Progetto Bimboil Junior: che poesia!

Anche quest’anno la nostra scuola ha proposto agli studenti diversi concorsi, per permettere agli alunni di liberare la propria fantasia, creatività e perché ognuno potesse mettere in gioco le proprie competenze.

L’Istituto ha presentato i concorsi ai quali partecipa da molti anni ormai: il Concorso “Cataldo Leone”, che vede partecipare tutte le scuole di Corato, il Concorso “Il Giralibro”, per il quale gli studenti si relazionano con altri alunni di tutte scuole d’Italia. Quest’anno la nostra scuola ha partecipato a un concorso nazionale diverso dal solito, esteso alle classi seconde dell’istituto, per il quale le conoscenze scientifiche si sono mescolate sapientemente a quelle letterarie.

“Olio in cattedra”, è questo il nome del progetto di Educazione alimentare promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio; il fine è quello di sviluppare nei giovani la consapevolezza di bene, l’olio, che fa parte della nostra gastronomia e caratterizza il nostro Paese, conosciuto in tutto il mondo per la produzione dell’oro giallo.

L’obiettivo didattico del progetto consisteva nell’acquisire nozioni scientifiche in un percorso con l’insegnante di scienze, che fornissero la base per la stesura di un testo poetico, affrontato con l’insegnante di lettere.

Il concorso ha pertanto offerto la possibilità di analizzare l’olio, questo importante bene della nostra terra, dal punto di vista scientifico e letterario.

Le classi seconde partecipanti hanno deciso di sviluppare il tema proposto in maniera dissimile, dando prova di creatività e originalità.

Noi studenti della II D abbiamo lavorato con costanza e impegno per diversi mesi alla realizzazione del progetto.

A dare inizio a questo meraviglioso viaggio fra le ricchezze di cui la natura dispone, che sono la base della nostra dieta mediterranea, è stata la docente di materie scientifiche la quale, conducendo lezioni interessanti e avvincenti che ci hanno visti partecipi, ha introdotto l’argomento evidenziando le caratteristiche scientifiche dell’olio.

L’insegnante ha diviso gli alunni in diversi “gruppi di ricerca” che avvalendosi di media, libri, enciclopedie o testimonianze fornite da persone qualificate, hanno analizzato le diverse caratteristiche dell’olio, quali la pianta, il frutto, la crescita, lo sviluppo, le regioni in cui è diffusa la coltivazione dell’ulivo.

In questo modo, gli alunni hanno potuto arricchire il proprio bagaglio culturale in un modo alternativo: noi studenti, improvvisandoci “piccoli professori”, abbiamo infatti esposto le nozioni apprese alla classe, a seconda del contenuto delle ricerche effettuate. Un ruolo fondamentale è spettato all’insegnante che, mediante le sue conoscenze, ha precisato o corretto alcuni concetti.

Oltre alla sapiente guida della docente, noi alunni abbiamo potuto dissolvere dubbi, perplessità.  Abbiamo poi chiedere il parere circa le nozioni apprese a un esperto, proprietario di un frantoio per parecchi anni: questi ha spiegato il segreto per riconoscere un olio di qualità, i macchinari utilizzati per la trasformazione dell’olio, i diversi processi ai quali l’olio è sottoposto, le caratteristiche dell’oro giallo del nostro territorio.

Il percorso scientifico si è concluso con la realizzazione di diversi cartelloni e plastici tridimensionali a cura dei gruppi. I primi, esposti fuori dall’aula, sono il risultato di quanto maturato nel percorso e si caratterizzano per colori, stili, aspetti grafici.

Il concorso ha consentito agli studenti di poter mostrare il meglio di sé grazie alla propria creatività: noi alunni della 2D ci siamo cimentati nella realizzazione dell’albero di ulivo mediante un plastico tridimensionale! In particolare un’alunna, attraverso un’accurata osservazione dal vero della struttura dell’albero, lo ha realizzato ad altezza d’uomo.

