La Scuola Media Santarella si presenta!

Ebbene sì, anche quest’anno è arrivato il momento più atteso, quello in cui la Scuola Santarella mostra a tutti cosa sa fare, o meglio, cosa i suoi alunni sanno fare: l’Open day!!

Il 19 dicembre 2019 si è tenuto l’appuntamento annuale in cui la Santarella fa vedere di che pasta sono fatti i suoi ragazzi e i suoi docenti. E indovinate chi ha seguito i vari laboratori, gli esperimenti, le letture, persino i canti e i balletti??

Ma io! Il vostro inviato speciale, il S@ntarellino!!

Poffarbacco! E sempre a seguire i s@ntarellini, a guardarli dagli schermi dei computer, a fare il tifo per loro, a vederli crescere! Invece per una volta il giornalista sono stato io, finalmente!

E dunque. Ho seguito per voi le imprese dei miei ragazzi, e non avete idea di quanti già ne conoscessi, di quanti già in questi anni avevano scritto sulle mie pagine dei loro pensieri o delle loro esperienze scolastiche!

Questa sera invece si sono cimentati, guidati dai loro insegnanti, in attività varie e sorprendenti, che ho documentato per voi.

Che il nostro viaggio cominci! Molliamo gli ormeggi e salpiamo!

Il nostro viaggio comincia in palestra, dove alle note musicali si mescolano l’emozione dei ragazzi che cantano e suonano e le attese dei genitori di scuola primaria.

I docenti di Musica, prof.ssa Mastrorillo e prof. Cannillo, hanno introdotto brani musicali con testi appartenenti alla tradizione classica natalizia formando due cori, di cui uno anche strumentale, coinvolgendo alunni di tutti i corsi. Anche il prof. Cannillo, tenore, si è esibito in una performance da solista, impreziosita da un piccolo corpo di ballo costituito da alcune alunne.

Uno dei momenti più importanti della serata è stato il discorso della Preside che ha presentato la scuola con le sue peculiarità.

Appena usciti dalla palestra ecco il Laboratorio di Tecnologia dove gli alunni del professor Cimadomo fanno lezione di Coding ai piccoli di scuola primaria. La nostra scuola è proprio innovativa, i piccoli iniziano a stupirsi!

Ma cosa odono le mie orecchie? Sono arrivati i francesi o sbaglio? Ma no, sono gli alunni dei docenti di Francese, il prof. Moretti e la prof.ssa Prete, che si cimentano in una recita in lingua e, meraviglia delle meraviglie, i ragazzi del primo anno di studi dialogano esclusivamente in lingua francese e che intonazione, che pronuncia, come sono disinvolti! (Devo farmi dare lezione da loro!) Subito dopo, tre alunni di terza presentano in francese il nostro Istituto e tutte le attività linguistico-laboratoriali della nostra scuola! Giuro, non ci avrei capito nulla se un’alunna di terza non avesse tradotto in italiano ai piccoli di scuola primaria!

E che dire dell’idea straordinaria delle docenti del Dipartimento di Inglese, prof.sse Ancona, Caccavo e Mangione che, utilizzando un approccio dal carattere ludico-comunicativo, hanno divertito tutti. “Learning by Playing”: il titolo del loro workshop allestito con il fattivo ed entusiastico contributo degli alunni delle seconde classi della scuola che hanno presentato ai piccoli visitatori delle classi quinte delle varie scuole primarie il loro compito di realtà: una serie di  “Board Games”, ovvero di giochi da tavolo, esclusivamente in Lingua Inglese e costruiti interamente da loro. Tanto l’impegno dei nostri bravi alunni e tanto divertimento da parte dei nostri piccoli visitatori che si sono cimentati nei vari giochi con l’ausilio dei ragazzi più grandi. Hanno fatto da cornice a queste attività i bellissimi lapbook su Londra e sul Regno Unito prodotti dagli alunni delle classi prime.

E dopo essermi divertito mi affaccio in un’aula in cui regna la bellezza: un’intera parete allestita con alcuni elaborati grafico-pittorici realizzati dai nostri ragazzi durante l’anno scolastico e la visione al pc di Power Point per l’approfondimento di argomenti di storia dell’arte trattati in classe. E intanto un gruppo di alunni di varie classi disegna o dipinge: sono gli alunni delle prof.sse Di Bisceglie e Montaruli.  Che spettacolo vederli all’opera, concentrati nel loro lavoro, appassionati di arte. Qualcuno all’improvviso mi si avvicina e con sicurezza mi guida, mi mostra le varie attività spiegandone finalità e modalità di svolgimento. È bello vedere i miei “cuccioli” pienamente consapevoli del ruolo assunto, capaci di incuriosire e interessare i visitatori.

Ho ancora negli occhi “Il viandante” con le speranze ed i progetti che i ragazzi di terza gli hanno dato (chissà cosa diventeranno domani questi piccoli uomini e donne?) ed ecco continuando per il corridoio un’aula in cui si fa teatro! Gli alunni della III D hanno messo in scena uno spettacolo teatrale dal titolo “Le avventure di Ulisse”, rivisitando in chiave comica il grande capolavoro di Omero. Ulisse con i suoi simpaticissimi marinai affronta le insidie del viaggio con un pizzico di ironia e tanta allegria incontrando sulla sua strada Polifemo, Eolo, Circe, le Sirene e Calipso personaggi altrettanto divertenti e spiritosi. Due risate fanno sempre bene e ringrazio la prof.ssa Campione Rosa per questo piccolo capolavoro.

