Arrivederci, ragazzi:il futuro vi aspetta

Il 29 giugno si è concluso un importante capitolo del percorso dei nostri ragazzi delle classi terze: il ciclo della Scuola Secondaria di Primo Grado.

La cerimonia si è aperta con il saluto e l’augurio dell’Assessora alla Pubblica Istruzione prof.ssa Eleonora Loiodice , che ha rivolto agli studenti le sue felicitazioni per il traguardo raggiunto e parole di incoraggiamento affinché affrontino con fiducia il nuovo cammino che li attende.

Sono stati anni intensi, ricchi di impegno, crescita, amicizie ed esperienze che resteranno nel cuore. Oggi si chiude una tappa importante, ma si apre un nuovo orizzonte, tutto da scoprire.

La Dirigente Scolastica, i docenti e tutto il personale scolastico augurano a tutti gli alunni e alle loro famiglie un futuro ricco di soddisfazioni, serenità e successi. Che possiate custodire i valori appresi in questi anni e affrontare ogni nuova esperienza con il sorriso, la determinazione e la voglia di crescere.

Che il vento sia favorevole ai vostri sogni, vi accompagni nelle scelte future e vi dia sempre il coraggio di guardare avanti con entusiasmo, curiosità e fiducia.

A tutti voi, ragazze e ragazzi, il nostro più sincero augurio di “buon vento” e buona vita!

CLASSE III A

CLASSE III B

CLASSE III C

CLASSE III D

CLASSE III E

CLASSE III F

Intervista al Sindaco

Il giorno 14 aprile 2026 ci siamo recati presso la sala verde del comune di Corato per intervistare il sindaco nell’ottica di una rendicontazione del lavoro svolto in questi cinque anni.. Dopo esserci divisi le domande scritte da noi in redazione, siamo entrati e ci hanno fatto accomodare su delle poltrone.

Abbiamo cominciato con una piccola introduzione: ”Buonasera noi siamo la redazione del S@ntarellino e oggi siamo qui per intervistarla sulla base delle sue risposte ai ragazzi della redazione che nel 2023 lei incontrò per esporre il suo programma di allora, dopo che loro avevano scritto una lettera a tutti i candidati sindaci di allora che erano veramente tanti!

Ci piacerebbe capire quanto è stato realizzato in questi cinque anni e come. Contemporaneamente vorremmo parlarlele delle nostre idee per migliorare Corato affinché diventi un paese migliore e più accogliente”.  https://ilsantarellino.wordpress.com/2021/05/18/intervista-al-sindaco-prima-parte/ e https://ilsantarellino.wordpress.com/2021/05/22/intervista-al-sindaco-seconda-parte/

Poi sono cominciate le domande tenendo conto del programma di allora che avevamo studiato con cura in Redazione.

  • Cosa significa per lei essere sindaco?

Essere sindaco per me è soprattutto responsabilità nei confronti della città e dei cittadini, significa impegnarsi per favorire la crescita della comunità.

CENTRO STORICO:

  • In che modo è stata gestita la situazione di degrado e abbandono di stabili diroccati nel centro storico?

Riguardo al centro storico l’Amministrazione ha approvato il P.I.R.U. (Piano Integrato Rigenerazione Urbana) per dare strumenti normativi concreti di intervento. Se quindi si vuole riportare in vita il centro antico il P.I.R.U. ci dice come intervenire. Esso è collegato a quello preesistente. 

  • Si è favorito il ritorno delle attività commerciali nel centro storico?

Lo si sta facendo con alcune deroghe importanti per incentivare i proprietari degli immobili del centro storico ad utilizzarli per nuove attività commerciali. Infatti è stata ridotta del 50% la tassa per il cambio di destinazione d’uso e sono state ridotte in modo rilevante due altre imposte, l’IMU sulla proprietà degli immobili e  la TARI sui rifiuti.

AMBIENTE:

  • L’altro giorno sono andata con le mie amiche a fare una corsa nella villa comunale e ho notato che l’erba era alta quasi cinquanta centimetri e si rischiava di cadere. Come mai questa situazione?

A Corato si sta provando a tagliare meno spesso l’erba in alcune aree verdi, come si sta facendo anche in altre città, ad esempio a Milano e Genova. Questa scelta serve ad aiutare la natura: infatti, dove l’erba viene tagliata meno, la biodiversità può aumentare fino al 60%. Ci sono quindi più fiori spontanei, insetti impollinatori e piccoli animali. Inoltre, l’erba più alta trattiene meglio l’acqua e aiuta a ridurre il caldo durante l’estate, rendendo la città più resistente ai cambiamenti climatici. Alcune persone però criticano questa iniziativa perché pensano che l’erba alta dia un’impressione di trascuratezza. In realtà, queste aree non sono abbandonate, ma vengono progettate e controllate con attenzione. Lo scopo è trovare il giusto equilibrio tra una città ordinata e il rispetto dell’ambiente.

SALUTE E POLITICHE SOCIALI:  

  • Aprirete mai un registro per i tumori?

