I Diritti dell’Uomo

Al giorno d’oggi sentiamo molto spesso parlare di diritti dell’uomo. Essi sono una serie di diritti contenuti in un importante documento, ovvero la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Purtroppo nel mondo non tutti hanno uguali diritti e talvolta non ne hanno proprio. Ad esempio, sentiamo spesso parlare di sfruttamento minorile, specialmente nei Paesi più poveri e meno sviluppati. Molti bambini, infatti, non ricevono un’istruzione adeguata perché vengono mandati dai genitori a lavorare. A questi bambini vengono fatti svolgere lavori duri e pericolosi quali: lavoro nei campi, nelle miniere e a volte alcune bambine e ragazzine vengono anche costrette a prostituirsi. Questi bambini lavorano in condizioni davvero dure, per molte ore al giorno e ricevono una paga miserrima. Tra i diritti fondamentali ci sono anche i diritti delle donne. Nei Paesi orientali, infatti, le donne non hanno diritti ma vengono considerate come scarto della società e come schiave del marito. Le donne inoltre hanno delle regole molto molto precise da rispettare, come ad esempio indossare abiti lunghi e coprirsi molto, non mostrando nemmeno le caviglie; non hanno il diritto all’istruzione o ad avere una carriera lavorativa, proprio perché devono badare alla casa, ai figli e al marito. Molto spesso anche i più deboli della società, ovvero anziani, malati e disabili, non hanno i diritti che meriterebbero. Ad esempio, non hanno il diritto alle cure necessarie perché la sanità, anche se qui da noi è abbastanza buona, a volte non funziona benissimo. Nei Paesi meno sviluppati i malati sono davvero molti (specialmente quelli colpiti da malattie infettive come l’AIDS) e vengono privati delle cure necessarie proprio per la mancanza di medicine. I disabili, molte volte, vengono derisi, messi in disparte e anche violentati  e questo è sbagliato proprio perché anche loro sono persone come tutti gli altri e hanno il diritto di essere trattate come tali. Talvolta noi parliamo di diritto all’istruzione, alla famiglia al lavoro, dimenticandoci il diritto più importante: il diritto alla vita. Molte persone nel mondo vengono uccise o torturate fino alla morte perché magari professano un’altra religione o hanno idee differenti. Anche con la pena di morte, si toglie questo importante diritto. Purtroppo, però, sono più di cinquanta i Paesi che oggi praticano la pena di morte contro i fuorilegge. Ci sono persone che sostengono questo tipo di punizione perché pensano che, in primo luogo, la persona che uccide debba pagare allo stesso modo e poi perché pensano anche che, così facendo, il numero di reati e delitti si abbassi. In realtà questo non accade: nei Paesi dove viene applicata la pena di morte i reati aumentano e molto spesso vengono anche uccisi degli innocenti. Infine ultimo, ma non per importanza, è il problema del razzismo. Oggi noi viviamo nella cosiddette società multiculturali dove appunto culture, tradizioni e diverse popolazioni si incontrano. La società multiculturale secondo me è una società davvero bella e ricca, ma talvolta i “diversi” vengono discriminati proprio perché, purtroppo, la gente ha dei pregiudizi e degli stereotipi, ad esempio, contro gli immigrati. Infatti, molto spesso, si pensa che costoro vengano qui in Italia, o in altri Paesi occidentali, come terroristi o criminali. Sì, certo, alcuni hanno queste intenzioni, ma ci sono tanti immigrati che invece scappano dalla fame, dalla guerra e dalla mancanza di lavoro. I diritti dell’uomo sono davvero tanti e sarebbe difficile spiegarli tutti, ma penso che ognuno dovrebbe impegnarsi a rispettarli e, secondo me, conoscerli sin da piccoli è davvero importante. Ecco perché parlare di questo argomento anche a scuola è davvero molto utile.