Se credete che il percorso sia volto al termine… beh, avete commesso un errore!
Riprendiamo il tutto da dove ci eravamo fermati. Dopo aver appreso nozioni di carattere scientifico, il compito di guidarci nella buona riuscita del progetto è stato affidato alla docente di lettere, la quale ci ha presentato la tipologia testuale esplicitamente richiesta dal concorso, la poesia: ha pertanto spiegato figure retoriche, tecniche stilistiche e caratteristiche proprie del genere letterario.

Dopo aver acquisito queste nozioni teoriche, noi tutti siamo stati invitati ad esprimere nuovamente la nostra creatività mediante la stesura di più poesie.

La docente, servendosi di esempi rappresentati da testi poetici di grandi poeti, quali Pirandello e Pascoli, ha proposto delle interessanti attività a noi tutti. Ognuno ha dato prova delle conoscenze apprese e delle proprie capacità linguistiche mediante la stesura di una poesia.

Nonostante tutti gli elaborati fossero interessanti, unici nel proprio genere, la docente ha scelto solo un testo poetico, proprio come regole del concorso stabilivano. Il contenuto della poesia scelta ha successivamente preso la forma di un elaborato grafico, usato poi come base di un filmato in cui il testo è stato recitato.

Sono dell’opinione che le istruzioni dei docenti siano state fondamentali affinché il lavoro potesse essere accurato.

Nel testo poetico da me elaborato, “Ode all’olio”, ho sintetizzato in versi le emozioni, sensazioni e ricordi che affiorano nella mia mente quando sento pronunciare la parola “OLIO”: non tutti sono infatti a conoscenza del fatto che l’olio extravergine d’oliva è l’unico e il solo assimilabile al latte materno. La visita dell’esperto, oltre ad arricchire il mio bagaglio culturale, mi ha fatto comprendere quale sia “l’ingrediente” essenziale affinché la poesia non risulti scontata: l’osservazione!

Mi sono pertanto basata sull’osservazione per poter descrivere l’aspetto dell’oro giallo, delineandone le caratteristiche, la consistenza, l’aspetto e completando la descrizione menzionando il sapore e l’odore dal mio punto di vista, avvalendomi di figure retoriche di significato per dare forma alle mie sensazioni.

Negli ultimi versi della poesia ho infine presentato un ricordo molto intimo, personale, costituito da una vicenda quotidiana, alla quale io affido molta importanza: mediante questo ricordo, ho descritto ciò che l’olio rievoca in me, un ricordo che porto nel cuore…

Questo concorso ha fornito la possibilità a me e ai miei compagni di mettermi in gioco: impegno, costanza e determinazione hanno scandito questo percorso. Mi farebbe piacere se la mia classe si aggiudicasse la vittoria, in quanto sono consapevole del lavoro che abbiamo portato avanti e ne sono molto fiera.

Trovo però opportuno concludere citando le parole pronunciate da Pierre de Coubertin, “L’importante non è vincere, ma partecipare”!

 

Nicole Cimadomo, classe II D Scuola Santarella, a.s. 2019/2020

LA PIOGGIA

La tranquilla e malinconica pioggia,

che picchietta sulla finestra,

mentre trasmette molte,

intense emozioni.

Nel guardarla scendere,

libera e sicura,

attimi di nostalgia e riflessione

invadono la mente.

La tristezza,

nel ricordare il passato,

i bei momenti e i brutti

e a come siano passati velocemente.

I tuoni e i lampi,

che trasmettono paura e timore,

ma che cessano e che lasciano il ruolo di protagonista

al picchiettare delle goccioline.

A poco a poco,

la pioggia smette di scendere

e in primo piano,

uno spettacolo strabiliante,

un fascio di luce definito da straordinari colori

che mettono da parte le emozioni provate,

per dare importanza alla felicità,

nel vedere una tale meraviglia.

Ludovica Del Vecchio, classe II F, “Santarella”, a.s. 2019/20

CHE COSA È PER ME LA POESIA!

Poesia è luce che

Illumina il buio,

stella che brilla

nel cielo,

odio che diventa

amore,

seme piantato che

diventa frutto,

sogno che diventa

realtà,

gabbiano che spicca

il volo,

storia di un libro

che si anima,

albero spoglio,

che fiorisce,

nuvola che emana

gioia e serenità.

