Cartelloni per ricordare

Ricordare i martiri.

È questo che ci ha spinto a mettere su carta le testimonianze delle persone che sono morte per i loro ideali, confrontandoli con quelli di ieri e di oggi.  Aiutati dalla professoressa abbiamo ricercato informazioni sulla vita di persone speciali nella vita quotidiana.

Persone normali che hanno lasciato un segno nella nostra comunità sacrificandosi nell’anima e nel corpo.

Dividendoci in gruppi abbiamo approfondito la vita di questi uomini straordinari del passato e del presente. Associando ad ogni martire una breve storia della sua vita, abbiamo compreso gli ideali per cui combattevano.

Santo Stefano, San Sebastiano, San Paolo, Anna Frank, Iqbal Masih, Falcone e Borsellino.

Sono solo alcuni dei tanti martiri che hanno fatto la storia.

Un lavoro per noi molto interessante e coinvolgente, che ci ha fatto conoscere meglio persone di cui già sapevamo e incontrare per la prima volta uomini e donne che hanno reso il mondo un luogo migliore anche per noi, per le generazioni future.

Irene Cusanno, Giuliano Graziano , Maria Chiara Liso, Maria Lucrezia Pellecchia, Matteo Roselli, classe II C Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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Brindisi di Montagna: un giorno nel Medioevo

Il giorno 9 maggio 2019, la nostra classe I C ha partecipato al viaggio d’istruzione a Brindisi di Montagna, insieme con le altre prime.

Siamo partiti molto presto e siamo arrivati alle ore 9:30.

Il viaggio è stato un po’ lungo, ma abbiamo visto tanti borghi di montagna e paesaggi affascinanti.

Appena arrivati, ci hanno diviso in gruppi di circa 30 alunni, poi hanno avviato tutte le attività.

 

Innanzitutto abbiamo partecipato al Laboratorio del miele a cura dell’Apicultura di Andrea Cufino. Gli elementi principali di questo laboratorio erano le api e il miele:

  • ci hanno fatto vedere le api;
  • hanno spiegato la differenza tra l’ape e la vespa: la vespa non produce miele e la “cera” è molto più scura rispetto a quella delle api;
  • ci hanno spiegato anche che, nell’alveare, le api femmine sono importanti, ecco perché il capo è l’ape regina, l’ape che comanda su tutte le altre;
  • ci hanno anche fatto assaggiare un po’ di miele ed era delizioso (c’era anche la possibilità di comprarne un vasetto).

Dopo questa attività molto “gustosa”, abbiamo assistito allo spettacolo di falconeria, il Laboratorio dei Rapaci a cura della Società Bit Movies.

Abbiamo ammirato il volo di alcuni grandi rapaci: era molto interessante.

Prima di tutto ci hanno fatto delle domande sulla falconeria: chi rispondeva bene poteva ricevere un bonus che consisteva nel far provare a volare uno dei quei rapaci. Alla fine solo due persone hanno potuto provare questa incredibile impresa.

In questo laboratorio abbiamo conosciuto tanti rapaci:

  • falchi che ad ogni segnale volavano da una parte all’altra (i loro occhi erano molto attenti ma il loro punto di forza era l’udito, ecco perché tutti dovevamo restare in silenzio soprattutto quando erano i gufi a volare: di notte, i loro occhi gialli o rossi vedono al buio, ma di giorno percepiscono solo i suoni e i rumori);
  • poiana americana e barbagianni.

Si vedeva che tutti quei rapaci erano ben addestrati da professionisti.

Dopo questi due laboratori, siamo passati alla fase “storica” a cura dell’Associazione di rievocazione storica Historia e abbiamo partecipato a vari laboratori:

  • Laboratorio di Ceramica
  • Laboratorio di Cucina Medievale
  • Laboratorio di Tiro con l’arco storico
  • Laboratorio delle Maglie di ferro.

Per il Laboratorio di Ceramica c’era un tavolo su cui erano poggiati piatti e vasi molto particolari: ci hanno spiegato anche alcune tecniche per decorarli.

Sembrava una specie di “magia”!

