, l’ Islam, il cristianesimo e l’ ebraismo? Prima di questa esperienza non lo sapevo neanche io!gerusalemme
 Per partecipare al laboratorio ci siamo divisi in gruppi ai quali è stato consegnato un documento differente da approfondire. Il lavoro si è svolto in sette fasi; alcune sono state svolte in classe, altre a casa dove abbiamo effettuato delle ricerche e riflessioni. Durante il progetto ogni gruppo esponeva le proprie conoscenze permettendo agli altri di scoprire aspetti nuovi. Alla fine abbiamo realizzato cartelloni ed opuscoli che riassumevano il progetto.
 Queste ricerche mi hanno fatto capire l’ origine dei conflitti che purtroppo, ancora oggi, distruggono la città “santa”, anche se il suo nome  “shalom” significa pace. La città custodisce testimonianze importanti di tutte e tre le religioni; il Santo Sepolcro, luogo in cui è stata ritrovata la tomba di Gesù, è l’ emblema del cristianesimo,santo sepolcro il Muro del Pianto o Kotel, ultimo resto del tempio di Salomone dove i fedeli si recano per pregare, è il simbolo dell’ ebraismo, la Cupola della Roccia o Moschea di Omar, luogo in cui è avvenuta l’ ascesa al cielo di Maometto, è dedicato ai musulmani. Un’ altra cosa importante che ho capito è che la DIASPORA ha origini molto antiche e inizia proprio in questo posto; si tratta, infatti dell’ espulsione degli ebrei da parte dei romani.
 Questo progetto non ci ha arricchito solo dal punto di vista culturale ma ha permesso di rafforzare i nostri legami favorendo la collaborazione!
Emozionante è stato rivedere in televisione proprio questi giorni  ciò che avevamo studiato sui libri. Papa Francesco, infatti, dal 24 al 26 maggio è stato in Terra Santa per commemorare papa 1l’unità espressa da Papa Paolo VI e il patriarca di Costantinopoli  50 anni fa. Motto di questo viaggio è stato ” PERCHE’ SIANO UNA COSA SOLA” proprio come Gesù ricorda nell’ultima cena. Le tappe del viaggio sono state tre: Betlemme, Gerusalemme e Amman che rappresentano i luoghi principali della vita di Gesù.
Papa Francesco ha tenuto in tutto tredici discorsi e in uno, in particolare, ricorda a tutti l’importanza di questa terra che custodisce i Luoghi Santi delle tre religioni, luoghi che non devono essere solo musei e monumenti per turisti ma luoghi in cui le comunità vivono la loro fede in pace e armonia.
Gaia Martinelli (classe I C – a.s. 2013/14))

VIAGGIO D’ISTRUZIONE A VENOSA E MELFI

FOTO

Quest’anno la gita scolastica d’istruzione prevedeva la visita delle città di Venosa e Melfi.

Venosa

Melfi

Lo scopo della gita era quello di imparare divertendosi e l’obiettivo era quello di conoscere la ricca storia del territorio di Venosa e Melfi nel periodo medievale. La gita si inserisce perfettamente nel programma di storia che stiamo trattando quest’anno, per l’appunto il Medioevo. Come attività preparatoria specifica abbiamo svolto una ricerca su Federico II di Svevia che aveva uno dei suoi castelli a Melfi, in cui elaborò ed emanò le Costituzioni Melfitane. La gita scolastica si è svolta il 30 Aprile e abbiamo partecipato noi, alunni della IC insieme a quelli della ID e siamo stati accompagnati dalle professoresse Strippoli di Italiano e D’Imperio di Matematica. Le altre classi seconde vi si sono recate in altri giorni. Arrivati a Venosa abbiamo preso parte al gioco didattico “Venosa:la città in gioco” a cura della Cooperativa Sociale “Il Cerchio Magico”. Siamo stati divisi in squadre e ad ogni gruppo è stato fornita una mappa per orientarci autonomamente nel centro storico di Venosa e scoprirne i principali elementi architettonici che lo caratterizzano. Questo gioco è stato molto divertente e oltre a farci conoscere gli angoli più suggestivi del centro storico ci ha permesso di ricostruire la storia di Venosa.