MANFREDI RITA, classe 1 B, “Santarella”, a.s. 2019/20

AH…LA SCUOLA!

Ah…la scuola!

Quel rumoroso suono della campanella,

il gesso che incide la lavagna

tra le dita degli insegnanti,

il fruscio delle pagine

che vengono sfiorate dagli alunni.

Sale la tensione

al momento dell’interrogazione.

 

Gentile Marina, classe II F, “Santarella”, a. s. 2019/20

 

 

INCATESIMO DI COLORI

Domini nel cielo.

Speranza trionfante di pace,

meraviglia per i nostri occhi,

emozione per i nostri cuori,

pieni di vita

che tornano a battere,

con fiducia e coraggio e

a sperare in un futuro migliore.

 

Strippoli Paola, classe IIF, “Santarella”, a.s. 2019/20

LA MIA CASA È UNA PRIGIONE

Queste mura sono come una prigione,

l’unica via d’uscita è affacciarmi al balcone,

accendo la televisione,

e sento solo notizie che sono tutt’altro che buone.

Non posso uscire,

vedo le persone affacciarsi alle finestre e poi scomparire.

Giornate che passano,

persone che ci lasciano,

uccelli che volano,

e insieme cinguettano,

il mondo avanza là fuori,

ormai solo delle auto senti i rumori.

Vorrei essere un uccello,

quanto sarebbe bello,

a loro non è stata negata momentaneamente la possibilità di uscire,

loro quindi, sono liberi di scomparire,

tra le nuvole,

baciati dal sole.

Loro possono esplorare

e ovunque possono andare.

Invece io sono qui imprigionato,

la mia immaginazione mi ha lasciato,

chissà dove sarà andata,

so solo che è scappata.

Ma se l’Italia devo aiutare,

in casa sono costretto a stare,

in queste mura devo rimanere,

per poter un giorno tutte le persone a me care rivedere.

#IORESTOACASA

 

Daniele Perrone, classe III F, “Santarella”, a.s.2019/20

“Ci dovevamo fermare e lo sapevamo: la poesia ai tempi del coronavirus”

Il 21 marzo, in occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA, la nostra professoressa di italiano – nell’ambito delle attività di Didattica a distanza – ci ha invitato a meditare i nuovi versi scritti da Mariangela Gualtieri sulla dura prova dell’emergenza sanitaria che siamo chiamati a vivere in questi giorni. Quelli che seguono sono i pensieri liberi e le emozioni di un fine giornata “dentro la mia casa”, non semplicemente uno spazio fisico ma il luogo segreto che ciascuno di noi abita e custodisce.

“Ci dovevamo fermare e lo sapevamo”, si apre così, profonda e vibrante in ogni suo verso, l’ultima splendida poesia di Mariangela Gualtieri. I versi della Gualtieri sembrano spiegare, generando speranza, l’atroce lockdown che attanaglia in questi giorni un’intera civiltà immobilizzata dal dolore e dalla paura. Un’umanità ferita in balia di una tempesta, che ha bisogno di riconoscere “il comune destino” e di ritrovarsi “dentro una frenata” capace di riportare tutti “indietro” nelle “lentezze di un tempo” quando era più facile guardarsi, riconoscersi, godere delle cose piccole e semplici, le più vere. E’ così che nel tempo sospeso delle nostre giornate, in mezzo alle cose della nuova ordinarietà riconosciamo “i doni”, “pepite d’oro” ed un potente richiamo alla nostra più autentica e profonda natura che si realizza solo “se ci amiamo”. Ed allora questo fermarsi ci riconsegnerà alla storia, migliori, torneremo alla vita con una “comprensione dilatata” perché non avremo dimenticato quando torneremo a correre… quanto è triste “stare lontani un metro”. Mariangela Gualtieri così torna a consolarci con la sua parola viva e tagliente, mentre svela un altro pezzo di verità sulla vita e sull’uomo.

