ESPERIENZA CUORICONNESSI

Cuoriconnessi: è questo il titolo del libro che raccoglie dieci storie di giovani che hanno voluto condividere la loro esperienza circa una forma di violenza fisica e psicologica, il bullismo, esercitato anche online. Discutere, condividere: sono queste le parole chiave per poter uscire dal baratro del silenzio che inghiotte le vittime, lo ripetono all’unanimità il giornalista Luca Pagliari, il Capo della Polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli, il Capo Dipartimento per le Risorse umane, finanziarie e strumentali del MIUR Giovanna Boda, l’Amministratore delegato di Unieuro Giancarlo Nicosanti e il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi.

In occasione della giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, gli studenti delle classi terze presso le scuole secondarie di tutta Italia hanno potuto condividere pensieri, opinioni, storie, disponendo di autorità competenti al fine di comprendere come prevenire il fenomeno e come uscirne.

Questa esperienza è stata dissimile dalle usuali “campagne di informazione” alle quali tutti noi siamo sottoposti: in primo luogo, a causa dell’emergenza sanitaria, è stato necessario condurre una diretta streaming che ha visto la partecipazione di oltre 3000 scuole d’Italia; si è così creata una rete di cuori connessi, non fisicamente, bensì moralmente.

Un altro fattore che ha attirato la mia attenzione sono proprio le storie realmente accadute che vedono protagonisti miei coetanei, ragazzi sottoposti a pregiudizi, scherni, scherzi, minacce, aggressioni fisiche senza un campo di accusa fondato. Il loro racconto ha reso il collegamento più coinvolgente e ha fatto comprendere a tutti coloro i quali non hanno ancora avuto il coraggio di confessare i soprusi cui sono sottoposti che non è mai troppo tardi per denunciare.

Ciascuna storia ha scosso una parte della mia sensibilità, facendomi capire quanto possano essere crudeli compagni e amici nei confronti delle vittime. Ciò nonostante, la storia che mi ha colpito maggiormente è quella che concerne Sofia, nome inventato per tutelare la privacy di una ragazza che, armata di tanto coraggio, tanta determinazione, è riuscita a raccontare la terribile storia che l’ha vista protagonista. Sostengo che la sua esperienza possa essere stata un campanello d’allarme per tutte le ragazze che, pensando di compiere un gesto d’amore nei confronti dei propri partner, inviano loro foto sensibili, che possono essere divulgate e condivise con l’intera rete social. Ho sentito spesso situazioni analoghe riportate in televisione o sui notiziari, ma sentire la voce roca e sommessa della ragazza mi ha colpito molto e ha stimolato la mia riflessione.

Il giornalista che ha condotto la diretta ha pronunciato una frase che, a mio avviso, è densa di significato: non bisogna credere di trasgredire a quanto ci viene raccomandato “per una volta”, perché le nostre azioni hanno conseguenze, spesso irreversibili, difficili da cambiare. É necessario essere prudenti nella divulgazione di dati personali, contenuti, foto, video di ogni genere: una semplice leggerezza può essere all’origine di tanta sofferenza.

È proprio vero che quando siamo rapiti da alcune discussioni il tempo sembra contrarsi! La diretta stream si è protratta per più di un’ora eppure, quando il giornalista ha annunciato che la conversazione si sarebbe conclusa nel giro di pochi minuti, è sembrato davvero troppo presto! Negli ultimi minuti gli ospiti in studio hanno riservato del tempo alle domande degli studenti ed è stato molto interessante ascoltare i quesiti dei miei coetanei ai quali è stata fornita una accurata risposta.

Dunque, alla luce di quanto riportato, ritengo che spesso si tende a sottovalutare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, quasi come se appartenessero ad una realtà estranea alla nostra e coinvolgesse solo le persone più deboli. Si tratta di un paralogismo: in molteplici casi che si sono registrati le vittime di questi abusi fisici e soprattutto psicologici si vergognano di ciò che hanno fatto e si sentono i soli responsabili di quello a cui sono sottoposti. La strada che conduce ad una via d’uscita sembra così semplice: occorre parlare, confidarsi con i genitori eppure per noi adolescenti non è così scontato potersi confrontare con gli adulti: temiamo il loro giudizio. E poi… Che dire della tecnologia? Ci offre così tante opportunità ed è sconfortante constatare che al giorno d’oggi vi siano persone che, celandosi dietro un falso profilo, possano prendersi gioco di noi, minacciarci, farci sentire sbagliati.