Ora vado a trovare le prof.sse che mi hanno inventato in questa nuova veste digitale: le prof.sse Lobascio e Strippoli. All’ingresso della Biblioteca mi colpiscono subito alcuni grandi fogli di carta da pacco. Su uno il titolo: “La parola: un’arma contro il razzismo”, sull’altro ritagli di giornale e poi ancora citazioni e riflessioni dei ragazzi. Qui hanno voglia di farmi riflettere e, in una Biblioteca colorata dalle tante copertine dei nuovi libri ottenuti con “Io leggo perché”, i ragazzi si alternano dinanzi ai due leggii: la voce espressiva e ferma di chi attraverso i libri ha scoperto che il razzismo nasce dall’ignoranza e vuole comunicarlo a tutti.

Ne esco pensieroso: i ragazzi hanno ragione, è la cultura l’unica che può migliorarci!

E sto ancora riflettendo quando mi ritrovo davanti “Il caffè letterario della classe 3^E” della prof.ssa Mastropasqua. Un gruppo classe ricco di allegria, di voglia di imparare e di mettersi in gioco ha proposto ai futuri allievi ‘una degustazione’ di testi per le esigenze più diverse: brani d’autore, riscritture, versi celebri interpretati e reinterpretati in maniera creativa. Il messaggio rivolto a tutti è che si può parlare anche dei Grandi della letteratura in modo piacevole, stando bene insieme, trasformando la magia dei versi e del bello scrivere in cibo dell’anima.

Ho appena finito di degustare un “Semifreddo se fossi” che mi ritrovo nel nostro bel Laboratorio di Scienze dove i ragazzi hanno raccontato il lavoro svolto durante l’anno scolastico con semplici esperimenti che hanno attratto e incuriosito i piccoli della scuola primaria. Particolare attenzione è stata dedicata al concetto di densità e alla dilatazione termica dei corpi da parte delle docenti Amorese e Bovino. Con quali sguardi meravigliati i piccoli osservavano come le sostanze si stratificavano in modo diverso in base alla loro densità. La Scienza, in fondo, è la scoperta dei misteri del creato e, a me che ci capisco poco, sembra quasi magia!

E dopo le Scienze, la Matematica! E che Matematica! È la MATH-LAND degli alunni dei corsi A-C-E-G delle prof.sse Colavito e Fiore che hanno presentato attraverso cartelloni, giochi, lapbook e attività interattive alcuni concetti della Matematica: enti geometrici ed assiomi, la misura, i poligoni e le frazioni. Gli alunni di prima e seconda hanno realizzato gadget relativi agli argomenti che hanno distribuito agli alunni di quinta primaria. Gli alunni di terza invece hanno illustrato i modellini di leve e l’affascinante successione di Fibonacci e come questa si riscontra nella natura.

Finalità del laboratorio, mi spiegano,  è stata la valorizzazione del lavoro collaborativo e la fruibilità della materia attraverso la rappresentazione grafica ed interattiva degli argomenti utilizzando il gioco come valore aggiunto.

Procedo nel corridoio perché, si sa, la Santarella è un quadrato, ed ecco i “Racconti di frontiera”: la rappresentazione teatrale presentata dagli alunni delle classi III C e I F con la prof.ssa Tarricone Maria.

L’idea è nata in seguito alla riflessione sulla tematica sempre attuale delle FRONTIERE e si è sviluppata anche grazie alla presenza in classe prima di alcuni alunni di diversa nazionalità.

La lettura dei libri “Saltafrontiera” di Lucia Tumiati e “Desdemona e Cola Cola, Storia di una gazza affamata, di una colomba infelice e di una luna che voleva un figlio” di Raffaele Nigro ha permesso di approfondire l’argomento e giungere alla conclusione che la FRONTIERA IDEALE è un luogo di scambio, di condivisione e solidarietà, un luogo di integrazione tra diverse culture, linguaggi, colori e musiche.

Poco più in là il Laboratorio di Geostoria e Letteratura dal titolo “La diffusione dell’ulivo nel Mediterraneo – tra Storia, Letteratura e Mito”. Il laboratorio è stato sviluppato dalla classe seconda F, con la guida delle  docenti di Lettere, prof.sse Laganà e Trotta. Mi spiegano che il punto di partenza è stata la poesia, analizzando alcuni testi di importanti autori italiani e internazionali che hanno trovato nell’olio e nell’ulivo la loro ispirazione: da Lamarque a Lorca a D’Annunzio, da Pascoli  a Pirandello. Hanno, poi,  raccolto informazioni e conoscenze relative all’olio e al nostro territorio per poi comporre sia semplici componimenti come acrostici e calligrammi, sia vere e proprie poesie intrecciate con la storia di Corato. Contemporaneamente, hanno realizzato un ricco power point, dove sulle note di “Amara Terra mia” di Domenico Modugno, hanno illustrato le fasi di lavorazione dell’olio, approfondendo l’argomento anche da un punto di vista scientifico.

Incontro, poi, la prof.ssa Piccolomo che mi conduce nell’aula dove si sta svolgendo l’attività dal titolo “Emozioni in gioco”. É un laboratorio di scrittura creativa che ha visto coinvolti gli alunni delle classi 1^A e 1^D, i quali hanno ricercato e ritagliato parole significative ed evocative da quotidiani e riviste e successivamente, con la tecnica del Cut-up, hanno disposto le parole scelte su dei cartoncini in modo tale da creare dei pensieri, dei brevi testi poetici. È stato un lavoro interessante e coinvolgente, una sorta di viaggio dentro se stessi che ha dato loro la possibilità di mettersi in gioco, di conoscersi meglio, di esprimersi mettendo fuori una parte di sé che non sempre, nelle normali attività didattiche, viene fuori. Durante l’open day, sono stati gli stessi alunni a riproporre l’attività del laboratorio ai bambini che con entusiasmo hanno prodotto dei bei lavori che poi hanno portato via.

