“VORREI UNA LEGGE CHE……”

L’idea del progetto “Vorrei una legge che…”  ci è stato proposto della nostra insegnante e noi siamo stati molto entusiasti di partecipare, perché ci aveva fatto capire la sua importanza.

Tutto è iniziato intorno a dicembre, quando abbiamo iniziato a pensare a cosa sarebbe stato più bello proporre. I nostri pensieri convergevano sulla necessità di spazi verdi,  innanzitutto per noi bambini.

E così, abbiamo chiamato la nostra proposta di legge “Per ogni bambino che nasce un albero cresce”.

Vorremmo più’ spazi per correre, andare in bici e passeggiare.

Per approfondire la maestra ci ha illustrato gli obiettivi dell’Agenda 2030 tra cui il numero 15 che parla della vita sulla terra; per cui abbiamo pensato che gli enti locali si potrebbero impegnare a cercare aree da rimboschire piantando un albero alla nascita di ogni bambino, facendo in modo che nello stesso tempo il bambino crescendo se ne prenda cura.

“Ogni ramo fiorito sarà l’inizio di un nuovo cammino gioito”, recita la nostra poesia.

Noi bambini della classe V C del “Cifarelli”, un po’ in presenza e un po’ a distanza, speriamo di poter tornare a sorridere alla vita e ad abbracciarci di nuovo tutti insieme.

Pochi giorni fa ci è stato comunicato dalla maestra con grande gioia che abbiamo vinto questo concorso.

È stata una bellissima esperienza e una grande soddisfazione quando nella giornata di oggi 4 giugno siamo stati anche premiati.

https://www.senatoragazzi.it/iniziative/progetto/165/

A tutto questo poi si è aggiunto un altro lavoro inerente  alla “Giornata mondiale della terra”. Una giornata nata nel lontano 22 aprile 1970, voluta dal senatore degli Stati Uniti  Nelson.

La giornata mondiale della terra è una manifestazione internazionale per la sostenibilità ambientale e per la salvaguardia del nostro pianeta.

Questa istituzione si deve  a John Mcconnel,   il quale credeva  che gli esseri umani avessero l’obbligo di salvaguardare la terra e condividere le risorse in maniera unica e per questo nell’ottobre del 1969, durante una conferenza, propose una giornata internazionale per celebrare la vita e la bellezza della terra e promuovere la pace.

Per tutto questo nostro lavoro così ricco di esperienza siamo grati alla maestra per averci insegnato tutto questo nonostante fossimo solo bambini di 5 elementare.

Sofia, classe V C, “Cifarelli”, a.s. 2020/21

“PER OGNI BAMBINO CHE NASCE UN ALBERO CRESCE”

Quest’anno, in Educazione Civica abbiamo trattato anche argomenti che riguardano l’ambiente e i documenti che ci aiutano a comprendere meglio come salvaguardare il pianeta su cui abitiamo. L’AGENDA 2030 è un documento sottoscritto nel 2015 da tutti i Paesi che sono sotto la bandiera delle Nazioni Unite, elenca in 17 obiettivi una serie di impegni ed eco-regole che sarebbe importante seguire. Sarebbe una promessa e una sfida che il mondo fa a se stesso, quindi diventa un punto di riferimento per i governi, per le aziende, per le istituzioni e per le scuole. L’AGENDA 2030 con i suoi 17 obiettivi auspica uno sviluppo sostenibile, ciò significa che bisogna intraprendere quelle azioni affinché le generazioni future non ricevano in eredità una terra più povera e più avara di risorse.

Per la prima volta, vengono messe in evidenza le relazioni che esistono tra la difesa dell’ambiente, la lotta alle disuguaglianze, la pace, la giustizia e l’educazione. Lo sviluppo quindi, non è solo economico e ambientale ma anche sociale e culturale.

Soffermandoci soprattutto su due obiettivi: il 13 secondo il quale bisogna promuovere azioni a tutti i livelli per combattere e migliorare il cambiamento climatico, migliorare l’istruzione e aumentare la sensibilità di tutti noi; l’obiettivo 15 che mira a proteggere e ripristinare gli ecosistemi terrestri cioè utilizzare in modo sostenibile le foreste, fermare la desertificazione e il degrado del territorio. Abbiamo, quindi,  pensato a questi due obiettivi e abbiamo deciso confrontandoci tra di noi, di creare una legge che riguardasse l’ambiente proprio come fa il Parlamento che stabilisce delle regole che valgono per tutti.

La città che vorremmo

È nata così la nostra proposta  di legge: “PER OGNI BAMBINO CHE NASCE UN ALBERO CRESCE”  pensando proprio alla nascita e alla crescita di un bambino proprio come quella di un albero. Ecco perché vorremmo vedere nella nostra città, splendide pinete dove poter crescere felici con ampi spazi verdi urbani, con sistemi di trasporto ambientalmente sostenibili che diano priorità agli anziani e ai diversamente abili. Vorremmo una città con sistemi di mobilità green sia pubblici che privati, ossia una città sostenibile.