Ma la rete di cuori connessi è più incisiva di quanto possa esserlo un insulto, rassicurante rispetto ad una persona che si cela dietro un account, più forte di quanta violenza possa essere consumata in uno schiaffo.

Nicole Cimadomo, classe III D, Santarella, a.s. 2020/21

BULLISMO E CYBERBULLISMO- IL RUOLO DELLE PAROLE

Parole: è questo l’argomento sul quale noi alunni della III D abbiamo posto l’attenzione mediante delle attività proposte dalla docente di lettere e dalla docente di lingua inglese.

In occasione del Safer Internet Day, giornata nella quale si promuove la lotta contro bullismo e cyberbullismo, abbiamo analizzato il ruolo delle parole nei rapporti e nella comunicazione: servendoci di materiale didattico fornito dai docenti (IL MANIFESTO DELLE PAROLE NON OSTILI, per citarne un esempio) e di dialoghi costruttivi instaurati con i professori abbiamo compreso che le parole determinano il nostro modo di pensare e dunque caratterizzano noi stessi. Il nostro vocabolario italiano, così come quello inglese, dispone di una vasta gamma di termini dei quali possiamo avvalerci per esprimere le nostre opinioni senza recare dispiacere agli altri (AN INSULT IS NOT AN ARGUMENT).

Mazzilli Aurelia

Le parole possono avere una duplice valenza, a seconda di come vengono impiegate: possono essere ponti che collegano noi stessi agli altri, nonostante le idee dissimili, oppure possono fungere da muri nel caso in cui ognuno presta attenzione unicamente al proprio parere, rivestendo quello degli altri di villanie e contumelie.

Un importante principio riportato nel “Manifesto delle Parole Non Ostili” sul quale abbiamo focalizzato la nostra discussione è “WORDS HAVE CONSEQUENCES”: l’astrattezza materiale delle parole non coincide con quella morale… Dunque, le parole possono far stare male gli altri, penetrare nei loro pensieri e nel loro inconscio.

L’epilogo di questo percorso ha previsto la realizzazione di PowerPoint, Pop-up o cartelloni in lingua inglese e manifesti pubblicitari in italiano allo scopo di annunciare all’unanimità la nostra disapprovazione contro qualunque forma di violenza fisica e psicologica.

Testo di Cimadomo Nicole, Power Point di Cimadomo, Caricati e Mazzilli Aurelia

classe III D, Santarella, a.s. 2020/21

CAPPUCCETTO WEB

E se Cappuccetto Rosso vivesse oggi, nel XXI secolo? Cosa farebbe e come si comporterebbe?

Di sicuro sarebbe una bambina digitale, alle prese con smartphone, PC, internet e social network; di sicuro anche il lupo sarebbe più astuto di quello tradizionale e potrebbe servirsi della tecnologia per tendere un tranello alla protagonista. E il bosco potrebbe essere un luogo virtuale invece di un ruolo reale. Il mondo della tecnologia, infatti, offre tante opportunità, ma è come un bosco pieno di pericoli per un ragazzino che non lo conosce bene: se non si sta attenti a proteggere i propri dati personali, la propria immagine, la propria privacy, ci si può cacciare nei guai. È proprio quello che abbiamo provato a fare noi alunni di prima E, riscrivendo in versione attualizzata una fiaba antica e moderna al tempo stesso. Ecco un esempio delle tante versioni della nostra fantasia.

C’era una volta Cappuccetto Web , una ragazzina carina, vivace, intelligente. Era figlia unica, amata e coccolata dai suoi genitori. In occasione del passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria, i genitori le regalarono un telefono cellulare di ultima generazione. “Mi raccomando!” esclamò la mamma. “Utilizzalo al meglio!”…aggiunse il papà. Cappuccetto contenta disse: “Wow…Che bello!… Ora potrò comunicare con i miei amici!” , e aggiunse: ”Certo mamma, sta’ tranquilla!“ Pochi giorni dopo, Cappuccetto scaricò tutte le applicazioni e i giochi  possibili e immaginabili, si iscrisse ai social: Instagram, Facebook, Tik tok, Youtube… e chi più ne ha, più ne metta! Tutto questo però, senza l’approvazione dei genitori. Ormai del cellulare non poteva più fare a meno! Il suo viso e la sua voce erano dappertutto. Sui social, Cappuccetto pubblicava di tutto, le piaceva ricevere tanti like e avere tanti followers