Dopo abbiamo visitato il Complesso della SS. Trinità che si compone di una chiesa antica il cui nucleo originario è costituito da una basilica paleocristiana come testimoniano i resti di un pavimento a mosaico. La chiesa antica, costruita dai benedettini in epoca precedente a quella normanna, contiene la tomba di Roberto il Guiscardo, di sua moglie Aberada di Buonalbergo e dei suoi fratelli Drogone, Umfredo e Guglielmo “Braccio di Ferro”. In questo complesso è compresa la chiesa Incompiuta, la cui costruzione fu iniziata dai benedettini intorno al 1100, ma non fu mai completata, perché papa BonifacioVIII soppresse il loro convento a Venosa e quindi i monaci dovettero lasciare la città. Questo luogo ricco di storia mi ha affascinato perché si respira un’atmosfera di altri tempi.
Ho provato la stessa sensazione visitando i luoghi storici di Melfi, la seconda città che abbiamo visitato. La cattedrale di Melfi fu costruita nel 1076 per volere di Roberto il Guiscardo e nel tempo ha subito diversi interventi di ricostruzione, per cui lo stile è un miscuglio di romanico, gotico e barocco. Il campanile si sviluppa su tre piani ed è in stile romanico normanno. All’interno della cattedrale si possono ammirare il soffitto a cassettoni, l’organo, il pulpito e la statua di S. Alessandro martire patrono di Melfi. Poi abbiamo visitato il maestoso castello situato su una collina. Fu fatto costruire nel 1043 dal normanno Guglielmo “Braccio di Ferro” e fu anche la dimora dell’imperatore Federico II di Svevia. Qui Federico II elaborò ed emanò le Costituzioni Melfitane nel 1231; si trattava della prima raccolta di leggi del Medioevo sia in campo civile che penale. Il castello presenta ancora la cinta muraria, le torri, il cortile, diverse sale e anche un museo archeologico. Nel museo si trovano reperti raccolti in varie tombe ritrovate nella zona di Melfi e risalenti dall’VIII al III sec. A.C. DSC07687Il reperto più importante è il Sarcofago di Rapolla realizzato in marmo. Il sarcofago, ritrovato nella seconda metà del 1800 da un contadino nelle campagne di Rapolla, è decorato sui lati e sul coperchio è scolpita l’immagine della defunta. In questo antico castello sembra che il tempo si sia fermato. E’ stato bello visitarlo e aver avuto la possibilità di “ toccare con mano “ gli oggetti e camminare negli stessi luoghi dei personaggi che hanno fatto la nostra storia. Per me questo viaggio di istruzione è servito ad approfondire la mia conoscenza di storia nel Medioevo in un modo sorprendentemente coinvolgente e divertente al tempo stesso. Il mio giudizio è sicuramente positivo perché questo viaggio di istruzione ha raggiunto gli scopi e gli obiettivi che si era prefissato.
Giuseppe Tedone (classe I C – a.s. 2013/14)

