Le stelle

Il sole calava,
la luce diminuiva
gli ultimi raggi rendevano inchiostro il cielo.

Dalle nuvole la Luna
brillante come mai prima,
risvegliava il mondo dei sogni.

Si udiva una voce,
la ninna dolce
che fa profondare i pensieri.

Le luci delle case si spensero piano
e le stelle vegliarono i sogni dei cuori
desiderosi di pace.

Maria Barile, classe II A Scuola Santarella, a.s. 2018/19

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FRATELLO MIO

Ci siamo persi insieme

Come due semi nel terreno

Se sono con te il cielo è sereno

Ti prego, stiamo insieme

Dove niente ci teme

Ti voglio bene fratello mio

Non mi abbandonare mai

Sto male sai

Sappi che accanto a te

Ci sarò io.

 

Di Tommaso Simona, classe II F, a. s. 2018/19

L’AMICO FIDATO

Se ne stanno seduti

al calar della sera

tra la nebbia fitta e sincera

a guardar l’orizzonte

da cui tutto si spera.

E come grandi amici

si tengono per mano

in due nell’immensità

mirano lontano.

 

Denise Scaringella, classe II B, Santarella, a.s. 2017/18

AMICO MIO

Averti accanto è una certezza

nei momenti bui sei la mia salvezza.

Se resterai al mio fianco

insieme andremo lontano.

Tra umiltà, dolcezza, fedeltà

inseguiremo la vera felicità.

E anche quando tu deciderai di andare,

io ti continuerò ad amare.

 

IANNONE GIADA, classe II B, Santarella, a.s.2017/18

L’UOMO

Un uomo siede,

assorto e stanco,

con un piede che accarezza

la terra.

Un uomo siede

Con il suo cane.

La notte delle piante,

anche quella fa paura,

e ascolta il pianto

del suo cane.

Sono angosciata,

preoccupata,

mortificata

dalla miserabile

sorte degli uomini

che si perdono soli,

senza amore nel

sentiero della vita.

 

FERRANTE ANNARITA, classe II B, Santarella, a.s. 2017/18

Matteo Renato Imbriani al Concorso Leone

 

MATTEO RENATO IMBRIANI

Alto ti ergi, nella piazza al centro di Corato.

Lo sguardo serio, il volto severo,

I baffi perfetti e l’aspetto austero.

 

Elegante negli abiti,

indossi fiero il tuo cappello;

ma quel gesto, carico di mistero

cosa significa per davvero?

 

Il braccio destro hai piegato,

con l’indice della mano qualcosa hai indicato:

il Palazzo di città o le terre del contado?

 

Intorno a te si mescolano storia e leggenda,

discendente dei Poerio, patriota napoletano,

illustre uomo politico che a noi ha teso la mano.

 

Padre dell’acquedotto ci piace definirti,

grazie a te i terreni abbiamo irrigato

e la produzione agricola valorizzato.

 

È stato interessante e divertente ricercare notizie sulla figura di Imbriani, un uomo che si è battuto per il Sud, di cui non conoscevo la storia, e che mi ha sempre affascinato ogni qualvolta passeggiavo per il corso.

Proprio quella grande statua, il modo in cui è stata realizzata, il mistero che la circonda, mi hanno spinto a scrivere questi versi e partecipare al concorso, dove ho ricevuto una segnalazione come primo tra i non vincitori.

Sono soddisfatto del mio lavoro, del risultato ottenuto e di aver scoperto un nuovo “AMICO”.

Labianca Mariano , classe II C, Santarella, a.s. 2017/18

 

 

DONNA BAMBINA

Libera bambina
Danza leggera
Vola sugli alberi
Liberi di essere semi

Danza libellula sui fiumi liberi di essere mari

Danza bambina
Sulla libertà incondizionata.

Io donna ho rinunciato
Ad essere ombra.

Ho imparato a non arrendermi
A vincere sempre e in ogni dove.

Vola bambina, insisti, sogna libera

Non rammentare il passato,
Sii mamma per chi verrà dopo di te, compagna per la tua anima gemella, maestra per chi ti chiederà nuovi stimoli.