Ogni  mattina, Cappuccetto si recava a scuola con Lara, la sua amica. Un bel giorno, l’aspettò invano, ma lei non arrivò. Decise così di avviarsi. Arrivata a scuola, vide Lara con il gruppo di classe. La raggiunse dicendole: ”Ti ho aspettato!… Perché non sei venuta all’appuntamento?” Lara non rispose. La campanella suonò e Cappuccetto notò nel comportamento dei compagni una specie di distacco, freddezza nei suoi confronti. Non le rivolgevano la parola, la isolavano, non riusciva a capire il perché! Aveva chiesto loro spiegazioni, ma senza alcuna risposta. Per questo era tanto triste. Non parlò dell’accaduto ai genitori, si era chiusa in se stessa!  Un bel giorno la mamma la vide che piangeva e le chiese: ”Cappuccetto, cosa c’è che non va? Sei così strana in questi giorni! Cosa ti rattrista?” Spiegò che i compagni la stavano escludendo, ma non era riuscita a capire il motivo.

I  genitori presero la decisione di andare a parlare con i professori, i quali avevano notato la sua distrazione e  la sua  tristezza. Affrontarono l’argomento con gli alunni e venne fuori una strana vicenda. Tutti i compagni erano stati umiliati per il loro comportamento, il loro aspetto fisico ecc… sui social, tramite un audio-video da parte di Cappuccetto! Lei non credeva alle sue orecchie! Cercò invano di discolparsi… e anche se lei conosceva bene i suoi amici, non avrebbe mai fatto una cosa del genere! Guardò e riguardò tutti i suoi profili, ma nulla di tutto ciò che avevano raccontato gli amici le risultava. La questione era molto complicata.

I genitori chiesero aiuto al professore di tecnologia, il quale con un attento studio dei video, riuscì a capire che dei “Cyber Criminali” meglio conosciuti come “Hacker”,  avevano rubato la sua identità. Dalle sue storie e foto, avevano rubato l’immagine: la sua voce, ricavata dai vocali, l’avevano scomposta e ricomposta. E, dopo un attento e preciso lavoro, il video fu pubblicato in rete. Lei, purtroppo, nulla di tutto questo poteva vedere… Un altro bel lavoro da parte degli hacker! “Com’è possibile tutto questo prof?” chiese Cappuccetto. Il professore rispose: ”Quando ti sei iscritta ai social, hai scaricato applicazioni e giochi, non hai protetto i tuoi dati, la privacy e soprattutto la tua immagine, lasciando così segni dappertutto!” Cappuccetto, disperata, disse: ”E ora, come posso fare?”. Il professore rispose: ”Cancellati  subito da tutti i social, cambia la tua ‘sim’ e starai più tranquilla!”.

Il giorno dopo, Cappuccetto insieme ai genitori fece quello che il professore le aveva consigliato. Non si iscrisse da nessuna parte, non scaricò nessuna applicazione all’infuori di Whatsapp, questa volta proteggendo i suoi dati. Registrò un unico e solo audio-video che condivise con il gruppo della sua classe, dove chiedeva ai compagni umilmente scusa per quello che era successo. Inoltre diede loro un consiglio e cioè  di usare nel modo giusto i social ed Internet, per non finire nelle trappole degli hacker. I compagni, la mattina successiva, l’abbracciarono e si scusarono con lei per il comportamento dimostrato. Cappuccetto scoppiò in un pianto di liberazione. Da quella brutta esperienza, Cappuccetto capì che i suggerimenti di una persona adulta sono sempre da seguire, ma soprattutto che è opportuno chiedere consiglio a persone fidate come insegnanti e genitori quando si è in difficoltà.

