Le stelle

Il sole calava,
la luce diminuiva
gli ultimi raggi rendevano inchiostro il cielo.

Dalle nuvole la Luna
brillante come mai prima,
risvegliava il mondo dei sogni.

Si udiva una voce,
la ninna dolce
che fa profondare i pensieri.

Le luci delle case si spensero piano
e le stelle vegliarono i sogni dei cuori
desiderosi di pace.

Maria Barile, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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Basta abbandono degli animali e inquinamento!

In classe abbiamo bandito un concorso interno relativo alla lotta contro l’inquinamento e l’abbandono degli animali (che sono problemi tipici del nostro pianeta) su idea della professoressa di Italiano. In classe si è accesa subito un’accesa competizione. Il lavoro poteva essere svolto in gruppo oppure individualmente, in formato cartaceo o digitale. Il tempo che avevamo a disposizione per svolgere il lavoro assegnatoci era di quindici giorni circa. Da questo concorso sono venuti fuori dei bellissimi lavori e quattro di questi sono stati premiati su decisione della professoressa di Arte che ha svolto funzione di giudice. I vincitori hanno ricevuto come premio un libro di narrativa ciascuno.

I lavori dei vincitori sono stati quelli di:

  • Primo posto: Atena Piccareta (cartaceo)
  • Secondo posto: Riccardo Varesano (cartaceo)
  • Terzo posto: Debora Leone, Giovanna Sassi e Strippoli Simona (cartaceo)
  • Quarto posto: Armando De Feo, Aldo Pecorella e Alessio Perrone (digitale)

Primo classificato

 

Secondo classificato

 

Terzo classificato

 

Quarto classificato

 

Questa attività pratica ci è molto piaciuta perché ci ha messo in sana competizione e ha attirato la nostra attenzione e il nostro interesse.

 

Michele Conticchio, Alessandro Mosca, Cataldo Pecorella, classe I E Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Quel grande ponte

Quella sera il piccolo Luca non riusciva a dormire: era impaziente della partenza per Genova (dopo una settimana in Francia per motivi lavorativi dei suoi genitori) per visitare la città e soprattutto visitare l’acquario. Luca era un bambino e amava la natura tanto che per lui la cosa più importante era solo l’acquario. Luca era contento di passare finalmente una giornata con la sua famiglia dopo i giorni impegnativi che i  genitori avevano vissuto. Con loro sarebbero venuti anche i nonni di Luca, i suoi nonni preferiti che volevano tanto bene al loro nipotino. Insomma Luca non vedeva l’ora di partire. Il giorno dopo i bagagli vengono preparati e tutta la famiglia sale in macchina. Luca era molto stanco ma se c’è una cosa che amava fare era soprattutto osservare la strada durante quei viaggi lunghi, e quello era stato un viaggio molto lungo. Per il piccolo tratto di strada fatto in macchina Luca vedeva campi, animali al pascolo e tante, tante case una diversa dall’altra. Poi arrivarono in aeroporto.

Il ponte Morandi com’era

Luca non era mai stato in un aeroporto ma gli sembrava fantastico: non aveva visto mai così tanti aerei in un solo posto. Dopo qualche ora anche lui e la sua famiglia salgono in aereo e si decolla. Per Luca fu un’esperienza fantastica: in poche ore erano passati dalla terra colma di campi al cielo colmo di nuvole bianche. Luca non sapeva quasi niente di Genova e perciò suo padre durante il tragitto gli raccontò la storia di un certo ponte. Un ponte? A Luca i ponti piacevano ma non per come erano fatti ma soprattutto per cosa c’era intorno. Luca si aspettava un’enorme foresta e un enorme fiume sotto il ponte. Una scena fantastica e Luca volle saperne di più. Scoprì che questo ponte era molto grande e lungo e fu costruito e progettato da un importante ingegnere: Riccardo Morandi. Questo enorme ponte fu chiamato ponte Morandi ed esso  passava sopra il torrente Polcevera. Esso univa l’Italia con il sud della Francia. Luca per un po’ ascoltò suo padre ma qualche volta la sua attenzione si fermava per guardare le nuvole.

