Una giornata per l’ambiente

Il giorno 13 marzo nella nostra classe sono venute quattro studentesse del Liceo Classico impegnate nel progetto di alternanza scuola-lavoro, insieme a un loro docente e a un responsabile cittadino di Legambiente, per sensibilizzare noi ragazzi di prima media alla cura dell’ambiente. Per farlo divertendoci, ci hanno fatto vedere un film d’animazione, “Lorax – Il guardiano della foresta”.

Questo film parla di un ragazzino di nome Ted, che vive a Thneedville, una città dove non c’è più verde: tutto è di plastica. Per far felice la ragazza di cui è innamorato, che voleva riportare in città la natura, decide di scoprire perché non ci sono più alberi.

Padrone della città è Aloysius O’Hare, un industriale senza scrupoli che si è arricchito vendendo aria alla gente (dal momento che non esistono più alberi veri in grado di produrla).

La buffa nonna di Ted confida al ragazzo che l’unico a sapere perché non ci siano più alberi a Thneedville è il vecchio Once-ler, un vecchio saggio che vive fuori città. Ted si avventura nella landa desolata e trova il vecchio, che gli racconta di come da giovane abbia distrutto la Valle di Truffula e soprattutto di come abbia incontrato Lorax, il guardiano della foresta.

Dopo un lungo flashback in cui Once-ler racconterà a Ted di essere stato proprio lui il colpevole, tanti anni prima, della scomparsa degli alberi a Thneedville, Ted e Once-ler riusciranno a riportare in città l’unico seme di truffola ancora esistente. Il seme germoglierà e la natura ritornerà rigogliosa a Thneedville.

Questo film ci ha fatto capire l’importanza di curare e preservare il nostro ambiente: senza di esso la vita è impossibile. Anche se diciamo di volerci tutti bene reciprocamente, con la nostra incuria stiamo procurando la morte della natura, la nostra stessa morte, in fondo.

Dopo la visione del film, abbiamo scritto su un cartellone delle frasi relative all’ambiente che iniziassero con “A meno che…”, la stessa frase che Once-ler aveva consegnato a Ted come insegnamento, compito e promemoria, «A meno che uno come te non ci tenga molto, niente andrà meglio o sarà risolto».

Le quattro nostre guide liceali, per farci capire meglio i danni provocati dall’uomo alla natura, ci hanno mostrato delle immagini della #10yearsphotochallenge, in cui si notavano le differenze che si sono verificate nell’ambiente in soli 10 anni: lo scioglimento dei ghiacciai e degli iceberg, il disboscamento, la morte della barriera corallina…

Sono state immagini molto forti che ci hanno fatto riflettere sul valore reale di ogni nostra azione. Ad esempio, ogni cartaccia gettata per terra potrebbe determinare un altro disboscamento.

Abbiamo visto anche una conferenza di Greta Thunberg, la ragazza svedese di 15anni che negli ultimi mesi sta manifestando davanti al Parlamento svedese per la difesa dell’ambiente. Una frase che ci ha colpito molto è stata: “Dite di amare i vostri figli più di ogni altra cosa al mondo, ma state uccidendo il loro futuro.”

Greta è stata molto coraggiosa perché ha usato un linguaggio molto forte nei confronti di persone adulte e politicamente molto più potenti di lei, senza alcuna vergogna!

Il giorno 15 marzo 2019 si è tenuto il Friday for Future, giornata in cui c’è stato uno sciopero degli studenti in tutto il mondo contro i cambiamenti climatici e in cui milioni di persone sono scese in piazza: non c’è stato nessun simbolo politico ma solo cartelloni e slogan per sensibilizzare gli adulti alla cura dell’ambiente. Greta ci è stata molto d’ispirazione, quindi abbiamo scritto una lettera al Sindaco fornendo delle proposte di rimedi possibili ai problemi ambientali.

Questa esperienza è stata molto costruttiva per noi e il nostro modo di pensare è cambiato in meglio. Abbiamo imparato molte cose importanti divertendoci. Il cambiamento non lo fanno solo i potenti, il cambiamento parte dalle piccole azioni che noi ogni giorno facciamo!

 

Non occorre la magia per trasformare il mondo.                                Dentro di noi abbiamo già tutto il potere che ci serve:                                il potere di immaginarlo MIGLIORE.