Testo di Quatela Rebecca, illustrazione di De Palma Diego

Classe 1^ E, Santarella, a.s. 2020/21

MAI PIÙ

Riflessioni e versi su Shoa, odio, discriminazione

La data del 27 Gennaio 1945 segna la fine della persecuzione del popolo ebraico. Per ricordare questo triste e drammatico evento è stata istituita dal 2005 la “Giornata della Memoria” che si celebra ogni anno proprio il 27 Gennaio con cerimonie, incontri ed eventi per non dimenticare. Io mi chiedo: “Perché l’uomo è stato così disumano e crudele da riuscire a compiere un atto così terribile?” Mai più, mai più – ribadisco – sarebbe dovuto accadere e invece… Invece, ancora oggi, la gente continua a provare sentimenti di intolleranza, odio e aggressività verso persone definite a loro modo di vedere “diverse”. Diverse per razza, sesso, religione… non è possibile. Basta discriminazioni, basta sofferenze, basta!

Mai più vite strappate con tanta crudeltà!

La Shoah ha profondamente segnato la vita del popolo ebraico e, leggendo alcune pagine del libro di Liliana Segre, mi colpisce il dolore di questa bambina, alla quale viene sottratto il diritto di andare a scuola solo perché ebrea.

Questo popolo deve aver sofferto veramente tanto. Guardando i documentari o i film a loro dedicati non posso non notare negli sguardi di questa gente dolore, terrore e smarrimento.

MAI PIÙ, MAI PIÙ nessuno, nessun essere umano, nessun popolo deve più vivere un’esperienza così terribile, che definirei una pagina nera della nostra storia.

MAI PIÙ è la parola che voglio ripetere,

MAI PIÙ voglio dimenticare

quello che gli Ebrei hanno dovuto passare.

Oggi, giorno in cui ricordiamo,

quello che di noi non amiamo:

l’indifferenza e l’odio.

Parole che rispecchiano

dell’intolleranza e della discriminazione

ogni episodio.

Tutte le persone coinvolte

non hanno fatto nulla di male,

quindi tutte le volte

dobbiam ricordare.

Leone Aldo, Saragaglia Domenico, Di Bartolomeo Francesco

Classe 1^E, Santarella, a.s. 2020/21

Bullismo e cyberbullismo

Il 9 Febbraio abbiamo assistito all’evento multimediale #cuoriconnessi, promosso da Unieuro in collaborazione con la Polizia di Stato, evento che riguardava il cyberbullismo e la sicurezza in internet.

Durante questo evento ci sono state raccontate delle storie vere di alcune vittime di cyberbullismo, in seguito la Dott.ssa Cristina Bonucchi, psicologa della Polizia di Stato, ha risposto ad alcune domande poste da degli studenti di varie scuole italiane collegate in videoconferenza.

Riteniamo questo evento molto interessante per la sicurezza di noi ragazzi e speriamo che con il tempo questi “fenomeni” pericolosi vengano debellati.

In occasione della giornata contro il bullismo (7 Febbraio) e del Safer Internet Day (9 Febbraio) abbiamo svolto delle attività e parlato molto del bullismo e della sicurezza in rete.

Riguardo al bullismo, la nostra Professoressa di Italiano ci ha proposto di svolgere una delle seguenti attività:

  • scrivere una lettera a una vittima di bullismo esprimendo la nostra solidarietà e dandogli dei consigli;
  • scrivere una lettera a un bullo o cyberbullo facendolo riflettere sulle sue azioni;
  • realizzare un manifesto contro il bullismo, contro il cyberbullismo o a favore della navigazione sicura in internet.

Ognuno di noi ha scelto di realizzare un lavoro con il metodo a lui più congeniale e sono venuti fuori molti bei lavori.

In seguito alleghiamo alcuni dei nostri lavori.

Flavio Maggiulli e Antonio Giaconella

classe 3^E, Santarella, a.s. 2020-2021

Lettera al bullo

                                                    Corato, 04-02-2021

Ciao,

so che non mi conosci, ma ti scrivo lo stesso per farti riflettere e sperando che tu capisca cosa è giusto e cosa non lo è.

Per te magari fare il bullo può essere un gioco, un divertimento, un passatempo, ma ti assicuro che per la persona che si trova dall’altra parte non lo è affatto…

E se capitasse a te? Come ti sentiresti se qualcuno ti dicesse che non vali niente? Su, dimmelo! Ora capisci quanto anche solo una frase possa ferire così tanto?

E’ per questo che ti scrivo questa lettera, per farti capire quanto possano ferire le parole, quindi ti consiglio una cosa: prima di parlare o agire pensa alle conseguenze e a quanto possa essere brutto e doloroso per la persona che stai per offendere.