Sii bambina per il tuo animo e donna per le tue idee.

Ho accettato di essere ponte per la libertà di poter essere una parola in un libro,
Un sogno nella dimenticanza

Una donna
Una bambina
Una donna-bambina

Maria Elena Varesano, classe I C Scuola Santarella, a.s. 2017/18

“CAPACI DI VIVERE INSIEME: LEGAMI D’AFFETTO”

La sera del giorno 30 maggio 2017 noi alunni della scuola “Santarella”, precisamente un gruppo di alunni delle classi I B e I F e la classe II C, insieme con gli alunni delle classi prime della scuola primaria “Tattoli”, siamo stati protagonisti, nel Chiostro comunale di Corato, della manifestazione conclusiva del Progetto educativo “CAPACI DI VIVERE INSIEME: LEGAMI D’AFFETTO” proposto dall’Associazione culturale Vivere In, di cui è responsabile l’insegnante Pina Masciavè.

Il progetto è stato molto coinvolgente per noi, perché ci ha fatto riflettere sull’importanza e sul valore di alcune VIRTÙ fondamentali come la generosità, la cortesia, la fiducia, la sincerità, l’ascolto reciproco nelle relazioni sia all’interno della famiglia, cioè tra noi figli e i nostri genitori e i nostri nonni, sia tra amici.

Nonostante ci fossimo preparati facendo delle prove con il microfono tutti insieme, la serata della manifestazione eravamo tutti molto emozionati e tesi, perché era un’esperienza nuova e perché eravamo dinanzi ad un pubblico numeroso e vario: ad ascoltarci c’erano i nostri genitori, la nostra Preside, i nostri professori e anche tante altre persone!

Avevamo veramente paura di sbagliare, di bloccarci, di non ricordarci che cosa dire! Per fortuna è andato tutto molto bene, abbiamo superato il nostro timore ed imbarazzo e siamo stati tutti bravi, tutti espressivi nella recitazione tanto da meritare i complimenti dei nostri professori e del pubblico.

La manifestazione si è avviata con la presentazione di tre virtù impersonate da tre nostre compagne:

  • la Generosità che portava in mano la clessidra e il cuore, simboli del tempo e dell’affetto da saper donare agli altri;
  • la Cortesia, che indossava un abito bianco con sopra impresse tante parole gentili come grazie, prego, scusa, permesso
  • la Fiducia che aveva tra le mani uno scrigno contenente una gemma preziosa, che rappresenta il sentimento di fiducia da guadagnare e da proteggere.

La prima parte della manifestazione è stata incentrata sulla famiglia, definita da Papa Francesco “Fabbrica di Speranza”, e noi alunni di I B e di I F abbiamo declamato testi d’autore e poesie scritte proprio da noi sul papà, sulla mamma, sui nonni, sull’amicizia. Abbiamo regalato tante emozioni soprattutto ai nostri genitori, li abbiamo ringraziati per i doni di ogni giorno, per i loro incoraggiamenti, per i loro insegnamenti. In coro, abbiamo cantato alcune canzoni sulla famiglia, guidati dal nostro professore di musica.

I bambini della scuola primaria sono stati protagonisti di simpatiche scenette in cui hanno rappresentato le relazioni d’affetto in famiglia, coinvolgendo in particolare un nonno: lui ha raccontato come si giocava un tempo alla campana disegnata per terra e ha giocato con loro utilizzando un tacco di scarpa. I bambini hanno concluso questa prima sezione cantando in coro la canzoncina “Nonno Superman”.

Nella seconda parte della serata ci siamo soffermati sull’Amicizia, luogo metaforico in cui sperimentiamo lo stare insieme e la costruzione di relazioni basate sulla sincerità, sulla fiducia, sull’ascolto. Gli alunni della classe II C hanno riflettuto sui tanti significati della vera amicizia e hanno declamato testi d’autore e poesie inventate da loro, mostrando come il legame di amicizia spesso deve attraversare mari in tempesta per poter poi divenire solida e sicura. I bambini di scuola primaria con  il gioco dei percorsi hanno rappresentato i momenti del litigio tra amici e della riappacificazione e hanno puntato l’attenzione sulle virtù del fair play.