C’erano anche dei manufatti in ceramica in versione calamita: tutto era fatto a mano e, nonostante questo, tutto era preciso e creativo. Si poteva acquistare uno degli oggetti.

 

Laboratorio di Cucina 

Medievale: il tavolo era colmo di farina, piante; però c’era anche una cosa particolare cioè la pelle di un animale, l’ermellino. Era marrone e molto soffice.

Anche quest’attività è stata interessante.

Ci hanno spiegato che ai vecchi tempi tutti bevevano il vino che però non conteneva sostanze alcoliche come adesso. Lo bevevano anche i bambini a partire da un anno circa, molto annacquato. Alle nostre domande incredule la guida ha spiegato che a quei tempi l’acqua era molto sporca e piena di batteri, quindi in vino funzionava come una specie di disinfettante. I neonati invece bevevano il latte della mamma.

 

Laboratorio di Tiro con l’arco storico: l’elemento principale di questo laboratorio era l’arco.

Innanzitutto ci hanno spiegato come si usa un arco:

  • come ci si posiziona per tenerlo in mano;
  • come si prende in mano;
  • come si tira;
  • come si può essere precisi nel tiro;
  • come si tira senza essere né deboli né troppo forti.

Tutti volevano provarci, perché era divertente, ma per mancanza di tempo hanno provato solo due di tutti noi.

 

Durante il Laboratorio delle Maglie di ferro ci hanno spiegato che l’usbergaio era un artigiano specializzato nella costruzione di cotte di maglia, che sono delle armature.

Tale tipo di armatura, nel Medioevo chiamata appunto usbergo o cotta di maglia, era costituita da anelli di ferro intrecciati fra loro, che formavano un vero e proprio abito di metallo adattabile alla figura del soldato e che proteggeva il corpo dei combattenti.

Successivamente, a cura dell’associazione culturale “I cavalieri di Bianca Lancia”, c’è stato l’allestimento fedele di un accampamento medievale a cui è seguito un laboratorio degli ossi.

Alle 13:30 c’è stata la pausa pranzo: oltre a mangiare ci siamo anche divertiti moltissimo, alcuni hanno giocato a palla, altri si divertivano in altro modo.

 

 

Faceva un gran caldo, ma tutti erano molto felici.

La pausa è terminata alle 15:30 e poi c’è stata la Cerimonia di Investitura e, a cura dell’Associazione Bianca Lancia, il torneo di cavalleria.

La Cerimonia di Investitura consisteva nel nominare cavaliere un ragazzo ed è stato scelto un alunno di un’altra scuola.

 

In seguito tre cavalieri si sono sfidati in un torneo; ognuno aveva il suo colore: rosso, giallo e verde.

La prima sfida si è tenuta tra il cavaliere rosso e quello verde: c’erano tre prove e chi superava più velocemente il percorso vinceva.

Le tre prove consistevano nell’infilzare una lancia di fieno, nel prendere un cerchio al volo ed infine nell’acchiappare un fazzoletto.

La prima sfida è stata vinta dal cavaliere verde; l’altra sfida si è tenuta tra il cavaliere verde e il cavaliere giallo.

Il vincitore del torneo è stato proprio il cavaliere giallo.

Il torneo è stato molto avvincente e competitivo, noi facevamo il tifo ora per l’uno e ora per l’altro degli sfidanti.

 

Alle ore 17:00 si sono concluse tutte le attività e ci siamo messi in viaggio verso la scuola; siamo arrivati a Corato alle 20.30 circa.

 

Abbiamo davvero vissuto una giornata all’insegna delle emozioni: attraverso i tanti laboratori abbiamo fatto un tuffo nel passato e ci siamo calati nella realtà del Medioevo, abbiamo imparato tanto e di sicuro ripeterei questa esperienza affascinante, imprevedibile e divertente.