Dopo un po’ l’aereo atterrò e Luca se ne accorse solo quando non vide più le nuvole ma solo l’asfalto grigio. La sua famiglia prese subito un’auto a noleggio e, dopo una sano pranzo, partirono verso Genova. Luca non vedeva l’ora e chiese a se stesso come poteva essere questo ponte: sarà forse il solito ponte grigio? Sarà per caso il solito ponte dove sotto c’è un torrente sporco e milioni di edifici? Tutte queste domande entravano e uscivano dalla sua testa quando i suoi pensieri furono frenati dalla vista di un’enorme e strana strada che si reggeva sul vuoto: era il Ponte Morandi. Luca era emozionato ma deluso allo stesso tempo. Sotto il ponte non c’era niente di interessante, solo tanti edifici gialli e grigi, un piccolo ruscello completamente verde e sporco e tante, tante macchine in un ingorgo ingestibile. Luca aveva le vertigini per come quel ponte era alto e immerso nel vuoto. Improvvisamente Luca sentì uno scoppio e anche i suoi genitori e i nonni lo sentirono. Luca vide la gente, che da quell’altezza era piccolissima, affacciarsi dai balconi, prendere il telefono e filmare il ponte.

Luca pensò che solo nei film di fantascienza poteva accadere ma quel vuoto sotto il ponte si fece più intenso e stranamente il ponte si abbassò e lentamente iniziò a dividersi in due.

Sentì i genitori e i nonni urlare e, in quel momento, Luca vide la gente che, nelle altre auto, cercava di salvarsi gettandosi dalle macchine. Luca vide l’auto volare anzi atterrare verso il basso insieme a macerie ed enormi pezzi di quel famoso ponte. Sentì i suoi parenti urlare il suo nome e recitare il più velocemente possibile un Padre Nostro.

L’auto, insieme a pezzi di ponte ed enormi camion, precipitò e si scagliò contro l’acqua del torrente. Luca in pochi secondi si ritrovò sott’acqua ma suo padre lo prese e cercò di abbracciarlo più forte che poteva. Lui però non vedeva solo suo padre ma gli ritornavano in mente frammenti di immagini della sua mamma sempre impegnata con il lavoro, il sorriso di sua nonna e la sua mano sempre pronta ad accarezzarlo e il volto simpatico del nonno.

Alzò lo sguardo e vide tantissime auto e camion pronte a cadere sulle loro teste. Luca cercò di avvisare suo padre e di liberarsi dal suo abbraccio che ora si faceva più intenso. Luca era piccolo ma per tre secondi riuscì a pensare alla propria famiglia, ai campi che aveva visto e alle nuvole soffici, grandi e bianche poi guardò per l’ultima volta suo padre.

Sentì le urla delle persone che guardavano la scena e le urla di chi stava morendo, ma Luca e suo padre lanciarono un urlo di amore e di speranza disfatta da pezzi di ponte e da auto colme di gente.

Questa qui è una storia che ho inventato io, una storia che ci fa riflettere e ci mette nei panni di quelle persone che, nella loro vita normale, non si sarebbero mai aspettati di terminare una gioiosa vacanza con l’immagine della morte. Il crollo del ponte Morandi è stata una catastrofe che ha portato alla morte di ben 43 persone il 14 agosto 2018 alle ore 11:36. Tra le vittime ci sono state persone che erano con le loro macchine sul ponte e persone che abitavano nelle case sotto questo ponte. Per me la cosa più terribile è che in pochi giorni questa strage è stata dimenticata, cancellata dalla memoria. Il giorno dopo tutti i paesi italiani, invece, hanno iniziato a preoccuparsi per la sicurezza dei propri ponti.

Ormai però tale strage è avvenuta ed è accaduto a causa di modalità di sicurezza e di manutenzione errate. Il ponte Morandi ora non è un ponte ma un altare della memoria per ricordare questa terribile strage. La storia di Luca è una storia che finisce per ben 43 persone, infatti sono 43 i morti tra cui uomini, donne e anche purtroppo bambini. Ora quel ponte è ancora lì: distrutto, abbandonato e spezzato. Spezzato come il cuore di quelle persone in una giornata per loro normale, finita con una morte crudele.