                                                                 Noah

P.S NO AL BULLISMO!

Lettera a un bullo

                                                          Corato, 02-04-2021

Ciao,

sono Aurora, la migliore amica di una delle tue tante vittime.

Ti scrivo questa lettera per chiederti se per te è divertente vedere ragazzi più deboli emotivamente e fisicamente piangere per colpa tua. Sono qui per chiederti se è bello vedere persone sentirsi completamente sbagliati, solo perché sei tu che li fai sentire così.

Se rimedierai ai tuoi errori, capirai che invece è bello vedere sorridere persone per causa tua, quindi ti conviene smetterla anche perché bullo o cyberbullo che sia, comunque verrai denunciato; quindi perché rovinarsi la vita in questo modo e soprattutto rovinarla agli altri? Una persona è bella sia fuori che dentro, tu non sei nessuno per dire se vale qualcosa o no e ovviamente, anche se ti credi potente perché insulti gli altri, sei solo un ragazzo come tutti noi. Quindi ti chiedo di smetterla anche perché in futuro ti sentirai in colpa per aver distrutto l’autostima di queste persone. Te lo dico perché ogni giorno vedo il mio migliore amico uscire da scuola piangendo e fa male sia a me che a lui.  Pensaci: a te farebbe piacere che qualcuno ti insultasse per particolari insignificanti?

Sei ancora in tempo per diventare una brava persona e scusarti con tutti.  Riflettici su e aspetto una tua risposta.

                                                                                                  Aurora. 

Lettera a una vittima di bullismo

                                                          Corato, 02-04-2021

 Caro amico mio,

ci tenevo a dirti che mi dispiace tantissimo che tu abbia subito atti di bullismo. Io mi ricordo ancora quei brutti momenti nei quali quel “compagno di classe” ti minacciava dicendo che tu dovevi dargli i soldi che tua madre ti dava per la merenda. Tu glieli davi sempre perché avevi paura che ti facesse del male e non volevi dire nulla a tua madre per la vergogna e per non farti vedere debole. Mi ricordo di quando ti vedevo tornare dal bagno col viso pallido, avevi paura anche di andarci perché sapevi che avresti potuto trovarlo e che puntualmente ti chiudeva la porta alle spalle e ti attaccava con le sue minacce. Tutte le tue cose di scuola erano sue; penne, gomme, righe, colori…Voleva che gli facessi anche i compiti in classe.

Sono felice per te ora, perché con l’aiuto degli insegnanti sei riuscito finalmente a dire la verità, a fare il suo nome, so che hai ancora paura, nonostante lui sia stato espulso, ma tu hai sempre paura che ti stia aspettando fuori da scuola.

Stai tranquillo, hai dimostrato di essere più forte tu!:)

                                              Con affetto,

                                              Martina

Lettera alla vittima di bullismo

                                                            Corato, 02-04-2021

Caro compagno,

sono giorni, anzi mesi che noto nel tuo sguardo tanta tristezza e paura.

Mi chiedo spesso cosa ti stia succedendo: entri in classe con lo sguardo basso, non partecipi alle lezioni, sei triste e non parli con nessuno, ho notato, sai, quel gruppetto che ti guarda e che in sordina ride e ti critica.

Vorrei aiutarti, vorrei che ti sfogassi con me, potrei aiutarti.

 In queste situazioni essere uniti può aiutare a smascherare questo fenomeno che purtroppo è diventato direi quasi “moda”.

Anche a scuola trattiamo ogni anno il tema del bullismo, ma poi quando ti capita, e con gli occhi ti accorgi che sta accadendo proprio accanto a te, vorresti urlare a tutti di smetterla e di rispettare sempre gli altri, ma la paura ti assale e anche io che posso sembrare forte ho paura di fare un passo falso.

Ti mettono da parte?  Hanno pubblicato tue foto personali senza il tuo permesso? Hanno criticato il tuo aspetto fisico? Come ti vesti, o altro?? Sul gruppo della classe mi sono accorta di parecchi atteggiamenti e battute inadeguate e spesso io, come altri, cerchiamo di farli smettere.

Ma ho bisogno ora che tu mi parli, ti sfoghi così da cercare insieme una soluzione, anche solo il fatto di sfogarti può aiutarti, poi potremmo chiedere aiuto anche ai professori.