Antonella Petrone, classe I C Scuola Santarella, a.s. 2018/19

Il nostro “Giorno della Memoria”

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche la nostra.”, Primo Levi

Il giorno 24/03/19 noi alunni della classe III E con la docente di religione, dopo aver approfondito lo studio della Shoah, abbiamo realizzato in gruppo alcuni cartelloni riguardanti questo scempio.
Ogni alunno ha sfruttato le proprie abilità disegnando, scrivendo e ingegnandosi per trovare il modo più creativo per ricordare quest’orrore della storia.


Durante la seconda guerra mondiale approssimativamente morirono, in tre anni, circa sei milioni di ebrei senza un preciso motivo, o meglio per motivazioni che non seguono un senso logico: infatti, il nazista è convinto che esistano “razze” superiori e “razze” inferiori e quella ebrea è considerata la peggiore di tutte.

 

A scuola abbiamo imparato non solo a conoscere i vari avvenimenti storici che portarono all’ascesa del nazismo e alla promulgazione delle leggi razziali, ma abbiamo imparato anche a vedere le cose dal lato umano, guardando film e leggendo testimonianze di uomini e donne che avevano visto cosa stava accadendo nella società del tempo. Ma del resto non serve guardare lontano per ricordare, basta semplicemente chiedere a qualche persona più anziana e guardare i loro occhi pieni di lacrime: noteremo che portano ancora il segno di ciò che è accaduto.
I bambini, le donne e gli anziani venivano uccisi subito mentre gli uomini più forti venivano sfruttati fino alla morte.

Carne da macello, rifiuti umani senza più dignità né sembianze umane; ecco come erano ridotti gli ebrei e con loro anche i “non puri”. Sono stati scritti libri interi su questo tema e girati molti film, per cui non pretendiamo di poter trasmettere l’immensità di questa tragedia in queste poche righe, ma di poter aiutare a non far dimenticare. Nessuno è colpevole perché diverso nella cultura, nell’aspetto, nelle origini…

E tutti gli esseri umani sono uguali e appartengono ad un’unica razza, quella “umana”.

 

 

“Tutti noi abbiamo il diritto di vivere bene in questo mondo senza sentirci inferiori o sottomessi e di conseguenza abbiamo il dovere di rispettare gli altri.”, Liliana Segre.

Nel 2000 è stato istituito il “Giorno della Memoria” per far sì che non si spenga il ricordo di ciò che è accaduto e fare in modo che questi episodi non si ripetano mai più. Infatti, nessuno può essere ritenuto diverso, perché ognuno serve a costruire il puzzle del mondo.

Classe III E Scuola Santarella, a.s. 2018/19

 

Laboratorio su Attila

Durante il percorso di studio, ci siamo imbattuti nella storia del popolo dei Longobardi, capitanato da un personaggio emblematico.

Il suo nome è Attila, imperatore e condottiero, governatore di un vastissimo impero, unificatore dei popoli barbarici.

Per approfondire la conoscenza di questo personaggio, abbiamo creato dei gruppi di lavoro; Dalla nostra professoressa di Storia abbiamo ricevuto il materiale per lavorare che consisteva in schede, con elencati punti da ampliare, fonti iconografiche e scritte. Ogni gruppo ha sviluppato il lavoro, raccogliendo tutte le informazioni e descrivendo la storia di Attila in maniera autobiografica. Sono state ricreate pagine di diario, pergamene antiche e disegni del guerriero. Prezioso aiuto ci è stato fornito dai bambini di quinta della scuola ”Cifarelli” che si sono uniti entusiasti al progetto.

L’esperienza è stata costruttiva per tutti, perché ci siamo addentrati nell’argomento giocando e divertendoci, rafforzando i rapporti tra noi alunni e facendoci studiare storia in maniera piacevole che sicuramente ci resterà impressa nella mente.

Classe I A – Santarella – a.s. 2018/19

INCONTRO STRORDINARIO A BARI: il Papa e i capi delle chiese mediorientali pregano insieme per la pace

Bari, 7 Luglio 2018: si sta svolgendo ora un evento che sarà ricordato per sempre in tutto il mondo, l’incontro ecumenico di preghiera del Papa con i patriarchi e i capi delle chiese del Medio Oriente. Tanta emozione tra la folla di fedeli in attesa sin dal mattino presto.

