UN TUFFO NELLA LETTERATURA ITALIANA

La letteratura italiana nel corso dei secoli ha conosciuto illustri scrittori da Dante Alighieri a Giacomo Leopardi fino ad oggi. Ma lo scrittore simbolo del Romanticismo italiano fu Alessandro Manzoni con la sua più famosa opera: “I promessi sposi”.

Questo romanzo è ambientato nel 1600 e parla di una coppia di giovani milanesi di nome Renzo Travaglino e Lucia Mondella  che, a causa di un nobile spagnolo chiamato Don Rodrigo, non possono maritarsi.  Questi attraverseranno numerose insidie ma alla fine i giovani riescono a sposarsi.

Questo romanzo è stato riproposto dalla classe 3D della scuola media “L. Santarella” per l’open day che si è svolto nel dicembre 2018.

I ragazzi che hanno partecipato alla rappresentazione hanno preso parte a numerose prove propedeutiche per lo spettacolo con abiti, battute e oggetti di scena.  Questa rievocazione del romanzo è stata molto apprezzata dal giovane pubblico di scuola primaria grazie al pathos creato dalla recitazione degli attori.

Gli attori rappresentavano i personaggi principali de “I PROMESSI SPOSI” come Don Rodrigo, Renzo, Lucia, Perpetua, i bravi e Don Abbondio. Nella rappresentazione vi erano anche due narratori che narravano ai bambini l’avvincente storia scritta da Manzoni.  Tutto ciò è stato gestito e organizzato dalla nostra professoressa di italiano.

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire, diventa più grande” Hans Georg Gadamer.

Matteo Sciscioli 3D, A.S. 2018/19 

 

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Riflessioni a margine dello spettacolo

Si è conclusa anche questa fantastica esperienza!

Sabato 3 marzo 2018, dopo il debutto del 18 gennaio, siamo tornati in scena con lo spettacolo teatrale ispirato a “Il Piccolo principe”. Questa volta ci siamo esibiti sul palco dell’Auditorium del Liceo Artistico di Corato. Vedere l’Auditorium gremito di ragazzi (gli alunni delle prime e delle seconde classi della nostra scuola) tutti in trepidante attesa della nostra esibizione, ci ha trasmesso una carica pazzesca… l’adrenalina era alle stelle… Per fortuna tutto è andato benissimo… Lo spettacolo è piaciuto tantissimo e questo ce l’hanno dimostrato i calorosissimi applausi ricevuti…Tutti i nostri sforzi, i nostri sacrifici sono stati ben ripagati… Ora non ci resta che aspettare un altro spettacolo… Speriamo altrettanto bello ed entusiasmante…

Riflessioni a margine…

Partecipare a questo spettacolo ci ha riempito l’anima… abbiamo provato emozioni, sensazioni difficili da spiegare con le parole… “Il Piccolo principe” ha cambiato la prospettiva da cui ora guardiamo le cose… ci ha fatto capire meglio quelli che sono i valori più importanti della vita, come l’amicizia, l’amore…

Dietro le quinte si è creata una vera famiglia… Ed è stato questo per noi il più grande successo!

Qualcuno di noi il libro “Il Piccolo principe” l’aveva già letto e aveva visto anche il film della Walt Disney. A scuola elementare abbiamo anche partecipato a uno spettacolo ispirato al romanzo… Era destino che lo rincontrassimo sul nostro cammino. Ormai ci viene la pelle d’oca ogni qualvolta sentiamo la frase pronunciata dalla volpe: “L’essenziale è invisibile agli occhi”. È proprio così: non si deve guardare la realtà solo con gli occhi, ma bisogna guardare in profondità… Solo col cuore si vede veramente bene!

Questa esperienza per noi è stata importante sotto tutti i punti di vista… Anche se ansia, paura, tristezza, gioia, assalivano il nostro cuore, pensando al pubblico che ci guardava, alla bellezza del romanzo e all’impegno che ci avevamo messo, abbiamo trovato la forza di andare avanti. Non è stato facile ma con l’aiuto dei “nostri nuovi amici” abbiamo superato le difficoltà e ora ci sentiamo più forti e sicuri di noi stessi.