Approfondendo l’argomento sulla Giornata Mondiale della Terra, chiamata anche Earth Day che si celebra il 22 Aprile, abbiamo studiato  che per aiutare il nostro pianeta esistono 10 regole:

1) Riciclare e fare la differenziata

 2)Ridurre il consumo di carne e pesce

 3)Fare una spesa intelligente utilizzando detersivi alla spina e prodotti sfusi

4) Ridurre il consumo di acqua

5) Usare meno l’automobile

6)Non sprecare energia elettrica

7) Usare la carta riciclata

8)Acquistare mobili di legno certificato

9) Ottimizzare il riscaldamento

10) Scegliere cosmetici e detersivi ecologici

Quindi IL FUTURO SIAMO NOI e abbiamo il dovere di salvaguardare la natura per la salvezza del nostro pianeta Terra!

Greta Squicciarini, classe V C, “Cifarelli”, a.s. 2020/21

Una gita insolita…

Il profumo del mare, il calore del sole, i sapori di una terra ricca di storia dove il tempo sembra essersi fermato, dove camminando tra i vicoli sembra di sentire ancora la voce di re, regine, principi, cavalieri vissuti in un tempo lontano. Questo è ciò che abbiamo assaporato durante la nostra gita virtuale nella splendida città di Napoli.

Sì, è proprio così. In un periodo di pandemia in cui sono sospese tutte le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione, noi alunni delle classi seconde della Scuola Secondaria di 1^grado dell’IC “Cifarelli-Santarella” non ci siamo persi d’animo.

Approfittando dell’iniziativa del professor Alessandro Bogliolo dell’Università di Urbino che ha ideato il CodyTrip, nei giorni 27 e 28 maggio, accompagnati dai nostri docenti, abbiamo partecipato “in diretta” ad una gita online che ci ha dato la possibilità di trascorrere due giornate a Napoli passeggiando per la città, visitando il ricchissimo Museo Archeologico Nazionale, facendo coding ai Quartieri Spagnoli, visitando la Cappella Sansevero con la famosissima statua del Cristo Velato, gustando i piatti tipici locali, ballando la tammurriata sulla terrazza di Castel dell’Ovo, parlando di Dante con un manoscritto trecentesco della Divina Commedia e visitando il parco archeologico di Pausilypon affacciandoci sul golfo di Napoli di fronte al Vesuvio. 

Ci piace ripercorrere questa insolita e straordinaria esperienza con una canzone di Pino Daniele, uno dei più grandi e amati interpreti della musica partenopea.  

“Napoli è mille colori” perché è piena di tante bellezze che abbiamo potuto ammirare anche se attraverso uno schermo, “Napoli è mille paure” perché purtroppo è afflitta da tanti problemi, “Napoli è la voce dei bambini”, come quella festosa degli alunni che ci hanno accolti nella loro scuola per giocare con noi, “Napoli è un sole amaro” intravisto da uno scorcio di tramonto attraverso una telecamera, “Napoli è ardore e mare” per la spettacolare vista sul Mar Tirreno, “Napoli è una camminata” attraverso dei passi che non sono stati i nostri ma è come se lo fossero stati, “Napoli è mille culture” fatta di tradizioni storiche originali e sempre attuali come la famosa pizza che abbiamo immaginato di assaporare, “Napoli è un sonno con una verità” questa città è veramente un sogno con una grande verità: la sua maestosa bellezza da cui tutto il mondo è attratto.

Napoli è… tutto questo (anche in una gita virtuale)!

Giulia Altamura, Aldo Tota, classe II D Scuola Santarella, a.s. 2020/21

 

La DAD a fumetti

Ciao, cari Santarellini! 

Noi della classe 2^C volevamo presentarvi un nuovo format del S@ntarellino. Vi spieghiamo in breve com’è nata l’idea di questo progetto: tutto cominciò nell’Ottobre 2020, quando, un ragazzo del nostro gruppo, cominciò ad abbozzare un fumetto, che aveva la classe come protagonista, durante un intervallo. Poco dopo, un secondo ragazzo, che ha fatto poi parte del gruppo, notò il fumetto e gli propose di portare questo format anche nel S@ntarellino. Dopo essere tornati in DAD, l’idea fu proposta alla classe e si formò così il gruppo che ha poi realizzato questo fumetto.

Vi chiediamo di rispondere ad un breve monitoraggio sul fumetto.

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfX1hIYb2ubGoAFSiCsF20Gae2J5p3mDYvxdRdFqo0owd5ClQ/viewform?usp=sf_link

Speriamo che il nostro lavoro sia di vostro gradimento, buona lettura e al prossimo episodio!

Altamura Sara, Brattoli Giulia, Campana Alessandra, Cascarano Simona, Centonze Francesco, Disabato Morena, Quercia Alessandra, Rosito Mattia, Soldano Ettore e Strippoli Cataldo.

classe II C, “Santarella”, a.s. 2020/21

La giornata contro l’omofobia e la transfobia

Oggigiorno cosa c’è di più attuale di questo argomento? Quasi nulla! Ormai si parla di omofobia e di discriminazioni dovute al proprio orientamento sessuale sui social, sui giornali, al telegiornale, praticamente ovunque. E, proprio in occasione de La giornata contro l’omofobia e la transfobia che, all’interno di un percorso interdisciplinare di Storia – Geografia – Educazione Civica in cui ci siamo occupati di diritti umani e civili, abbiamo voluto scrivere questo articolo. Esso è stato realizzando partendo dall’Art. 3 della Costituzione italiana che recita così: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Deriva dunque da ciò la nostra volontà di sensibilizzare i ragazzi della nostra età anche a questi argomenti che non sempre abbiamo il coraggio di affrontare con i più grandi, ma che tra di noi vengono, la maggior parte delle volte, pienamente accolti e dibattuti.