                (J. K. Rowling)

Martina Merra e Albarosa Strippoli, classe I A, Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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PROFUGHI DI LIBERTÀ

Sulla Terra vivono circa 7 miliardi di persone, un mix di culture e tradizioni che rendono il nostro pianeta ricco di diversità. Nella storia si sono verificati alcuni eventi che hanno avuto conseguenze negative sulla popolazione mondiale. 

Una delle conseguenze è l’arrivo di persone di culture e usanze diverse che partono dal proprio Paese in cerca di “UNA VITA MIGLIORE”. Questo fenomeno è chiamato “migrazione” e riguarda principalmente i Paesi in via di sviluppo, causato da svariate ragioni come: conflitti interni, crisi economiche, mancanza di lavoro, persecuzioni religiose, disastri naturali, ragioni politiche e ragioni d’istruzione. Questo fenomeno ha radici molto remote: infatti sin dagli albori, gli uomini si spostavano da un continente all’altro in cerca di viveri e animali da cacciare. 

Nel corso dei secoli, le migrazioni si sono sempre più intensificate. In Italia i fenomeni migratori si svilupparono sin dai primi anni del 1900 dove con la prima guerra mondiale ormai alle porte, molti connazionali decisero di lasciare questo Paese che offriva poche opportunità economiche e sociali. La stessa cosa successe nel secondo dopoguerra, quando l’Europa, dilaniata dal conflitto, iniziò a spopolarsi a causa dei civili che, spinti dalle carestie e dalla crisi economica, si spostarono verso nazioni meno danneggiate dal secondo conflitto mondiale come gli U.S.A. o alcuni Paesi dell’America latina. Ai nostri giorni alcune popolazioni africane, ferite dalla guerra civile tra Stato e milizie estremiste come ISIS, scappano dalle proprie nazioni verso l’Europa via mare con barconi malandati con i quali solcano le acque del Mediterraneo. I continui flussi migratori però, sono stati argomento di discussione tra i politici.

Ma un emigrato straniero, può assumere la cittadinanza Italiana? 

A riguardo sono state create delle leggi che affermano che un emigrato straniero proveniente da un Paese fuori Europa per assumere la cittadinanza Italiana e godere dei suoi privilegi deve rimanere nel territorio Italico per almeno 10 anni. Mentre gli immigrati europei devono permanere in Italia per 3 anni.  La nostra Costituzione approva una norma chiamata “IUS SANGUIS” la quale afferma che per diventare cittadino di un determinato Stato, bisogna nascere da genitori che hanno la cittadinanza di quello Stato in questione.  

“Si parla di razzismo perché c’è molta non conoscenza dell’altro, bisogna abbattere i muri o aumentano le differenze. L’immigrazione è una ricchezza” Cécile Kyenge.

 

Sciscioli Matteo 3D, Tota Angelo 2E, Mastrototaro Davide 3C. 