Simona Fusaro, classe III E (a.s. 2016/2017)

I diritti umani

I diritti umani regolano la convivenza civile in quanto affermano il rispetto della libertà e della dignità umana. Il rispetto dei diritti dell’uomo è affermato nella Bibbia, nei libri dell’Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. In seguito, i diritti umani furono affermati dagli illuministi. Dopo la II Guerra Mondiale, nel 1945, nasce l’ONU o Organizzazione delle Nazioni Unite. Quest’organo internazionale ha il compito di assicurare la pace in tutto il Pianeta Terra.
Nel 1948 l’ONU promulga la “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo”. Successivamente nel 1959 nasce la “Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo” che sarà sostituita dalla “Convenzione sui diritti dell’Infanzia”. I diritti umani sono influenzati da alcuni aspetti della psiche umana quali la ragione e il sentimento e sono regolati dai doveri sanciti dalle leggi. Nella “Convenzione sui diritti dell’Infanzia” è scritto che una persona bisogna considerarla un fanciullo fino ai diciotto anni. Quindi, durante questo periodo, il fanciullo ha diritto allo svago, a fare attività adatte alla sua età, all’istruzione e al non lavorare. Tuttavia, nei Paesi sottosviluppati, la posizione del bambino nella società non è quella che l’ONU auspicava per lui. Infatti, in molti stati dell’Africa o dell’Asia, i bambini lavorano per aiutare economicamente le proprie famiglie, per molte ore al giorno e con una misera paga. Solitamente, loro vengono impiegati nelle piantagioni e nelle industrie. Molti fanciulli lavorano in industrie che producono palloni o abbigliamento sportivo. Per ovviare a tal problema, è necessario cercare di comprare oggetti che non sono prodotti dai bambini. Papa Francesco per sconfiggere questa piaga della società odierna, ha istituito la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile che cade il 12 giugno. Un’altra violazione dei diritti umani avviene nei confronti delle donne. A partire dagli inizi del XX secolo, le donne hanno lottato per avere la parità di diritti con l’uomo, però in molti stati sottosviluppati, per motivi religiosi o culturali, le donne non possono partecipare alla vita politica e, spesso, non possono né accedere all’istruzione e né lavorare. Infatti, il loro compito nella società è quello di madri e mogli. Inoltre, la donna, in questi Paesi, è considerata quasi come un oggetto. Segue che, i casi di matrimoni fra bambine, con poco più di 10 anni, e adulti sono svariati. Tuttavia, nei Paesi sviluppati dell’Occidente, la donna, pur avendo avuto la sua emancipazione nell’ambito lavorativo, solitamente, non svolge  un compito dirigenziale. Molte donne poi, a causa della maternità, si licenziano o perdono il lavoro per poter badare alla famiglia. Un altro fenomeno di rilevanza nella società è quello della violenza domestica nei confronti delle donne, spesso messa in atto dal marito o compagno. Questo, è una chiara violazione del diritto alla vita, perché ritengo che noi uomini non siamo nessuno per poter togliere la vita a una donna. Un altra forma di violazione del diritto alla vita è la Pena di morte. La Cina è lo stato in cui vengono effettuate più pene capitali. Sin dall’Illuminismo, Cesare Beccaria si era battuto nel suo libro Dei Delitti delle Pene contro la pena di morte e le torture che venivano svolte nelle carceri. Oggigiorno sono più di 50 gli stati con la pena di morte nonostante in varie encicliche la Chiesa si è posizionata contro la pena di morte. Altre persone che hanno diritti sono gli anziani e i malati. L’uomo inoltre ha diritto a non essere discrimanato per la sua provenienza, per il colore della carnagione o altri aspetti. Nelle scuole, molti ragazzi provenienti dall’estero, sono emarginati e discrimati e ciò spesso crea problemi di natura scolastica. Secondo i dati rilevati del Pew Research Center, il popolo italiano è il più razzista. Anche i disabili hanno numerosi diritti. Tra gli articoli della “Carta del Disabile” è scritto che ogni stato deve abbattere le sue Barriere Achitettoniche cercando di rendere la vita di una persona con handicap, il più normale possibile. Un diritto importate nella vita di ogni persona è il diritto alla LIBERTÀ, cioè che ognuno è libero di fare ciò che vuole, a condizione che non arrechi danni a terzi, ma ha il dovere della LIBERTÀ cioè deve assumersi la responsabilità delle sue azioni affinchè non siano imputate ad altri le sue decisioni. In conclusione, ritengo che i diritti siano la cosa più importante nella vita dell’uomo. Infatti nell’enciclica Rererum Novrum di papa Leone XIII si esaltavano la dignità umana e i diritti dell’uomo. In un suo libro l’autore Fëdor Michajlovič Dostoevskij riteneva che la libertà fosse la causa delle sofferenza umane. In realtà, l’uomo ha il diritto alla libertà, ma ogni sua azione deve essere ragionata.