Giulia Brattoli e Alessandra Campana, classe II C, “Santarella”, a.s. 2020_21

VIGILIA D’ESAME

Un’altra delle numerose tappe della mia vita sta per terminare e questo fa nascere in me una profonda sensazione di malinconia e nostalgia. 

E’ strano pensare a quanto velocemente passi il tempo, dal ritrovarsi per la prima volta di fronte al cancello delle scuole medie al doverlo lasciare dopo tre ricchi ed emozionanti anni.

Purtroppo, la grave situazione pandemica ha costretto me e tutti i miei coetanei a trascorrere un’adolescenza estremamente diversa da come l’avevamo sempre immaginata. Una situazione che ci ha privati di preziose avventure che solo durante questi anni si possono vivere!

La pandemia di Covid-19 ha modificato in modo rilevante il nostro concetto di normalità ma, nonostante tutto, non ha cambiato le innumerevoli emozioni dovute all’attesa della fine della scuola e l’inizio degli esami di Stato.

Questi ultimi sono una tappa molto importante per definire il termine di questo percorso e, proprio per questo motivo, provocano in me delle sensazioni molto diverse tra loro.

Da una parte ho molta ansia per l’imminente prova, da un’altra parte, invece, sono stupita dei miei notevoli cambiamenti. 

Grazie a questo percorso ho avuto la possibilità di fare nuove conoscenze, di maturare e di arricchirmi. Posso, quindi, ritenere questa esperienza una parte molto importante del mio sviluppo e progresso personale. 

Sfortunatamente, i giorni che precedono il termine di questo insolito anno scolastico li sto passando attraverso una noiosa monotonia, una quotidianità che si ripete sempre allo stesso modo e che, poco a poco, mi sta facendo perdere l’entusiasmo che prima mostravo nei confronti di ogni nuova esperienza, quella sensazione che rendeva ogni avventura più intrigante. Ogni giorno sorridere anche per le più piccole cose diventa sempre più difficile e, mentre fuori il sole inizia a brillare sempre di più, dentro di me tutto diventa più buio, come se quella fondamentale scintilla di spensieratezza si stia spegnendo poco per volta. Così, l’unica cosa che mi incoraggia a continuare a dare il meglio di me è la speranza e la consapevolezza di poter cambiare, sempre. 

Non sarà facile salutare per l’ultima volta questa scuola, lasciare una pezzo della mia breve “storia” grazie alla quale sono cambiata, sono cresciuta e mi sono formata, sia caratterialmente che culturalmente. Mi mancheranno le bellissime esperienze che ho potuto trascorrere con la mia classe e i miei compagni e, soprattutto, mi mancherà il calore dei miei professori e delle mie professoresse che, in ogni caso, mi hanno fatta sentire accolta, mi hanno fatta sentire a “casa”.

Spero con tutta me stessa di trovare delle splendide persone come quelle che ho potuto conoscere durante questi anni e con le quali ho potuto passare un bellissimo periodo della mia vita, anche quando mi avventurerò nello sconosciuto mondo delle superiori.

DEL VECCHIO LUDOVICA, classe 3^F, “Santarella”

Chiuso il buco dell’ozono: è una buona notizia?

Di sicuro il Coronavirus non ha fatto altro che portare danni all’economia, ma all’ambiente ha fatto esattamente l’opposto; infatti da uno studio recente è emerso che la pandemia ha portato a una riduzione dell’inquinamento e in particolare alla chiusura del buco dell’ozono in Antartide, avvenuta il 7 gennaio 2021. 

Ad annunciarlo è stata l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia. 

Secondo gli studiosi si tratta però di un dato positivo solo a metà, poiché dietro alla chiusura del “buco” si cela un ulteriore segno del cambiamento climatico in atto.

Per parlare bene di questo argomento è necessario che definiamo cosa è l’ozono, come si è creato il ‘buco’ e perché la sua chiusura sia una notizia non proprio positiva…

L’ozono è uno dei gas naturali presenti nell’atmosfera terrestre. Grazie alla sua presenza i raggi solari vengono filtrati e arrivano sulla Terra in una forma meno potente e aggressiva, consentendo così la vita di piante, animali e dell’uomo. È grazie all’ozono quindi che noi in estate in spiaggia ci abbronziamo senza ustionarci!

A causa dell’inquinamento, le sostanze nocive rilasciate da decenni nell’atmosfera, in particolare i CFP, i clorofluorocarburi emessi dai vecchi frigoriferi o presenti negli spray delle bombolette di deodorante, hanno innescato una reazione con le radiazioni ultraviolette, che ha progressivamente distrutto una buona parte dell’ozono presente nella stratosfera.

Questo ha portato a delle specie di “squarci” nello strato d’ozono, soprattutto nel Polo Sud.

Il buco nell’ozono per eccellenza è quello sopra l’Antartide. Esso si forma ogni anno, di norma si apre ad agosto e si chiude verso dicembre.  

Per tutelare la fascia di ozono nell’atmosfera nel 1987 è stato firmato il Protocollo di Montreal che vieta l’uso dei cosiddetti CFP.

L’ozono è dunque un gas naturale della stratosfera che protegge la vita sul pianeta dalle radiazioni ultraviolette del sole.