Corato non dispone di un Registro Tumori comunale autonomo dedicato. La città fa riferimento al Registro Tumori Puglia gestito da Aress e ai dati epidemiologici regionali coordinati a livello provinciale. Non si evidenziano dati statistici tali da richiedere un registro dedicato solo a Corato.

  • Quali miglioramenti sono stati attuati all’ospedale di Corato?

L’ospedale è continuamente potenziato. Di recente sono arrivate nuove importanti strumentazioni tra cui due TAC di ultima generazione. Sono al momento ancora attivi i cantieri per l’adeguamento sismico, lavori di restyling come quelli realizzati nei reparti di Pediatria e Ginecologia, è stato creato un nuovo reparto di Terapia intensiva che ospiterà la nuova struttura di Anestesia e Rianimazione. Le sale operatorie sono state rimodernate ed è arrivato il dott. Cianci come primario di Chirurgia.

SCUOLA

  • Quali interventi sono stati attuati per migliorare le strutture scolastiche?

Alcune palestre sono già state migliorate o rese agibili, le aule di quasi tutti gli istituti di scuola primaria e secondaria di primo grado sono state ripitturate. Oltre ad importanti interventi strutturali resisi necessari in alcuni plessi.

  • Quali proposte la sua amministrazione ha introdotto nelle scuole riguardo all’inclusione?

In questi cinque anni abbiamo fatto in modo che aumentasse in modo rilevante il numero degli educatori che affiancano i docenti di sostegno nella facilitazione degli apprendimenti per gli alunni con disabilità.

MOBILITÀ SOSTENIBILE

  • Come i ragazzi del 2019 le proponiamo l’idea della pista ciclabile sicura e che passi dall’extramurale e dalle strade interne e magari si colleghi con i centri limitrofi. Perchè non è stata ancora realizzata? Ci sono stati dei problemi?

Al momento stiamo terminando l’eco-estramurale con l’implementazione della vegetazione e la piantumazione di alberi e arbusti all’interno di rain garden (giardini della pioggia) per la gestione sostenibile delle acque meteoriche e il miglioramento del microclima. Questo intervento è stato molto impegnativo e prevede la creazione di nuove aree verdi e percorsi dedicati a chi si sposta a piedi o in bicicletta. Lo scopo è rendere gli spazi pubblici più accessibili a tutti, eliminando le barriere architettoniche, diminuendo il traffico e riducendo l’inquinamento. I lavori hanno previsto nuove pavimentazioni, la piantumazione di alberi e la realizzazione di sistemi per raccogliere l’acqua piovana. Inoltre, il progetto vuole organizzare meglio gli spazi delle strade, dando più spazio ai pedoni e alle biciclette. A breve comincerà la seconda fase dei lavori che prevede la realizzazione di percorsi ciclabili lungo l’anello principale che unisce Via Ettore Fieramosca, Viale V. Veneto, Via IV Novembre, Viale A. Diaz e Viale Luigi Cadorna.

AGRICOLTURA

  • Secondo lei potremmo sfruttare la falda acquifera situata sotto Corato per irrigare i campi e per creare spazi verdi ecosostenibili?

La falda acquifera è un sistema molto delicato che possiamo e dobbiamo monitorare con attenzione.

GIOVANI

  • Parlando del Nicotel, sarebbe possibile un’interlocuzione con la nuova proprietà perché la piscina possa diventare comunale?

Il Nicotel ormai è diventato una proprietà privata. Però si potrebbero fare delle interlocuzioni per agevolare il lavoro e cercare di renderla comunale.

  • Nel suo programma parlava dell’istituzione di un assessorato ai giovani e di un “grande hub” per supportare studio e lavoro. A distanza di anni, questo punto di riferimento è stato creato? E quali risultati concreti ha portato per noi ragazzi che viviamo a Corato?

Sono stati creati luoghi di ritrovo e di espressione come ad esempio la Biblioteca comunale o anche l’ex-liceo dove i lavori si stanno completando per la realizzazione di un hub culturale con all’ultimo livello un ostello per la gioventù.

BAMBINI

  • In questi anni Corato ha visto un cambiamento drastico riguardante la sicurezza, molti reati vengono compiuti da cosiddette baby gang. Cosa è stato fatto per arginare il fenomeno?

Stiamo facendo di tutto per far diventare Corato una città pulita e sicura senza atti criminali. I lavori andranno avanti con la collaborazione delle forze dell’ordine e di tutti i cittadini.

  • Si parlava di creare un piano speciale per i bambini e di rendere piú sicuri i percorsi per andare a scuola a piedi, magari con un “pedibus”. A che punto sono?