IL TRENO DELLE STAGIONI

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Il cartellone “Il treno delle stagioni” rientra nelle attività svolte nel Laboratorio artistico della Scuola Luigi Santarella a favore dell’alunno disabile frequentante la classe I D, affiancato da due compagni normodotati in qualità di tutor; sotto la coordinazione della docente di Sostegno Prof.ssa Sansonna Rosa.
Gli obiettivi del seguente lavoro sono stati sviluppare la percezione visiva, cogliendo le differenze tra le varie stagioni e la motricità fine.
Le strategie utilizzate per realizzare il cartellone sono state la manipolazione di materiale non strutturato quale carta crespa, plastilina, pasta di sale, ovatta, l’uso degli acquerelli; il collage.
Inoltre, lo stesso Laboratorio è concepito come luogo di benessere per gli utenti (si lavora ascoltando anche musica in sottofondo) e momento per sviluppare relazioni sociali e cooperazione durante il lavoro.
Infine, si è inteso sfruttare lo spazio del Laboratorio per sviluppare alcune regole di pulizia dell’ambiente di lavoro e il rispetto per tutto ciò che all’interno dello spazio viene realizzato.
Tutti i partecipanti hanno aderito con interesse alla realizzazione del lavoro svolto, acquisendo in modo graduale alcune tecniche e sviluppando la capacità di autocontrollo, di comunicazione interpersonale e di aiuto reciproco.

 A TU PER TU CON LA PRESIDE

Il giorno 12 marzo 2014, due giornaliste del nostro “S@ntarellino” si sono recate in presidenza, dove le attendeva Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Danila Tempesta, incaricata di questo ruolo da cinque anni. Prima di questa mansione lei ha insegnato come docente di lettere presso una Scuola Secondaria di Molfetta e ha anche lavorato, come organizzatrice di eventi, nell’elegantissima sala ricevimenti “Villa Lamparelli” di proprietà di famiglia.
C’è stata una lunga conversazione durante la quale la Dirigente Scolastica ha dato alcuni consigli creativi e interessanti sui temi da trattare nel blog “Il S@ntarellino”.
In cosa consiste il suo lavoro di Dirigente Scolastico?
“Il mio lavoro consiste nell’organizzare tutta l’attività scolastica, gestire le risorse finanziarie e umane e controllare che vengano rispettate leggi e regolamenti da parte dei docenti e degli alunni.”
Come mai quest‘anno è ritornata l‘idea del “Il Santarellino”?
“L’iniziativa di riproporre il giornalino è stata un’idea, secondo me molto valida, di alcuni docenti. Mi auguro che l’esperienza possa essere riproposta nei prossimi anni.”
Secondo lei, quali sarebbero gli argomenti più opportuni da trattare in un giornalino scolastico come il nostro?
“A mio parere, sarebbe opportuno che nel giornalino fossero evidenti le problematiche giovanili come il bullismo, l’uso improprio dei cellulari e delle nuove tecnologie, articoli sulle tematiche dell’amicizia e degli interscambi fra ragazzi di diversa nazionalità. Infatti, tali argomenti possono essere opportunità di crescita per voi e per i vostri coetanei così come può esserlo il giornalino. All’interno del giornalino sarebbe auspicabile anche trattare lo sport, in più possono essere anche progettati dei forum.”
Che cosa dovrebbe essere “Il S@ntarellino”?
“Per me il giornalino è un valido strumento con il quale si può crescere e confrontarsi, è un modo per conoscere meglio la scuola e gli alunni. Inoltre, leggere è la mia passione, per questo per me “Il S@ntarellino” è un modo per invitare gli alunni a leggere e a scrivere sempre più.”
Qual è l‘argomento che l’appassiona di più leggendo un giornale?
“Gli argomenti che più mi appassionano leggendo un giornale sono la letteratura e la politica.”
Cosa le piace di più quando entra a scuola?
“La cosa più importante e più bella per me è che gli alunni mi salutino, infatti credo che l’educazione sia fondamentale nella formazione delle nuove generazioni.”