Il buco dell’ozono sull’Antartide nel 2020 aveva raggiunto ben 25,8 milioni di Kmq ed era il buco più esteso e duraturo degli ultimi quarant’anni.

Il lockdown dovuto alla pandemia ha comportato una riduzione delle emissioni nocive in atmosfera e ridotto l’inquinamento sulla Terra e questo è positivo perché si sono ridotte le dimensioni del buco che si apre ciclicamente al Polo Sud. Però è una buona notizia solo  parzialmente, poiché un elemento che sta aiutando la chiusura è proprio l’aumento globale delle temperature terrestri, sempre causato da noi umani.

Cosa dovremo aspettarci nel futuro?

Non lo sappiamo ancora, ma una cosa è certa: la salvaguardia del nostro pianeta dipende esclusivamente da noi e dalle nostre azioni!

Davide Lamarca classe I A, Matteo Varesano classe I C, Niccolò Scaringi classe III B Scuola Santarella, a.s. 2020/21

Intervista al Sindaco – Seconda parte

Questa seconda puntata si rivelerà ricca di informazioni e curiosità che il nostro Sindaco ci ha voluto comunicare rispondendo alle nostre domande. Grazie a lui stiamo diventando dei cittadini più consapevoli e partecipi della vita sociale, infatti non c’è limite di età per essere attivi nel nostro paese. Ecco perché vogliamo continuare a conoscere meglio la figura del primo cittadino di Corato e ad informarci riguardo i progetti che ci coinvolgeranno pienamente nel prossimo futuro.

Quali saranno i prossimi lavori nel nostro paese per renderlo migliore?  “Queste sono delle settimane importantissime nella vita amministrativa dei Comuni perché si approva il bilancio di previsione, mediante il quale si decide come spendere i soldi del Comune, impiegati prevalentemente nella gestione ordinaria dello stesso. L’obiettivo principale in questo momento è quello di investire nella progettazione: bisogna elaborare dei progetti per i quali stanziare delle somme di denaro. 

Riferendosi proprio ai progetti concernenti la nostra città, la nostra attenzione è mirata alla riprogettazione dei due anelli concentrici che costituiscono la nostra città, l’Extramurale e il Corso cittadino, i quali risultano essere degradati e in stato di abbandono, usurati dal tempo. In particolare l’extramurale negli anni ‘60 era stato pensato come strada esterna, ora è invece interna al nucleo cittadino. Sarebbe bello pensarlo fruibile, che si presti alla pedonalità e alla mobilità lenta.

In questo anno ci occuperemo dunque della progettazione: concretamente, lanceremo un bando di idee per progettisti che riguardi proprio l’Extramurale, il Corso cittadino e via Duomo.

Vi sono però tanti altri aspetti da considerare: gli interventi sulle strade, la questione buche (per la quale abbiamo già prestato i primi soccorsi).

Sono in corso i lavori per la rete Internet cittadina.

Un altro importante contratto che abbiamo firmato proprio in questi ultimi giorni riguarda l’Acquedotto Pugliese, per il quale verranno riparate le condotte idriche che perdono ingenti quantità di acqua potabile. Ci sono contratti stipulati con “Open fiber”, Enel e Acquedotto che prevedono, dopo i lavori,  il ripristino dell’asfalto sull’intera carreggiata. 

Anche i giovani costituiscono una nostra priorità. Intendiamo investire per realizzare luoghi significativi per il mondo giovanile in cui potersi esprimere liberamente.”

Quando prevede che Corato avrà una sua piscina? Sono stati approvati alcuni progetti a questo proposito?  “In questo momento stiamo ripristinando il Palazzetto dello sport e il Tensostatico e stiamo appaltando i lavori del Campo Sportivo per rimetterlo a norma e consentire la pratica dell’atletica. Inoltre, stiamo finanziando un centro culturale e sportivo promosso dall’Associazione Tedone. Quello del Diamond (Nicotel) è un grande problema: è una struttura privata costruita su suolo pubblico e bisogna capire che possibilità ci sono. Adesso il bene è sequestrato dal tribunale ed è stato venduto all’asta più volte, asta che è andata sempre deserta. Ad oggi non sono in grado di dire se ci potrà essere un futuro per il Diamond; il nostro obiettivo è che possa esserci. In prospettiva, se non fosse possibile, pensiamo alla nascita di un centro sportivo polifunzionale completamente nuovo ma è solo una prospettiva.”

C’è un luogo di questa cittadina al quale è particolarmente legato? Perchè?  “C’è un affresco che si trova nella Chiesa Matrice, l’affresco dello ZT. È stato realizzato nel 1400 da un autore anonimo che si è firmato ZT e che rappresenta un’icona bizantina con la Madonna e Gesù bambino. Di questo quadro mi piace moltissimo il sorriso della Madonna il quale mi trasmette molta dolcezza. Questo è il luogo al quale sono più legato.”

Le tante auto incendiate ci fanno riflettere e interrogare sui retroscena che non conosciamo. Quali sono i suoi progetti nel campo della sicurezza cittadina?  “Il tema sicurezza è anch’esso centrale. Si tratta di una realtà molto complessa. In questi mesi ho avuto modo di confrontarmi con le forze dell’ordine. 