E’ stato presentato nelle scuole già quest’anno un progetto di pedibus che sarà  realizzato in via sperimentale nel prossimo anno scolastico con adeguati punti di raccolta come indicato nella pagina web del Comune. https://www.comune.corato.ba.it/novita/gamba-nuove-politiche-di-mobilita-sostenibile-del-comune-di-corato

Il progetto “In Gamba” comprende diverse iniziative pensate per incoraggiare le persone a muoversi a piedi o in bicicletta in città. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento dell’aria e promuovere uno stile di vita più sano. Tra le attività principali ci sono il Pedibus, un servizio dedicato agli alunni delle scuole primarie che permette di andare a scuola a piedi in gruppo accompagnati da adulti, e We Bike, un sistema che premia chi usa la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Inoltre, il progetto prevede anche il controllo della qualità dell’aria per capire meglio il livello di inquinamento. “In Gamba” fa parte di Terra Maris, un progetto che coinvolge i comuni di Molfetta, Corato, Ruvo di Puglia e Terlizzi. Questo programma è stato creato per migliorare la mobilità sostenibile nei percorsi casa-scuola e casa-lavoro, incentivando mezzi di trasporto più rispettosi dell’ambiente. 

  • Si potrebbe costruire uno skate park in uno spazio inutilizzato magari della Villa Comunale?

Sì, se viene fatta una richiesta anche da voi ragazzi, si potrebbe parlarne in sede amministrativa con i consiglieri.

ELETTRODOTTO

  • Come sta andando il lavoro con l’elettrodotto? Se bene, quando finiranno i lavori?       

In merito ai lavori sull’elettrodotto, il progetto prevede l’interramento della linea. Al momento il lavoro è in corso ma si riscontrano delle fasi di stallo. L’intervento si concentra particolarmente sullo spostamento della linea gestito da Terna, una società pubblica, dalla 167 all’Oasi, garantendo una riqualificazione dell’area.

CULTURA

  • Ci può fare degli esempi di come la sua amministrazione ha promosso le attività per attrarre il turismo?

Uno dei tanti esempi è sicuramente IL VILLAGGIO DI BABBO NATALE che ha portato molto successo per le persone di tutte le età, dai più grandi ai più piccoli e ha attratto molto turismo. 

Oltre al Villaggio di  Babbo Natale è molto piaciuta  la cosiddetta “ PRIMAVERA FEST” che dura circa un mese. Questa festa prevede delle mostre e installazioni floreali, dipinti che rappresentano la primavera e anche sagre. 

Si aggiunge a queste ultime iniziative quella intitolata  IL TEMPO DEI PICCOLI, ovvero un tempo dedicato ai più giovani, con la città aperta al futuro, ai futuri cittadini. 

E infine altri festival come quello dedicato al JAZZ, alla CULTIVAR CORATINA, e anche all’OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA.

Durante l’intervista il tempo è volato e non ci siamo affatto accorti che è tardissimo, così dopo la foto di rito, salutiamo il Sindaco ringraziandolo per il tempo prezioso che ci ha dedicato e andiamo via.

La Redazione del “S@ntarellino”, a.s. 2025/26

PROGETTO “NOTE IN CRESCENDO”

Il giorno 22 del mese di aprile 2026 si è svolto il  saggio del progetto  “Note in crescendo”,  con i nostri docenti di musica. 

Appena siamo entrati nel laboratorio musicale abbiamo subito sentito un’aria accogliente, la stanza era abbellita con vari quadri di diversi artisti (Beethoven, Mozart…). 

Alla Digital board era rappresentata una coppia di ballerini che danzava con una musica di sottofondo dolce e rilassante.

Al centro della stanza c’erano molte sedie rivolte verso gli strumenti musicali, sedie che avrebbero accolto i genitori e i professori dei ragazzi partecipanti al progetto.

I ragazzi erano vestiti con una camicia bianca, papillon nero e jeans blu; invece le ragazze con camicia bianca e jeans neri.

L’evento è stato presentato dalla preside della scuola facendo un discorso ordinato e gentile, sottolineando che ogni ragazzo ha le proprie capacità, competenze e che oggi le avrebbero espresse attraverso la musica, quindi suonando strumenti musicali.

Il saggio si è svolto con l’esecuzione dei ragazzi che hanno cantato e suonato vari strumenti quali la chitarra, il pianoforte, il violino, la chitarra elettrica e la batteria.

Al termine del saggio, il pubblico ha applaudito con entusiasmo tutti i partecipanti, premiando l’impegno e la passione dimostrati durante l’esibizione. È stata un’esperienza emozionante che ha permesso ai ragazzi di mettere in mostra il loro talento e il lavoro svolto durante il progetto. 

Questa serata ci ha fatto capire che la musica è un linguaggio capace di unire le persone e di trasmettere emozioni. Speriamo che iniziative come questa vengano riproposte anche nei prossimi anni, perché rappresentano un’importante occasione di crescita e di condivisione per tutta la scuola.

Alba Cannillo e Martina Di Caterina, classe I C, “L. Santarella”, a.s. 2025

Una bookbag per Anna Frank

Un diario, una storia, il racconto di una vita: tutte queste cose ci hanno guidato a conoscere l’adolescenza e l’infanzia difficile di Anna Frank, una ragazza che nasce in Germania, a Francoforte sul Meno e con un sogno, quello di diventare una scrittrice.        

Lei viveva con la sua famiglia, composta da quattro persone: sua madre Edith, suo padre Otto e sua sorella Margot, la primogenita.

Fino all’età di quattro anni abitava in Germania poi, a causa delle leggi razziali, la sua famiglia è dovuta fuggire e andare in Olanda, ad Amsterdam. 