Giorgio Zucaro III E (a.s. 2016/2017)

Il bullismo

Un grave fenomeno sempre più frequente nella nostra società è il bullismo. Negli ultimi tempi sentiamo spesso parlare di bullismo, soprattutto in televisione, sui giornali e a scuola. Il bullismo è una forma comportamentale di tipo psicologico e fisico che si sviluppa principalmente nelle istituzioni scolastiche. Di solito si verificano atti di bullismo tra ragazzi coetanei di scuola media o superiore o anche tra bambini più piccoli. Il soggetto bullo è colui che prende di mira un ragazzo considerato debole e incapace di difendersi, ma nella maggior parte dei casi i bulli soffrono a loro volta di problemi psicologici che li portano a sfogarsi violentemente sugli altri. Il bullismo è sempre più frequente anche tra le ragazze, ma in maniera differente. Il bullismo si differenzia in: bullismo diretto e bullismo indiretto. Quello diretto è sviluppato soprattutto tra i ragazzi che agiscono in modo fisico, alzando le mani, tirando calci e pugni, utilizzando la violenza. Il bullismo indiretto, invece, è frequente tra le ragazze che agiscono verbalmente deridendo o semplicemente escludendo la vittima dal gruppo. Questo solitamente accade nelle civiltà moderne e ricche. Nella nostra società moderna e sviluppata è nata negli ultimi anni una nuova forma di bullismo chiamata cyberbullismo. Si tratta semplicemente di bullismo online attraverso social come Ask, Instagram, WhatsApp, Snapchat in cui si può deridere e ricattare attraverso fotografie, video e registrazioni il soggetto preso di mira. Sta diventando sempre più diffusa e pericolosa questa tecnica ben conosciuta tra i ragazzi d’oggi, che trascorrono la maggior parte del loro tempo avanti agli schermi dei cellulari. In ogni caso, i ragazzi  che ne soffrono tendono a non raccontare niente alla propria famiglia, in quanto hanno paura di subire nuovamente molestie e ricatti dal bullo. Nonostante ciò, penso che la soluzione migliore sia proprio quella di raccontarlo immediatamente a qualcuno, ai propri genitori, amici, compagni o insegnanti. Non bisogna tener nascosta una situazione del genere, in modo da poter subito prendere provvedimenti nei confronti del bullo. Fortunatamente non sono mai stata una vittima di bullismo, però mi è capitato parecchie volte di vedere ragazzi e anche miei amici alzare le mani. Mi ha sempre dato fastidio assistere a queste scene violente e per questo cerco sempre di farli dividere e riflettere, anche se sono consapevole del fatto di non poter fare molto a riguardo. Sono dell’opinione che alzando le mani non si risolva niente, in quanto se, non si è dello stesso parere, si cerca di parlare e affrontare il problema come persone intelligenti e mature. Spero vivamente che questo fenomeno in continuo sviluppo dimunuisca giorno dopo giorno in modo da poterci considerare veramente persone civili e corrette.

Alessia Di Bisceglie III E (a.s. 2016/2017)

Luisa Piccarreta: “Figlia della Divina Volontà”

Luisa prega e dialoga con il Signore Gesù

Luisa Piccareta nacque a Corato il 23 aprile del 1865 da Vito Nicola e Rosa Tarantini e la stessa sera fu battezzata nella chiesa di Santa Maria Maggiore. La piccola Luisa trascorse la sua infanzia in una famiglia dove la religione era al cardine. Nei periodi estivi, Luisa si trasferiva con la sua famiglia in una masseria situata nella località di Torre Disperata. A dodici anni, Luisa iniziò un costante dialogo con il Signore Gesù. Intorno ai trent’anni, si trasferì in via Ospedale Vecchio n. 14 (attuale via Luisa Piccareta) con la sorella Angelina. La sorella in questione si occupò premurosamente di Luisa visto il suo stato di perenne allettamento. Tutti i medici che l’hanno visitata hanno sostenuto che Luisa non soffrisse di nessuna malattia. Nel 1898, Papa Leone XIII autorizzò la celebrazione della Santa Messa settimanale direttamente nella sua stanza. In seguito, la stanza diventò un luogo che trasmise speranza ai tanti che la frequentavano. Il 28 febbraio del 1899, Luisa cominciò a scrivere il suo Diario, nonostante la scarsa istruzione ricevuta.