Un ragazzo, elegante con la sua giacca, mi invita in un altro laboratorio: sono i ragazzi del “servizio d’ordine”.

Procedo e incontro il dolce sorriso della prof.ssa Lombardi che insieme ad alcuni docenti del Dipartimento di Sostegno (prof. D’Imperio, prof.ssa Mangione e prof.ssa Incampo) ha realizzato un laboratorio di manipolazione in cui ciascun alunno ha potuto esprimere la propria creatività realizzando un lavoro finito: un piccolo presepe. Ma io so un segreto e, se siete bravi, ve lo dico: il Docenti di Sostegno, insieme ai loro alunni, hanno anche realizzato il nostro bellissimo presepe!

Anche gli alunni della II E con la prof.ssa Campione Angela si sono “messi in gioco” in un primo momento diventando barzellettieri e cimentandosi in un una gara di barzellette e, in un secondo momento, vestendo i panni di disegnatori di vignette umoristiche e barzellette. La finalità del “mettersi in gioco” è stata perseguita anche dai ragazzi della III F che hanno realizzato un cortometraggio sul bullismo dal titolo “Gli ultimi saranno i primi”. Anche loro “si sono messi in gioco” e si sono cimentati come sceneggiatori, registi, attori e scenografi del cortometraggio. La tematica da loro scelta è quanto mai attuale e vicina al mondo dei ragazzi: il bullismo e il cyberbullismo. Queste attività hanno consentito ai ragazzi di imparare divertendosi, di “mettersi in gioco”, di superare la loro timidezza mostrando intraprendenza e collaborare per la realizzazione di un obiettivo comune.

E così, sono tornato in Palestra che, intanto si è trasformata in un Laboratorio di Cittadinanza: “Cittadini Attivi… in movimento”. Qui si gioca a un gioco vecchio quanto il mondo: il Gioco dell’Oca. Ma si gioca in modo speciale. I ragazzi di seconda e terza B, guidati dalle prof.sse Quinto e Stella hanno reinventato il gioco con quesiti sulla Costituzione ed esercizi ginnici.

Il gioco è stato realizzato utilizzando trenta cerchi colorati e trenta cartelloni arricchiti da disegni, slogan, informazioni sulla Costituzione e gli stessi alunni ne sono le pedine. I numerosi ragazzi di quinta della scuola primaria hanno partecipato con entusiasmo e divertimento tanto da voler ripetere il percorso più volte guidati con attenzione e consapevolezza dai nostri alunni.

Quanta creatività, quanta professionalità e competenza in questi docenti e quanto si sono divertiti gli alunni nel realizzare questo Open Day. Tutta la scuola è stata in fibrillazione per settimane ed ora qualcuno dei ragazzi di terza già piange perché il prossimo anno non ci sarà.

E qui finisce il viaggio avventuroso di questo ricchissimo Open Day 2019.

 

Il vostro capitan S@ntarellino

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L’IMPORTANZA DI UN LIBRO

Lunedì 21 ottobre io e la mia classe ci siamo recati presso la cartolibreria “Rosa Olivieri” per partecipare al progetto “Io leggo perchè”. Questo progetto ha lo scopo di far capire ai ragazzi l’importanza della lettura. Quando siamo arrivati, siamo stati accolti da Rossella che ci ha fatto sedere su delle sedie messe a schiera. Successivamente ci siamo presentati: ognuno ha detto il proprio nome e cognome ed ha spiegato quanto per sé è importante la lettura. Dopo aver terminato la presentazione, Rossella ha spiegato che ogni anno un’associazione chiamata AIE (Associazione Italiana Editori) dona dei libri a tutte le scuole che partecipano al progetto #Ioleggoperchè. La nostra scuola “Santarella” è stata la prima scuola di Corato a partecipare a questo progetto nazionale. Poi, Rossella ci ha fatto vedere un’immagine presa da un telegiornale in cui c’era un bambino che, costretto a sgomberare in tutta fretta, si preoccupa di salvare i libri. Attraverso la visione di questa immagine, Rossella ha voluto farci capire l’importanza dei libri. Poi ha letto alcune pagine di un libro “Una rivoluzione di carta”. Questo libro narra di tre bambini: Hans, Marc e Gisela che nel secondo dopoguerra, a causa della perdita di entrambi i genitori, si trovano in serie difficoltà e non sanno più dove andare a dormire e come sfamarsi in una Germania distrutta dalla guerra. Un giorno Gisela, la bambina più piccola, propone agli altri di andare a chiedere un po’ di cibo ai soldati, ma i due non sono d’accordo. la bambina, testarda, decide comunque di andare a chiedere degli avanzi di cibo. Arrivata davanti alla caserma, incontra un soldato donna di nome Jella Lepman che le dà tre biscotti e così, torna contenta dai due ragazzi, dando loro un biscotto a testa. Il giorno dopo i bambini tornano da Jella che dà loro dell’altro cibo e così ogni giorno. Alla fine della storia, dopo molti anni, uno dei tre bambini, Hans incontra Jella Lepman a Monaco e Jella fa vedere ad Hans una stanza enorme in cui ci sono tanti disegni colorati che erano stati realizzati dai bambini americani e tanti altri disegni invece tristi creati dai bambini tedeschi. Je

lla conduce Hans anche in una stanza piena di libri che, su sua richiesta, erano stati donati da diversi Paesi, fino a poco prima nemici della Germa

nia, per l’istruzione dei bimbi tedeschi. Infatti, in Germania non esistevano più libri ed in particolare, non esistevano libri per ragazzi perché Hitler aveva fatto bruciare tutti i l

ibri che potevano far pensare e creare un senso critico. Il fatto che Jella gli abbia raccontato e fatto vedere quelle stanze fa sì che Hans si fidi di lei e le confidi il suo vero nome, Fridolin. Jella cerca con tutte le sue forze di aiutare Fridolin e tutti i bamni tedeschi regalando loro una vita diversa e crede che il modo migliore per contribuire a questa impresa siano i libri. Un libro può veramente farti vedere con un diverso punto di vista la vita, un libro ha una potenza incredibile tanto d

a poter cambiare il nostro pensiero e le nostre idee, un libro può farti emozionare ed è per questo che Jella Lepman crede seriamente che i libri possano salvare Fridolin e tutti gli altri bambini dalla guerra.