E’ importante sapere che il responsabile della Sicurezza sul territorio è il Prefetto che sta a Bari, il quale dipende dal Ministero degli Interni che gestisce le Forze dell’Ordine. Il sindaco con il Prefetto ha un rapporto interlocutorio, ma la scelta finale circa decisioni in termini di sicurezza spetta al Prefetto. 

Tuttavia, quando si parla di “sicurezza” non si allude solo alle Forze dell’Ordine. In una città sicura i cittadini circolano senza avere il timore di essere scippati, senza temere di essere investiti dalle automobili attraversando la strada oppure di essere minacciati da organizzazioni criminali; una città sicura presuppone che l’inquinamento non sia preoccupante, ad esempio.

Dunque, alla base di un quartiere sicuro vi è la sorveglianza e la costante presenza delle Forze dell’Ordine di cui stiamo cercando di aumentare il numero sia come Polizia che come Carabinieri. Riguardo a i Vigili urbani ci sarà a breve un bando per aumentarne il numero: al momento sono solo 22, mentre secondo la pianta urbana dovrebbero essere 70. 

Un altro progetto che abbiamo finanziato è l’installazione di telecamere in alcuni punti della città e di fototrappole per chi abbandona i rifiuti.

Ma tutto questo non basta; sono necessarie anche politiche di rigenerazione sociale, perché occorre rimuovere le cause. La sicurezza necessita di attività culturali, umane e sociali che la promuovano.

La criminalità a Corato riguarda soprattutto il degrado e forme “spicciole” di criminalità, quali soprattutto l’usura e la corruzione, sebbene vi siano altre forme.”

In questo delicato momento, anche Corato sta affrontando una crisi economica e sociale singolare: molte attività sono chiuse o soggette a notevoli limitazioni. In che modo crede di sostenere le piccole e medie imprese? “Stiamo lavorando d’intesa con la Regione Puglia perché bisogna capire come intervenire, come dare ristori, come sostenere le imprese. Appena possibile, bisognerà promuovere delle politiche di rilancio. 

C’è un’associazione, chiamata “Corato Connect” che accoglie settantadue commercianti e, proprio attraverso le associazioni, si sta cercando di capire quale fonte di supporto è possibile dare. Sicuramente in questo momento bisogna essere molto attenti aiutare le piccole e medie imprese  a non lasciare nessuno da solo, anche per bloccare l’usura.”

Come pensa di sfruttare la quantità d’acqua che si trova nelle falde acquifere sotto Corato? Si potrebbe utilizzare per irrigare il verde pubblico? O comunque per migliorare quello che lei definisce “ecosistema Corato”?  “La falda si alzò con l’inizio dei lavori promossi dall’Acquedotto Pugliese nei primi decenni del ‘900. Adesso, invece, è necessario ripulire i pozzi altimetrici. 

Più che utilizzare acqua di falda, bisognerebbe utilizzare acqua depurata perchè l’acqua piovana va persa dal momento che non abbiamo una fogna bianca oppure finisce nel Depuratore che ad oggi scarica tra Molfetta e Giovinazzo, a Torre Calderina. Quest’acqua depurata potrebbe essere riutilizzata per uso irriguo.

Inoltre c’è stato un contratto con l’Acquedotto per questo e per poter lavare le strade con quest’acqua depurata piuttosto che con l’acqua potabile come oggi si fa.”

Può spiegarci meglio in cosa consiste il P.U.M.S. nell’ambito della mobilità territoriale e in che modo si articolerà su Corato?   “P.U.M.S.: Piano, Urbano, Mobilità, Sostenibile. Il P.U.M.S. come dice la parola stessa è un piano che rimanda al concetto della pianificazione, cioè della progettazione, della riorganizzazione. La Mobilità Sostenibile sostituisce il vecchio P.U.T. cioè il Piano Urbano del Traffico. Oggi si sostituisce il concetto di traffico con il concetto di mobilità. L’idea innovativa, che si è introdotta con il P.U.M.S,, è quella di pensare ad una mobilità in cui possano interagire il pedone, le bici e le auto. 

A Corato le piste ciclabili sono partite male e arrivate peggio ma, ormai, il concetto di pista ciclabile è superato. 

L’indirizzo è quello di pensare ad una Mobilità in cui possono interagire tutte le forme di Mobilità: l’automobile, la bici, il pedone, anche avvalendosi di tecnologie innovative, con l’aggiunta delle cosiddette “Zone 20/30” (km orari), per garantire la sicurezza del pedone, cioè mettere dei limiti di velocità in alcune strade del Paese controllate con dei sistemi tecnologici sofisticatissimi. 

Poi ci sono strade in cui vanno installate delle infrastrutture, pensando soprattutto a Via Castel del Monte, che collega Corato all’Oasi, dove va valorizzata sicuramente una pista ciclabile, come in tante altre strade.  

La nostra idea è quella di non procedere con interventi “spot”, ma di dare a tutti i lavori sia un inizio e, soprattutto, una fine ma per questo occorrono anni.”  

Lei è stato promotore di un comitato cittadino che ha protestato per la presenza dell’elettrodotto sul territorio urbano, chiedendone lo spostamento e/o l’interramento. Ora che è Sindaco in che modo pensa di attivarsi per risolvere questa situazione definitivamente?  “L’amministrazione Mazzilli aveva firmato un accordo con TERNA, l’azienda che gestisce l’elettrodotto, per lo spostamento dello stesso in un’altra zona cittadina, nella zona cosiddetta cuscinetto, in questo modo l’elettrodotto si allontanerà dalla Zona 167.