Leggendo questa storia abbiamo realizzato una bookbag e dentro di essa abbiamo messo degli oggetti che la  rappresentavano: la stella di David, simbolo degli ebrei, un ramoscello per rappresentare l’unico contatto che Anna aveva con la natura guardando la sua finestra, un vasetto di marmellata che ricorda la ditta del padre Otto, una radiolina con la quale sentivano le notizie della guerra e un diario con le nostre riflessioni.

La sua storia prosegue, ma non vogliamo spoilerare niente perchè lo potrete scoprire in parte ascoltando l’audio o leggendo il suo diario originale.

Buon ascolto!

Elena Sofia Picca, Greta Scarpa e Myriam Strippoli classe II C, “L. Santarella”, a.s. 2025/26

UNA BUSTA PER PRESENTARE UN LIBRO

Forse da questo titolo non avrete ben capito l’argomento di quest’articolo, ma facciamo un passo indietro.

L’estate scorsa la nostra professoressa di Italiano ci ha assegnato diversi compiti tra cui la lettura di tre libri a nostra scelta, in seguito avremmo dovuto farne una presentazione del nostro preferito in un modo particolare: abbiamo preso una semplice busta di carta, come quelle che danno dopo aver fatto un acquisto, e abbiamo cambiato copertina e titolo poi dovevamo inserire tre oggetti (o fatti da noi o che già avevamo)  per raccontare la storia e per incitare lo spettatore ad  appassionarsi alla lettura, insomma l’abbiamo trasformata con molta creatività in un modo diverso per narrare la storia.

Io ho presentato il libro “Cara Nonna,Caro Nipote” di Lia Levi e Simone Calderoni, strutturato come un dialogo sincero, ironico e profondo tra due generazioni separate da oltre sessant’anni di storia. Lia è una scrittrice di lunga data e testimone storica, mentre Simone è un giovane da poco approdato nel mondo della scrittura. All’interno della busta vi era la stella di David per rappresentare tutta la storia della nonna ebrea che ha dovuto spostarsi per l’Italia a causa della sua nazionalità, la corda perchè in un capitolo intitolato “Giochi del passato e giochi del presente” la nonna Lia parla di quanto fosse appassionata al salto della corda paragonandolo ai giochi di oggi e infine uno schema poiché il nipote Simone quando scrive preferisce organizzarsi anche per la sua dislessia, scoperta solo da grande, mentre nonna Lia è un po’ disordinata, infatti usa fogli volanti per abbozzare libri.

Questa storia mi ha colpito molto per il legame tra nonna e nipote, il confronto senza filtri, l’ironia e la leggerezza con cui vengono narrati i fatti ed anche per la passione comune.

Invece io ho presentato il libro “Motel calivista buongiorno” di Kelly Yang, una storia vera che parla delle avventure di questa ragazza di nome Mia Tang, ma allo stesso tempo attraversa molte tematiche attuali come quella del razzismo e dell’immigrazione. Nella mia busta ho inserito il cappello della protagonista che serviva ad avvisare i giorni in cui gli immigrati potevano soggiornare in segreto, il suo quaderno perché lei amava scrivere testi, la chiave perché il suo compito nel motel era distribuire le chiavi ai clienti e l’ultimo oggetto che ho inserito sono i suoi pantaloni per cui tutti la prendevano in giro. Questo libro mi è piaciuto perché era ricco di avventure, colpi di scena e fantasia. 

Quindi questa attività ci è piaciuta molto poiché siamo riusciti ad esprimerci in una presentazione divertendoci con molta creatività.

Greta Scarpa e Myriam Strippoli, classe II C, “L. Santarella”, a.s. 2025/26

LOVE ME LOVE ME: IL SOLE E LA LUNA

Casa editrice: Sperling & Kupfer

 Autrice: Stefania S.

Genere: romanzo romance/serie di quattro volumi

Pubblico: ragazzi dai 12 anni in su

“LOVE ME LOVE ME” parla della storia di June e James, due ragazzi con due caratteri molto diversi: James Hunter definito il bad boy di laguna beach, prepotente e maleducato, eJune White, la classica brava ragazza, ma che non si lascia mettere i piedi in testa.

June ha una madre artista che si trasferisce quasi ogni mese per mostrare le sue opere, perciò questo non le permette di farsi dei veri amici, ma la situazione cambia quando arriva a Los Angeles e frequenta la St.Mary International School dove conosce non solo le sue compagne, come: Amelia, Poppy, Ari, Blaze e Brian, il suo peggior nemico ma anche il suo primo amore!  Il suo nemico, James,  le darà fastidio chiamandola con dei nomignoli come “biancaneve”, “perfettina” e “maestrina”. 

June si chiama così per continuare una tradizione di famiglia, cioè quella di chiamarsi come i mesi dell’anno e questo la farà sentire imbarazzata e insicura. Contribuisce a questa insicurezza il suo fisico e per questo indossa sempre una felpa oversize per coprirsi perchè ha paura di mostrarsi, ma col tempo inizierà ad accettarsi con l’aiuto delle sue amiche.