La manifestazione si è conclusa con il gioco della rete simbolo del legame che unisce gli uni con gli altri e con un girotondo di amicizia tra bambini di scuola primaria e ragazzi di scuola media. Tutti insieme infine abbiamo intonato la canzone Grazie mille.A conclusione di questo percorso vogliamo consegnare a tutti questo messaggio, perché siamo convinti che ci vuole davvero poco per voler bene e farsi voler bene!

Ci vuole così poco

di A. S. Novaro

Ci vuole così poco
a farsi voler bene,
una parola buona
detta quando conviene,
un po’ di gentilezza,
una sola carezza,
un semplice sorriso
che ci baleni in viso.

Il cuore sempre aperto
per ognuno che viene:
ci vuole così poco
a farsi voler bene.

Classi I B, I F, II C, Scuola “Santarella”, a.s. 2016/2017

 

 

POESIE PER PASSIONE

L’AURORA

Quando mi sveglio, balzo fuori dal mio letto

e m’incanto ad osservare

il meraviglioso spettacolo della natura.

È l’aurora, è arrivata con il suo chiarore intenso.

È così bella, fa germogliare e sbocciare gemme,

fa risvegliare foglie che, confuse,

salgono al ciel contente.

Foglie, gemme danzano nell’aria,

la loro magia incantata si spande nel mondo,

lasciando il profumo della felicità.

 

TU, SOLE

Sole, sole, che cosa fai lì nel ciel?

Lo so… Illumini e riscaldi la terra.

Eppure, vorrei che tu, per una volta sola,

scendessi dall’alto del cielo che prigioniero ti tiene

e da vicino mi mostrassi la tua forza,

i tuoi raggi splendenti, il tuo volto misterioso.

Vorrei che mi raccontassi la tua storia.

Da dove vieni? Come sei nato?

Quali sono i tuoi segreti?

Rispondimi, amico mio!

 

IL TRAMONTO

Con il suo arancione infuocato

arriva il tramonto incendiato!

Rende rossa, insanguinata la città

ed estende calore fino all’immensità.

All’improvviso

il sole sparisce tra le nuvole dorate,

lasciando cadere dal Paradiso

rose rosse incantate.

 

LA NOTTE

La notte scende pian piano

e tutti, quasi impauriti,

si rifugiano nelle proprie case.

Nel buio profondo, al chiarore della luna,

silenziosamente arrivano i nostri amici:

lupi, volpi, orsi, gufi, civette…

Me li immagino in festa,

mangiano, giocano, scherzano.

E noi non abbiamo paura di loro.

 

LE STELLE

Stelle, stelle, mi sono persa!

Fatemi danzare nell’aria,

guidatemi voi fino a casa con la vostra luce intensa.

Stella, stella polare, portami a Nord,

fammi vedere spettacoli mai visti:

polvere di diamanti, cristalli di ghiaccio,

scie di comete, eclissi lunari…

Fammi viaggiare nel tempo,

scoprire e vivere il passato

di popoli che ho studiato,

ebrei e fenici, cretesi ed egizi.

Quante altre cose imparerei

e migliore diventerei!

Poi nel presente fammi tornare

e nel mio letto risvegliare.

Antonella Petrone, Classe IV C, Scuola “Cifarelli”, a.s. 2016/2017

 

POESIE SU TEREZIN

Terezin era una città costruita da ingegneri  di grande competenza per le proprie mura a forma di stella a sette punte vicino Praga. Poi è divenuta un ghetto per la “prigionia” degli ebrei come luogo di passaggio prima della deportazione nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Noi ragazzi della 1°C ne abbiamo trattato in classe leggendo anche alcune poesie dei bambini che vivevano lì che hanno messo su carta  le proprie emozioni e stati d’anima sottoforma di poesia e, anche noi, abbiamo avuto come compito di scriverne una che riguardasse questo argomento.

Poesie su Terezìn

 

 

Classe I C – a.s. 2016/2017