Io sono e sono sempre stato per l’interramento ma se ci sono contratti firmati occorrerà necessariamente proseguire.” 

Durante la campagna elettorale ha mostrato molto interesse per le giovani generazioni costrette ad emigrare al Nord o all’estero per mancanza di prospettive. In che modo, ora che è Sindaco, sta lavorando per permettere a noi, futuri giovani, di poter decidere liberamente se andare o restare senza essere condizionati dall’assenza di opportunità e di lavoro?  “Prima di tutto è importante rendere più bella e vivibile Corato e cercare di creare una società più aperta mentalmente e che generi più opportunità, in modo da invogliare i giovani a non scappare al Nord o all’estero.

Il mondo industriale coratino è un mondo molto filtrato in cui i condizionamenti politici spesso hanno pesato molto in passato.

Occorrerà riprogettare la zona industriale per attrarre nuove realtà: era nata a macchia d’olio ed è oggi in forte degrado! 

Servirà semplificare la parte burocratica e ridurre le tasse, basando i progetti sull’inclusione di risorse giovani e nuove, rendendo meno difficili le assunzioni e/o la creazione di nuove aziende per dare la possibilità ai giovani di realizzarsi senza la necessità di spostarsi.”

Cosa ne pensa del governo Draghi subentrato da poco? “C’è da riflettere sull’assenza di una vera opposizione, dal momento che in questo nuovo governo ci sono tutti, tranne Fratelli d’Italia, il che non assicura la democrazia ma al momento è una situazione di governo di emergenza nazionale. 

Siamo davanti ad una sconfitta della politica.

Draghi è una personalità di rilievo che può dare un contributo importante al mondo politico italiano al momento bloccato, imbalsamato e stereotipato nella logica spartitoria. Conte era fuori dalle linee, Draghi lo è ancor di più in quanto espressione della Banca Europea.”

Ogni esperienza ci insegna qualcosa e anche questo incontro con il primo cittadino di Corato è stato fruttuoso per tutti noi: abbiamo imparato a essere più consapevoli della realtà che ci circonda, nella quale la politica riveste un ruolo fondamentale.

Non bisogna pensare alla politica come un fenomeno elitario che non ci appartiene. Una realtà che ci orbita attorno e gestisce le nostre vite, alla quale bisogna subordinarsi. Politica non è gente in giacca e cravatta con un cospicuo patrimonio in tasca. La politica siamo noi e, per poter segnare un radicale cambiamento in qualsiasi contesto, piccolo o grande che sia, umiltà, volontà e intraprendenza costituiscono i capisaldi dai quali cominciare: questo è ciò che ci ha insegnato il nostro sindaco Corrado De Benedittis.

Strippoli Albarosa (III A), Campione Miriam (III C), Cimadomo Nicole (III D), Giaconella Antonio (III E), Strippoli Antonio (III F)

“Santarella”, a.s. 2020/21

Intervista al Sindaco – Prima parte

Quest’anno la redazione del S@ntarellino ha dovuto adattarsi alla situazione che incombe sul nostro Paese. Ciononostante, neppure il Covid è riuscito a far cessare la nostra attività, che si svolge online. E’ stata questa la modalità della quale ci siamo avvalsi per intervistare il neo Sindaco di Corato, Corrado De Benedittis.

Le domande sono state elaborate dagli studenti di terza media facenti parte della redazione, sebbene tutti siano stati coinvolti nella discussione e nel dialogo con il primo cittadino di Corato. L’incontro è stato presieduto dal Dirigente scolastico Mariagrazia Campione e dalle docenti Lobascio e Strippoli, che dal 2013 gestiscono questa splendida redazione. Hanno preso parte alla videoconferenza anche le docenti di Lettere dell’Istituto. 

Cosa avrà illustrato il Sindaco? Quali sono i suoi programmi? A quali cambiamenti assisterà la nostra città? Per chi desiderasse ricevere una risposta a questi quesiti, non resta che proseguire la lettura!

Lei è stato per tanti anni direttore della Caritas Cittadina. Cosa l’ha spinta ad aiutare le persone in difficoltà, disabili, anziani, emarginati, migranti, ecc. C’è un motivo particolare per il quale questo tema è importante per lei?  “Secondo me ci sono stagioni diverse della vita e  i sedici anni della Caritas ne sono stata una. Ero già un adulto vent’anni fa, avevo 29 anni. L’incarico della Caritas  è stato occasionale: accompagnai a Trani per caso la signora Linda Curtarello e partecipai ad una riunione con lei e il vescovo. Dopo aver contribuito alla riunione con un intervento, mi fu affidato l’incarico. L’esperienza con la Caritas mi ha fatto cambiare il modo di entrare in relazione con le persone. In realtà si tratta di un processo di accompagnamento e promozione umana, che non si è concluso ora che sono sindaco. La mia stagione alla Caritas mi ha fatto vedere il mondo dal punto di vista degli altri: oggi la realtà è complicata e occorre avere la capacità di vedere oltre quello che appare.“

Perché lei che è professore di filosofia e ha gestito per 16 anni la Caritas coratina, ad un certo punto ha deciso di mettersi in gioco anche in campo politico candidandosi sia nel 2019, sia nelle scorse elezioni? Qual è stata la motivazione che l’ha condotta ad esordire in politica?  “Io penso che tutti siamo bisognosi di qualcosa, in particolare di amore e affetto. Questo tema è centrale anche ora ma la relazione è influenzata dalla carica di sindaco perché rappresento l’istituzione. Quello su cui mi concentro è mettere al centro l’umanità povera: chi ha soldi trova sempre la strada ed è per questo che mi sono candidato, per portare al potere l’umanità e per dare una voce ai più deboli, per tutelare chi ne ha bisogno, per essere un punto di forza e riferimento nella società e per creare uguaglianza.