Noi definiamo questo libro: avvincente, intenso e irresistibile! La cosa che ci è piaciuta di più è stata la storia d’amore tormentata  e appassionante diventata una vera e propria ossessione collettiva e ci è piaciuto molto il fatto che l’autrice abbia giocato con le emozioni, che in questo libro sono intense e molto chiare, per esempio all’ inizio di ogni capitolo cambiava il narratore e questo ci garantiva una versione differente dei punti di vista, ma anche il lessico amichevole e colloquiale, rendendo più chiare le emozioni provate dai protagonisti. 

Concludiamo dicendo che consigliamo questo libro a tutti gli appassionati di romance e buona lettura!

Greta Scarpa e Myriam Strippoli, classe II C, “Santarella”, a.s. 2025/26

Il bullismo

Il bullismo è un problema purtroppo abbastanza diffuso nelle scuole e può capitare, soprattutto durante gli anni delle medie. In questo periodo i ragazzi stanno crescendo, cambiano sia fisicamente sia nel carattere e cercano di capire meglio chi sono e come stare con gli altri. A scuola si passa molto tempo insieme ai compagni, si costruiscono amicizie e si imparano tante cose non solo dai libri, ma anche dalle persone che ci stanno intorno. Proprio per questo è molto importante imparare il rispetto e la gentilezza verso gli altri.

Il bullismo si verifica quando uno o più ragazzi prendono di mira un compagno e lo fanno soffrire con parole o azioni cattive. Non si tratta di un semplice litigio tra amici, perché i litigi possono capitare a tutti e spesso si risolvono in poco tempo. Nel bullismo invece gli episodi si ripetono nel tempo e la persona che ne è vittima spesso non riesce a difendersi e si sente sola. Chi fa il bullo a volte pensa di essere più forte o vuole far ridere gli altri prendendo in giro qualcuno che considera più debole.

Esistono diversi tipi di bullismo. Uno dei più comuni è il bullismo verbale, cioè quello fatto con le parole. Per esempio quando una persona viene insultata, presa in giro oppure chiamata con soprannomi offensivi. Anche le prese in giro ripetute davanti agli altri possono far stare molto male una persona. Poi c’è il bullismo fisico, che avviene quando qualcuno dà spintoni, sgambetti oppure fa scherzi pesanti che possono fare male o spaventare.

C’è anche un altro tipo di bullismo che a volte è meno visibile ma può fare comunque molto male: l’esclusione. Questo succede quando qualcuno viene lasciato fuori dal gruppo apposta, non viene invitato a giocare o viene ignorato. Anche questi comportamenti possono far sentire una persona triste e sola.

Oggi esiste anche il cyberbullismo. Questo tipo di bullismo avviene attraverso internet, i telefoni e i social network. Per esempio quando qualcuno manda messaggi offensivi in chat, pubblica foto di un compagno senza il suo permesso oppure scrive commenti cattivi sotto i post. Il cyberbullismo può essere ancora più difficile da affrontare perché i messaggi possono essere visti da tante persone e possono restare online per molto tempo.

Le persone che subiscono bullismo spesso provano emozioni molto forti. Possono sentirsi tristi, arrabbiate, umiliate oppure spaventate. Alcuni ragazzi iniziano a sentirsi insicuri e pensano di non valere abbastanza. In certi casi possono anche avere paura di andare a scuola o di stare con i compagni. Però è importante ricordare che nessuno merita di essere trattato male e che non è mai colpa della persona che subisce il bullismo.

Anche i compagni che assistono agli episodi di bullismo hanno un ruolo molto importante. A volte le persone non intervengono perché hanno paura o perché pensano che non sia un loro problema. In realtà anche piccoli gesti possono fare una grande differenza.

 Per esempio si può difendere il compagno preso di mira, non ridere delle prese in giro oppure avvisare un insegnante o un adulto.

Quando succede qualcosa di simile è molto importante parlarne con qualcuno. Tenere tutto dentro può far stare ancora peggio. Si può parlare con i genitori, con un insegnante oppure con un altro adulto di fiducia. Gli adulti possono aiutare a trovare una soluzione e a fermare la situazione. Chiedere aiuto non significa essere deboli, ma avere il coraggio di affrontare un problema.

Per prevenire il bullismo è fondamentale imparare il rispetto e l’empatia. Ognuno di noi è diverso dagli altri: c’è chi è più timido, chi è più socievole, chi è bravo nello sport, chi preferisce studiare o disegnare. Le differenze non devono essere un motivo per prendere in giro qualcuno, ma qualcosa che rende ogni persona unica e speciale.

La scuola dovrebbe essere un luogo dove tutti si sentono accolti, rispettati e al sicuro. Gli studenti dovrebbero aiutarsi tra loro, collaborare e cercare di capirsi. Quando impariamo a metterci nei panni degli altri capiamo meglio come si sentono e diventa più facile evitare di fare o dire cose che potrebbero ferire.

In conclusione, il bullismo è un problema serio che può far soffrire molto chi lo subisce, ma insieme si può combattere. Se tutti impariamo a rispettare gli altri, a essere gentili e ad aiutare chi è in difficoltà, la scuola può diventare un posto migliore per tutti. Anche un piccolo gesto di amicizia, una parola gentile o il coraggio di difendere un compagno possono fare una grande differenza e aiutare a creare un ambiente più sereno e felice per tutti.