Terminata la lettura, Rossella ha chiuso il libro e ci ha spiegato il significato di questa storia. Successivamente con un videoproiettore ci ha fatto vedere un video dell’autrice del libro, Gigliola Alvisi, in cui ci salutava. Io penso che questa sia stata un’esperienza bellissima perché ci ha fatto scoprire l’importanza dei libri. La giornata si è conclusa con la miniatura dello studio di Jella Lepman, una donna realmente esistita, contenente alcuni oggetti rappresentativi della sua storia. Siamo andati via ricchi di emozioni e felici di aver trascorso una mattinata all’insegna dei libri. Ma non è finita qui, perchè, nel pomeriggio del venerdì, dopo aver raccolta per una settimana i nostri risparmi, noi alunni ci siamo riuniti per scegliere dei libri da “donare” alla nostra Biblioteca scolastica che ogni anno si arrichisce con libri di ogni genere e ormai ne ha quasi 2000.

Festa D’Autunno

(Alunno “Cifarelli”)

La festa d’autunno tenutasi il 18 novembre nello spazio antistante i due plessi della Scuola Primaria “Cifarelli” e la Scuola Secondaria “Santarella”, ha visto la partecipazione gioiosa degli alunni dell’intero Comprensivo, inclusi i bambini della Scuola dell’Infanzia. Una grande festa di quartiere con un ricco programma fatto di balli, canti, laboratori espressivo-manipolativi, artistici, ha richiamato centinaia di persone accorse ad applaudire i nostri “artisti in erba” e a gustare le castagne arrostite al momento grazie alla disponibilità della Confraternita della Parrocchia di S. Domenico. Originali e molto apprezzati anche gli involucri realizzati da noi ragazzi della Santarella per contenere le caldarroste, dei coni fatti di carta paglia a cui abbiamo allegato dei pensieri sull’autunno prodotti durante un laboratorio di scrittura creativa.

Insomma una grande festa che ha allietato i nostri cuori e anche le nostre… pance!

(Alunno “Santarella”)

(Alunni Torre Palomba)

AUTUNNO

L’autunno è bello

per capirlo non serve cervello

molte cose potrai scordare

ma mai dimenticare.

Le foglie son teli

fragili come steli

ci passa attraverso anche il sole

bello come mille parole.

(una delle poesie d’Autunno prodotte dagli alunni della Santarella per decorare i cartocci delle caldarroste)

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CHE EMOZIONE! Quattro scatole con 139 libri!

Tutto è partito da una semplice domanda, che si è rivelata profonda e complessa per noi ragazzi: “Perché leggo?”

 

Leggo perché la lettura è una chiave di verità

capace di trasformare ogni sogno in realtà.

Leggo perché ho voglia di conoscere e sapere,

esprimere opinioni è l’intenzione che voglio avere.

Leggo perché emozioni io possa in eredità tramandare

affinché ogni bambino possa crescere con la voglia di amare.

Senza pregiudizi e discriminazioni che son lame affilate,

siamo tutti uguali con una mente, un cuore e un’anima non più offuscate.

Perché leggo: da sole queste due parole in noi ragazzi han scatenato

un vortice di emozioni che ci ha subito conquistato.

 

Queste sono solo alcune delle infinite motivazioni che alimentano in noi la passione per la lettura.

Da qui è iniziato il nostro percorso.

Per una settimana, in base a turni appositamente predisposti, noi ragazzi, appartenenti a classi di tutti i corsi, ci siamo riuniti davanti alle librerie “Rosa Olivieri” e “Sonicart” e, armati di cappellini e segnalibri contrassegnati da  #ioleggoperché  e  tanta positività ed energia, ci siamo diramati per le vie e le zone vicine per raccogliere fondi per l’acquisto di libri per la Biblioteca scolastica.

Adesso la nostra biblioteca è ancora più ricca di libri ed è animata da moltissime nuove storie che sono il frutto del grande lavoro, impegno e partecipazione di tutti noi studenti.

Come pittori abbiamo magicamente dipinto il significato che attribuiamo alla lettura.

RAINONE Luigi, TANDOI Roberta, VARESANO Maria Elena (Classe III C)

 

Devo essere sincero, io non sono un grande lettore, o per lo meno non lo sono stato fino ad ora. Oggi, però, nel vedere tanti pacchi colmi di libri dai titoli tutti molto belli, mi è venuta la voglia di leggerne qualcuno. Forse anche più di qualcuno…

Pietro Davide Piccarreta, I D

 

L’arrivo nella nostra Biblioteca scolastica di tantissimi libri, sistemati in enormi scatoloni, mi ha molto emozionata. Mi ha colpito il fatto che tutte le classi della nostra scuola hanno partecipato al Progetto “Io leggo perché” e hanno collaborato per raggiungere un risultato straordinario. In Biblioteca, davanti ai miei occhi, si è presentata l’immagine di una “tavola imbandita” di libri, libri da “gustare” durante una piacevole e rilassante lettura ed io ho provato subito una “gran fame”, un forte desiderio di cominciare a leggere un libro, anzi di leggere tutti i libri, uno dopo l’altro, senza stancarmi mai.