Classe II sez. A, Scuola “L. Santarella”, a.s. 2017/18

 

Emozioni in scena

Se solo qualche volta ci si fermasse a pensare… A pensare a quel tempo gioioso in cui si era bambini e si giocava a rincorrere i sogni e a stringere le emozioni in un palmo di mano.

Ho potuto sperimentare queste emozioni durante la visione dello spettacolo teatrale: “Il Piccolo Principe” interpretato da molti dei ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado “Luigi Santarella”.

In questa rappresentazione il romanzo di Antoine De Saint Exupery, “Il Piccolo Principe”, ci è stato donato in modo originale e divertente.

Io nei panni di spettatrice ho potuto osservare i volti degli attori colmi di ansia, gioia e passione per quanto stavano per mettere in scena; ho potuto ammirare e scoprire talenti esordienti, stili di recitazione lenti ma fluidi o allegri e scattanti.

Gli attori, i presentatori ed i narratori sono riusciti a dare un tono autentico e personale alle loro battute rendendo ogni momento dello spettacolo realistico ed avvincente. I ruoli dei vari personaggi sono stati supportati e affiancati da splendide melodie, suonate e intonate dagli stessi ragazzi, e da meravigliose coreografie che raccontavano alcuni passaggi dello spettacolo ancora meglio di quanto avrebbero fatto le parole.

Questa splendida rappresentazione teatrale ha dato modo a tutti, specialmente ai più grandi, di ricordare i tempi in cui erano bambini e soprattutto di provare ad immergersi nel fantastico mondo dei più piccoli, per ritrovare la bellezza di essere come loro!

Maria Elena Varesano, classe I C, Scuola “L. Santarella”, a.s. 2017/18

La grande difficoltà di rimaner fanciulli

Un uomo piccolo piccolo

Perché “Un uomo piccolo piccolo”? Perché è questo il titolo di uno spettacolo a me molto caro, tratto dal libro “Il piccolo principe” che sicuramente tutti conoscono.

Insomma, chi non conosce questo meraviglioso libro di forti significati? Ebbene un giorno, quando non ero ancora nato, mio padre, Francesco Martinelli, lesse questo libro e creò questo meraviglioso spettacolo che prima si chiamava “I pianeti sono fermi”. Poi il nome cambiò e divenne ufficialmente “Un uomo piccolo piccolo”.  Certo, questo spettacolo non è proprio uguale al libro, infatti i personaggi sono solo due: un poeta e il piccolo principe. E parla di un uomo come tanti altri che oramai è diventato adulto e ha deciso di suicidarsi, di impiccarsi. Ma poi conosce questo strano bambino comparso dal nulla, che dice di venire da un pianeta piccolo, molto piccolo. Insieme giocano, il piccolo principe gli parla della sua rosa e vuole una poesia da dedicarle:

 

Al di là del mare,

L’orizzonte  bagna il cielo,

Muto è il cielo,

Sordo è il mare

 

Dopo tutto il tempo passato insieme, il piccolo principe se ne va  perché deve tornare dalla sua rosa, che urla disperatamente “ho sete”, mentre il poeta sta scrivendo un’altra poesia da dedicare alla rosa. Quando si accorgerà che il piccolo principe non c’è più, il poeta non vorrà più suicidarsi e anzi ritornerà felice, perché avrà capito il vero significato della vita.Infatti il poeta, dopo aver conosciuto il bambino, vorrà essere un uomo piccolo piccolo con le ali e abitare in,un pianeta vicino al suo. Questo è uno spettacolo che è vissuto e ha dato frutto per ben dieci anni e continuerà sempre a vivere quando a interpretare il piccolo principe sarà il mio fratellino Emanuele, ovviamente quando sarà un po’ più grande. Infatti io, purtroppo, sono diventato grande, un adolescente. Durante le prove dello spettacolo ho avuto molte difficoltà tanto che mi sono messo a piangere: non riuscivo più a interpretare il bambino e questo mi ha colpito molto.Quando diventi grande la vera grande difficoltà è ritornare bambini.Quando diventi grande tutto diventa difficile e sognare diventa quasi impossibile.Ma anche Gesù ci dice di essere bambini e questo ci aiuterà a non rendere il mondo triste e cupo, quando diventeremo grandi.Per questo, con l’aiuto del signore, sono riuscito a interpretare per l’ultima volta il Piccolo Principe in questo spettacolo.