Il ponte Morandi  era diventato solo un grande ponte per ricavare soldi, ma ora quel ponte è piccolo, piccolo di memoria da cui non si può ricavare più denaro. Forse qualche persona si ricorderà di questa strage mentre altre si ricorderanno solo di come quel ponte era fruttuoso economicamente, di come era grande quel ponte.

Tristano Martinelli, classe III A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

(Il testo di Tristano ha partecipato alla X edizione del Concorso Letterario “Cataldo Leone”, classificandosi al 2° posto)

Lettera al futuro sindaco

All’attenzione del signor __________________

probabile futuro sindaco della nostra città

 

Oggetto: Richiesta di attenzione per migliorare la nostra città

 

Egregio signor _____________,

siamo ragazzi della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Cifarelli – Santarella” e formiamo la redazione del “S@ntarellino”, giornale online del nostro istituto (https://ilsantarellino.wordpress.com/). Le stiamo scrivendo per proporle alcune idee per migliorare la nostra città.

Amorese Claudio

Le proponiamo innanzitutto alcune osservazioni su una problematica a noi vicina: la situazione di degrado della nostra palestra esterna, ormai inagibile dalla nevicata del 2017. Noi alunni da da oltre un anno possiamo utilizzare esclusivamente la pista di atletica e non ci è concesso svolgere attività sportiva sul campo. Questo significa che non possiamo praticare attività sportive quali basket e calcio, pur avendone gli spazi.

Bovino Vito

La nostra scuola, essendo un istituto di epoca fascista, non dispone di un auditorium, a differenza di altre realtà scolastiche cittadine. Pertanto le chiediamo di rendere disponibile con più facilità e meno pratiche burocratiche uno spazio idoneo a tale funzione, quale può essere il teatro o altro luogo simile, affinché i nostri lavori possano essere visibili al pubblico almeno un paio di volte all’anno.

Inoltre, gli edifici scolastici della nostra città necessitano di continui miglioramenti a livello di manutenzione ordinaria, interventi che ormai si rendono indispensabili.

Altro punto per noi importante è l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto ecocompatibile e adatto alla nostra fascia d’età, cosa che ci viene negata dall’inesistenza di una pista ciclabile vera e praticabile in tutta sicurezza nella nostra città. Perciò, anche in questo caso, le proponiamo una seria progettazione, eventualmente utilizzando anche una commissione che si occupi di reperire i fondi a livello europeo, e successiva realizzazione di piste ciclabili che, secondo noi, dovrebbero essere sicure e percorrere l’extramurale, raccordandosi con il centro attraverso gli snodi principali.

D’Introno Pasquale

Bellissimo sarebbe anche avere la possibilità di usufruire di piste ciclabili lungo le strade extraurbane più antiche e meno trafficate che collegano Corato ai paesi limitrofi, in una logica di riscoperta del contatto con la natura.

Da considerare è anche la condizione attuale delle strade, infatti abbiamo notato che queste presentano spesso delle buche. Occorre adoperarsi per la manutenzione ordinaria e in alcuni casi per il rifacimento del manto stradale.

De Benedittis Corrado

Altro punto che ci riguarda è lo sport. Nella nostra fascia d’età lo sport è particolarmente importante per la nostra salute ma non abbiamo strutture adeguate per praticarlo. Per il campo sportivo le chiediamo di avere tra le sue priorità la sua manutenzione ordinaria e di arricchirlo con strutture adatte alla pratica dell’atletica leggera, di rendere accessibile anche la parte posteriore delle tribune e di concludere i lavori lasciati in sospeso per rendere fruibile così anche quella zona, di sostituire le attrezzature posizionate sul campo con nuove (es. ostacoli alti per le siepi), di migliorare il campo anche lì dove si svolgono attività di calcio.