EL MENTOUF Iman, I F

 

Secondo me il progetto “Io leggo perché” è molto importante perché aiuta la scuola ad acquistare dei libri per la sua biblioteca dato che non avrebbe fondi da utilizzare. E’ molto importante a livello culturale perché stimola tutti noi a leggere e ad avere più interesse per la lettura. Ricordo il giorno in cui ci hanno consegnato i libri acquistati grazie ai contributi versati da noi e dai passanti; è stato un momento emozionante e bello perché sinceramente non pensavo che con i contributi versati avessimo potuto acquistare così tanti libri. Così dopo aver fatto una foto ricordo con il personale docente e direttivo e con gli altri alunni rappresentanti di ogni classe siamo ritornati in classe. Sono molto contento del risultato ottenuto quest’anno!!!

Antonio Strippoli, II F

 

Il 19 novembre, io e altri ragazzi di altre classi, siamo andati nella nostra biblioteca scolastica per la consegna dei libri ricevuti grazie alla partecipazione al progetto #ioleggoperchè. Se pur breve, è stata un’esperienza che mi ha colpito molto, in quanto ho realizzato che tutti noi alunni siamo più uniti di quanto pensiamo e che ognuno ha dato il meglio di sé per il bene di tutti.

Albarosa Strippoli, II A

 

L’arrivo dei libri in Biblioteca è stato una festa! La nostra Dirigente, i docenti, gli alunni e i librai delle librerie associate alla scuola hanno dato vita insieme a un momento di gioia condivisa e di reciproco ringraziamento! Fra qualche settimana, dopo la necessaria catalogazione, i nuovi libri saranno disponibili per la lettura e, considerato che sono stati tutte storie scelte da noi, devo ammettere che la soddisfazione e la curiosità sono alle stelle!

Maria Barile, III A

#ioleggoperché 2019

 

Pubblichiamo di seguito gli articoli che alcuni degli alunni della nostra scuola hanno scritto per parlare dell’esperienza vissuta con #ioleggoperché 2019. Un grande entusiasmo da parte di tutti i partecipanti, come questi articoli testimoniano!

 

“Leggere è importante”.

Almeno una volta nella vita, tutti noi abbiamo sentito dire questa frase da insegnanti e genitori.

Leggere è importante perché ci fa acquisire nuove conoscenze, fa ampliare il nostro vocabolario migliorando lo stile di scrittura e la nostra autostima, ma…

Cosa significa leggere per ognuno di noi? Cosa si “accende” nel nostro cuore tenendo nelle mani un libro?

Leggere significa poter varcare la porta di un’altra realtà, standocene comodamente seduti. Ogni libro cattura la nostra curiosità, aguzza la fantasia e… riempie l’anima.

Quando un brivido ci corre lungo la schiena, quando una lacrima ci attraversa il viso, quando il cuore si colma di felicità… Beh, stiamo semplicemente leggendo.

La lettura permette di esprimerci, di non sentirci diversi, mediante il confronto con i personaggi del testo. Leggere ci permette di uscire dalla quotidianità, di esplorare un mondo non conosciuto.

La lettura coinvolge ognuno di noi, ci fa vivere esperienze… Per tutti i gusti!

Chi vuole viaggiare nella fantasia, può incontrare elfi, fate, streghe e hobbit scegliendo il fantasy o il fantastico; chi vuole fare la conoscenza di principi e principesse, conti e marchesi, può leggere una fiaba; chi vuole vivere avventure fuori dall’ordinario può scegliere il genere d’avventura o d’azione. E perché non viaggiare in una storia tenebrosa, prediligendo un horror? Se ci si vuole imbattere in un omicidio, un furto, un rapimento… un racconto giallo fa al caso nostro! Mediante un libro comico o umoristico, ci si può trovare in situazioni divertenti che ci faranno spuntare il sorriso sulle labbra, anche nei giorni cupi e tenebrosi! Chi vuole esplorare la vita di un’altra persona, confrontandola con la propria, può optare per un libro autobiografico!

Insomma, possiamo vivere tante esperienze diverse e, come sostiene Michael Foucault, possiamo sognare non chiudendo gli occhi, ma tenendoli fissi su un libro.

Affinché tutti gli studenti possano trovare il libro giusto per sognare è importante che in ogni istituto scolastico ci siano delle biblioteche che ogni anno si arricchiscano di nuovi testi scolastici. Noi abbiamo   centrato l’obiettivo! Anche quest’anno, infatti, numerosi sono stati i libri donati all’Istituto Comprensivo “Cifarelli-Santarella” che ha aderito per il terzo anno consecutivo al progetto nazionale “Io leggo perché: doniamo un libro alle scuole”, un’iniziativa promossa dall’Associazione Italiana Editori per arricchire le biblioteche delle scuole con nuovi libri.

Dal 19 al 27 Ottobre, chiunque ha potuto offrire il proprio contributo, anche minimo, per arricchire una biblioteca scolastica di sua scelta acquistando un libro e donandolo alla stessa. Anche gli editori hanno fatto la loro parte, offrendo il loro apporto con un “monte libri” che verrà poi ripartito tra le varie biblioteche scolastiche.