 

 Dopo aver girato molte città d’Italia insieme a mio padre e dopo aver fatto sognare tante persone, la mia esperienza in questo spettacolo finisce qui.Anche se non ho avuto il piacere che i miei amici venissero a trovarmi in teatro perché impegnati. Anche se “uscire” per molti è fare un piccolo pezzo di strada per poi appoggiarsi al muro e passare ore a giocare a Clash Royal sul cellulare.Facevamo questo anche da piccoli? No, perché da piccoli eravamo privi di questi apparecchi che creano dipendenza.Anche io sono stato dipendente dai cellulari per parecchio tempo, ma ora ho smesso e ho capito che ci sono altre cose divertenti da fare: come recitare. Quello che ho provato e che provo ogni volta quando salgo sul palco è ansia, certo,  ma quando salgo sul palco non sono più Tristano Martinelli ma il piccolo principe e il mio unico obiettivo è di far sognare il pubblico presente.Credo che questa volta ci sia riuscito più di altre! Questa è stata forse la mia ultima esperienza in “Un uomo piccolo piccolo”. Spero comunque che capiterà ancora di recitare in questo spettacolo che mi ha accompagnato per un lungo periodo della mia vita e mi ha fatto vivere mille avventure.

Con questo spettacolo, secondo me, io e mio padre siamo riusciti a trasmettere al pubblico forti emozioni e insegnamenti e per me recitare significa proprio questo.

Tristano Martinelli, classe 2^A, Scuola “Santarella”, a.s. 2017/18

SUL PALCO…

Ansia, ansia, ansia, il grande giorno è finalmente arrivato!

locandinaIl 18 gennaio 2018 sono entrate “in scena” le nostre emozioni e siamo stati noi i protagonisti della serata: abbiamo rappresentato, presso il Salone situato in Via Leonello a Corato, uno spettacolo teatrale ispirato al romanzo “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint–Exupéry.

Dietro le quinte – non ve lo nascondiamo – non è stato facile mantenere la calma, anche se abbiamo svolto tantissime prove. Dobbiamo ammettere che di grande supporto sono stati anche i professori che sin dal primo momento hanno creduto in noi.

La rappresentazione è ormai iniziata e l’ansia è salita ancor di più; i balli e i canti hanno reso lo spettacolo più armonioso ed entusiasmante.

È stata un’opportunità che ci ha insegnato il vero valore dell’AMICIZIA.

Passione, solidarietà e amicizia sono le parole chiave che ci hanno accompagnato e sostenuto in questo lungo viaggio dal mese di ottobre 2017. Abbiamo costruito dei nuovi legami, abbiamo fatto nuove amicizie, si è creata una vera famiglia anche fuori dal set e ci siamo sempre sentiti e confrontati.

L’amicizia ci ha tenuti vicini, l’allegria e l’armonia hanno caratterizzato i nostri incontri, ma è stato il coraggio a darci la forza di coltivare le nostre passioni, facendoci scoprire nuovi talenti di cui non eravamo a conoscenza. Nel corso del laboratorio teatrale, sono entrate in campo anche le abilità artistiche: abbiamo rappresentato con il disegno il Piccolo Principe, trascrivendo una frase significativa tratta dal romanzo, abbiamo dipinto tavolette di legno che, al termine dello spettacolo, sono state distribuite come ricordo a noi ragazzi e ai professori.

disegni

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Le nostre emozioni sono state il filo conduttore dell’intero percorso, sono emerse durante tutta l’esibizione e hanno reso lo spettacolo ancora più originale e coinvolgente perché …

“È SOLO CON IL CUORE CHE SI PUÒ VEDERE VERAMENTE BENE,

L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI”.