Carnevale 2019

“A carnevale tutto il mondo è giovane, anche i vecchi. A carnevale tutto il mondo è bello, anche i brutti.” Questa frase del drammaturgo Nicolaï Evreïnov rappresenta lo spirito del carnevale, soprattutto quello coratino, che quest’anno compie 40 anni. Il carnevale coratino, anche se non ufficiale, ha vissuto molti periodi: negli anni 30’ e 40’ il carnevale era festeggiato soprattutto dalle persone molto ricche che si potevano permettere i costumi che all’epoca costavano molto, mentre le famiglie povere cercavano di partecipare facendo dei vestiti di carta. Qualche anno dopo, negli anni 60’-70’ il carnevale andò in rovina, infatti tutti quelli che lo festeggiavano, soprattutto i ragazzi, usavano mazze, armi di gomma riempite di brecciolina, bombolette spray. Molto spesso i ragazzi finivano per
li
tigare e la maggior parte delle volte le discussioni terminavano nel sangue. Inoltre si seminava molto panico compiendo atti vandalici sulla carrozzeria delle macchine, rovesciando cassonetti, suonando e rompendo i citofoni dei portoni, insomma il carnevale non era più una festa. Dal 78’ lentamente tutto tornò alla normalità perché la Proloco cittadina ne fece una festa organizzata. Il carnevale coratino è caratterizzato dai gruppi mascherati e da alcune maschere tradizionali come lo sceriffo, la nostra maschera più antica, e la vecchietta, una maschera di origine campana che è composta da un ragazzo posto sulle spalle di una vecchietta, la maschera rappresenta i giovani che aiutano gli anziani. Inoltre da alcuni anni è presente una maschera di carattere: i Gonzales, conosciuti da tutti per la loro simpatia. Quest’anno il carnevale è stato ricco di creatività e di gioia, infatti i gruppi che hanno partecipato hanno portato con originalità tematiche a volte molto complesse. La manifestazione è stata vinta dagli “Spartani” con il carro “Figli della stessa madre” che ha rappresentato il tema dell’uguaglianza fra le persone, ma alla festa hanno partecipato gruppi e scuole di altri paesi, persone diversamente abili, insomma questo incarna uno scambio di culture molto intrigante.  Il Carnevale rappresenta un patrimonio per tutti noi, perché anche le persone più tristi dimenticano per un po’ i loro problemi lasciandosi travolgere dalla vivacità di questa festa. Tutti conoscono il carnevale e la maggior parte delle persone lo ama, infatti ogni persona si sente a suo agio lasciando la sua personalità e impersonando una maschera. Qui a Corato si fa così.

 

Pierluigi Palagiano 3^A , Francesco Loiodice 2^D e Tristano Martinelli 3^A

Anno scolastico 2018/2019

SAPIENTINO FAI-DA-TE

Quanti di voi, quando erano piccoli, non hanno giocato con il Sapientino?

Noi ragazzi della classe 3F, grazie alla nostra professoressa di matematica e scienze, abbiamo potuto costruire il gioco che ha caratterizzato la nostra infanzia.

Studiando l’elettricità tra Volt e Watt e circuiti elettrici, approfonditi anche in tecnologia, abbiamo voluto creare questo “Sapientino” utilizzando, appunto, un vero e proprio circuito elettrico.

Seguendo un tutorial su internet e acquistando i materiali occorrenti, siamo stati in grado di costruirne tanti.

Il materiale di cui abbiamo avuto bisogno è stato:  nastro isolante, nastro adesivo, colori, puntine da disegno, cartoncini colorati, filo di rame, led e pila a bottoncino da 3V.

Innanzitutto abbiamo fatto due fori nella parte superiore del cartoncino superiore che è diventata la base del “Sapientino”. Poi abbiamo inserito le due “gambette” del led nei due fori fatti in precedenza. Successivamente abbiamo arrotolato il filo di rame attorno alle due “gambette” del led. Seguendo il bordo del cartoncino abbiamo fermato il filo di rame con del  nastro isolante e da un lato, abbiamo tagliato il filo per attaccare la pila. Dopodiché abbiamo fatto altri due fori nella parte inferiore del foglio nei quali abbiamo inserito i due fili. A questo punto, abbiamo messo da parte la base del “Sapientino” per dedicarci alla realizzazione delle schede.

Abbiamo preso un cartoncino più piccolo e su di esso abbiamo fatto sei fori, tre da un lato e tre dall’altro, e abbiamo tolto il cappuccio di plastica dalle puntine da disegno. Poi abbiamo inserito le puntine nel foglio e le abbiamo fermate bucando il cappuccio tolto in precedenza. Dopodiché abbiamo attorcigliato il filo di rame attorno ad una puntina e abbiamo arrotolato l’altro lato del filo alla puntina complementare. Così abbiamo fatto per le puntine da disegno restanti.

Ci siamo divertiti molto durante il progetto di creazione del nostro “Sapientino” e spero che lo creerete anche voi!

LAMARCA FEDERICA RICCARDA E MARCONE IVANA 3F, a.s. 2018/19

Una girandola di colori

Il gruppo dell’inclusione della scuola media “Santarella” ha lavorato nelle ultime settimane ad un originale progetto di manipolazione in occasione del carnevale.

I ragazzi e i docenti coinvolti, lavorando in piccoli gruppi, si sono divertiti a trasformare le classiche “pignatte” in coloratissime sculture in cartapesta, realizzando soggetti di vario tipo: la famiglia Simspon, Super Mario, tre mongolfiere, diversi palloni da calcio, cappelli per la laurea, un clown e un gigantesco sole.