Riguardo alla villa comunale le chiediamo di preoccuparsi dell’agibilità dei giochi per i bambini affinché quello diventi per loro un luogo sicuro in cui divertirsi. Le chiediamo inoltre di ristrutturare il percorso da fare a piedi aggiungendoci delle mattonelle di pietra, di abbellire le aiuole con dei fiori e di realizzare anche un campetto di calcio all’interno della villa, accessibile a tutti i ragazzi.

Lenoci Emanuele

Per l’ospedale bisognerebbe intervenire in modo deciso per evitarne la chiusura e migliorare il servizio di Pronto Soccorso.

Oltre alla manutenzione ordinaria di scuole e strade, le chiediamo di trovare una soluzione per l’elettrodotto, il cavo presente accanto alla villa comunale che, a quanto risulta dagli studi di alcuni medici, è la principale causa di tumori e leucemie su Corato. Pertanto

Loizzo Paolo

forniamo lo spunto per rendere a norma il pericoloso cavo o, se non è possibile, eliminarlo, in modo da ridurre il peso dei tumori nella nostra città. E sicuramente occorre creare un registro dei tumori ed una commissione che se ne occupi.

Le chiediamo inoltre di valorizzare i nostri beni culturali che, per quanto piccoli, possono anche diventare una fonte di ricchezza per il nostro territorio; quindi utilizzare il nostro territorio e ciò che possediamo come fonte di guadagno anche per l’economia comunale. Ecco perché bisogna tutelare ogni nostro bene che parla della nostra storia e qualsiasi forma d’arte che possa in qualche modo stimolare anche il turismo. Attualmente sono presenti vari spazi, come ad esempio l’ex Liceo Classico, che giace in condizioni disastrose, per cui quello spazio è inutilizzabile,quando potrebbe diventare luogo di condivisione della cultura, utile alla piccola società di Corato. Si dovrebbero, inoltre,

Longo Niccolò

di migliorare alcuni luoghi della nostra città, come la Biblioteca comunale, al giorno d’oggi poco funzionale. E magari indicare con appositi cartelli i nomi e l’epoca di costruzione dei palazzi più importanti di Corato.

Se è possibile le chiediamo anche di trovare un modo per far riaprire il Nicotel, dato che era un ottimo centro sportivo con una piscina di livello olimpionico, mentre ora chi vuole praticare nuoto è costretto ad andare in città vicine.

Per la falda acquifera, situata sotto Corato, le chiediamo anche di assicurarsi che sia controllata periodicamente, per la sicurezza di tutti, e di porre delle condizioni per la costruzione di ogni nuovo edificio, affinché si eviti di scavare al di sotto del livello stradale (per l’antico e sempre vero criterio della “bacinella”!), magari di riprendere un vecchio progetto di un nostro famoso antenato, Luigi Santarella, che proponeva di convogliare l’acqua della falda verso le campagne vicine per l’irrigazione, in modo da trasformare il problema in una risorsa.

Mazzilli Cataldo

O perché no, di utilizzare quelle acque per irrigare il verde cittadino e per far funzionare le fontane!

Sarebbe bello rendere Corato una città all’avanguardia a livello ecologico fissando a livello comunale indicazioni precise per le nuove costruzioni e facilitazioni per la ristrutturazione delle vecchie in termini di risparmio energetico ed utilizzo delle energie rinnovabili. Si darebbe così tanto lavoro al settore edilizio e si migliorerebbe la qualità della vita riducendone i costi sul lungo termine.

Inoltre le chiediamo di aggiungere delle aree Wi-Fi libere (funzionanti) soprattutto per noi ragazzi ma anche per le persone più adulte, perché ormai facciamo tutti parte di una “società connessa”, cioè quel tipo di società che ricorre alla tecnologia per svolgere qualsiasi attività.

Mazzilli Massimo

Ci perdoni se le siamo sembrati un po’ prolissi nell’esporre le nostre idee, ma la voglia di dare il nostro contributo a migliorare la nostra città ci ha preso la mano. Le chiediamo di valutare le nostre proposte e magari, chissà, di prenderle in considerazione durante la sua futura amministrazione.