 

Scuola Sec. di I Grado “Santarella”, Classi II A, II B, II F

“Il piccolo principe”: emozioni da aviatore

Sono Tristano Martinelli e in questo spettacolo ho recitato nel ruolo dell’aviatore. Questo che state leggendo può essere considerato sia un articolo sia un’aggiunta all’articolo già fatto su questa bellissima esperienza. Infatti per me è stata una vera e propria avventura recitare in questo spettacolo. La cosa più bella è che ho incontrato nuovi amici. Questo spettacolo non solo è tratto da un bellissimo romanzo ma soprattutto ci ha insegnato che, nonostante le terribili, grosse e molte difficoltà incontrate durante il lavoro, il risultato è stato sbalorditivo. Grazie al nostro impegno, e a quello degli insegnanti, credo che tutti noi siamo riusciti a far sognare il pubblico, anche se, durante lo spettacolo, sono stati fatti alcuni errori. Credo e spero però che al pubblico sia piaciuto ciò che abbiamo creato con grande impegno. Soprattutto spero che il pubblico abbia percepito il significato che l’autore del “Piccolo principe” ci ha trasmesso. Per me è stato difficilissimo recitare: purtroppo mi ero ammalato quindi ho dovuto recitare con la febbre. Ma sapete che vi dico? È una fortuna aver recitato con la febbre, perché ho avuto una spinta in più per dare il massimo e per fortuna ce l’ho fatta. Ma non auguro a nessuno di recitare con la febbre: è stato difficilissimo buttarsi per terra, concentrarsi mentre cercavi di trattenere gli starnuti e la tosse! Sapete perché ce l’ho fatta? Per il tifo e la forza dei miei amici, che sono rimasti vicino a me, che mi hanno dato la forza per dare il massimo, perché non volevo assolutamente deludere né loro né gli insegnanti e né il pubblico. Comunque, con tutte queste difficoltà, anche con la paura e l’ansia da palcoscenico di qualcuno dietro le quinte, ma ecco il nostro spettacolo! Spero di rifarlo non solo perché è divertente recitare, ma anche perché reciterò ancora con i miei amici. Possibilmente, stavolta, spero di non ammalarmi!!

Tristano Martinelli, classe 2^ A, Scuola “Santarella”, a.s. 2017/18

CHI E’ DI SCENA A NATALE?

Quest’anno, noi quinte elementari, ci siamo addentrate in un nuovo “MONDO”: il TEATRO.

A presentarci questo nuovo “mondo” sono stati Carmen e Francesco, due attori membri di un gruppo teatrale che si esibisce in strada.

Il TEATRO è una forma di espressione basata soprattutto sul linguaggio corporeo e verbale, in cui ogni piccolo gesto o cambiamento di intonazione può  cambiare il significato della frase: perciò era una vera e propria responsabilità per noi alunni.

Man mano che gli incontri si svolgevano, noi tutti imparavamo sempre più ad approcciarci meglio al teatro e alle sue forme di comunicazione, tanto che Carmen e Francesco ci hanno chiesto di scrivere delle brevi scenette che avrebbero cercato di modificare per presentarle successivamente nel copione dello spettacolo.

I risultati di queste scenette non sono stati molto proficui ma, allo stesso modo, i due esperti hanno cercato di mantenere lo stesso significato che abbiamo cercato di dare noi, pur modificandole.

Nelle settimane successive ci  sono arrivati i copioni ufficiali dello spettacolo, e tutti noi eravamo impazienti di iniziare a provare le nostre scene.

Queste erano tutte in chiave ironica, rappresentando ognuna un momento preciso dei preparativi per il Natale.