Un progetto ormai collaudato per incentivare la lettura tra le nuove generazioni e invogliare grandi e piccoli a lasciare smartphone e tablet e prendere un libro, sfogliarlo, leggerlo e custodirlo come un piccolo tesoro. Ogni scuola è stata gemellata con una o più librerie presenti nella propria città. L’istituto comprensivo “Cifarelli Santarella” si è associato quest’anno alla cartolibreria “Rosa Olivieri” e alla libreria “Sonicart B-Side”, che sono diventati il punto di riferimento della “solidarietà culturale”. Qui, infatti, sono confluite le offerte di tanti benefattori che, fermati ed informati per strada dagli studenti-promoter del progetto, hanno intuito l’importanza dell’iniziativa e deciso di lasciare il loro contributo. Presso le due librerie i lettori hanno potuto anche acquistare un libro tra quelli che erano stati selezionati in precedenza dagli studenti. Genitori e cittadini hanno potuto contribuire a questo progetto che punta anche a formare nuovi lettori. Chi ha voluto, per essere ricordato, ha potuto anche scrivere sul libro il nome, la data ed eventualmente una dedica così da rendere immortale la sua donazione, proprio come un buon libro che non muore mai. Può passare di mano in mano ma il piacere che regala a chiunque ne sfogli le pagine, anche a distanza di anni, rimane sempre lo stesso. Tutti gli studenti della Santarella insieme ai loro docenti hanno collaborato attivamente per la buona riuscita di questa iniziativa che anche quest’anno sarà ricordata per lo spirito di squadra mostrato dalle varie classi. Oltre che raccogliere le offerte, infatti, insieme sono stati scelti i libri da comprare, sono state scritte dediche e slogan per invogliare la gente a offrire il loro contributo per la crescita della biblioteca scolastica e, in generale, per avvicinare al meraviglioso mondo delle librerie, che sono scrigni di parole, emozioni e sentimenti.

#Io leggo perché: doniamo un libro alle scuole: alla fine l’iniziativa ha soddisfatto tutti, i librai e le case editrici che così hanno potuto vendere moltissimi libri. Soddisfatti anche gli studenti che, oltre a comprare libri solo per se stessi, hanno potuto donarli ai loro amici diventando messaggeri di cultura. Soddisfatti, infine, i tanti piccoli e grandi benefattori, gente comune che ha voluto lasciare il proprio contributo con il sorriso: un gesto semplice che darà la possibilità a tanti di vivere un attimo di gioia, meraviglia, avventura, fantasia e persino di brivido.

Emozioni che solo i libri sanno scatenare!

Nicole Cimadomo, classe II D, Aurora Balsamo, classe III D, Scuola Santarella, a.s. 2019/20

#ioleggoperché 2019

 

Come di consueto, anche quest’anno la nostra scuola ha partecipato attivamente e gioiosamente alle attività organizzate dal progetto #ioleggoperchè. Esso ha il fine di promuovere la lettura specialmente fra noi ragazzi, in quanto questo piacevole, ma al contempo istruttivo passatempo, sempre più spesso viene sostituito da videogiochi e passatempi a mio avviso meno utili e formativi.

La nostra scuola quest’anno ha fatto riferimento a due librerie, la Cartolibreria “Rosa Olivieri” e la libreria “SonycArt B-Side”. In questo modo siamo riusciti ad farci regalare molti libri, addirittura alcuni in più rispetto a quelli già selezionati per l’acquisto!

Quest’anno le varie classi hanno svolto diverse attività: le classi prime hanno svolto laboratori di approccio alla lettura, hanno letto passi di alcuni libri o visto video proposti dalla libraia o anche svolto giochi.

Noi classi seconde invece, insieme alle classi terze, ci siamo recati nelle librerie e abbiamo invitato i clienti ad acquistare un libro che sarebbe stato donato alla nostra biblioteca scolastica oppure a donare una piccola somma per contribuire a comprare altri libri.

Le classi seconda e terza del mio corso sono andate nella libreria SonicArt B-Side il venerdì, il penultimo giorno della manifestazione. Io e alcuni miei compagni abbiamo avuto l’idea di decorare alcuni palloncini con lo slogan #ioleggoperché da offrire a bambini e adulti per fare pubblicità. È stata un’iniziativa molto divertente e fruttuosa in quanto ne sono stati attratti molti bambini, che hanno convinto i genitori a lasciarci un’offerta per comprare un libro. Abbiamo anche avvicinato passanti e coinvolto alcuni proprietari delle attività commerciali della zona.

Inizialmente eravamo intimiditi, ci vergognavamo un po’, ma poi ci abbiamo “preso gusto” e ci siamo divertiti. Abbiamo incontrato molta gente e siamo stati bene anche mentre scambiavamo due chiacchere con i passanti. Le attività commerciali hanno contribuito anche con somme notevoli e grazie all’impegno di tutti siamo riusciti a portare nella nostra biblioteca tutti i libri che avevamo scelto, e anche di più, soprattutto romanzi di genere poliziesco, horror e fantascientifico!

Secondo me è stata un’esperienza molto costruttiva perché ha unito tutti noi alunni per un interesse comune e in noi si è sviluppato anche un grande senso di collaborazione. Sicuramente questa esperienza avrà aiutato molti di noi ad avere più sicurezza e fiducia in se stessi e magari anche a scoprire un nuovo talento o una nuova passione…

Spero vivamente che questo progetto riesca a far avvicinare molti più ragazzi alla lettura!

In questo modo in futuro ci saranno degli uomini e delle donne che saranno veramente pronti ad affrontare il vero mondo. Come diceva una mia professoressa” bisogna essere uomini liberi, non sudditi”.

E per farlo bisogna conoscere ciò che ci succede intorno e capirlo, in modo da poter fare scelte sagge per rendere il mondo un posto migliore”.