Mastrogiacomo Daniela e Ventura Sara (classe I C – a.s. 2013/14)

 

Ciò che impariamo, lo dimostriamo!
“Il sapere e il saper fare”

GERMINABILITÀ

GERMINABILITÀ DEI SEMI

Noi alunni di prima media della Scuola Secondaria “Luigi Santarella” di Corato, sotto la direzione del docente di Tecnologia Prof. Enzo Leo, abbiamo svolto, nel corso del corrente anno scolastico, vari ed interessanti esperimenti che ci hanno consentito di mettere in pratica ciò che, con professionalità e chiarezza espositiva, il prof .Leo ci ha insegnato.
Uno degli esperimenti più interessanti e affascinanti è stato quello relativo alla “GERMINABILITÀ DEI SEMI”, di cui di seguito illustriamo le varie fasi:
• I materiali di cui abbiamo usufruito per l’esperimento in classe della germinazione dei semi sono:
– Vaschette in plastica trasparente;
– Cotone idrofilo;
– Semi di ceci;
– Mangime per volatili.
1° FASE
Abbiamo proceduto con la preparazione della vaschette, posizionando, dapprima, cotone idrofilo sul fondo;
poi abbiamo posizionato sul cotone idrofilo i semi di ceci in una vaschetta, e nell’altra il mangime;
infine abbiamo ricoperto il tutto con il cotone idrofilo ed abbiamo versato dell’acqua nelle vaschette per mantenere i semi umidi.
2° FASE:
– Esperimento dei semi sotto la luce del sole.
Successivamente abbiamo posizionato alcune delle vaschette sull’armadio della nostra aula.
Trascorsi dei giorni, abbiamo potuto osservare l’inizio della germinazione dei semi.
Dopo qualche giorno, i semi germogliavano e le piantine crescevano; continuavano a crescere fino alla fase finale, in cui si presentavano con fusti e foglie particolarmente verdi.
– Esperimento dei semi al buio.
Contemporaneamente abbiamo posizionato le rimanenti vaschette all’interno dell’armadio presente nella nostra aula, ben chiuso, in modo che non potesse giungervi luce.
Dopo alcuni giorni abbiamo notato che anche i semi delle vaschette posizionate al buio sono germogliati, ma in maniera differente, con fusticini sottili e allungati e foglioline giallastre.
Giunti alla fase finale dell’esperimento, dopo un’attenta osservazione dei risultati ottenuti, abbiamo potuta trarre le seguenti conclusioni:
• Le piantine nate e cresciute alla luce sin dalla fase iniziale dell’esperimento, si sono sviluppate con fusticini resistenti e co foglie verdi grazie al fenomeno della fotosintesi clorofilliana.
• Le piantine, invece, nate e cresciute al buio sin dall’inizio dell’esperimento, si sono sviluppate con fusti esili, bianchi e poco resistenti, nonché con fusticini e foglioline giallastre a causa del fenomeno dell’eziolatura.
• Quindi abbiamo potuto concludere che per la crescita delle piante ha un ruolo decisivo non solo l’acqua (che tramite il fenomeno dell’osmosi) di cui le stesse hanno bisogno, ma anche della luce.
Grazie agli esperimenti che il Prof. Leo ci ha dato la possibilità di effettuare, il nostro “sapere” si è trasformato in “saper fare”
La realizzazione di questo articolo è stata preceduta da un’attenta e scrupolosa valutazione degli elaborati di tutti gli alunni da parte di una Commissione, la quale ha dovuto molto faticare nello scegliere l’elaborato da cui trarre le illustrazioni utilizzate.
Si ringraziano:
– Il Presidente di Commissione che si è dimostrata degna dell’incarico ricevuto;
– La Commissione di valutazione, costituita da giurati responsabili e coscienziosi;
– La disegnatrice dei bellissimi elaborati prescelti;
– Le redattrici di questo articolo.
Un grazie particolare al nostro docente di Tecnologia Prof. Enzo Leo per la sua disponibilità e professionalità.

A cura di La Serra Renata e Fiore Fabiola (classe I E – a.s. 2013/14)

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5 pensieri su “iScuola

  1. Molto interessante il progetto su Gerusalemme. Deve essere stato bello ascoltare e cercare info su Gerusalemme e acquisire nuove conoscenzenze sulla città santa.

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  2. È molto bello l’argomento che avete trattato nell’articolo ”QUANDO LO SPOT FA PENSARE” perchè tratta qualcosa di molto vicino alla nostra realtà.

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