 

Luisa scrive il suo diario

Oggi il Diario è custodito negli Archivi Vaticani, ma alcune copie dei suoi scritti sono conservate anche a Corato, a casa sua. Luisa conobbe padre Annibale Maria di Francia intorno al 1910 e con lui iniziò un fitto scambio di lettere. Successivamente, egli lavorerà per pubblicare il Diario di Luisa. Poichè i tempi non erano ancora maturi per comprendere il messaggio mistico, vi furono delle denunce al Sant’Uffizio. Gli scritti furono condannati per eccessivo misticismo. Luisa si trasferì in via Maddalena 20, in cui potette incontrare poche persone. Il Signore si servì di lei per illuminare il cammino di molte persone inducendole a una preghiera continua. Luisa morì il 4 marzo 1947.

Il funerale di Luisa Piccareta

In occasione del suo 70° anniversario dalla morte, nella città di Corato, si sono tenuti molti eventi per commemorarla. A causa dei suoi miracoli, nel nostro paese viene considerata come una “Santa”. Tuttavia, è in atto un processo di beatificazione.

Giorgio Zucaro III E (a.s. 2016-2017)

 

SANTARELLA DAY!

Il 15 dicembre 2016 la nostra scuola ha voluto augurare Buon Natale e Buone Feste ad alunni, famiglie, quartiere, cittadinanza tutta. Lo ha fatto a modo suo, in una serata ricca di attività ed eventi diversi. Docenti e alunni hanno insomma accolto la città nella scuola.

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E la città ha risposto positivamente! Fino a tardi famiglie e abitanti del quartiere si sono intrattenuti a guardare la mostra dei presepi, a seguire l’estemporanea di pittura, a leggere i vari cartelloni e biglietti d’auguri elaborati dalle classi, ad ascoltare il coro, ad ammirare le esibizioni di danza. Come al solito sono andati a ruba i ricettari e i calendari scritti e decorati dagli alunni!

La serata è stata coinvolgente ed emozionante e lo scambio di auguri ci è sembrato più intenso e caldo! Buon Natale e Felice Anno Nuovo da noi della Santarella!

POWER POINT SANTARELLA DAY

DI NUOVO INSIEME!

Buongiorno, safaccinantarellini vicini e lontani! Mi davate per disperso, vero???

E invece sono sempre qui, che vi guardo quando entrate a scuola e mi chiedo: “Ma quando tornano a trovarmi?” Lo so, quest’anno si comincerà un po’ in ritardo.

Ma tanto lo so che già state scrivendo, fotografando, intervistando.

I santarellini non sono mica redattori distratti!

Intanto io vi saluto e resto in attesa di un vostro segnale, che sono certo non mancherà. Ne approfitto per augurare a tutti un buon anno scolastico, ricco di letture, di film, di dibattiti e di amicizia! E, visto che si avvicina il periodo natalizio, auguro a tutti voi e alle vostre famiglie Buone Feste!!!

                                                                   Il vostro Santarellino

FINALMENTE ESTATE!

Ragazzi, ma insomma, vi siete finalmente calmati??? È da settembre che scrivete, pubblicate, girate, vi premiano…

sole2-500x500E l’estate, ce la siamo scordata??

A parte gli scherzi, è stato un anno faticoso e ricco di soddisfazioni. Molti di voi, per “raggiunti limiti d’età”, l’anno prossimo saranno altrove. Speriamo vogliano continuare a raccontarci le esperienze di vita e di studio dalla nuova scuola. Speriamo vogliano continuare ad innaffiare la giovane pianticella del “S@ntarellino” con i loro contributi e riflessioni.

Con tutti gli altri ci rivedremo a settembre e insieme conosceremo i nuovi redattori delle nuove classi prime!H0iaz9GraQW7_s4

Vi auguro un’estate di sole, di mare, di montagne, di visite a nuove città, di libri da portarsi dietro come mascotte, di occhi sgranati per lo stupore davanti a un tramonto…

Vi auguro di ridere e di stupirvi del mondo intorno a voi!

Il vostro amico S@ntarellino

VIAGGIO NELLA STORIA DEL PAESAGGIO… (Chiostro Palazzo di Città 30/06/2016)

Un’atmosfera magica nutrita dalla positività. E’ con questo spirito che la serata del 30 giugno ha esordito avvolgendo di arte il Chiostro Palazzo di Città del comune di Corato ove si è svolto un appassionante viaggio nella storia del paesaggio.