Undici classi della scuola accoglieranno questi divertenti soggetti e provvederanno a riempirli con caramelle e coriandoli.

Durante la festa, che si terrà in palestra, le classi coinvolte romperanno a turno le varie pignatte e daranno vita ad un momento di divertimento, allegria e socializzazione, allietato da musiche, canti e dolci preparati dai ragazzi.

Chiara Rosito, Francesca Pia Miscioscia, Marianna Sollazzo

Classe 3^ B – Santarella – a.s. 2018/19

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UNA CORSA DI EMOZIONI

Per molti lo sport è sinonimo di vittoria, trionfo,  successo…

Per me non è così.

Lo sport è passione. È un rifugio. È sacrificio.

Soprattutto è LIBERTÀ.

È libertà di esprimersi, di lottare per i propri sogni, di divertirsi senza un vero motivo, semplicemente per il piacere di farlo…

Ed è proprio questo che abbiamo dimostrato, noi ragazze della scuola “L. Santarella”, partecipando alla corsa campestre tenutasi il 31 gennaio presso la “Masseria Vero” a Paolo del Colle-Palombaio.

Sin dall’inizio il nostro unico obbiettivo è stato quello di affrontare la gara in modo sereno, divertendoci e dando il meglio di noi.

C’erano diverse categorie:

  • categoria ragazze;
  • categoria ragazzi;
  • categoria cadetti;
  • categoria cadette.

Questi gruppi valevano sia per la provincia BAT, che per la provincia di Bari.

Noi eravamo una squadra di quattro ragazze e facevamo parte della categoria CADETTE (BA).

Inizialmente eravamo un po’ intimorite dal gran numero di partecipanti alla gara, ma, non appena è iniziata la corsa, ci siamo dimenticate di tutto…

Le nostre gambe si muovevano come saette e i nostri occhi erano in continua ricerca del traguardo.

Arrivata a fine percorso ero sfinita, ma ce l’avevo fatta.

Ammetto che quei mille metri percorsi sono stati davvero faticosi, ma noi eravamo soddisfatte.

Non ci importava del risultato, eravamo consapevoli di esserci impegnate al massimo.

Arrivato il momento della premiazione, è stato stupendo per noi e per i nostri professori scoprire che eravamo arrivate terze come squadra a livello provinciale.

Ci hanno consegnato una medaglia e si sono congratulati con noi.

Niente è paragonabile alla gioia che si prova quando si  corre, con il vento che ti sfiora i capelli e il sole che ti illumina il volto… Ed è proprio per questo che in uno sport bisogna cercare di emozionarsi e non si deve avere come unico obbiettivo la vittoria.

Noi non abbiamo vinto solo una medaglia, ma soprattutto il ricordo di una corsa di emozioni.

 

Maria Elena Varesano, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

Il nostro Natale

“Se mettiamo ali al nostro cuore

saremo angeli che portano amore.

E sarà, sarà, sarà, sarà, sarà Natale se…

Sarà Natale se ami, sarà Natale se doni,

sarà Natale se chiami qualcuno solo a stare con te.”

Il Natale dei bambini della 3^C della scuola Cifarelli comincia dalla “Casa famiglia”.

Oggi mercoledì 19 dicembre 2018 io, con la mia classe III C, accompagnati dalle maestre siamo andati a far visita ai bambini ospitati dalla Casa Famiglia di Corato.

Ho visto una stanza grandissima con una luna immensa appesa al lampadario fatta di ovatta e glitter dorato. Siamo entrati in un’altra stanza dove c’era un albero di Natale, un tavolo circondato da tanti sacchi di Babbo Natale. Alcune signore della Casa Famiglia, che si prendono cura dei bambini, hanno messo la musica e abbiamo iniziato a cantare. La maestra si è accorta che alcuni bambini conoscevano i nostri canti e così abbiamo cantato tutti assieme.