Ginevra Curatella (classe I A) e Giorgia Lamarca (classe I F), “Santarella”, a.s. 2025/26

LA GUERRA 

La guerra è qualcosa di molto brutto e spaventoso. È quando due Paesi o gruppi combattono tra loro e molte persone soffrono. Nella guerra ci sono soldati, bombe, armi e cose distrutte. Le case, le scuole, i parchi e persino gli ospedali possono essere rovinati. Anche gli animali soffrono perché hanno paura e non trovano cibo o acqua.

Quando c’è la guerra, le persone spesso devono scappare dalle loro case per stare al sicuro. Ad esempio, alcuni bambini devono lasciare la loro scuola e correre con la famiglia verso posti sicuri. Molti non possono più giocare con i loro amici e devono vivere in rifugi o campi profughi. Gli adulti cercano di trovare cibo, acqua e medicine, ma a volte non bastano per tutti. È molto triste vedere persone spaventate, affamate o malate.

La guerra non fa bene a nessuno. Anche chi “vince” è triste, perché molte persone muoiono o si fanno male. Le famiglie si separano e molti bambini diventano orfani. Per esempio, ci sono storie di bambini che devono aiutare i genitori a trasportare cibo da soli o che non riescono più a trovare i loro amici. Tutto questo fa capire che la guerra porta solo dolore e problemi.

Ci sono però persone che cercano di aiutare chi soffre per la guerra.

Dottori, insegnanti e volontari portano cibo, vestiti, medicine e cercano di far stare meglio le persone. Ad esempio, in alcuni Paesi ci sono scuole temporanee dove i bambini possono tornare a studiare anche durante la guerra. È bello sapere che ci sono persone che aiutano gli altri, perché anche nelle situazioni difficili si può fare qualcosa di buono.

Noi sogniamo un mondo dove tutti i Paesi parlano e si ascoltano invece di combattere. La pace è quando tutti possono vivere sicuri, andare a scuola, giocare, ridere e sorridere. Tutti i bambini del mondo meritano di vivere felici e senza paura.

Anche noi possiamo fare qualcosa. Possiamo essere gentili, aiutare gli amici e rispettare le persone intorno a noi.

Imparare a parlare e risolvere i problemi con le parole è un piccolo passo verso un mondo più pacifico. Ad esempio, se due amici litigano per un gioco, possono spiegarsi i loro sentimenti invece di arrabbiarsi. Così si impara a vivere senza violenza, anche nelle cose piccole.

Spero che un giorno la guerra non esisterà più e che tutti i bambini del mondo possano vivere insieme in sicurezza, ridere, giocare e studiare senza paura. Tutti meritano di avere una vita felice.

GINEVRA CURATELLA (classe I A) GIORGIA LAMARCA (classe I F), “L. Santarella”, a.s. 2025/26

L’INQUINAMENTO

La Terra è la nostra casa e dobbiamo prendercene cura. Inquinare significa sporcare l’aria, l’acqua e la terra con cose cattive. Per esempio, quando buttiamo plastica per terra, quando le macchine fanno tanto fumo o quando le fabbriche buttano sostanze chimiche nei fiumi: stiamo facendo del male alla natura. Anche se a volte sembra che un piccolo gesto non cambi nulla, in realtà ogni piccolo gesto conta e può fare la differenza.

Gli animali soffrono molto quando la Terra è sporca. Le tartarughe marine spesso mangiano sacchetti di plastica pensando che siano meduse. Questo può farle ammalare o farle morire. I pesci rimangono intrappolati nei rifiuti, nei fiumi e nei mari. Gli uccelli possono restare intrappolati in sacchetti o reti di plastica. Ci sono anche animali che non trovano più cibo pulito perché i fiumi sono pieni di sostanze chimiche. È molto triste pensare che tanti animali soffrono solo perché le persone non si prendono cura della natura.

Anche noi soffriamo quando l’ambiente è sporco. Se l’aria è piena di fumo, possiamo ammalarci ai polmoni. Se l’acqua dei fiumi o dei laghi è inquinata, non possiamo berla e nemmeno i pesci con cui ci alimentiamo sono sicuri. L’inquinamento cambia anche il clima. Alcuni giorni fa troppo caldo, altri troppo freddo, oppure ci sono alluvioni e tempeste più forti del normale. Tutto questo succede perché non rispettiamo la natura.

Ci sono città dove l’aria è così sporca che le persone devono indossare mascherine anche quando camminano per strada. Alcuni fiumi sono pieni di rifiuti e sostanze chimiche, così gli animali non possono viverci. Le foreste vengono tagliate per costruire case e strade e così gli animali perdono la loro casa. Se non facciamo niente, pian piano perderemo tanti animali, piante e posti bellissimi che la natura ci regala.

Cosa possiamo fare per aiutare la Terra?