Albarosa Strippoli, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2019/20

#ioleggoperché 2019

 

Ancora una volta la Scuola Secondaria di I grado “Luigi Santarella” ha partecipato all’iniziativa nazionale #ioleggoperché, un’attività finalizzata alla promozione della lettura nei ragazzi. L’iniziativa consiste nel regalare libri alle biblioteche scolastiche, anche con piccoli contributi versati alle librerie associate alla scuola.

L’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori (AIE) si è svolta nel periodo dal 19-27 ottobre 2019. Arrivata alla sua quarta edizione, ha avuto un grandissimo successo di pubblico. Ormai tutti conoscono #ioleggoperché, i colori dei suoi manifesti, la vivacità dei suoi cappellini e dei segnalibri!

La cosa più bella di questo progetto è che tutti hanno potuto aderire, le scuole, le librerie, gli stessi cittadini, alunni, genitori, zii, nonni, amici, tutti uniti nella volontà di promuovere la lettura fra i ragazzi attraverso il dono di un libro, un gesto piccolo, ma in realtà un grande gesto! Le stesse case editrici hanno collaborato impegnandosi a donare alle biblioteche scolastiche 100.000 volumi nuovi che saranno distribuiti fra 

le 15.000 scuole partecipanti! Rispetto al 2018 si è registrato un incremento del 52% delle donazioni! Sono i numeri di un risultato straordinario!

#ioleggoperchè si è rivelata una iniziativa coinvolgente, formativa e stimolante per l’entusiasmo con cui librerie, docenti e ragazzi hanno aderito! Infatti, alcuni ragazzi delle terze classi della Santarella si sono trasformati in “promoter” dell’iniziativa e della lettura con una raccolta di contributi volontari da record!

Merito anche dei tanti concittadini che con cura hanno scelto ed acquistato i libri, o hanno contribuito al loro acquisto, regalandoci anche la propria dedica sul frontespizio del libro, sempre con parole di incoraggiamento e di speranza.

Parole che noi ragazzi portiamo nel cuore, perché ci hanno fatto capire quanto tenessero a noi e al nostro futuro!

Speranza che noi ci impegneremo a rendere realtà!

 

Maria Barile, classe III A Scuola Santarella, a.s. 2019/20

Cittadini consapevoli

Nei giorni 5 e 7 Novembre alcuni alunni delle classi seconde e terze della Scuola Secondaria di I grado “Luigi Santarella”, accompagnati dalle loro docenti di lettere, si sono recati presso la libreria Sonicart di Corato per un dibattito sul libro ‘’Sei stato tu?’’ di Anna Sarfatti e Gherardo Colombo, ex magistrato italiano.

Moderatore il proprietario Michele Cialdella che ha esordito spiegando il significato della Costituzione, cioè l’insieme delle norme su cui uno Stato si fonda e ci ha raccontato la storia della nostra Costituzione. Nel 1945 l’Italia era uscita dalla tragica esperienza della Seconda Guerra Mondiale e il 2 Giugno del 1946, con un referendum, gli italiani scelsero di passare dalla monarchia alla Repubblica. Però queste votazioni furono diverse dalle precedenti, perché per la prima volta votarono anche le donne. Quello stesso giorno si votò per l’elezione di un’Assemblea costituente incaricata di scrivere una nuova Costituzione, che entrò poi in vigore il 1 gennaio del 1948. Nonostante i diversi partiti su alcuni punti non fossero d’accordo, alla fine, pur di evitare il rischio di tornare alla dittatura, si misero d’impegno per trovare una soluzione condivisa che rispettasse le diverse posizioni.

Tutti i ragazzi presenti all’incontro hanno compreso l’importanza dell’argomento trattato. Infatti, per quanto il nostro Paese goda al momento di un regime altamente democratico fondato su libertà inviolabili, bisogna essere consapevoli che tutto questo è frutto di un lungo e doloroso percorso che ha visto protagonista il popolo italiano, l’Europa e gran parte delle nazioni mondiali.

Troppo spesso l’uomo tende a dimenticare i periodi bui della propria storia e a non apprezzare le libertà e i diritti, considerandoli come dovuti e scontati. Grazie al cammino intrapreso attraverso incontri come questo, ognuno di noi ha potuto iniziare a comprendere quante lotte, anche intestine, abbiamo dovuto affrontare per poter godere di tanti privilegi.

Abbiamo avuto modo di considerare che il popolo italiano ha vissuto in una lunga dittatura e si è imbarcato in una guerra mondiale schierandosi in difesa di principi che devono essere considerati odiosi e non condivisibili: la conquista di altre nazioni attraverso la violenza, la limitazione delle libertà fondamentali come quella di parola, di stampa, di riunione, il massacro di milioni di innocenti in nome di inesistenti superiorità di razza.

Queste premesse sono state fondamentali per comprendere l’importanza del lavoro condotto da grandi statisti e liberi pensatori che hanno dovuto elaborare una Carta Costituzionale che garantisse libertà a tutti ma allo stesso tempo fosse un baluardo contro ogni dittatura e ogni repressione.

Per questo motivo il moderatore della serata si è particolarmente soffermato sui primi tre articoli della Costituzione, sottolineando l’importanza dei principi in essi contenuti.

Art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”: l’articolo sottolinea l’importanza del lavoro come uno dei principi fondanti della nostra repubblica, tanto che il problema della disoccupazione è sempre molto sentito. Inoltre ci ricorda che il popolo è libero di esercitare il proprio potere decisionale ma attraverso i soli modi individuati dalla nostra Costituzione, in modo da evitare il sorgere di altri regimi totalitari.