Abbiamo condiviso momenti di amicizia presentandoci e chiacchierando un po’. A me ha fatto tenerezza e piacere condividere con loro attimi di felicità. All’improvviso, mentre stavamo giocando, è arrivato Babbo Natale che ha portato i regali ai bambini della Casa Famiglia che hanno apprezzato; infatti ho visto i loro occhi illuminarsi di felicità. Per concludere questa fantastica festa, abbiamo ballato tutti assieme a ritmo di musica. Poi, ci siamo salutati e sono tornata a casa felice. Questa esperienza è stata bellissima e mi ha fatto capire che bisogna essere amici di tutti senza fare differenze, perché siamo tutti uguali e non è solo bello ricevere regali, ma farli anche a chi ha più bisogno di noi. IL NATALE E’ DI TUTTI!!!

Greta e i bambini della 3C, Scuola Primaria “Cifarelli”, a.s. 2018/19

 

NOI CREDIAMO NEI DIRITTI UMANI!!!

Stop! Smettiamo di pensare esclusivamente a noi stessi, smettiamo di pensare che il mondo giri attorno a noi, ormai siamo tutti vittime del nostro egoismo, della nostra indifferenza!

Non ci rendiamo conto di quello che accade al di fuori della nostra dimensione, non riflettiamo mai sul numero preoccupante di persone a cui sono negati i DIRITTI FONDAMENTALI: il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, alla libertà d’espressione.

Io dico stop!

Lunedì 10 dicembre siamo riusciti a liberarci dalla gabbia dell’indifferenza in cui eravamo rinchiusi ed abbiamo fatto sentire la nostra voce in nome di chi, purtroppo, non ha né il coraggio né la possibilità di esprimersi.

Questo è avvenuto grazie alla manifestazione organizzata dall’associazione “Vivere In” in occasione della celebrazione dei settant’anni della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”.

Hanno partecipato numerose scuole di Corato – dalle scuole dell’Infanzia alle Scuole Secondarie di II grado – ed anche il Liceo Scientifico “Riccardo Nuzzi” di Andria.

L’atmosfera allegra e gioiosa che si è creata nel corso della manifestazione ha abbattuto tutti i muri che separavano le diverse scuole ed ha eliminato la competitività: infatti è stato meraviglioso poter condividere una mattinata così importante con ragazzi diversi da noi, sia per la loro età che per il loro atteggiamento.

Per far vedere a tutti quello in cui crediamo, abbiamo “sfilato” per il corso di Corato cantando a squarciagola ed è stato gratificante vedere gli sguardi meravigliati, i sorrisi delle persone che ci applaudivano.

La maggior parte della manifestazione si è svolta in Piazza Cesare Battisti ed è proprio lì che ho percepito la voglia di tutti di combattere insieme per i DIRITTI UMANI.

È intervenuto anche il vicecomandante dei Carabinieri; mi ha colpito molto la frase di Albert Einstein che ha citato nel suo discorso:

“Io sono ‘razzista’, appartengo ad un’unica razza, quella umana.”

Questa manifestazione ci ha insegnato che la parola “coraggio” vuol dire esprimersi, lottare per sé stessi e per gli altri e che, se lo facciamo insieme, tutto è possibile, anche far sbocciare una speranza nel cuore di chi magari l’aveva persa del tutto!

Maria Elena Varesano, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

70° ANNO DELLA “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO”

Il 10 Dicembre, in occasione del settantesimo anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”, l’associazione “Vivere In” ha organizzato una manifestazione che ha avuto luogo in piazza Cesare Battisti e lungo il corso della città di Corato. La manifestazione si colloca come prima tappa di un progetto educativo dal titolo “Diritti umani: una legge nel cuore dell’uomo” che coinvolgerà durante tutto l’anno scolastico gran parte delle scuole di Corato insieme a due di Andria.

Nella manifestazione erano coinvolti ragazzi e bambini di tutte le età dalla prima elementare all’ultimo anno delle scuole superiori. Tutti avevano studiato i 30 articoli della Dichiarazione e ogni classe ha realizzato striscioni e cartelloni e preparato canzoni per affermare i concetti di libertà e di uguaglianza.

All’iniziativa ha partecipato la mia scuola “Luigi Santarella”, in particolare la mia classe II C e la classe II E.

Questa manifestazione è stata la conclusione di un percorso durato qualche settimana che ha visto me ed i miei compagni impegnati nello studio degli organi dello Stato italiano e, in particolare, dei primi dodici articoli della “Costituzione Italiana”. Questo studio, che ha portato noi alunni ad un’attenta analisi e riflessione, è stato anche allietato dalla preparazione di due canti: “Viva la libertà” di Jovanotti e “Esseri umani” di Marco Mengoni.