Per ora la salutiamo e la ringraziamo per l’attenzione che ci ha concesso e ci auguriamo di incontrarla in Sala Verde per un’intervista nel prossimo anno scolastico.

Corato, 30 aprile 2019

La Redazione de Il S@ntarellino

GLI ESAMI COME OBIETTIVO PERSONALE

Noi alunni di terza siamo ormai giunti al termine della nostra avventura nelle scuole medie.

Come ogni anno gli studenti di terza sono sottoposti all’esame di stato e ora tocca a noi per dimostrare le competenze acquisite in questi tre anni molto impegnativi.

Abbiamo sempre sentito parlare degli esami dai ragazzi più grandi ed è impensabile che ora tocchi a noi che oramai siamo agli sgoccioli di questo arduo percorso.

Questi tre anni sono passati in un baleno, tre anni interi volati tra risate, studio e tanta ansia.

Ma la vera paura sta arrivando con l’avanzare degli esami. Stiamo per lasciare la nostra aula, il nostro banco, i nostri amici e i professori a cui dobbiamo tante bellissime esperienze che hanno caratterizzato la nostra adolescenza.

Dobbiamo affrontare gli esami a testa alta, perché è una sfida che dobbiamo vincere sfruttando tutte le conoscenze e abilità che abbiamo appreso e anche se sappiamo di potercela fare, l’ansia e la paura non mancano. Paura di cosa, direte voi? Paura di deludere le nostre aspettative e noi stessi. Ognuno di noi, infatti spera di dare il proprio massimo, quindi le aspettative sono alte.

In questo periodo noi alunni siamo maggiormente sotto pressione, perché stiamo iniziando a ideare il percorso e la tesina che dovremo esporre agli esami, davanti a tutti i professori che ci hanno accompagnato nel corso di questi anni.

Le prove da affrontare sono molte e si dividono in tanti scritti e infine l’orale. Questi esami per noi sono  molto importanti, perché saranno il nostro biglietto d’ingresso per le scuole superiori, forniranno la prima impressione a nuovi professori in una scuola molto più impegnativa rispetto alle medie.

Nonostante ciò niente ci darà più soddisfazione di indossare il tocco e tenere in mano il nostro primo diploma e uscire da questa scuola con la consapevolezza di aver dato il nostro massimo in ogni campo o ambito  affrontato tra le mura della Santarella.

Una volta superati gli esami, non potremo far altro che ringraziare i professori per le conoscenza trasmesse e pensare con positività al nuovo percorso a cui andiamo incontro, dando sempre il meglio di noi e non solo dal punto di vista scolastico…

Ivana Marcone (III F), Alessandra Quinto (III C) – Santarella – a.s. 2018/19

Diritti umani: una legge nel cuore dell’uomo

“Dobbiamo prendere in mano i libri e le penne, sono le armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa.”

Queste sono le parole di Malala Yousafzai, una giovane attivista pakistana per i diritti delle donne e, in particolare, il loro diritto all’istruzione.

Il diritto all’istruzione fa parte dei diritti umani, diritti che spettano all’uomo per nascita,  diritti che sono: irrinunciabili, inalienabili, inviolabili e  universali.

Nonostante dai tempi antichi fosse già conosciuta l’idea dei diritti umani, il concetto vero e proprio è emerso solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo aver visto  gli orrori compiuti e lo sterminio di ebrei, minoranze etniche, prigionieri politici, omosessuali  e diversamente abili. Fu fondata l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) che aveva lo scopo di assicurare la pace e la sicurezza nel mondo e far sì che non vi fossero più guerre e distruzione.

Fra i diritti più importanti vi sono:

I DIRITTI DELLE DONNE

Purtroppo alcune categorie della popolazione subiscono ancora oggi discriminazioni in vari campi: tra queste categorie rientra il genere femminile.

Le donne vengono discriminate in vari modi: dal mondo del lavoro all’ambiente domestico.

Fin dall’alba dei tempi si è sempre pensato che le donne fossero destinate a badare alla casa e ai bambini, perciò, fin dall’antichità c’è sempre stata una prevaricazione dell’uomo sulla donna.