È stato proprio il Papa a scegliere la città di Bari per l’incontro, perché è la città di San Nicola e perché è la porta che unisce l’Occidente con l’Oriente, i cristiani cattolici con i cristiani ortodossi.

In Largo Giannella, sul lungomare di Bari, si è pregato insieme, in tante lingue diverse: italiano, inglese, francese, greco, arabo, armeno e assiro. Le parole del Papa hanno fatto riflettere tutti, sia chi le ha ascoltate dal vivo sia chi ha seguito attraverso la televisione o la radio: “Abbiamo all’orizzonte il mare e ci sentiamo rivolti con il cuore al Medio Oriente, crocevia di civiltà. Preghiamo per la pace che i potenti in terra non sono ancora riusciti a trovare… L’indifferenza uccide e noi vogliamo essere voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medio Oriente oggi piange, soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”.

In Medio Oriente ci sono guerre, violenze e distruzione e tutto questo è accaduto nel silenzio di tutti i cittadini; proprio per questo motivo il Papa ha paura che i cristiani possano essere cancellati dal Medio Oriente, rovinando il volto stesso della regione, perché “un Medio Oriente senza cristiani non sarebbe Medio Oriente”.I cristiani sono luce del mondo e devono illuminare le tenebre, devono distruggere l’odio e la malvagità e portare nei popoli pace e amore; quando ciascuno di noi rivolge una preghiera al Signore e quando, senza pensare al proprio interesse, aiuta un fratello o una sorella a rialzarsi e a ritrovare la forza di andare avanti, allora “arde e risplende il fuoco dello Spirito”, lo Spirito di umanità, Spirito di unione, Spirito di pace.

Al termine dell’incontro di preghiera comune, il Papa e i Patriarchi sono ritornati alla Basilica di San Nicola per un dialogo a porte chiuse.

Il Papa e gli altri capi religiosi hanno parlato al cuore di tutti noi, piccoli e grandi, è importante che ciascuno di noi, nel proprio piccolo, si impegni a portare la pace, il perdono, ad aiutare gli altri in difficoltà.

Noi, anche attraverso le nostre parrocchie e le associazioni umanitarie, dobbiamo dar da mangiare e da bere a chi ha fame e sete di giustizia, dobbiamo aiutare i perseguitati, i bambini poveri che non hanno una casa, del cibo, una famiglia, in modo che possano avere un futuro migliore.

Antonella Petrone, Classe V C, Scuola Primaria “Cifarelli”, A.s. 2017/2018

FESTA DELL’EUROPA: cercatori dei segni

Il progetto segue il tema del Progetto Educativo 2017/18 proposto dall’Associazione Vivere In, che a sua volta si ispira alla decisione del Parlamento europeo di indicare il 2018 come “Anno europeo del patrimonio culturale” ed alla scelta dell’ONU di considerare il 2018 “Anno Internazionale del Turismo sostenibile”.

Cogliendo il valore delle due proposte, il seguente progetto ne assume le finalità educative:

  • Valorizzare il patrimonio culturale dell’Europa quale risorsa condivisa;
  • Sensibilizzare alla storia e ai valori comuni;
  • Rafforzare il senso di identità e la capacità di apertura ad altre culture

Per promuovere un umanesimo di respiro universale e fondativo di nuova civiltà.

Il progetto ha investito l’intero anno scolastico ed ha avuto diverse fasi.

Nella fase iniziale del progetto sono state attivate reti operative dapprima con l’Associazione proponente “Movimento di spiritualità Vivere In”, poi con le altre scuole del territorio ed in particolare con la “Tattoli” che è stata l’unica a rispondere positivamente, con il Museo del Territorio, con la Proloco, con le Misericordie, con l’Associazione Abracadanza ed infine con il Comune e le forze di Polizia.

Nella seconda fase è stata realizzata in ciascuna classe a cura del docente di geografia una schedatura guidata dei beni culturali

presenti nel Paese europeo selezionato; la ricerca e la mappatura di altri beni di rilevanza storico-artistica materiali o immateriali meno conosciuti di cui si è realizzato un dossier tale da poter essere esposto oralmente al fine di valorizzare il bene stesso in una logica di apertura alle altre culture.