Dopo dozzine di prove, ogni gruppo è riuscito a svolgere al meglio la scena assegnata, e negli incontri successivi si sono svolte le prove generali, perciò tutte le quinte si sono radunate in palestra per apportare le ultime modifiche allo spettacolo. Nelle prove generali tutti eravamo curiosi di vedere le scenette delle altre classi, che si sono rivelate molto divertenti.

LO SPETTACOLO

Il 19 dicembre, dopo tanta e incolmabile attesa, abbiamo messo in scena lo spettacolo: CHI E’ DI SCENA A NATALE?

Tutti eravamo agitati e infreddoliti perché lo spettacolo si è svolto all’aperto, davanti alla scuola media Santarella.

Lo spettacolo è stato diviso in tre spezzoni che riguardavano tre categorie dei preparativi natalizi: i preparativi in cielo, i preparativi in casa e i preparativi dei Babbi Natale .

Ad intervallare ogni spezzone, noi alunni che non recitavamo in esso cantavamo il ritornello di una canzone inventata dai due esperti, mentre gli alunni che recitavano cantavano una canzone arricchita da alcuni gesti.

Alla fine dello spettacolo, la preside si è complimentata con noi alunni per aver svolto un lavoro abbastanza difficoltoso con impegno e dedizione; si è complimentata anche con gli esperti e le insegnanti per averci guidato in questo percorso.

In quel periodo ci siamo divertiti molto, abbiamo scoperto quant’è bello immergersi nel mondo della recitazione, ma  soprattutto siamo rimasti soddisfatti del bel lavoro che abbiamo svolto , realizzando il nostro sogno.

Rossana Iaia, Michele Faretra, Yoana Mastrodonato, Albarosa Strippoli e Asia De Palma

(classe V – Cifarelli – a.s. 2017/18)

“La Guerra dei Grandi” nella Giornata della Memoria 2016

Mercoledi 27 gennaio 2016 tutte le scuole medie di Corato si sono recate al Teatro Comunale per vedere uno spettacolo intitolato “La Guerra dei Grandi”. Questo spettacolguerra 1o parlava del periodo della SHOAH, lo sterminio degli Ebrei, avvenuto tra il 1933 e il 1945 per volere di Hitler.  Ambientato a Roma nel 1938, all’indomani della promulgazione delle leggi razziali, racconta dell’amicizia tra due ragazze che frequentavano la prima media, Giulia Gori e Rebecca Levi. Quest’ ultima era ebrea e questo sarà il motivo per cui qualche mese dopo lascerà la scuola. Questo spettacolo per noi è stato molto bello perché ci ha fatto riflettere sulla vita difficile degli Ebrei  in quegli anni, quando Hitler parlava di loro come persone bugiarde, sporcheguerra 4, cattive e disoneste. È stato  molto commovente, soprattutto quando le due amiche scoprono di non potersi più frequentare perché una delle due è ebrea. “La guerra dei grandi” è stato uno spettacolo teatrale molto significativo, anche perché ci ha fatto pensare che se questa cosa accadesse a noi o al nostro migliore amico, sarebbe molto brutto e ci staremmo molto male. Lo spettacolo ha raccontato solo una minima parte di quello che accadeva durante gli anni della SHOAH, ma lo ha fatto in modo molto preciso, ricostruendo un normale giorno di scuola ai tempi d’oggi. Forse proprio per questo ci ha toccato così nel profondo. Lo spettacolo è stato divertente, anche se parlava di avvenimenti molto tristi, perché gli attori interagivano con noi come se noi fossimo stati degli alunni. È stato molto guerra 2divertente godersi le scenette del professore, che adorava così tanto Mussolini da, oltre che fare il saluto fascista ogni volta che lo nominava, lanciare baci verso l’alto per elogiarlo. Per quanto riguarda l’interazione con il pubblico è stato molto divertente fare finta di essere alunni di quella classe e noi alunni ci siamo molto divertiti a rispondere alle domande del professore e degli attori.