La mia filosofia politica e di vita è che sui diritti si reggono i doveri. Quello della candidatura è stato un tassello della mia passione civile, di un percorso fatto di interesse al disagio sociale, alla sofferenza, alla marginalità e per questo voglio incentrare il mio incarico prima sulle questioni sociali e poi politiche. Mi sono candidato perché la città aveva bisogno di una svolta. Gli apparati politici e di potere mi guardano con sospetto perché io vengo dai gruppi per la Pace e per l’Ambiente ma questo è il bello della Democrazia che tutti possono essere eletti ma non si inventano le cose dal nulla, dietro c’è un lungo percorso di crescita. Sono sempre stato impegnato in diversi movimenti ma ora voglio dare forma ai cambiamenti.”

Quali erano i suoi sogni da bambino? Si sarebbe mai immaginato che un giorno sarebbe diventato sindaco di Corato? “Da bambino volevo fare il contadino. Mi piaceva la terra. Mentre da adolescente ho sempre pensato di cambiare il mondo. Quando avevo diciannove anni mio padre scriveva sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” ed io gli dicevo: “Tu i fatti li racconti mentre io li voglio determinare”. C’era, dentro di me, la voglia di cambiare la società in cui vivevo, renderla più bella.”

Quale sensazione ha provato nel passaggio da essere un comune cittadino a diventare il primo cittadino di Corato? “Più che una mia sensazione personale è una sensazione condivisa con la città, quella di aprire una stagione nuova. Sul piano personale, non ho avuto una sensazione forte, anzi, quasi un’assenza di sensazioni. Poi con il passare  del tempo ho preso atto della presenza di due dimensioni: quella privata e quella pubblica.  Ed ho compreso che non devo rinunciare ad essere me stesso ma occorre gestire il ruolo pubblico per evitare di esserne schiacciato. Il rischio è quello di restare compressi in un ruolo che si interpreta ma che non si è.”

Il ruolo di primo cittadino è indubbiamente molto complesso e provvisto di aspetti positivi e negativi. Quali sono i pro e i contro di questa carica? “I pro sono determinati dal fatto che si matura la consapevolezza di poter incidere in qualche misura sulla situazione generale, dalle piccole alle grandi cose, anche se è chiaro che tutto ciò richiede del tempo. Per quanto riguarda gli aspetti  negativi, c’è la perdita della dimensione privata. A volte l’anonimato è bello! Ma credo ne valga la pena. La politica è una stagione della mia vita.”

A suo parere, per quale motivo la maggioranza dei cittadini coratini ha riposto fiducia nella sua autorevolezza, nelle sue idee e nel suo programma? “Anche io stesso ero sorpreso perché non avevo pacchetti di voti ma solo amici che mi sostenevano. Ho gestito una campagna elettorale poco costosa tre/quattro mila euro condivisi tra i militanti e non mi sarei mai aspettato di vincere le elezioni, soprattutto visto il mio avversario, che era molto più famoso di me, ma ho voluto giocare la partita. Sono sempre voluto andare oltre lo stereotipo sociale, volevo e voglio cambiare il mondo. Spesso nella vita le tappe sono già segnate ma non bisogna dare le cose per scontate. Questo risultato premia le persone libere. Non legatevi alle cose. Non amate di possedere le cose. Meno cose si hanno meglio si vive.”

Secondo lei, lo scoppio dell’epidemia nella nostra città ha modificato il suo programma politico? E se sì, in che modo?  “La pandemia irrompe e stravolge le giornate. Bisogna fare due cose: salvaguardare la salute pubblica e salvaguardare il commercio.”

Quali sono le mansioni che spettano ad un sindaco, specie in questo momento storico così particolare, in cui è necessario attuare delle misure per contenere il contagio da Covid 19?  “In questo momento storico, il mio ruolo di sindaco consiste nell’offrire ai cittadini un punto di riferimento forte e nel far funzionare in modo efficiente il Centro vaccinale.”

Sente di avere più doveri nei confronti dei cittadini in questa situazione?  “Il senso del dovere lo dobbiamo avere tutti. È  ovvio che come sindaco sento più forte il senso del dovere, quindi mi sento più responsabile.”

Nel ringraziarla per il fatto che finalmente si è sbloccata la situazione della nostra palestra esterna, che non vediamo l’ora di utilizzare nel prossimo anno scolastico, le chiediamo: quali sono le misure che come Sindaco ha intenzione di adottare a favore della scuola e dell’istruzione cittadine?  “La palestra della Santarella è storica, è la palestra di Corato. Sarebbe bello adornarla con un po’ di fiori, in autunno. Occorre investire nell’edilizia scolastica: rinnovare gli edifici e le strutture scolastiche che spesso sono in situazioni di degrado. Servono grossi investimenti. Ma i soldi arrivano se ci sono i progetti! Il problema oggi è che il Comune ha zero progetti per intercettare dei fondi europei e non. Gli obiettivi sono:  in quattro o cinque anni rimettere in sesto gli edifici scolastici; rafforzare il legame e la collaborazione tra Scuola e Comune; incentivare una politica culturale.”