Intanto le docenti di lingua hanno preparato una simulata relativa ad una riunione del Parlamento Europeo ambientata nella sala consiliare del Palazzo di Città finalizzata alla presentazione dei beni studiati.

Si è, inoltre, svolto un incontro per classe con le esperte del nostro territorio operanti nel Museo del territorio. Esperte, con cui in un secondo momento si è realizzata una visita sul territorio alla scoperta dei segni ivi presenti per conoscerne la storia in modo accattivante attraverso un’esperienza di turismo consapevole e sostenibile: via Appia, i Titoli, i nostri Tratturi, la

chiesa di S. Lucia, la piscina della Reda, la Chiesa-Neviera.

Infine, le docenti di arte, utilizzando le fotografie realizzate durante l’escursione, hanno rielaborato con gli alunni tutti gli angoli visitati del nostro territorio.

Pagina de “Lo Stradone” pubblicata nello stesso periodo del progetto.

 

Inoltre, dal mese di gennaio si è attivato un laboratorio di danze popolari con le esperte di Abracadanza.

Il giorno 9 maggio, Festa dell’Europa, si è svolta la doppia manifestazione: nel pomeriggio nella Sala Consiliare e in serata in Piazza Cesare Battisti.

Un aspetto che ha caratterizzato tutto il percorso è stato il coinvolgimento di tutti gli alunni delle classi seconde che a vario titolo hanno partecipato al progetto ed il coinvolgimento, trasversale ai corsi, di molti docenti. E’ stato, insomma, un bel lavoro di squadra! 

Gli alunni hanno imparato a valorizzare il patrimonio culturale materiale ed immateriale dell’Europa quale risorsa condivisa; sono stati sensibilizzati alla storia locale e ai valori comuni; hanno rafforzato il senso di identità e la capacità di apertura ad altre culture.

Inoltre hanno potenziato il lessico sia nella lingua italiana che in inglese e francese; hanno imparato a coordinarsi in gruppi non omogenei per sesso e per classe secondo un ritmo musicale; hanno potenziato la loro autostima nell’esporre in pubblico, ecc.

L’esperienza è stata ricca, coinvolgente e positiva.  A testimonianza, ne hanno abbondantemente dato notizia le testate giornalistiche locali.

http://www.lostradone.it/festa-dell-europa-trionf/

http://www.coratolive.it/liveyou/3576/festa-dell-europa-cercatori-di-segni-9-maggio-2018

 

La Redazione

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LA COSTITUZIONE ITALIANA

La Costituzione Italiana è un “patto di convivenza civile” nato in seguito al voto del 2 Giugno 1946, quando il popolo italiano, tra Repubblica e Monarchia, ha scelto per la Repubblica. Gli eletti presero l’incarico di elaborare la Carta Costituzionale, che fu promulgata, dopo un anno di lavori parlamentari, il 1° gennaio 1948 (100 anni dopo lo Statuto Albertino).

I padri costituenti più importanti della nostra Costituzione sono stati: Luigi Einaudi, Angelina Merlin, Amintore Fanfani, Alcide De Gasperi, Teresa Noce, Umberto Terracini, Pietro Calamandrei, Aldo Moro, Palmiro Togliatti, Giuseppe Saragat, Ferruccio Parri, Angelo Gottelli, Giorgio Amendola, Luigi Longo, Giorgio Lapira, Giuseppe Dosetti, Giulio Andreotti, Nadia Gallico Spano, Maria Federici, Leonilde Iotti, Elisabetta Congi, Oscar Luigi Scalfaro, Ugo La Malfa, Giovanni Leone, Ottavia Buscemi Penna, Meuccio Ruini, Pietro Nenni, Sandro Pertini.