Con la Rivoluzione Industriale, nella seconda metà del Settecento, le donne ottennero un’emancipazione, perché iniziarono a lavorare nelle fabbriche ma, nonostante fornissero una manodopera quasi uguale a quella degli uomini, percepivano un salario inferiore, se non dimezzato, rispetto a quello degli uomini.

Alla fine del XIX secolo, le donne si ribellarono alla prevaricazione dell’uomo pretendendo l’estensione del diritto di voto anche alle donne.

Così nacque il movimento delle Suffragette (Regno Unito, 1872) il quale organizzò molte manifestazioni per i diritti femminili.

Anche al giorno d’oggi sono presenti molti movimenti che combattono per la parità dei sessi.

IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

L’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo afferma che: ”Tutti hanno diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita e obbligatoria almeno al suo livello elementare […]. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.”

L’istruzione dunque è un diritto fondamentale;

perché sia veramente tale, l’istruzione deve :

  • Essere gratuita e obbligatoria almeno nel suo livello di base
  • Sviluppare la personalità dell’individuo e le sue potenzialità
  • Concorrere a rafforzare i diritti e le libertà dell’individuo.

Più alti sono i livelli di istruzione più alte saranno la qualità della vita, della convivenza e della democrazia.

Infatti, i Paesi dove l’analfabetismo è diffuso sono anche i Paesi dove spesso i diritti dell’uomo non vengono rispettati.

Il diritto all’istruzione è uno dei diritti più importanti perché attraverso un’istruzione adeguata si può accedere a un lavoro appagante per la persona e utile alla società.

In questo modo la persona può partecipare attivamente alla vita sociale della sua nazione.

IL DIRITTO ALLA VITA E IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI PENSIERO

Il diritto alla vita è il diritto più importante perché dando vita ad un individuo si da vita ad una nuova mente in grado di aiutare la società e il mondo che lo circonda.

Questo diritto è stato particolarmente trascurato durante la Seconda Guerra Mondiale, quando sono state compiute atrocità inaudite nei confronti delle persone.

Il diritto alla libertà di pensiero è uno dei diritti che più trascurati durante la Seconda Guerra Mondiale, ad esempio gli ebrei non erano liberi di professare liberamente la loro religione.

Questo diritto è presente non solo nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art.18) ma anche nella Costituzione della Repubblica Italiana (art.21).

 

Giorgia Grasso e Maria Lucrezia Pellecchia, classe II C, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

L’uscita didattica a Trani: i momenti più significativi ed emozionanti

Power Point: USCITA DIDATTICA A TRANI

Venerdì 29 marzo siamo andati in gita a Trani per visitare i luoghi delle diverse religioni. Era una bella giornata per fortuna, perché il cielo era sereno e senza nubi!

Dopo aver lasciato il pullman, ci siamo incamminati verso la chiesa ortodossa, in via S. Martino: la chiesa era proprio bella, era tutta in pietra! C’era un esperto che ci ha presentato il prete ortodosso; alle pareti erano appesi dei bellissimi dipinti di santi, che l’esperto ha detto che si chiamano icone e ci ha spiegato che le icone sono molto importanti per gli ortodossi. Abbiamo notato che c’era un antichissimo forno, perché tanti secoli fa l’edificio, prima di essere una chiesa, era stato un forno.

Successivamente siamo andati a visitare la moschea: ci hanno fatto togliere le scarpe prima di entrare e quando siamo entrati sono rimasto stupito: tutta la stanza era circondata da pannelli rossi, però sono rimasto molto dispiaciuto perché le professoresse sono dovute rimanere fuori perché a loro non era permesso entrare! Questo mi ha molto rattristato, e mi sono chiesto come mai loro dovevano rimanere fuori… Però la moschea mi ha incuriosito tantissimo e sono stato molto attento a tutte le spiegazioni dell’esperto.

Dalla moschea ci siamo poi diretti alla sinagoga, che però non era più un luogo di culto ma era diventata un museo della cultura ebraica. Siamo scesi nella cripta dove c’erano le lapidi del cimitero con le scritte in ebraico e c’era anche un piccolo scheletro, che mi ha un po’ impressionato (anche se era finto).