Il 10 Dicembre ci siamo ritrovati a scuola e, verso le ore 9, noi alunni della Santarella ci siamo incamminati verso piazza Cesare Battisti. Appena arrivati è stato molto emozionante vedere quanta gente ci fosse. C’erano alunni di alcune scuole primarie, di altre scuole medie e di alcune scuole superiori. Era stato allestito anche un piccolo palco con casse e microfoni.

Dopo i saluti da parte dell’insegnante referente del progetto e da parte di un responsabile dell’associazione “Vivere In”, si è dato inizio alla lettura degli articoli che è stata intervallata da esibizioni canore.

Dopo la lettura della metà dei 30 articoli della Dichiarazione, abbiamo formato un corteo e cantando ci siamo spostati lungo il corso della città. Tra lo stupore di molte persone che hanno piacevolmente assistito alla nostra pacifica sfilata, abbiamo raggiunto nuovamente piazza Cesare Battisti.

Io ero molto emozionato perché mi avevano comunicato che insieme alla mia amica Maria Giulia ed ai miei amici Angelo e Nicolò, avrei cantato sul palco sotto lo sguardo di tanti ragazzi. Per fortuna l’emozione non ha fatto brutti scherzi e tutto è filato liscio. E’ stato bello cantare e vedere i ragazzi, che erano di fronte a me e che non conoscevo, cantare tutti insieme.

A conclusione della manifestazione siamo rientrati a scuola felici dell’esperienza vissuta e consapevoli di quanto importante essa sia stata.

Noi siamo i cittadini del domani, quindi credo che occorre studiare in modo più approfondito tali temi perché, secondo me, anche se sono passati 70 anni dal 1948, purtroppo non tutti i principi ad oggi sono rispettati.

Luigi Rainone, Classe II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2018/2019

 

 

Confabulare confabulando…

La prima media è cominciata benissimo per noi!

Vi spiego: quest’anno le classi IA e IC stanno seguendo il progetto di lettura Confabulare – Libri fuori dagli scaffali.

Le nostre insegnanti ci hanno proposto già da settembre di partecipare a questo progetto, nato a Ruvo nel 2012 per iniziativa della libreria l’Agorà. A inizio novembre con i nostri genitori e le nostre docenti siamo andati a Ruvo per la presentazione ufficiale di Confabulare 2018.

Si tratta di una gara di lettura in cui le classi si sfideranno partendo dalla lettura di un libro, fra giochi, canti, condivisione con i compagni, intermezzi teatrali, insomma tutto tranne che una lettura fatta a casa, nella propria stanza, in compagnia del nostro peluche preferito e di una tazza di latte caldo!

E sì, perché, lo stavo dimenticando, non ci saremo solo noi! Alla gara partecipano anche scuole di tanti comuni limitrofi, Corato, Ruvo, Terlizzi, Trani, Altamura, quest’anno persino una scuola di Adelfia!

Già io e i miei compagni di classe non vediamo l’ora che arrivi il 9 aprile per andare a conoscere nuovi amici delle altre scuole in una gara all’ultima… riga!

E per chi vince, libri libri libri, tanti libri in regalo!

Una settimana fa abbiamo ricevuto il pacco con i nostri volumi.

Il libro che leggeremo, “Bulli & balli” di Annalisa Strada, racconta una storia divertente ma non troppo, in cui c’è un concorso di ballo ma si parla anche di bullismo.

Sarà interessante entrare in un mondo tanto fantasioso ma allo stesso tempo tanto complesso, in cui anche noi ci dovremo confrontare con un problema così grave e come quello de

l bullismo, purtroppo così presente oggi nelle scuole. Ci dovremo pensare seriamente, anche per imparare a non averne paura.

Tutti noi non vediamo l’ora di cominciare a leggere. E sono certa che molti miei compagni avranno già cominciato a sbirciare fra le pagine.

E io, mi chiederete. Che sto facendo io?

Be’, che volete che vi dica? È un segreto…

Albarosa Strippoli, classe IA, Scuola Santarella, a.s. 2018/19