Che rapporto ha con i giovani? E questo rapporto è stato influenzato nel tempo anche dal posto che lei occupa all’interno del mondo scolastico?  “Il rapporto con il mondo giovanile è sempre stato naturale e non paternalistico. Penso che i giovani siano portatori di nuove idee e progetti e per questo bisogna dare loro il diritto di parola. Sono portatori di angoli visuali differenti. Occorre dare loro il diritto di parola e la possibilità di rideterminare il futuro. I giovani hanno qualcosa da dire che gli altri non hanno.  Quando sono diventato un professore ovviamente il mio rapporto si è modificato ma è rimasto sempre libero, reale, un rapporto che dà credito.” 

A proposito dell’istruzione ed anche in base alla sua esperienza personale durante il lockdown dello scorso anno, cosa pensa della DAD?  “All’inizio la didattica a distanza mi sembrava una cosa positiva. Io che sono un docente anti-programma e che su Platone potrei stare anche tre mesi, in assenza delle conversazioni autentiche in classe, avevo accelerato di molto il programma ma poi mi sono reso conto che gli alunni non stavano studiando.  La DAD è solo un’opportunità ma la scuola si fa in classe, in presenza.”

Ha nostalgia dei suoi studenti e del mondo della scuola?  “Sì, perché il mio lavoro è centrale nella mia vita. Ho nostalgia dei miei studenti. Lasciare il lavoro di insegnante mi ha pesato molto, soprattutto i primi mesi, ma dopo aver ricevuto la carica di sindaco le giornate sono passate molto velocemente a causa dei numerosi impegni.”

Speriamo vi abbia incuriosito questa prima puntata perché se così fosse la seconda sarà ancora più interessante ma per esserne certi basta seguirla.

Strippoli Albarosa (III A), Campione Miriam (III C), Cimadomo Nicole (III D), Giaconella Antonio (III E), Strippoli Antonio (III F)

“Santarella”, a.s. 2020/21

Nostra Madre Terra

Dal 1970 il 22 aprile si celebra una delle giornate più importanti: quella dedicata alla nostra MADRE TERRA! 

Questa ricorrenza dobbiamo vederla un po’ come una “festa della mamma”, in quanto, se pur mastodontica e anziana (4,5 miliardi di anni!), è lei che ci ha dato la vita, il dono più prezioso e ci abbraccia con le sue meraviglie: il mare, i suoi paradisi terrestri, gli animali meravigliosi…

L’uomo spesso, però, sembra rifiutare questi abbracci, anzi ricambia l’amore donato così generosamente con ingratitudine, non preoccupandosi minimamente di quanto dolore procura a sua madre terra che soffre nel vedere i suoi figli animali venire maltrattati da noi uomini, i suoi mari un tempo azzurri e limpidi divenuti grigi e tempestati di plastica, le sue foreste abbattute e il suo polmone verde bruciare sempre più.

Noi ragazzi della IIA abbiamo riflettuto molto sulle tematiche ambientali e su come l’uomo con i suoi comportamenti errati stia pian piano distruggendo la Terra e tutto ciò che essa contiene. È necessario correre subito ai ripari e impegnarci tutti quanti facendo del nostro meglio per migliorare la situazione e poterci considerare figli degni di una MADRE tanto generosa.

 

Lavoro a cura di Vincenzo Di Gioia, Francesco Capogna, Giuseppe Leone, Dario Piccarreta, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2020/21

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA: Salviamo il Pianeta!

La Giornata Della Terra o Earth Day è stata istituita il 22 Aprile del 1970.

L’Earth Day, quindi,  è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del Pianeta Terra.

Si celebra questa ricorrenza ogni anno, un mese e un giorno dopo l’equinozio di Primavera, il 22 Aprile.

In occasione di questa giornata, la professoressa di Storia e Geografia ci ha raccontato una storia intitolata “L’uomo che piantava gli alberi” e ci ha fatto svolgere delle ricerche. Alla fine abbiamo realizzato dei prodotti multimediali e dei Manifesti che poi abbiamo presentato. Abbiamo compreso che per noi la Terra non è solo un semplice Pianeta, ma un dono molto importante.  La salute del Pianeta e il cambiamento climatico devono diventare per tutti delle emergenze prioritarie anche durante la pandemia.

La costruzione di un Pianeta migliore parte però da ciascuno di noi: ogni essere umano deve impegnarsi nel propria quotidianità per rendere la propria vita più ecosostenibile. È proprio a questo che serve la Giornata della Terra del 22 aprile, a spingerci a porci la domanda: “Ed io nel mio piccolo cosa posso fare?”.

Le soluzioni sono molte: dalla raccolta differenziata al risparmio dell’acqua, dall’uso consapevole di prodotti poco inquinanti alla riduzione del traffico urbano.

Non dimentichiamo che la Terra è un bene indispensabile per ogni essere vivente, in quanto indispensabile per la nostra vita.

Articolo a cura di Loiodice  Mariapia e Pomo Marida

Montaggio video: Tarricone Giulia

Classe 1^F, “Santarella”, a.s. 2020/21