Art. 2 “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”: grazie a questo articolo abbiamo riflettuto sulla necessità di diritti e di doveri all’interno della comunità. I diritti sono inviolabili, per cui una persona è libera di parlare, di scrivere, di esprimere le proprie opinioni senza che nessuno possa impedirglielo. I doveri esigono un comportamento a cui bisogna attenersi e che non può essere violato, in modo da poter vivere in armonia.

Art. 3. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”: lo Stato deve impedire che vi siano discriminazioni e garantire l’uguaglianza formale e sostanziale di tutti i cittadini.

Infine, abbiamo avuto modo di sentirci parte del nostro Stato quando il moderatore ci ha invitati, in una sorta di gioco ideale, a scrivere una nuova norma da aggiungere alla Costituzione, per poi verificare se già esistesse.

Abbiamo appreso che per poter convivere in modo pacifico e ugualitario le norme e i principi della Costituzione sono fondamentali e che dobbiamo essere consapevoli della loro importanza e della necessità di difenderli nel tempo.

Aurelia Mazzilli, classe II D, Picca Giada,classe III D, Scuola Santarella, a.s. 2019/20

L’autunno arriva nelle scuole!

Alcune classi delle scuole di primo e secondo grado dell’Istituto comprensivo “Cifarelli-Santarella” hanno partecipato alla “Festa d’autunno”, manifestazione svoltasi nel pomeriggio del 18 novembre.

Le classi I A, III A, I C, I D, II D, IG della Scuola Santarella si sono messe alla prova aderendo ad un laboratorio di scrittura creativa.

 

Esso è stato suddiviso in varie parti. Nella prima vari volenterosi alunni hanno creato alcune poesie inerenti all’autunno e, in particolare, alle castagne. Successivamente altri ragazzi con una bella grafia hanno trascritto le poesie su dei cartoncini a forma di castagne o di foglie in base all’argomento della poesia. Il tutto si è svolto in classe con la supervisione delle professoresse.

La seconda parte si è svolta nel pomeriggio del giovedì precedente alla manifestazione dalle 13:10 alle 16:00. Il pomeriggio si è articolato in questo modo: dopo aver consumato il proprio pranzo a sacco, gli alunni hanno potuto dare sfogo alla loro creatività: disegnando, colorando, creando cartocci per le caldarroste e scrivendo poesie per quanto concerne l’argomento della manifestazione.

E ora arriviamo finalmente al gioioso giorno. La “Festa d’autunno” si è svolta nelle piazze antistanti i due plessi scolastici Santarella e Cifarelli.

Nella piazza prospiciente al Cifarelli si è svolto un laboratorio intitolato “Impronte d’autunno” ed era rivolto per lo più ai bambini che potevano esprimere il proprio concetto d’autunno attraverso fantasiosi disegni a tempera.

Nel piazzale antistante alla Santarella si sono svolte svariate attività ed esibizioni; per esempio dei bambini hanno deliziato i passanti con piccole performance ed esibizioni di canto. Ma l’attività che ha entusiasmato di più è stata la vendita delle caldarroste il cui ricavato è andato in beneficenza. Inoltre le caldarroste erano poste in dei cartocci su cui erano scritte le stesse poesie inventate dagli alunni durante il laboratorio. Così i passanti potevano sia sfamarsi che intrattenersi con piccole poesie.

Il punto di forza di questo progetto è stata la collaborazione tra alunni e corpo docenti i quali si sono messi in gioco per rendere il pomeriggio del 18 novembre un momento indimenticabile. Infatti questo progetto aveva il fine sia di educare dal punto di vista intellettivo con il laboratorio di scrittura creativa (quindi incitando gli alunni a inventare poesie), sia dal punto di vista umano perché gli alunni hanno compreso il vero significato della collaborazione e della solidarietà.

Sara Rignanese, classe II D Scuola Santarella, a.s. 2019/20

Alla conquista degli ecosistemi

Il termine ecologia si riferisce a una scienza che studia le relazioni tra esseri viventi e l’ambiente in cui vivono. Partendo da questa premessa, abbiamo approfondito il concetto di ecosistema. Quest’ultimo è l’insieme degli organismi viventi e della materia non vivente che interagiscono in un determinato ambiente, costituendo un sistema autosufficiente e in equilibrio dinamico.

Il nostro gruppo classe ha deciso di approfondire ecosistemi differenti mediante una modalità alternativa. Quest’ultima consiste, servendoci di DAS, polistirolo e altri materiali, nella produzione di plastici, nello scrivere una tesina in cui sono state approfondite le caratteristiche di ogni ecosistema e nell’esposizione orale di quanto appreso. Le tesine inoltre, e altri materiali prodotti, sono conservati nella nostra “Scatola delle Scienze”.

Gli ecosistemi affrontati sono stati: deserto, mare, lago, montagna, città.

Un primo gruppo ha approfondito il deserto studiandone le caratteristiche fisiche, climatiche la vegetazione e la fauna, ossia le componenti abiotiche e biotiche.

Allo stesso modo è stato affrontato lo studio dell’ecosistema mare, lago, bosco e prato.

Non poteva mancare infine lo studio dell’ecosistema urbano, ove noi viviamo.

Dopo aver preso coscienza del funzionamento dei vari ecosistemi, abbiamo compreso l’importanza di rispettare tutte le componenti degli stessi in quanto, se un anello viene a mancare, ciò potrebbe portare a conseguenze drastiche, spesso irreversibili.

Abbiamo inoltre compreso l’importanza di rispettare l’ambiente e che ciò che è di tutti è soprattutto nostro quindi deve essere difeso per la nostra e altrui sopravvivenza.

 

Classe II D, Scuola Santarella, a.s. 2019/20