Vorrei che ti fidassi di me, davvero ho un gran bisogno di aiutarti e di non ritrovare in classe tutti i giorni quell’aria pesante e cattiva che avverto.

E’ un fenomeno questo che si sta diffondendo oggi più di ieri, perché io credo che non amiamo gli altri come noi stessi, che è più facile coalizzarsi per fare del male che per fare del bene, molti ragazzi di oggi sono poveri di valori, come quello del rispetto, dell’amore, della pura amicizia, della condivisione.

Ma è anche vero che ci sono ragazzi come noi, per questo se restiamo uniti possiamo far trionfare l’amicizia e il rispetto nei confronti degli altri e annientare il male.

Aspetto un tuo sfogo, una tua richiesta di aiuto.

Sappi che io ci sarò sempre per te.

P.S. Spero tu mi risponda.

                                                    La tua amica Giovanna.

LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE

So che ogni mia parola può avere conseguenze piccole o grandi.  Il linguaggio non è solo un insieme di parole che impariamo nel corso degli anni ma è, prima di tutto, un modo di comunicare e di trasmettere emozioni.

La parola può essere sinonimo di libertà ma anche un’arma che ferisce e questa violenza verbale è emergenza tra noi  ragazzi; ecco perché oggi più che mai è importante fermarsi e riflettere su quello che possiamo provocare anche noi con un semplice commento, un like o l’approvazione a post che, mascherati con  parole ironiche o sarcastiche, possono davvero rendere insicuro ogni individuo.

A volte non si sa comunicare e non si hanno gli strumenti giusti per trasmettere il sentimento, il rispetto e l’approvazione.

Si tratta di persone che parlano senza riflettere su quello che dicono e fanno del male senza rendersene conto.

Si tratta di una forma di “maltrattamento” che infrange i nostri diritti arrivando anche ad annullarci e se questa diventa un’abitudine bisognerebbe chiedere all’altra persona come si sentirebbe se fosse nei nostri panni.

Abbiamo la libertà di poter comunicare eppure siamo così incapaci di percepirne il valore e l’incapacità di dialogo,  limitata a botta e risposta e che non mira ad atteggiamenti di ascolto.

Le parole inutili non portano nulla a nessuno e credo che i social non siano nemmeno il luogo giusto per affrontare temi che richiederebbero molta più attenzione e rispetto da parte di tutti.

Fin da piccola sono sempre stata abituata a pensare e credere che la libertà sia innanzitutto rispetto dell’altro,  cercare di comprendere e mettersi nei panni dell’altro, ma la libertà ha regole e non corrisponde a “faccio/dico ciò che voglio”.  Dove inizia il fastidio e l’insulto finisce la libertà: tua, mia, di tutti.  Ecco perché in questi casi io scelgo il silenzio, perché anche il silenzio parla ed è una scelta, non la mancanza di presa di posizione. Io leggo, attendo, rifletto…

Forse è arrivato il momento di auto-educarci all’uso della parola, al numero di parole che usiamo, alle frequenza con cui le esponiamo. “La parola è l’unico dono che possiamo donare…”: è preziosa, è viva, è tagliente e affilata, distrugge e mortifica, ferisce e ti abbatte ma, se ben usata cura, conforta, consola, motiva e rialza.

La lingua non ha ossa ma è abbastanza forte da rompere un cuore, perciò siate prudenti con le vostre parole, quel che comunichiamo è la nostra vera essenza.

STRIPPOLI PAOLA, classe 3^F, Santarella. a.s. 2020/21

Tutti uniti contro il bullismo e il cyberbullismo

Il bullismo è un comportamento aggressivo ripetitivo nei confronti di chi non è in grado di difendersi. Esiste anche il cyberbullismo che è una forma di bullismo condotta attraverso internet. C’è una differenza ben nota: il bullismo può essere attuato nel tragitto casa-scuola, scuola-casa, mentre il cyberbullismo può essere attuato 24 ore su 24. Solitamente il bullo è sostenuto da altri compagni che incoraggiano i suoi comportamenti scorretti e il più delle volte pericolosi.