19.30, il pubblico prende posto, un allegro vociare si disperde nel chiostro a cielo aperto. Volgendo lo sguardo verso l’alto si possono scorgere le rondini che attraversano il celeste dell’estivo cielo terso e limpido, portavoce di un’estate arrivata con determinazione. Ma non è il celeste l’unico colore dominante. Infatti, guardandosi attorno, si può scorgere un exploit di colori provenienti dai numerosi quadri ben disposti che decorano le pareti. Una vera e propria gioia per la vista!

Essi sono il frutto delle opere pittoriche prodotte nel laboratorio di pittura dai corsisti dell’U.T.E. (Università della Terza Età) e da alcuni alunni della 3^E della scuola media ‘’Santarella’.

Si tratta di qualcosa che è andato aldilà di un semplice corso di pittura, abbracciando a pieno la morale dell’arte, capace di fornirci la sensibilità per cogliere la bellezza ma anche dei grandi insegnamenti di vita per noi che, in qualunque fascia d’età, non siamo altro che apprendisti di quest’ultima. Il laboratorio di pittura ha regalato un’inestimabile ricchezza ai partecipanti: la possibilità di cimentarsi nell’arte fianco a fianco, ricreando la genuinità del confronto tra generazioni che, nella società odierna caratterizzata da una tecnologia crescente in contrapposizione con una comunicazione sempre minore, si sta – ahimé – probabilmente disgregando.

Si è imparato a  riconoscere i dettagli rendendoli  importanti, ad amare le sfumature perché dietro una sola tonalità si nasconde una storia di collaborazione tra più colori e ad apprezzare gli ossimori dei colori caldi e dei colori freddi accostati tra loro.

La vera bellezza si manifesta quando è la passione a prendere le redini di un qualunque gesto. La passione capace di generare idee che armoniosamente si intersecano e prendono il volo insieme, noncuranti della fatica perché sarà il risultato finale a lasciare estasiati.  E proprio sulla scia di questa filosofia si è svolta la manifestazione che ha saputo accogliere con maestria  svariate dimostrazioni di diligenza ed impegno diluiti con amore.

In seguito all’osservazione dei dipinti, la professoressa Arcangela Di Bisceglie, Dirigente del corso di pittura e organizzatrice della manifestazione, fornendosi della sua esperienza e della sua evidente passione per l’arte è riuscita a rapire gli spettatori facendo un excursus sul ruolo della natura nelle opere d’arte dalla storia antica all’avanguardia di pittori quali Marc Chagall.

I minuti scorrono melodicamente secondo le leggi della fugacità del tempo.

Ed ecco che si passa ad un momento nel quale agli spettatori è concesso mettersi a tu per tu con un importamdente artista quale Claude Monet, rappresentante dell’Impressionismo. Grazie a due giovanissimi alunni, Daniele Palumbo nelle vesti del pittore e Simona Bevilacqua alle prese con un’accurata intervista, ci catapultiamo nella metà dell’Ottocento, epoca in cui l’arte si accinge a mutare sotto gli sguardi stupiti della gente e titubanti dei critici. Ma questi ultimi spesso si sbagliano! Dimostrazione ne è il meraviglioso dipinto di Monet, ‘’Impression, soleil levant’’ che coglie perfettamente la tiepida luce del sole albeggiante, del tutto indifferente agli spazi ed alle dimensioni. Un quadro che ispira poésie et amour.

Proprio come la lingua francese che soave ha volteggiato per la sala fondendosi con le preziose nozioni artistiche apprese. La padronanza della lingua francese durante l’incontro immaginario è stato il frutto di uno studio guidato dalla professoressa Gina Prete, docente di francese ed appassionata d’arte.

Quando lo si vuole, è proprio vero che l’unione fa la forza.

A rendere il tutto ancora più vero, perché è nell’autenticità che si riscontra l’incanto, sono le note provenienti dalla tastiera in perfetta sintonia con le mani dell’alunno Cleto Balducci di 1^ D. Egli accompagna tutti i momenti della serata attribuendo loro una maggior magia assieme alle corde della chitarra dell’alunno Giuseppe D’Imperio di 2^ B, entrambi seguiti dalla professoressa di musica Adriana Mastrorillo. E proprio sulle note di una canzone, “Che sarà”, si conclude con successo l’iniziativa. La canzone vuole mettere in luce la preziosa importanza del proprio paese d’origine che spesso s’abbandona ma la cui dovuta nostalgia sarà sempre una dolce carezza per l’anima. Concetto chiave dell’incontro del 30 Giugno che ritroviamo anche nei versi di Chagall che io stessa ho letto:

‘’E’ soltanto mio

Il paese che è nell’anima mia…

Vi entro senza passaporto

come a casa mia.