Anche se siamo piccoli, possiamo fare tante cose per aiutare la Terra. Possiamo usare meno plastica, riciclare quello che possiamo, camminare o andare in bicicletta invece di usare sempre la macchina. Anche spegnere le luci quando non servono è importante, perché così risparmiamo energia e inquiniamo meno.

Possiamo anche raccontare ai nostri amici e alla nostra famiglia quanto sia importante proteggere la Terra. Più persone capiscono quanto è grave l’inquinamento, più possiamo aiutare insieme. Possiamo piantare alberi nei parchi, curare i giardini e fare attenzione a non sprecare l’acqua. Se vediamo rifiuti nei parchi, nei boschi o vicino ai fiumi, possiamo raccoglierli o chiedere a un adulto di aiutarci. Così facciamo un piccolo gesto di gentilezza per la natura e per tutti gli esseri viventi.

Gli animali hanno bisogno di noi. Gli uccelli, i pesci, i cani e i gatti meritano di vivere in un mondo pulito e sicuro. Anche i piccoli insetti come le api e le farfalle sono importanti perché aiutano le piante a crescere. Se proteggiamo la natura, anche loro potranno vivere meglio.

Possiamo anche aiutare gli animali che incontriamo vicino a casa. Possiamo lasciare un po’ d’acqua e cibo per gli uccelli in estate, oppure aiutare i cani e i gatti randagi. Quando piantiamo un albero o un fiore, stiamo dando un posto sicuro anche agli insetti e ai piccoli animali che vivono tra le piante.

Storie di animali e natura

Una volta ho letto di un pesce che viveva in un fiume molto sporco. Ogni giorno l’acqua diventava sempre più scura e piena di rifiuti. Il pesce non riusciva più a trovare cibo pulito e aveva paura di tutto. Un gruppo di bambini, come noi, ha deciso di pulire il fiume. Hanno raccolto plastica, lattine e bottiglie e hanno piantato alberi lungo le sponde. Pian piano il fiume è tornato pulito e il pesce e i suoi amici hanno potuto vivere felici.

Un’altra volta ho visto in televisione una storia di tartarughe che avevano mangiato plastica. Alcune si sono ammalate, ma grazie ad alcune persone che le hanno salvate e curate, sono tornate a nuotare libere nel mare. Questa storia mi ha fatto capire che anche se l’inquinamento è grave, possiamo sempre fare qualcosa per aiutare gli animali.

Perché la Terra è speciale

La Terra è unica e preziosa. Non abbiamo un’altra casa dove vivere, quindi dobbiamo fare attenzione a non sporcare e a non inquinare. La natura ci regala tante cose bellissime: fiori colorati, alberi grandi e verdi, animali simpatici, uccelli che cantano e acqua limpida nei fiumi e nei laghi. Se roviniamo tutto questo, non possiamo più tornare indietro e perderemo la bellezza del mondo.

È importante imparare fin da piccoli a rispettare il pianeta. Possiamo essere amici della natura, osservare gli animali senza disturbarli, camminare nei boschi senza lasciare rifiuti e amare le piante. Possiamo anche scrivere disegni o racconti su come proteggere la Terra, così da ricordare a noi stessi e agli altri quanto è importante.

Se tutti facessimo queste cose ogni giorno, il mondo diventerebbe un posto felice, sicuro e pulito. Anche piccoli gesti come raccogliere una lattina per terra, piantare un fiore o aiutare un animale a trovare un posto pulito possono fare la differenza.

Piccoli gesti, grande aiuto

Dobbiamo ricordarci sempre che proteggere la Terra non significa solo aiutare noi stessi, ma anche gli animali e le future generazioni. Se ci prendiamo cura della natura, anche la natura si prenderà cura di noi. Possiamo ridurre la plastica, non sprecare acqua, non buttare rifiuti per terra, camminare o andare in bici invece di usare la macchina.

Possiamo anche aiutare a diffondere la conoscenza. Raccontare agli amici, ai nonni, ai genitori e ai compagni di scuola quanto è importante proteggere la Terra. Possiamo fare piccoli gruppi per pulire parchi e giardini, o piantare alberi e fiori insieme. Tutto questo aiuta gli animali e rende il mondo più bello.

Anche quando sembra che un gesto sia piccolo, come raccogliere una bottiglia per terra o spegnere una luce, in realtà è molto importante. Se tutti i bambini del mondo facessero almeno una cosa buona per la Terra ogni giorno, il mondo cambierebbe davvero. Possiamo aiutare gli animali, le piante, gli alberi e anche le persone che vivono vicino a noi.

Il futuro della Terra

Quando saremo grandi, il mondo sarà come noi lo abbiamo fatto diventare da piccoli. Se impariamo a rispettare la natura e a proteggerla, il futuro sarà pieno di alberi, fiori, animali e fiumi limpidi. Possiamo insegnare agli altri a fare lo stesso, così anche loro rispetteranno la Terra.

La Terra ci dà tanto, quindi dobbiamo darle tutto il nostro amore e la nostra attenzione. Solo così il mondo potrà diventare un posto felice, sicuro e bellissimo per tutti: persone, animali e piante. Possiamo essere amici della natura e proteggere tutto ciò che è vivo intorno a noi.