In questi casi, bisogna parlare con gli adulti: il bullo può essere aiutato con le giuste modalità e con l’intervento di persone esperte. Infatti, nella maggior parte dei casi i bulli sono ragazzi o ragazze con un disagio interiore, familiare, sociale e riversano su soggetti più deboli queste loro paure. La vittima molto spesso tende a chiudersi in sé e prova rabbia e frustrazione, come è accaduto a Leonardo, protagonista di una storia che ci ha letto la nostra docente di Storia. Questa vicenda così come l’argomento ci hanno coinvolto molto, abbiamo avuto modo di riflettere e confrontarci in classe attraverso discussioni guidate. Abbiamo anche realizzato dei pannelli, dove abbiamo rappresentato delle situazioni di bullismo o cyberbullismo vissute o di cui siamo stati spettatori.

«Lo scherzo non intacca l’autostima di una persona, al massimo la fa arrabbiare, non gli toglie la vitalità e la voglia di vivere, di confrontarsi e di esprimersi, il bullismo SI».

Giulia Tarricone, Francesca Lotito, Ilaria Mastrorillo, Nicole Musci, classe I F Scuola Santarella, a.s. 2020/21

Alla mensa di Federico II

Gli studenti del Comprensivo “Cifarelli–Santarella” partecipano al Progetto Carnevale

Lo spirito del Carnevale resiste anche alla pandemia! A Corato la Pro Loco ha deciso di annullare le sfilate di Carnevale 2021 per evitare situazioni pericolose di assembramento. Una scelta difficile, presa con senso di responsabilità ma che un po’ ha deluso noi ragazzi.

Il presidente della Pro Loco ha però cercato di creare delle iniziative alternative che potessero mantenere vivo l’entusiasmo dei ragazzi per il carnevale.

Così tutte le scuole sono state coinvolte con attività che potessero creare allegria ed entusiasmo!

Il tema del carnevale è, su suggerimento del Liceo Artistico cittadino, “Federico II – 800 anni dall’incoronazione”.

Federico II era un uomo colto con una mentalità moderna ed amante della cultura.

Tra le varie passioni vi era la gastronomia.

L’Imperatore infatti amava sperimentare ricette proprie, basandosi rigorosamente su studi scientifici.

Due sono i libri di cucina attribuiti a Federico II:

1) «Meridionale»

2) «Liber de coquina» scritto in latino.

Sono dei veri e propri trattati culinari, che celano l’intento politico e propagandistico di Federico II di voler riunire i diversi costumi alimentari dell’epoca, con le loro specificità locali.

Ed ecco il tema dell’Istituto “ALLA MENSA DI FEDERICO II”!

L’Istituto Comprensivo è diventato così un laboratorio: ogni alunno ha dato sfogo alla propria creatività con qualche suggerimento degli insegnanti e docenti.

Sabato 6 febbraio nell’ingresso del Cifarelli c’è stata, nel rispetto delle misure anti covid, una manifestazione degli alunni coinvolti nel progetto!

Noi ragazzi della Santarella, pur dalle nostre abitazioni, abbiamo condiviso l’entusiasmo della festa attraverso momenti giocosi on line, realizzando video divertenti!

 

Classe III B Scuola Santarella, a.s. 2020/21

BULLISMO E CYBERBULLISMO: UN PERICOLO PER I GIOVANI

Il cyberbullismo è un fenomeno in enorme crescita soprattutto negli ultimi mesi poiché, a causa della DAD, i ragazzi passano molto tempo su Internet. Nella fascia d’età tra i 13 e i 18 anni i ragazzi sono molto fragili e sensibili, poiché stanno attraversando la fase dell’adolescenza, e durante questo periodo diventano molto importanti il giudizio altrui e le critiche. Più del 12% dei ragazzi racconta che ha subito almeno un atto di violenza online. Con la DAD, che rischia di fare da pericoloso megafono, si stima che un ragazzo su cinque abbia assistito durante le lezioni a distanza a prese in giro nei confronti dei compagni di classe.

Questa forma di violenza è punibile dalla legge n. 71 del 2017 che prende il nome dalla senatrice Elena Ferrara, insegnante di Carolina Picchio, una ragazza che il 20 dicembre 2018 si è tolta la vita a causa delle orribili azioni da parte dei bulli. La ragazza si è spinta fino a questo gesto estremo, poiché cinque suoi coetanei, fra cui il suo ex fidanzato, avevano pubblicato su Facebook un video. Carolina in una delle sue ultime lettere ha scritto “le parole fanno più male che le botte”. Da questo motto è nata la Fondazione Carolina che aiuta le vittime e i bulli attraverso percorsi di educazione al rispetto.