Noi alunni di 2^C ci siamo immedesimati ognuno in un personaggio e, dopo averne studiato le biografie, abbiamo simulato di essere all’Assemblea Costituente. Qui abbiamo prima raccontato la nostra autobiografia e poi abbiamo risposto alle domande che venivano poste dai compagni di classe che a loro volta simulavano di essere dei giornalisti. Oltre al mio personaggio cioè Sandro Pertini, che è stato settimo Presidente della Repubblica, mi hanno colpito: Aldo Moro, che ha fondato il primo Movimento di Azione Cattolica nel 1945/46, Luigi Einaudi, che è stato secondo Presidente della Repubblica, Angelina Merlin, che è stata promotrice della legge Merlin che aboliva la prostituzione e Alcide De Gasperi, che si batteva per i diritti delle minoranze italiane.

Questa attività mi ha fatto capire quanto sia preziosa la nostra Costituzione, nata dalla Resistenza di uomini e donne che, come partigiani, staffette o, forse, sognatori hanno ricostruito l’Italia dopo venti anni di dittatura fascista ed una terribile guerra combattuta sul nostro territorio.

Mastrototaro Davide, classe II C Scuola “L. Santarella”, a.s. 2017/18

 

 

Murales di Piazza di Vagno

Il  15 Gennaio 2018 la redazione del S@ntarellino ha incontrato la Dott.ssa  Marina Labartino che ha esposto loro la storia del Murales di Piazza Di Vagno.

Ha spiegato loro che Luis Gomez, nato in Sudamerica e cresciuto a Roma, in Italia, dopo aver fatto esperimenti su tela ha cominciato a rappresentare sui muri opere di grandissime dimensioni riguardo alla mitologia classica e alla storia.

La persona raffigurata sul muro è Giuseppe di Vagno che difendeva i contadini e i braccianti.   

Egli convinse Giolitti (un politico italiano di inizio Novecento) a costruire l’acquedotto pugliese perché l’Italia meridionale viveva una grave carenza di acqua.

Prende parte alla Prima Guerra Mondiale col grado di caporale. Terminato il conflitto, riprende la sua attività di sostegno in favore dei braccianti, in particolar modo di quelli imputati di reati ai danni dei latifondisti locali. 

Nel 1920 viene nominato direttore dell’organo della Federazione socialista di Bari Puglia Rossa.

Una sera di settembre del 1921 subì l’ennesimo agguato di un gruppo di squadristi fascisti guidato da Peppino Caradonna, in cui colpito alla schiena con tre colpi di pistola.

Gli assassini furono individuati e processati, ma non subirono alcuna condanna in seguito all’amnistia voluta da Mussolini per i “crimini in favore dello stato fascista”.

Il murales che lo raffigura si trova sulla facciata di un palazzo che sovrasta l’attuale piazza a lui denominata e dove ora sono presenti dei lavori di ristrutturazione urbanistica. In Piazza di Vagno si affacciava l’ingresso principale del palazzo Ducale, palazzo demolito in seguito al dissesto idrogeologico del 1922 e di cui resta ancora un meraviglioso portale.

Il palazzo dava le spalle alla Chiesa del Monte di Pietà, la chiesa dei nobili coratini. Proprio in questa Piazza, un tempo si svolgeva il mercato. Nel murales il velo nero rappresenta i fascisti e le tre frecce sono i colpi di pistola con cui fu ucciso di Vagno.

E’ stato un pomeriggio fantastico con la Dott.ssa Marina Labartino che ci ha raccontato tutta questa meravigliosa storia su Piazza di Vagno di cui prima non eravamo a conoscenza!

Daniela Capogna IA, Miriana Galeota III E (Santarella, a.s. 2017/18)

 

CARTOLINE…DAL PASSATO E DALL’EUROPA

In occasione della fine del primo quadrimestre, la docente di Storia e Geografia ha dato a noi alunni della classe I F, come compito di realtà, quello  di realizzare due pannelli collage.

Per il lavoro di Storia, ognuno ha proceduto individualmente, cercando materiale e informazioni sulle civiltà e sui popoli studiati tra cui: i Sumeri, i Babilonesi, i Micenei, gli Egizi, i Cretesi, gli Assiri, i Greci e i Romani.