La tappa successiva è stata la bellissima cattedrale di Trani: dapprima abbiamo visitato la cripta e poi la chiesa vera e propria, dove l’esperto ci ha spiegato che è cambiata molto nel corso dei secoli, ma che ora è stata riportata all’aspetto che aveva in origine.

Alla fine siamo tornati al pullman dopo aver fatto una bella merenda tutti quanti insieme!

Questa giornata mi è piaciuta tantissimo, l’ho trovata molto interessante e mi ha colpito tutto quello che abbiamo visitato, e poi ci siamo anche divertiti!

Sicuramente è stata un’esperienza da ripetere, ma soprattutto ci ha fatto capire che la convivenza tra le diverse religioni è possibile.

Michelangelo Zinetti, classe 2F, Santarella, a.s. 2018/19

Creare… con la cartapesta!

Il giorno 4 aprile noi, alunni della II F, con la II A e la II E abbiamo partecipato al viaggio d’istruzione con meta Putignano, città famosa per il Carnevale.

Durante la mattinata abbiamo esplorato la bellissima Grotta del Trullo e abbiamo svolto un laboratorio sul Carsismo.

Il pomeriggio invece  abbiamo visitato gli hangar in cui vi erano i carri allegorici che rappresentavano temi molto significativi.

Proseguendo la nostra visita, ci siamo recati in molti altri luoghi, tra cui una piccola bottega dove vi era un anziano signore che ci ha mostrato, con l’utilizzo di un macchinario, come si producevano i coriandoli. Il luogo più apprezzato da noi, però, è stato il laboratorio di cartapesta dove  con l’aiuto del maestro cartapestaio abbiamo creato delle coccinelle di cartapesta. Abbiamo molto apprezzato questa attività, perché ci ha permesso di imparare a creare qualcosa divertendoci, per questo motivo abbiamo deciso di realizzare il power-point seguente che ci auguriamo possa essere utile a chi volesse cimentarsi con questo genere di laboratorio.

PowerPoint Putignano

 

Daniele Perrone e Christian Di Tullio, classe II F, Santarella, a.s. 2018/19

 

POESIA IN RETE 

“Cosi fatti pensieri quando fien, come fur, palesi al volgo, e quell’orror che primo contra l’empia natura strinse i mortali in social catena…” è così che il poeta Giacomo Leopardi introduce il significato di Social Catena da cui noi alunni della 3^E siamo partiti, prendendolo nel suo significato più letterale, per produrre vari lavori riguardanti la trasformazione in chiave moderna della vita di questo famosissimo poeta ottocentesco.

A tal proposito abbiamo deciso di lavorare utilizzando una metodologia “insolita” sfruttando al meglio le nostre conoscenze in campo informatico.

Ma come abbiamo sviluppato ciò?

Come primo step, per fraternizzare con l’argomento, abbiamo, dopo aver approfondito lo studio di questa figura rappresentante la letteratura italiana, realizzato degli autentici profili social (tramite Facebook, Instagram o Twitter) inserendo informazioni, immagini e citazioni appartenenti a Leopardi.

Dopo tale lavoro, suddividendoci in gruppi, abbiamo realizzato dei brevi video informativi sulla figura del poeta recanatese indagando sia sulla vita privata che sulle sue composizioni scoprendo e arricchendo le nostre conoscenze. Abbiamo deciso di svolgere questo lavoro utilizzando come parole chiave “originalità” e “divertimento” infatti abbiamo avuto modo di inserire effetti speciali e quindi di avvalerci delle nostre capacità tecniche e di svilupparne altre come, per esempio, l’utilizzo della tecnica del green screen.

Tutti i nostri lavori sono stati esposti durante l’Open Day 21 dicembre 2018 sotto la sorveglianza della nostra professoressa di italiano.