Il 9 febbraio è il Safer Internet Day per sensibilizzare  sui rischi che comporta l’uso improprio e superficiale di Internet. Durante questa giornata, la nostra scuola ha partecipato all’evento multimediale #cuoriconnessi, una diretta streaming organizzata dalla Polizia Postale in collaborazione con Unieuro. Attraverso questo evento online, insieme a più di 250.000 studenti di tutta Italia, abbiamo parlato di sicurezza in rete, abbiamo potuto ascoltare le testimonianze di alcune vittime di bullismo e cyberbullismo e abbiamo potuto vedere come, a distanza di molto tempo, in queste persone vi siano delle ripercussioni psicologiche e delle ferite difficili, quasi impossibili, da rimarginare. A questa diretta sono intervenuti vari esponenti della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, la direttrice Nunzia Ciardi e la psicologa della Polizia di Stato, Cristina Bonucchi, che hanno sottolineato l’importanza di denunciare e di chiedere aiuto se si subiscono o si assiste a violenze. Questo è il metodo più efficace per porre fine a queste brutalità, il silenzio non risolve nulla e il tempo è molto importante. Hanno partecipato anche Giovanna Boda, il Capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione e il Prefetto Franco Gabrielli, Capo della Polizia e Direttore generale della Pubblica Sicurezza.

Abbiamo potuto riflettere molto su questo delicato argomento, in questi giorni in classe, attraverso attività come produzione di manifesti, commenti e testi.

Ognuno di noi deve impegnarsi per non dimenticare che ogni persona ha dei sentimenti, delle emozioni che vanno rispettate come va rispettato l’individuo stesso. Le parole, a volte, possono essere molto più dolorose di calci e pugni. Queste, infatti, segnano la vittima profondamente portandola a compiere, nei casi più estremi, atti irreversibili.

È fondamentale mettersi nei panni degli altri per capire quali potrebbero essere le conseguenze di una nostra azione o affermazione. Preservare i sentimenti altrui è molto importante e trattare le persone con gentilezza è indispensabile per vivere in una società migliore.

“Il bullismo spezza i rami più belli che un ragazzo o una ragazza possiede. Poi il tempo passa e nasce un fiore nuovo. Chi non si arrende vince sempre il futuro che aspetta non lo si può deludere.”

Come afferma Ines Sansone in questa celebre frase, non bisogna mai arrendersi perché anche nelle situazioni più buie vi è sempre un fonte di speranza, dalla quale si avrà la possibilità di una rinascita.

Balducci Antonio, Del Vecchio Ludovica, Gentile Marina, Strippoli Antonio

classe III F, “Santarella”, a.s. 2020/21

9 FEBBRAIO: SAFER INTERNET DAY

IL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE

In questi giorni, con la docente di lettere abbiamo analizzato il Manifesto della comunicazione non ostile e guardato un video dell’associazione Parole O_Stili, che ci ha permesso di approfondire le nostre conoscenze sul bullismo e soprattutto sull’utilizzo dei social network. Grazie a questo Manifesto abbiamo riflettuto sulle opportunità e le criticità della rete, perchè internet è una finestra aperta sul mondo, ma dobbiamo anche fare molta attenzione!

L’Associazione Parole O_Stili è nata a Trieste nell’ 2016 con l’obiettivo di educare gli utenti della Rete a scegliere forme di comunicazione non ostili; la stessa organizza iniziative di sensibilizzazione e formazione.

Parole O_Stili si rivolge a tutti i cittadini consapevoli del fatto che “virtuale è reale”, e che l’ostilità in Rete ha conseguenze concrete, gravi e permanenti nella vita delle persone.                           

Parole O_Stili lavora con le scuole, le università, le imprese, le associazioni e le istituzioni nazionali e territoriali.

In classe abbiamo, quindi, riflettuto sul fatto che “le parole sono ponte” e che “gli insulti non sono argomenti”, attraverso produzioni personali e conversazioni guidate.

Amorese Sofia, Ardito Domenico, Labartino Alessia, Quaranta Angelo

classe II B, “Santarella”, a.s. 2020/21