Dobbiamo ricordare che ogni piccolo gesto conta. Anche raccogliere un semplice rifiuto per terra, piantare un albero o aiutare un animale, fa la differenza. Se tutti facessimo qualcosa ogni giorno, la Terra sarebbe un posto meraviglioso e tutti gli esseri viventi potrebbero vivere felici.

Ginevra Curatella, classe I A, “L. Santarella”, a.s. 2025/26

“MULAN”

Il film “Mulan” è un film di animazione, realizzato nel 1998 ( uscito negli Stati Uniti il 19 giugno e in Italia il 4 dicembre dello stesso anno) ed è stato prodotto dalla Walt Disney Feature. 

Il film è stato diretto da Tony Bancroft  e Barry Cook .

Nonostante sia prodotto dalla Disney, questo film nasce da una leggenda cinese, la ballata di Mulan risalente a molti secoli fa. 

Fu il  primo lungometraggio animato realizzato quasi interamente dalla Disney-MGM Studios in Florida.

Le riprese si sono svolte principalmente in Nuova Zelanda e in diverse località della Cina.

Mulan si traduce letteralmente come Magnolina o orchidea del legno, per questo motivo i fiori di magnolia appaiono nel film.

Durante la scena in cui Mulan canta riflessa nel tempio, i nomi scritti in caratteri cinesi sulle pietre degli antenati sono in realtà i nomi degli animatori Disney che hanno lavorato al film.

Mulan si tocca spesso i capelli perché gli animatori notarono che la sua doppiatrice originale, Ming-Na Wen, aveva questa abitudine durante la registrazione e così decisero di inserire il movimento.

Inizialmente, gli antenati dovevano essere delle figure solenni. L’inserimento di Mushu come drago comico fu una scelta rischiosa ma avvincente per alleggerire i toni del film. Mushu e Li Shang non compaiono nel film del 2020. I produttori hanno scelto di eliminare il drago per rendere il film più realistico e fedele allo spirito marziale del racconto originale. 

A differenza dell’originale,i personaggi non cantano durante il film.

Le celebri melodie come “Reflection” sono presenti solo come come versioni strumentali nella colonna sonora.

Il successo di Mulan non si ferma solo alla trama avvincente, ma si estende alla profondità dei suoi temi, rendendolo uno dei film più amati del periodo del Rinascimento Disney. Un elemento centrale della narrazione è il concetto di onore, che nella cultura cinese antica era strettamente legato alla famiglia e al rispetto delle tradizioni. Mulan si trova inizialmente in difficoltà perché non riesce a rispecchiare l’immagine della “sposa perfetta” richiesta dalla società. Il suo viaggio, tuttavia, dimostra che l’onore non si ottiene solo seguendo le regole, ma agendo con coraggio e lealtà verso i propri cari.

Dal punto di vista tecnico, il film del 1998 ha introdotto innovazioni incredibili per l’epoca. Per gestire le scene di massa, come la carica degli Unni sulla montagna innevata, gli animatori hanno utilizzato un software speciale chiamato “Atila”. Questo programma permetteva di animare migliaia di soldati contemporaneamente, facendo sì che ognuno di loro sembrasse muoversi in modo leggermente diverso dagli altri, evitando un effetto di ripetizione artificiale. 

Un altro aspetto affascinante riguarda il design dei personaggi. Gli artisti hanno studiato a lungo l’arte tradizionale cinese, caratterizzata da linee fluide e spazi aperti, per differenziare “Mulan” dai film precedenti come “Il Re Leone” o “Hercules”, che avevano stili grafici molto diversi. Anche la scelta dei colori è simbolica: il rosso è spesso associato alla fortuna e alla forza, mentre i toni freddi della neve sottolineano il pericolo rappresentato da Shan Yu.

Curiosamente, il legame tra il film e la realtà storica è molto sottile. Sebbene la leggenda di Hua Mulan non abbia una datazione precisa, molti storici la collocano durante la dinastia Wei del Nord, tra il  386  e il  534  d.C. In quel periodo, la Cina era spesso minacciata dalle invasioni delle popolazioni nomadi del nord, proprio come accade nel film con gli Unni. La decisione di Mulan di travestirsi da uomo per sostituire il padre malato non era solo un atto di ribellione, ma un sacrificio estremo, poiché la scoperta del suo segreto avrebbe potuto portare alla condanna a morte.

Infine, è interessante notare come il personaggio di Mushu sia diventato un’icona. Nonostante le critiche iniziali di chi temeva che un drago parlante potesse rovinare l’atmosfera epica, la sua presenza ha permesso di inserire momenti di comicità necessari per bilanciare la drammaticità della guerra. Mushu rappresenta lo spirito guida, ma anche l’amico che commette errori, rendendo la storia più vicina al pubblico giovane. Al contrario, la versione del 2020 ha preferito sostituire Mushu con una fenice, un simbolo di rinascita che non parla, per mantenere quel tono solenne e realistico che i registi cercavano per il nuovo adattamento cinematografico.

Ginevra Curatella IA e Giorgia Lamarca IF, “Santarella”, a.s 2025/2026