Vede la mia tristezza

e la mia solitudine.

Mi addormenta

e mi copre con una pietra profumata.”

 

Renata La Serra, III E -“Santarella”- a.s. 2015/16

 

 

 

 

IL FUTURO E’ VOSTRO!

Carissimi ragazze e ragazzi,

siamo ormai arrivati ai saluti. Domani frequenterete la scuola superiore che avete scelto e vi ritroverete sempre più spesso a prendere decisioni in modo indipendente e libero.

Siate coraggiosi e affrontate le fatiche e le difficoltà che sicuramente incontrerete, durante e dopo gli studi, con passione.

Il futuro è vostro, basta che lo sappiate catturare con ottimismo. Siete la nostra speranza e rappresentate una prospettiva di cambiamento importante.

Speriamo che possiate considerare le esperienze che avete fatto in questo Istituto come momenti che vi hanno aiutato a crescere e che ricordiate con affetto nei prossimi anni i volti che avete incontrato in questa scuola: docenti, collaboratori, compagni di classe…

Salutandovi, vi facciamo i nostri auguri per il vostro domani con l’orgoglio di chi, dopo aver a lungo insegnato, spinge a spiccare il volo verso una nuova tappa della vita.

La Redazione

Classe III A, a.s. 2015/16

Classe terza A – a.s. 2015/16

 

CLASSE III B, a.s. 2015/16

CLASSE III B, a.s. 2015/16

 

CLASSE III C, a.s. 2015/16

CLASSE III C, a.s. 2015/16

CLASSE III D, a.s.2015/16

CLASSE III D, a.s.2015/16

 

CLASSE III E, a.s. 2015/16

CLASSE III E, a.s. 2015/16

 

CLASSE III F, a.s. 2015/16

CLASSE III F, a.s. 2015/16

 

LE NOSTRE ECCELLENZE

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La parola alla 3^B!

Ragá, mi sento in dovere di scrivere qualcosa poiché sono io quella che scrive i papiri in classe, ah ah ah! Voglio ringraziarvi di questi tre anni passati insieme, di questi tre anni in cui ci siamo sopportati a vicenda, di questi tre anni di divertimento, forse gli anni migliori fino ad ora. Siamo stati una “famiglia allargata”, con quelli più stretti e quelli più larghi, ovvio, ma sempre insieme. Ti svegliavi la mattina alle 7.00 e avevi ancora sonno ma quando entravi in classe, anche se mezzo addormentato, su quel banco ci trovavi conforto e quei professori li ascoltavi come se un disco che, a volte, ti lasciava addormentare ancora di più su quel banco, e poi c’era il coIMG-20160627-WA0006mpagno di banco che ti dava le gomitate per farti svegliare, ah ah ah. Quando ti faceva male la mano per scrivere, però per scrivere dediche sul banco avevi sempre la forza. Quelle scritte che abbiamo lasciato indelebili nei nostri cuori e che rimangono fisse lì, a segnare i ricordi, il passaggio, a dire “NOI CI SIAMO ANCORA!”. Quelle che se non le cancellavamo, la mattina dopo ti dovevi sentire Francy. Poi ci scambiavamo la merenda a ricreazione, invece a settembre ognuno mangerà la propria. Abbiamo afferrato il concetto di condivisione, anche se poi c’erano sempre i più tirchi, da cui, nonostante tutto, scroccavi sempre… Soprattutto da Tony, ah ah ah. Quando qualcuno mancava si sentiva, chiunque egli fosse. Quando entravi, se non c’era l’abbraccio o il bacetto di Miriana, la giornata non iniziava. Forse l’anno prossimo ci sembrerà di stare in un ambulatorio dove medici e pazienti (professori e alunni) cammineranno avanti e indietro e noi saremo al centro a prendere le spallate di tutti. Invece da noi non era così, quando giravi per i corridoi e trovavi le porte aperte o qualcuno al bagno e lo salutavi, era tutto più bello. Quel senso di casa mi mancherà, ne sono certa. Ma ogni volta che ci vedremo, ogni volta che faremo una “rimpatriata”, quel sapore di casa si ravviverà di nuovo. Sembrerà come se il tempo non sia mai passato, si fermerà alla terza media… La scuola sarà anche brutta, ma è lì che ho conosciuto persone stupende.

Annachiara D’Ingeo, classe 3^ B “Santarella, a.s. 2015/16