Alessio Tandoi, 1^ C e Emmanuele Diaferia, 1^ A, a.s. 2015/16

 

 

 

IL TEATRO DELLE OMBRE

Power point: “Il teatro delle ombre”

Tutti i venerdì, a partire dalla fine di ottobre e fino al 18 dicembre scorso, in orario antimeridiano, i bambini della 4^ A della scuola primaria “Cifarelli” sono andati nel salone della parrocchia “Santa Maria Greca” in via Leonello, per fare le prove del teatro delle ombre con l’esperto Gianni Todisco.DSCN3886
>Hanno lavorato in assenza di luce, dietro un telo bianco illuminato da lampade di colore: GIALLO, CELESTE e ROSSO.
>Vi hanno partecipato per conoscere il mondo delle ombre recitando non con la voce ma con i movimenti del corpo.
>I partecipanti hanno detto che questa esperienza é stata riproposta dal maestro Gianni Todisco e dalla loro insegnante Rosaria, perché é stata molto entusiasmante e fantastica.
>Al progetto dell’anno scorso, invece, gli alunni avevano lavorato con degli oggetti di carta, come per esempio: le scope per le streghe, i cappelli per gli australopitechi, i veli…
>L’anno scorso ad aiutarli c’era la maestra di sostegno Viviana Magri di Ruvo, ma quest’anno non più, anche se quasi ogni venerdì è anDSCN3896data ad aiutarli, perché è rimasta molto affezionata a loro.
>Per alcuni bambini le ombre rappresentano un modo per esprimersi, in quanto molto spesso provano timore e vergogna quando devono esprimersi davanti a tutta la classe.
>Per altri sono una cosa straordinaria e unica e ringraziano la loro insegnante per aver dato loro la possibilità di iniziare a conoscere il teatro.

Roberta Tandoi, classe IV A, anno scolastico 2015/16

Ogni venerdì, una classe della scuola “Cifarelli” si incammina verso il locale di Via Leonello per poter svolgere il “teatro delle ombre” con il maestro Gianni Todisco.
Il maestro, dopo aver sistDSCN3915emato un grande telo bianco sul palcoscenico, accende un faro rivolto verso il telo e i bambini si muovono dietro il telo per creare delle ombre e con altre lampade colorate creano effetti diversi sulle ombre, come il fuoco, il fulmine, l’acqua.
E’ un progetto molto interessante ed e’ il secondo anno che lo svolgono, e da’ ai bimbi la possibilità di esprimere la loro fantasia e di giocare in modo diverso tra loro.
Attraverso il teatro delle ombre imparano ad esprimersi con il corpo e con i gesti.