Giulia Pisi, classe 3^E, “Santarella”, a.s. 2019/20

UN ALBERO PER IL CLIMA, UN ALBERO PER IL NOSTRO FUTURO

Il 21 Novembre è una data importantissima per tutti: ogni anno si celebra la Giornata Nazionale degli Alberi, esseri viventi indispensabili per la nostra vita, per la nostra sicurezza, per il nostro futuro.

Proprio in occasione di questa ricorrenza, il 19 Novembre 2019, noi alunni della classe 1ᵃ F, con i compagni della classe 1ᵃ B, abbiamo incontrato un maresciallo del Corpo Forestale ed un suo collega che, attraverso la visione di un PPT, ci hanno spiegato l’importanza degli alberi e i loro preziosi benefici.Innanzitutto ci hanno parlato dell’albero tipico del nostro ambiente, la quercia ROVERELLA, che è molto grande e si trova sulle Murge e hanno sottolineato che tutte le piante, per vivere, hanno  bisogno di luce, di acqua e di un ambiente fresco.

Poi hanno illustrato le numerose funzioni dei nostri amici alberi: svolgono una FUNZIONE IDROGEOLOGICA che consiste nel drenare l’acqua ed evitare che il terreno frani; altrettanto importante è la FUNZIONE ECOLOGICA degli alberi che rallentano l’evaporazione dell’acqua e, grazie ai loro processi di respirazione e fotosintesi clorofilliana, assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, contribuendo alla pulizia dell’aria.

Non dobbiamo dimenticare che le foreste sono gli ALLEATI DEL CLIMA, sono i “polmoni” della nostra Terra, infatti purificano l’aria e danno una nuova forza alla nostra gente. Inoltre gli alberi hanno una FUNZIONE PAESAGGISTICA: rendono bello il paesaggio con i loro diversi colori e forme.

In seguito, abbiamo riflettuto sull’inquinamento ambientale e sulla raccolta differenziata che si svolge anche nella nostra città. In particolare la plastica è un grande problema e si deteriora solo dopo decenni, perciò dal 2021 verranno banditi gli oggetti in plastica monouso (come bicchieri, piatti, posate, cannucce, palloncini…), proprio per tutelare l’ecosistema e l’ambiente in cui viviamo. Infatti i nostri rifiuti di plastica giungono al mare sospinti dal vento o trascinati dalle acque dei fiumi o dagli scarichi urbani; le micro particelle di plastica vengono ingerite da alcuni animali marini che a loro volta vengono ingeriti da noi, con gravi danni per la nostra salute.

Noi siamo “ospiti” di questa Terra, quindi dobbiamo rispettarla e proteggerla in ogni occasione.

Se assistiamo ad una violazione nei confronti dell’ambiente, dobbiamo subito telefonare al numero 1515 – Emergenze ambientali oppure al 112 – numero unico europeo di Emergenza – e segnalare ciò che è accaduto all’Arma dei carabinieri.

Nel corso dell’incontro con il Maresciallo la frase che ci ha colpito di più è stata: “Voi siete la generazione futura; ciò vuol dire che ciascuno di noi deve insegnare ai propri figli il rispetto dell’ambiente”.

Rispettare la natura vuol dire SALVAGUARDARE sia il mondo animale sia il mondo vegetale. Bisogna conoscere per reagire: conoscere il territorio, l’ambiente o la città in cui si vive è importante per saper reagire ad episodi di inquinamento.

La festa dell’albero è stata un’occasione per esprimere, attraverso il linguaggio poetico, tutto il nostro affetto per gli amici alberi: ecco alcune delle poesie scritte da noi in loro onore.

E ricordiamo sempre:

Chi pianta un albero, pianta una speranza!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Alessandro Balducci, Michelangelo De Robertis, Alessandra Mangione, Antonio Zucaro, Scuola “Santarella”, Classe I F, A. s. 2019/2020

Le stelle

Il sole calava,
la luce diminuiva
gli ultimi raggi rendevano inchiostro il cielo.

Dalle nuvole la Luna
brillante come mai prima,
risvegliava il mondo dei sogni.

Si udiva una voce,
la ninna dolce
che fa profondare i pensieri.

Le luci delle case si spensero piano
e le stelle vegliarono i sogni dei cuori
desiderosi di pace.

Maria Barile, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19