Francesca Montaruli- Sergio Bovio 3^E , Santarella, a.s. 2018-19

 

LA CHIMICA NELLA QUOTIDIANITÀ

Questo è il titolo del nuovo P.O.N., che ha riguardato i ragazzi di seconda media, svoltosi alla scuola Santarella. Siamo stati seguiti dalle professoresse Amorese e Vangi in qualità di esperte, coadiuvate dalle tutor professoresse Musto e Fiore.  e dividendoci in due gruppi diversi abbiamo svolto numerosi esperimenti e varie osservazioni. Tra esse possiamo descrivere le più interessanti come per esempio: la lievitazione del pane, la produzione del cacio-ricotta, la formazione del sale, la produzione del caramello e la preparazione di un indicatore del pH.

Per la lievitazione del pane abbiamo utilizzato; il lievito di birra nonché un fungo unicellulare responsabile della lievitazione, la farina, l’acqua e il sale. Così dopo aver preparato l’impasto e in seguito alla sua lievitazione a temperatura ambiente ci siamo recati al panificio “C’era una Volta” dove abbiamo infornato i nostri panini, che dopo circa 15 minuti erano pronti, gustandoli erano croccanti, profumati e morbidi.                 

Per la produzione del cacio-ricotta ci siamo serviti di una grande pentola, 5l di latte e il caglio. Inizialmente abbiamo messo la pentola su un fornellino elettrico e vi abbiamo versato il latte, arrivato a 37° abbiamo aggiunto il caglio, un acido che ha provocato la coagulazione del latte. Successivamente al raffreddamento abbiamo versato il contenuto all’interno di canestrelli e li abbiamo lasciati riposare in frigorifero. Il giorno dopo con l’esperta abbiamo ripreso dal frigorifero il cacio-ricotta e tutti insieme lo abbiamo gustato, esso era molto buono e presentava le caratteristiche di un vero latticino.

Per la formazione del sale ci siamo serviti di acido cloridrico e idrossido di sodio. Inizialmente abbiamo versato in un beaker dell’acido cloridrico e dell’idrossido di sodio, successivamente abbiamo posto il beaker su un fornelino elettrico e dopo circa 15 minuti abbiamo notato che sulle pareti del beaker si sono formate delle goccioline, questo perché l’acqua è evaporata, e sul fondo del beaker è rimasto il sale.  

Per la produzione del caramello ci siamo serviti semplicemente di zucchero. All’inizio abbiamo versato lo zucchero in una provetta e in seguito mantenendola con una pinza di legno l’abbiamo posta su un fornellino ad alcool, dopo circa 10 minuti lo zucchero ha iniziato a cambiare colore diventando marroncino e ad emanare un odore sgradevole: è diventato caramello.

Per la preparazione di un indicatore del pH (potenziale idrogeno) abbiamo preso un beaker e all’interno ci abbiamo versato dell’acqua, successivamente ci abbiamo aggiunto un cavolo rosso, abbiamo così poggiato il beaker su un fornellino elettrico e abbiamo atteso circa 15 minuti. Successivamente abbiamo tolto il cavolo rosso  dal beaker e abbiamo ottenuto un liquido di color violaceo. Ecco pronto l’indicatore e  per verificarne la sua riuscita lo abbiamo provato su alcune sostanze, ad esempio abbiamo mischiato in una provetta l’indicatore con dell’aceto, esso è diventato rosso e ciò vuol dire che è una sostanza acida, abbiamo provato anche a  mischiare l’amuchina con esso e abbiamo notato che il colore è diventato trasparente ciò significa che è una sostanza acida. Abbiamo appurato che l’indicatore è riuscito e abbiamo potuto utilizzarlo anche con altre sostanze.

Gli esperimenti si sono conclusi e per raccogliere tutto quello che abbiamo imparato abbiamo realizzato un Power Point a gruppi.

 Alla fine del P.O.N abbiamo invitato i nostri genitori ai quali noi ragazzi  abbiamo esposto i Power Point realizzati. I genitori sono stati entusiasti del nostro lavoro e delle competenze acquisite durante lo svolgimento del P.O.N.                                                                                                                    

Federica Caterina e Desiree Mazzilli, classe II F Scuola Santarella, a.s. 2018/19