Gigi De Tellis IV A a.s.2015/2016

Vieni e…aggiungi un posto a tavola…

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locandinaIl 28 Maggio 2015 al Teatro Comunale di Corato si è tenuto un musical intitolato “Vieni e…aggiungi un posto a tavola…”. Vi hanno partecipato gli alunni delle classi 3^A e 3^B aiutati dagli esperti della scuola di danza “Maison De La Dance”, Dina Matera e Riccardo Confalone, mentre la Professoressa Zucaro è stata la coordinatrice del tutto.
La storia si apre con Don Silvestro che, rimasto solo in chiesa dopo le prove, riceve una telefonata dal Signore che gli annuncia del prossimo diluvio universale e gli ordina di costruire un’arca. Il Signore aggiunge che la notte successiva sarà destinata alla procreazione. Tutti si salveranno anche perché Dio farà cessare il diluvio. Il significato di questo musical è quello di aggiungere letteralmente un posto a tavola per il Signore, farlo entrare nei nostri cuori.
Dopo aver assistito allo spettacolo, abbiamo potuto condurre un’intervista sia agli attori sia al corpo di ballo. Abbiamo iniziato con gli attori…
D. “Vi è piaciuta questa esperienza?”
R. “Sì, è stata molto istruttiva e ce la ricorderemo perché ha rafforzato la nostra amicizia e ci ha fatto divertire.”
D. “Perché avete deciso di partecipare al musical?”
R. “È stata una scelta dei professori in base alle nostre capacità e per noi è stato un onore.”
D. “Avete ottenuto la parte che avevate immaginato? Avreste voluto un’altra parte?DSC00701
R. Morena Roselli (Consolazione): “No, perché nella parte mi sono rispecchiata anche se inizialmente desideravo la parte di Clementina.” Pietro Della Valle (Dio): “Inizialmente, pensavo di interpretare il ruolo del prete.”
D. “È stato difficile immedesimarsi nei vari personaggi?
R. Morena Roselli (Consolazione): “No”
Pietro Della Valle (Dio): “No”
Christian Zitoli (Toto): “No”
Maria Ida Zucaro (Clementina): “Sì, perché ho dovuto cambiare la mia personalità, ma grazie agli esperti ci sono riuscita.”
Michele Ventura (Don Silvestro): “Sì, perché dovevo cambiare la mia voce.”
D. “È stato difficile memorizzare la parte?
R. Pietro Della Valle (Dio): “No, perché ci hanno guidato gli esperti che ci hanno svelato tutti i segreti di scena.”
D. “È stato bello ritrovarsi davanti al pubblico?”
R. “È stato emozionante ma avevamo un po’ di paura all’inizio.”
D. “Quali sensazioni avete provato qDSC00702uando siete saliti sul palco?
R. “Abbiamo provato ansia, terrore, allegria e poi anche dispiacere per la fine della collaborazione.”
D.”Vi sono piaciuti i costumi di scena?
R. Tutti: “Abbastanza”
Pietro Della Valle (Dio): “I più belli erano quelli del Prete, del Cardinale e del Sindaco.”
Morena Roselli (Consolazione): “Secondo me, i più belli erano quelli di Clementina, del Prete e del Sindaco.”
D. “Alla fine dello spettacolo come vi siete sentiti?
R. “Soddisfatti, ma anche tristi perché dovevamo dividerci in quanto stava finendo l’anno scolastico.”
D. “È stato stancante provare, provare e riprovare?”
R. “È stato stancante, ma alcuni professori ci hanno aiutato assegnandoci meno compiti.”
…Poi il corpo di ballo…
D. “Perché avete deciso di partecipare al musical?
R. “I professori ci hanno selezionato e abbiamo accettato volentieri perché era un’esperienza nuova.”
D. “Vi è piaciuta questa esperienza?
R. “Sì, molto perché è stato bello stare sul palco per la prima volta.”
D. “Se vi venisse riproposta, vi partecipereste di nuovo?
R. “Sì, perché ci siamDSC00709o divertitI.”
D. “Vi siete mai sentite meno importanti degli attori protagonisti sul palco?
R. “No, perché c’ erano tutti nei balletti sul palco.”
D. “Avete trovato difficoltà nella memorizzazione dei passi di danza?
R. “No, perché non erano difficili.”
D. “È stato bello ritrovarsi davanti al pubblico?
R. “Sì, è stato emozionante.”
D. “Alla fine dello spettacolo come vi siete sentite?
R. “Eravamo contenti perché c’eravamo riusciti, ma tristi perché l’esperienza era finita.”
D. “Vi sono piaciuti i costumi di scena?
R. “Sì, erano adeguati e molto creativi.”
D. “È stato stancante provare?
R. “Abbastanza perché siamo stati impegnati tutti i pomeriggi.”
D. “C’è qualcosa che avete sbagliato e che noi, pubblico, non abbiamo visto?”
R. “Sì, un paio di volte abbiamo improvvisato.”
DSC00705L’allegria contagiosa di questi ragazzi non ci ha accompagnato solo nel corso dell’intervista, ma anche durante tutto il musical. Ecco perché ci è piaciuto: il loro impegno, la loro naturalezza sul palco, la gioia nel recitare e nel ballare sono ammirevoli. Davvero molto bravi!
Gaia Martinelli 2^C e Maria Giulia Quinto 1^C (a.s. 2014-2015)