Ogni pannello, presentato alla professoressa e alla classe, era ricco d’immagini, informazioni, schemi, carte storiche e mappe concettuali sugli aspetti politici, culturali e sociali del popolo scelto. Il tutto personalizzato in modo molto creativo ed originale.

Il secondo pannello, quello di Geografia, è stato il frutto di un lavoro di gruppo e aveva lo scopo di presentare un ambiente dell’Europa, tra quelli approfonditi dall’inizio dell’anno.

All’inizio la professoressa ci ha diviso in gruppi e successivamente abbiamo deciso quali ambienti scegliere tra mari, laghi, colline e monti. Lavorare in gruppo ha reso più facile portare a termine la consegna, perché si sono arricchite le idee e si è ottenuto un risultato perfetto; il confronto ha creato sintonie e unione tra di noi. Dopo tanto lavoro, possiamo dire di essere soddisfatti per essere stati coinvolti in questo compito, perché abbiamo imparato in modo divertente e ci siamo scambiati delle idee su argomenti di studio.

 

 

MAZZILLI D., CATERINA F., Classe I F, Scuola Secondaria “Santarella”, a. s. 2017/2018

Il nostro “patrimonio artistico”

Le parole sono come pietre, bisogna fare attenzione a usarle”. Così è iniziato il discorso di MarinLabartino, la direttrice del mensile di Corato “Lo Stradone”: il 15 Gennaio c’è stato infatti l’incontro fra la redazione del S@ntarellino e la giornalista. La dottoressa Labartino ci ha parlato della storia di Corato: all’inizio del 1900 la città era molto ricca di palazzi, chiese come la Chiesa Maddalena o arciconfraternite. All’interno di queste costruzioni erano custodite opere d’arte che forse potrebbero aver avuto grande valore ma di cui non si conserva traccia. Corato era una città medievale circondata da mura, ed erano presenti importanti conventi. Uno di questi  era il convento dei frati francescani che occupava l’intera piazza Di Vagno. Di quell’immensa costruzione ora rimane solo una colonna che si trova attualmente all’interno di un’attività privata. Altre chiese furono abbattute dallo Stato Napoleonico. Purtroppo il dissesto idrogeologico ha portato via tutto, ha reso Corato una città povera di arte. Corato era anche molto ricca di cappelle. 

Una delle poche opere che ci è rimasta, e non è considerata come una vera e propria opera d’arte, è il murales dell’artista Gomez che ha dipinto Giuseppe Di Vagno, un politico che difendeva i lavoratori e che fu ucciso il 26 settembre 1921 durante un comizio. Gomez è stato grande a rappresentare la scena con molta poesia: sulla facciata di un palazzo è rappresentato il volto di Di Vagno in bianco e nero. Quel bianco e nero rappresenta la sua uccisione e il suo sogno che venne spezzato; in basso c’è un mazzo di fiori che rappresenta la speranza alla quale Di Vagno aveva dedicato la propria vita. Palazzi, chiese, confraternite, tutto spazzato via dal dissesto idrogeologico ma anche dal Comune, che con lo spreco di acqua delle fontane e con tutta l’umidità accumulata ha contribuito a causare la tragedia. “Ci siamo mangiati dei gioielli“, diceva Marina Labartino, opere che forse avrebbero reso la nostra città migliore, perché avrebbe accolto molti più turisti e noi ci saremmo sentiti parte di una città più ricca dal punto di vista artistico grazie a tutte le opere che invece sono state spazzate via. Ma non tutti si dimenticano della nostra storia. Il Museo della Città e del Territorio di Corato conserva infatti dei resti del “Palazzo Nuovo” sono stati ritrovati anche affreschi che assomigliavano alle opere di un artista molto famoso. Tutto questo noi non dobbiamo dimenticarlo e dobbiamo immaginare la nostra città, con tutti i palazzi e le chiese, di cui ora rimangono solo alcuni resti, come una città estremamente interessante dal punto di vista artistico, che secondo me dovrebbe essere ammirata da tutti i coratini e non solo. 

Pierluigi Palagiano, classe II A, Santarella, a.s.2017/18